Scherzare col fuoco

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Capita ogni anno, da parecchi anni, ed ogni volta che arrivano il 25 Aprile e il 1° Maggio si ripresentano, uguali nei toni ma con sempre maggior veemenza. Mussolini fu un grande statista, la sinistra ha condotto l’Italia alla rovina, i repubblichini lottavano per la Patria, i partigiani erano dei traditori che sostenevano il nemico, la grande alleanza delle democrazie plutocratiche che ci domina tuttora.

Io vi racconterò una vicenda, cose che capitarono nella mia (allora) città nell’Inverno ‘44-’45, poi decidete voi come pensarla, ma non sottovalutate i rischi che stiamo correndo.

Una sera di Gennaio ’45 mio padre e due amici stanno tornando a casa sul filo del coprifuoco: avevano 18 anni, ragazzi, erano stufi di 5 anni di guerra, coprifuoco, tessera alimentare e quant’altro. Si può capirli.

Gli altri due erano persone come lui che aveva, però, qualche “protezione” in più perché giocava nel Torino, ma erano solo ragazzi. Uno dei tre era più sfigato: si chiamava Maggio, ed il padre non aveva trovato niente di meglio che chiamarlo Primo. L’altro l’ho sempre sentito nominare come Tino, e non conosco il cognome: so soltanto che abitava in un appartamento sotto la mia via, dalla quale – avevo 10 anni – osservavo una bambina che studiava sotto una luce fioca, col libro appoggiato al tavolo della cucina. Si chiamava Laura, ed ero pazzamente innamorato di lei che, ovviamente, non seppe mai nulla. Un amore da libro “Cuore”.

Giunti al portone di casa, mio padre disse ai due amici di salire e dormire da lui: “Mio padre capisce, non rischiate, ci arrangiamo per dormire…” “Ma no, dobbiamo fare solo duecento metri e siamo a casa…” risposero. Si salutarono: mio padre li vide scendere parlottando nella via deserta, aprì il portone e salì. La verità giunse anni dopo, quando mio padre incontrò Primo a “Torino esposizioni”, la mostra del campeggio, dove piansero come due fontane per dieci minuti buoni.

Mentre mio padre saliva le scale, la tragedia iniziava: all’incrocio successivo, proprio di fronte al portone di Tino, incontrarono le Brigate Nere, la Muti, o qualche altro accidente che infestava le strade.

Primo scappò, immediatamente: ebbe forse paura del nome che portava…chi lo sa…s’infilò in un cancello che dava su degli orti e, prima che i fascisti si togliessero i fucili dalla tracolla, era già lontano. Gli spararono, ma non lo colpirono: il giorno dopo fuggì a Torino, da alcuni parenti, e non tornò più.

Tino, probabilmente, disse semplicemente che lui abitava lì, in quel portone…vabbè, erano passate le nove da dieci minuti…però…

Lo massacrarono con i calci dei fucili: la sua morte fu una lunga odissea, morì nel Gennaio del ’46, dopo aver trascorso un anno da paralitico.

Il comandante di quegli sbandati era un certo S. che mio padre conosceva perché era un arbitro: ciao, ciao negli spogliatoi e saluto romano se lo incontravi per strada. Altrimenti menava: stranezze della vita di guerra.

Passano pochi giorni e mio padre, mentre rientra a casa, sente il gelo di una canna puntata sul collo. Alza le mani.

“Non temere, sono io G., che voglio andare a casa perché mia madre sta morendo e volevo vederla per l’ultima volta. Stai davanti e fammi strada”. G. era, ovviamente, un partigiano.

Giunti a casa di G. era veramente troppo tardi per tornare a casa, dopo quel che era capitato a Tino…

Così si ferma e, casualmente, nella notte insonne, racconta a G. la vicenda di Tino. Risposta: “Quel bastardo di S.”

Volano i mesi, si giunge alla Primavera, oramai i fascisti si sentono braccati, i partigiani sono loro, oramai, a dare la caccia. Così, durante una partita in trasferta, mio padre incontra di nuovo G. che gli dice: “S. l’ho ammazzato io: piangeva come un cagnolino quando gli ho infilato la pistola in bocca, prima di sparargli”.

Arriva il 25 Aprile. Come a Milano, c’è una riunione in vescovado: ci sono il tenente della Wehrmacht e un importante capo partigiano che si accordano di fronte al vescovo. La colonna dei nazifascisti partirà alle 5 del mattino, e prenderà la via di Vercelli, ancora in mano tedesca. Tutti d’accordo: i fascisti non erano nemmeno stati invitati.

