Le riflessioni di un filosofo sulla filosofia della nostra epoca

 

Di Andrea Grieco, ComeDonChisciotte.org

Tutto il genere umano si raccoglie all’insegna della follia, come su un grande scenario in cui gli attori indossano ora l’una ora l’altra maschera, mutando ruoli, relazioni e prospettive. Scoprire il gioco, guardare il rovescio delle cose, significa svelare l’implicito dualismo in ogni realtà e nella realtà generale, il contrappunto assiduo di razionale e irrazionale, di insipienza e di saggezza in cui si intesse la trama illusoria della vita; fino alla più alta esperienza, la follia folgorante della gnosi, che prospetta l’unica vera salvezza fuori dal groviglio della pazzia mondana.

Ecco, in estrema sintesi, quanto mi sono sforzato di spiegare nel mio libro “Sulla società, sull’uomo e sulla via di salvezza” Ed. Phasar.

Già alla fine del XIX secolo si sentivano le prime avvisaglie di quella cultura positivista che si sarebbe poi consolidata nel secolo successivo, a seguito dell’avvento dell’industrializzazione e dello sviluppo della tecnica. Sul piano scientifico, fino a Galileo e Newton la fisica si legava ancora alla filosofia, tanto è vero che l’opera maggiore di Newton fu intitolata appunto “Principi matematici della filosofia naturale”.

A partire da Einstein se ne è distaccata, prendendo un indirizzo indipendente e legandosi solo alla matematica, fino a giungere alla meccanica quantistica che elabora esclusivamente modelli matematici, senza capire l’aggancio con la filosofia.

A ragione però molti scienziati lamentano che la filosofia sia solo un gioco linguistico, perché ciò che è avvenuto nel XX secolo con questa disciplina è, a dir poco, disarmante. Questo perché ci si è allontanati dalla tradizione e non si sono compresi geni del calibro di Kant. La filosofia nel XX secolo ha subito un colpo mortale a causa di Nietzsche e poi degli esistenzialisti a seguire. Marx addirittura l’ha fatta diventare materialismo dialettico, abbandonato definitivamente l’ontologia. Del misero Severino, come fenomeno italiano, abbiamo già detto, e alla fine di questo articolo diremo ancora qualcosina. Oggi a dire la sua è rimasta solo la scienza, con la sua inseparabile compagna, la tecnologia. Ma la scienza ha dimenticato che la sua verità è tale non in quanto viene provata, bensì in quanto viene falsificata e rivoluzionata. In altre parole la scienza non tiene conto, o fa finta di non tenere conto (e qui è il business che la frega) che sono esistiti critici del calibro di Popper, Kuhn e altri che hanno dato il giusto peso ai suoi paradigmi.

Ora la scienza senza la metafisica brancola nel buio; così come la metafisica senza la scienza galleggia nel vuoto.

Come esempio della prima specie abbiamo la relatività di Einstein e la meccanica quantistica; come esempio della seconda la filosofia, anzi la pseudo filosofia di Severino…

La cosiddetta “Era del razionalismo scientista” ha fallito: e ciò lo vediamo con la disumanizzazione di questi tempi, se solo prestiamo attenzione alle tonalità emotive di questi giorni (sottovalutate da molti intellettuali) figlie dell’iper-razionalismo contemporaneo.

La scienza non ha risolto la paura della morte dell’uomo moderno, che gli antichi, più filosofi di noi, non avevano (fino a questo punto). L’uomo mascherato di oggi, dall’alto della sua scienza e della sua tecnica, ha paura di morire: e con ciò si copre di ridicolo. La dignità del personaggio tragico antico, che accettava la malasorte e la morte con contegno, si è trasformata nel ridicolo spettacolo di un buffone di corte.

Ma cos’è la filosofia?

Ancora non è chiaro. Sembra sia un mostro a più teste che si combattono tra loro, rischiando di far morire il corpo.

Nasce dalla Meraviglia che è, più precisamente, thaumazein, che vuol dire colpo, sbalordimento, disorientamento, sbigottimento per l’esistenza degli enti, stupore drammatico dell’esistenza delle cose. Perché esistono gli enti e non il nulla? Questa è la vera domanda filosofica.

