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L’eurozona scricchiola … a quando il crack ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Sì lo so … i profeti laureati lo hanno pronosticato già dal 2012, ma nulla è ancora successo. Però forse l’armageddon è ormai  imminente, un anno o due, ma è sempre più chiaro che l’Italia sta giocando col fuoco e se non si muove presto, probabilmente resterà con il cerino in mano.

Draghi_0Intanto il dogma whatever it takes di Mario Draghi, che sanciva l’immortalità dell’Euro, non sarebbe più valido … basterebbe pagare i debiti e un Paese membro potrebbe uscire dall’Eurozona. Il Gran Maestro dell’Ordine, sacerdote officiante della liturgia dell’euro rivela un segreto, molto più misterioso del terzo di Fatima, per di più a seguito di un’interrogazione a firma M5S, aggiunge che gli Stati sovrani possono rescindere da questo scriteriato contratto, naturalmente pagando il pizzo, direttamente proporzionale ai debiti imposti loro dalla tirannia del cambio fisso.

La risposta è arrivata a seguito di un’interrogazione di Marco Valli e Marco Zanni (ora uscito dal M5S dopo l’affare Alde, ma sempre molto attivo sui media per giustificare il proprio cambio di casacca e le proprie mancate dimissioni). Marco Valli dice: «Fino a ieri era tabù anche solo pensarlo, ma da oggi il whatever it takes a quanto pare non vale più. Mario Draghi indirettamente ha ammesso, con una velata minaccia, che un Paese può lasciare l’Eurozona, ma dovrà pagare un conto salato».

romano prodiOvviamente il debito illegittimo e salato dal punto di vista socioeconomico è stato causato anche da chi ha voluto salvare il progetto Euro a tutti i costi, quindi dovrebbero rispondere i promotori di questa sciagura, Romano Prodi, Mario Draghi, tutti i partiti che l’hanno sostenuta, tutti i Governi che l’hanno difesa, perché non è stata una libera scelta votata dagli italiani, ma un’imposizione interessata da parte della finanza euro atlantista.

Mario Draghi dunque ha candidamente ammesso che un paese membro può anche andarsene, a patto che saldi le sue posizioni sul sistema Target2.  La caduta dell’ultimo tabù da parte della BCE scioglie il nodo per i paesi deboli dell’Eurozona e rappresenta anche una minaccia per l’Italia, il cui altissimo passivo Target2  costituirebbe una tremenda perdita per il principale creditore, la Germania, che non tarderà a valutare quanto valga la pena prevenirla (zerohedge).

target2 2014Da Bloomberg, un articolo interessante su come funziona l’oscuro sistema dei pagamenti bancari intra- eurozona  Target2 . Un canale nascosto ai più che sposta 2,7 miliardi di euro al minuto, gravato da squilibri transnazionali sempre più profondi,  legati al programma acquisto titoli della BCE, con flussi che vanno direttamente dalle banche centrali periferiche agli investitori tedeschi. Insomma un marchingegno di vasi comunicanti che però rimpinguano i forzieri della Germania a danno dei miserevoli Piigs.

Ma se un paese non «regolasse integralmente i suoi conti», quale sarebbe la reazione della BCE? Potrebbe per caso dichiarare guerra al Paese che se n’è andato? In definitiva la BCE non dispone di un esercito al servizio delle sue politiche vessatorie.

Il commento di Draghi rappresenterebbe  «un vago riferimento da parte del Governatore della BCE alla possibilità che l’Eurozona perda dei membri» (Reuters). Forse dunque un’Italexit potrebbe essere finalmente possibile? Dovrebbe però pagare il suo pizzo Target2 di 357 miliardi di euro, solo così potrebbe andarsene senza pericolo di ritorsioni.

pier carlo padoanIntanto anche  Pier Carlo Padoan, fino a ieri tenace europeista, ora parte all’attacco di Bruxelles e della BCE di Francoforte. Alle prese con la richiesta di una manovra correttiva di circa 3,4 miliardi, il ministro denuncia le istituzione europee dal palco economico di Davos, accusandole di essere la causa dell’impoverimento della classe media e di favorire in questo senso l’esplosione dei populismi, che hanno prodotto la Brexit e Trump.

«Il problema dell’Europa è l’Europa. I nostri problemi nascono a Bruxelles e, talvolta, a Francoforte. Dobbiamo rovesciare completamente le politiche perché ora si stanno dando i giusti argomenti per convincere che il populismo ha ragione».

Poi Pierre Moscovici ne ha sparata una delle sue, e cioè che l’Italia non avrebbe surplus esterni, che invece altri paesi avrebbero  … una bufala colossale naturalmente, l’unico Paese realmente in surplus infatti è la Germania, che ha fatto protezionismo violando tutte le norme europee. Ora i 20 miliardi stanziati per il salvataggio di MPS non basteranno per salvare la sofferenza di tutte le banche, se non si nazionalizzano almeno per la metà (come in Germania).

donald trumpAlla fine arriva Trump e il Washington Post ne sottolinea  le affermazioni: la Ue è tuttora votata all’autodistruzione, le politiche economiche continuano a causare disoccupazione di massa e vengono proprio decise dalla Germania. Ecco perché il disagio sociale non sarebbe devastante solo in Usa.

