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Non sarà che Alexander Dugin è in segreto un sostenitore della Teoria Queer?

DI JOSEPH GELFER

counterpunch.org

Alexander Dugin è un filosofo e un analista politico russo noto per essere, secondo quanto scrive Foreign Affairs, “la mente di Putin.” Un recente articolo di ThinkProgress descrive l’ascesa di Dugin e il suo allineamento con l’estrema destra americana e con i suprematisti bianchi, come Richard Spencer, che gli ha offerto una piattaforma mediatica al di fuori della Russia (si dà il caso che la moglie di Spencer, Nina Kouprianova abbia tradotto in inglese alcuni degli scritti di Dugin). Come è facile immaginare, con simili affiliazioni, le opinioni di Dugin sulle politiche di genere possono arrivare all’estremismo. In un articolo, Dugin afferma che “l’ideologia liberale cerca di distruggere l’idea stessa di uomo e donna,” e prende una posizione quasi escatologica sui diritti dei gay quando dice che “l’approvazione del matrimonio omosessuale mi ha fatto capire dove sta andando l’Europa. Raggiungerà presto il suo apice finale e poi sarà caos, guerra civile, distruzione.

Come filosofo politico, Dugin era salito alla ribalta nel 2009, con il suo libro The Fourth Political Theory. Vale perciò la pena di dare un’occhiata a questo testo fondamentale e rendersi conto di ciò che afferma Dugin su sesso e genere nel suo momento di massima espansività. Cominciamo con il descrivere sommariamente che cosa intende Dugin con Quarta Teoria Politica. Dugin dice che gli ultimi cento anni sono stati caratterizzati da tre ideologie-chiave. La prima è il liberalismo, che, secondo Dugin, è definito dalla centralità dell’individuo. La seconda è il comunismo, che è stato una risposta al liberalismo e al suo sistema borghese-capitalista. La terza è il fascismo, che può essere incentrato sullo stato, come quello di Mussolini, o sulla razza, come quello di Hitler. Dugin considera il liberalismo l’ultima rimasta di queste tre ideologie, con il comunismo che è appassito sulla pianta e il fascismo che è andato subito in fumo per gli insani obbiettivi di Hitler. La Quarta Teoria Politica è ciò che viene dopo tutto questo: è la resistenza alla post-modernità, alla società post-industriale, al liberalismo e alla globalizzazione.

E allora, che cosa ne è del sesso e del gender nella Quarta Teoria Politica? Dugin dedica un intero capitolo all’argomento, delineando prima la sua impressione su come si sia evoluto il concetto di genere attraverso le prime tre teorie politiche e poi su come si svilupperà nella quarta. In breve, nel liberalismo il genere è rappresentato dall’”uomo” (dal momento che alla donna non viene riconosciuta alcuna personalità), e non un uomo qualsiasi, ma “il Maschio adulto bianco, ricco e razionale.” Durante il comunismo il genere viene considerato un artefatto politico-borghese da criticare. Con il fascismo ritroviamo l’uomo ricco, bianco, urbanizzato, con in più una sorta di mascolinità ariana e la donna relegata al focolare domestico e alla maternità

Visto quanto sappiamo delle simpatie di Dugin per l’estrema destra, ci potrebbe essere la tentazione di pensare che la sua idea di sesso e genere nella Quarta Teoria Politica possa ricalcare quella delle prime tre, portata magari ad un estremismo molto più accentuato. Ma non è questo il caso. Dopo aver fatto una panoramica sul concetto di genere nelle tre teorie politiche, la prima cosa che Dugin dice è: “La Quarta Teoria Politica rappresenta l’aspirazione al superamento della costruzione di genere delle tre teorie politiche dell’era moderna.” In altre parole, Dugin ci fa capire fin dall’inizio che non ha nessuna intenzione di perpetuare i concetti tradizionali di genere.

Dugin all’inizio affronta la problematica delle caratteristiche di genere nella Quarta Teoria Politica, dapprima attraverso un processo di negazione (in altre parole, quello che non è): “Di fronte a questa costruzione dell’uomo, visto come colui che possiede ragione, ricchezza, responsabilità, cittadinanza, pelle bianca, e così via, noi ci ribelliamo. Questa immagine dell’uomo deve morire; non ha nessuna possibilità di sopravvivere, dal momento che è prigioniera dell’impasse storico della modernità.” Con buona pace della virilità tradizionale. Dugin poi guarda alle caratteristiche positive del concetto di genere nell’ambito della Quarta Teoria Politica: al mondo “pre-logico” dell’infanzia, alla pazzia, alla trasgressione intellettuale e, più in generale, a quelli che sono “non Bianchi/Europei, squilibrati, non urbanizzati o non condizionati da un ambiente antropizzato….gli ecologisti o aborigeni.”