Parte la colonna. In coda, c’è S. padre, che spera di scappare: ne ha fatte quante il figlio, se non peggio.

Giunti in una piazza, ci sono due donne che si recano a lavorare per le 6, con tanto di lasciapassare. I tedeschi non le degnano di uno sguardo e proseguono di fretta: il tempo scorre, e bisogna mettersi in salvo perché alle 8 scenderanno dalle alture 20 brigate partigiane, 10.000 uomini. Meglio filare.

Ma S. padre urla qualcosa alle due donne, che rispondono anch’esse urlando – c’è rumore, i cingolati in testa fanno un frastuono tremendo – poi, non si sa come, parte una raffica e le due donne cadono sull’asfalto.

I partigiani, prontamente avvertiti, rompono l’accordo e, facendo avanzare un’ala dello schieramento, s’appostano sopra la strada, una decina di chilometri più a valle. Quando i nazifascisti giungono là, scoppia l’inferno: gli ultimi troveranno la morte nel Canale Cavour, che ha ripide sponde in cemento ed è gonfio per le piogge primaverili.

Trascorrono una decina d’anni e, una mattina, inaspettatamente, conosco S. zio, il fratello dell’annegato e lo zio del massacrato a colpi di pistola in bocca. Lo conosco a casa di mia nonna: le aveva fatto una visita…ah nonna, nonnina, ti piacevano le divise, lo so…

E’ un bell’uomo, alto, con gli occhi chiari, gentile nei modi ed aristocratico nei gesti: era un ex ufficiale, un ufficiale pilota durante la guerra. Ma lo vedo, nella mente, come Amedeo Nazzari “Luciano Serra Pilota”…no, questo è diverso…ha dei modi molto inglesi…

Non si sottrae alle mie curiosità di ragazzino. “Sì, durante la guerra ero dislocato in Sicilia, scortavamo con i nostri Re-2000 i bombardieri su Malta, nel 1943…fu un errore, nella “confusione della battaglia” per una svista, atterrai a Malta e fui preso prigioniero.

Ci ho ripensato a lungo, ma scambiare Malta per la Sicilia è proprio una cosa impossibile, viste le distanze e le dimensioni in gioco. Era atterrato a Malta. Non si era lanciato col paracadute, proprio atterrato.

Così termina la guerra per la famiglia: un “sopravvissuto” (forse più furbo?) e due morti, padre e figlio.

Mi chiedo, spesso, che senso ha avuto. Per quel ragazzo ammazzato senza motivo, per le due donne uccise.

E oggi, qualcuno – qualcuno che non ha sentito raccontare nulla dalle fonti che avevano vissuto quei giorni – ci viene ad esaltare Mussolini ed a scimmiottare saluti romani. Come non avessimo abbastanza guai, ci mancano ancora questi.

Mussolini un grande statista? Non direi proprio.

L’Italia non aveva motivi per scendere in guerra: poteva solo perdere (come avvenne) le colonie oltremare, alla lunga indifendibili. Non aveva obiettivi strategici da raggiungere e, quando la Francia fu al collasso, pensò di fare il furbetto, come sempre gli era andata bene in Italia, dove gli credevano o fingevano di credergli per paura. Salvo, poi, il 25 Luglio del 1943, divertirsi a fare a pezzi busti ed aquile littorie.

Ma, in quel luminoso Giugno del 1940, il “lungimirante uomo di Stato” sparì, e lasciò il posto al dittatore da operetta qual era. A nulla valsero gli appelli dei generali che gli raccontavano la medesima solfa: per mettere almeno un po’ in quadro le Forze Armate italiane – dopo l’Etiopia e la Spagna – ci vorranno tre anni. Non siamo pronti. “Disfattisti”, pensava di loro.

Non gli passò nemmeno per la testa che una lunga neutralità – magari nell’attesa di vedere chi vinceva – sarebbe stata di grande aiuto all’Italia, sfruttando le commesse dei belligeranti. No, si doveva “tirare diritto”, giungere a 320.000 caduti sui vari fronti, altrettanti feriti e mutilati e decine di migliaia di morti fra la popolazione civile.

Mussolini fu un grande statista? Ma per carità. Fece la battaglia del grano e prosciugò le paludi, ma si dimenticò totalmente dell’industria elettrica ed elettronica, che stava nascendo ovunque. Così, quando il primo “Gufo” (radar italiano) fu installato su un cacciatorpediniere (1943), gli inglesi ci massacravano i convogli, nel buio della notte, da anni.