Agli americani può essere sembrato che la ripresa dopo la crisi finanziaria sia stata anemica, tuttavia l’economia americana è cresciuta di oltre il 12% dal 2008 a oggi.

Per contro i 28 paesi dell’Unione europea hanno avuto una crescita complessiva di appena il 4%.

E se si considera l’insieme dei paesi dell’Eurozona tolta la Germania, il dato è addirittura negativo.

Il tasso di disoccupazione destagionalizzato nell'Area Euro si è attestato a 9,8 per centoOvviamente il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è al 9,8%, più del doppio di quello americano. La disoccupazione tra i giovani europei è ancora più spaventosa: in Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro e Portogallo, più di un quarto della forza lavoro sotto i 25 anni è disoccupata. L’Europa ha subito quindi una sorta di autocannibalismo catastrofico, e dopo un decennio perduto si ritrova con una generazione perduta.

Il biondo affarista ha approvato inoltre la decisione dell’Inghilterra di lasciare l’Unione europea e si è addirittura augurato che si possa innescare un effetto centrifugo ed una disgregazione lenta ma inesorabile … «I Paesi europei vogliono riprendersi la loro identità sovrana e stanno reagendo con difficoltà ad un flusso d’immigrazione senza precedenti, che minacciano l’identità di ogni nazione».

Si aggiunge all’elenco degli interventi indiziari di una prossima possibile fine dell’euro, anche l’ex presidente ceco Vaclav Klaus, che in una lunga intervista a RT affronta le problematiche più scottanti dell’attuale scenario geopolitico.  Il trattato di Maastricht, dice, ha fatto deragliare l’UE dai binari, quindi bisognerebbe smantellarla e passare ad una libera cooperazione tra i paesi membri, preservandone la libertà di movimento senza abolire i confini.

Naturalmente senza ritegno i media continuano ad imporre le verità convenzionali del politically correct, secondo le quali i migranti sarebbero «rifugiati» e i movimenti alternativi invece una combriccola di ratti «populisti».

Partecipanti al Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011 che ha ratificato il MES
Partecipanti al Consiglio Europeo del 2011 che ha ratificato il MES

I problemi sono enormi – dice Vaclav Klausun flusso ininterrotto di migranti, deflazione, disoccupazione nella zona euro, e tensioni con la Russia. In agguato c’è anche la crisi bancaria, che potrebbe ridurre l’Italia a chiedere i finanziamenti del MES, e a quel punto verrebbe sottoposta al commissariamento da parte della Troika. (Vaclav Klaus)

Ma è anche molto strano che madame Bilderberg ad Otto e Mezzo abbia invitato per la primissima volta un economista euroscettico, Amartya Sen.

Il premio Nobel per l’economia, ben lontano da posizioni populiste, ha indicato nell’euro la causa principale dei problemi italiani davanti allo sbigottimento degli altri ospiti della trasmissione, come Oscar Giannino e Massimo Franco. Secondo il suo parere infatti «L’area euro è un disastro, la moneta unica è stato un errore, toglie libertà ai Paesi … tutti i Paesi europei tranne la Germania, avvantaggiata dal cambio sottovalutato, sono stati penalizzati. L’Italia da un punto di vista degli adeguamenti economici è stata penalizzata più degli altri paesi europei».

Antonio Tajani è il nuovo presidente del Parlamento europeoDa ultimo, un evento piuttosto inaspettato, e cioè l’elezione di Antonio Tajani alla presidenza del PE. Forse l’establishment vuole scaricare le responsabilità di un eventuale collasso dell’euro sull’Italia?

Il re quindi ormai è nudo … e di  fronte a questa combinazione esplosiva, tra problemi economico finanziari sempre più pressanti, disagi sociali sempre più irrisolti, la possibilità di soccombere alla Troika o la scelta di lasciare l’Euro, alla fine l’Italia potrebbe scegliere proprio quest’ultima opzione.

« La prima cosa che farei nel 2017 è shortare l’euro»  ha dichiarato alla Bbc Ted Malloch, probabile futuro ambasciatore Usa in Unione Europea, che l’anno scorso si era schierato a favore della Brexit … «Non sono certo che tra 12 o 18 mesi ci sarà ancora un’Unione Europea in cui intavolare dei colloqui. Penso che l’euro sia una valuta non soltanto in crisi, bensì che abbia un serio problema e che pertanto potrebbe fare crac in un anno, un anno e mezzo di tempo».

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

27.01.2017

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • gianni

    io avevo letto che la disoccupazione negli USA e’ al 25 %

    • Sicuramente i dati ufficiali sono taroccati, quindi i dati reali sono molto diversi da quelli somministrati dal mainstream … tant’è che Donald Trump ha vinto anche per quello.

