L’ILLUSIONE DI MARIO DRAGHI SALVATORE DELL’ECONOMIA STA PER SVANIRE

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Di Giovanni Zibordi

Chi qui scrive non ha una posizione preconcetta verso Draghi, ad esempio nella primavera del 2020 al tempo di Conte ho pubblicato assieme a Paolo Becchi un articolo sul Sole24ore intitolato “L’unica e inevitabile soluzione è Mario Draghi“ https://www.ilsole24ore.com/art/l-unica-e-inevitabile-soluzione-e-mario-draghi-ADnFb9G, in cui, come si evince dal titolo, auspicavamo la sostituzione del disastroso governo Conte-DiMaio-PD con un governo più ampio capitanato da Draghi per far fronte all’emergenza del lockdown.

Allo stesso tempo, in precedenza avevo scritto ad esempio qui su Dagospia https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/ldquo-draghi-poteva-spiegarci-perche-giovani-dovrebbero-ripagare-245166.htm che Draghi, come direttore del Tesoro, aveva fatto sottoscrivere derivati sui tassi che sono costati poi allo Stato oltre 40 miliardi (in dieci anni), mentre tutti gli altri Stati in UE invece non hanno perso soldi o persino hanno guadagnato qualcosa coi derivati sui tassi. Su questa vicenda c’è un bel libro di due giornalisti dell’Espresso con tutti i dettagli, ma hanno dimenticato di evidenziare che il responsabile era, oltre alla dirigente storica che si occupa di emissioni, Maria Cannata, il direttore generale, Mario Draghi. Altro dettaglio di cattivo gusto, il beneficiario principale dei derivati comprati dal Tesoro di Draghi era Morgan Stanley, dalla quale il figlio di Draghi è stato assunto subito dopo.

E ovviamente Draghi, invece di essere criticato per il disastro dei derivati è stato promosso a governatore da Berlusconi a Bankitalia, da dove ha predicato l’austerità e poi alla BCE ha fatto cadere il governo Berlusconi nel 2011 interrompendo gli acquisti di BTP e in pratica attaccandolo con la famosa lettera. Draghi è quindi quello che di fatto ha imposto Monti e la sua austerità che è costata una recessione nel 2012-2013 con migliaia di fallimenti.

Ma alla mia età non sono legato ad uno schieramento o ad un ideologia, “sovranista” o di altro genere, so che in politica le cose e le persone cambiano sempre, e vedendo la paralisi e caos del governo Conte e la crisi indotta dal panico della pandemia con il lockdown, avevo scritto che Draghi fosse una soluzione probabilmente migliore rispetto a Conte e al governo PD-M5S.

Questo anche perché in due articoli sul Financial Times, Draghi aveva parlato di spingere l’economia usando in particolare le banche e la leva del credito come “volano della politica pubblica” (vehicle of public policy).

 

Come si sa il credito alle imprese è stato tagliato del 25% dal 2008 in Italia, unico caso nel mondo industriale. Draghi in quanto banchiere sembrava la persone in grado di capire questi meccanismi del credito che sono cruciali e in altri paesi vengono usati dai governi (vedi Francia).

 

Chi scrive da anni predica, a partire dal libro del 2014 “La Soluzione per l’Euro”, che l’economia dell’Italia è sottofinanziata, le banche riducono il credito e abbiamo avanzi primari cronici dal 1997 per cui non circolano soldi. Gli italiani lavorano come prima e come tutti gli altri, ma è il sistema finanziario e monetario soffoca l’economia e ci mantiene in depressione permanente.

Anche all’interno dell’euro però puoi far circolare più soldi, basta creare moneta fiscale, di cui il superbonus 110% è un esempio concreto, o indurre le banche a estendere credito. Non è una teoria bizzarra, persino il vice di Draghi, Constancio su twitter ha spiegato che le banche non trasferiscono soldi dai risparmiatori alle imprese, ma lo creano dal niente e sono loro che espandono il sistema economico.

In Italia si fa finta che le banche prestino se l’economia tira, ma è il contrario esatto e tutto il resto del mondo, specie in Asia, lo sa. Se il sistema bancario (e anche quello finanziario inteso come mercati) si espande allora l’economia si espande. Non viceversa.

 

Ora però devo fare mea culpa e ammettere che Draghi sta causando danni, in maniera diversa, ma paragonabili e anche maggiori di quelli dei governi precedenti.

E Draghi, allora, che essendo un banchiere sa tutto di questo meccanismo?

