RECENSIONE: JFK – Il destino tradito

Oliver Stone documenta il passato per chiarire il presente

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Edward Curtin
off-guardian.org

La tempistica dell’uscita, all’inizio di marzo 2022, di questo documentario in streaming digitale, non poteva essere più propizia.
Per chiunque voglia capire come siamo arrivati ad una nuova Guerra Fredda con il secondo presidente democratico irlandese-cattolico nella storia degli Stati Uniti, Joseph Biden, che vomita assurdità bellicose su Ucraina, Russia e Vladimir Putin, e che è partito alla carica verso una Terza Guerra Mondiale che potrebbe facilmente trasformarsi in nucleare, gli elementi fattuali, aggregati in questa serie, del motivo per cui il presidente John F. Kennedy era stato assassinato dalla CIA e dai suoi tirapiedi sono una storia essenziale che illumina gli eventi attuali.

Mentre Kennedy era stato l’ultimo presidente degli Stati Uniti a cercare sinceramente la pace a costo della sua vita, i suoi successori sono stati tutti dei lacchè innamorati della guerra, pienamente consapevoli che la promozione della guerra e del complesso militare-industriale erano la loro mansione principale. Hanno lietamente servito il dio della guerra e hanno devastato Paesi in tutto il mondo con la gioia dissennata dei sadici. Pusillanimi all’estremo, hanno cercato la presidenza sapendo che non si sarebbero mai opposti ai militari che, nell’ombra, esigevano la loro obbedienza. Hanno ricevuto forte e chiaro il messaggio proveniente dalle strade di Dallas, e hanno eseguito gli ordini come richiesto.

La loro lunga storia di provocazioni contro la Russia nell’Europa orientale e in Ucraina, che ha portato all’attuale conflitto in Ucraina, ne è l’esempio più spaventoso.

Se Kennedy abbracciava il dialogo e i negoziati che riconoscevano l’umanità e la validità dei punti di vista dei leader di altri Paesi – ad esempio Nikita Khrushchev, Fidel Castro, e altri – ed era consapevole, come diceva, che la vera pace doveva escludere una Pax Americana, i suoi successori hanno invece perseguito il dominio degli Stati Uniti e l’espansione dell’Impero.

È quindi essenziale capire perché JFK sia stato assassinato dallo stato di sicurezza nazionale degli Stati Uniti (1); questo è un requisito fondamentale per dissipare il miasma delle bugie usate nei decenni per nascondere la vera natura della politica estera statunitense e l’intenso odio verso la Russia.

JFK: Destiny Betrayed, un’opera di quattro ore, divisa in quattro parti che costituisce il seguito del lungometraggio di due ore di Oliver Stone “JFK Revisited: Through the Looking Glass” (22/11/21), fa esattamente questo. Mentre JFK Revisited è un vero e proprio film, in ragione della sua durata più breve e indivisa, JFK: Destiny Betrayed, invece, è una lezione di storia più approfondita grazie alla sua più ampia documentazione.

L’opera è in gran parte basata sul magistrale libro dello sceneggiatore James DiEugenio, Destiny Betrayed: JFK, Cuba, and the Garrison Case, che attinge a centinaia di migliaia di documenti rilasciati dall’Assassination Records Review Board (2), costituito come risultato del film di Oliver Stone del 1991, JFK. In quanto tale, il libro e il nuovo film fanno cadere il governo degli Stati Uniti nella sua stessa trappola (3), e quindi la potente accusa del film può essere respinta solo da ignoranti, propagandisti o anime troppo tenere per accettare la verità fattuale.

Viviamo in un’epoca orwelliana in cui vengono promossi “documentari pilotati” e la differenza tra realtà e finzione viene purtroppo rimescolata per confondere molte menti. Ma, per chiunque prenda sul serio la storia e i fatti, questo è un film folgorante, profondamente inquietante e con enormi implicazioni.

È diviso in quattro parti, ciascuna della durata di circa un’ora. Ciò consente allo spettatore di differenziare la visione per consentire a ciascuna sezione di diventare oggetto di riflessione. Penso che questa divisione sia una buona idea, perché c’è molto da comprendere, specialmente per chi non è preparato sulla vicenda.

