Stadio della Roma: Hunger games distretto 13

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Roma hunger games distretto 13 … nella lotta per la sopravvivenza alla fine le tre torri sono state eliminate, le cubature dimezzate, il 60% in meno per la parte relativa al Business Park, la messa in sicurezza del quartiere di Decima soggetto ad allagamenti, il potenziamento della ferrovia Roma-Lido.

Peccato …  potevate immaginare di arrivare a Roma e cercare con lo sguardo il cupolone di San Pietro, forgiato dal genio di Michelangelo Buonarroti, che suole emergere dalla città come fosse il luogo dell’infinito … e invece vedersi avanzare minacciose quelle tre torri appuntite che svettano verso il cielo come lame un po’ sghembe, saette instabili sull’orizzontale della città … non-luoghi postmoderni, privi di anima, identità e storia, simulacri del mondo globalizzato.

Poteva essere … se il progetto fosse andato in porto, così come era stato concepito da un immobiliarista, come Luca Parnasi, insieme con un dirigente sportivo, James Pallotta, coproprietario dell’AS-Roma, responsabili anche della scelta della zona di Tor di Valle (di proprietà dello stesso Parnasi).  Ma in una capitale europea qual è Roma, non dovrebbe essere il Comune a scegliere, con un dovuto Piano Regolatore? Invece lo hanno fatto altri soggetti, non propriamente coinvolti nell’interesse pubblico, se mai in quello privato.

Il Comune regala cubature a un privato, in cambio di infrastrutture. Differente comportamento si è tenuto a Monaco di Baviera, dove l’elegante ed efficiente stadio Allianz Arena, progettato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, è stato partorito da un progetto condiviso dai cittadini attraverso un referendum.

In una prima fase il Consiglio comunale locale fissò i criteri per la scelta delle aree, quella di Frottmaning garantiva una migliore accessibilità allo stadio, poi fu promosso un concorso di progettazione vinto appunto da Herzog & de Meuron.

A Roma, invece, nel nome dell’investimento privato (in realtà anche pubblico per gli oneri di urbanizzazione previsti dalla legge), diventa normale che si intervenga sulla città senza il dovuto confronto con i cittadini e senza uno strumento democratico e partecipativo offerto da un concorso di progettazione.

Scriveva Paolo Berdini sul FQ, al tempo della giunta Marino, che «la scelta del sito di Tor di Valle è frutto esclusivo e ostinato del promotore: la società calcio Roma. La legge sugli stadi approvata dal Parlamento consente di costruire i propri stadi e come tale deve essere rispettata. Ma non obbliga le amministrazioni pubbliche ad essere supine rispetto ai voleri della proprietà fondiaria. Nessuna legge vietava che il sindaco Marino imponesse di costruire lo stadio in un altro quadrante della città, dove gli oneri di urbanizzazione dovuti per legge e i maggiori oneri dovuti alla contrattazione urbanistica, avrebbero prodotto un beneficio più ampio per l’intera popolazione romana.

Né vale a titolo giustificativo la motivazione che non è previsto che sia il Comune a scegliere il luogo ma può solo esprimersi sul pubblico interesse della proposta del privato. In questo modo si spiana la strada al disegno di legge del ministro Maurizio Lupi che si basa proprio sulla subordinazione delle amministrazioni pubbliche rispetto alla proprietà fondiaria. E non è certo questo il mandato ricevuto da Marino dai suoi elettori».

«Del resto si continua a sostenere “che l’amministrazione comunale non farà alcun investimento economico”. Credono ancora di prendere in giro i romani: le opere giudicate di interesse pubblico saranno realizzate attraverso l’esborso di denaro pubblico noto (gli oneri di urbanizzazione previsti dalla legge) e da altro denaro di proprietà pubblica derivante dai maggiori introiti dovuti agli aumenti di volumetria concessi. Si spenderanno dunque per opere utili solo e soltanto alla Roma calcio preziosi soldi pubblici».

