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L’obsolescenza dell’uomo

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Scene di inizio primavera, ad Atene. Le manifestazioni proseguono stracche, tra l’indifferenza generale, la stessa indifferenza che sembra avvolgere i drammi individuali (licenziamenti, fine dell’assistenza sanitaria) che denunciano gli ultimi coraggiosi, in piazza o nel metrò. “Che muoiano tutti” grida una vecchia al funerale di un politico, corrotto come molti altri, esprimendo un pessimismo che si evidenzia anche nelle stesse autorità europee che, mentre da un lato cominciano a prendere coscienza del prossimo sfacelo, dall’altro non cessano di vessare le vittime con le loro richieste, sostenendo addirittura, come fa Juncker, la non applicabilità delle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo ai paesi UE. E allora, resta solo la gioia della festa popolare d inizio Quaresima, o del mercato di quartiere, mentre i giornali si riempiono di cronaca, e un incidente stradale dove un rampollo di ricca origine uccide una famiglia correndo a 250 all’ora su una Porsche è quello che ci vuole per parlare d’altro, almeno per un po’. E’ l’obsolescenza dell’uomo, di cui parlava Gunther Anders negli anni ‘30, quando già sosteneva che gli uomini vivevano, ma era come fossero morti.

 

 

“Noi abbiamo la soluzione, ma noi non dobbiamo lavorare.” Atene, 2 Marzo 2017


Atene, Piazza della Costituzione. Lo spazio pubblico nel centro storico della città, luogo di incontro per eccellenza e luogo di passaggio. In apparenza, atmosfera rilassata ai primi di marzo 2017, e ancora tre eventi simbolici, tre gruppetti di uomini e donne con tutto il loro coraggio. Trenta ricercatori, contratto per l’Istituto di Ricerche Geologiche … ristagnano sul marciapiede di fronte al Ministero delle Finanze: “Noi abbiamo la soluzione, ma non abbiamo il lavoro” speranze di seconda mano, vite oltraggiate, bel mondo!


I ricercatori al di fuori del Ministero delle Finanze. Atene, 2 marzo


Le (rare) manifestazioni di questo periodo (2016-2017), hanno definitivamente perso tutta la loro vivacità, a differenza di quelle del ciclo proto-mémorandario (sotto il regime dei memoranda), dal 2010 al 2015. SYRIZA ha colpito anche lì, dopo aver definitivamente sepolto tutta la sinistra greca e, allo stesso tempo, dissolto (infine), le ultime illusioni circa il presunto carattere democratico e rappresentativo del sistema politico. Le idee maturano, le società marciscono [ndt:gioco di parole in francese tra i termini “murissent” e “pourissent”] … e gli esponenti di Syriza si arricchiscono, nel solco della più “grande” tradizione dei partiti clientelari della Grecia contemporanea.

Così, i passanti abbassano la testa, gli agenti di polizia, annoiati, osservano la scena davanti al ministero delle Finanze. D’altronde, solo quattro giorni fa, le forze dell’ordine avevano manifestato a loro volta nello stesso punto, un po’ più sorridenti degli altri manifestanti!


La polizia manifestante. Piazza della Costituzione. Febbraio 2017 (stampa greca)


Oltre ai ricercatori, arrabbiati ad inizio marzo 2017, i passanti, e alcuni turisti felici, hanno scoperto e fotografato questo altro evento … quasi folkloristico, in cui hanno manifestato gli abitanti della regione di Maina, penisola come noto a sud del Peloponneso, tra il Golfo Messenico a ovest e il Golfo di Laconia a est. “La terra dei nostri antenati non può essere contestata.” Speriamo! Infine, in un quasi-solitudine in mezzo a una piazza della Costituzione così affollata, un impiegato della storica assicurazione “Ethniki Asfalistiki” (un eufemismo … ‘assicurazione nazionale’), urlava con tutto il fiato che aveva in gola, denunciando urbi et orbi la vendita della sua società ai fondi di diritto estero (in realtà è destinata ad essere liquidata ed è ancora attiva). Presente sul mercato da oltre 120 anni, è una filiale della Banca nazionale. Quest’ultima è già a sua volta in stato di liquidazione, in teoria “venduta” al prezzo del … 2% del suo valore a dei fondi esteri da parte del “governo” Tsipras nell’autunno del 2015, facendo immediatamente seguito alla firma del memorandum III nell’estate del 2015.