La Costituzione Italiana fu redatta con un duro monito per chi avesse cercato di ricostituire un partito fascista, ma poi: che senso avrebbe oggi? A cosa servirebbero delle parole d’ordine che sono appartenute ad un’altra epoca, ad un altro Paese, a persone completamente differenti e con tutt’altri problemi?

Il ministro dell’Interno sta giocando col fuoco, senza rendersene conto: abbiamo già vissuto una terribile stagione negli anni ’70-80, con morti da entrambe le parti. Vogliamo ricominciare?

Non si tratta del rispetto per i caduti, che è sacrosanto da entrambe le parti siano morti, ma di andare in giro con striscioni inneggianti a Mussolini, sfruttando la generale ignoranza storica degli italiani. Per cosa? Per guadagnare una manciata di voti. E poi? Quando qualcuno di Casa Pound inizierà a scontrarsi con altri ragazzi, quelli dei centri sociali, di chi sarà la colpa? Si vuole proprio che ci scappi il morto, per poi riprendere la tiritera fra fascismo ed antifascismo, e mascherare che questo governo non ha più un orizzonte credibile, almeno dalla parte dei 5S?

Meglio lasciare che Salvini corra incontro al suo destino, che sarà quello di qualche settimana da leone e tanti anni da pecora, piuttosto che fomentare ancora questi fuochi fatui di un passato che andrebbe compreso, non sottovalutato, tanto meno esaltato.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/04/scherzare-col-fuoco.html

28.04.2019

32 Commenti
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Nathan
Nathan
20 Settembre 2019 1:32

Vogliamo ricominciare? Ma per favore qui ci scanniamo per le squadre di calcio ma per la politica proprio no! Gli anni di piombo sono lontani anni luce per mille ragioni, qui abbiamo a che fare con cretini patentati al massimo. Certo che oggi anche un solo morto è una tragedia come è giusto che sia ma agitare lo spauracchio del fascismo per una chiamata alle armi oltre che fuori tempo massimo mi sembra anacronistico. Magari ci fosse comunque un ritorno a certe dinamiche sempre meglio di uccidere per noia, su questo tema vorrei una Vostra riflessione.
Sempre costretti a scegliere tra il peggio è il lievemente meno peggio.

Vincenzo Siesto da Pomigliano
Vincenzo Siesto da Pomigliano
20 Settembre 2019 1:32

La Costituzione fu redatta sotto occupazione militare. E in questo contesto fu fatto anche il referendum per scegliere la forma istituzionale del Paese. E una nuova casta, vassalla dei nuovi occupanti, sostituì al potere quella precedente e inglobò parecchi “elementi” che collaborarono con “l’Ancien Regime”….. E questo è tutto…

Holodoc
Holodoc
20 Settembre 2019 1:32

Grazie Carlo, bella testimonianza e bella riflessione.

Io non ho vissuto la guerra o il fascismo, ho le poche testimonianze dirette di mio nonno deportato in Germania nel ’43 come disertore. E un cugino di mio nonno paterno di cui non so nulla a parte la foto in divisa del fascio in viaggio di nozze con la moglie. E che è stato ucciso nel ’45 in Lombardia non so in quali circostanze.

Possibile che così tanti fascisti siano stati uccisi dopo la caduta del regime e della dominazione tedesca solo perché avevano fatto degli scherzi goliardici con un purgante?
Non è stata un’epurazione ragionata, sono state vendette personali verso chi non aveva avuto scrupoli ad usare la violenza, e quello che avevano seminato hanno poi raccolto.

natascia
natascia
20 Settembre 2019 1:32

In modo diverso, ma già adesso il popolo soffre e c’ è ancora chi non vede. I ciechi, quando evocano gli spettri di un passato di guerra e dittatura, o di ordine e di progresso sempre ciechi sono e in nessun modo migliorano il presente.

