Sotto indagine le fonti delle ingenti somme arrivate nei conti delle organizzazioni di Navalny

di Andrej Sokolov
stoletie.ru

Non si tratta solo del caso della società francese “Yves Rocher”[1], per la quale l’“oppositore” ha iniziato a scontare la pena, ma del finanziamento di organizzazioni legate alla FBK (Fond Bor’by s Korruptziej – Fondazione Anti-Corruzione) da lui creata, che in Russia è stata inserita nella lista degli “agenti stranieri”. Secondo le indagini, Navalny “insieme ad altre persone” per scopi personali ha speso 356 milioni di rubli di questa fondazione, su 588 milioni di donazioni raccolte.

A livello pubblico, da tempo, ci si pone la domanda: da dove provengono fondi così ingenti nelle organizzazioni legate ad un piccolo “imprenditore individuale”, come lo stesso Navalny si definiva in tribunale? Come poteva, insieme ai suoi famigliari, recarsi continuamente in vacanza all’estero, vivere in hotel di lusso, mettersi in mostra coi suoi compari in ristoranti costosi, distribuire mance alla sua cerchia, ecc.?

Più volte Navalny ha incassato soldi dai suoi portafogli bitcoin. E per una strana coincidenza di circostanze, le date di prelievo coincidono con le date dei viaggi all’estero dell’“oppositore”.

Tre bitcoin, pari a più di un milione di rubli, sono stati prelevati dal conto del blogger nell’aprile 2018, quando era in vacanza con la sua famiglia in Egitto. Altri cinque, quando Navalny era in vacanza in Italia.

In totale, durante i suoi viaggi in Europa e in America, dai conti del blogger sono stati prelevati quasi 90 bitcoin. E mentre con la sua famiglia era in vacanza in Thailandia, il “combattente contro la corruzione” si è dato alla pazza gioia per quasi 10 bitcoin, che sono più di 5 milioni di rubli.

A proposito, mentre Navalny sta dietro le sbarre, i suoi complici non sbadigliano. Pertanto, domenica 14 febbraio, su un conto associato al FBK sono stati ritirati 1,5 bitcoin, vale a dire tutte le donazioni di febbraio, insieme alla rimanenza di gennaio. Ciò è dimostrato dai dati dell’analizzatore blockchain “Blockchain.com”. Alla data della transazione, secondo il tasso di cambio, il prelievo ammontava a 5,37 milioni di rubli.

Al fine di sbrogliare tutte queste macchinazioni nel quadro di un nuovo procedimento penale sulla frode nelle fondazioni associate a Navalny, verrà effettuata una perizia economico-finanziaria. Gli esperti esamineranno attentamente da dove sono partiti i soldi pervenuti a queste Organizzazioni non profit (NPO) e come sono stati spesi.

Nell’indagine condotta dal Comitato Investigativo della Russia (Sledstvennyj Komitet Rossijskoj Federatzii) si parla di una serie di organizzazioni: oltre alla già citata FBK (a proposito, per coprire le sue tracce, Navalny l’ha liquidata nel luglio dello scorso anno), la Fondazione di sostegno per i mass media “Pyatoe vremya goda” (Quinta stagione), la Fondazione per l’organizzazione e il coordinamento della tutela dei diritti dei cittadini, la Fondazione per l’assistenza legale dei cittadini e la Fondazione per la tutela dei diritti dei cittadini “Shtab” (Quartier generale).

Una delle Organizzazioni non profit i cui fondi sono stati trafugati, secondo gli inquirenti, è la Fondazione “Pyatoe vremya goda” (liquidata nel marzo 2018). Questa è stata fondata dal capo della rete dei vari quartier generali (regionali ndr.) di Navalny, Leonid Volkov, che è fuggito dalla Russia e si nasconde ora negli Stati Uniti [2]. Le più grandi “donazioni” a favore di “Pyatoe vremya goda” sono state effettuate dallo stesso Leonid Volkov e da un certo Ruslan Shaveddinov, che allora era l’addetto stampa della “campagna presidenziale” di Navalny. In due, hanno donato, secondo RT (Russia Today), 63 milioni di rubli.