Su una cosa sembra che quasi tutti i filosofi siano d’accordo: sul primato dell’agire morale come la via per il raggiungimento dell’Essere e il conseguente superamento del divenire.

Ma, appunto, in ciò si rivela più chiaramente il carattere del mostro, in cui ogni testa parla la sua lingua incomprensibile alle altre.

Essere e pensiero sono la stessa cosa (Parmenide, Hegel, Heidegger)? L’Essere è il noumeno (Kant)? L’Essere è nell’idea del bene (Platone)? L’Essere è l’UNO (Plotino)? L’Essere è Dio nel mondo (Spinoza)? L’Essere è nella volontà (Schopenhauer)? L’Essere è [addirittura] nel divenire (Nietzsche)?

Per non riuscire a dare una risposta univoca la filosofia è scaduta nell’Ermeneutica (Gadamer) che, a mio avviso, è la morte della filosofia, la resa, il riconoscimento del fatto che non si possa costruire alcuna filosofia, e quindi ci si accontenta dell’interpretazione critica dei testi: un palese fallimento.

Da questo fallimento ha alzato la testa la scienza teorica, che ha prodotto un altro mostro, uno strano ermafrodito in cui non si distingue la visione teorica da quella pratica.

“Il mondo è la mia volontà”, scrive Schopenhauer; e questa è una asserzione che si ramifica in due significati: da una parte io sono il soggetto attivo di questa volontà, perciò sono io stesso la volontà in quanto ente volente; e dall’altra sono, allo stesso tempo, il soggetto passivo, ossia subisco la mia volontà. Questo perché, in quanto incarno un corpo, faccio parte del fenomeno di questa volontà, fenomeno diveniente; fenomeno che – come tale – nasce e perisce. Ciò si evince dalla corretta separazione del wille come fenomeno dal wille come cosa in sé.

La conseguenza, molto fruttuosa, di questa divisione concepita dalla filosofia kantiana e perfezionata da quella schopenhaueriana, è che il mondo, essendo un fenomeno, non ha una causa, né un inizio nel tempo, perché ogni causa e ogni inizio sono nel mondo (fenomenico) e a partire dal mondo. Causa, tempo e spazio sono categorie a priori che concernono il fenomeno.

Ci si può chiedere: che razza di essere è questa volontà come cosa in sé? Che forse è identico all’essere dell’iperuranio platonico?

Niente affatto, è un essere relativo, relativo al mondo; un essere che è alla base del mondo; un essere che – si badi bene – non è causa del mondo, ma ne rappresenta il suo principio ontologico. Si spiega così il divenire fenomenico, generato dalla continua tensione di quella volontà come suo substrato.

Di qui il nichilismo, il quale, tuttavia, riguarda solo il mondo fisico e la sua amoralità. Il nichilismo, quindi, è relativo: se fosse assoluto sarebbe un’insensatezza e condurrebbe il sentimento umano all’aberrazione. Il nichilismo assoluto è parente stretto del relativismo, dell’egoismo e del solipsismo; quindi insensato e contrario alla verità filosofica.

Il nichilismo assoluto guarda puerilmente solo al mondo della materia, cioè all’esterno, vale a dire al nulla, e trascura l’interno, proprio il punto dove si trova la fonte viva della conoscenza, la realtà. Quando il nichilismo guarda all’interno, tuttavia, non riesce ad andare oltre l’egoismo (il quale è anch’esso una manifestazione esterna): un’assurdità che, qualora entri in filosofia, produce disastri. Questi disastri li stiamo pagando amaramente oggi in tutti i settori, nella cultura filosofica in particolare, per opera di Nietzsche e di coloro che hanno messo sul piedistallo della filosofia i suoi scritti.

Per queste ragioni il nichilismo è ben visto dalla società, perché crea automi, persone infelici, afasiche e incapaci di sollevarsi in alto attraverso la conoscenza. Esse si attaccano all’ego e alla materia, restando fedeli alla Terra, come direbbe Nietzsche, lavorando così proni per il sistema.