A Roma infatti il coproprietario dell’AS-Roma J.Pallotta ha imposto il luogo, e l’architetto Dan Meis, ha pensato bene di progettare il nuovo stadio secondo certe linee architettoniche: «All’esterno sarà circondato da un anello sospeso che ricorderà in chiave moderna gli archi e le pietre del Colosseo». Gusto architettonico più consono a Las Vegas che alla storia di Roma, con il suo materiale combinato di acciaio e vetro, teflon e pannelli fotovoltaici, insieme a citazionismo kitsch, come le grandi targhe in travertino con numeri romani che contrassegnano le tribune. (sic)

Le tre torri sbilenche poi, ideate dall’architetto Daniel Libeskind  (attualmente impegnato per Citylife, la peggiore speculazione immobiliare italiana realizzata all’ex Fiera di Milano), rappresentavano invece quell’ormai archiviato decostruttivismo schizofrenico, che si preoccupava di disfare, scomporre, desedimentare le strutture, e avrebbero devastato per sempre il paesaggio della città eterna.

A differenza della giunta Marino che aveva sostenuto il progetto, la giunta Raggi ha riscontrato molte criticità, troppo cemento, problemi di traffico, falle nella sicurezza e nell’approvvigionamento idrico ed elettrico, tanto che cinque dipartimenti su cinque, dall’Urbanistica all’Ambiente, avevano firmato un parere tecnico decisamente negativo.

Il progetto dei giallorossi era stato bocciato anche dall’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, grande oppositore dell’opera, che nel lungo documento di 76 pagine aveva denunciato «quel milione di cubature di costruzione» … «una sproporzione evidente tra i cantieri previsti e lo stadio, che vale appena il 14% del totale».

Ma i retroscena sono curiosi e denotano condotte civili del Bel Paese congiunte a dinamiche affaristiche interessate. Infatti il gruppo guidato da Luca Parnasi aveva deciso di spalleggiare (sempre di palloni si parla) la formazione del consiglio comunale di Roma capitale della giunta Marino, che avrebbe potuto risolvere i propri guai finanziari. Il costruttore romano aveva deciso di finanziare molte campagne elettorali di consiglieri comunali del Pd e del Pdl nella quasi certezza che insieme avrebbero fatto la maggioranza della futura assemblea che avrebbe visto sindaco Ignazio Marino.

Maggiore finanziatore della politica romana di quel momento, anche con piccoli contributi, comunque sempre ben graditi dai politici che partecipavano a quel turno elettorale, mentre restarono fuori i 5 stelle, che per altro non raccolgono quasi mai finanziamenti che non siano interni al movimento. Nel centro destra sovvenzionò ad esempio Giordano Tredicine con 30 mila euro divisi fra 6 società (ogni contributo appunto da 5 mila euro), Gianni Alemanno (35 mila euro divisi fra più società), l’esponente di Fratelli di Italia, Dario Rossin (10 mila euro), e tanti altri (la lista compare in un articolo di Franco Bechis su http://limbeccata.it).

Ovviamente il consiglio comunale di Roma arrivò ben disposto alla votazione del 22 dicembre 2014, che  definitiva di pubblica utilità il progetto, alla fine la delibera Parnasi ottenne 29 voti favorevoli, 8 contrari e tre astensioni.

La vicenda ricorda la matrice degli scandali affaristici romani, come quello dell’aeroporto di Fiumicino nella neonata Repubblica italiana. Costruito con materiali scadenti e su un terreno paludoso, senza nemmeno un’opera di drenaggio, dopo solo sei mesi fu dichiarato inagibile. Doveva sorgere a Casal Palocco sorse invece a Fiumicino, doveva essere pronto nel 1950, lo fu nel ’61, doveva costare 15 miliardi alla fine gravò sulle casse dell’erario per quasi 80 miliardi di lire.

Nel 1947, durante il secondo governo DC De Gasperi, si decide la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale. Dopo le elezioni del 18 aprile 1948 (la Democrazia Cristiana conquista la maggioranza assoluta dei seggi), il repubblicano Randolfo Pacciardi è nominato ministro della difesa e comincia ad occuparsi di Fiumicino.