Chi è Shaveddinov?

Se è già stato scritto molto su Navalny e Volkov, il 24enne Shaveddinov fino ad oggi è rimasto nell’ombra. Ma chi è costui? E da dove viene? Azero di nazionalità, Ruslan Tabrizovich Shaveddinov è nato il 22 luglio 1995. Durante l’infanzia ha vissuto nella città di Liski, nella regione di Voronezh. Ha studiato all’Università Internazionale Indipendente di Ecologia e Politica, finendo gli studi nel 2013. A proposito, nel giugno 2017, per ordine del Rosobrnadzor (Federal’naya sluzhba po nadzoru v sfere obrazovaniya i nauki – Servizio Federale di supervisione in materia di istruzione e scienza), questo VUZ (Vysshee Uchebnoe Zavedenie – Istituto d’Istruzione Superiore) è stato privato dell’accreditamento statale per le attività d’istruzione e tutti i suoi dipendenti sono stati licenziati.

Shaveddinov, dopo essersi diplomato, non si occupò affatto di ecologia, ma ben presto si rese conto che organizzare proteste era molto più redditizio. Iniziò così a prendere parte a manifestazioni dell’opposizione liberale, a manifestazioni in sostegno delle Pussy-Riot, ecc. Il suo zelo fu talmente apprezzato da venir nominato segretario stampa di Navalny, diventando membro del consiglio centrale del partito “Russia del futuro”[3].

Alla chiamata per il servizio militare, Shaveddinov si comportò da renitente dalla leva, al punto da dover essere scortato al centro di reclutamento. Ma Aleksej Navalny annunciò immediatamente che Ruslan era stato “sequestrato”. Tuttavia, l’“ostile deviazionista” non finì in carcere, ma gli diedero la possibilità di congedarsi dopo un anno di servizio. Subito si mise all’opera come prima, e in un’intervista a “Meduza” senza mezzi termini dichiarò: “Sono diventato ancor più arrabbiato verso tutti i nostri nemici”.

Il 2 maggio 2014, sull’account Twitter di Shaveddinov spuntò una nota cinica riguardo agli eventi della Casa dei Sindacati di Odessa, dove per mano dei banditi di Bandera dozzine di persone furono uccise e bruciate vive. Si fece beffe scrivendo: “Davanti alla Casa dei Sindacati non ci passo senza un cocktail”.

Shaveddinov sostenne anche il “falco” senatore americano John McCain, scrivendo: “Se McCain fosse presidente, ora non ci rallegreremmo del messaggio sul sito, ma dei i carri armati a Mosca”.

L’intermediario per il finanziamento della FBK

Nella fondazione di Navalny, insieme a Volkov, Shaveddinov è diventato una sorta di intermediario attraverso il quale sono arrivati finanziamenti per organizzare azioni volte a indebolire lo stato. In tutta la sua carriera, dal giugno 2018 al novembre 2019, il 24enne Shaveddinov ufficialmente ha guadagnato 1,3 milioni di rubli. I media lo hanno appreso dalle fonti di quegli organi governativi che lavorano sui dati statistici della popolazione. Tuttavia, nel 2017-2018, questo “contestatore liberale”, che allora aveva solo 21 anni, ha portato 15,5 milioni (!) di donazioni nei conti della “Pyatoe vremya goda”. Vale a dire: l’importo delle donazioni era quasi 12 volte superiore a quanto guadagnato ufficialmente da Shaveddinov. Da dove abbia ottenuto questi soldi – non si sa.

In qualsiasi paese “civile”, con la comparsa di così tanto denaro senza una dichiarazione dei redditi, sarebbe stato arrestato e di sicuro condannato ad una lunga detenzione. Ora le nostre Forze dell’ordine dovranno accertare le fonti segrete di questo generoso finanziamento da parte dell’“manovale” di Navalny.

Secondo il servizio online “Kontur.Fokus”[4], suo padre Tabriz Shaveddinov aveva una piccola impresa nella regione di Voronezh, tuttavia, le attività dell’imprenditore individuale Shaveddinov Sr. sono cessate nel 2005.

