Uccise due banditi, condannato in via definitiva il gioielliere Mario Roggero: pistolettate e Nordiate

Uccise due banditi, condannato in via definitiva il gioielliere Mario Roggero: pistolettate e Nordiate

Uccise due banditi, condannato in via definitiva il gioielliere Mario Roggero. Lui: 'È finita, vado in carcere'
I legali: 'Si costituirà già oggi'. Deve scontare 14 anni e 9 mesi. Salvini: 'Sentenza ingiusta' -

Ansa,16.07.2026



Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org


La criminalità non potrà mai essere estirpata dal mondo.

L’indole umana, sin dai primordi, è direttamente o indirettamente collegata al crimine e al prevalere sull’altro in modo delinquenziale. Questa non è una legge scritta, ma domina anche nell’era di quello che viene definito “progresso tecnologico”.

La polarizzazione creata dal caso Roggero dimostra ciò che è diventata l’Italia nella perdita di valori politici, culturali e sociali.

Il trend delle ultime ore si è spaccato in un vero e proprio derby ideologico. Da una parte troviamo il partito dell'assoluzione a priori; dall’altra, invece, si segue il motto incondizionato del gioielliere assassino.

Di questa vicenda due cose sono incontestabili: la rapina e Roggero che ha inseguito i rapinatori ormai in fuga, commettendo un duplice omicidio e ferendo un terzo individuo.

Questi sono i fatti.

Il resto sono solo opinioni delle correnti politiche (incluso il partito di Vannacci) che vogliono trarre profitto dalla situazione, proprio come accaduto con la famiglia del bosco nella campagna elettorale per il referendum sulla giustizia.

Non è minimamente pensabile che uno Stato vada a legalizzare l’illegalità, con persone che vorrebbero trasformare tutti i commercianti in sceriffi e chi, al contrario, sembrerebbe dimenticare cosa significhi delinquere e puntare le pistole per derubare gli altri.

Perciò il caso del gioielliere non è racchiuso esclusivamente nell’ambito della cronaca giudiziaria, ma dovrebbe essere oggetto di uno studio riguardante il fallimento di una civiltà, dato che come non deve essere assolta una rapina, così non può passare inosservato un cittadino che trasforma la giustizia in un atto individuale, non contemplato neanche lontanamente negli schemi della legittima difesa.

La tragedia diventa ulteriormente becera con il solito Ministro della Giustizia Carlo Nordio il quale, come sempre dimostrato, preferisce parlare a vuoto, chiedendo la grazia per Mario Roggero, senza considerare la presenza del Presidente della Repubblica, uscito proprio oggi dal suo sarcofago per chiarire la sua posizione istituzionale.

In un’entità statale la suddetta giustizia non potrà mai funzionare se un Guardasigilli concede provvedimenti di grazia a proprio piacimento (si pensi alla Minetti), con l’intoccabile “matusalemme del Colle”, in grado di dire la sua solo quando vengono minati i propri interessi.

Tutto ciò è triste, perché mentre si discute di grazie ministeriali, anche il governo dei rimpatri non ha adottato nessun provvedimento serio in materia di sicurezza; tuttavia, i veri danneggiati sono tutti gli altri che hanno tollerato rapine su rapine, ma dimenticati dalle istituzioni poiché non hanno scatenato un far west stradale.


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

17.07.2026

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Commenti (13)

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    1. Straniero 18 luglio 2026

      Al di là della vicenda giudiziaria, mi chiedo se abbia ancora senso una società che attribuisce un valore enorme a oggetti puramente ornamentali. Le gioiellerie custodiscono beni dal valore elevatissimo, facilmente trasportabili e rivendibili, e proprio per questo sono tra i bersagli preferiti della criminalità. A questo si aggiungono le questioni etiche legate all'estrazione di oro e diamanti e un modello di consumo basato su simboli di status e prestigio. Forse dovremmo chiederci se tutto questo valga davvero il prezzo economico, sociale e umano che comporta. L'industria del gioiello ha costruito per decenni campagne pubblicitarie che hanno associato diamanti, anelli e collane all'amore, al successo e al valore personale. Questo messaggio è stato rivolto soprattutto alle donne, ma il sistema funziona perché coinvolge anche gli uomini, spesso incoraggiati a dimostrare il proprio amore attraverso l'acquisto di questi beni. Per questo, se si vuole mettere in discussione questo modello culturale, il cambiamento riguarda entrambi, non un solo genere.