-“la terra dei nostri antenati che non può essere contestata.” Atene, 2 Marzo 2017



“La terra dei nostri antenati che non può essere contestata.” Atene, 2 Marzo 2017



Impiegato presso il “Ethniki Asfalistiki”. Atene, 2 Marzo 2017


A soli trecento metri di distanza, i funerali dell’ex ministro Aristidis Kalantzakos (Nuova Democrazia – cioè destra dello schieramento politico) sono stati celebrati come si doveva nella Cattedrale (Metropolìta) di Atene. Tutta la crema … bruciata del suo partito e del suo clientelismo partecipava in bella vista, volti diversi da quelli dei manifestanti, espressivi del marciume che, come un parassita, attacca il paese da così tanto tempo. La polizia aveva vietato il transito in via Mitropoleos, gli agenti in borghese si sono mostrati piuttosto nervosi, mentre i passanti guardavano le scene funebri da distante. “Bastardi, dovrebbero morire tutti”, ha comunque gridato una donna molto vecchia.

Sulla terrazza del caffè vicino alla cattedrale e sotto il sole splendente, due turisti molto sorridenti potrebbero non aver notato nulla, se non il nostro unico animale adespota (senza padrone) del posto. Grecia, bel paese, Atene, tre milioni di turisti previsti per quest’anno. Di fronte a loro, il secondo edificio dell’ “Instituto Cervantes” è ora in affitto. La nobile istituzione spagnola ha concentrato le proprie attività per quest’anno nella sua vecchia costruzione sul Monte Licabetto, senza dubbio per risparmiare … ancora una volta. Lo stesso giorno in metropolitana ad Atene, un’altra donna ha iniziato un tale monologo ad alta voce, come ormai avviene spesso qui, “Il sistema sanitario ci vomita, sono ancora garantita, salvo che mi pago i miei farmaci altrimenti posso anche morire, ho pagato quaranta anni ed è questo il risultato. Mia figlia disoccupata, non ha reddito e quindi non è più garantita. Le ho pagato io la visita dallo pneumologo ieri. Il medico ci ha detto che i migranti e i rifugiati che entrano in ospedale ne escono che stanno meglio di noi. Le amministrazioni hanno ricevuto l’ordine di accoglierli e fornire loro anche i farmaci. A noi, ci fanno pagare. Il nostro mondo è completamente capovolto e, con lui, i nostri diritti. Non siamo più a casa nostra. ”


La crema … bruciata del partito ‘ND’ e del suo clientelismo. Atene, 2 marzo

 

Al funerale dell’ex ministro Aristidis KALANTZAKOS. Atene 2 marzo

 

Prima del funerale del primo ministro. Atene, 2 marzo



Polizia inibisce di via Mitropoleos. Atene, 2 marzo



Ex secondo edificio del “Instituto Cervantes”. Atene, 2 marzo 2017



I turisti sorridono alla vista dell’animale adespota. Atene, 2 Marzo 2017


Strano silenzio, quello degli utenti della metropolitana. Nessuna reazione esplicita al discorso. La gente prima ha abbassato la testa, poi l’ha mossa leggermente verso il basso in segno di acquiescenza. La donna anziana ha ripetuto un’altra volta il suo monologo nel tempo senza fine tra le tre stazioni, e poi, alla quarta, è scesa. Sollievo.

La società greca (nella sua maggioranza) già cannibalizzata dall’interno, non può e non vuole subire un cambiamento demografico ed etnico indotto, a dire la verità, dall’esterno. E’ facile da capire … prima della probabile esplosione futura.

