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PETROLIO IN CAMBIO DI DOLLARI

(DOLLARI CHE POI PAGANO IL DEFICIT USA)

DI RICHARD BENSON

I paesi asiatici sono sotto shock e ancora non si sono ripresi. Proprio quando il Giappone, la Cina, Taiwan e Hong Kong credevano di aver accumulato abbastanza dollari per il petrolio da potersi assicurare il caldo per molti inverni, tutto è finito. Gli americani e i paesi dell’OPEC hanno festeggiato, alla luce del giorno, l’aumento del prezzo del petrolio che è passato da 30 dollari al barile a piu’ di 50.

L’aumento ha fatto salire il costo mondiale di 84 milioni di barili consumati al giorno a 4,2 miliardi di dollari rispetto ai precedenti 2.5 (pari a 1,5 migliaia di miliardi annui, rispetto ai precedenti 900 miliardi). Il mondo deve sborsare 600 miliardi in più all’anno di “cari dollari” per i paesi produttori, solo per rimanere al punto in cui si trovano.

Però lo shock più grande sta nel fatto che i Buoni del Tesoro americano si sono ulteriormente svalutati. L’aumento dei prezzi del petrolio comporta che il valore dei dollari scenderà sempre di più senza possibilità di risalita. Ora, con la Cina al secondo posto mondiale come importatore di petrolio, e il Giappone come terzo paese, e i rimanenti paesi asiatici assetati anche loro, si può capire perché tali paesi debbano trovare un modo di proteggersi.

La strategia USA di utilizzare il petrolio per finanziare il proprio debito è, naturalmente, brillante. I rappresentanti americani sapevano che ad un certo momento le banche centrali estere indipendenti si sarebbero cominciate a stancare di comprare dollari per finanziare le guerre degli Stati Uniti e i suoi deficit. Un deficit commerciale di 650 miliardi di dollari è una pietra al collo troppo grossa per l’economia americana. Così a quali banche centrali gli americani possono fare ricorso per fargli comprare dollari? Perché non agli stati petroliferi del Golfo Persico, ma da dove possono arrivare i dollari necessari per comprare i Buoni del Tesoro americani? Bene, con i Cinesi che stanno accatastando montagne di dollari mentre continuano a crescere come pazzi, bisognava che il mercato del petrolio, a un certo punto, venisse sottoposto a una stretta. Era solo una questione di tempo prima che i Cinesi cominciassero a giocare al rialzo. I paesi asiatici, intanto, stanno per rimanere a secco dal momento che il prezzo del petrolio aumenta e quindi loro devono spendere di più.

Dal momento che il prezzo cresce ecco che i dollari arrivano nei paesi del Medio Oriente. Siccome il Segretario alla Difesa americano sta inviando truppe americane un po’ dappertutto nella regione, e ci sono quelle simpatiche portaerei al largo pronte a regalare una improvvisa democrazia “stordisci e spaventa” ai vari monarchi della regione, si può essere sicuri che i compari americani dell’OPEC destineranno certo i nuovi dollari asiatici nei vecchi cari Buoni del Tesoro americani.

Con una politica fiscale così semplice per tirare avanti ancora un altro anno col deficit americano, non ci si può meravigliare che gli USA se la possono cavare egregiamente anche senza avere grandi geni al Ministero del Tesoro. In effetti gli USA e i suoi alleati del Golfo hanno appena messo su la più grande banca centrale del mondo. Il prezzo del petrolio è aumentato del 60% e anche più, e questo dà un bel taglio ai 3,4 migliaia di miliardi in mano ai creditori esteri. Da leali americani dovremmo battere le mani al nostro governo che riesce a spillare quattrini dalle tasche dei paesi con cui commerciamo e abbiamo rapporti finanziari. Per di più ci sono i paesi arabi che finanziano una bella fetta del nostro deficit, mantengono bassi i nostri tassi di interesse e ci aiutano a mantenere basse le tasse ancora per un altro anno. Certamente adesso posso comprarmi un altro fuori strada assetato di benzina, un bel fucile e sventolare una bandierina.

Gli Stati Uniti fanno pagare al resto del mondo il loro tributo per mezzo del petrolio. Se il resto del mondo vuole il petrolio del Medio Oriente allora si deve rivolgere alla filiale saudita del Ministero del Tesoro americano. Come mai i capi dei vari stati, Arabia Saudita, Kuwait, Abu Dhabi, Bahrain, Qatar ecc. vogliono solo dollari? Perché vogliono mantenere sia i soldi che il potere. La famiglia saudita regnante controlla il 25% delle riserve petrolifere mondiali e la sua sopravvivenza dipende completamente dai guadagni del petrolio. Decine di migliaia di principi sauditi vivono alla grande con stipendi da re. Proviamo a pensare la famiglia saudita come a una ditta. Se il dollaro cala la famiglia guadagna lo stesso centinaia di miliardi di dollari, Però, se non comprano più dollari, perché gli USA dovrebbero continuare a mantenerli al potere? Semplicemente non sarebbe proprio il nostro interesse. Vi ricordate di quando Saddam Hussein ha cominciato a parlare di voler euro al posto dei dollari? Zitto, zitto è arrivato “Stupisci e spaventa”.

Il programma di petrolio in cambio dollari e di dollari che tornano al Tesoro americano per pagare il deficit è semplicemente il tributo cui noi, la super potenza, abbiamo diritto. Gli Stati Uniti ricevono il pagamento in cambio della loro capacità di assicurare l’oro nero a tutti, abbondante e sicuro. A differenza del VietNam, quando gli USA cercavano di finanziare sia il burro che i cannoni, ora, costringendo gli altri a pagare i nostri cannoni, ci possiamo permettere di pagare il nostro burro mungendo il petrolio dalle sabbie del deserto.

La prossima domanda è sapere come i paesi asiatici risponderanno a un aumento di prezzo del petrolio del 60%. Restate in ascolto.

Fonte:www.atimes.com
Link:http://www.atimes.com/atimes/Asian_Economy/GD09Dk01.html
9.05.05

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da VICHI

Pubblicato da Truman

Un commento

  1. un appunto per il traduttore..

    “Stupisci e spaventa”.

    probabilmente ti riferisci
    all’operazione usa contro l’iraq
    “shock and awe”

    dai più è stata resa con
    “colpisci e terrorizza”..

    shock=scuotere,colpire..
    awe=impressionare,incutere paura..

    mi sembra la trad. più corretta,
    ciao