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Papi ed Antipapi di oggi e la loro missione

DI TERTULLIANO

Comedonchisciotte

 

In comunione con l’opinione dei sedevacantisti e soprattutto di Lefebvre, cui si sovrappone per soprammercato quella dei seguaci del ministero petrino, non riconosco la sovranità dell’attuale Papa.

Questo sia detto, fin dall’inizio per franchezza ed onestà intellettuale.

Infatti, a parte tutte le considerazioni dei sedevacantisti e di Lefebvre, ai cui argomenti sono certamente più che sensibile, secondo me, un Papa, come Benedetto XVI, semplicemente non poteva, anzi non può dimettersi, non è un AD, un CEO, un leader, o uno statista, un Papa che, sottolineo, è monarca assoluto della Tradizione può delegare funzioni ed uffici oppure può essere preso sotto tutela dalla Curia, che anche a tale scopo è stata istituita, e così hanno sempre fatto i Papi antichi, ma certo non dimettersi da quella investitura, che almeno se siamo credenti, viene direttamente dallo Spirito Santo. Se questo esiste ancora, nell’ultimo Catechismo!

Certo gli riconosco una attenuante che credo sia stata la incapacità di immaginare un recesso necessario per ragioni di salute da quella sovraesposizione ai mezzi di comunicazione ai quali ci avevano abituato gli ultimi Papi, da Paolo VI a Giovanni Paolo II per tornare a quella condizione di “rex absconditus”che aveva nel passato caratterizzato anche la figura del Papa, oltre ad essere stata sempre la prerogativa costante tipica dell’Imperatore della Cina, nella sua storia plurimillenaria, che, come noto, non poteva uscire dalla Città Proibita.

Una condizione poi alla quale è approdato comunque alla fine nonostante tutto Benedetto XVI . . .

Poi, per quanto attiene all’ultimo pastore assiso sul soglio di Pietro, in condominio con il Papa emerito, una situazione che in passato avrebbe certamente suscitato scandalo, oppure almeno nervosa ilarità, osservate la mia perifrasi utile a non chiamarlo Papa, c’è da dire, tra le altre cose, che se l’ultimo Concilio obbliga ad accogliere i protestanti, certo non obbliga ad essere più luterani di Lutero, come pare egli essere, almeno ai miei occhi.

Rifiutando di abitare i Palazzi Apostolici perché non è “un Principe Rinascimentale”, una scelta che avrebbe certo compiaciuto Lutero. Assumendo in questo un atteggiamento implicitamente negativo o almeno di dissociazione da essa rispetto alla  correlativa responsabilità di custode nei confronti dell’Arte Romana classica ma soprattutto dal Cinquecento in poi, cui tutti i Papi finora hanno aderito.

E fatto ancora più importante o meglio grave, secondo me, questo Papa, per effetto di quanto appena detto, assume anche implicitamente e necessariamente anche un pregiudizio negativo nei confronti del suo contesto generale, del suo humus culturale,  ovvero della filosofia dell’Umanesimo rinascimentale. Di cui, bene o male, la Chiesa è stata finora l’erede. E questo pregiudizio o perlomeno dissociazione non è proprio cosa bella o giusta per me, massimamente in una società come quella contemporanea che ha da tempo abbandonato l’umanesimo per un trans-umanesimo materialista e mercificante utilitarista ed economicista.

Anche se so bene che tutto questo sarebbe stato fatto in nome di una visione più evangelica della Chiesa, così almeno si dice. La qual cosa, però, ciononostante rimane, secondo me, una scelta discutibile.

Inoltre, questo nuovo Vescovo di Roma, credo sia tuttora inadempiente rispetto ai quesiti postigli dai quattro cardinali anziani, i famosi “dubia”, che, si badi, non rappresentano solo una curiosità personale o accademica di quei prelati, ma questi dubbi esprimevano ed esprimono tuttora l’epitome del dubbio verso questa Chiesa di molti cattolici, specialmente tradizionalisti, ma non solo, anche di altri solo in cerca di coerenza con gli insegnamenti, che erano stati loro inculcati sia pure dopo il Concilio Vaticano II.

Quanto a questo Concilio, denuntiandum, sia detto per inciso, ad esso intendo dedicare un breve saggio ad hoc.

Ma, se l’attuale Papa si limitasse a gestire l’ordinaria amministrazione della Chiesa nella conservazione degli usi, dei principi e dogmi della Chiesa, fossero pure postconciliari, come più o meno hanno fatto gli ultimi Papi che lo hanno preceduto, questo sarebbe veramente il minore dei mali.  Eventualmente anche delegando tutte o alcune delle sue prerogative.

