Putin: impiccagione o annegamento?

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Tom Luongo
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Con il concludersi di questa terza settimana della Terza Guerra Mondiale, sta diventando chiaro che la strategia finale dell’Occidente è il cambio di regime in Russia. Mentre in Ucraina si riversano armi e denaro, in tutta la Twitter-sfera la bandiera ucraina si trasforma sempre di più nella versione del 21° secolo di “Vecchia scarpa” *.

Zelenskyy è stato persino proposto per un Premio Oscar, pensate un po’.

Se aveste mai avuto dubbi su questo, guardate il senatore Lindsey Graham (Neocon – SC) triplicare il carico sull’assassinio di un leader mondiale.

Parlando in una conferenza stampa, Graham ha detto “Spero che venga eliminato, in un modo o nell’altro”, aggiungendo “Non mi interessa come lo eliminano. Non mi interessa se lo mandiamo sotto processo all’Aia. Voglio solo che sparisca”.

“È ora che se ne vada”, ha ulteriormente detto Graham di Putin, facendo eco alle esternazioni di Joe Biden, secondo cui [Putin] “È un criminale di guerra”.

“Vorrei che qualcuno avesse fatto fuori Hitler negli anni ’30. Quindi sì, Vladimir Putin non è un leader legittimo. È un criminale di guerra”, ha dichiarato Graham.

Graham ha inoltre proclamato che la Russia sotto Putin “non avrà un futuro”, aggiungendo: “Penso che il mondo stia meglio senza Putin – prima succede meglio è, e non mi interessa come lo facciamo”.

Questo si chiama parlare senza mezzi termini.

Anche Paul Craig Roberts cerca di capire perché Putin non tratti i suoi nemici in modo più spietato. Noi Americani “svegli” conosciamo bene la depravazione dei nostri leader e, a volte, penso che ci facciamo trasportare dalle nostre elucubrazioni.

“Come avevo previsto, la guerra al rallentatore della Russia ha giocato al 100% a favore dei suoi nemici. La Russia aveva bisogno di una rapida vittoria per prevenire una devastante campagna psicologica e scongiurare un’ulteriore espansione della NATO. Ciò che il Cremlino ha ottenuto, credendo che l’Occidente avrebbe rispettato le intenzioni umanitarie, è solo infamia. Invece di scoraggiare le provocazioni contro la Russia, che, alla fine, potrebbero portare allo scontro nucleare, la politica di “guerra soft” del Cremlino, che l’Occidente interpreta come titubanza, ha incoraggiato altre provocazioni”.

La tesi del Dr. Roberts è la stessa che ho sentito da più persone, incluso il mio amico Dexter White in due recenti podcast (qui e qui). Il passo apparentemente lento di Putin nell’operazione in Ucraina ha ulteriormente incoraggiato i folli Neocon, totalmente concentrati nel trattare ogni azione dei loro nemici come debolezze da sfruttare.

Questa analisi consolida ulteriormente la mia conclusione, che [i Neocon] pensano solo con il lato sinistro del cervello e mostrano tutti gli attributi di uno squilibrio psicologico che rasenta la follia. Psicotici paranoici che vedono tutto come un nemico.

È il ritornello più popolare dei globalisti disperati, “È stato Putin”.

Non importa se sia vero o no. Ciò che conta è mantenere le persone in uno stato di assenza di pensiero critico. È facile da fare, poiché loro stessi si trovano in quello stato.

A Lindsey Graham piace fare il duro. Anche a Biden. Nessuno di questi uomini si è mai trovato fisicamente in uno scontro potenzialmente mortale. Non sono mai stati davvero in una situazione pericolosa per la vita. Per loro la paura di gran lunga peggiore è quella di essere smascherati.

Si nascondono dietro le telecamere, dietro il loro status e il loro ego.

Vivono nella paura di essere svergognati.

È facile liquidare Graham come un buffone, dato che lo è. Ma è anche un ingranaggio molto importante della macchina. Quindi, quando parla è importante. Non minimizziamo queste affermazioni, significano veramente qualcosa.

Se vi guardate intorno a Washington DC, ogni volta che uno di questi guerrafondai si mette davanti ad una telecamera per generare consenso, vedrete la stessa proiezione psicologica di un marciume interiore. Hanno una tale paura di essere smascherati che cadono preda della follia, come Lindsey mostra ormai quasi quotidianamente.

