L’ILLUSIONE DI MARIO DRAGHI SALVATORE DELL’ECONOMIA STA PER SVANIRE

L’ILLUSIONE DI MARIO DRAGHI SALVATORE DELL’ECONOMIA STA PER SVANIRE

Di Giovanni Zibordi

Chi qui scrive non ha una posizione preconcetta verso Draghi, ad esempio nella primavera del 2020 al tempo di Conte ho pubblicato assieme a Paolo Becchi un articolo sul Sole24ore intitolato “L'unica e inevitabile soluzione è Mario Draghi“ https://www.ilsole24ore.com/art/l-unica-e-inevitabile-soluzione-e-mario-draghi-ADnFb9G, in cui, come si evince dal titolo, auspicavamo la sostituzione del disastroso governo Conte-DiMaio-PD con un governo più ampio capitanato da Draghi per far fronte all’emergenza del lockdown.

Allo stesso tempo, in precedenza avevo scritto ad esempio qui su Dagospia https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/ldquo-draghi-poteva-spiegarci-perche-giovani-dovrebbero-ripagare-245166.htm che Draghi, come direttore del Tesoro, aveva fatto sottoscrivere derivati sui tassi che sono costati poi allo Stato oltre 40 miliardi (in dieci anni), mentre tutti gli altri Stati in UE invece non hanno perso soldi o persino hanno guadagnato qualcosa coi derivati sui tassi. Su questa vicenda c’è un bel libro di due giornalisti dell’Espresso con tutti i dettagli, ma hanno dimenticato di evidenziare che il responsabile era, oltre alla dirigente storica che si occupa di emissioni, Maria Cannata, il direttore generale, Mario Draghi. Altro dettaglio di cattivo gusto, il beneficiario principale dei derivati comprati dal Tesoro di Draghi era Morgan Stanley, dalla quale il figlio di Draghi è stato assunto subito dopo.

E ovviamente Draghi, invece di essere criticato per il disastro dei derivati è stato promosso a governatore da Berlusconi a Bankitalia, da dove ha predicato l’austerità e poi alla BCE ha fatto cadere il governo Berlusconi nel 2011 interrompendo gli acquisti di BTP e in pratica attaccandolo con la famosa lettera. Draghi è quindi quello che di fatto ha imposto Monti e la sua austerità che è costata una recessione nel 2012-2013 con migliaia di fallimenti.

Ma alla mia età non sono legato ad uno schieramento o ad un ideologia, “sovranista” o di altro genere, so che in politica le cose e le persone cambiano sempre, e vedendo la paralisi e caos del governo Conte e la crisi indotta dal panico della pandemia con il lockdown, avevo scritto che Draghi fosse una soluzione probabilmente migliore rispetto a Conte e al governo PD-M5S.

Questo anche perché in due articoli sul Financial Times, Draghi aveva parlato di spingere l’economia usando in particolare le banche e la leva del credito come “volano della politica pubblica” (vehicle of public policy).

Come si sa il credito alle imprese è stato tagliato del 25% dal 2008 in Italia, unico caso nel mondo industriale. Draghi in quanto banchiere sembrava la persone in grado di capire questi meccanismi del credito che sono cruciali e in altri paesi vengono usati dai governi (vedi Francia).

Chi scrive da anni predica, a partire dal libro del 2014 “La Soluzione per l’Euro”, che l’economia dell’Italia è sottofinanziata, le banche riducono il credito e abbiamo avanzi primari cronici dal 1997 per cui non circolano soldi. Gli italiani lavorano come prima e come tutti gli altri, ma è il sistema finanziario e monetario soffoca l’economia e ci mantiene in depressione permanente.

Anche all’interno dell’euro però puoi far circolare più soldi, basta creare moneta fiscale, di cui il superbonus 110% è un esempio concreto, o indurre le banche a estendere credito. Non è una teoria bizzarra, persino il vice di Draghi, Constancio su twitter ha spiegato che le banche non trasferiscono soldi dai risparmiatori alle imprese, ma lo creano dal niente e sono loro che espandono il sistema economico.

In Italia si fa finta che le banche prestino se l’economia tira, ma è il contrario esatto e tutto il resto del mondo, specie in Asia, lo sa. Se il sistema bancario (e anche quello finanziario inteso come mercati) si espande allora l’economia si espande. Non viceversa.

Ora però devo fare mea culpa e ammettere che Draghi sta causando danni, in maniera diversa, ma paragonabili e anche maggiori di quelli dei governi precedenti.