Si elaborano numerosi progetti e viene fissato il termine improrogabile della conclusione dei lavori: entro l’anno santo, il giubileo del 1950. Nel 1949 il Parlamento stanzia le prime risorse per Fiumicino, un bilancio preventivo di 4 miliardi  e mezzo. Nel frattempo, Pacciardi affida alla ditta edile Manfredi il compito di avviare i lavori, della quale acquista un appartamento per la moglie che diventa anche azionista di un’altra società della famiglia Manfredi.

Nel febbraio 1959 il presidente della commissione tecnica per Fiumicino, il generale Fernando Silvestri, si suicida misteriosamente, sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Andreotti è serafico: “Caso ereditario, suo padre si uccise alla stessa età”. Si annuncia che l’aeroporto sarà pronto per le Olimpiadi del 1960, ma i lavori vanno a rilento.

Per trovare l’area adatta alla sua costruzione ci fu una ricerca spasmodica sui terreni, con fondati sospetti di brogli, mazzette e arricchimenti vari. Tra le tante ipotesi si fa strada l’area di bonifica di porto, a Fiumicino, di proprietà della duchessa Anna Maria Torlonia, vedova Cesarini Sforza. I beni della duchessa Torlonia sono amministrati dall’ex gerarca Nannini, in ottimi rapporti con l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giulio Andreotti. Nell’aprile del 1948, la scelta stranamente cade sui terreni Torlonia. Nel giro di una sola mattinata, i tecnici dell’Ires eseguono i sondaggi stratigrafici dei 94146 ettari del fondo Torlonia a Fiumicino. Una zona acquitrinosa e paludosa.

Il fondo misura 94 mila ettari, ne verranno acquisisti 91146. Il comitato Matricardi ne valuta il prezzo, fissato inizialmente in 405 mila lire per ettaro, ma già nel ‘48 il prezzo del fondo Torlonia  sale a  sale a 840 mila  lire. Lo stato infine lo acquista ad un prezzo fissato di 754 mila ad ettaro. Una valutazione molto vicina alla massima delle stime.

Nel 1951 il colonnello Amici, diventa il deus-ex-machina dell’ufficio progetti per Fiumicino. Amici, già condannato per collaborazionismo con i tedeschi, (pena condonata dall’amnistia), consulente di imprese edili, molto amico di personaggi di azione cattolica, intestò le sue società a moglie, figli, amici e parenti, e con il metodo della licitazione privata, quindi senza aste pubbliche, assegnava gli appalti direttamente a tutti.

La sua attività è a dir poco frenetica: in sette anni riesce a spendere qualcosa come ventiquattro miliardi di lire senza che un solo pilastro, un muretto, un argine, venga costruito in quel desolato suolo di Fiumicino. Nel frattempo il colonnello, su incarico di monsignor Angelini, realizza la Chiesa di San Leone Magno e il centro Pio XII “Per un mondo migliore”. Tra gli amici del colonnello figurano l’ex gerarca fascista Nannini, amministratore dei terreni Torlonia a Fiumicino, l’impresario edile Manfredi, il presidente dell’azione cattolica Saltarello. Per le polemiche ci pensa Andreotti: “Chi fa osservazioni gravi contro Amici non è tra le persone oneste”.

Alla fine Fiumicino non sarà pronto per le Olimpiadi: il costo iniziale stimato in 15 miliardi, sale prima a 24, poi a 36, ad opera compiuta toccherà la stratosferica cifra di quasi 80 miliardi di lire. L’aeroporto diventerà operativo solo il 15 gennaio 1961. Il primo aereo che atterrò a gennaio per un normale servizio di linea, un «Constellation» della Twa da New York, fu accolto da applausi. Tre mesi dopo, l’inevitabile. Il 27 aprile 1961 la Camera approva l’Istituzione di una commissione d’inchiesta sulla costruzione dell’aeroporto di Fiumicino, che  avrebbe dovuto semplicemente constatare che il sotto pista composto di semplice cemento e sabbia, si sgretolava appena un aereo toccava terra. Alla fine la commissione conclude i lavori insabbiando il caso e valutando solo i risvolti politici, «rivelando disordine, poco rispetto della legge, e spreco di denaro».