 


In realtà, questo problema del rovesciamento dei diritti (dall’alto come dal basso, perché la situazione è molto ben orchestrata in questo senso in Grecia, soprattutto dopo l’avvento della Troika), rimane centrale per la disintegrazione via forcipe della società globalizzata di oggi, europeismo compreso. L’europeismo tuttavia già di suo è ormai piuttosto pessimista.

Eppure, come giustamente ha osservato sul suo blog Bertrand Renouvin, “il pessimismo espresso pubblicamente conferma lo stato d’animo di delusione o di aperto disordine che ha conquistato vari livelli della burocrazia europeista. Potremmo gioire perché abbiamo a lungo contribuito a dimostrare i vizi della ‘costruzione europea’. Invece, dobbiamo esprimere una preoccupazione molto seria, perché in questa fase di agonia, che può essere molto lunga, continuiamo a subire le decisioni prese dagli organi dell’UE e, quindi, siamo ancora nella camicia di forza dell’euro. Rilevo qui che Jean-Claude Juncker, per quanto deluso, ha dimostrato la sua abituale brutalità. Secondo lui, la Grecia, martoriata dalla Commissione, la Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale, è fuori dal campo giuridico di applicazione della Carta dei diritti fondamentali … in modo che la violenza, pudicamente chiamata “riforme strutturali ‘, si possa scatenare come sempre”.


Mercato settimanale. Atene, marzo 2017
Mercato settimanale. Atene, marzo 2017
Mercato settimanale. Atene, marzo 2017
Mercato settimanale. Atene, marzo 2017


Per fortuna, infine, la primavera greca è tornata come consolazione. Il mercato settimanale nei vari quartieri di Atene è un luogo di incontro tanto quanto lo sono i luoghi del centro della città. Ci si trova ancora quasi tutto, dai tessuti ai marciapiedi invasi di cibo. Si commercia meno di prima, e, soprattutto, si preferisce andarci quando i prezzi scendono, vale a dire, nel pomeriggio, prima della chiusura. La gente va su e giù, tutti alla fine trovano da fare due chiacchiere, il mercato è anche un posto di quartiere… “Ci si rifaceva il mondo, ora non più.” In effetti.

Sotto l’Acropoli, i mercanti del tempio si mostrano ben preparati … per un futuro migliore, in questo antipasto della stagione turistica. Tutto è corazze false di cartapesta e moussaka … modello base a prezzo conveniente. Molti ateniesi (coloro che possono) avevano lasciato la città durante il lungo week-end del Lunedi puro (primo giorno di Quaresima, il 27 febbraio di quest’anno). Hanno celebrato il carnevale … e poi, Lunedi puro, che segna l’inizio della lunga Quaresima prima di Pasqua.

E come ogni anno (ma questo era prima o subito dopo le manifestazioni), piatti tradizionali del giorno: taramasalata, calamari, pesce, olive, verdure in aceto, halva e l’inevitabile pane del giorno, il “lagana” , pane azzimo tradizionale con semi di sesamo che fa le briciole … a volte venduto a 3 euro al chilo! Grande festa popolare in tutto il paese (o ciò che resta di esso), i bambini come di consueto lanciano aquiloni nel cielo, cercando di andare sempre più in alto. Difficile, direi.


Sotto l’Acropoli. Atene, marzo 2017



Sotto l’Acropoli … stampa brasiliana e stampa greca (2010 e 2017)


Momenti grotteschi, questa volta alcuni giovani, tra coloro che non avevano ancora lasciato il paese, hanno sfilato orgogliosamente in Piazza … della Costituzione, vestiti da zombie. La “Zombie Walk”, organizzata ad Atene per il secondo anno consecutivo, è in linea, forse, con l’attualità di questi tempi (in questo tempo morto). Solo che il travestimento dei partecipanti è quasi una realtà (per i giovani e meno giovani).