Ora è vero che l’innalzarsi della consapevolezza conduce alla presa di coscienza della nullità di tutte le cose, dell’assenza di senso (nichilismo) e del dolore del mondo; ma proprio per questo, al dolore generato deve seguire la gioia profonda per essere giunti a tali altezze, oltre le quali non c’è altro da vedere di questo mondo, e aprirci dunque uno squarcio verso un’altra dimensione.

I migliori tra gli uomini, le anime belle, vivono senza alimentare alcuna speranza di realizzazione che non sia la comprensione del mondo, dopo la quale c’è la lacerazione dell’ego, che è si un processo drammatico e doloroso, ma anche gioioso (pensiamo alle estasi dei santi uomini).

Il viaggio di questa vita è un viaggio interiore, non esteriore, ed è all’interno che dobbiamo guardare, non all’esterno. Qui ognuno trova il senso di se stesso per quello che vale in termini di coscienza, comprensione e consapevolezza.

In questo senso ognuno plaude se stesso, e questo plauso può anche giungere dagli altri (pochi) se comprenderanno e faranno proprie le nostre conoscenze. Ecco come nasce la poesia, la filosofia, la letteratura, l’arte; ed ecco anche come nasce la religione, la mistica, l’ascetismo, l’anacoretismo.

Poeti, filosofi, letterati, artisti, religiosi, mistici, asceti, anacoreti, sono figure che scelgono prima di tutto per se stesse e poi per gli altri. Tutti costoro hanno compreso che il senso è nel profondo, e solo quanto è bene per sé può essere bene anche per gli altri: questa è una forma elevatissima di altruismo, poiché ha radici che affondano non nell’ego, ma in ciò che è comune a tutti, riconoscibile nelle profondità dell’essere.

Tutto ciò che è esterno a noi dovrà prima o poi essere riassorbito con la morte, quindi si dissolverà al risveglio come un vano sogno: ma quello che è dentro di noi, il Logos che ognuno porta in sé, è ciò che resta.

Comprendiamo, dunque, l’assurdità di tutta quella filosofia, che a partire da Hegel, ha preteso di guardare al pensiero razionale, alla logica per dedurre l’Essere e il Nulla. Essere e Nulla sono pura quiete, e da essi non può dunque sorgere il divenire. Il movimento, ossia il divenire, è nell’intuizione concreta che è in relazione con la vita: è l’esistenza ad essere in continuo divenire. Lo sforzo dell’astrazione, per quanto condotto al suo massimo grado, non può mai prescindere dal fatto che l’astrazione stessa è l’atto che si ricava dalle intuizioni, che guardano alla vita. Ne consegue che l’Essere non può venire dedotto dal pensiero. Il pensiero astratto ed oggettivo, nella pretesa di comprendere l’esistenza sub specie aeterni, la fraintende. L’Essere, inteso come Assoluto, non si lascia pensare, perché il pensiero ha a che fare con l’esistenza che ci dà solo le singole realtà, che esso astrae facendone delle universalità. Tuttavia, non appena viene ricondotta nell’universalità del pensiero astratto, l’esistenza si volatilizza: essa è movimento, contraddizione, discontinuità, possibilità, e non può essere compresa nelle categorie della mediazione e dello sviluppo necessario all’idea. Perciò il pensatore speculativo alla Hegel raggela la vita nel pensiero, nella comprensione razionale, mentre l’esistenza è “passione infinita” e “inter-esse”, quelli propri di ogni singolo infinitamente interessato al proprio esistere.

L’esistenza, per essere pensata, richiede un soggetto concreto che si rapporti ad un oggetto concreto, un pensatore soggettivo che accolga nel pensiero la realtà esterna oggettiva. La verità, allora, non è identità astratta di pensiero ed essere: la verità è soggettività e oggettività, cioè appropriazione di un’interiorità e di un’esteriorità. Ma che razza di verità è questa?

È la verità di un fenomeno cerebrale, coscienziale e volontaristico, il cui flusso ci sospinge sempre in avanti, sottraendoci a noi stessi, al nostro vero sé profondo e alla sua conoscenza diretta.