Nell’ottobre ’63, la procura di Roma, il porto delle nebbie, non riscontrando nulla di scorretto nell’operato e annuncia l’archiviazione del caso, mettendo definitivamente la parola fine alla scandalosa vicenda. Fiumicino ha richiesto 14 anni di lavori e 31 miliardi di spese (più altri 30 preventivati) per 6500 metri di pista. A Milano, in quattro anni si sono costruiti (tra Malpensa e Linate) 8600 metri di pista con 27 miliardi.

Questo è Fiumicino. Ed è «molto peggio di un furto, di una rapina a mano armata, di una incursione di briganti  chissà quanti altri Fiumicini ci aspettano» profetizzò Indro Montanelli sul Corriere. Fiumicino rappresenta l’inizio del malcostume italiano, tangenti, malaffare, mazzette, imprenditori insaziabili, faccendieri senza scrupoli e politici corrotti. A distanza di 70 anni non molto sembra essere cambiato.

Ora, per fare chiarezza sulla questione Stadio, interviene Oreste Rutigliano, consigliere nazionale dell’associazione “Italia Nostra”, che da tempo lotta contro la costruzione dell’impianto a Tor d Valle. (clip audio)

«L’ansa di Tor di Valle è protetta dalle esondazioni del Tevere da argini in terra di 6 metri. Nonostante gli argini c’è comunque un rischio idrogeologico causato non dal Tevere ma da un suo affluente, il Fosso di Vallerano, che durante le piene ha difficoltà ad immettersi e crea un rischio di allegamento a Decima, una zona urbanizzata a monte».

«Per fare lo stadio i costruttori sarebbero obbligati dall’autorità di bacino  a 16 milioni di opere per ridurre il rischio idrogeologico. Bisognerebbe poi costruire una idrovora da 3 milioni di euro la cui gestione spetterebbe al comune … E’ il classico tentativo di costruire su un terreno vergine, ingiustificato e non previsto dal piano regolatore … E’ ridicolo affermare che lo stadio non può essere costruito in un’altra parte della città. Il problema è che non si tratta di uno stadio ma di un centro direzionale con annesso stadio che rappresenta solo il 14% della cubatura complessiva».

«Ormai è noto a tutti che i terreni appartengono al costruttore Parnasi, da sempre vicino al Pd e indebitato per 400 milioni di euro con Unicredit. Parnasi aspetta questa operazione per cercare una sorta di risanamento … Tor di Valle è una delle 3 anse del Tevere dentro il raccordo anulare che non sono state ancora costruite. Si tratta di una area preziosa per l’equilibrio ecologico e ambientale della città. Durante le fasi di piena la ricchezza di fauna è tale da sembrare in Africa». (clip audio)

Tor di Valle assomiglia all’Africa? Dunque che Africa sia !! … non solo per la straordinaria ricchezza della fauna della valle, che verrà in gran parte distrutta dalla cementificazione, ma anche per la conduzione incivile, antidemocratica e legalmente illegittima delle vicende accadute.

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

25.02.2017

 

28 Commenti
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MarioG
MarioG
25 Febbraio 2017 17:02

Finalmente una buona notizia: niente torri!

Parzy
Parzy
25 Febbraio 2017 19:09

Trovare la quadra in questa faccenda dello stadio nn era facile. La Raggi ha cmq portato a termine un discreto successo, ricordiamoci sempre da che situazione partiva e con l’incubo della causa multimilionaria. Per quanto riguarda la “cementificazione” le cubature sono ridotte alla meta e, a quanto dichiarato, sara in parte fatto con materiali ecocompatibili. Ricordo a tutti che Roma , attualmente, vanta la maggior quantita di verde pro capite di tutta europa (forse svezia e finlandia ci battono). Tanto per rendere l’idea solo Villa Pamphili è piu grande di Hyde Park a Londra o Tear Garden a Berlino.