    • Stodler

      Dipende infatti da che parametri si usa. La Gallup – società di sondaggi – (che non è di certo una oscura complottista) mi pare che aveva calcolato la disoccupazione USA sul 17%.

      • Toussaint

        Un paio di altre cose di cui tener conto è da un lato la qualità molto bassa di questi presunti nuovi posti di lavoro, dall’altro del “giochino” che hanno fatto, di prendere 10 milioni di posti di lavoro a tempo pieno e trasformarli in 20 milioni di posti part time. Furbi, vero?

        • fastidioso

          La qualità è come quella dei posti di lavoro degli italiani a Londra…lavapiatti camerieri, quando va bene elettricisti d muratori che con 2000 pound sopravvivono in quanto un posto letto in una “double” (due letti in una camera) costa minimo 450/500 pound , per non parlare dei trasporti…

  • gianni

    se l’ italia esce escono anche grecia , spagna e portogallo , praticamente l’ uscita dell’ italia fa finire la UE

    • Monia T.

      Amen. Non vedo l’ora.
      Però con noi, devono affondare anche loro.

    • Diego R.

      Per ragioni di competitività commerciale la prima ad uscire dall’Euro dopo l’Italia sarà la Francia…Grecia e Portogallo cercheranno di rimanerre aggrappate all’euro ma alla fine saranno scaricate dalla Germania che si riprenderà il marco e amen. D’ altra parte, come disse Helmut Khol a fine anni 90, per la Germania l’euro ha un senso solo se c’è l’Italia dentro…occorreva disinnescare la concorrenza italiana all’industria tedesca fissando il cambio tra la lira e il marco.

      • Ronf Ronf

        E a quel tempo in Italia c’era al governo l’on. Prodi, amico personale di Kohl

  • Leo Pistone

    Riguardo al Target 2 e alle minacce di Draghi, leggere qui potrebbe chiarire il funzionamento di certi meccanismi.
    http://scenarieconomici.it/ancora-sul-target-2-perche-perfino-i-tedeschi-affermano-che-non-e-un-problema/

    • Infatti questo è il motivo per cui i paesi del nord hanno spinto per l’austerità, questo è il segreto dell’euro, è lo stesso meccanismo finanziario che impone l’austerità, perché i famigerati Piigs devono saldare il conto e restituire i soldi prestati a credito, ma il credito è stato imposto dal cambio fisso, quindi una bella truffa ben congegnata. I tedeschi lo capiscono ma non lo dicono apertamente, e sono ossessionati da Target2, ad esempio il consigliere della Merkel, il prof Hans Werner Sinn ha riempito Youtube con video in cui denuncia il pericolo per la Germania creato dopo il 2008 da Target2.
      https://www.youtube.com/watch?v=AmPbv7Q3-jc&list=PLA5BEDDDCD1B6F39A

      • C’è da aggiungere che se uscissimo dall’euro, e tornassimo alle svalutazioni competitive, i debiti li ripagheremmo solo in parte.

    • Toussaint

      L’articolo che lei gentilmente ci segnala (e che avevo già letto in originale), non è però un grande esempio di chiarezza. Quando, poi, l’autore parla di titoli acquistati dalla BCE, mi sembra che trascuri il massiccio acquisto di titoli di stato italiani. Lessi tempo fa l’articolo di un giovane economista che spiegava il sistema un po’ meglio. Nell’improbabile caso dovessi ritrovarlo lo posterò, magari solo qualche stralcio.

  • Pfefferminz

    Hans Werner Sinn ha fatto una proposta a mio avviso saggia e degna di essere presa in considerazione: permettere a quei paesi che non riescono a fare le riforme strutturali di uscire temporaneamente dall’Eurozona.

    • Infatti Hans Werner Sinn in un’intervista si è mostrato molto scettico circa la permanenza dell’Italia nell’Eurozona «La probabilità che l’Italia rimanga parte dell’Eurozona diminuiscono di anno in anno. Il Paese non riesce a scendere a patti con la moneta unica. L’economia è poco competitiva e non sono state prese misure serie per porre rimedio al problema […]. Dal 1995 l’economia italiana, in quanto luogo di produzione, ha perso il 42 per cento in termini di competitività rispetto alla Germania» … «L’industria produce il 22 per cento meno rispetto ai livelli pre-crisi, il numero di imprese che falliscono aumenta costantemente, la disoccupazione giovanile è praticamente al 40 per cento». Poi conclude: «Mi chiedo veramente quanto l’Italia riesca ancora a sopportare l’Euro».
      https://left.it/2016/10/17/hans-werner-sinn-non-so-quanto-litalia-possa-ancora-sopportare-leuro/

      • il gobbo

        Salve, lei scrive: “non sono state prese misure serie per porre rimedio al problema”…..Secondo lei quali sarebbero le soluzioni? Io ne avrei una
        sola, ma buona; riprenderci la Sovranità tout court…..la sua?

