Pesticidi in 14 acque minerali

Pesticidi in 14 acque minerali

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Il Salvagente, rivista attiva da anni contro le truffe ai consumatori, ha recentemente portato in laboratorio 18 campioni di altrettanti marchi di acque minerali commercializzate in Italia: Panna, Levissima, Sant’Anna, Rocchetta, Saguaro (Lidl), Ferrarelle, San Benedetto Popoli – Fonte Primavera, Lete, Guizza Fonte Vallereale, Uliveto, Eva, Vitasnella, Brioblu, Fiuggi, San Pellegrino, Fonte Essenziale, Lauretana e Evian.

Il risultato non è tranquillizzante dal momento che in ben 14 campioni sono stati trovati residui di pesticidi.
Va precisato che le sostanze, né singolarmente, né sommate, hanno raggiunto o superato la soglia limite di 0,1 microgrammi al litro per singolo pesticida e di 0,5 per la somma di tutti gli antiparassitari presenti; tuttavia, va detto che in alcuni casi sono stati trovati addirittura quattro diversi principi attivi, tra cui alcuni considerati interferenti endocrini, come il Propiconazole e il Cypermethrins, tossici per la fertilità, o che possono degradare in composti cancerogeni, come il Biphenyl.

Tra le 18 esaminate, sono risultate senza alcuna traccia di fitofarmaci solo 4 acque: l’acqua Panna naturale, la San Benedetto Ecogreen naturale, la Evian naturale in vetro e la Fonte Essenziale naturale. Invece le acque minerali peggiori, secondo il test, sono Uliveto naturale, Guizza naturale e San Pellegrino frizzante.
Per approfondire e conoscere i risultati completi dell’inchiesta vale la pena leggere l’articolo di Lorenzo Misuraca sul numero di agosto de Il Salvagente (acquistabile in edicola o scaricabile in edizione digitale QUI)

C'è troppa chimica nell’agricoltura e nella nostra vita, talmente tanta che non esistono più, evidentemente, isole incontaminate, neppure nelle sorgenti da cui i produttori captano le acque minerali da imbottigliare.
Ma secondo quali criteri vengono effettuati i controlli sui pesticidi nelle acque minerali?
È il caso di chiederselo.

Secondo una spiegazione fornita a Il Salvagente da Cogedi, la società che commercializza marchi come Uliveto e Rocchetta, un decreto del 2015 stabilisce che tra le classi di composti da cercare nelle acque minerali devono essere inclusi solo quei prodotti fitosanitari che hanno una maggiore probabilità di essere presenti nel territorio che influisce sulla risorsa idrica, tenendo conto della loro pericolosità.
A trasmettere ai titolari delle concessioni l'elenco delle sostanze da ricercare sono le agenzie regionali di protezione ambientale (ARPA) competenti per ciascuna regione focalizzandosi, appunto, su quei pesticidi la cui presenza si ritiene più probabile in un determinato territorio ed escludendo, di conseguenza, molti altri composti che, sebbene non immediatamente rilevabili nella zona, potrebbero comunque essere presenti.

Ecco che, con un elenco già in partenza limitato di sostanze da analizzare, il risultato finale può facilmente non essere il reale specchio della situazione.
Con conseguente rischio per la sicurezza dei consumatori.
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Valentina Bennati ComeDonChisciotte.Org

Commenti (5)

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Mostra commenti 5 caricati
    1. carla 29 luglio 2024

      LA “giustizia UE”fonda la supremazia del diritto dei miliardari su quello dei contribuentiLo scorso 17 luglio sono state emesse due sentenze dal Tribunale UE nei giudizi incardinati nei confronti della Commissione Europea che riguardavano il mancato o parziale accesso ad informazioni di indubbio interesse pubblico contenute nei contratti stipulati dalla Commissione con le aziende farmaceutiche per l’acquisto dei vaccini Covid.
      In sostanza, la giustizia comunitaria mette in primo piano gli interessi commerciali delle imprese farmaceutiche a non essere ipoteticamente svantaggiate nei confronti dei concorrenti nei negoziati, tramite la rivelazione degli acconti convenuti e del rischio finanziario accettato, tanto da prevalere sulla trasparenza delle informazioni in merito all’uso dei fondi pubblici, e quindi dei soldi dei cittadini.
      La Commissione ha giustificato la censura di questo tipo di informazioni dichiarando che la divulgazione di queste clausole avrebbe potuto aumentare il numero di ricorsi per risarcimento, fornendo più argomenti sulla cui base tentare di dimostrare il carattere difettoso del vaccino ed impattando sulla reputazione delle aziende, il che secondo la giurisprudenza della Corte giustificherebbe l’oscuramente delle informazioni in ragione della preminente esigenza di tutela degli interessi commerciali delle imprese!
      CVD

    1. Arian Van Heisen 29 luglio 2024

      La san Benedetto vedendo dove la producono nella pianura industriale di scorzè Venezia non puo essere non contaminata anzi la peggiore

    2. federasta 30 luglio 2024

      Confermo, da una mia conoscenza che ha sicuramente fonti attendibili.

    1. Heidrek 29 luglio 2024

      Io da anni ho scelto acqua di fonte in bottiglia di vetro con vuoto a rendere, è una produzione locale che considero più sicura di quella dei grandi marchi, la fonte è in valle e l'ho anche visitata più volte (c'era un bel ristorantino di fianco, ora chiuso).
      Avevo preso in considerazione depuratori e simili per l'acqua del rubinetto ma, a parte il fatto che il gusto dell'acqua di rete nella mia zona non mi piace, quegli apparati hanno il difetto non trascurabile di demineralizzare quasi del tutto l'acqua, e senza sali minerali nell'acqua che bevo tutti i giorni mi toccava prendere integratori in estate per la pesantezza alle gambe, fiacchezza muscolare etc...
      Un'alternativa sono le "casette dell'acqua" che le società di distribuzione idrica posizionano nei vari comuni, però si tratta pur sempre di acqua di rete che può presentare micro-contaminazioni e francamente, diciamolo, andarsi a riempire le bottiglie più volte la settimana è una scocciatura.

      Per chi vive in prossimità della provincia di Bergamo consiglio i marchi Bracca, Stella Alpina, Gaverina, Pineta, fonti e impianti si trovano tutti in territori di montagna, in posizione elevata che garantisce da sé una certa distanza di sicurezza dai veleni delle nostre pianure agricole, tutte imbottigliate in vetro. Sicuramente impianti simili ci sono un po' in tutto l'arco alpino e appenninico. Si spende qualcosa di più rispetto all'acqua in plastica del supermercato dei marchi più famosi, ma la consegna con vuoto a rendere garantisce un notevole risparmio e la differenza alla fine è di pochi centesimi.
      Certo, se poi vogliam pagare l'acqua 0,15€/lt. allora alzo le mani e mi limito a ricordare che siamo fatti al 70% di acqua: se volete bere acqua piena di plastica e schifezze fate pure, ma non lamentiamoci poi delle conseguenze...

    1. federasta 28 luglio 2024

      A questo aggiungiamoci pure le microplastiche e altre sostanze rilasciate durante lo stoccaggio, e otteniamo un'acqua più morta che mai. (senza parlare di quella del rubinetto)

      Ecco perchè io ho scelto di prendere uno ionizzatore: acqua sana, pulita e viva che fa bene al corpo.

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