L’estate del vivere pericolosamente

La plutocrazia crede che poi potrà comprarsi tutto per una miseria, mentre le mosche continueranno a deporre le uova sulle carcasse degli europei.

Pepe Escobar
unz.com

Così, come era prevedibile, Le Petit Roi di Parigi è stato schiacciato nei sondaggi europei. Ha indetto elezioni parlamentari anticipate, sciogliendo l’Assemblea Nazionale in un atto di vendetta cieca e puerile nei confronti dei cittadini francesi, attaccando di fatto la democrazia istituzionale francese.

Ciò non significa comunque molto, perché i modelli di “libertà, uguaglianza, fraternità” sono da tempo usurpati da una rozza oligarchia.

Il secondo turno di queste nuove elezioni francesi si terrà il 7 luglio – quasi in coincidenza con le elezioni anticipate britanniche dell’11 luglio, e solo pochi giorni prima della catastrofe urbana a lenta combustione rappresentata dalle Olimpiadi di Parigi.

I salotti parigini sono in fiamme e si chiedono il perché il piccolo tirapiedi dei Rothschild con un complesso napoleonico stia adesso buttando tutti i suoi giocattoli fuori dalla carrozzina, solo perché non ha ottenuto quello che voleva.

Dopotutto ciò che desidera davvero era diventare un “Presidente di Guerra” – insieme a Cadaver alla Casa Bianca, Starmer nel Regno Unito, Rutte nei Paesi Bassi, la Tossica Medusa von der Lugen a Bruxelles, Tusk in Polonia, ma senza doverne rispondere al popolo francese.

È quasi certo che Le Petit Roi si troverà di fronte alla reale prospettiva di diventare un presidente zoppo che dovrà obbedire a un parlamento di destra; al circo si erano già aggiunte le chiacchiere dell’Eliseo, che davano l’impressione (poi smentita) che potesse dimettersi. In ogni caso, se Le Petit Roi dovesse correre in guerra contro la Russia, nessun cittadino francese lo seguirà, tanto meno il – pietoso – esercito francese.

Tuttavia sono in gioco cose più grandi. Dopo i messaggi rivoluzionari – di buon auspicio – rivolti la scorsa settimana alla maggioranza globale dal forum di San Pietroburgo, basati su apertura e inclusività, la riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS 10 a Nizhny Novgorod è stato l’avvenimento più importante all’inizio di questa settimana.

Il ministro degli Esteri Lavrov ha sottolineato tre punti chiave:

1. “I Paesi del Sud del mondo non vogliono più dipendere dai doppi standard dell’Occidente e dai suoi capricci”.

2. “Tutti sanno che i Paesi BRICS fanno già da locomotiva dell’economia mondiale”.

3. “Noi [all’incontro dei ministri degli esteri dei BRICS] abbiamo sottolineato la necessità di sforzi coerenti per creare un nuovo ordine mondiale, in cui l’uguaglianza degli stati indipendenti ne sarà la chiave”.

Ora confrontiamolo con il sempre più ristretto incontro del G7 che si terrà questa settimana in Puglia, nel sud Italia: la solita vecchia solfa, da un “duro nuovo avvertimento” alle banche cinesi (“non fate affari con la Russia o guai a voi!”) a chiassose minacce contro il partenariato strategico russo-cinese.

E, ultimo ma non meno importante, ulteriori complotti per scremare gli interessi sugli ingenti beni russi congelati/rubati con l’intento di inviarli al Paese 404; la Tossica Medusa in persona ha annunciato che il Paese 404 riceverà a luglio 1,5 miliardi di euro dalle entrate provenienti dai beni russi rubati dall’UE, il 90% di questi fondi per acquistare armi.

Per quanto riguarda il vice segretario di Stato americano Kurt Campbell – l’uomo che aveva inventato il defunto “perno sull’Asia” durante il mandato dell’Arpia Hillary Clinton, all’inizio degli anni ’10 – aveva già proposto che Washington sanzionasse le aziende e le banche cinesi per le relazioni di Pechino con il complesso militare-industriale russo.

False flag e simmetria perfetta

Secondo diversi parametri, l’Europa è sul punto di implodere/esplodere non con un botto ma con un gemito in un momento qualsiasi entro i prossimi mesi. È fondamentale ricordare che le elezioni anticipate in Francia e Gran Bretagna coincideranno anche con il vertice della NATO dell’11 luglio – dove il bellicismo alimentato dalla russofobia raggiungerà il parossismo.

Tra i possibili scenari, ci si dovrebbe aspettare una sorta di false flag da attribuire direttamente alla Russia. Potrebbe essere qualcosa alla Franz Ferdinand, una sorta di Golfo del Tonchino o anche del tipo USS Maine, subito prima della guerra americano-spagnola.

Resta il fatto che l’unico modo in cui questi “leader” in tutto il NATOstan, insieme al loro umile agente dell’MI6 con la maglietta verde sudata a Kiev, potrebbero sopravvivere è quello di creare un casus belli.