        • Sarebbe la soluzione giusta, non so se hai letto un articolo di Fabio Conditi di qualche tempo fa, il quale diceva che la sovranità lo stato italiano già la detiene, perché conia le monete metalliche, dovrebbe solo prenderne consapevolezza ed applicarla, iniziando a stampare moneta … che cosa potrebbe fare l’Eurogroup? cacciarci immediatamente dall’Eurozona? è proprio quello che cerchiamo …
          https://comedonchisciotte.org/di-chi-e-la-sovranita-monetaria/

  • natascia

    Togliere di mezzo le persone che ci hanno portato in questa situazione. Votare SUBITO è l’unica cosa. Poi non pagare il debito INGIUSTO è la successiva. E che il debito sia ingiusto già adesso lo si sente nella nostra pelle. La storia lo sancirà.

    • Magari potessimo votare subito, ma credo che le elezioni non giovino ai partiti della casta, visto che si devono riposizionare dopo la decisione della Corte Costituzionale, secondo la quale l’Italicum sarebbe incostituzionale: abolito il ballottaggio tra le due liste che prendono più voti, sopravvive invece il premio di maggioranza per la forza politica che raggiunge il 40% al primo turno … quindi Renzi e Berlusconi alleati superano gli altri partiti che non si possono alleare … per di più non si capisce perché il ballottaggio sia costituzionale per le amministrative e non lo sarebbe più per le politiche.

      • Toussaint

        L’esperienza ci insegna che i voti non si sommano mai. La consistenza elettorale dei nostri due “eroi” (R&B) non sarebbe, di conseguenza, la somma dei voti che prenderebbero se “corressero” separati. Ricordi i tentativi di fusione (in piena prima repubblica) fra PSI e PSDI? Invece che sommarsi, i voti si elisero l’un l’altro. Sarei più ottimista sul futuro dei tuoi 5S. Credevo che dopo le ultime vicende avreste avuto un crollo verticale. Invece no, anzi!. Questo significa che gli elettori sono a tal punto schifati dai partiti tradizionali, che al dunque vi voterebbero a prescindere. Non sarebbe male, comunque, se dei voti ne faceste un uso un po’ migliore …

        • Perfettamente d’accordo, ma non so se hai notato che probabilmente l’euroexit verrà gestito dai soliti noti … negli ultimi tempi i Tg hanno svoltato decisamente tutti … emergono a ruota critiche all’intrasigenza UE, naturalmente massacrando ripetutamente la giunta Raggi … il decadimento della Roma grillina è sempre al primo posto nell’ordine giornaliero. Molto critici e molto chiari, tutti pronti a saltare il fosso, i politici della casta concludono quasi sempre con la chiosa polemica anti Mov. Emargineranno i 5 Stelle e proveranno tutti insieme a gestire la crisi terminale dell’euro. Una svolta generalizzata, probabilmente molto meno traumatica e molto più condivisa, magari dilazionata nel tempo … non faranno altro che ricodificare le decisioni dei soliti noti euristi, pentiti e redenti, decisi ad operare per il bene del Paese … una proposta apparentemente diversa, ma simile nella sostanza, mutevole e camaleontica …

      • fastidioso

        “non si capisce perché il ballottaggio sia costituzionale per le amministrative e non lo sarebbe più per le politiche.”
        Facciamoccelo spiegare dal Prof. Sottile, di felice memoria…

  • Stodler

    Sempre esaustiva e chiara Rosanna. Informazioni che si trovano tranquillamente ma scollegare, qui invece abbiamo un assemblaggio coerente per capire come vanno le cose.

    • Grazie Stolder, infatti la rielaborazione delle informazioni è soprattutto un procedimento di ricerca filtrata del flusso abbondante e spesso anche contraddittorio delle notizie … seguire il filo conduttore non è sempre facile, ma può essere utile per chiarire le idee a coloro che non masticano la materia come te e come tanti altri che frequentano CdC.

  • PietroGE

    Manca un accenno al problema dell’inflazione tedesca in rialzo e della possibile pressione sulla BCE per terminare il QE, cosa che sarebbe catastrofica per l’Italia in questo momento :https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/96532/il-fallimento-della-politica-della-bce
    Sono piuttosto scettico sul fatto che l’uscita dall’euro venga presentata come panacea di tutti i mali italiani. Euro oppure nuova liretta, il Paese ha assolutamente bisogno di riforme profonde, di razionalizzazione della spesa pubblica e di politica industriale volta a migliorare la produttività.

    • natascia

      Beh.. non vedo come una svalutazione dell’euro possa in qualche modo recar più danni all’Italia, i danni sarebbero solo tedeschi. Terminare il QE significa smettere in qualche modo di favorire la speculazione internazionale e qui nemmeno ci trovo nulla di inverecondo, se non la crisi di astinenza di un mercato alieno da ogni contatto con la realtà e libero e garantito nel danneggiare e impedire il reale svolgimento economico. Non si rivedrà mai, la LIRA, trovo il termine liretta dispregiativo, perché sensati statisti ed economisti già stanno lavorando per una moneta comuna dell’area mediterranea. Area con tradizioni e ambizioni goe- economiche del tutto diverse dalle attuali. Solo con alleanze diverse l’Italia nella sua peculiarità riuscirà a redimere il ginepraio in cui l’hanno infilata i nostri maggiordomi. Qualcuno pagherà, a qualcuno verranno sequestrate TUTTE le proprietà e vivrà con i 500 al mese che non si negano a nessuno.