In Italia le banche hanno usato le garanzie di Conte e di Draghi del 90% dei crediti  in sostanza per sostituire i crediti in essere con crediti garantiti dallo Stato e alla fine non hanno aumentato il credito. Se si guarda ad esempio il bilancio di Unicredit dal 2019 ad oggi l’aumento del credito è di 4 miliardi, a fronte di un aumento della raccola di 78 miliardi e ha aumentato il cash di 109 miliardi!

 

Dal punto di vista delle banche quindi Draghi, se si guardano i bilanci e i numeri del credito, in realtà non ha fatto niente di diverso dagli altri governi, cioè in pratica niente, le ha lasciate in mano ai loro azionisti in larga parte stranieri a strozzare il credito, che è sempre fermo in Italia.

In più, l’Italia con il governo Draghi è il paese che ha imposto più restrizioni e discriminazioni inutili per il Covid, speso cifre assurde per tamponi e ricoveri Covid (come vedremo), paralizzato molte attività della sanità “normale” e in più ora sta di nuovo andando in crisi economica (anche se non è ancora evidente).

Draghi si è potuto finora vantare di una crescita del PIL del 6% e ha le platee di Confindustria nonché i giornalisti in conferenza stampa che lo applaudono in piedi perché nel 2020 l’Italia ha fatto un deficit “primario” del 6% del PIL.

Per chi non ci avesse mai pensato, lo stimolo di maggiore spesa o minori tasse che dà il bilancio pubblico all’economia è dato non dal deficit che comprende anche interessi, ma dalla differenza tra spese e tasse che è appunto il deficit primario. Per anni l’Italia ha pagato interessi su BTP, CCT e Bot fino al 6-8% del PIL, per cui quando il deficit risultava intorno al 3-4% in realtà c’era sotto un avanzo primario del 3-4% del PIL. Il che vuole dire che lo stato tassava sempre un 3-4% più di quello che spendeva e toglieva soldi all’economia privata. Gli interessi che pagava andavano all’estero, a Bankitalia, alle banche e assicurazioni e solo in piccola parte tornavano alle famiglie.

Con Conte e il lockdown, la BCE ha consentito a Bankitalia di finanziare in pratica qualunque deficit e nel 2020 come negli anni ‘70 e il deficit primario è arrivato al 6% il che vuole dire che lo Stato ha preso di tasse un 6% di meno di quello che ha speso. In valore assoluto si tratta di circa 100 miliardi.

 

Draghi è arrivato nel momento esatto in cui questa massa di denaro è arrivata all’economia, che era depressa e l’ha risollevata. In più alcuni grillini hanno fatto passare il superbonus 110% che non è stato contabilizzato come nuovo debito pubblico e sembrerebbe aver mosso quasi 30 miliardi nell’edilizia.

Grazie a questo enorme deficit primario, molte meno tasse che spese, e al superbonus 110%, Draghi è sembrato un salvatore dell’economia. Ma il merito principale sono gli enormi deficit pubblici fatti da tutti nel mondo (in USA addirittura il 20% del PIL!) inclusa l’Italia e questo ovviamente nel 2021 ha spinto in su tutti inclusa l’Italia. Inoltre con l’arrivo della primavera e del caldo il virus si è indebolito.

Ora siamo però a Dicembre, con un record di “contagi” e circa 130-140 morti “Covid” al giorno, senza contare che le statistiche europee indicano una mortalità eccessiva (per tutte le cause) più alta nel 2021 rispetto al 2020, di cui nessuno vuole parlare, come non ci stanchiamo di scrivere: https://www.byoblu.com/2021/12/23/euromomo-europa-2021-ventimila-morti-under-64-rispetto-2020/

Ma Draghi sta almeno migliorando le cose in termini di efficienza e minori sprechi?

Spiace dover fare dei conti economici su quello che si spende intorno al Covid, ma sono cifre assurde e hanno effetti controproducenti. A fronte del fatto che viene di nuovo ristretta l’attività e la libertà delle persone, il costo totale di vaccini, tamponi e ricoveri Covid può essere stimato sui 20 miliardi l’anno. 