Parzy
Parzy
Risposta al commento di  Rosanna
25 Febbraio 2017 19:34

Sono sicuro che, poniamo il caso, la Lazio vorra il suo stadio, o che si voglia fare un’altra importante opera, si seguira un iter diverso e piu partecipato. Personalmente uso/abuso del referendum nn mi vede favorevole se nn in casi di reale necessita. Un conto è il referendum sulla costituzione e un conto e il referendum sullo stadio, si rischia di limitare l’iniziativa privata, che poi il privato si comporti come “padrone della citta” è un’altro discorso.

Gino
Gino
Risposta al commento di  Parzy
25 Febbraio 2017 20:17

scusa ma da dove prendi i dati che Roma ha la maggior quantità di verde procapite d’EUropa? E da dove prendi le informazioni che HydePark è piu piccolo di Villa Pamphili? A me risultano cose diverse. Sul verde procapite basta fare una ricerca,

http://archivio.internazionale.it/news/da-sapere/2013/05/11/quali-sono-le-citta-che-hanno-piu-spazio-verde

Poi

Villa Pamphili Superficie 184 ettari
Hyde Parl 253 ettari
Großer Tiergarten 342 ettari

Parzy
Parzy
Risposta al commento di  Gino
25 Febbraio 2017 21:18

Sui dati del verde procapite bisogna vedere come hanno fatto i calcoli. Non si puo paragonare Lodi o Matera a Roma, con densita abitativa diversa e con estensione topografica diversa. Nel articolo di Internazionale nn sono riportati i mq per abitante delle citta italiane. Il sito istat è in manutenzione

Toussaint
Toussaint
25 Febbraio 2017 20:56

Mamma mia … anche l’aeroporto di Fiumicino (l’alternativa, se ben ricordo, era parallela all’ultimo tratto dell’autosole, fino all’uscita di Settebagni. Non lo so se era meno peggio di Fiumicino). Per dimostrare che cosa? Che i piani regolatori si fanno sotto dettatura degli imprenditori? Sai che novità, qualunque sia il partito al potere. Si vede che non hai mai fatto l’assessore all’urbanistica. Finalmente la Raggi ha fatto qualcosa di giusto e se ne avvantaggerà notevolmente anche il M5S. L’obbiettivo era di ridurre le volumetrie di Tor Di Valle. E’ stato raggiunto. L’area non era un giardino zoologico che prendeva vita in occasione delle piene del Tevere. Era un’area malmessa dove già esisteva un ippodromo malmesso, un infame penticanaio che doveva in ogni caso essere risanato (l’amianto!). Il compromesso mi sembra onorevolissimo per tutti. Permettimi un po’ di polemica sul decostruttivismo schizofrenico, come l’hai chiamato tu. Premesso che l’ultima opera del guru di questo movimento (Philip Johnson) fu fatta con l’utilizzo di una tecnologia che gli vendetti io (è quest’opera qui: https://www.google.it/search?q=Philip+Johnson+visitor%27s+center&rlz=1C2CAFB_enIT661IT661&biw=1366&bih=662&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0ahUKEwiZofuj_avSAhWoA5oKHbbhBMUQsAQIHA), e che quindi ci sono un po’ affezionato, ma mi sembra che il tuo giudizio sia un po’ frettoloso. Questo movimento (ti concedo che non ha mai avuto tanti estimatori… Leggi tutto »

Toussaint
Toussaint
Risposta al commento di  Rosanna
26 Febbraio 2017 11:13

A me piace soprattutto il Johnson “minore”. Credo di conservare da qualche parte il disegno di una piccola casa che voleva fare nel mid west. Non son mai riuscito a capire se rappresentava una specie di medusa o un apparato sessuale maschile di tipo alieno. Ogni tanto mi scappa un ricordo, è l’età.
Tornando a noi, non voglio abusare dello scontato “de gustibus non disputandum est”. Però la tua opinione sull’Allianz Arena non te la concederò mai. Sembra un nido di quaglie fatto di plastica. Saranno anche datati, ma lo stadio di Bari (Renzo Piano), specialmente di notte, o lo stadio di Genova, o lo stesso San Siro per come si è stratificato nel corso degli anni, danno emozione al solo guardarli.

Truman
Staff CDC
Risposta al commento di  Toussaint
2 Marzo 2017 15:50

Parlavi per caso della “Torre Eiffel” di Parigi?

