Rabbini attaccati da coloni armati

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di Shaista Aziz
traduzione di comedonchisciotte.net
Alcuni rabbini di un’associazione pacifista israeliana (Rabbini per i Diritti Umani) sono stati attaccati da cinque coloni armati, alcuni dei quali avevano il volto coperto. L’aggressione ha avuto luogo vicino all’insediamento di Mitzpeh Yutzahr.
Il rabbino Arik Ascherman, responsabile dell’associazione, è stato colpito da un colono mentre si recava a portare la propria solidarietà ad alcuni palestinesi che si preparavano alla raccolta delle olive.Il rabbino Ascherman ha detto ad Aljazeera.net che tali episodi non impediranno la sua azione di assistenza ai palestinesi, rivolta a proteggere la loro vita e la loro terra, e di aver provato rabbia e imbarazzo verso i coloni.
“Queste persone credono che la Torah dica loro di vandalizzare la terra e di abusare del popolo palestinese. Io continuerò a venire qui, giorno dopo giorno, per dire a questi coloni che stanno sbagliando e che la Torah non insegna agli Ebrei a comportarsi in questo modo”.

Il rabbino, ha poi raccontato come fu affrontato, lui e gli altri rabbini, da uomini armati. Durante l’aggressione, uno dei coloni gli strappò di testa il kipa (copricapo) gridandogli che non aveva alcun diritto di indossarla. “Essi urlavano contro di noi, gettandoci insulti, prendendoci a calci e lanciando pietre. Poi ho visto uno di loro, dell’apparente età di venti anni. Aveva un grosso bastone in mano che usò per colpire gravemente un membro del nostro gruppo. Successivamente provò ad usarlo anche contro di me.”

Il rabbino descrive i coloni di Mitzpeh Yitzar come ”fanatici e violenti”.
Egli trova particolarmente disturbante il fatto che i figli degli originari coloni siano più violenti e più aggressivi dei loro genitori.
“Essi non hanno nient’altro che disprezzo per i palestinesi e gli ebrei come me. Ed è molto triste pensare che la prima ondata di coloni abbia portato i propri figli ad odiarci”.
“I genitori hanno creato dei mostri che sono fuori controllo, e in alcuni casi si rivoltano anche contro i propri genitori”.

Quando la delegazione dell’Associazione ebraica ha cercato di offrire un qualche supporto e protezione ai palestinesi, allora anche loro furono oggetto di aggressione. “In questo paese stiamo combattendo per salvare la nostra anima. La maggior parte del popolo israeliano non vuole questi insediamenti. Noi sappiamo che sono il principale problema che blocca la pace”.
Il rabbino ha affermato che la polizia e l’esercito si sono impegnati a portare davanti alla giustizia gli individui coinvolti nell’aggressione.
“Io spero che mi abbiano detto realmente la verità e che queste persone saranno ammonite”.
“Lo scorso anno la polizia indagò su alcuni incidenti ma non fu fatto abbastanza per far capire a queste persone che non sono al di sopra della legge”.

Da al-jazeera.net
Tuesday 28 October 2003

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