Il primo capitolo si apre con un momento enfatico: Robert F. Kennedy Jr. racconta come suo padre avesse subito sospettato che la CIA fosse coinvolta nell’omicidio del presidente Kennedy, e come dubitasse della credibilità del rapporto della Commissione Warren (WC).

La Commissione Warren era stata promossa da personaggi come Eugene Rostow, Joseph Alsop, e altri, tutti  ostili a Kennedy; era controllata da Allen Dulles, il direttore della CIA che Kennedy aveva licenziato in seguito all’affare della Baia dei Porci (4); al momento del suo rilascio era stata sostenuta dal New York Times, secondo cui la conclusione della commissione, che accusava Lee Harvey Oswald di aver ucciso il presidente, sarebbe stata supportata da tutti i documenti, quando, in realtà, quei documenti non erano stati rilasciati che molti mesi dopo. Quindi, il NY Times aveva mentito per favorire l’insabbiamento. Questo è tipico dei media mainstream di allora e di oggi.

La prima parte del documentario rende edotto lo spettatore di molte bugie e omissioni intenzionali, e cioè:

* Che la CIA aveva mentito a Kennedy sulla Baia dei Porci.
* Che Allen Dulles non aveva mai ammesso alla Commissione Warren che la CIA aveva tentato ripetutamente di uccidere Fidel Castro.
* Che la CIA aveva mentito a JFK sui propri tentativi di assassinare il presidente francese Charles De Gaulle.
* Che la CIA aveva mentito a JFK sull’assassinio del primo ministro congolese Patrice Lumumba, un altro alleato di Kennedy.
* Che la CIA aveva mentito a Robert Kennedy quando quest’ultimo era venuto a conoscenza dei tentativi di assassinare Castro; la CIA aveva affermato di aver sospeso i tentativi, mentre, in realtà, non lo aveva fatto.

Bugie su bugie.

Nel bel mezzo, in una brillante combinazione che sembra dire “prova a mentire su questo”, c’è il film di Zapruder (5) che confuta graficamente la menzogna secondo cui il presidente non sarebbe stato colpito sul lato anteriore del corpo; conferma la testimonianza che il colpo mortale proveniva dalla parte anteriore destra e che un’estesa porzione della parte posteriore del suo cranio era stata asportata [dalla pallottola] sparata da un uomo che non era Oswald. In due parole: un complotto.

E quindi lo spettatore apprende come, anni dopo, le audizioni della Commissione Church (6) avessero scoperto molte altre menzogne. Come Jack Ruby, l’assassino di Oswald, fosse un informatore confidenziale dell’FBI; come, contrariamente alle menzogne della stampa, JFK non avesse mai autorizzato piani per assassinare Castro, ecc.

E, quando le bugie erano diventate di dominio pubblico, The House Select Committee on Assassinations (1979) (7) aveva secretato fino al 2029 mezzo milione di documenti, molti dei quali sono stati rilasciati solo grazie al film di Oliver Stone del 1991. Tuttavia, nel 2022, a molti quei documenti è ancora impossibile accedere, a dispetto della legge.

Il secondo capitolo si apre con gli assurdi inganni che avevano riguardato l’autopsia di Kennedy. Breve ma potente introduzione ad un’analisi approfondita che si trova nel Capitolo 3, questa sezione presenta le prove che i medici erano stati costretti a mentire sulle ferite alla testa; che il capitano James Humes, il medico responsabile dell’autopsia, non aveva mai eseguito un’autopsia su lesioni da arma da fuoco e che egli stesso faceva parte della copertura; che il medico personale del presidente, George Burkley, aveva occultato prove cruciali, ecc.

Attraverso un montaggio creativo utilizzato nelle quattro parti, impariamo qualcosa in più sul motivo per cui Kennedy era stato assassinato.

Come da giovane deputato degli Stati Uniti, nel 1951, fosse andato Vietnam con il fratello Robert e si fosse convinto che la guerra della Francia in Indocina era sbagliata e anche impossibile da vincere e che il Vietnam doveva essere libero dal dominio coloniale. (8)

Come anni dopo, da senatore, si fosse espresso contro il consiglio del Segretario di Stato John Foster Dulles di usare armi nucleari a Diên Bên Phù per aiutare i Francesi assediati (una delle tante volte in cui si era opposto all’uso di armi nucleari).