Zombies, persone che hanno perso ogni forma di coscienza e di umanità, che adottano comportamenti violenti verso gli esseri umani e il cui male è terribilmente contagioso, oppure, ancora, espressione dell’arte di distruggere la coscienza degli individui per renderli servi a comando. Il filosofo Günther Anders aveva previsto il tono grigio del nostro tempo, “E’ in quanto morti che noi esistiamo ora. E ciò accade davvero per la prima volta” (nella storia dell’umanità).


Sotto l’Acropoli, i mercanti del Tempio. Atene, Febbraio 2017

 

“Zombie Walk” di Atene. Febbraio 2017 (stampa greca)
“Zombie Walk” di Atene. Febbraio 2017 (stampa greca)

 

Alexis Tsipras lancia il suo aquilone. stampa greca, febbraio 2017


Nello stesso filone, l’arte di distruggere la coscienza prima e poi l’individuo in questa fine di febbraio 2017, il paese reale (attraverso i media) si è appassionato … per un terribile ” incidente stradale ” (che implica … come la lotta di classe, una sola direzione). Guidando la Porsche del padre, il figlio del miliardario e uomo d’affari Apóstolos Vakakis, si è scontrato violentemente con … una piccola Honda, parcheggiata in un’area di servizio autostradale. Il giovane e il suo passeggero sono morti, così come una madre e il suo bambino che erano nella Honda.

Yorgos Vakakis, 24 anni, il conducente della Porsche, stava guidando a tutta velocità ad oltre 200 km / h ed aveva visibilmente perso il controllo del suo veicolo. Nelle immagini video della tragedia, l’incidente è apparso, agli occhi degli spettatori, come un omicidio, una spettacolare esplosione ha accompagnato la collisione tra i due veicoli. Il figlio Vakakis è morto sul colpo, così come l’altro passeggero della sua auto, anch’esso di 24 anni, che non indossava la cintura di sicurezza, ed è stato proiettato fuori dal finestrino della macchina. Ypatios Patmanoglou impiegato all’Acquedotto di Atene, [ndt: il guidatore della Honda, padre e marito della altre due vittime], uscendo dei servizi igienici dell’area autostrada non credeva ai suoi occhi. Secondo i primi elementi dell’inchiesta, la Porsche era equipaggiata al momento dell’incidente di pneumatici invernali, inadatti al fondo stradale e, in aggiunta, vecchi di dieci anni.

Per il resto, tutti gli elementi simbolici e sociologici erano presenti. Il padre Vakakis è il proprietario di una catena di grandi magazzini, e quindi … importatore massivo di cineserie, come talvolta viene designato in Grecia. Il figlio studiava negli Stati Uniti e per il suo ultimo viaggio, progettava di andare all’elegante località sciistica di Arahova vicino Delfi (a volte chiamata … la Mykonos della montagna), ovviamente per divertirsi. In Grecia, una volta c’era una filosofia di vita: “Siga, Siga” (detto a bassa voce), vale a dire, non correre mai, prenditi il tempo per rilassarti. Ora il figlio di Vakakis (e non era il solo) amava correre oltre i 250 chilometri all’ora.


Sotto l’Acropoli. Marzo 2017

 

Sotto la piazza dell’Acropoli, Monastiraki. Atene, marzo 2017
Turisti sotto l’Acropoli. Atene, marzo 2017

 

Sotto l’Acropoli, animali adespoti. Marzo 2017


Anche Ypatios Patmanoglou, che lasciava la toilette … per lo stretto corridoio che conduce all’inferno in presa diretta, amava le auto sportive. Sulla sua pagina di Facebook, aveva più volte mostrato le foto di questo stesso modello di Porsche … Sognava un giorno di guidarne una. Che bel mondo, paese in crisi.

Comunque la vita continua sotto l’Acropoli, altro grande spazio pubblico storico della città luogo di incontro per eccellenza e luogo di passaggio. In superficie c’è rilassatezza, si mettono in evidenza i comici del nostro tempo presente e altro ancora.