E Draghi, allora, che essendo un banchiere sa tutto di questo meccanismo?

In Italia le banche hanno usato le garanzie di Conte e di Draghi del 90% dei crediti in sostanza per sostituire i crediti in essere con crediti garantiti dallo Stato e alla fine non hanno aumentato il credito. Se si guarda ad esempio il bilancio di Unicredit dal 2019 ad oggi l’aumento del credito è di 4 miliardi, a fronte di un aumento della raccola di 78 miliardi e ha aumentato il cash di 109 miliardi!

Dal punto di vista delle banche quindi Draghi, se si guardano i bilanci e i numeri del credito, in realtà non ha fatto niente di diverso dagli altri governi, cioè in pratica niente, le ha lasciate in mano ai loro azionisti in larga parte stranieri a strozzare il credito, che è sempre fermo in Italia.

In più, l’Italia con il governo Draghi è il paese che ha imposto più restrizioni e discriminazioni inutili per il Covid, speso cifre assurde per tamponi e ricoveri Covid (come vedremo), paralizzato molte attività della sanità “normale” e in più ora sta di nuovo andando in crisi economica (anche se non è ancora evidente).

Draghi si è potuto finora vantare di una crescita del PIL del 6% e ha le platee di Confindustria nonché i giornalisti in conferenza stampa che lo applaudono in piedi perché nel 2020 l’Italia ha fatto un deficit “primario” del 6% del PIL.

Per chi non ci avesse mai pensato, lo stimolo di maggiore spesa o minori tasse che dà il bilancio pubblico all’economia è dato non dal deficit che comprende anche interessi, ma dalla differenza tra spese e tasse che è appunto il deficit primario. Per anni l’Italia ha pagato interessi su BTP, CCT e Bot fino al 6-8% del PIL, per cui quando il deficit risultava intorno al 3-4% in realtà c’era sotto un avanzo primario del 3-4% del PIL. Il che vuole dire che lo stato tassava sempre un 3-4% più di quello che spendeva e toglieva soldi all’economia privata. Gli interessi che pagava andavano all’estero, a Bankitalia, alle banche e assicurazioni e solo in piccola parte tornavano alle famiglie.

Con Conte e il lockdown, la BCE ha consentito a Bankitalia di finanziare in pratica qualunque deficit e nel 2020 come negli anni ‘70 e il deficit primario è arrivato al 6% il che vuole dire che lo Stato ha preso di tasse un 6% di meno di quello che ha speso. In valore assoluto si tratta di circa 100 miliardi.

Draghi è arrivato nel momento esatto in cui questa massa di denaro è arrivata all’economia, che era depressa e l’ha risollevata. In più alcuni grillini hanno fatto passare il superbonus 110% che non è stato contabilizzato come nuovo debito pubblico e sembrerebbe aver mosso quasi 30 miliardi nell’edilizia.

Grazie a questo enorme deficit primario, molte meno tasse che spese, e al superbonus 110%, Draghi è sembrato un salvatore dell’economia. Ma il merito principale sono gli enormi deficit pubblici fatti da tutti nel mondo (in USA addirittura il 20% del PIL!) inclusa l’Italia e questo ovviamente nel 2021 ha spinto in su tutti inclusa l’Italia. Inoltre con l’arrivo della primavera e del caldo il virus si è indebolito.

Ora siamo però a Dicembre, con un record di “contagi” e circa 130-140 morti “Covid” al giorno, senza contare che le statistiche europee indicano una mortalità eccessiva (per tutte le cause) più alta nel 2021 rispetto al 2020, di cui nessuno vuole parlare, come non ci stanchiamo di scrivere: https://www.byoblu.com/2021/12/23/euromomo-europa-2021-ventimila-morti-under-64-rispetto-2020/

Ma Draghi sta almeno migliorando le cose in termini di efficienza e minori sprechi?

Spiace dover fare dei conti economici su quello che si spende intorno al Covid, ma sono cifre assurde e hanno effetti controproducenti. A fronte del fatto che viene di nuovo ristretta l’attività e la libertà delle persone, il costo totale di vaccini, tamponi e ricoveri Covid può essere stimato sui 20 miliardi l’anno.

