Squadristi della postverità

Squadristi della postverità
La giornalista Gaia Martignetti nel servizio di FanPage trasmesso da La7, infiltratasi nella redazione CDC sotto falso nome (Laura Ranonno).

Di Guido Cappelli

L’ultimo episodio, che coinvolge proprio questa testata, è marca della casa del rotocalco-spazzatura Fanpage, che si è preso la briga di infiltrare una “giornalista”, tal Gaia Martignetti, nella redazione del blog di opposizione “Come don Chisciotte”, per cercare di dimostrare una loro presunta mancanza di deontologia professionale e, di passata, screditare le piazze del dissenso. Una vera è propria aggressione gratuita, una finta inchiesta mirante a “denunciare” non chissà quale reato o infrazione deontologica, ma una presunta superficialità nel trattamento delle fonti, superficialità che ovviamente non è riuscita a dimostrare, in quanto le bufale che avevano preparato come trappola per la redazione del giornale non sono state pubblicate, il giornale non è cascato nel tentativo maligno di discredito e ne è uscito più credibile di prima. La cosa surreale, infatti, che qualifica il degrado della professione e fa di chi si presta a simili indecenze un collaborazionista dalla dubbia dignità è che, come c’era da attendersi, dopo cotanto esercizio di giornalismo d’inchiesta (risate), i nostri novelli Kapuściński si guardano bene dal dire che tutto è finito in una bolla di sapone (sia pur tossica) in quanto la testata aggredita non ha abboccato alle bufale rifilatele ad arte. Parturiunt montes ridiculum mus. Ma non sia mai che la realtà rovini una bella manipolazione!

Vi ricordate il “metodo-Boffo” – il discredito di un giornalista “fastidioso” attraverso particolari insignificanti che messi in fila distruggono una reputazione? Bei tempi, quando l’uso dei media come arma di distruzione personale era solo ai primi passi… L’operazione si è evoluta, la formula è diventata tanto vile quanto abusata: il solito video con la solita musichetta di sottofondo, il solito taglia e cuci di immagini e dichiarazioni estemporanee, il solito maldestro tentativo di mettere alla berlina singoli, ignari cittadini, in un dispiego degno di 007, ma – piccolo dettaglio insignificante – non per mettere a nudo le magagne di grandi imprese, che so, la Pfizer, o opachi centri di potere, per esempio il Cts, ma una redazione di volontari che si sfiancano ogni giorno per offrire un’informazione degna di questo nome. Squadrismo senza olio di ricino (per ora). Brava Gaia, è così che si fa carriera in questo mondo in cui trionfano gli arrivisti e i furboni: bisogna esseri bravi a gestire varie cappe di peli sullo stomaco per riuscire a partorire un topolino così osceno.

Capitò anche a me di imbattermi in uno di questi gentiluomini, un signore che assomigliava più a un ultra da stadio che a un professionista dell’informazione: costui, alla fine di una mia lezione pubblica, si ostinava a volermi far dire che Draghi era un “burattino”, quando io lo avevo definito, in allusione all’oligarchia di cui fa parte, un “proconsole”: solo un piccolo specimen della brutalità banalizzante di questa gente, posto che tra burattino e proconsole corre tutta la differenza che c’è tra una vuota banalità insultante e una critica politica: ma al reporter d’assalto questo non interessava e (vedere il video per credere) mi trovai costretto a liberarmi da lui che mi incalzava quasi fisicamente. È diventata la regola: dietro la foglia di fico del “giornalismo d’inchiesta” si agitano torme di spregiudicati peones rabbiosamente precarizzati, contractors che imboccano questa sorta di scorciatoia furbesca che al duro, rigoroso, paziente lavoro di verifica delle fonti e ricerca della verità sostituisce la violenza becera dello sprezzo gratuito, dell’accusa di comodo, della squalifica prefabbricata.

Fanpage è un monumento alla disinformazione, lo zimbello degli adolescenti, lo sanno tutti: lo fa con la furia del converso, con lo zelo del maggiordomo che vuole distinguersi agli occhi del padrone – dove il padrone non è altro che la finanza che a braccetto con bigtech si è impossessata dell’agenda pubblica e la determina permanentemente, senza scrupoli, creando una realtà virtuale fatta di finti scoop puerili, battaglie civili farlocche, e una buona dose di ansia indotta ad arte.