oriundo2006
oriundo2006
20 Settembre 2019 1:32

Non vedo Salvini come statista in orbace e camicia nera. Da giovane era stato, pensate un pò, comunistone di quelli duri e puri…Penso invece che abbia catalizzato in forma spuria ed ibrida le tendenze autonomiste e ribelli di tanta parte dell’ Italia, specie giovane, che non sente più il peso della ‘colpa’ verso le vicende passate, che si muove, che viaggia e si chiede perchè dobbiamo ancora oggi passati 7080 anni dalla fine della II Guerra essere vincolati ad uno statuto dimidiato quanto a libertà civile ( sì, proprio quella famosa libertà che è scritta nella Costituzione ma non nella realtà di tanti paesi e regioni sottoposte alla mafia e alle logiche della politica correntizia e ricattatoria legata a postulati immutabili ), modi di vita collettivi, potere dei ‘vecchi’ e impotenza di chi è giovane, servitù militari che nulla hanno a che vedere con gli interessi locali e nazionali …ecc. ecc. La sx non può dare risposte che non siano storicamente fallimentari: anche qui, lo spartiacque della caduta dei regimi socialisti sovietici è stata una cesura obbligata se si vuole essere razionali. Cosa resta allora ? Il cosmopolitismo dei ricchi e ricchissimi, l’insolenza delle lobbies economiche, le decisioni fallimentari ed… Leggi tutto »

Fabio A.
Fabio A.
20 Settembre 2019 1:32

“Fece la battaglia del grano e prosciugò le paludi, ma si dimenticò totalmente dell’industria elettrica ed elettronica, che stava nascendo ovunque. Così, quando il primo “Gufo” …….”. l’Italia, se ben ricordo, era sotto sanzioni, e c’era la principale preoccupazione di sfamare 40 milioni di bocche. Non avevamo incisive rendite di posizione coloniale “di rapina”, come le democrazie plutocratiche. E non mi sembra che non ci fu avanzamento tecnologico, in una situazione di partenza e confronto che ci vedeva così svantaggiati. Piuttosto, il radar lo concepì un certo Marconi, se non erro, ma, solo, non se ne intuirono le potenzialità, se vogliamo continuare con questo esempio.
Certo, il discorso è lungo, ma quello che ha scritto l’autore (tanto di cappello, sappiamo chi sia e la sua cultura) appare quanto meno limitato e di parte

Annibal61
Annibal61
20 Settembre 2019 1:32

Se ragioniamo coi numeri e senso storico quella dei partigiani è stata ed è una pagina servile. Ascoltavano Radio Londra i partigiani nel ’44-45 …stessa parole sul Britannia nel ’92…e per le basi concesse nel ’94 contro la Serbia… nel 2011 contro la Libia…e le sanzioni contro la Russia nel 2014…e i 20 miliardi di euro che ci chiede la NATO ogni anno …e le frequenti visite di Mattarella ai soldati nel Baltico 2018…gli stessi padroni da 80 anni insomma! Ci hanno venduto nel ’45…no liberato! Occhio che anche il presunto dittatore Salvini (tanto vituperato a sx) vuole il ripristino della leva…per servire l’ Italia o la NATO?

Tonguessy
Tonguessy
20 Settembre 2019 1:32

“Mi chiedo, spesso, che senso ha avuto”.
Se per caso ne dovessi trovare uno, ti prego di comunicarmelo. L’arroganza di sentirsi “capo” può essere un motivo, ma ci vogliono anche le giuste situazioni di contorno per permettere a queste mezze cartucce dall’ego ipertrofico di andare addirittura oltre ai propri interessi personali, così come testimoniano le morti violente dei vari S. Davvero vale la pena di rischiare la vita propria per dimostrare qualcosa? E quando lo si dimostra, cosa succede di così importante?
Bel racconto, Carlo.

gix
gix
20 Settembre 2019 1:32

Col tempo si fa fatica persino a riconoscere le tracce del diluvio universale, o di catastrofi naturali ed umane che pure hanno rivoltato l’umanità per millenni, figuriamoci cosa può accadere dopo qualche anno di revisionismo per qualunque regime, anche il più ignobile. Non ho vissuto naturalmente il periodo in questione, ma di storie simili, di guerra e non, ne ho ascoltate molte anche in famiglia, e tra una generazione forse tutto questo rimarrà solo su archivi digitali (non più carta purtroppo, il che è pure peggio), il che aprirà chissà quali orizzonti di accomodamento. Senza andare a scomodare storie di viltà ed eroismo, per inquadrare bene il periodo dal punto di vista della gente comune, basterebbe ricordare la fame che molti italiani hanno vissuto, il razionamento e la penuria di ogni cosa. Questo si è un ricordo inconsapevole che ancora oggi appare nei comportamenti spesso irrazionali degli Italiani di oggi, che evidentemente ne sono tuttora condizionati; una prova che effettivamente la povertà e la fame sono esistite, prova che verrà man mano cancellata dalla falsa abbondanza di beni e necessità non indispensabili.