Contro l’oblio e contro insignificanza, abbiamo voluto rendere omaggio, in questi giorni che passano grossolani, al calvario e alla memoria dei naufraghi della SS Oria, piroscafo norvegese costruito nel 1920 requisito dall’esercito tedesco. Affondò nei pressi dell’isola di Patroklos davanti Capo Sunio il 12 Febbraio 1944, in una notte di tempesta, con 4.000 prigionieri italiani a bordo che persero la vita. Gli ufficiali avevano anche loro reso omaggio ai morti prima di noi. Altri tempi, un’altra guerra, altri naufraghi?

Ecco forse il perché, sotto il Tempio di Poseidone l’uccello tipico dei luoghi, ancora ci considera con sospetto o, beffardamente.


Omaggio alla memoria degli italiani naufragati. Attica, nel mese di febbraio 2017
Il tributo degli ufficiali. Attica, nel mese di febbraio 2017

 

Il tributo degli ufficiali. Febbraio 2017 (stampa greca)

 

Sotto il tempio di Poseidone, l’uccello tipico dei luoghi. Febbraio 2017


Atene, atmosfera rilassata in superficie e manifestazioni simboliche. “Oggi, arrivare in anticipo, è ancora peggio che essere in ritardo”, ha scritto nel 1934 il pensatore visionario Günther Anders, autore tra gli altri di “obsolescenza dell’uomo”.

“Noi abbiamo la soluzione, ma non abbiamo il lavoro,” …

 

Soli, i nostri animali adespoti scrutano ancora l’orizzonte.


I nostri animali adespoti scrutano l’orizzonte. Attica, febbraio 2017

Panagiotis Grigoriou

Fonte: /www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2017/03/Fr0593.html#deb

3.03.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Franz – CVM

 

Pubblicato da Franz-CVM

  • Tonguessy

    Mah, mi sembra un articolo un po’ raffazzonato, devo dire. Mettere assieme chi guida la Porsche spericolatamente fino ad ammazzarsi con chi guida il paese fino ad ammazzarlo può essere un’operazione intelligente, se è condita da un’analisi intelligente. Purtroppo tale analisi manca o, se c’è, è poco leggibile.

    Un commento però merita attenzione: ” Il nostro mondo è completamente capovolto e, con lui, i nostri diritti. Non siamo più a casa nostra. ”
    Questa è la vera cifra della postmodernità, vista da chi ha vissuto la modernità. Se (Jung docet) i sogni sono prodromi alla realizzazione di un impianto anche sociale, quello che è stato sognato nel passato è stato anche realizzato: confini nazionali, economie nazionali, democrazie costituzionali. Oggi la globalizzazione ha spazzato via tutti questi sogni e realtà, sostituendoli con progetti di internazionalizzazione coatta, quindi di postdemocrazia. Nessuno si senta più incoraggiato a partecipare (in questo la crisi greca ci ha insegnato tutto, passando dal furioso lancio di molotov a piazza Syntagma all’attuale e lucida “rassegna di rassegnati” che Grigoriou elenca), perchè la partecipazione non è più richiesta. Al capitale la democrazia non interessa più, sta accentrando tutto (risorse e potere) nelle mani di sempre meno persone, rendendo la redistribuzione (fordismo, mica comunismo!) un’opzione sempre più impraticabile.
    E’ vero, il mondo così come lo conoscevamo si è capovolto. Pensavamo che la democrazia fosse un sistema politico capace di portare le istanze popolari ai vertici del potere, e invece quei vertici oggi continuano a recitare i mantra dei vecchi re: Dio me l’ha dato (il potere) e guai a chi me lo tocca, catapultandoci indietro di secoli, nel faudalesimo più orrendo dove il re non è neanche più taumaturgo.
    Pensavamo che dedicare la nostra esistenza nel lavoro (spesso neanche troppo amato) fosse il modo per assicurarci una vecchiaia dignitosa. Non se ne parla neanche: avere accumulato crediti sociali per decenni non garantisce più nulla per il semplice motivo che siamo in piena Riforma: se vogliamo dimostrare la nostra vicinanza a Dio (pensavate di vivere in uno stato laico?) dobbiamo essere in grado di esibire Porsche come se piovesse. Un mondo pensato e gestito da WASP, questa è diventata l’Europa.

