Home / Anti-Empire Report / L’Occidente non è assolutamente in grado di dare lezioni alla Turchia su democrazia e diritti umani

L’Occidente non è assolutamente in grado di dare lezioni alla Turchia su democrazia e diritti umani

 

MARTIN JAY
strategic-culture.org

Il pesce d’aprile era passato da qualche settimana, ma, quando era arrivata la notizia dalla Turchia che il presidente Erdogan stava per indire una nuova tornata elettorale ad Istanbul, alcuni di noi avevano pensato di aver preso un abbaglio. Ma poi, lo stupore che ne era seguito non era stato causato dagli avvenimentio in Turchia, un paese che ha certamente problemi di diritti umani, di questo non c’è dubbio, ma per come l’Occidente era sceso in campo per punire il paese. Un’ipocrisia veramente incredibile.

E quale particolare idiota sarebbe stato il primo ad allinearsi a questa esilarante porcheria, se non il nostro clown europeo, l’eurodeputato Guy Verhofstadt, il tipico rappresentante di quell’elite europea che è difficile ignorare, anche se ne varrebbe veramente la pena. Questo ex primo ministro belga ha recentemente eiaculato nel Parlamento europeo le sue importanti riflessioni sulla Turchia e su Erdogan, in linea con quegli ex eurodeputati che saltano su questo carrozzone quando si addice ai loro interessi federalisti, prima di farsi da parte e permettere al circo degli adesionisti all’UE di continuare a tirarla per le lunghe a Bruxelles, quando la cosa fa comodo anche a loro. In questo momento, a solo pochi giorni dalle elezioni europee e dai risultati record previsti per i partiti populisti, non c’è da stupirsi che l’odioso liberale belga sia salito sul palcoscenico, gettando diligentemente fango sulla Turchia.

Ma ci sono momenti, nell’universo parallelo dell’UE, in cui la realtà sembra essere stata sostituita da The Truman Show. È vero?

L’Unione Europea, probabilmente la più corrotta, antidemocratica, suprematista bianca, massonica, organizzazione autocratica, che ha praticamente inventato il manuale delle fake news su come insabbiare le accuse di corruzione e sul modo di corrompere i giornalisti e finanziare i despoti in tutto il mondo, sta veramente chiedendo alla Turchia di dimostrare la propria democrazia?

“Questa scandalosa decisione mette in evidenza come la #Turkey di Erdogan stia andando alla deriva verso una dittatura” ha trillato l’eurodeputato belga in un tweet. “Sotto una simile guida, i colloqui di adesione [all’UE] sono impossibili. Pieno sostegno al popolo turco che protesta per i suoi diritti democratici e per una Turchia libera ed aperta!“.

Ma, un momento. È questa la stessa Unione Europea che, interrogata nel 2004 sul colossale problema di corruzione della Romania e della Bulgaria (i cui organi giudiziari sono gestiti da mafiosi) aveva detto “li lasceremo entrare e poi li riformeremo,” per poi ritrovarsi con giornalisti uccisi a revolverate in Bulgaria e con la Romania con così tante organizzazioni anti-corruzione che i giornalisti scherzano sul fatto che si potrebbero ottenere sovvenzioni dall’UE per esportarle?

O, per quel che vale, la stessa UE, che aveva ripetutamente chiesto una seconda votazione quando non aveva ottenuto il risultato desiderato, come in Irlanda e, più di recente, nel Regno Unito con la Brexit?

Questa è la stessa Unione Europea che, nel 2003, aveva firmato il mandato di cattura per il giornalista tedesco Hans Martin-Tillack, e che lo aveva consegnato alla polizia belga, in modo che l’abitazione del giornalista potesse essere perquisita e il suo computer sequestrato, e che poi lo aveva scaraventato nel retro di un furgone della polizia, dove un poliziotto gli aveva detto “beh, non è Burma?”

O la stessa UE che, nello stesso periodo in cui aveva avviato un processo di riforma, aveva rastrellato tutti i suoi informatori interni e li aveva esposti al pubblico ludibrio, come monito che servisse da lezione ad altri whistleblowers nelle istituzioni dell’UE?

L’Unione europea ha una storia sconvolgente di violazioni dei diritti umani non solo sul proprio territorio, ma, in modo più significativo, in tutto il mondo, nei regimi che sostiene con i propri aiuti. La maggior parte dei despoti dell’Africa centrale è sostenuta dai contributi dell’UE, cosa che, a sua volta, porta a gravi abusi dei diritti umani su larga scala, che poi sono la causa dell’esodo dei migranti che finiscono in Libia, venduti come schiavi, torturati e maltrattati. In molti paesi i suoi programmi ambientali sono solo truffe per far arrivare fondi neri ai regimi che appoggia, come in Libano, ad esempio, dove i suoi impianti di riciclaggio e compostaggio sono talmente malfatti che stanno avvelenando l’acqua del paese e sono legati ad un numero sempre crescente di tumori.

Questa è la realtà della situazione dei diritti umani nell’UE e il livello della sua democrazia. La lista potrebbe andare avanti all’infinito ed è curioso che questo “paese del terzo mondo” (Belgio) dell’UE, che ha un deficit pauroso di libertà di stampa ed è tristemente noto per la pedofilia su scala industriale, che storicamente costituiva la base economica (ricatto) per il finanziamento dei partiti politici, sia lo stesso paese che ha prodotto Verhofstadt e che raccoglie i suoi patetici farfugliamenti nel Parlamento Europeo, l’unica assemblea al mondo talmente inutile che i suoi stessi deputati non dispongono neanche dell’iniziativa legislativa.

