NON ERA AUSTERLITZ

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DI TRUMAN BURBANK

La battaglia elettorale italiana è durata a lungo ed è sembrato ad un certo punto che Napoleone, dato per spacciato alla vigilia, fosse riuscito a vincere contro ogni previsione. Ma allo spuntare del sole il risultato era favorevole all’Unione.
Comunque il Caimano è andato molto vicino alla vittoria e bisogna analizzare i dettagli.

La strategia mediatica utilizzata dal padrone dei media è riuscita a sollevare molti zombi dalla poltrona davanti al televisore, per portarli al seggio a dare il loro aiuto al caimano. In particolare sono state colpite le persone anziane, le più indifese dall’aggressione mediatica (insieme ai bambini, che però non votano). Per fare ciò è stata necessaria una lunga preparazione. La legge elettorale era stata preparata da tempo per creare caos in elezioni che non potevano essere vinte. Ma a volte il destino acceca chi è destinato a perdere, così il porcellum (la legge elettorale – porcata) ha aiutato l’Unione invece di danneggiarla. Lo stesso per il voto degli italiani all’estero, che nelle intenzioni di Tremaglia doveva fornire un significativo aiuto alla Casa delle libertà.
Ma la strategia mediatica è stata indovinata, probabilmente a causa del diretto intervento del caimano. L’elemento principale della campagna è stato quello che ha dominato tutti i telegiornali: l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, culminato con il funerale subito prima delle elezioni. Esso è riuscito a lavorare nel profondo, creando un fondo di angoscia continuata. Le persone più vulnerabili si sentivano sotto attacco. Su questo messaggio di paura l’insistere sulle tasse della sinistra è stato solo la ciliegina sulla torta, il bias finale che indicava il nemico. Inoltre la morte di Tommaso è stata fondamentale per aiutare il vittimismo del povero Berlusconi, chiuso nell’angolo ed assediato da tutti. Non banali richiami all’omicidio Franzoni hanno dato un aiutino. Anche il pericoloso terrorista internazionale arrestato subito prima delle elezioni faceva parte della stessa costruzione.

Poiché il messaggio non poteva essere tutto negativo è stato fondamentale dare anche un segnale positivo: la vincita di un milione di euro in una trasmissione televisiva era qualcosa di indispensabile.

Se l’omicidio di Tommaso è stato il perno della strategia mediatica, si può pensare che il caimano abbia avuto fortuna nel trovare un evento che fosse utilmente strumentalizzabile. Comunque di solito il caimano non sta seduto ad aspettare che gli eventi si presentino.

Il risultato finale ha comunque premiato l’Unione, anche se in modo inferiore alle aspettative. Berlusconi insiste a non darsi per vinto e questo dimostra come il quadro finale dipinto da Moretti fosse corretto. Il caimano è un corpo estraneo alla democrazia ed è disposto a distruggere tutte le istituzioni democratiche per non perdere il potere.

Comunque dal sud arriva un altro segnale nell’immediato dopo-elezioni. Il boss Provenzano è stato preso dopo quaranta anni di latitanza. Ora bisogna sapere che nel sud non si muove una foglia se la mafia non vuole. L’ipotesi di gran lunga più probabile è quindi che il boss sia stato ceduto allo stato dalla mafia, perché ormai aveva finito il suo ciclo vitale e poteva essere utilizzato per qualche utile scambio (come già avvenne con Riina). In questo senso la dichiarazione di un mesetto fa dell’avvocato di Provenzano (che lo dava per morto da tempo) va intesa come un’anticipazione, non una negazione di quanto avviene ora. Quindi la mafia, visto il risultato elettorale, molla uno dei referenti di Berlusconi (vedi articolo di Travaglio) e si prepara a salire sul carro del vincitore, come già aveva fatto Confindustria poco tempo fa. Se è così, Berlusconi è finito davvero ed ha ragione di aggrapparsi ad ogni appiglio.

Truman Burbank
Fonte: http://www.comedonchisciotte.org
13.04.06

VEDI ANCHE: TRAVAGLIO – COMINCIAMO MALE

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