Come, nel 1957, avesse tenuto un famoso discorso al Senato in cui si opponeva al colonialismo e come per questo fosse stato attaccato da entrambi i partiti. Come avesse sostenuto il movimento delle nazioni non allineate, tra cui Sukarno in Indonesia e molti leader in tutta l’Africa.

Quindi torniamo a Dallas e alla scena del delitto, dove apprendiamo del numero contrastante di spari, del “proiettile magico” che, presumibilmente e comicamente, avrebbe provocato sette ferite a Kennedy e al governatore John Connally, del fallimento della catena di custodia per i proiettili e delle varie anomalie associate al presunto fucile di Oswald, che vengono rivelate in numerose fotografie.

Senza dubbio, agli spettatori fischieranno le orecchie, quando apprenderanno che il fucile che, secondo il governo, sarebbe stato usato da Oswald, era stato ordinato per corrispondenza con il nome di A. Hidell ed inviato alla sua casella postale, registrata con il nome di Lee Oswald. [Questo fucile] non avrebbe potuto essere stato ritirato da Oswald perché era stato inviato ad un destinatario di nome di Hidell. E allora… ?

Prima di passare alla terza sezione, vorrei sottolineare la qualità letteraria di questo film documentario in streaming. Le sezioni sono chiamate capitoli, e il suo titolo e gran parte dei suoi contenuti, sono tratti dal libro di DiEugenio.

Quindi si potrebbe dire che è simile a un romanzo, convertito in sceneggiatura, ma in questo caso si tratta di un libro di saggistica (preferisco la parola “fattuale”) frutto di un’accurata ricerca bibliografica, con cinquantaquattro pagine di note. Guardarlo è come leggere il libro, in quanto lo spettatore deve valutare lentamente non solo lo slancio narrativo della presentazione, ma anche la qualità delle note filmate che sostengono il racconto dall’inizio alla fine.

Avendo letto il libro con molta attenzione due volte, consultando sempre le fonti, ed avendo ricercato, scritto e insegnato corsi universitari sul caso JFK e su altri omicidi politici, posso attestare la solidità delle fonti del film. Non riesco a pensare ad alcun dettaglio che non sia accurato.

Come il precedente JFK Revisited: Through the Looking Glass, la collaborazione tra Stone, un regista di valore, e DiEugenio, un ricercatore di grande talento, ha prodotto due film straordinari, leggermente diversi per stile e sostanza, ma ottenendo lo stesso chiarimento di intenti: la verità concreta su chi aveva ucciso il presidente Kennedy e perché, e il perché è importante oggi.

Il terzo capitolo è forse il più devastante dei quattro. Riguarda in gran parte quel vero e proprio tradimento che era stata l’autopsia del presidente, eseguita al Bethesda Naval Hospital, e che era stata fondamentale per l’occultamento della verità. Questo insabbiamento era stato avallato ai livelli più alti del governo e il suo unico scopo era stato quello di proteggere gli assassini operanti all’interno di quello stesso governo. È molto difficile digerire una tale verità, ma è necessario.

Solo una persona era presente sia al Parkland Hospital di Dallas che all’autopsia: il dottor George Burkley, il medico della Casa Bianca di JFK. Profondamente coinvolto nell’insabbiamento, Burkley aveva ribaltato le sue dichiarazioni, saltando come un fagiolo messicano da un scomoda verità alla menzogna vera e propria, arrivando alla fine a sostenere in pieno le bugie del dottor Humes, che aveva eseguito l’autopsia sotto la direzione dei supervisori dello spionaggio militare e che poi aveva incredibilmente distrutto i suoi appunti.

Burkley aveva anche avallato le falsità degli altri attori coinvolti nella sostituzione del cervello di Kennedy, arrivando anche a suturare la nuca per nascondere l’enorme ferita, e questo per negare che il colpo fatale alla testa provenisse dal davanti. Aveva anche avallato la testimonioanza di Robert Knudsen, il fotografo della Casa Bianca, che aveva scattato le foto del cranio di JFK  fraudolentemente ricostruito. Tutti questi uomini avevano cospirato per nascondere la verità, coprendo letteralmente il buco nella parte posteriore della testa del presidente.