Vediamolo meglio. Oltre ai vaccini per cui si comprano sempre più dosi da fare ormai forse ogni 5 mesi con anche la quarta dose, ci sono ovviamente i 70 euro all’ora per le legioni di vaccinatori e alla fine parliamo di oltre 5 miliardi. Poi l’Italia ha il record mondiale dopo lo UK e USA di tamponi totali effettuati per abitante e al costo medio finale sui 50 euro, 150 milioni di tamponi sono costati oltre 7 miliardi. I paesi che fanno più tamponi ovviamente, dato che i tamponi non distinguono i virus dell’influenza da quelli Covid e quelli attivi da quelli inattivi, mantengono viva la psicosi della pandemia e quindi giustificano le restrizioni.

Ma la cosa più assurda e anche dannosa è che il governo riconosce agli ospedali una tariffa di 3.713 euro al giorno per i ricoveri Covid, mentre per tutti gli altri tipi di ricovero la tariffa varia tra i 500 e i 600 euro al giorno. Inoltre per le terapie intensive il governo riconosce 9.700 euro al giorno, contro una media che varia da 2mila a 4mila euro al massimo per i ricoveri non Covid in terapia intensiva. Questo è uno spreco di miliardi senza motivo apparente. In questo momento ci sono circa 10mila ricoverati Covid e altri 1.000 circa in TI. Se fai la differenza tra le tariffe per i ricoveri Covid e quelle per tutte le altre malattie, 3mila euro al giorno per gli ordinari e 7mila euro al giorno per le TI, il costo extra è circa un miliardo di euro al mese. Se si sommano queste cifre alle centinaia di milioni di vaccini e tamponi si può arrivare a costi addizionali nell’ordine di grandezza dei 15-20 miliardi.

Ma oltre al costo extra c’è anche l’incentivo perverso a boicottare le cure domiciliari ed attendere l’aggravamento della malattia e il conseguente ricovero ospedaliero. Dopo quasi due anni infatti si continua a non fare niente per una settimana lasciando il paziente senza cure, finché peggiora e si rende necessario il ricovero, anche se è ormai provato ovunque nel mondo che il paziente Covid va curato fin dal primo giorno. Ma il governo incentiva a non farlo, i pazienti vengono visitati solo da un’infermiera e un neolaureato, che non forniscono alcuna valida cura e le critiche di questa pratica assurda non riescono a scalfire il muro di omertà dei media.

La politica di Draghi sul fronte della sanità è alla fine, come abbiamo documentato in modo esteso anche in un libro di Byoblu https://store.byoblu.com/prodotto/stop-vax-i-fatti-che-vi-tengono-nascosti/ oltre che in questi articoli, peggiore di quella di Conte.

Ora però il peso delle assurde restrizioni di Draghi sta di nuovo frenando l’attività economica quando nel mondo si riducono i deficit enormi del 2020 e le Banche Centrali cominciano a ridurre o fermano gli acquisti di titoli pubblici e anche l’effetto del superbonus si riduce. Anche solo una leggera riduzione di queste politiche di “stampa di denaro” per finanziare indirettamente i deficit sta facendo traballare i bond e salire il dollaro e ha fermato le borse.

La manovra approvata da Draghi e da tutti i partiti che lo venerano riduce come abbiamo notato sopra il deficit primario, che stimola l’economia, dal 6 al 2,7% del PIL, il che significa 60 miliardi in meno.

Per quanto riguarda il superbonus, cioè la “moneta fiscale”, per ora viene esteso con qualche limitazione al prossimo anno, ma come si sa Bankitalia da cui viene il Ministro del Tesoro Franco, è contraria al concetto e lo tollera solo in misura limitata, come dimostra l’articolo sul loro sito.

Intanto lo spread e i tassi di interesse cominciano a muoversi in su nell’aspettativa che l’inflazione costringerà le Banche Centrali a smettere di finanziare i deficit e questo prefigura un crash dei mercati. La borsa italiana non è importante, ma il fatto che sia salita tra le migliori nel 2021 è un altro elemento che ha dato fiducia a Draghi. E ovviamente i BTP possono far perdere ora molti soldi, perché un rialzo anche solo dall’1 al 2% li farà crollare di circa il 15% (quando i tassi sono così bassi basta poco per far crollare i prezzi).

Il bilancio sociale, umano (sul fronte restrizioni e vaccinazione di massa), e anche economico di Draghi è quindi negativo.

Nell’economia non si nota ancora, appunto perché la valanga di liquidità delle Banche Centrali e i mega deficit, specie quelli americani, stanno recedendo solo ora.

Ma ora che questa ondata di liquidità rifluisce, si rimarrà con un paese ed un’economia indeboliti da Mario Draghi.