La coscienza, schopenhauerianamente intesa, contiene il mondo come rappresentazione e lo supporta. Il mondo, dunque, va considerato un fenomeno coscienziale, in cui, tuttavia, esiste l’aspetto duale delle cose, impossibile da condurre all’unità senza far venir meno il mondo stesso. La coscienza è la contenitrice del tempo, ed essa stessa non partecipe del tempo. Il presente, come punto inesteso tra passato e futuro, è il luogo reale su cui la coscienza poggia. Il passato esiste come ricostruzione del presente, così come anche il futuro. Ma in virtù dell’aspetto duale si ha che, se è vero che il passato dipende dal presente, è altrettanto vero che questo stesso presente dipende dal passato, la cui concatenazione causale l’ha dovuto generare. Ecco che ci troviamo di fronte ad un’antinomia kantiana, insanabile, irrisolvibile, essenziale alla stessa coscienza, che ci sospinge dall’una all’altra posizione, poiché entrambe sono insostenibili se considerate ferme e isolatamente. Tutto questo, ancora una volta, ci fa dire che il mondo è un fenomeno.

Noi però, a differenza di Severino, non parliamo di eterni coscienziali che appaiono e scompaiono, incappando in assurdità nel rendere tutto eterno, fermo e immutabile, esistente come in una pellicola cinematografica. Noi parliamo di un fenomeno, in cui le cose sono e non sono. Se da una parte Severino si rende conto, kantianamente, che è la coscienza a fare il mondo che appare, dall’altra fa di questo stesso mondo apparente una cosa in sé, un essere eterno somma di tutti gli essenti. Costui non si rende conto che il mondo, proprio in virtù del fatto che appare, va considerato un fenomeno, in cui ciò che appare scompare, e come tale non può essere eterno, sicché i momenti eterni di cui parla sono contraddizioni, ossimori. Egli si inventa una coscienza infinita e un apparire infinito per superare queste sue incongruenze, ma così cade in assurdità, anche solo per il fatto che l’infinità è un concetto astratto non identificabile, che genera paradossi. Severino ha filosofato senza rendersi conto delle assurdità che andava dicendo e delle contraddizioni in cui incappava. I presunti “essenti eterni” sono dei fantasmi partoriti dalla sua fantasia filosofica, che ha innalzato il fenomeno a cosa in sé.

La filosofia non può fare altro che prendere atto che il mondo è affetto da una contraddizione e giungere alla cognizione del mistero che lo racchiude: essa è la contemplazione di tale mistero. Di questo sappiamo, di non sapere. Oltre questa verità c’è la grande verità silenziosa e misteriosa della gnosi.

Di Andrea Grieco, ComeDonChisciotte.org

Le riflessioni di un filosofo sulla filosofia della nostra epoca

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

 

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Bertozzi
Bertozzi
28 Febbraio 2021 11:28

Bello, mi è piaciuto

uparishutrachoal
uparishutrachoal
28 Febbraio 2021 10:59

Tutti costoro hanno compreso che il senso è nel profondo, e solo quanto è bene per sé può essere bene anche per gli altri: questa è una forma elevatissima di altruismo, poiché ha radici che affondano non nell’ego, ma in ciò che è comune a tutti, riconoscibile nelle profondità dell’essere.

La filosofia non può fare altro che prendere atto che il mondo è affetto da una contraddizione e giungere alla cognizione del mistero che lo racchiude: essa è la contemplazione di tale mistero. Di questo sappiamo, di non sapere. Oltre questa verità c’è la grande verità silenziosa e misteriosa della gnosi.

Allora parliamo della gnosi.…che pur essendo misteriosa e silenziosa. .si riflette nel pensiero per quanto è possibile e ci salva da quel cumulo di parole e frasi senza senso che sembrano i gargarismi di un pazzo a cui siamo condannati se tanto tanto mettiamo il naso fuori dal linguaggio comune e metafisicamente insignificante..