E’ nella sua discussione sul concetto di genere nell’ambito della Quarta Teoria Politica che Dugin comincia stranamente a sembrare un sostenitore della teoria queer, dal momento che, secondo lui, il genere dovrebbe trovarsi in una condizione “intermedia”. Dugin opta per il modello “Dasein”, riferito alla consapevolezza dell’essere di Heidegger, che “talvolta può essere sessualizzato, ma questo sessualità non può essere né maschile né femminile. Potrebbe aver senso parlarne in termini di androginia.” Anche così, Dugin non vuole che si rimanga intrappolati nel clichè mentale che considera l’androgino come una combinazione binaria di sesso o di genere: “Dovremmo dire che la Quarta Teoria Politica potrebbe essere fatta per l’essere androgino e che la sua sessualità sia androgina? Forse, ma solo se c’è la possibilità di non proiettare sull’androgino modelli di sessualità, ovviamente distinti, (presentandoli) come le duè metà di un unica entità.” (Dugin) vuole che si pensi all’androgino “non come al risultato di una combinazione fra uomo e donna,” ma piuttosto “come ad una unità primordiale, incontaminata.”

La rappresentazione di Dugin della sessualità e del gender nella Quarta Teoria Politica assomiglia ad una tesi di laurea sulla teoria queer degli ultimi anni ‘90. Che cosa riusciamo a capire da qualcuno che asserisce che “Oltrepassando i limiti del gender, che conosciamo, arriviamo nel regno dell’incertezza, dell’androginia e del sesso come lo praticano gli angeli” e che arriva a considerare i matrimoni gay un segno della fine dei tempi? Ci sono diverse spiegazioni possibili.

Primo, al momento di scrivere La Quarta Teoria Politica, Dugin aveva strategicamente optato per un linguaggio che potesse essere interpretato in diversi modi, così da poter attirare categorie di lettori potenzialmente contrastanti. Secondo, la visione del mondo di Dugin è veramente diventata più estremista nel corso degli anni. Terzo, Dugin ha seguito i dettami della destra-alternativa e ha scelto di trasformare il suo messaggio in una rabbia acchiappa-click [1], anche se questo non necessariamente rappresenta il suo modo di pensare.

E poi c’è una quarta spiegazione che vale la pena prendere in considerazione (facendo però solo finta di essere seri). Non potrebbe essere che Dugin è sempre stato un sostenitore in incognito della teoria queer e sta prendendo le cose alla lontana, fingendo di essere un peso massimo intellettuale dell’estrema destra al solo scopo di sovvertirla dall’interno? Se lo ritenete inverosimile, fate un pensierino su quanto segue, come raccontato da Masha Gessen nel suo ultimo libro: The Future is History: How Totalitarianism Reclaimed Russia. La prima moglie di Dugin è stata Evgeniya Debryanskaya, a cui (Dugin) aveva insegnato l’inglese tramite la lettura del sospettosamente frocesco “Il ritratto di Dorian Gray”. Alla fine si erano separati, dopodichè Evgeniya Debryanskaya aveva continuato per la sua strada fino a diventare una importante femminista ed attivista LGBT in Russia. Questa parte non si trova nel libro della Gessen: subito prima della separazione la giovane coppia aveva stipulato un patto: “Sasha, caro. Io combatterò apertamente per i diritti delle donne e dei gay. Il tuo compito è molto più difficile. Dovrai far finta di essere un ultranazionalista fin quando arriverà il momento. Poi riveleremo loro le gioie dell’androginia e del sesso come lo fanno gli angeli.” Certo che ne succedono di cose strane.

JOSEPH GELFER

Fonte: /www.counterpunch.org

Link: https://www.counterpunch.org/2018/06/06/is-alexander-dugin-an-undercover-queer-theorist/

06.06.2018

Tradotto da Markus per www.comedonchisciotte.org

 

[1] clickbaity rage. Clickbait (o clickbaiting, tradotto “esca da click”) è un termine che indica un contenuto web la cui principale funzione è di attirare il maggior numero possibile d’internauti, per generare rendite pubblicitarie online.

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.