Di Giovanni Zibordi

Cobraf.com - Twitter: @CGzibordi

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03.01.2022

Commenti (38)

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    1. oriundo2006 5 gennaio 2022

      Io invece ce l'ho, la posizione preconcetta e per ragioni strettamente 'esoteriche'. Non potendo dimostrarvela a parole, sto in agguato a vedere quando finalmente l' ipnosi di massa finirà e si vedrà con tutta chiarezza quanto ho potuto intravvedere io.
      Qualche poco di luce in fondo al tunnel ( copio ! ) si comincia a vedere, dall' articolo di Zibordi a quanto oggi pare dire di critico su Draghi il sito Dagospia, noto influencer per conto dei Servizi ( Qui: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/italia-sottosopra-draghi-che-immarcescibile-banchiere-si-sta-295001.htm ).
      Credo che le acque si stiano muovendo e non escludo un provvidenziale escomio del nostro su qualche prestigiosa cadrega internazionale, dal FMI a qualche altra istituzione utile a satollare l' ego ipertrofico di tali individui. Dopo tutto, a cosa ci stanno a fare queste istituzioni internazionali se non a trovare un pensionamento di lusso a chi che ha reso i servigi richiesti ?

    1. JA 4 gennaio 2022

      Oggi Tremonti ha ribadito ciò che disse anni fa:
      ““Tutto quello che avreste voluto sapere sull'euro e nessuno ha mai osato dire ora è nero su bianco nell'ultimo libro del redivivo Giulio Tremonti. Il «cuore artificiale dell'Europa contemporanea», una moneta «che toglie più di quello che dà» sentita «come un killer venuto da fuori».
      Quell'operazione, condotta da Prodi e Ciampi, fu venduta come un merito dell'illuminata classe dirigente tricolore. In realtà, svela Tremonti, furono le industrie tedesche a premere sull'acceleratore: temevano la concorrenza della manifattura italiana, seconda in Europa e quinta nel mondo, resa più pericolosa dalle svalutazioni competitive della lira rispetto al marco. «Nel corso di una riunione ad hoc sul lago Lemano», scrive Tremonti, gli industriali teutonici convinsero i loro banchieri a favorire a ogni costo l'ingresso dell'Italia, «intrappolata e spiazzata dalla nuova moneta che si sarebbe dimostrata troppo forte per un'economia debole». Ma i conti dello Stato non erano in ordine, l'eurotassa o la diversa contabilizzazione dei contributi Inps non bastavano, servivano «manovre di estetica contabile» più efficaci: così si fece ricorso ai «tuttora segretissimi derivati per l'Europa» cui accenna un allegato dell'ultima legge di Stabilità, in modo da contabilizzare subito le entrate e occultare le uscite. «Delle particolari straordinarie operazioni finanziarie, e della connessa debolezza della posizione del governo italiano, gli altri governi europei erano perfettamente al corrente» al punto da imporci un cambio lira/euro molto penalizzante. «L'Italia non aveva tutti i numeri per entrare nell'euro fin da principio, ci è entrata alterando il suo bilancio», accusa l'ex ministro. ” 26 Marzo 2014
      https://www.ilgiornale.it/news/interni/verit-tremonti-cos-larrivo-delleuro-ci-ha-portati-disastro-1004921.html

    2. JA 4 gennaio 2022

      “Tremonti: “Non fu Prodi a portarci nell’euro, lo volle la Germania. Temeva la nostra competitività” [di qui il voluto cambio alto per affondare l’Italia mentre Prodi prendeva i dividendi per aver svenduto l’Italia ai suoi concorrenti]
      “Non è stato Romano Prodi a portare l’Italia nell’euro” Giulio Tremonti in un’intervista dell’Agenzia Vista svela chi e percé decise l’entrata del nostro Paese nella moneta unica, vent’anni fa.
      Ricordo bene come mi disse un grande presidente svizzero – ha rivelato in collegamento all’evento: Noi e l’euro: 20 anni di storia, organizzato da Assoeureca.eu -. Che i banchieri tedeschi non volevano l’Italia nell’Euro e che gli industriali tedeschi temevano un’Italia fuori dall’euro e competitiva”. In altre parole, all’epoca faceva paura alla Germania un’Italia fuori dalla moneta unica e competitiva sui mercati.” 04 Gennaio 2022
      https://www.secoloditalia.it/2022/01/tremonti-non-fu-prodi-a-portarci-nelleuro-lo-volle-la-germania-temeva-la-nostra-competitivita/