      • PietroGE

        Terminare il QE vuol dire per noi pagare di più per il debito. Nelle condizioni in cui siamo non ce lo possiamo permettere. Il prossimo anno si annuncia una finanziaria con aumento dell’IVA (e forse tassa sulla prima casa) e possibile ritorno in recessione. Lascio immaginare le conseguenze. Io starei lontanissimo da una moneta mediterranea perché oltre ai debiti nostri dovremmo assumerci anche quelli greci portoghesi ecc.ecc. Paesi con una economia disastrata. No se dobbiamo uscire dall’euro meglio ritornare alla liretta, termine appropriato per descrivere una moneta che è destinata ad una svalutazione del 30%, se va bene.

      • Tizio.8020

        No guarda: certa gente si è gia cautelata, le “proprietà” mica le hanno qui!
        Anche quando finì il ventennio, pagarono solo i pesci piccoli, i grossi (tolti quelli fucilati semza processo!); restarono al loro posto.

        • natascia

          Quello che conta non sono i denari. E’ l’esempio di civiltà. Non pene ma servizio sociale, eliminazione dei vitalizi e delle pensioni con istituzione dei famosi 500, e riedizione dell’esilio in caso non ci fosse la disponibiiità al duro lavoro sociale. Io eliminerei anche l’estradizione.

    • Toussaint

      Nessuno ha mai detto che è sufficiente uscire dall’eurozona per risolvere tutti i problemi. L’euroexit è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Poi, su cosa si dovrebbe fare, credo che un tal Keynes e l’innominabile ci abbiano dato adeguate informazioni già da molto tempo. Speriamo, Sig. Pietro. Speriamo …

      • cdcuser

        concordo, io ci aggiungerei di dare uno sguardo anche a List, perlomeno nel primo (post) momento.

        • Toussaint

          D’accordissimo.

      • PietroGE

        Speriamo, OK. Io però non vedo la volontà politica di fare le riforme. Nessuno ha proposto una riforma costituzionale per dimezzare il numero delle regioni e dei centri di spesa, oppure una legge per rinazionalizzare la sanità, per abolire le province per dare il welfare solo a chi ne ha bisogno e per combattere la criminalità organizzata che fa più danni dell’euro. La mia impressione, viste le prese di posizione di Grillo è che neanche i 5S hanno voglia di andare al governo perché temono di fare la fine della Raggi.

    • marcobaldi

      Insomma
      L’ austerità espansiva….
      Non hai capito un catso.

    • Come ha già detto Toussaint, nessuno ha mai detto che è sufficiente uscire dall’eurozona per risolvere tutti i problemi, per di più il problema non è nemmeno l’eccessiva spesa pubblica italiana, che è sempre rimasta nella media europea … l’obiettivo principale del QE di Draghi è stato quello di allentare le tensioni intorno al debito sovrano dei membri più vulnerabili dell’UE, sta di fatto che la prospettiva di una riduzione del QE ha avuto alcuni effetti sui mercati, tra i quali il ritorno dello spread, infatti il differenziale di rendimento tra Btp e Bund ha raggiunto quota 140 punti … è molto plausibile che ci sia un pressing dei falchi dell’austerità (Germania e Olanda), perché Draghi inizi a scaricare il ‘bazooka’ del ‘QE’ il prima possibile, dato che ne risentono soprattutto le banche tedesche, abituate a offrire ai clienti rendimenti molto interessanti … insomma a Berlino la tesi prevalente resta sempre la stessa: Draghi sta consentendo agli odiati piigs di riposare sugli allori invece di fare le riforme strutturali, però se dovesse esplodere la bolla Deutsche Bank carica di derivati spazzatura, anche in Germania potrebbero aver bisogno del suo ‘bazooka’.
      http://orizzonte48.blogspot.it/2015/04/welfare-spesa-pubblica-pensioni-e.html

    • PersicusMagus

      Ancora con le politiche dal lato dell’offerta.
      Non capiscono, non c’è niente da fare.
      Ma non vi preoccupate che ci pensa la Storia a farvelo capire e fra pochissimo.
      Il tempo di rendersi conto che Trump, pur avendo il merito di aver dato la prima fondamentale spallata alle élite globaliste, con le sue idee “VECCHIE” non concluderà una emerita mazza.
      Intanto non si sa se lo lasceranno lavorare ma anche se fosse otterrà degli apparenti risultati nel breve e già nel medio si vedranno i primi segnali del disastro incipiente.