Questo è stato un tradimento di prim’ordine. Un tradimento in famiglia.

Eppure, scoprire in dettaglio che il cervello di Kennedy era stato sostituito e che il suo cervello gravemente lesionato era stato fatto sparire, suscita lo stesso senso di sdegno dell’apprendere che l’arcinemico di JFK, il generale Curtis LeMay, aveva fatto in modo di tornare rapidamente dal Canada per partecipare all’autopsia e che, seduto con gli altri sui banchi del pubblico, si era fumato un sigaro mentre Kennedy veniva fatto a pezzi e rattoppato come un pezzo da collezione. È inquietante l’immagine del sadico LeMay nella stanza dell’autopsia, il nemico più feroce di Kennedy, il dottor Stranamore incarnato, che odiava il presidente e che intendeva lanciare armi nucleari su Cuba, il Vietnam, l’Unione Sovietica, e che voleva usare il terrorismo contro il popolo americano per poi incolpare Cuba (Operazione Northwoods) – tutte malvagità enfaticamente ripudiate da JFK, che pensava che tali suggestioni fossero folli.

Questo capitolo ci parla anche di un incontro sulla sicurezza nazionale tenutosi il 20 luglio 1961, quando Allen Dulles e i rappresentanti dell’esercito avevano esortato Kennedy a compiere un attacco nucleare preventivo contro l’Unione Sovietica, uno dei molteplici tentativi che il presidente aveva respinto senza esitazione. Guardando il film, non si può fare a meno di pensare a cosa ci sia ora in ballo con il presidente Biden, un falco della guerra da una vita, e chiaramente insano di mente, a differenza di Kennedy. Siamo stati avvertiti.

Inoltre, apprendiamo anche della forte opposizione di JFK allo sviluppo di armi nucleari da parte di Israele e del suo scontro con il primo ministro israeliano David Ben-Gurion, del suo sostegno al presidente egiziano Gamal Abdel Nasser e ai diritti dei palestinesi, della Siria, ecc., e della sua grande preoccupazione per il Medio Oriente in generale.

Il capitolo conclusivo è “Lo zampino dell’intelligence”, e conferma ciò che le prime tre parti rendono ovvio: che la CIA e i suoi tirapiedi avevano ucciso il presidente per impedirgli di cercare la pace e la riconciliazione in un mondo sull’orlo della distruzione nucleare.

Apprendiamo tutto sulla presentazione del personaggio Oswald da parte della CIA come falso disertore fuggito in Unione Sovietica e capro espiatorio designato dell’omicidio.

Scopriamo come l’agenzia avesse mentito ripetutamente sui suoi collegamenti con Oswald. Veniamo a conoscenza di trame parallele per assassinare Kennedy a Chicago e Tampa con figuri simili ad Oswald in attesa dietro le quinte.

Scopriamo come Lyndon Johnson avesse ribaltato le politiche di Kennedy in Vietnam, Indonesia, Congo, ecc. subito dopo la sua morte, e come il complesso industriale militare avesse avuto la meglio.

Ce lo dice Oliver Stone. E ci dice che il fantasma di JFK non trova riposo.

Questo documentario lo chiarisce, ma i fantasmi possono turbare le coscienze solo quando si conoscono anche i fatti. JFK: Destiny Betrayed ha tutti i fatti di cui ha bisogno per disturbare la coscienza, se lo si guarda, e se si riesce vedere, attraverso la ripetizione della storia attuale, mentre la vecchia Guerra Fredda è diventata la nuova Guerra Fredda e il tradimento regna sovrano e la CIA viene riabilitata attraverso una propaganda insidiosa, come se nulla fosse successo nel 1963, come se non importasse.

Eppure, niente potrebbe essere più falso.