    3. Armin 4 gennaio 2022

      Allora si sa come è andata realmente con l'euro. Giulio Tremonti è molto capace e valido, uno studioso. Egli tanti anni fa verso il 1995
      raccontava che aveva consigliato agli Illuminati di non correre troppo con la globalizzazione. Non lo hanno ascoltato, e la loro caduta si è accelerata. L'avidità, secondo me, brucia l'esistenza.
      La mia opinione è che i prodotti Italiani mediamente sono molto buoni, i prodotti Tedeschi sono alcuni molto buoni, altri, assomigliano a quelli Americani: mediocri. Per questo temevano l'Italia, la qualità delle merci è vincente.

    4. oriundo2006 4 gennaio 2022

      Troppo ingenuo pensare che siano gli industriali o i politici a decidere davvero soluzioni economiche così complesse da immaginare e poi da implementare. Per niente plausibile. Altri sono i centri di comando, altre le strategie complessive, altri i garanti del nuovo ordine che si viene a stabilire. Decisioni di questo genere sono 'architettate' a livelli che nessuno davvero conosce: e chi sa tace, oppure come Tremonti le restringe a semplici rapporti di ordine commerciale. Questi vengono dopo, come 'boccon del preve' dato e fatto accettare ai livelli intermedi. Ma chi vuole ingannare Tremonti ? Anche Francia ed Inghilterra a avevano interesse all' Italia ingabbiata nell' Euro: l' una per costituire un fronte Sud, l'altra per depotenziare la Germania affibbiandole uno stato inefficiente. L' unica nazione che aveva interesse a dilazionare i tempi era proprio l' Italia.

    5. JA 5 gennaio 2022

      Non per offendere ma continuando a vedere complotti dietro il complotto a complottare complotti, si rischia di perdersi (Lost) in un gioco di specchi che fa il gioco dei complottisti.
      Io lo smisi di guardare quando mi resi conto ci stavano solo abituando alla presa per i fondelli.
      Perchè alla fine quando le parole confermano i fatti saranno pure balle ma, come per i protocolli di sion, son balle di chi conosce bene l’argomento.
      E poi, imitando un buon specialista, visto e sentito il paziente sta alle tue capacità fisionomiche far combaciare o meno i fatti, per ricavare la giusta diagnosi e stabilire un’adeguata terapia per una possibile prognosi.
      Anche se ci sarà sempre chi vuole andare oltre, come il saggio greco disse: “andare oltre o fermarsi prima è sempre fallire il bersaglio”. :)

    6. JA 5 gennaio 2022

      Anche gli italiani all'inizio facevano i furbi come i giapponesi all'inizio. Poi entrambi han capito che a fare i furbi c'è solo da perdere e quindi... l'Epifania tutte le feste porta via. :)

    1. Zerco 4 gennaio 2022

      Quello che mi lascia più esterrefatto del nostro Mr Uotèverittéics è la miseria della sua espressione: un italiano a dir poco rudimentale, sommario, abborracciato. I suoi discorsi sono una successione di frasette premasticate e predigerite carenti di tutto: metafore, figure retoriche, stile, citazioni, contenuto.
      In pratica nessuna cultura.
      Non è mai capitato che un uomo di stato o un uomo politico qualunque, in Italia, rivolgesse al suo uditorio dei discorsi così miserabili e spregevoli. Se ascolti qualcuno impari sempre qualcosa, anche se lui non vuole; può capitare di ascoltare discorsi vuoti o pretenziosi nei quali puoi cogliere, magari, una parola nuova o un modo di esprimersi che li rendono utili loro malgrado.
      Lui, invece, è l'unico personaggio che quando lo ascolti disimpari. Il buco nero della cultura, che risucchia quello che sai.
      Il tutto (cioè il niente) con un ghigno di compiaciuto sadismo perennemente stampato sul volto, come una smorfia ritagliata nella pelle per far ridere o far paura, come Gwynplaine, "l'uomo che ride" di Victor Hugo.
      Certo le minacce (perché se si sente bene le sue sono solo questo) non necessitano di cultura, ma non hanno bisogno neppure di uditorio, richiedono solamente quelle quattro parolette belluine utili a intimidire l'"utente finale" e a far capire a chi è più potente che stai facendo il tuo sporco lavoro.
      D'altra parte se la Treccani ha inserito nel suo vocabolario il suo apocalittico "uòtèverittéics" al vertice espressivo di qualche decina di migliaia di parole di una lingua che fu di Dante, Petrarca, Ariosto, Manzoni, Pirandello e Calvino, significa che la cultura è morta e non dobbiamo stupirci se al vertice sale un figuro privo di cultura, di sensibilità e di stile.

