FONTE: FREEANIMALS
Come ogni autunno, anche quest’anno sul Colle San Zeno, in provincia di Brescia, e sugli altri principali valichi montani, attraversati dagli uccelli sulla rotta delle migrazioni, si sta consumando la mattanza.
Questo allucinante video ha fatto indignare gli internauti:
Era ora che qualcuno lo mettesse in rete, giacché altrimenti la carneficina di volatili sarebbe passata sotto silenzio, come ogni anno. La responsabilità di tale obbrobrio si spalma su vari livelli: i vertici politici regionali di Lombardia e Veneto, e le masse di cittadini inconsapevoli e disinformate.
I partiti che presero la decisione di approvare la caccia in deroga, che prima del golpe Monti erano sia di governo che d’opposizione, furono tutti concordi nell’accontentare quell’odiosa ed elettoralmente insignificante minoranza di poche migliaia di cacciatori e, soprattutto, quelle fabbriche di armi e munizioni che hanno sede principalmente in Val Trompia.
Un partito come la Lega Nord, che dovrebbe occuparsi del recupero delle culture e delle lingue minoritarie, preferisce fungere da collettore dei più retrivi valori agro-venatori, senza i quali perderebbe consensi e poltrone.
Il Partito Democratico, per contro, preferisce salvaguardare i posti di lavoro in fabbriche come la Beretta e la Benelli, piuttosto che schierarsi dalla parte della civiltà e dei cittadini che disapprovano la violenza sulla natura e sulla fauna.
Il Partito delle Libertà, d’altra parte, preferisce non ostacolare i consolidati meccanismi clientelari che permettono anche a loro di spartirsi una parte della torta, ed essendo schierato in parlamento con la Lega Nord, non può scontentare i propri alleati politici.
Tutti, anche l’Italia dei Valori, presumibilmente quelli agro-venatori, lasciano che la strage si compia, a dispetto delle leggi europee che non la consentono. Tuttavia, questo balletto del tira e molla tra Unione Europea e regioni Lombardia e Veneto, con le immancabili sanzioni all’Italia che giungono da Strasburgo e che gravano su tutti i contribuenti italiani, si ripete con troppa regolarità per non farsi venire qualche dubbio. Potrebbe essere tutta una sceneggiata, come quella del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Cioè, gli animalisti potrebbero vedere nel parlamento europeo l’ente che tutela gli uccelli, e nelle amministrazioni locali quello che li distrugge. Manicheisticamente parlando verrebbe da pensarla così!
Tra i due contendenti s’inserisce la magistratura, che sembra quella meno colpevole di tutti. In questo caso, il Consiglio di Stato, che ha sospeso il decreto della caccia in deroga promulgato dalla regione Veneto e approvato dal Tribunale Amministrativo Regionale di quella regione:
Non voglio mettere in discussione la buona fede dei giudici del Consiglio di Stato, ma questo trucchetto è andato avanti per anni nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia, dove si assisteva ogni autunno, da parte della Giunta Regionale, all’emanazione del decreto delle catture dei piccoli uccelli migratori mediante reti, con successiva sospensione da parte del T.A.R. di Trieste, ma solo dopo che erano passati i giorni migliori per “vendemmiare” gli uccellini giù dai roccoli, ovvero solo dopo che la migrazione di ottobre era passata.
Anche in questo caso, gli ambientalisti erano indotti a credere che la magistratura fosse l’ancora di salvezza e l’ultima spiaggia di fronte a tanta crudele avidità legalizzata, se non fosse che gli assessori regionali che avevano emanato il decreto delle catture erano stati legittimamente eletti dai cittadini.
E allora, chi stava dalla parte della giustizia? Gli uomini politici che concedevano i permessi agli uccellatori o i giudici del T.A.R. e del Consiglio di Stato che ne sospendevano la validità? A questa domanda nessuno ha mai risposto e mentre la sceneggiata si ripete ad ogni autunno, milioni di piccoli uccelli migratori crepano.
D’altro canto, anche le masse di cittadini inconsapevoli e disinformate hanno le loro colpe. Come opinione pubblica siamo molto influenzabili e fragili nelle nostre valutazioni. Lasciando stare quella parte di popolazione che è coinvolta emotivamente ed economicamente nelle stragi di volatili, perché per esempio ama gustare la “polenta e osei”, il resto della popolazione, che è fondamentalmente buona, odia la guerra, la caccia e la violenza in genere, è portata con abili strategie di manipolazione mentale ad indignarsi per delfini e balene uccisi dai giapponesi e per i cuccioli di foca massacrati in Canada, ovvero per olocausti esotici su cui non abbiamo alcun potere d’intervenire e per i quali non bastano di certo semplici e sterili petizioni. Per inciso, anche Beppe Grillo fa quest’opera di disinformazione preoccupandosi dei delfini giapponesi e degli orsi della Luna in Cina e benché sia lodevole che almeno lui ne parli, resta pur sempre un modo per deviare l’attenzione da problemi che forse, con uno sforzo collettivo, potremo anche risolvere. Qui da noi.
Se è valido il principio che dice: “Pensare globalmente e agire localmente”, gli utenti della rete e l’opinione pubblica in generale potrebbero essere coinvolti nei problemi di casa nostra, come le annuali stragi nel bresciano. Per tacere dell’inferno dei macelli, che abbiamo praticamente dietro casa. Perché questo non avviene?
Fonte: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.com
Link: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.com/2011/11/contraerea.html
26.11.2011
Titolo originale "Contraerea"
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NerOscuro 29 novembre 2011
Nella mia esperienza personale, la gran parte dei cacciatori ha un'idea terrificante della caccia.
Invadono la proprietà privata: nel mio caso sono entrati in una casa in ricostruzione recintata come cantiere e uno dei loro cani è finito dentro ad un pozzo sconosciuto a livello catastale. Ho dovuto recintare anche il pozzo a spese mie! Mentre quei delinquenti hanno violato la legge che li obbliga a tenersi lontani dalle case (anche se in fieri) per ovvie ragioni di sicurezza. In un'altra occasione hanno sparato in direzione di un signore che protestava per l'invasione della sua casa, per fortuna al "solo" scopo di intimidirlo.
Hanno un totale disprezzo per gli animali e per la vita in genere: durante una battuta di caccia al cinghiale cui assistevo personalmente, hanno ucciso a pedate una vipera che si faceva i cazzetti suoi. Ad un certo punto, in quella giornata allucinante i cacciatori non trovando cinghiali si sono messi a sparare all'impazzata con carabine e fucili caricati a pallettoni: se vieni preso da quei proiettili sei morto e sono proiettili che viaggiano per centinaia di metri. Se qui qualcuno ancora non pensa che la caccia sia praticata per lo più da teste vuote c'è quest'ultimo episodio, raccontatami da un amico fidato che occasionalmente va a caccia. Uno della sua compagnia, non avendo di meglio da fare, ha impallinato un falco pellegrino che per sua sfortuna volava nei pressi. Di certo qui l'utente cavalea troverà che il pollo e il falco hanno la stessa dignità d'essere uccisi, per cui è solo marginale che il secondo sia un animale protetto, il cui ripopolamento sta avvenendo a fatica. In fondo il falco ha tali e gustose carni... che quello squilibrato lo ha lasciato lì morto.