Antonello S.
Antonello S.
20 Settembre 2019 1:32

Riconosco pienamente il ruolo e l’insegnamento della storia, ma ancora non riesco a comprendere cosa c’entri Salvini, la Lega e tutto questo governo con il fascismo che, ripeto, è un ideologia ancora più dimenticata del comunismo (se non nella testa di quattro coglioni che si divertono a fare i bulli).

Affermare che la festa della Liberazione è ormai obsoleta e utilizzata prevalentemente per fini politici (come d’altronde la festa del lavoro) significa scherzare con il fuoco?.

Ricordare che dietro l’ipocrisia dell’appropriazione di tali principi di libertà, si nasconde il tentativo da parte della sinistra stessa, di nebulizzare la propria trasformazione in senso liberista e globalista, è scherzare con il fuoco?.

Piuttosto siete voi giornalisti incoerenti che dovete assumervi la responsabilità di riesumere certi fantasmi, attizzando polemiche sul nulla e crendo il vero clima di odio sociale di cui tanto blaterate.

Pfefferminz
Pfefferminz
20 Settembre 2019 1:32

Grazie, Bertani! Un articolo da leggere e rileggere per tutti quelli che non hanno nulla di meglio che inneggiare ad un dittatore. Ci si ricordi il clima di quegli anni. Mio zio, diciottenne, fu trucidato dai fascisti per rappresaglia, insieme ad altre 15 persone, dopo che i Gap (Gruppo di azione patriottica) avevano ammazzato un gerarca fascista.

SanPap
SanPap
20 Settembre 2019 1:32

Mi sono andato a sentire i nostri, più o meno, eletti in Parlamento, in Regione e in Comune (stanno tutti qui appassionatamente e non ho molto da fare essendo pensionato senza nipoti): un pianto, tutti; ignoranti, vigliacchi, cialtroni, ma soprattutto privi di idee, non sanno proporre un futuro (Mussolini seppe proporre un futuro ? Che non seppe portare a compimento ? una identità ? ha venduto pezzi dell’Italia, territori, mari, edifici, industrie agli stranieri ? Per questo è ancora ricordato ? e rimpianto ? Guardo i resti delle sue politiche sociali – una per tutte l’INPS … che sarebbe di noi se non ci fosse ? DC-PCI-PSI & derivati avrebbero creata una struttura equivalente oppure avrebbero proposte assicurazioni private, che si sarebbero potute permettere solo chi lavorava veramente e versava i premi pattuiti ? – e molte domande mi vengono in mente, molti dubbi e non tutto è così chiaro come si pretende, cambiando i giudizi politici con giudizi più obiettivi) Non fanno altro che discutere su troiate a cui non frega niente a nessuno, problemi affrontati, discussi, masticati e sputati. Tutto pur di non parlare dei problemi reali. L’ultimo in ordine di tempo: come comportarsi di fronte ad un… Leggi tutto »

Jane
20 Settembre 2019 1:32

Lo dico ironicamente, ma e’pur vero. Oggi tutti chiamano Mussolini dittatore, ma e’ ipocrisia perche’ era stato votato e vinto regolarmente le elezioni. Quindi? Poi sul 25 Aprile la vedo cosi: agli italiani non interessa il senso della festa ma il fatto che capiti nella stagione primaverile e vuoi mettere trovare la scusa per i ponti e le gite? E’ per questo che non rinuncerebbero a questa festa ,non per ideali. La cosa e’ molto piu’ prosaica! Purtroppo!

ignorans
ignorans
20 Settembre 2019 1:32

Per quello che ho capito io, i sistemi di governo servono a mantenere l’ordine del mondo umano/animale.
Perciò, fate come vi pare. In ogni caso sarò un cittadino senza potere che deve sorbirsi gli effetti di gente incapace e malata al comando.