PietroGE
Utente CDC
25 Febbraio 2017 21:08

Beh, adesso si comincia a ragionare. Ai palazzinari stanno fumando le orecchie per la rabbia ma senza quello schifo di torri le cose vanno già meglio. E poi a cosa diavolo servivano tutti quegli uffici? Roma non è Londra. Qui è il lavoro che manca non gli uffici.
Io però faccio presente che ci sono altre priorità per la città : la linea C della metropolitana, un minimo di connessione di servizio di trasporto pubblico per il centro commerciale di Porta di Roma, le buche nelle strade e nei marciapiedi, che sono un pericolo fatale per le persone anziane ecc. ecc.

Fulminato1975
Fulminato1975
25 Febbraio 2017 22:16

Scusate ma visto che la Roma lo stadio già ce l’ha, ed anche molto bello, non era percorribile la strada “niente stadio”?

Truman
Staff CDC
Risposta al commento di  Fulminato1975
2 Marzo 2017 15:51

Roma ha già DUE stadi.

SanPap
Utente CDC
25 Febbraio 2017 23:11

Ho la bocca piena di mosche, sono giorni che giro con la bocca aperta e se n’è riempita E un’altra cosa la voglio dire subito: tra una affermazione di Totti e una di Imposimato, tendenzialmente credo a quella di Imposimato. Detto questo possiamo iniziare. iniziamo dal territorio. Appartiene nella gran parte ad Ostia, il più importante insediamento del X Municipio; il suo nome deriva da Ostium, ossia foce (in latino); Ostia è sorta sulla foce del Tevere; naturalmente questo in se non vuol dire molto, ad es. la Camargue, alle foci del Rodano, è un territorio splendido, cavalli bradi, fenicotteri, allevamenti di tori possenti per le caratteristiche corride incruente che vi si praticano, canali ora salati ora dolci a seconda della marea che si intrecciano ed intersecano all’infinito, distese di canne e di altre piante acquatiche, decine di piccole città; un incanto; il problema è che la foce del Tevere assomiglia di più alla foce del Gange. Le pantegane che vivono in prossimità della Torre di San Michele sono state promosse a Nutrie (tipico roditore del Sud America) per non mettere in imbarazzo i poveri bambini che le vanno a vedere: tema: oggi sono andato a vedere le pantegane, meglio… Leggi tutto »

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
26 Febbraio 2017 0:19

ci hai pensato a come si incastrano (opss, lapsus) bene le assicurazioni a Virginia: un coltello puntato alla gola

ma che vanno a pensare sti hacker russi ! Avresti mai pensato che sono così maliziosi. E’ colpa delle fredde e lunghe notti siberiane passate tra scacchi, vodka e virus informatici.

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Rosanna
26 Febbraio 2017 9:17

gli piacerebbe, a quelli della LIPU, che fosse questa la situazione !
si ci sono ma sono praticamente esemplari unici
Quando hanno costruito il porto di Roma, nel progetto originario una vasta zona doveva essere riqualificata; il porto è stato costruiti, seguito dagli immancabili sequestri e dalle carcerazioni, ma la zona da riqualificare è rimasta più o meno come prima: un capanno da cui osservare un paio di martin pescatori e qualche cavaliere d’Italia; se questa è una riqualificazione !

gilberto6666
Utente CDC
25 Febbraio 2017 23:13

Ottimo risultato della Raggi, soprattutto per avere scongiurato la pacchianata dei grattacieli. Piccola personale osservazione su Monaco di Baviera. Lo stadio sarà certamente efficiente, però faccio fatica a trovarlo elegante, mi sembra piuttosto una gigantesca zattera gonfiabile. Spero che non venga in mente a nessuno in Italia di costruire una roba del genere. P. S. : Roma è la capitale occidentale con più verde.

