SIAMO NIENTE

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DI MASSIMO FINI

La tragedia del Sud est asiatico, la potenza immane, e anche affascinante, confessiamolo, dello Tsunami, le decine di migliaia di vittime non saranno state, forse, invano se ci aiuteranno a riflettere sulla nostra fragilità.

Questa volta l’uomo non c’entra, non ci sono responsabilità di governi, di amministrazioni o di popolazioni, è la Natura, indifferente, che si è mossa un poco, che ha dato appena uno scrollone. Da troppo tempo, in preda ad un ubris sempre più incontenibile, a una superbia e a un delirio di onnipotenza che ci fan credere di poter dominare tutto, ci siamo dimenticati chi siamo. Una delle tante forme di vita che abitano una porzione infinitesima, e del tutto insignificante, dell’immenso universo e che potrebbe sparire, insieme al suo pianeta, da un momento all’altro.Siamo uno sputo, e anche abbastanza ripugnante rispetto alle asettiche simmetrie dell’Universo, che si prosciugherà in un nanosecondo in termini astrofisici che misurano il Tempo in miliardi di miliardi di anni. Siamo nulla, siamo niente. Se una Scienza uscita di senno, che vuole controllare la vita in tutti i suoi aspetti, scavando e manipolando, anche le sue origini inutilmente e però pervertendola, ci avesse almeno insegnato questo, che siamo esseri transeunti, che davanti a noi non ci sono “sorti meravigliose e progressive”, ma solo la morte, come individui, come specie come pianeta forse la smetteremmo di scannarci a vicenda in nome di costruzioni umane, si tratti di democrazia o di “precetti universali”, ridicole alla luce del Tempo, sospiri neanche percettibili nell’immenso respiro dell’Universo. E forse capiremmo che l’unica cosa che possiamo fare, noi umani, è tenerci per mano, con una pietas, verso noi stessi e verso gli altri, che abbiamo smarrito.

Io vedo molto di simbolico in questo Tsunami che si è abbattuto su di noi proprio nei giorni del Natale. O Dio, come io penso, non c’è e tutto è indifferente e assurdo ed è inutile maledire e sbigottirsi per lo Tsunami che va accettato come ogni altra fatalità del caos universale o se c’è, e si occupa di noi, come molti sono convinti, e allora il Bambino Divino, manifestando la sua collera nei giorni della sua nascita, ha voluto dirci qualcosa, inviarci un avvertimento, darci una calmata, a riflettere invece di proseguire imperterriti sulla strada su cui ci siamo messi, dove domina un unico, ma diverso, dio, il Dio Quattrino, che ha ricevuto una bella scoppola dallo Tsunami. Ho trovato sempre qualcosa di indecente nel turismo esotico di massa, in questo andare a rapinare, in cambio di qualche dollaro o euro, oltre a tutto il resto, anche le bellezze naturali di popoli, come quelli malaysiani o polinesiani, che furono un tempo sereni, nella loro semplicità, prima che arrivassimo noi con le nostre nevrosi, con la nostra opulenza sfacciata e infelice, disseminatrice di frustrazioni. Presi dalla golosità infantile di conoscere mondi che è ormai inutile conoscere, perché li stiamo uniformando e omologando a noi stessi, oltre che traviando, siamo oggi del tutto incapaci dell’unico viaggio degno di un uomo: quello intorno e dentro se stesso.

Massimo Fini
Fonte:www.ilgazzettino.net
28.12.04

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