ton1957
ton1957
20 Settembre 2019 1:32

Quello che successe in quei giorni, in gran parte, fù un “dono” del nanosavoia, agli Italiani,che fece entrare i Tedeschi nel paese nel mentre trattava la resa con gli alleati. Era scontato che dopo 20 anni di azioni squadriste la resa dei conti sarebbe scoppiata, ma il Re non ebbe dubbi, lascio che gli Italiani si ammazzassero o venissero ammazzati, pur di salvare se stesso, tenendo due piedi in una scarpa, e la sua monarchia…..non fù un vile ma un bastardo degno di stare anch’esso in piazzale Loreto. Ma ciò detto ed anche concordando con Bertani e ricordando a tutti che abbiamo perso la guerra e firmato una resa senza condizioni, allo stato attuale del paese e delle forze che ci dominano, necessita fare uno sforzo per andare, dopo 75 anni, oltre il giusto rancore di ambo le parti. Il xxv Aprile, và abolito, ed i partigiani, fosse anche con le lacrime negli occhi, vanno archiviati per il bene del paese (loro capirebbero) al suo posto serve una festività di unità nazionale (diversamente restiamo deboli ed in balia degli eventi esterni). Da uomo di sinistra qual mi sento, devo riconoscere che il muro contro muro di questi anni non giova… Leggi tutto »

johnny rotten
johnny rotten
20 Settembre 2019 1:32

Disse Alberto Bagnai al Senato un paio di settimane orsono: Combattere l’inflazione in assenza di inflazione non funziona. Ma non ci stupisce da parte di chi combatte il fascismo in assenza di fascismo. Sono due metodi analoghi per fare la stessa cosa, politica di classe ai danni degli ultimi. Anzi dei penultimi! Perchè per gli ultimi le risorse si trovano purchè non vengano ad abitare ai Parioli! Il grande capitale finanziò il fascismo per reprimere le lotte operaie, quando Mussolini alzò la cresta [ridicole ambizioni neo-imperiali di BM] il grande capitale impose le sanzioni all’Italia, oggi usano l’anti-fascismo in assenza di fascismo per combattere un Governo, quello GialloVerde, che forse non ha alzato nemmeno un sopracciglio figuriamoci alzasse mai la cresta, ma è cambiato poco per i popoli italici che si trovano sempre sulla linea di fuoco tra interessi di portata globale e sempre stanno a beccarsi come i capponi di Renzo, ovviamente pescando nel repertorio di un passato che mai torna e mai va via. Il fascismo è morto e sepolto, frutto di una stagione storica e politica irripetibile, forse è più facile che le linee di faglia su cui costruire i conflitti utili al capitale siano da ricercare… Leggi tutto »

No Good
No Good
20 Settembre 2019 1:32

Chi si dichiara antifascista e vede nella parte politica avversa il fascismo mi sembra si stia impegnando a fondo e con ogni energia per l’arrivo di quello che dichiarano aborrire. Tutto quello che le sinistre o supposte tali fanno e’ realmente volto a creare un clima favorevole ad un regime autoritario. Non mi dilungo a raccontare tutte le ipocrisie . Ma se vi dovesse essere un nuovo e pesante tracollo economico allora si che tutta la grande semina diverra’ un grande raccolto.

Zazà la Superscimmia
Zazà la Superscimmia
20 Settembre 2019 1:32

Non dobbiamo temere il fascismo per una semplice ragione. Il fascismo era indissolubilmente legato alla persona di Mussolini, e mussolini è morto e sepolto da più di settanta anni. Sarebbe come temere un ritorno del bonapartismo senza Napoleone. Piuttosto dobbiamo temere il ritorno a una società di stampo feudale, quella fortemente voluta dalla UE dei banchieri, con la complicità dei progressisti. Se posso dare un consiglio ai lettori di don chisciotte: guardate un po’ di video sul canale youtube di byoblu. Cercate i video con Micalizzi, guido grossi, marco bersani. Lì troverete i veri nemici del nostro paese. la vera dittatura da combattere. Il fascismo, che piaccia o non piaccia, è ormai consegnato alla storia. Le uniche forme di squadrismo che vedrete, nel prossimo futuro, saranno i poliziotti che reprimono la popolazione impoverita per ordine della Ue, come già avviene in Francia coi gilet gialli.

PietroGE
PietroGE
20 Settembre 2019 1:32

Il fascismo continua ad esistere, ma solo come mezzo per diffamare l’avversario politico, come proposta politica seria è morto e sepolto da tempo. Chi sventola striscioni e rievoca il folklore passato lo fa per motivi che non sono una voglia di riedizione del regime ma come rabbia e impotenza di fronte alla situazione di declino e di disgregazione sociale che ha davanti agli occhi tutti i giorni. Il racconto di Bertani, poi, dimostra quello che buona parte dello schieramento di sinistra, nonostante le prove innumerevoli, continua a negare : cioè che ci fu una guerra civile, e la guerra civile non si festeggia, e tanto meno lo si fa nel modo farsesco con il quale l’attuale leadership politica lo ha commemorato 3 giorni fa. Una analisi serena del passato sarebbe possibile in un clima di indipendenza politica vera, senza servitù militari in patria e all’estero, senza bavagli che mettono fuori uso la libertà di parola e senza dittatura del politicamente corretto che inaridisce il discorso e lo fa diventare propaganda per una sola parte. Una storia della WWII libera dai preconcetti e dai tabù ideologici ancora non è stata scritta e forse non lo sarà mai, e per coloro che… Leggi tutto »