      Allora, anzi non “allora” ma dopo un lungo periodo di turbolenze economico finanziarie, di crescenti disordini sociali, di aumento della conflittualità fra paesi di blocchi diversi, si comincerà finalmente ad accettare la realtà e cioè:

      1) Ci vuole una diversa distribuzione della ricchezza quindi un forte aumento del rapporto quota salari/quota profitti

      2) La società sindeve fondare sulla mobilità sociale e deve rendere impossibile il trasferimento di posizioni di egemonia economica e sociale di generazione in generazione. Puoi lasciare ai tuoi eredi un sacco di soldi ma non fino al punto da creare una dinastia di “dominanti”.
      Mobilità sociale a tutti i livelli quindi incluso l’indispensabile periodico ricambio delle élite

      3) bisogna andare progressivamente verso la democrazia diretta altrimenti il popolo parteciperà solo in maniera istintiva. Occorre consentire una vera coscienza politica ai cittadini, lo si fa fa “obbligandoli” alla partecipazione e rendendo il voto un momento di autentica “decisione” politica, non solo espressione di vaga preferenza (quindi implementare l’uso dei referendum)

      Capiranno, ma solo dopo che avranno sperimentato sulla loro pelle il fallimento di tutti i sistemi basati sullo sfruttamento del lavoro, sia quello globalista che quello localista.

    • robespierre

      Senz’altro, ma una svalutazione in primis della nostra moneta od un ritorno alla lira ridurrebbe subito il debito italiano e rilancerebbe la nostra economia, vero competitore di quella tedesca che, guarda caso, proprio per eliminare il primo avversario, ha sempre insistito sulla rigidita’ ed ora pure sul pareggio di bilancio. Poi andiamo pure a contare i loro istituti bancari e le loro aziende salvati dallo Stato!!!

  • Ronte

    Volete vedere che la soluzione non sta nell’eurozona si o eurozona no, ma piuttosto nelle politiche praticate all’interno della stessa comunità? E può un insieme di sfruttatori (Paesi capitalisti) essere funzionante ai fini di una giustizia sociale?

    ‘Sotto il capitalismo l’unificazione europea sarà impossibile o sarà reazionaria’ (Lenin).

    • Infatti, già diverse volte siamo stati tacciati di “tradimento” nell’arco della storia, quindi perché non “tradire” gli accordi presi per l’ingresso nell’euro, che per altro ci è stato imposto dalle oligarchie finanziarie senza chiederci nemmeno il permesso, oppure sottoporre la scelta ad un dibattito nazionale?

  • gix

    A parte il fatto che la BCE senza l’europa unita non avrebbe più ragione di esistere, bisognerebbe trattarla come una normale banca privata, quindi non come una banca centrale. In tal caso si potrebbe persino pensare di non pagare i propri debiti oppure patteggiarli, non dimenticando peraltro che l’Italia (tramite Banca d’Italia) ha circa il 12,5% del capitale sociale della stessa BCE. Ora vediamo quanto vale questa quota di capitale, alle quotazioni di mercato, e poi ne riparliamo con il drago…Per il resto sembra proprio che si stia cercando un colpevole per il fallimento e la distruzione di questa Europa, e chi meglio dell’Italia che ne è sempre stata il ventre molle? Ma in fondo se il problema è prenderci la colpa, e prendiamocela una volta per tutte e tanti saluti agli insulsi burocrati…

  • il gobbo

    Ho letto e riletto dichiarazioni, proiezioni di scenari, ipotesi contro e a favore
    dell’€uro, di tutto e di più, preciso che non sono un economista, ma visto in
    quale situazione ci hanno portato questi “fenomeni” e che non ci sono rimedi,
    (ed è questo che non vogliono capire) la sola scelta che è rimasta è di uscire
    da questa “macchina ” che non funziona, uscirne presto finché c’è rimasta un
    poco di energia, più si aspetta più si sprofonda dentro le sabbie mobili…è
    assurdo insistere e ritrovarci un paese in macerie,distrutto, finito….
    Per quanto concerne il debito, se si pensa al popolo e non alle banche la
    soluzione è presto trovata……

    • Sono d’accordo con te, il problema è che ci vuole una volontà politica per uscirne, e per ora solo alcune forze dell’opposizione sembrano avere questa consapevolezza, ma se non arrivano al governo non vedo altre volontà alternative, a meno che la nuova presidenza Usa riesca ad incrinare definitivamente l’eurosistema, già fortemente pregiudicato.

  • Piramis

    Un’ottima Spadini che unisce i puntini (fa anche rima) e prospetta un panorama realistico.
    Ormai è solo questione di tempo, è come la slavina a Rigopiano, si è già staccata dal crinale, si tratta solo di vedere se, almeno stavolta, siano prese prima le contromisure per evitare che sommerga l’albergo.
    Se i tempi sono quelli prospettati, ovvero meno di due anni e a mio avviso è una stima più che plausibile, l’unica soluzione possibile sarebbe votazioni immediate e l’ascesa di un “nuovo duce” (nel senso stretto della parola, “condottiero”) che abbia il coraggio, la capacità politica e la volontà civile di prendere decisioni impopolari per salvare il salvabile di questa Italia ridotta a groviera, ma senza formaggio intorno ai buchi.
    Uscita immediata dall’Euro, organizzazione per un ritorno ad una moneta sovrana, rinegoziazione del debito pubblico, imposizione di dazi sull’importazione da paesi che non rispettino parametri minimi di diritti ai lavoratori e minimi salariali, supporto all’imprenditoria nostrana.
    Poi mi sveglio 🙁