Se effettivamente questo accadesse, si potrebbe anticipare una data: tra la seconda settimana di luglio e la fine di agosto e, certamente, non oltre la seconda settimana di settembre.

Ottobre sarebbe troppo tardi: troppo vicino alle elezioni americane.

Perciò preparatevi ad un’estate da vivere pericolosamente.

Nel frattempo, l’Orso non è esattamente in letargo. Il presidente Putin, prima e durante il forum di San Pietroburgo, ha spiegato quanto sarà “simmetrica” la risposta di Mosca agli attacchi di Kiev con i missili del NATOstan – già in corso.

Tre sono i membri del NATOstan che forniscono missili con una gittata di 350 km e oltre: Stati Uniti, Regno Unito e Francia.

Quindi, una risposta “simmetrica” implicherebbe che la Russia fornisse alle nazioni del Sud del mondo armi avanzate – in grado di causare gravi danni ai nodi sensibili dell’Impero delle Basi.

Ed ecco i principali candidati a ricevere queste armi – come ampiamente dibattuto non solo sui canali televisivi russi ma anche nei corridoi del forum di San Pietroburgo.

Asia occidentale: l’Iran (che già li possiede); la Siria (ne ha un disperato bisogno); lo Yemen; l’Iraq (sarebbe molto utile a Hashd al-Shaabi) e la Libia.

Asia centrale, nordorientale, sudorientale: Afghanistan, Myanmar (questi due erano presenti a San Pietroburgo) e Corea del Nord.

America Latina: Cuba, Venezuela e Nicaragua (basta guardare l’attuale incursione russa nei Caraibi).

Africa: Repubblica Centrafricana, Congo, Etiopia, Somalia, Sudan meridionale e Zimbabwe (basta guardare il recente tour africano di Lavrov).

Il signor Zircon saluta

E questo ci porta alla allegra questione di una forza navale russa che si aggira nei Caraibi, guidata dalla fregata ipersonica armata di missili Admiral Gorshkov e dal sottomarino nucleare Kazan.

L’indispensabile Andrei Martyanov ha notato come la Gorshkov “porti 32 tra Onix, Zircon, Kalibrs e Otvet. Questi sono i missili da crociera più avanzati e letali della storia, con un serio pedigree di combattimento. Il Kazan, un SSGN [sottomarino] di classe Yasen, trasporta anche 32 VLS e, inoltre, ha 10 tubi lancia torpedini che possono lanciare non solo siluri.

Ebbene, questa forza navale, ovviamente, non è lì per iniziare la Terza Guerra Mondiale. Martyanov spiega che “sebbene entrambe possano colpire tutta la costa orientale degli Stati Uniti e del Canada, non sono lì per questo motivo. Se si arrivasse alla vera Terza Guerra Mondiale, Dio non voglia, ci sarebbero molti Bulava, Avangard, Sarmat e Yarse che si occuperebbero di questa orribile faccenda. No, sia la Gorshkov che il Kazan sono lì per dimostrare che possono raggiungere qualsiasi nave da combattimento o da trasporto strategico che trasporti materiale militare dal Nord America all’Europa nel caso in cui qualche pazzo decida di provare a sopravvivere ad una guerra convenzionale con la Russia nel Paese 404″.

La cosa ancora più intrigante è che, dopo aver trascorso qualche tempo all’Avana, la forza navale rimarrà nei Caraibi per una serie di esercitazioni – e sarà affiancata da altre navi della Marina russa. Rimarranno in queste acque fino alla fine di una “Estate da Vivere Pericolosamente”. Nel caso in cui qualche pazzo abbia idee fantasiose.

Nel frattempo, in Europa la possibile escalation verso la Guerra Calda procede senza sosta, con la NATO che, tramite il suo epilettico pezzo di legno norvegese, cambia radicalmente le regole stabilite delle guerre per procura con un’esplosione senza senso dopo l’altra.

Le Forze Armate dell’Ucraina (AFU) sono già in grado, coi mezzi della NATO, di distruggere risorse russe sia militari che civili: depositi di carburante, aeroporti, impianti energetici, nodi ferroviari e persino concentrazioni di truppe.

Tutti quanti dovranno aspettarsi risposte “simmetriche”.

A tutti gli effetti pratici, la decisione cruciale è stata presa dalla raffinata plutocrazia che realmente gestisce lo spettacolo: costringere l’Europa alla guerra contro la Russia. Questa è la logica alla base di tutta la retorica da teatro kabuki su una “Schengen militare” e una nuova cortina di ferro dall’Artico, attraverso i chihuahua baltici, fino alla rabbiosa Polonia.

La plutocrazia crede davvero che poi potrà comprarsi tutto per una miseria, mentre le mosche continueranno a deporre uova sulle carcasse radioattive degli europei.

Pepe Escobar

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/pescobar/the-summer-of-living-dangerously/
17.06.2024
Tradotto da oldhunter

Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. È possibile seguirlo su su Telegram.

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