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  PietroGE
20 Settembre 2019 1:32

Quoto ” la guerra civile non si festeggia..”: giuste, sante ed umane parole. Ma siamo sicuri che questa enfasi sul ritorno del fascismo non preluda ad una nuova guerra fra italiani? Il 25 ero in Piazza Duomo a Mi e mi ha fatto paura l’odio della sx verso questo governo: veramente terribile…un odio spaventoso verso Salvini e chi lo sostiene. Qualcosa che emergeva davvero dalle pieghe della storia ed attendeva solo il momento opportuno per sfogarsi. Un odio di sangue.

bottiglia
bottiglia
20 Settembre 2019 1:32

Ineccepibile direi

MarioG
MarioG
20 Settembre 2019 1:32

“Che senso ha avuto. Per quel ragazzo ammazzato senza motivo, per le due donne uccise.” Che senso ha avuto premettere questo episodio? Il risultato è solo quello di confermare una disarmante parzialità. Le è ben nota la vicenda di migliaia di ausiliarie della RSI uccise (spesso dopo la violenza sessuale) alla fine della guerra (di più di 2000 è documentata individualmente la fine; ci sono poi le sopravvissute). Questo solo per restare su un piano (se vuole di simmetria retorica) adeguato al suo esempio. Di questo passo, arriva involontariamente a confermare quello che in principio voleva mettere in ridicolo: Mussolini fu un grande statista, la sinistra ha condotto l’Italia alla rovina, i repubblichini lottavano per la Patria, i partigiani erano dei traditori che sostenevano il nemico, la grande alleanza delle democrazie plutocratiche che ci domina tuttora. (Sulla seconda e l’ultima ci sono pochi dubbi…) Su Mussolini “grande statista”, è lecito avere tutte le opinioni possibili in quanto su di esse pesa inevitabilmente l’esito finale dell’entrata in guerra. Prima dello scoppio della guerra, Mussolini fu quello che in Europa più di tutti tentò di evitare il conflitto, e questo è oggettivo. Viceversa, al momento dell’entrata in guerra, che io ritengo fosse… Leggi tutto »

CarloBertani
CarloBertani
Risposta al commento di  MarioG
20 Settembre 2019 1:32

Non c’erano generali ed ammiragli che tramavano, c’era un’impreparazione alla guerra moderna apocalittica:
– Caccia biplani CR42 (non aggiungo altro)

– Carri armati M13, li bucavano con le mitragliatrici
– Marina senza radar e sonar
– Esercito armato con un fucile del 1891
– Nessun velivolo quadrimotore da bombardamento
– Sommergibili, tanti, ma nessuno che poteva superare i 100 metri di profondità…

Potrei continuare per altre righe…ma il libro di Trizzino (se ti riferisci a lui) è un falso: gli inglesi erano in possesso dei codici italiani dal 1940, (recuperati da un sommergibile) e della macchina per criptare, che era tedesca.

Se poi vuoi “salvare” il Mussolini dell’anteguerra, ti posso dire che qualcosa fece, ma niente di diverso da quello che stavano facendo le altre potenze europee sul fronte del welfare. Che rimase, comunque, sempre di qualità inferiore rispetto a quello inglese: leggi Orwell, lo capirai subito.
Ti piace Mussolini? E’ un tuo diritto, ma non dimenticare che la Costituzione italiana proibisce la diffusione di quelle idee. Potrete sempre cambiarla, ma la vedo dura.