    • Ecco infatti sembra un bel sogno … e visto che hai usato la metafora tragicamente attuale della valanga, vorrei aggiungere che noi italiani l’evidenza delle nevicate e delle valanghe in inverno in genere le neghiamo categoricamente, ci sembrano esercizi di fantasiose sterili polemiche, quindi non le preveniamo, non le temiamo, e non ci attrezziamo nemmeno per porvi rimedio, quando si rovesciano mortalmente sulla nostra testa … quindi anche la valanga dell’euro ci cadrà addosso inesorabilmente all’improvviso … 🙂

  • ant85

    Purtroppo si tratta di un vero e proprio paradosso, un pò come quello della gallina e l’uovo. Sarà l’Italia a lasciare l’euro o quest’ultimo a lasciare l’Italia? Le prossime elezioni vedranno il pd trionfare nuovamente, probabilmente con il berlusca come stampella, che tradotto significa nessun cambio di rotta significativo.

    • Non credo che i famigerati “populisti” permetteranno il solito scempio dell’eterno inciucio, che un tempo era siglato nel sottobosco partitico ed oggi viene apertamente proposto come l’unica possibilità di “salvare” l’Italia, il famoso governo delle “larghe intese” (larghe offese) … per poi inesorabilmente perseguire le politiche di sempre … certamente la casta sceglierà il tempo e i modi favorevoli alla propria vittoria, sostenuti anche dal mainstream mediatico, pervicace somministratore di bufale quotidiane.

      • ant85

        M5s e Lega potrebbero lavorare in tal senso, ma un giorno si e l’altro pure si attaccano a vicenda.

        • Mah … è tutta una propaganda politica, ora però arriva il bello, perché la nuova legge elettorale li costringerà a stringere alleanze … la Lega sembra voler affrancarsi dalle grinfie del caimandrillo, e quindi non credo che vorrà riproporre la vecchia politica, diversamente ne sarebbe annientata definitivamente, e il M5S poi ha sempre detto di non volersi alleare con nessuno … quindi?

  • fastidioso

    Dunque Trump vuole fare il protezionista ?
    GUAI !
    Noi che non siamo per il protezionismo però subiamo quello della Germania.
    Leggetevi il post di Bagnai ed i commenti e poi guardatevi il grafico sopra.

    http://goofynomics.blogspot.it/2017/01/protezionismo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+Goofynomics+(Goofynomics)

    • Rosanna Spadini

      Trump non potrà imporre un protezionismo tout court, però vuole imporre trattati “bilaterali”, che non danneggino troppo l’economia Usa, così come il Brexit ha rivelato la volontà dell’UK di slegarsi dalla morsa delle norme europee .., però non riesco a capire cosa vuoi dire con il riferimento a Bagnai, se ti spieghi meglio forse …

      • fastidioso

        Scusa hai letto i commenti al post di Bagnai ?

        • Sono anni che non vado sul blog premio nobel per le offese distribuite … spiegameli

          • fastidioso

            Pretendi troppo, sono su un tablet e non è comodo …

  • –<>– –<>–

    Dal punto di vista elettorale siamo ritornati al pre euro, con il proporzionale.
    Potrebbe essere un segnale .
    Bisognerebbe tornare al pre tangentopoli, e recuperare il potere pubblico.

  • Bassanio

    Penso che il momento sia propizio alla nascita di nuove forze politiche svincolate dal target sul quale quelle tradizionali si sono strutturate e già totalmente metabolizzate dal sistema bancario-istituzionale. La coagulazione cui stiamo assistendo tra partiti che un tempo si dicevano contrapposti indica con chiarezza che tale contrapposizione fu creata ad arte da poteri sovranazionali. I problemi che mettono in sofferenza i popoli sono concreti quali la dittatura finanziaria e l’immigrazione indotta, i problemi ambientali e quelli alimentari, prescindono le ideologie tramite le quali gli imperi avevano creato contrapposizioni interne in maniera da renderne agevole la gestione occulta.

    • Visto che parli di “imperi”, ti sarai accorto che la storia è stata sempre costellata da dinamiche imperiali ascendenti e discendenti … impero romano, feudalesimo, nascita degli stati nazionali, e poi ancora impero austro-ungarico, ottomano, russo, prussiano … poi la disgregazione di questi 4 imperi dopo la I guerra mondiale, ha dato origine ad una mutazione strutturale, dall’imperialismo territoriale a quello economico delle potenze occidentali verso Africa e Asia … dopo la II guerra mondiale, si consolida l’imperialismo statunitense, che oggi deve cedere di fronte a quello cinese … insomma l’ingombro di queste dinamiche imperialistiche ha sempre ostacolato l’autonomia dei popoli, la loro esigenza di autodeterminarsi liberamente in ambito sia politico che economico.