    1. Megas Alexandros 4 gennaio 2022

      A parte il credito iniziale su Draghi l'articolo mi trova concorde su molti aspetti.... ma su una cosa Zibordi dovrebbe essere più chiaro, ovvero riguardo al denaro creato dalle banche commerciali, che trattasi sempre di moneta a credito. Le banche commerciali operano in modo ciclico rispetto al ciclo dell'economia e non esiste sistema per forzarle a prestare quando l'economia è in recessione.
      Quindi torniamo al punto di partenza, tutto parte dalla spesa a deficit dello Stato, senza di questa non esiste sistema economico. Anche l'espansione del credito da parte delle banche commerciali è frutto dei criteri patrimoniali a cui vengono sottoposte dallo Stato e non possiamo non considerare che tali criteri vengono notevolmente influenzati dai NPL derivanti dai fallimenti dell'economia reale.
      Infine una parola sui BTP, le perdite di cui parla Zibordi sono perdite che eventualmente avranno i risparmiatori (oggi principalmente banche, ricchi e mondo finanziario), qualora ci fosse un rialzo dei tassi e decidessero di non portare a scadenza i loro titoli (sinceramente al popolo di chi vive con 1000 euro al mese, ovvero la maggioranza, poco interessa questo). Mentre per quanto riguarda lo Stato, in caso di aumento degli interessi, si troverebbe a pagare di più sulle nuove emissioni, qualora queste (come negli ultimi due anni) non fossero acquistate da Bankit tramite BCE.
      Quindi quello che conta è la garanzia della Banca Centrale in merito alla spesa per interessi, ed oggi la banca Centrale in questo caso la BCE, è in grossa difficoltà a smettere i propri programmi di acquisto.... poichè una ripartenza forte dello spread rischierebbe di disintegrare l'euro.
      Allora torniamo ancora una volta al punto di partenza, quello essenziale.... perché visto che la BCE oggi è prestatore di ultima istanza, il Sig. Mario Draghi non fa tutto il deficit necessario per far ripartire occupazione e consumi??!!!

    2. Armin 4 gennaio 2022

      Il punto di partenza, il rettile è un "banchiere" che non si intende né di banche, né di economia, né del controllo dei costi nell'industria, ecc. ecc. per le "élite" è un genio! Figurati cosa sono le "élite". Sono in piena ridicola caduta libera.

    3. JA 4 gennaio 2022

      Tale padre e tale figlio, entrambi servili banchieri dei giudei: "... Morgan Stanley, dalla quale il figlio di Draghi è stato assunto subito dopo."
      E avanti così che l'Italia è in una botte... di merda.

    1. piero deola 4 gennaio 2022

      Mario Draghi deve pensare a salvare se stesso.Il popolo italiano risvegliato non può perdonare a tale losco figuro il male che ha fatto e continua a fare all'Italia. Avrà certamente un piano di fuga conbinato con i suoi amici siononisti ma se non riparerà in Israele lo andremo a scovare ovunque perchè certamente la democrazia della Cabala Aschenazita Cazara e i Gesuiti non vorranno cederlo alla giustizia italiana. Attenzione che gli Elkan sono sotto inchiesta a Roma per una truffa all'INPS.

    1. sbregaverse 4 gennaio 2022

      I Draghi (come le bugie) hanno le zampe corte.

    1. natascia 4 gennaio 2022

      Dare le chiavi di casa a chi ha già venduto a prezzo stracciato l’argenteria, è stata la decisione imposta dai veri
      padroni dell’Italia. Su questo e sul reale margine di trattativa si deve discutere. A carte scoperte, perché la fretta e la poca destrezza dimostrano chiaramente che ormai si tratta di una fuga dal luogo del crimine. Da troppi anni ci si coltiva questo genere di persone impresentabili come se avessero doti che non hanno. Non servono i nomi. È tempo di cambiare e di scegliere persone coraggiose di cui fidarsi.

