di Dersu Uzala per Comedonchisciotte.org
Gaza è l'inferno sulla Terra e ora pare se ne siano accorti anche quelli che solo un mese fa ripetevano pedissequamente che "Israele ha il diritto di difendersi" mentre già da quasi due anni il genocidio era in pieno effetto.
I governi di mezza Europa si sono finalmente svegliati dall'ipnosi indotta dal loro senso di colpa verso i fatti di 80 anni fa, e hanno mostrato alla propria coscienza ciò che accade ora sotto i loro occhi.
Se si presume che gli europei siano colpevoli verso ciò che accadeva nei campi di concentramento nazisti allora, a maggior ragione lo è tutto il mondo nei confronti di ciò che sta succedendo oggi, in diretta su tutti i media.
Dopo l'attacco deliberato alla Chiesa della parrocchia di Gaza, che ha provocato 3 morti, anche il Vaticano si è liberato dal suo intorpidimento e ha alzato la voce, ma sempre troppo moderatamente.
Monsignor Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, ha visto con i suoi occhi a che livello di distruzione può arrivare la follia messianica di cui è portatore lo Stato di Tel Aviv e, speriamo, si sia reso conto definitivamente che difendere la Palestina e i Palestinesi sia in ultima istanza difendere la Cristianità e i Cristiani, forse non solo in Terra Santa ma in tutto il Medioriente.
Ricordiamo, peraltro, che tutti i luoghi santi della Cristianità si trovano in territorio palestinese. Forse, se fossero in territorio "israeliano" già sarebbero stati abbattuti (come dimenticare l'assedio alla Chiesa della Natività nel 2002?). I Cristiani in Terra Santa sono oggetto di violenza, non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania, tanto quanto i musulmani, nei giorni scorsi è stato attaccato un villaggio abitato prevalentemente da loro, ed un'antica chiesa è stata data alle fiamme dai "coloni" ebraici.
D'altronde Israele ha da tempo chiarito (per legge) che è uno "Stato Ebraico" e quindi non c'è spazio, per definizione, per altre etnie o confessioni religiose.
Questi eventi hanno definitivamente mostrato come l'obiettivo di Israele sia imporre la propria volontà con la forza bruta, schiacciando chiunque, soprattutto i propri alleati, forte del terrore sparso utilizzando indiscriminatamente l'accusa infamante di "antisemitismo", ormai equiparata a quella di "antisionismo" (ma la differenza è enorme e sostanziale).
Tra le Nazioni europee solo la Spagna, l'Irlanda e la Norvegia si sono espresse chiaramente verso i crimini israeliani verso i palestinesi, parlando esplicitamente di Genocidio, mentre è notizia di questi giorni che il Brasile si unirà formalmente al Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) nel caso di genocidio contro Israele. Da tutti gli altri sono arrivate dichiarazioni vuote, come "viva preoccupazione" sino alla ridicola richiesta di "moderazione" delle attività militari dell'IDF contro la popolazione civile. Uccideteli, si, ma senza fare rumore.
Il Cancelliere tedesco Merz è addirittura andato oltre quando ha affermato che "Israele stava facendo il lavoro sporco per l'Europa" attaccando l'Iran e la sua subalternità a Israele ha ormai valicato il senso del ridicolo. Alcuni Lander richiedono una dichiarazione da parte di chi chiede la cittadinanza tedesca in cui si affermi "il diritto all'esistenza di Israele", mentre il governo tedesco continua a fornire armi a profusione ai carnefici. Si può dire che ormai difende più gli israeliani che i tedeschi.
Ma la bomba l'ha sganciata il 25 Luglio, il Presidente francese Macron , il quale ha annunciato che a Settembre, durante la prossima convocazione dell'Assemblea dell'ONU, chiederà ufficialmente la creazione di uno Stato di Palestina. I suprematisti ebraici dello Stato di Tel Aviv non l'hanno presa benissimo. Uno di essi si è chiesto se Macron, non potendo mantenere in pace Israele, riuscirà almeno a tenere in pace le strade di Parigi; una velata minaccia? Possibile, considerato il livello di acredine che certi personaggi hanno installato nel profondo e i mezzi subdoli di cui dispongono.
Tutto questo porta necessariamente a farsi alcune domande, scomode per i più, ma necessarie a capire come il mondo occidentale sia arrivato a sostenere uno Stato razzista, suprematista e violento come quello sito nell'ex mandato britannico della Palestina contraddicendo tutti i suoi proclami sul sostegno ai Diritti Umani e al rispetto del Diritto Internazionale.
Perchè tutti i governi occidentali sostengono con così tanta forza le azioni di Israele indipendentemente da quali siano? Perchè gli altri Governi non si oppongono a tanta violenza e prevaricazione? E' possibile "sganciarsi" da uno Stato siffatto come a suo tempo è stato fatto con il Sudafrica dell'Apartheid?
La risposta ha motivazioni differenti per ognuno degli attori statuali mondiali ma in definitiva si riassume ad una sola: Israele fa comodo e fa il "lavoro sporco" al posto di altri, triste fin che si vuole ma vero per questi attori geopolitici.
Per gli USA, Israele è l'unico alleato certo nella regione mediorientale e mediterranea e serve contemporaneamente a controllare e sottomettere le Nazioni arabe (e musulmane in generale), tenere sotto pressione l'Iran e mantenere una mina pronta a esplodere ai confini turchi e soprattutto dell'UE.