Vediamolo meglio. Oltre ai vaccini per cui si comprano sempre più dosi da fare ormai forse ogni 5 mesi con anche la quarta dose, ci sono ovviamente i 70 euro all’ora per le legioni di vaccinatori e alla fine parliamo di oltre 5 miliardi. Poi l’Italia ha il record mondiale dopo lo UK e USA di tamponi totali effettuati per abitante e al costo medio finale sui 50 euro, 150 milioni di tamponi sono costati oltre 7 miliardi. I paesi che fanno più tamponi ovviamente, dato che i tamponi non distinguono i virus dell’influenza da quelli Covid e quelli attivi da quelli inattivi, mantengono viva la psicosi della pandemia e quindi giustificano le restrizioni.

Ma la cosa più assurda e anche dannosa è che il governo riconosce agli ospedali una tariffa di 3.713 euro al giorno per i ricoveri Covid, mentre per tutti gli altri tipi di ricovero la tariffa varia tra i 500 e i 600 euro al giorno. Inoltre per le terapie intensive il governo riconosce 9.700 euro al giorno, contro una media che varia da 2mila a 4mila euro al massimo per i ricoveri non Covid in terapia intensiva. Questo è uno spreco di miliardi senza motivo apparente. In questo momento ci sono circa 10mila ricoverati Covid e altri 1.000 circa in TI. Se fai la differenza tra le tariffe per i ricoveri Covid e quelle per tutte le altre malattie, 3mila euro al giorno per gli ordinari e 7mila euro al giorno per le TI, il costo extra è circa un miliardo di euro al mese. Se si sommano queste cifre alle centinaia di milioni di vaccini e tamponi si può arrivare a costi addizionali nell’ordine di grandezza dei 15-20 miliardi.

Ma oltre al costo extra c’è anche l’incentivo perverso a boicottare le cure domiciliari ed attendere l’aggravamento della malattia e il conseguente ricovero ospedaliero. Dopo quasi due anni infatti si continua a non fare niente per una settimana lasciando il paziente senza cure, finché peggiora e si rende necessario il ricovero, anche se è ormai provato ovunque nel mondo che il paziente Covid va curato fin dal primo giorno. Ma il governo incentiva a non farlo, i pazienti vengono visitati solo da un’infermiera e un neolaureato, che non forniscono alcuna valida cura e le critiche di questa pratica assurda non riescono a scalfire il muro di omertà dei media.

La politica di Draghi sul fronte della sanità è alla fine, come abbiamo documentato in modo esteso anche in un libro di Byoblu https://store.byoblu.com/prodotto/stop-vax-i-fatti-che-vi-tengono-nascosti/ oltre che in questi articoli, peggiore di quella di Conte.

Ora però il peso delle assurde restrizioni di Draghi sta di nuovo frenando l’attività economica quando nel mondo si riducono i deficit enormi del 2020 e le Banche Centrali cominciano a ridurre o fermano gli acquisti di titoli pubblici e anche l’effetto del superbonus si riduce. Anche solo una leggera riduzione di queste politiche di “stampa di denaro” per finanziare indirettamente i deficit sta facendo traballare i bond e salire il dollaro e ha fermato le borse.

La manovra approvata da Draghi e da tutti i partiti che lo venerano riduce come abbiamo notato sopra il deficit primario, che stimola l’economia, dal 6 al 2,7% del PIL, il che significa 60 miliardi in meno.

Per quanto riguarda il superbonus, cioè la “moneta fiscale”, per ora viene esteso con qualche limitazione al prossimo anno, ma come si sa Bankitalia da cui viene il Ministro del Tesoro Franco, è contraria al concetto e lo tollera solo in misura limitata, come dimostra l’articolo sul loro sito.

 

Intanto lo spread e i tassi di interesse cominciano a muoversi in su nell’aspettativa che l’inflazione costringerà le Banche Centrali a smettere di finanziare i deficit e questo prefigura un crash dei mercati. La borsa italiana non è importante, ma il fatto che sia salita tra le migliori nel 2021 è un altro elemento che ha dato fiducia a Draghi. E ovviamente i BTP possono far perdere ora molti soldi, perché un rialzo anche solo dall’1 al 2% li farà crollare di circa il 15% (quando i tassi sono così bassi basta poco per far crollare i prezzi).

Il bilancio sociale, umano (sul fronte restrizioni e vaccinazione di massa), e anche economico di Draghi è quindi negativo.

Nell’economia non si nota ancora, appunto perché la valanga di liquidità delle Banche Centrali e i mega deficit, specie quelli americani, stanno recedendo solo ora.

Ma ora che questa ondata di liquidità rifluisce, si rimarrà con un paese ed un’economia indeboliti da Mario Draghi.

Di Giovanni Zibordi

Cobraf.com – Twitter: @CGzibordi

03.01.2022

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