Uno degli ultimi posti di lavoro di Shaveddinov è stato presso una certa Fondazione per la tutela dei diritti dei cittadini “Shtab”. Questa Organizzazione non profit figura coinvolta anche in un altro procedimento penale, quello sul riciclaggio di fondi illegali tramite la FBK, avviato dal Comitato Investigativo nell’agosto 2019. La “Shtab”, secondo RT, potrebbe rappresentare un anello della catena per la legalizzazione dei fondi. È stato proprio nella “Shtab” che Shaveddinov era catalogato come “collaboratore” prima della chiamata nell’esercito alla fine del 2019.

Soldi per “Proekt”

Allo stesso tempo, si sta facendo chiarezza sulle fonti di finanziamento di alcune altre strutture liberali dell’opposizione non sistemica. In particolare, sulla cosiddetta rivista “Proekt”, divenuta recentemente nota per le sue inchieste col titolo di “Telega iz Kremlya” (Il carro del Cremlino) e una serie di altri materiali atti a “smascherare” le autorità russe.

Come riferiscono i media, nonostante si definisca “indipendente”, la rivista, di fatto, è stata finanziata dall’estero sotto forma di sovvenzioni da parte delle autorità europee e americane. La redazione ha accettato denaro, promettendo rapporti dettagliati sulla crescita del suo audience, sulla distribuzione dei loro materiali e la reazione nei loro confronti, anche negli ambienti politici. Oltre a ciò, come si è saputo, il fondatore e redattore capo di “Proekt”, Roman Badanin, si è rivolto ai suoi sponsor stranieri non solo per l’assistenza finanziaria, ma anche con la richiesta di procurargli un lavoro alternativo in America.

“Proekt”, secondo i documenti apparsi sui media, è gestito da “Project Media”, una persona giuridica registrata negli Stati Uniti, ma una società con lo stesso nome si trova anche in Lituania; Roman Badanin le dirige entrambe.

Mentre in un primo momento l’importo totale del finanziamento a “Proekt” ammontava a 500 mila $, in seguito l’“European Endowment for Democracy” (EED) gli ha stanziato 240 mila $ e il “National Endowment for Democracy” americano (NED) gli ha erogato un ulteriore assegno di 40 mila $. Altri 50 mila $ sono arrivati dal Fondo delle Bermuda “Sreda Foundation”, di proprietà di Boris Zimin, figlio di Dmitrij Zimin, residente all’estero e co-fondatore di “VimpelCom”[5]. A proposito, anche Boris Zimin, come suo padre, vive ora all’estero ed è conosciuto come uno degli sponsor più attivi del FBK di Aleksej Navalny.

Lo sponsor principale sono i servizi segreti stranieri

Secondo i dati riportati dalla “Federal’noe Agentsvo Novostej” (Agenzia Federale di Notizie), Navalny è stato sostenuto anche da Evgenij Chichvarkin, l’ex proprietario di “Euroset”[6], che vive ininterrottamente a Londra. Nel Regno Unito anche Chichvarkin ha creato la sua “Fondazione Anti-Corruzione”, con l’intenzione di utilizzarla come portafoglio per raccogliere denaro dagli sponsor stranieri da inviare poi a Navalny. Tuttavia, nel 2020, la Fondazione è stata liquidata senza spiegazioni.

Allo stesso tempo, sia il soggiorno del “paziente di Berlino” (Navalny ndr.) in Germania, così come lo smascheramento di coloro che gli hanno commissionato e finanziato il film provocatorio sul “palazzo di Putin” a Gelendzhik, hanno mostrato che i principali sponsor di Navalny e dell’opposizione russa sono i servizi d’intelligence occidentali. Essi finanziano la sua attività sovversiva attraverso ogni sorta di società di copertura e di fondazioni, anche con il pretesto di “donazioni”, che a breve dovranno essere esibite alle autorità competenti.

“Se fino a qualche tempo fa a noi tutti ci raccontavano che questa è una storia esclusivamente interna, dietro la quale non ci sono forze straniere, ebbene, al momento attuale, possiamo vedere perfettamente che non è così, e che questa è solo l’ennesima bugia. Ci sono forze potenti, ci sono, finanze”, ha dichiarato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, riguardo al finanziamento delle attività sovversive di Navalny.