Iacoz
Iacoz
20 Settembre 2019 1:32

Bella testimonianza! E pensare che storie di questo genere ne sono sicuramente avvenute migliaia in quei tempi.
Credo che la gente, me compreso, non si renda conto di quello che potrebbe essere un mondo del genere.
Certo sarebbe molto diverso che ascoltare qualche fatto di cronaca nera alla tv, e scandalizzarsi; per poi credere che “con più repressione e controllo sarebbe meglio”.
Devo dire che su una cosa non sono in sintonia con l’articolo, saranno, secondo me, necessari molti anni, prima che in italia possa nascere qualche idea nuova (spero di no).
Ma, finita la sbronza grillina, la giusta voglia di cambiamento, di svolta, di allontanamento dal “pensiero comune” porterà inevitabilmente, fra le braccia di facili profeti di sicurezza e libertà (due situazioni di difficile convivenza) dove invece occorrerebbero nervi saldi, riflessioni e visioni lunghe. Quindi, temo, fortemente temo, che sarà necessario attraversare nuovi tempi bui, per aver poi un ravvedimento.
Certo che non ci sono più le condizioni di allora; ma le cose mica si ripresentano identiche, che in quel caso tutti le riconoscerebbero.

CarloBertani
CarloBertani
Risposta al commento di  Iacoz
20 Settembre 2019 1:32

Anch’io credo ad un precipitare in nuovi tempi bui prima di un ravvedimento: staremo a vedere.

lupo66
lupo66
20 Settembre 2019 1:32

tu parli di striscioni e di pelati che fanno il saluto romano, ma il ministro dell’interno, con tutto questo, che c’entra? bah. a me sembra che a scherzare col fuoco sono quelli che fanno confusione, in buona o (spesso) in cattiva fede

Rossi Mario
Rossi Mario
20 Settembre 2019 1:32

“Arriva il 25 Aprile. Come a Milano, c’è una riunione in vescovado: ci sono il tenente della Wehrmacht e un importante capo partigiano che si accordano di fronte al vescovo..”Questa è la storia,da 2019 anni.Questi sono i veri colpevoli di tutto il male dell’umanità,almeno per l’occidente.

PinoRossi
PinoRossi
20 Settembre 2019 1:32

Non mi piace l’utilizzo di episodi personali a support di una tesi. E’ disonesto Bertani. Sono d’accordo con l’idea di fondo, ma l’utilizzo degli occhioni del morto a supportio mi mette il voltastomaco.

XL
XL
20 Settembre 2019 1:32

Il discorso aneddotico non porta a niente.
Certo ci sono stati orrori della guerra, ma allora gli orrori del dopo-guerra, in tempo ufficialmente di pace dove li mettiamo? I regolamenti di conti, sconfinati immediatamente in soprusi e terrore rosso…

E allora perché non proibire la ricostruzione del partito comunista, al pari di quello fascista?

E poi 4 cretini da stadio che il fascismo non sanno nemmeno cos’è perché l’avrebbero fatto? Per me sono utili idioti, se non proprio agenti del direttorio demokratico, provocatori utilizzati per avere scuse per limitare sempre più la libertà della gente normale.

william
william
20 Settembre 2019 1:32

Il fascismo non si è realizzato allora,figuriamoci oggi…quel periodo storico è morto con Mussolini e non tornerà più. Sulla guerra la situazione è molto più complessa,sono d’accordo però sul pressapochismo e gli errori madornali di Mussolini.

MarcBin
MarcBin
20 Settembre 2019 1:32

Dovrebbe fare paura la società di oggi, non cosa potrebbe accadere perché è successo in passato.
Qualcuno in Europa decide cosa dobbiamo fare, non sappiamo nemmeno chi e perché.
E noi? Cerchiamo il nemico nel passato.
Vogliono spingerci a fare i figli in provetta tipo download, genitore 1 e genitore 2, vogliono creare mescolanza di razze, annientare la nostra identità, imporci un sistema timocratico, uccidere il Made in Italy…
E dovremmo aver paura del fascismo?
Ci prendete per il culo?
Quello che scrive lei come esperienza familiare mi rammarica, è ovvio.
Purtroppo accade sotto tutti i regimi, neri, rossi, bianchi o viola.
Oggi abbiamo altre cose da temere e che stiamo già vivendo.
Svegliamoci invece di cercare sempre la rivincita.

Ennio
Ennio
20 Settembre 2019 1:31

Le premesse di questo articolo storicamente sono in gran parte scorrette e dimostrano una conoscenza storica delle cause della seconda guerra mondiale e dell’entrata in guerra dell’Italia quelle si da operetta. Dopo il fascismo c’è stato il nulla , il fascismo è l’unico movimento politico che abbia fatto qualcosa per l’Italia e gli italiani il resto e solo collusione con mafia sottomissione a poteri eversivi, questo ormai la gente lo sta capendo.
Ovviamente Mussolini ha fatto i suoi errori ma in confronto agli statisti seguenti è un gigante e un vero italiano. Per l’onore dell’Italia sempre e ovunque.