Ronte
Utente CDC
26 Febbraio 2017 10:48

Progetto che specula sulla passione (fanatismo?) sportiva.
Si stima che le colate di cemento degli ultimi 20 anni su suolo verde equivalgano alla superficie di due e più Regioni.
Ogni secondo, e sottolineo ogni secondo, perdiamo una quantità di terra naturale che oscilla tra i 5 e gli 8 mq.
La percentuale del suolo impermeabilizzato (150-160% in più rispetto agli anni ’50) ha un impatto devastante anche indiretto.
L’Italia frana e va sott’acqua: il cemento prima causa. Più in generale sta esplodendo la bomba ecologica.
Negli ultimi anni nelle aree metropolitane (v. Milano-Roma) la copertura artificiale è cresciuta di oltre 500 ettari.
Forse non abbiamo ancora capito che gli umani (?) sono ospiti di questa terra, ma se l’uomo intende usarla a piacimento (interessi) il nostro asilo finirà presto.
Follia!!!

gix
Utente CDC
26 Febbraio 2017 13:33

Per chi è di Roma non è difficile comprendere cosa succederà con una opera del genere: comunque vadano le cose, sarà sempre un peso non indifferente per la collettività. Già si potrebbe discutere su cosa ne sarà degli altri due stadi di Roma, uno, l’olimpico, non propriamente un impianto facile da gestire, sia per grandezza che per posizione, l’altro, il flaminio, in stato di abbandono al momento. Un terzo stadio era proprio quello che ci voleva insomma, anche se il M5S almeno ha limitato i danni da speculazione selvaggia, che comunque l’attuale dirigenza della Roma in ogni caso avrà ottenuto. Le tre torri peraltro hanno già un precedente non troppo distante in zona, il centro commerciale euroma2, dove vi sono già 2 grattacieli, dei quali uno della provincia. Questo grattacielo è stato acquistato dalla provincia per la bellezza di 263 milioni di euro, con lo scopo di trasferirvi, anzi deportarvi, gli impiegati che ora lavorano in centro, con il punto interrogativo della sopravvivenza stessa delle provincie; non so al momento se la torre sia o meno utilizzata per il personale della provincia, si sa però che, a suo tempo, lo stesso personale ha protestato con forza per non dover subire… Leggi tutto »

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
26 Febbraio 2017 17:39

le due torri doppie, ogni torre è composta da due corpi verticali chiusi in basso e in alto ( ce n’è una analoga a Parigi http://viaggi.myblog.it/media/01/01/1083018002.jpg) sembrano un varco simbolico;
anche all’interno dei euroma2 ci sono tanti simboli: obelischi, rose dei venti, pentacoli, sfere, urne, fiaccole; lampadari e pavimenti sono simbolici; e i colori e il logo; l’architettura ricorda una loggia
chi sa chi è che usa quei simboli ? e cosa ci ricordano ? chi è il costruttore e con quale potere abbiamo a che fare.

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  SanPap
26 Febbraio 2017 21:44

si parliamo ormai di massoneria spicciola, cioè proprio adatta a centri commerciali, aeroporti ecc. Il costruttore, che come ho detto dovrebbe essere sempre Parnasi, dubito che sappia di cosa si sta parlando. Devo però riconoscere che tra i tanti centri commerciali che sono sorti a Roma negli ultimi anni, quello dell’eur con gli obelischi e tutto il resto, è senz’altro il più inquietante.

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
27 Febbraio 2017 0:17

l’obelisco verde quando l’ho visto mi sembrava un blocco di malachite, ho pensato “ma quanto hanno speso ?” poi mi sono avvicinato e mi sono accorto ch’è finto, è dipinto. Credo anch’io che non ne sappia molto.
Dei centri commerciali come principali produttori di rifiuti non si parla mai: tutto è imballato una, due, tre volte, specialmente i prodotti alimentari; se si abolissero i centri commerciali la produzione di rifiuti crollerebbe e forse anche i prezzi dei prodotti.
Frutta fresca, viva e non uccisa prematuramente ed imbalsamata.

Giovanni Calice
Giovanni Calice
27 Febbraio 2017 17:09

ci sono molte inesattezze riguardo il progetto dello stadio della roma…ma sopratutto se si vuole parlare di speculazione credo che quella che verrà la si potrebbe definire tale, non quella di prima della delibera marino, il motivo sta nella mancata compensazione.