L’Ucraina non è un’anomalia; si adatta perfettamente alla propaganda, così come la richiesta del presidente Biden di un aumento del budget militare a 813 miliardi di dollari. Come chiarisce il film, il presidente John F. Kennedy era stato ucciso dalle agenzie di sicurezza nazionale per aver cercato la pace, mentre i nostri leader cercano la guerra. È sempre la stessa vecchia storia. Lo stato bellico governa. Non è cambiato niente dal giorno della morte di John Kennedy.

L’unica cosa che forse può cambiare è la conoscenza della verità da parte delle persone e di come ciò possa cambiare la loro coscienza per opporsi ai promotori della guerra. Questo film può fare la prima cosa. Quanto ad opporsi, solo il tempo lo dirà.

JFK: Destiny Betrayed è un potente correttivo dell’amnesia storica che si è diffusa negli Stati Uniti. È un esempio incandescente di come il connubio tra cinema e ricerca possa produrre storia ad alti livelli. Per chiunque voglia capire la nuova Guerra Fredda che sta per diventare nucleare, questo film è una visione essenziale.

 

Edward Curtin

Note del traduttore

1 – Il national security state (stato di sicurezza nazionale) è costituito da un’istituzione militare imponente, permanente e in continua crescita (cioè il Pentagono e quello che il presidente Eisenhower chiamava il complesso industriale-militare), un’agenzia segreta con il potere di assassinare, rapire, detenere e far sparire persone (cioè la CIA) e un’agenzia di sorveglianza con il potere di monitorare segretamente le attività delle persone (cioè la NSA).

2 – Il clamore suscitato dal film JFK è direttamente responsabile dell’approvazione, da parte del Congresso, del JFK Assassination Records Collection Act del 1992. l’Assassination Records Review Board (ARRB) fu creato per identificare rapidamente e rendere pubblici i record sull’assassinio di JFK.

3 – Nell’originale “hoist the US government by its own petard.” “Hoist with his own petard” è una frase di un discorso dell’Amleto di William Shakespeare che è diventata proverbiale. Il significato della frase è che un fabbricante di bombe viene sollevato (“argano”) da terra con la sua stessa bomba (un “petardo” è un piccolo ordigno esplosivo), e indica un capovolgimento ironico, o giustizia poetica.

4 – L’invasione della baia dei Porci fu il fallito tentativo di rovesciare il governo di Fidel Castro a Cuba, messo in atto dalla Central Intelligence Agency degli Stati Uniti d’America per mezzo di un gruppo di esuli cubani anticastristi.

5 – Abraham Zapruder (Kovel’, 15 maggio 1905 – Dallas, 30 agosto 1970) era un sarto ucraino naturalizzato statunitense di origine ebraica, divenuto celebre per aver ripreso con una cinepresa 8 millimetri il corteo presidenziale di John Fitzgerald Kennedy a Elm Street nel momento dell’omicidio del presidente degli Stati Uniti.

6 – La Commissione Church (Church Committee) – così detta perché presieduta dal senatore democratico statunitense Frank Church – fu una commissione parlamentare d’inchiesta statunitense che operò dal 1975 al 1976 per esaminare le operazioni governative legate alle attività della CIA e dell’FBI.[1] Divenne famosa perché condusse indagini sullo scandalo Lockheed.

7 – Lo House of Representatives Select Committee on Assassinations (HSCA), ossia “Commissione scelta della Camera dei Deputati sui casi di assassinio”, è un organo americano istituito dal 94º Congresso nel 1976 per investigare sulle circostanze della morte di John Fitzgerald Kennedy e di Martin Luther King.

8 – il Vietnam, il Laos e la Cambogia costituivano l’Indocina, da tempo sotto la dominazione francese. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Ho Chi Minh, capo del Partito Comunista indocinese proclamò la costituzione della Repubblica Democratica del Vietnam intorno a cui, più tardi, si sarebbe unificato tutto il resto dell’Indocina. La Francia rispose inviando un esercito, ma la guerra si concluse con la vittoria delle truppe vietnamite. Infatti, dopo un lungo periodo di duri scontri, i Francesi furono definitivamente sconfitti a Dien Bien Phu e furono costretti a trattare la pace. La guerra durò dal 1946 al 1954, con perdite molto pesanti per la Francia.

 

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2022/04/03/review-jfk-destiny-betrayed/
03.04.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

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