    1. Straniero 18 luglio 2026

      Al di là della vicenda giudiziaria, mi chiedo se abbia ancora senso una società che attribuisce un valore enorme a oggetti puramente ornamentali. Le gioiellerie custodiscono beni dal valore elevatissimo, facilmente trasportabili e rivendibili, e proprio per questo sono tra i bersagli preferiti della criminalità. A questo si aggiungono le questioni etiche legate all'estrazione di oro e diamanti e un modello di consumo basato su simboli di status e prestigio. Forse dovremmo chiederci se tutto questo valga davvero il prezzo economico, sociale e umano che comporta. L'industria del gioiello ha costruito per decenni campagne pubblicitarie che hanno associato diamanti, anelli e collane all'amore, al successo e al valore personale. Questo messaggio è stato rivolto soprattutto alle donne, ma il sistema funziona perché coinvolge anche gli uomini, spesso incoraggiati a dimostrare il proprio amore attraverso l'acquisto di questi beni. Per questo, se si vuole mettere in discussione questo modello culturale, il cambiamento riguarda entrambi, non un solo genere.

    1. Dario Lampa 18 luglio 2026

      I giudici hanno stabilito che non si tratta di legittima difesa.
      Se si commette un omicidio per vendetta privata, il reato applicato è l'omicidio volontario regolato dall'articolo 575 del Codice Penale, che prevede la reclusione non inferiore a ventuno anni.
      Il governo sta solo strumentalizzandol la vicenda: faccia qualcosa invece per evitare i migliaia di "omicidi colposi" che accadono sul lavoro, sulle strade, per la malasanità e per inquinamento che si verificano ogni anno.

    1. GioCo 18 luglio 2026

      La questione è vecchia, anche quando mio padre era vivo si discuteva animatamente di aggressioni ricevute da questa categoria commerciale, certamente esposta a questo rischio (di furto a mano armata intendo) dato che tratta beni di altissimo valore e facile smercio.
      Quindi:
      1. la si smetta di fare "facili identificazioni", il fruttivendolo sotto casa mia non ricordo gli sia mai "stata puntata la pistola in faccia": certi mestieri portano con sé un rischio che deve essere calcolato da chi ne trae comunque profitto (raro) se no è meglio occuparsi d'altro e magari andare come tutti a spalare fango (i clienti migliori di chi tratta certi beni non sono poveracci)
      2. come ripeto sempre ai miei discenti, non comandano i fatti ma le emozioni (in specie nelle opinioni): se una cosa è cambiata rispetto ai tempi di mio padre è il rovesciamento di valore nell'educazione a moderarsi emotivamente: strapparsi le vesti in pubblico è spesso un valore oggi, non una vergona.

      Detto questo se fosse stato un intoccabile avrebbe anche potuto pisciare sui cadaveri dei suoi assalitori e adesso avremmo un "vero" eroe nazionale, non un galeotto. Per ciò alla controparte che sostiene la curva "giudiziaria" vada uguale distaccata indifferenza per il disastro sistemico indifendibile che si ostina a sostenere.

    1. absitiniuriaverbis 17 luglio 2026

      A ma avevano insegnato che rubare, assaltare, ... delinquere non sono lavori.
      Corollario recitava che chi si fosse avventurato sulla via della delinquenza si sarebbe esposto a tutte le conseguenze e rischi del caso.
      Non si tratta quindi di un incidente sul lavoro che merita risarcimento.

    1. Dario Lampa 17 luglio 2026

      Sono d' accordo con la disamina. Quel fatal giorno è stato commesso un duplice omicidio. Il resto sono solo strumentalizzazioni politiche.

    2. FrancoMaloberti 17 luglio 2026

      Anche a lei Dario: le hanno mai puntato una pistola alla testa? Se sì, approvo il commento. Fare i saggi teorici (un po hooligan di sinistra) con la pistola puntata alla testa di altri è facile, mi creda.