    2. oriundo2006 4 gennaio 2022

      Certo ... e anche capire dove e come spendere i danari pubblici. Se le banche non prestano hanno le loro ragioni, prime fra quali lo stato comatoso del piccolo commercio, piccola industria di trasformazione, piccolo artigianato...tutta questa microeconomia, un tempo osannata dai media di regime, oggi sta tirando le cuoia e dato che era in parte finanziata dalle banche ora queste non possono più insistere a tenerle a galla, date le regole stringenti di Bruxelles ( a parte la differenziazione enorme in Italia fra banche di un certo tipo ed altre ). Morale, rimango della mia idea che solo un Piano di R & S ampio, coordinato, indirizzato a settori di punta, liberato da caccia-poltrone anziani e ignorantissimi, orientato a medio termine possa davvero servire a farci uscire da questa maledetta situazione. Draghi non mi sembra persona che abbia voglia di scendere nel sotto-stiva a vedere e capire la ciurma ai remi, nè di preoccuparsi di qualcosa che non siano algidi numeri ampiamente interpretabili e reinterpretabili a volontà da uno stuolo di reggicoda ministeriali. E' un uomo 'astratto', che non ha gli strumenti mentali ed umani per capire l' Italia.

    3. natascia 4 gennaio 2022

      Il commercio è uno dei motori dell’economia. Il piccolo commercio che si rapporta con l’artigianato, con altro commercio, che innova e che crea posti di lavoro non può essere taglieggiato. Oppure è taglieggiato per scopi antieconomici. L’economia deve permettere l’ascesa sociale, la crescita individuale e collettiva.

    4. sbregaverse 4 gennaio 2022

      L' ASCESI !

    5. natascia 4 gennaio 2022

      Ho modificato il post perché scritto di getto. Immagino il Suo divertimento.

    6. sbregaverse 5 gennaio 2022

      Ma no ascesi da ασκεω mi esercito.
      Sono i famosi esercizi spirituali.

    7. sbregaverse 5 gennaio 2022

      Dopo quello che c'è stato tra noi nell'intimità, non badare all'età, dammi del tu.

    1. Luca VFR 4 gennaio 2022

      Dopo aver perso il 10% aver recuperato il 6% significa aver recuperato il 5,4% sul 100 iniziale cioè essere in perdita netta del 4,6% ed definire questo come un risultato eccezionale lo può fare solo una manica di idioti, ampiamente prezzolati, of course, del Financial Times o dell'Economist. Ma d'altronde siamo in piena Idiocrazia quindi più la spari grossa e sballata più sei fico. Intanto, per parafrasare il motto del 2020: Andrà tutto a puttane! Buon Anno a tutti!

    2. Megas Alexandros 4 gennaio 2022

      Esatto il 6% va confrontato con quanto perso nell'anno precedente con i lockdown

    3. Armin 4 gennaio 2022

      Ottimo esame della realtà.

    1. Tashtego 4 gennaio 2022

      Ho visto un topo passar correndo... uhm, che sia sceso da quella nave?

    1. Hidalgo 3 gennaio 2022

      L'illusione di cui si fa cenno nel titolo di questo articolo non mi è mai appartenuta. Forse ne sarà stato affetto l'autore, che adesso sembra - seppur con colpevole ritardo - sulla via della guarigione, ma non certo il sottoscritto.

      Nei giorni precedenti alla calata dall'alto del Drago, ricordo che ebbi occasione di parlare dell'argomento con un "pezzo grosso" sul luogo di lavoro. Sapendo quanto fosse bassa la mia stima per l'avvocato del popolo con la voce da costipato, mi chiese se fossi contento del suo addio e dell'arrivo del banchiere. Replicai che non lo ero nemmeno un po'. "Ma scusi, allora non le va bene proprio nessuno?", mi incalzò. Risposi: "Questo sarà peggio di quell'altro. Sarà il commissario liquidatore d'Italia". E con ciò si chiuse il discorso.

      Sarebbe interessante chiedergli, oggi, se adesso è d'accordo con me. Ma a breve festeggerò il mio terzo mese da "assente ingiustificato" - sempre che non arrivi prima la promozione a "sospeso" - e quindi mi è impossibile farlo. Pazienza. Anzi... Sticazzi.

    2. Madrigalista 3 gennaio 2022

      Guarda, io mi ricordo ancora distintamente di aver pronunciato la frase "siamo panati" all'annuncio della ormai probabile nomina di draghi.
      Tieni duro Hidalgo!

    3. Hidalgo 3 gennaio 2022

      Sempre, Madrigalista! Non arretro di un millimetro.