    • natascia

      “Se i sogni soni i prodromi alla realizzazione di un impianto anche sociale” Bisogna investigare quale sia la ragione per cui la società abbia smesso di sognare.

      • Tonguessy

        Credo che la risposta sia relativamente semplice: il sogno precedente (la Modernità) si è esaurito, e quello attuale è troppo simile ad un incubo per poterci credere davvero.
        Attanagliato tra il fallimento della società delle macchine (o dello spettacolo) e l’imposizione del mercato ultraliberista (globalizzazione) l’Occidente sta facendo la fine dell’asino di Buridano.

    • thalia

      La democrazia è una parola oramai desueta che non dà più quello slancio iniziale, anche i nuovi re hanno imparato a recitare quel mantra seppure non possiamo arretrare di secoli perché la sola tecnologia ci sbarra il passo e non pensiamo mai è essa che nega i nostri diritti e ha fatto l’idea di casa comune. forse la cosa vergognosa è quella di vedere reucci d’accatto in crescita che appunto non avendo scuola di vita hanno negato ai più deboli quella dignità che un tempo per questi era un diritto. non siamo in riforma ma in un periodo di dormiveglia dove soltanto le necessità personali spingono a quelle poche funzioni, mentre la mente è completamente sopita davanti a una pizza o un buon piatto. adesso le necessità umane sono dirette solo a ciò, la scuola ha creato questi esseri privi d’idee, dal cervello fuso con i libroni che insegnano miracoli. ci siamo fidati, e siamo rimasti indietro come l’ultimo maratoneta a cui è impossibile riprendere il gruppo.

  • falkenberg1

    Meravigliosa quella pernice!!!
    Passiamo ad altro!! Dott. Panagiotis voglio capire, comprendere e giustificare tutto e tutti purtuttavia de hoc satis!! Chi desidera e non agisce genera la malattia!! Vi state lasciando distruggere in maniera intollerabilmente scandalosa! Non può essere tollerato! E sia pure! C’è crisi, povertà, dissoluzione di una nazione data e concessa in pasto alle belve bancocomunitarionazisteliberomercatofetidoimperante e, tutti ciò, devasta consapevoleza, dignità, fierezza, voglia di reagire!!! Purtuttavia, se non avete la forza d’animo, persa per strada, per spazzare via il putridume che vi spolpa, opprime, annienta, devasta, impudico, tracotante, criminale, criminogeno, ebbene, perdiosantissimo, assoldate qualche serial killer, cacciatore di taglie, jackall, e fateli fuori uno alla volta!! Che vivano nel terrore e possano pentirsi per i loro crimini portati a termine con intemerata criminalità sfacciata, nazista nell’animo, ammesso che abbiano, quelle sporche belve decomposte, un’anima!!!

    • fastidioso

      Questa soluzione mi piace…e direi che potrebbe anzi, la auspicherei anche per l’Italia.

      • falkenberg1

        Direi che è l’unica soluzione che ci può salvare! Inevitabile!! Quella fetida teppaglia delinquente, malavitosa, corrotta, fetida, plurimafiosa ecc.ecc.ecc. DEVE essere rimossa a tutti i costi! Sono in gioco le ns vite, la decenza, la libertà, la dignità di una vita tranquilla e costruttiva priva di decomposti delinquenti poteri cancro del creato! DEVONO ESSERE SOPPRESSI SENZA PIETA’!! La pietà deve essere indirizzata verso forme di vita bipedi o quadrupedi più meritevoli e decenti!!! Salve!!!