NON CI SONO TONI DA CROCIATA

DI MASSIMO FINI

Prima di logorarsi sul busillis se la sortita di Osama bin Laden favorisca Bush o Kerry, io guarderei altre cose, a mio avviso più importanti. Tutti, credo, pensavamo e temevamo che Bin Laden – se era ancora vivo – sarebbe ricomparso un giorno, dopo una così lunga assenza, in qualche forma demoniaca, con un mostruoso attentato, tipo Torri Gemelle o qualcosa del genere. Invece il Bin Laden del video dell’altra sera ha fatto un discorso da cui sono completamente scomparsi i toni jihadisti, fanatici, fondamentalisti, integralisti, da crociata contro “gli infedeli”, che aveva tenuto finora. Un discorso razionale, in buona parte, almeno elementarmente, condivisibile. “Siamo uomini liberi, che non ignorano i valori, vogliamo restituire libertà alla nostra Nazione”.

La sicurezza è un bene per tutti, se voi rispetterete la nostra noi rispetteremo la vostra, ma “se voi distruggete la nostra sicurezza, noi distruggiamo la vostra”. Bin Laden ha esaltato Atta ma ha anche definito un “orrore” ciò che è successo l’11 settembre e in qualche altra parte del discorso gli è uscito un “purtroppo”. C’è poi una denuncia, dell’arroganza, del nepotismo, della corruzione dei regimi mediorientali che se non venisse da Bin Laden chiunque condividerebbe.

C’è infine mi pare, una implicita presa di distanza dai “tagliatori di teste” alla Al Zarkawi. Lo ha fatto per riaffermare una leadership in declino? Può darsi, ma potrebbe anche essere sincero. Dipendesse da me non risponderei a questo discorso pacato e moderato con la furia iconoclasta e la chiusura ottusa e faziosa che vedo dilagare su tutti i nostri giornali oltre che sulle bocche di Bush e Kerry. Se non vogliamo diventare noi, in un sinistro rovesciamento delle parti, gli jihadisti.
Anche se Bin Laden non è probabilmente più operativo ed è superato dai suoi stessi epigoni conserva pur sempre un altissimo valore simbolico per il suo mondo. Riconosciamo, una volta nella vita, che ci sono delle ragioni anche dall’altra parte.

Naturalmente ci sono alcune considerazioni collaterali da fare. 1) Se quello che si è materializzato l’altro ieri è davvero Bin Laden. 2) Se un Bin Laden in quanto tale sia mai esistito o non sia una creatura di George W. Bush. Perché è oggettivo che tutte le sue azioni, tutte le sue performance, in video e in audio, compresa quest’ultima, hanno sempre favorito, con una straordinaria puntualità, le mire dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Non dimentichiamoci, fra le altre cose, che l’invasione dell’Iraq, come hanno confermato di recente anche gli inglesi, era stata pianificata prima dell’11 settembre.

Massimo Fini
Fonte.www.gazzettino.it
31.10.04

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