    1. FrancoMaloberti 17 luglio 2026

      Questa sua polarizzazione politica è un po' stucchevole. Lei parla come se in Italia la sicurezza sia garantita al 98%, invece lo è al 10%, caro mio. Qui non si tratta di tutti sceriffi ma del fatto che si è obbligati a diventarlo. Lei dice che il caso dovrebbe essere oggetto di uno studio. Legalizzare l'illegalità o prostrarsi e essere indifferenti all'illegalita? Ma bravo, studiamo, intanto i rapinatori imperversano e puntano le pistole alla testa di povera gente che se reagisce diventa esecrabile. Ma a lei hanno mai puntato una pistola ala testa? Per me la grazia sarebbe solo la doverosa scusa per un paese che non fa il proprio dovere e non è capace di un minimo di difesa per i cittadini. Nordio lo ha capito (e non parla a vuoto come i teorici delle regole sante) e Mattarella no.

    1. akel 17 luglio 2026

      mentira è menzogna scusate

    1. akel 17 luglio 2026

      «L’indole umana, sin dai primordi, è direttamente o indirettamente collegata al crimine e al prevalere sull’altro in modo delinquenziale»
      Come sempre la «civiltà occidentale» non esita a usare la mentira per trasformare la miseria della sua esistenza in realtà universali. Dove non esiste proprietà privata, dove non esistono gerarchie di potere, dove l'intera comunità è ugualmente responsabile per la sua sopravvivenza non esiste criminalità.

    1. sotis 17 luglio 2026

      Un commento che fotografa molto male la realtà di tutti i giorni. Viviamo in un mondo dove i delinquenti possono delinquere mentre se tu ti azzardi a difenderti vai in galera. E come non bastasse devi risarcire profumatamente i parenti dei delinquenti se ti azzardi a rispondere all'aggressione. Il risarcimento poi è la cosa più schifosa che sia stata pensata viste anche le cifre che vengono imposte. Per un operaio che muore sul lavoro due miseri mentre per un delinquente che aggrediva un cittadino per bene un pacco di soldi alla famiglia. Vergogna a chi ha pensato di scrivere una legge cosi e a chi l'ha votata. Poi ovviamente si da la colpa ai giudici che colpa non hanno: il loro compito è quello di applicare la legge anche quando è scritta coi piedi (spero non volutamente). Ma si vede chiaramente che ai nostri parlamentare sta bene così ...magari daranno la colpa all'europa.....

    2. FrancoMaloberti 17 luglio 2026

      Boh, non sono così sicuro che i giudici, o meglio le giudichesse siano senza colpa.

    1. oriundo2006 17 luglio 2026

      La responsabilità è dello stato.
      Nessuno dovrebbe essere obbligato, per difendere sè o i suoi familiari da una minaccia concreta e imminente, ad agire direttamente con le armi.
      Se questo avviene, ed è avvenuto a carico del gioielliere più volte, è evidente che l'opera di prevenzione ed intervento da parte dello stato attraverso le sue forze di polizia è completamente fallita in tutte le sue componenti, dirette ed indirette, dato che lo stato deve intervenire con l'opera dissasiva e di intimidazione prima dei fatti delittuosi, specie se questi accadano in modo ripetuto.
      Dunque lo stato ha fallito.
      Non è responsabile il cittadino a difendersi, non è 'colpevolmente' imputabile perchè nessuno può obbligare a chi si difende ad essere lucido, presente, capace e qualora avvenga in concomitanza di un reato grave, ad essere pienamente consapevole delle conseguenze eventuali che ne possono derivare dalla sua difesa personale come se fosse un tutore deelle forze dell' ordine.
      Uno stato che la lascia correre, che non interviene e che viceversa imputa la mancanza della sua azione ai cittadini, è uno stato che ha fallito nella sua opera di prevenzione e di repressione.
      Dunque, perchè è avvenuta questa manomissione per inerzia colpevole delle facoltà obbligatorie di uno stato ? Quali ne sono i motivi latenti e quelli in atto ?
      E' semplice.
      Lo stato ha falito, e la cronaca ne è piena di episodi del genere, perchè è avvenuta una modifica sotterranea nella qualifica stessa delle attribuzioni ordinarie dello stato stesso e della sua operatività.
      Questa modifica ha un nome preciso, una causa effettuale ed una conseguenza politica precisa: E' AVVENUTO UN COLPO DI STATO INDIRETTO E MASCHERATO che ha vulnerato in modo drammatico la sua azione di rispetto delle leggi.
      Lo stato a cui ci si può richiamare nella dottrina giuridica dei tradizionali attributi potestativi dello stesso non è più lo stato che attualmente abbiamo di fronte.
      E' un altro soggetto.

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