L'Arabia Saudita, sebbene sulla carta sia paladina del mondo musulmano sunnita, spera di poter aumentare le proprie entrate facendo transitare il proprio petrolio via terra, verso il Mediterraneo e quindi il mercato europeo anzichè attraverso il pericoloso Stretto di Hormuz. Aramco, la società di produzione di idrocarburi della Casa di Saud vuole addirittura rientrare in possesso delle sue condutture per il trasporto di metano, nell'ottica di poterle indirizzare verso l'Europa via terra, sbaragliando la concorrenza iraniana, al momento impossibilitata a realizzarsi a causa della disfatta della "Mezzaluna Sciita" (Iraq, Siria, Libano). La questione palestinese, per Mohammed Bin Salman, ha senso se permette questo scenario, altrimenti diventa un ostacolo.
Anche la Russia ha il suo buon tornaconto e si fa valere nel Parlamento israeliano grazie alla presenza del partito Yisrael Beiteinu di Avigdor Lieberman, il cui elettorato è prevalentemente russofono e conta 5 seggi (il partito è già uscito dalla coalizione di Governo qualche mese fa , ndr).
Israele, che fu immediatamente riconosciuto dall'allora URSS nel '49, permette alla Russia di mantenere in tensione la Turchia e impedisce ad un blocco pan-islamico di formarsi e rafforzarsi, garantendo così che la vasta componente musulmana interna e contigua (fondamento dei vari "Stan" attorno ad essa) diventi un pericolo.
Anche l'Unione Europea ha un suo vantaggio nel supportare Israele, per lo stesso motivo di Russia ed UE, ovvero impedire la rinascita di un "Impero musulmano" sul suo fianco sud, capace di divenire il "gatekeeper" dei traffici energetici e commerciali da e per l'Asia.
L'India ha forti legami economici, politici e militari con Israele in funzione anti-islamica e come possibile alleato in una guerra contro il Pakistan. I due paesi hanno anche una visione simile (almeno per quanto riguarda le rispettive Elite) circa l'ordine sociale ottimale da ricercare: Bramini ed Ebrei sopra, tutti gli altri sotto.
Per la Cina, Israele e Palestina sono solamente due "entità geografiche" aventi solo un significato geopolitico senza alcuna coloritura religiosa. Da prammatici quali sono, i cinesi sono capaci di accordarsi con chiunque, senza preferire alcuno, per il loro esclusivo tornaconto. Considerato però che il mondo musulmano è un forte mercato di sbocco per le merci cinesi e il medioriente è l'area da cui proviene più della metà del fabbisogno di idrocarburi necessario all'economia di Pechino, il calcolo necessariamente pende verso i palestinesi. Non a caso si moltiplicano le dichiarazioni cinesi verso lo stop alle azioni omicide dell'esercito israeliano.
Fino a che punto però Israele potrà essere un vantaggio per queste Nazioni e non un problema? La piccola nazione mediorientale si trova in una posizione più che strategica, rappresentando uno di quei luoghi che Mackinder definirebbe un Pivot, tra Asia, Europa ed Africa.
Uno Stato completamente ebraico, "securitizzato" all'interno e ai suoi confini, con un dominio allargato al Libano, alla Siria e al Sinai sino a Suez e per di più dotato di armi nucleari rappresenterebbe un incubo primariamente per l'Europa, che vedrebbe materializzarsi un attore forte capace di egemonizzare tutto il Levante e divenire il dominus dei commerci di energia e merci da e per l'Asia e di energia dal medioriente.
L'Europa Cristiana non può permettersi di dipendere dallo "Stato ebraico" per la sua sopravvivenza, in particolare dopo aver reciso i rapporti con la Russia Cristiana per volere di Washington. Per Bruxelles vorrebbe dire diventare un vassallo assoluto degli USA (più di quanto non sia ora) dipendente dalle bizze israeliane.
Vista in quest'ottica, la decisione francese, e forse inglese, di riconoscere lo Stato di Palestina diventa strategica ed esistenziale.
E allora perchè non sfruttare questo momento di debolezza dello Stato di Tel Aviv di fronte all'opinione pubblica europea e mondiale per liberarsi dal "giogo della memoria della Shoah" ed impedire il piano del "Grande Israele" dell'Ultra-Destra messianica israeliana? La creazione di uno Stato palestinese impedirebbe questo disegno creando contemporaneamente un ponte verso i ricchi paesi musulmani dell'area.
Se non ora, quando?
di Dersu Uzala per Comedonchisciotte.org
29.07.2025
NOTE
https://www.timesofisrael.com/gaza-war-must-end-says-top-catholic-official-in-israel-after-visiting-damaged-church/
https://www.timesofisrael.com/idf-says-probe-found-deadly-gazan-church-strike-caused-by-misfired-munition/
https://www.timesofisrael.com/friday-focus-with-lazar-berman-why-israel-is-misfiring-in-ties-with-christians/
https://www.reuters.com/world/europe/french-plan-recognise-palestinian-state-draws-fire-israel-us-2025-07-25/
https://www.reuters.com/business/energy/blackrock-mulls-selling-stake-saudi-aramco-gas-pipelines-bloomberg-news-reports-2025-07-03/
https://israelpolicyforum.org/yisrael-beiteinu/
https://www.middleeasteye.net/news/india-and-israel-deepen-military-ties-gaza-starves
https://www.nation.com.pk/30-Jul-2025/china-asks-israel-to-lift-siege-on-gaza-renews-push-for-independent-palestinian-state
DrCaligari 1 agosto 2025
Oltre alle plausibili elencate io ci vedo anche più profonde ragioni culturali. Oggi si elimina la Palestina domani hai pronta la scusa per eliminare Israele quindi c'è tutto il revisionismo sull'antichissima storia delle piramidi da riscrivere e così via a cerchi concentrici e macchie di pardo. A me sembra folle superfluo specificarlo. La più grande ricchezza di tutti sostituita dall'anonimo obbrobrio dei resort dei pick up dei drink ignoranti. Qui c'è qualcuno che ha guadagnato un po' troppo e i soldi si sa danno alla testa.