Il guaio si è invece, che questo Papa, con un piglio da terrorista rivoluzionario russo di fine ottocento e primi novecento, da guastatore dei reparti di assalto, sta cercando di sovvertire e distruggere un ordine che all’interno della Chiesa, si era stratificato e consolidato nei secoli. Fosse pure con finalità estranee ed accessorie rispetto a quelle evangeliche, come è il caso, appunto, dell’Arte, che, spesso, ho pensato, è stata eretta a vera Divinità essa stessa, dai Papi del Rinascimento, appunto.  E, tornando all’immagine del Papa terrorista rivoluzionario russo di fine ottocento e primi novecento, un’immagine che mi piace molto, epperò con la piccola differenza che, in questo caso il terrorista bombarolo non è un suddito che si batte contro l’autocrazia dello Zar, ma è già Zar al potere assoluto anzi Papa, al vertice della piramide ecclesiale e paradossalmente tutto questo potere, questo ordine, ha una gran voglia di distruggere in una sorta di Cupio Dissolvi. Quasi come l’Hitler degli ultimi giorni. Mi fa venire in mente Nerone con l’incendio di Roma, o meglio ancora Eliogabalo con la sua provocazione trasgressiva. Anche se di segno diverso perché mentre la trasgressione di Eliogabalo è libertina e teocratica, la trasgressione di Bergoglio è omologante ed atea (!) o almeno deprivata di ogni spiritualità nella sua concretezza fattuale e si appiattisce sul conformismo più bieco ed immanente del Nuovo Ordine Mondiale.

Perfettamente in linea con i tempi è esattamente all’antitesi del pensiero di Nietzsche il quale rivendicava come sua massima virtù il suo essere inattuale contro il pensiero dominante alla fine dell’ottocento (inattualità come valore).

Ma permettetemi di insistere su Nietzsche, l’inventore, se così si può dire, almeno linguisticamente, della morte di Dio, il quale, figlio di un pastore protestante, dopo l’infatuazione giovanile per il paganesimo greco  giunge all’anticristianesimo dell’AntiCristo, in un modo molto sofferto, e, in uno dei libri di Così parlò Zarathustra ci parla dell’ultimo Papa (!), il quale confessa a Zarathustra, che, negli ultimi tempi Dio era molto invecchiato e che ciò che lo ha ucciso è stato proprio l’amore eccessivo ed incondizionato per l’uomo, in corpo ormai troppo debilitato dalla vecchiaia.

Per i diritti umani diremmo oggi. Se non è profezia questa che cosa è ?

Ma il compito del Papa, per me, che sia pure in modo non perfettamente e definitivamente definito, vuoi sedevacantista, vuoi lefebvriano o vuoi ministero petrinista, o, in combinazione tra questi, comunque tradizionalista io sono, è quello di continuare nella tradizione che è perfetta ed incontaminata fino a Pio XII, e poi gradualmente ed in modo crescente comincia a contaminarsi ad adulterarsi ed a corrompersi. Come ammette, in fondo, anche Paolo VI quando dichiara di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio».

E, cosa ancora più importante, forse quello che definirei come sacrosanto compito del Papa è di additare una altra via, una terza via, una via alternativa rispetto a quelle praticate dal mondo occidentale e da quello orientale, dalle loro politiche naturali che sono la legge del più forte, l’utilitarismo, l’economicismo, il PIL eretto a feticcio a metro e criterio di tutte le cose, il riduzionismo scientifico la reificazione dell’uomo che diventa una merce ed una cosa come le altre, contrapponendo al modernismo di tutte queste tendenze sociali e politiche contemporanee di derivazione empirista e neopositiva una Chiesa che rappresenta l’ultimo baluardo dell’Umanesimo classico rinascimentale ed idealista. Massimamente oggi , dopo la fine delle ideologie, che queste tendenze sociali e politiche naturali moderniste e neoliberiste non incontrano più alcuna resistenza da parte di una intellighentsia, di intellettuali che sono ormai perfettamente allineati ed inquadrati ed omologati (nonché stipendiati) da quel Nuovo Ordine Mondiale che ho già menzionato.

 

Fonte: Comedonchisciotte.org

28.02.2019

Pubblicato da Truman

Un commento

  1. “per quanto attiene all’ultimo pastore assiso sul soglio di Pietro” bisogna ricordare che è tedesco. Un pastore tedesco.
    L’autore ama infilare in una serie di esilaranti affermazioni, oltre a quella già citata, parlando “della filosofia dell’Umanesimo rinascimentale. Di cui, bene o male, la Chiesa è stata finora l’erede”. Ah si? Eppure il rinascimento è conosciuto proprio per avere sottratto le discussioni tutte centrare sui valori divini per riportare l’uomo al centro dei ragionamenti. Possiamo senza dubbio dire che la chiesa possedesse il monopolio dell’informazione nell’epoca pre-rinascimentale. Affermare che l’avesse anche in seguito è davvero troppo. La musica da sacra diventa profana, ad esempio. Il sacro non è più inviolabile e la chiesa viene in qualche modo messa a confronto con la laicità. Perde molto potere immanente ad esempio, al punto che nel corso dei secoli si vede relegata a quello staterello tipo San Marino che è il Vaticano. Mi fermo qui, che è meglio