    1. gix 3 gennaio 2022

      L'autore non avrà una posizione preconcetta verso il drago ma dimostra di conoscerlo bene per quanto fatto nella sua carriera. D'altronde il punto non era se diffidare o meno di uno con quel curriculum, non era difficile comprendere l'assoluto sprezzo dell'economia reale, quella dei cittadini, nonchè delle loro esigenze come comunità, in favore delle multinazionali bancarie e dei potentati economici. L'uomo si vede lontano un miglio che è meglio non incrociarlo sulla propria strada, ne tantomeno trattarci non avendo una posizione un minimo difendibile, perchè è evidente che non ha alcuna propensione per la trattativa o per la semplice considerazione delle esigenze altrui. Ma, nonostante ciò, appurato che si tratta di un rettile da tenere comunque sotto tiro, avrebbe potuto essere riconsiderato nell'ottica di un cambiamento generale dell'economia a favore degli investimenti pubblici, cambiamento non certo generato da nobili intenzioni quanto piuttosto da motivazioni di convenienza, legate alla conservazione del potere economico globalista attuale. Non è stato nemmeno così alla fine, contraddicendo quindi il proprio stesso programma di "redenzione" preventivamente esposto sui giornali che contano. Alla fine sarà probabilmente il peggior capo di governo che l'Italia abbia mai avuto, Dio ce ne scampi se dovesse diventare presidente.

    1. Ruteo 3 gennaio 2022

      Stiamo fallendo meglio e prima degli altri .
      Grande Draghi o per meglio dire grande vile affarista .

    1. nicolass 3 gennaio 2022

      Posso vantare di essere stato critico dalla prima ora nei confronti di Zimbordi per l’apertura all’epoca di una linea di credito sulla fiducia a favore del vile affarista. Come al solito il tempo è galantuomo anche se è una magra consolazione

    1. Bertozzi 3 gennaio 2022

      A economisti in questo paese siamo messi come a giornalisti.

    1. Eugiorso 3 gennaio 2022

      Il "salvatore" sicuramente si salverà il culo, andandosene se le cose si metteranno male, siamo noi che non ci salveremo ...

      Cari saluti

    2. Arthur 3 gennaio 2022

      Luigi XVI tentò la fuga, ma fu fermato a Varennes.

    1. AlbertoConti 3 gennaio 2022

      Per uno che si occupa anche di economia nazionale, non avere una posizione preconcetta su Draghi, da prima del suo incarico a duce, è grave, molto grave. Chi Draghi lo conosce non lo evita, lo combatte.

    1. Nestor Halak 3 gennaio 2022

      Chi qui scrive ha invece una posizione assolutamente preconcetta verso Draghi.
      Mi spiace per la previsione sbagliata, ma davvero sarebbe bastato chiedermelo: anche prima della nomina ero sicuro che la peggior scelta possibile in assoluto sarebbe stata Draghi. Ma non è davvero il caso di vantarsi di una simile previsione: conoscendo chi e che cosa rappresenta Draghi, mi pare del tutto ovvia. Meglio sarebbe stato anche il proverbiale cavallo che Caligola fece senatore.
      Oh, caso mai occorresse, anche la peggior scelta possibile per il nuovo presidente, è sempre lui: Draghi.

    2. Armin 3 gennaio 2022

      Ma è vero, ciò che avanza e fa carriera con le forze del male sono ........gli incapaci, i vendipatria, i fessacchiotti.
      Per quanto riguarda Caligola, era un grande, un Populista! Uno storico ha detto che ha scelto il cavallo, data la scarsa qualità dei "nuovi" Romani! Ha ha ha ha ha ha!!!!!! Oggi si potrebbe mettere un macaco che gestirebbe meglio l'economia!

    1. Armin 3 gennaio 2022

      L'ho sempre detto. Queste "élite" ignobili e i loro lacché imbecilli non si intendono neanche di economia e finanza!!!!!!!!!!!
      Non è che lo fanno apposta, sono incompetenti!
      La crisi del 1929! quella del 2007 che non è neanche finita e che i geni al potere non sanno neanche come uscirne! Idioti all'ennesima potenza. In un sistema marcio, dove fanno carriera non i meritevoli, ma i leccaculi e i servi, è logico che va tutto in rovina. Draghi è il solito servo delle "èlite", uno yesman (più yes e meno man!) un lacché, un mediocre incapace, buono a nulla. Per fortuna che sta per finire la sua avventura terrena.
      A ferro e a fuoco!

    2. JA 4 gennaio 2022

      Yes man del giudeo Goldman Sachs, però. :)

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