Verhofstadt è un membro iscritto della Società dei Sogni Proibiti, o, come era conosciuto in passato, del “Gruppo Spinelli,” una congrega di massoni convinti che l’UE potrebbe un giorno essere una superpotenza e avere una vera e propria politica estera. E quindi per lui è normale prendare la parola e fare discorsi stupendamente noiosi e assolutamente ridicoli che, al meglio, sono deliranti e, al peggio, solo le fantaticherie di un vecchio. Proprio come il sogno di Verhofstadt, nel 2004, di essere eletto presidente della Commissione Europea, un tentativo bloccato da Tony Blair.

Ma ecco la vera ciliegina sulla torta, se vi piace l’ironia in tripla dose. Il Parlamento Europeo rifonde a tutti mezzi di comunicazione le spese di produzione, che ammontano a centinaia di milioni di euro. Se non lo facesse, la maggior parte delle emittenti non manderebbe in onda le sue incredibilmente noiose sedute. Qualcuno potrebbe definirlo corrompere la stampa, perché, ovviamente, c’è un “ritorno” nell’aiutare l’UE a promuovere se stessa. Ma Euronews, che ha riportato dandogli grande risalto, il discorso di Verhofstadt , non solo trae profitto da una situazione del genere, ma, in realtà, riceve anche un cospicuo sussidio dallo stesso budget annuale di Bruxelles per trasmettere servizi sugli eurodeputati, un doppio smacco che rende, a tutti gli effetti, la sfuriata di Verhofstadt una fake news. E questa è un’istituzione, il Parlamento Europeo, che, recentemente, ha votato per finanziare i media affinché diffondano la propaganda dell’Unione Europea.

Qui veramente la realtà supera la fantasia

Ma, nel frattempo, arrivano notizie dall’altra parte dell’Atlantico, da parte di una vera e propria superpotenza; si vocifera che la CNN di Atlanta potrebbe inviare giornalisti alla CNN Turk per addestrarli nell’arte del giornalismo. Dato che quasi tutti i grandi nomi dei giornalismo straniero inventano le loro storie quando girano il mondo (Anderson Cooper, Christiana Ammanpour e Parisa Khosravi) come è stato riferito da Elise Labott, una ex “reporter” della CNN, lei stessa non esattamente dotata di capacità giornalistiche, allora anche questa potrebbe anche essere una parodia, o una fake news. La CNN Turk viene attaccata dall’Occidente per essere filo Erdogan, senza alcun riconoscimento del fatto che la CNN di Atlanta è completamente di parte e ‘aggiusta’ regolarmente le notizie per favorire la Clinton o chiunque si metta nei suoi sandali.

Almeno la CNN non manderà ad Istanbul la Labott, una giornalista che ha fatto carriera inventando storie, al punto che Atlanta, alla fine, ha dovuto lasciarla a casa all’inizio dell’anno, dopo almeno tre indagini sulla sua favolosa mancanza di etica giornalistica, un vero e proprio record.

Martin Jay

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2019/05/10/the-west-is-in-no-position-to-lecture-turkey-on-democracy-or-human-rights/
10.05.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

5 Commenti

  1. un plauso!
    sottoscrivo parola per parola;
    il discorso si può tranquillamente estendere all’altra sponda dell’Atlantico,
    sponda che è fondamentale ispirazione ai media EU.
    mancavano i finanziamenti e le leggi anti fake(ovviamente non le loro…)

  2. La UE (che però dissento che sia “suprematista bianca”, direi “infimatista bianca”, essere bianchi è quasi una colpa oggi nel mondo politically correct) non può certo dare lezioni a nessuno.
    Però in Turchia non è che la democrazia stia molto bene.
    Lasciamo stare il clown, che fa la sua parte. Abbiamo uno stato autocratico a due passi. Magari è ormai così e non c’è niente da fare. Ci fu un’epoca in cui la Repubblica doveva cedere il passo all’Impero. E nessun Catone Uticense, per quanto in buona fede, poteva fermare la storia. E ora è così. Le democrazie muoiono, si svuotano, una dopo l’altra.
    Vi offendete se nonostante ciò resto democratico? Vero, si intende, niente a che fare con la UE…

  3. Si è dimenticato di citare il riconoscimento e il sostegno della UE a favore del colpo di stato neo-nazista in Ucraina. Una “comunità” che pretende di definirsi democratica e invece tollera e incoraggia aperti sostenitori del nazismo. E questo vale anche per gli staterelli Baltici.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Esatto. la democrazia è una cosa (seria) il libertinaggio occidentale un’altra!

  5. Peró quando poi si parla di rifare il referendum sulla Brexit, allora quella é democrazia, cosí come é democrazia bloccare con i propri sgherri le votazioni sull´accordo di uscita o, per restare piú banalmente nei nostri confini, costringere un governo tramite Mattarella a silurare un ministro dell´economia prima ancora che venga proposto.. In questo caso direi che la mondezza del vicino puzza sempre di piú per Bruxelles.