Inoltre, si è trattato di somme enormi che, secondo il piano di tutte le strutture di Navalny, bisognava versare nelle loro attività per generare in Russia una situazione barcollante. Il portavoce del ministero degli Esteri ha inoltre osservato che ora tutto è stato rivelato, grazie al supporto che queste attività hanno ricevuto da parte dei giganti internet americani e delle piattaforme internet.

“Guardate: che ti piaccia o meno, ma sul tuo telefono continuano ad arrivare notifiche del tipo ‘guarda quel tal video relativo alle attività di tutte le strutture associate a Navalny, guarda il materiale di Deutsche Welle su questo tema, guarda qualcos’altro..’. Arrivano anche a me – una persona che non ne è abbonata”, ha detto indignata.

Uno politologo ben informato come il direttore dell’Istituto per la Ricerca Politica, Sergej Markov, a sua volta, è sicuro che Navalny e il suo entourage siano burattini dei servizi d’intelligence occidentali, inoltre, che lo stesso Navalny sia entrato in conflitto con un altro gruppo: quello di Ashurkov-Volkov-Pevchikh.

Il fatto è, ritiene Markov, che Navalny è più connesso con i servizi segreti americani, mentre Ashurkov, Volkov e Pevchikh sono più vicini ai servizi segreti britannici. In tal modo c’è stato uno scontro, una lotta per il controllo dell’opposizione anti-Putin tra i burattini dei servizi britannici e quelli dei servizi americani.

“I servizi segreti britannici hanno sconfitto quelli americani. Navalny, infatti, per intrighi, è stato sospinto dalla Germania alla Russia. Qui è stato imprigionato e quindi tagliato fuori dalla leadership. Ora la direzione di questo sviluppo è stata completamente assunta dai servizi britannici, che operano attraverso Ashurkov, Volkov e Pevchikh. Ecco questo è l’andamento”, spiega Markov, commentando gli eventi.

Ma d’altronde, a Navalny ei ai suoi complici, certamente, è assolutamente identico da quale tasca prendere i soldi, che siano americani o inglesi. I soldi per loro non hanno odore…

NOTE:
[1] Il caso “Oleg e Alexey Navalny – Yves Rocher Vostok (Russia)” risale al 2012. È un caso di frode aziendale locale che ha seguito le normali procedure di difesa degli interessi dell’azienda. La prima decisione di condanna dei fratelli Navalny è stata presa il 30 dicembre 2014, poi confermata dalla Corte d’Appello di Mosca nel 2015 e poi dalla Corte Suprema russa nel 2018.

[2] Cfr. “Stoletie”:http://www.stoletie.ru/tekuschiiy_moment/politicheskaja_shpana_914.htm

[3] Partito, fondato da Navalny il 19 maggio 2018, come successore del “Partito del progresso”. La formazione politica è schierata in forte opposizione al presidente russo Vladimir Putin e al partito di governo “Russia Unita”.

[4] È un sito progettato per gli specialisti della sicurezza economica, avvocati, contabili e manager di tutti i livelli, aiuta a scoprire rapidamente e facilmente le cose più importanti sulla controparte.

[5]Vympel-Communications (abbr. in VimpelCom) è una società di telecomunicazioni russa fondata nel 1992. Sotto il famoso brend “Beeline” fornisce servizi di comunicazioni cellulari (GSM, UMTS e LTE) e fisse, accesso a Internet ad alta velocità cablato (a banda larga) e wireless (Wi-Fi), televisione IP a persone fisiche e giuridiche. In Russia occupa il terzo posto come servizi wireless e il secondo posto come telecomunicazione.

[6] Euroset è tra le più famose compagnie di vendita al dettaglio di materiale di telefonia mobile. La sede centrale si trova a Mosca, ma è presente in più di 1.500 città sul territorio della Russia e della Bielorussia.

FONTE: http://www.stoletie.ru/tekuschiiy_moment/oppozicija_otkuda_dengi_zin_908.htm

Traduzione e note di Eliseo Bertolasi
Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org