Questo impulso verso il cambio di regime in Russia, tuttavia, pone una domanda molto importante: “Perché stanno andando così lontano? Perché pensano di poter ottenere un cambio di regime quando Putin ha più del 70% di sostegno?”

È forse perché hanno davvero paura dei fatti che emergono sul campo ? Perchè vedono che in Ucraina la Russia sta ottenedo, inevitabilmente e inesorabilmente, una vittoria secondo i suoi termini, che non è  il risultato di una cattiva strategia militare e/o di scarsa intelligence e logistica?

Oppure è qualcosa di più profondo.

Qualcosa di più oscuro

Alistair Crooke ed io ne abbiamo parlato nel nostro ultimo podcast. La psiche collettiva della Russia è un riflesso di quella di Putin. La loro rabbia e la loro frustrazione è ora reale e completa. L’Occidente odia la Russia e i Russi con una passione ardente e irrazionale.

La paura della perdita di potere ha trasformato troppe persone in guerrafondai da strapazzo, proprio perché si rifiutano di ammettere le proprie colpe in questo pasticcio:

* Hanno permesso a Biden di prendere la Casa Bianca

* Hanno creduto a tutta la rozza propaganda su Trump e Putin

* Indossano ancora le mascherine, ora decorate con bandiere ucraine, per ostentare la loro saggezza nei confronti di coloro che [dal loro punto di vista] ora sono chiaramente dei traditori

* I loro stipendi stanno diventando sempre più magri di giorno in giorno

Quando vedete uno dei sondaggi manipolati di Pew [Il Pew Research Center è un think tank statunitense con sede a Washington, ndt]  affermare che più di un terzo degli Americani è disposto a rischiare una guerra nucleare per fermare Putin in Ucraina, allora capite che qualcosa è andato fuori strada, e non sono i Russi.

Non è la paura che fa arrabbiare il popolo russo e Putin, è la delusione per il fatto che, nell’era post-sovietica, tutte le loro offerte di amicizia sono state costantemente e totalmente rigettate.

La buona volontà che esisteva in Occidente nei confronti della Russia negli anni ’90, quando era vista come vittima di un terribile male da compatire, si è trasformata in odioo per chi va in guerra agli ordini di un uomo che minaccia la loro comoda esistenza davanti ai loro iPhone.

Ora, quando parla, Putin è visibilmente, visceralmente arrabbiato. Per anni ha sistematicamente cercato di isolare la Russia dalle influenze nefaste del liberalismo occidentale.

Putin sa di essere stato spinto a questa guerra da persone potenti ma psicologicamente deboli. E il popolo russo è stato profondamente insultato fino al punto di far scoppiare una guerra. Ecco perché la sua popolarità nei sondaggi aumenta, mentre gli indici di Biden a malapena si muovono.

Tutto questo porta al cambio di regime come soluzione finale perché potrebbe essere l’unica opzione, il che implica una continua escalation, fino a qualcosa di impensabile.

Ed ha perfettamente senso che questo sia proprio ciò che [i Neocon] stanno pianificando, non solo un cambio di regime, ma una guerra più ampia (vedi il concentramento di truppe della NATO) per ridurre in poltiglia e disintegrare la Russia, la cultura russa e il popolo russo.

Detto questo, Davos ha pochissima intelligence umana sul campo per far sì che questo piano si concretizzi. Tutte le sanzioni e le espulsioni di diplomatici hanno giovato alla sicurezza della Russia e di Putin.

L’Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca ora ospita meno di 50 persone.

Se da un lato questo è indice di un triste stato di cose e di condizioni diplomatiche disperate, dall’altro significa anche che non c’è alcuna infrastruttura per fare ciò che Lindsey sta chiedendo in modo così disperato… Qualcuno lo faccia fuori, chiunque!

Questo è un segno del cambio di narrativa e, allo stesso tempo, è un segno di impotenza, dal mio punto di vista.

Ora, sfortunatamente, questo mi porta in un luogo ancora più oscuro. Non vogliono solo un cambio di regime o una sorta di accordo negoziato per l’Ucraina. Anzi, ora queste opzioni sono fuori discussione.

