L’euro ha aumentato il divario tra i paesi del nord e quelli del sud Europa. Se n’è accorto pure Fubini sul Corriere

DI GILBERTO TROMBETTA

lantidiplomatico.it

«Se le tendenze degli ultimi dodici anni proseguissero nei prossimi dodici, il reddito medio in Italia scenderebbe fino a valere non più della metà di quello tedesco». Se n’è accorto pure Fubini sul Corriere*. O almeno adesso lo dice.

Da quando c’è l’euro il divario nel reddito pro capite tra i Paesi del Nord e del Sud Europa è aumentato vertiginosamente.

Questo perché sia la struttura dell’Unione Europea che quella dell’Eurozona hanno generato nuove asimmetrie e divergenze, aumentando quelle già esistenti.

Unione Europea ed euro hanno diviso sempre di più i Paesi europei tra di loro. Non avrebbero potuto fare altrimenti.

È nella loro natura. Come lo scorpione che punge la rana che lo sta aiutando ad attraversare il fiume.

Lo si vede pure nella trattativa per il Recovery Fund. Quello che secondo molti doveva essere lo strumento più rapido e importante per affrontare la crisi più profonda della nostra storia.

Eppure dopo mesi di trattative sono al punto di partenza. Forse ancora più indietro.

Usando le parole pronunciate dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, non hanno trovato un accordo su «le dimensioni del bilancio europeo, l’importo del recovery fund, i rimborsi, la quantità dei prestiti rispetto alle sovvenzioni e le condizioni».

Non c’è accordo su nulla insomma. E «sarà difficile» raggiungerne uno.

 

Gilberto Trombetta

21.06.2020

Link: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-leuro_ha_aumentato_il_divario_tra_i_paesi_del_nord_e_quelli_del_sud_europa_se_n_accorto_pure_fubini_sul_corriere/32703_35713/?fbclid=IwAR19DJkL9PIo44rR9qIPpmXFTqw80srGgy5ZHYhDiX14_4rdTmLtCYzbXMs

 

5 Commenti
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Fons Gallo
Fons Gallo
22 Giugno 2020 10:55

Meglio tardi che mai..!
se ne accorto anche il corriere ? allora qualche speranza di Italexit i sovranisti possono nutrirla, tanto più che già qualcuno si sta muovendo per raccattare i voti di quel 30 % di Italiani favorevoli all’ uscita dalla zona €.
Prima alla lega per passare al M5S per finire al Misto ..vedremo la prossima giravolta dopo aver raccattato i voti degli sfiduciati.

PietroGE
PietroGE
22 Giugno 2020 11:38

Guardando il grafico però uno vede che lo spread del GDP è aumentato notevolmente solo dopo la crisi del 2008. Prima non c’è stata quella che qualcuno al Sud sognava, cioè un restringimento dello spread, poi però la deviazione è stata grande. Vuol dire che l’euro è solo una parte del problema, l’altra parte è la politica finanziaria generale della UE e gli errori della politiche nazionali del Paesi del Sud Europa. In Italia i particolare, l’era Monti, guidata da Bruxelles, è stata un disastro colossale, con una politica più accorta si potevano forse limitare i danni della crisi finanziaria.

AlbertoConti
AlbertoConti
22 Giugno 2020 14:03

Una cosa che forse non è ancora chiara a molti è che la (non)moneta euro è una parte del tutto, inteso come programma di disintegrazione europea. E’ una parte fondamentale, ma che per agire in tutta la sua portata distruttiva ha bisogno di altre gambe essenziali: la “libera circolazione di merci” nell’eurozona (divieto di dazi compensativi); la “libera circolazione dei capitali” (divieto di controlli di Stato anche su acquisizioni-dismissioni strategiche); l’esplicito divieto di “aiuti di Stato” all’economia, anche in settori strategici; indipendenza della BCE dagli Stati, cioè da tutto, in assenza di un’unione europea politica, anche solo confederale; “autonomia” fiscale degli Stati, cioè caxxi loro, ma nel rispetto dei vincoli di bilancio (bond autonomi per ogni Stato e quindi spread), il che significa fine della politica per gli Stati predestinati alle “difficoltà di bilancio”; “libera circolazione delle persone” (rapina programmata e inevitabile delle risorse umane ai danni degli Stati penalizzati da questo bel programmino). La cosa più interessante per lorsignori è l’indipendenza della B.C. che significa impunità di manovra per i capitali trasnazionali che fagocitano le politiche, a partire dai Paesi penalizzati da questo gioco truccato, oltre a delocalizzazioni facili per la fuga dei capitali. Dove sta il trucco ormai… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  AlbertoConti
22 Giugno 2020 14:12

Dimenticavo le ciliegine sulla torta, tra cui i paradisi fiscali inshore, guarda caso satelliti del “grande centro-nord”. Peculiare poi il ruolo degli inglesi, cani da guardia degli usraeliani, che anticipando la fine del ciclo di Frenkel se ne stanno andando con perfetto tempismo.
Indovina indovinello, chi è il regista di questo film holliwoodiano?

lady Dodi
lady Dodi
22 Giugno 2020 17:42

A supporto e conferma di quanto dice Fons Gallo, è noto il pensiero di Ciampi all’epoca, circa Eu si EU no. Diceva Ciampi, notoriamente di sinistra, e quindi non un sovranista, che l’Italia abbisognava di un “comando esterno” in quanto la classe politica non era più in grado di fare fronte alle richieste e pretese clientelari.
Con l’ Eu infatti , diciamo che è più difficilino fare i ……furbi.
E senza non c’è futuro. I nodi sono arrivati al pettine.