Ma il problema dello squadrismo giornalistico è ben più ampio e inquietante. Negli ultimi decenni, a misura che avanzava il progetto di nuovo ordine mondiale e la dissidenza veniva progressivamente e programmaticamente demonizzata, si è assistito a una concentrazione delle fonti d’informazione inaudita, all’invasione della finanza e delle big tech nel campo dell’editoria giornalistica (e anche scientifica, con giganti come i quasi monopolisti di Elzevier, che stanno alterando persino la comunicazione scientifica). Nulla più è in salvo nel campo dell’informazione postmoderna: la parola, questo strumento che distingue l’umano, è sequestrata dagli stessi che stanno sequestrando le risorse, la terra, l’acqua.

Legioni di autoproclamati debunker si sono affacciate sulla scena dell’informazione, finendo di minarla in modo probabilmente irreversibile. Siti spessissimo di proprietà dei vari Bill e Jeff, cioè di quel mondo distopico criticato e denunciato dalle vittime dei trattamenti-Boffo. Come nel giochino informatico demenziale di virus-antivirus, prima creano la disinformazione, poi fondano o finanziano i siti che attaccano chi la denuncia. Lo fanno spargendo fango, confondendo artatamente la critica con l’ingiuria, la ridicolizzazione, la caricatura. Il metodo, per chi sia formato nella retorica e nella comunicazione, è tanto rozzo quanto violento: in soldoni, si prende un’informazione o un’opinione scomoda, e la si sottopone al trattamento squadristico isolandone magari un dettaglio inesatto, una postilla errata, un’imprecisione, per affogare nel fango la vittima – cioè la verità e chi la diffonde. In genere, le prove di cotanto esercizio di smascheramento si risolvono in un link che rimanda a… un altro link della stessa testata, in un grottesco gioco circolare in cui il presunto debunker si dà ragione da solo. Il tutto ammantato di un tono fra il finto sdegno e la denuncia sarcastica. Sembra, invero, che questa galassia di mastini del potere sia accomunata dalla predilezione per il grottesco, la caricatura, la deformazione sistematica, in un gioco sporchissimo che non arretra neanche davanti alla pura disinformazione. Causa e conseguenza al tempo stesso di quella alterazione cognitiva, quella “crisi del senso” che ha reso possibile la maggiore aggressione ai diritti e all’idea stessa di cittadinanza che è in atto con l’aiuto inestimabile di queste centrali di propaganda dalle tattiche quasi militari.

Roba che con l’informazione non ha più nulla a che fare, e che va intesa e compresa come un pezzo centrale della propaganda sistemica dei poteri globalisti che hanno dichiarato guerra al mondo occidentale e ai suoi valori. Nel tempo delle vacche tutte grigie, nel postmoderno della postverità, dell’indistinzione tra vero e falso, tra assurdo e plausibile, in uno spazio pubblico in cui, come dimostrano gli ultimi due anni, si può dire tutto e il contrario di tutto, in questa palude dell’intelligenza e del buon senso, sguazzano i teppisti della disinformazione, i gradassi della minaccia trasversale, i piccoli kapò pronti ad azzannare anche non richiesti, solo per far cosa gradita al potente di turno, al pensiero unico, alla moda dominante. Proprio come fanno Fanpage e i tanti altri rotocalchi-spazzatura che hanno devastato la libera informazione. Conviene prestargli la dovuta attenzione, è una questione di vita o di morte. Dell’intelligenza.

Di Guido Cappelli, docente di Letteratura italiana, Università degli Studi di Napoli L’Orientale

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04.12.2021

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. JJ brul 23 dicembre 2021

      ok !!

    1. emilyever 23 dicembre 2021

      Stasera è possibile che si riparli ancora di fan page e come donchisciotte a piazza sporca speciale interamente dedicata ai no vax.

    1. Milorum 21 dicembre 2021

      Fanpage è il miglior nutrimento possibile da dare in pasto ai cervelli della massa di lobotomizzati superficiali che da qualche tempo popolano anche l'Italia. E' un perfetto "segno dei tempi" e se non ci fosse paradossalmente mi preoccuperei , dato che vorrebbe dire che non ci sarebbero gli idioti di cui sopra e che sarebbero solo una mia convinzione...

    1. Ruteo 6 dicembre 2021

      relitti umani ammaestrati , i romani li appellavano instrumentum vocalis , ossia attrezzi parlanti .

    1. Eugiorso 5 dicembre 2021

      Questi pennivedoli del sistema stanno veicolando ideologia global-finanz-ebrea-lgbt-demokrat-klima-polcor come gli scoli di fogna "veicolano" gli str**zi ...
      Essi stessi sono mer*a, dal punto di vista inetllettuale e da quello etico.