  • robespierre

    L’effettiva disoccupazione USA (leggevo poco tempo fa) e’ addirittura attorno ai 100 milioni di abitanti, ovvero il 30%. Per il resto i dati sono, come nel resto del mondo, vedi anche Italia, truccati: basta lavorare un giorno l’anno per non essere considerati disoccupati!!! D’altronde il voto per Trump e’ stato un voto di protesta da parte delle classi meno abbienti e dei disoccupati, altrimenti avrebbe vinto facilmente la Clinton.

  • sotis

    A quando il crack? speriamo anche domani mattina…….. ma non avverrà mai ! purtroppo.

    • Sei troppo pessimista … invece il sistema ormai è al limite del collasso.

  • marco

    Fino ad 1 anno fa era pura utopia…ora invece ovunque si sente parlare di crack , fine euro e fine europa…
    Nonostante la situazione attuale, simile ad una situazione bellica, senti ancora di grandi menti che dicono che sarebbe sbagliato uscire e sarebbe la nostra morte perchè dovremmo ripagare un debito con la lira svalutata…
    Ora, non mi è chiarissimo il sistema di target 2 dove si afferma che eventuali problemi potrebbero esserci per i creditori e non per i debitori.
    E’ sotto gli occhi di tutti che un’ europa fatta in questo modo, porta soltanto povertà e crisi alle nazioni.
    L’italia ha un grosso difetto: la corruzione e la burocrazia. Con dei governanti degni di tal nome, non solo non avremmo la crisi ma saremmo fra i primi, se non i primi in europa.
    Taglio delle inefficienze/sprechi (leggi stipendi parlamentari et similia), protezionismo alla trump. Uscendo dall’euro, sempre che l euro continui a sopravvivere, ci porterebbe a consumare i nostri prodotti, e quest’ultimi sarebbero anche molti appetibili all’estero. L’economia ripartirebbe.
    Sto aspettando la fine dell’euro dai primi fuochi della grecia e credo che non dovrò aspettare ancora molto…brexit, trump, prossimo segnale le elezioni in olanda.
    Io attendo e trasformo gli eurini in oro altro che casa. La bolla immobiliare ha contribuito alla crisi, ora le case se le “dessero” in faccia. Con la crisi, 3500€ al mq non ce li butto nemmeno sotto tortura.

    • Su Target2 ho letto diverse analisi, però quella che mi è sembrata più chiara ed esaustiva è quella che ho linkato nell’articolo, di Zibordi …
      http://scenarieconomici.it/segreto-delleuro-target2/

      • marco

        Grazie, provvederò a leggerlo.
        Generalmente leggo: scenarieconomic, comedonchishotte e vocidallestero

  • Claudio Cecchetti

    Buona sera Signora Rosanna.
    Ho sentito dire spesso che la Germania abbia truffato gli altri paesi europei ristrutturando molte industrie usando soldi statali prima di entrare nell’euro mentre intanto le regole europee lo vietavano alle altre nazioni, ed entrando così nell’euro in una posizione avvantaggiata.
    Adesso anche in questo articolo si ribadisce che la Germania ha fatto protezionismo mentre era vietato alle altre nazioni.
    Ci sono documenti o articoli che lo possano documentare?
    La ringrazio!

  • Tipheus

    Io inviterei a non scartare la soluzione greca.
    Se l’Italia non avrà un regime change potremmo per anni avere al potere dei burattini senza palle che dicono che “quest’Europa va riformata” e nel frattempo licenziano 300.000 dipendenti pubblici, aumentano ancora un po’ le tasse, assegnano direttamente ai creditori alcuni cespiti tributari importanti, svendono porti e autostrade, abbassano di un terzo le pensioni, e così via, in una spirale suicida.
    Il problema è: chi dovrebbe rappresentare questo cambio di regime in Italia? Non dimentichiamoci che la Grecia sta morendo perché tutti i partiti sono europeisti, tranne i nazisti, che però non sono credibili come forza di governo. I sondaggi danno vincente Nea Demokratia, e ho detto tutto.

  • Tipheus

    E se l’Italia dicesse “tieh” col gesto dell’ombrello alle richieste della BCE, che ci fanno?

    • Tizio.8020

      Eh ma infatti: la Germania viola alcune delle Regole più importanti, e nessuno ha nulla da eccepire.
      Se lo fa l’Italia?
      Altra cosa assurda: noi siamo la frontiera, e dobbiamo arrangiarci?
      A cosa ci serve, esattamente , far parte di una Unione, se poi i problemi dobbiamo sbrigarceli da soli?
      Ma stiamo parlando di aria fritta, dal momento che tutti i Partiti (Lega esclusa) hanno votato favorevolmente al MES, Fiscal Compact etc.

      • Tipheus

        Infatti, il problema è sempre quello: chi fa l’Italexit? Grillo? non ci crediamo più. La Lega? È inutile, a Sud di Roma non dimenticheranno mai la prima Lega, e finché resta un partito regionale non potrà mai andare oltre il 20 %. Discorso chiuso.