Sanno che il loro sistema finanziario è fallito. L’unica opzione che ora vedono è prepararsi apertamente per la Terza Guerra Mondiale, pensando di avere ancora il materiale e la manodopera per imporre il loro Grande Reset, che era già orientato alla guerra.

Il compito di Lindsey Graham è costruire una guerra di propaganda che giustifichi l’ingresso della NATO in Ucraina nelle prossime settimane.

Il programma ora è la Terza Guerra Mondiale, forse con armi nucleari, l’umiliazione totale della Russia e la sua eventuale distruzione.

E la nostra.

Ieri ho evitato di ‘lavorare’ a causa di questa presa di coscienza. Ero prosciugato fino all’esaurimento e avevo programmato di dormirci su. Ho rivisto la parte I di Le interviste a Putin, di Oliver Stone del 2016.

Consiglio a tutti di guardare questi film, sono illuminanti.

Se volete conoscere il vostro nemico, dovreste studiarlo. Demonizzarlo potrebbe farvi guadagnare qualche amico alla macchinetta del caffè, ma vi costerà l’anima.

Al ventesimo minuto, circa, durante la loro prima conversazione, Stone solleva il tema dei molteplici tentativi di omicidio contro Putin.

Se volete far prima, guardate questo segmento (qui) per capire meglio la Russia e Putin. La battuta finale è semplice:

“Sa cosa si dice in Russia? Chi dev’essere impiccato non annega”.

– VLADIMIR PUTIN

Putin è consapevole, iper-consapevole della sua situazione. Una persona nella sua posizione, che ha combattuto in questo modo per più di 20 anni, per un progetto a cui ha dedicato la seconda metà della sua vita, non è così stupido da essere il pupazzo compiacente di Davos, né ignora le capacità o la spietatezza dei suoi nemici.

Questo è il motivo per cui mantengo la mia posizione su Putin. Potrebbe fallire. La guerra è un inferno, e niente va mai secondo il piano disegnato sulla lavagna.

Ma, se doveste essere coinvolti in una guerra, su chi scommettereste?

Persone come Lindsey Graham non potrebbero mai stare davanti ad una telecamera e dire quello che Putin aveva detto a Stone. Perché?

Perché lì c’è il vuoto. È solo un’ombra, il pupazzo di un ventriloquo

Ma, se allontanate la telecamera da Graham e da Biden e guardate Putin, vedrete che sta parlando al mondo. Qui il suo ultimo discorso.

Non era rivolto ai suoi nemici.

Ha smesso di parlare con loro. Non stanno ascoltando.

Quel discorso è rivolto a tutti gli altri, Americani ed Europei inclusi: “Questo è ciò che pensano di voi. Questo è ciò che sono disposti a fare per ottenere la vostra obbedienza.” Ruberanno i vostri soldi, prenderanno i vostri figli, ridurranno in cenere la vostra vita.

E, gente, ha centrato il punto.

Se c’è qualcuno che ora sta chiedendo un cambio di regime, quello è Putin.

Qui, in Occidente, il suo discorso potrebbe non avere alcun effetto. Anzi, prevedo che avrà un effetto quasi nullo. Ma risuonerà in tutti quei luoghi del mondo minacciati dal conflitto in cui Biden e Davos ci stanno spingendo.

In queste circostanze la chiarezza arriva rapidamente. Le grandi decisioni vengono prese in fretta.

Penso che, proprio mentre scrivo, sia in corso un “collasso memetico” globale. Qui in Occidente non possiamo vederlo perché non ci è permesso. Ma nei parlamenti e nei politburo, in quella parte del mondo che Davos considera solo come “uno strumento”, è già in atto. I titoli stanno arrivando così in fretta che non si riesce a stare al passo.

Questo è ciò che accade quando dei codardi vengono messi alle strette.

Davos è messa alle strette. L’uomo che sta annegando farà di tutto per evitare di annegare, compreso far annegare il suo soccorritore.

L’impiccato ha già accettato il suo destino. È libero.

Quello che succederà dopo non è nelle sue mani, è nelle nostre.

Tom Luongo

 

Fonte: tomluongo.me
Link: https://tomluongo.me/2022/03/18/putin-destined-to-hang-or-drown/
18.03.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

* Vecchia scarpa è il soprannome del sergente William Schumann nel film del 1997 “Sesso e potere” diretto da Barry Levinson

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