      Cari saluti

    1. Eugiorso 4 dicembre 2021

      A vedere la foto di quella bruttona, di quel ce**o che non assomiglia a una donna, si capisce perché faccia la spia, perché voglia far del male a chi non centra con la sua disgrazia ...
      Certo la natura è stata a dir poco avara, con lei, ma sappiamo che "madre natura è una put***a", fin dai tempi delle leggi di Murphy.
      Una domanda mi pongo: perché ha voluto scaricare le sue frustrazioni contro CDC e la verità?
      E' questa la post-verità delle racchie frustrate demokrat-occidentaloidi?

      Cari saluti

    2. lilithdea 5 dicembre 2021

      Sì, assolutamente da condannare il comportamento di questa pseudo "giornalista", però evitiamo questi commenti sull'aspetto fisico.. che poco hanno a che fare con la loro mancanza di deontologia professionale, altrimenti si scende di livello. Non prendertela, io odio fanpage..ma appunto limitiamoci alle loro colpe, non all'aspetto fisico! GRAZIE.

    3. Eugiorso 5 dicembre 2021

      Se qualcuno vuole la guerra è un nemico, mi pare.
      Se è un nemico, come lo sono questi pennivendoli servi, si deve ricordare il proverbio: "l'unico nemico buono è quello morto" ... e se è in corso una guerra, anche gli attacchi personali sono ammessi.

      Cari saluti

    4. lilithdea 5 dicembre 2021

      No su aspetti che esulino le azioni, come aspetto fisico, scelte religiose o sessuali.. altrimenti si diventa come questi parassiti che usano il metodo "Boffo".. attacchiamoli nel merito. Anche al muro!

    1. natascia 4 dicembre 2021

      Il diffuso benessere economico successivo alla seconda guerra mondiale fu possibile grazie al fortissimo impulso verso l’alfabetizzazione di tutto i popoli. Era la fase finale di un lungo processo che distribuì parzialmente qualche potere verso classi inferiori.Le classi intermedie avevano acquisito una consapevolezza con pochi precedenti se non nelle piccole repubbliche. Quella che noi viviamo e’ la fase finale di questa consapevolezza . grande lavoro che ha tollerato l’elargizione economica in cambio dell’ignoranza. Questi gaglioffi della post- verità avranno pure insegnato in qualche scuola primaria o secondarie prima di spiccare il salto.

    1. Maurizio 4 dicembre 2021

      Io vorrei che tutti questi alfieri dell'"informazione", tutti questi "debunker", e compagnia cantante, si fermassero un attimo a pensare.

      Pensate per un secondo a cosa succederà se un giorno saremo NOI a giudicare VOI, pensateci. Quasi sicuramente non succederà, ma pensateci

      Non lo dico perché siete in tempo x pentirvi, perché ormai è tardi, ma pensateci...

    1. Armin 4 dicembre 2021

      In questo momento Mega Manifestazione a Vienna.

    1. A.P. 4 dicembre 2021

      a proposito di giornalismo, vorrei sapere dalla redazione cosa ne pensa del sito "butac" bufale tanto al chilo.
      grazie.

    2. CptHook 4 dicembre 2021

      "Fama di lor il mondo esser non lassa;
      misericordia e giustizia li sdegna:
      non ragioniam di lor ma guarda e passa."

    1. PietroGE 4 dicembre 2021

      "Roba che con l’informazione non ha più nulla a che fare, e che va intesa e compresa come un pezzo centrale della propaganda sistemica dei poteri globalisti che hanno dichiarato guerra al mondo occidentale e ai suoi valori"
      Esatto, e i media come La 7 sono in prima fila in questa trasformazione da mezzi di informazione a propaganda spicciola e sfacciata. Ormai non accettano più neanche una opinione di dissenso, si fanno le trasmissioni per 'impallinare' chi la pensa diversamente, un passo avanti nella manipolazione di regime rispetto al 'mezzobusto' di una volta che recitava le veline che gli venivano passate. I programmi come quello della Gruber e di Formigli sono volantinaggio a favore della propria parte politica, una pratica che un tempo facevano i dipartimenti 'Stampa e Propaganda' dei vari partiti. Questa trasformazione non è limitata al Bel Paese, i media americani la hanno attuata da tempo, forse proprio in risposta al nascere su internet di siti di controinformazione, spinti dalla paura di perdere il controllo dell'opinione pubblica.

    1. GioC 4 dicembre 2021

      Grande, splendido articolo. Da incorniciare. Non c'è altro da dire.

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