Candido
Candido
Risposta al commento di  uparishutrachoal
28 Febbraio 2021 19:21

“Allora parliamo della Gnosi”. Sono d’accordo; ma siamo così in pochi? Si sono versati fiumi d’inchiostro e scritti miliardi di libri di Filosofia. Ma se si arriva a concludere che c’è qualcosa che non torna su questo mondo, mai che si affacci l’idea che viviamo in una realtà artificiale. Se il pensiero deve mettere in discussione tutto interroghiamoci anche sulla natura del Reale; che per quanto ne sappiamo potrebbe essere una geniale impostura. Diamo spazio alla Gnosi e riflettiamo su basi nuove finché siamo in tempo. Altrimenti “Il Mondo Nuovo” ce lo troveremo imposto con la forza.

danone
danone
Risposta al commento di  Candido
28 Febbraio 2021 19:50

Gurdijeff dice..”la vita è reale solo quando Io sono.”
Se ti può dare delle indicazioni sul tuo interrogarti sulla questione, a me le da.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  Candido
1 Marzo 2021 10:43

La gnosi è seguire il raggio celeste..mentre la filosofia è pensarci sopra..almeno nel suo senso buono..
Quando il pensarci sopra va troppo lontano si dimentica il raggio..e ci troviamo nel mondo attuale..
Quindi..il reale è tornare all’origine..ma lo potremo fare solo se il labirinto della mente ci avrà nauseato..
La gnosi non è per tutti..e riconoscerlo ci pone fuori da quel reale imposto che è la cifra delle falsità attuali..

Tonguessy
Tonguessy
28 Febbraio 2021 12:01

Trovo questo articolo semplicemente pessimo. Un’accozzaglia di argomenti circolari che non offrono alcuna spiegazione, se non ricorrendo all’ennesima Verità. Quella indiscutibile, del “raggiungimento dell’Essere”, dimenticandosi scandalosamente che questa società è votata al raggiungimento dell’Avere (maiuscolo, divinità odierna). Mi ci vorrebbe un tomo per smontare frase per frase la serie di insensatezze qui scritte, mi accontenterò di pochi esempi. 1- fisica quantistica e filosofia. Com’è che la new age tira in ballo la QM ogni due per tre per consolidare le proprie teorie (basate sul nulla) e com’è che è stato accettato ciò che Feynman (Nobel proprio per la QM) ha espressamente dichiarato che “nessuno può comprendere la QM”? 2- Che la filosofia sia stata assassinata da Nietzsche la dice molto lunga sul pensiero dell’autore, incapace di vedere la necessità di mettere in discussione quei farraginosi dogmi di cui si era intrisa tutta la filosofia del suo tempo anche grazie acomplicatissimi arzigogoli teutonici dei vari Kant e soci. Nietzsche a modo suo cercava l’Oltreuomo, l’Uomo Nuovo in grado di abbandonare anche quella fiducia nella scienza che pure l’autore auspica. 3- Secondi l’autore nichilismo,egoismo, relativismo e solipsismo sono un tutt’uno. Infatti Big Pharma ci chiede di credere fermamente nei suoi vaccini al… Leggi tutto »

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Tonguessy
28 Febbraio 2021 12:05

Beh, puoi fare una pubblicazione anche tu, se trovi chi ti pubblica.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Tonguessy
28 Febbraio 2021 17:27

Ti devi aggiornare, la nostra società era vostra al raggiungimento dell’Avere fino ad un anno fa, adesso sta mutando paradigma: il nuovo obiettivo è il Non Avere di Davos (non posseggo nulla e sono felice).

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Holodoc
1 Marzo 2021 1:33

Hai ragione, ma la mia era la risposta senza troppe variazioni sul tema, proprio per volare più bassi possibile.
E comunque: sei davvero sicuro che quelli di Davos non sostengano la LORO società dell’Avere, mentre diffondono la NOSTRA cultura della non appartenenza (quindi del non avere?)

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Marzo 2021 5:40

Certo, ma fino a ieri doveva essere anche il nostro di obbiettivo, dovevamo partecipare anche noi alla “gara per il successo”, la ricerca della libertà massima come chiave per raggiungere la felicità. Come modelli ci venivano proposti psicopatici: manager tagliatori di teste, broker di borsa senza peli sullo stomaco, amanti di sport estremi sprezzanti della propria incolumità pur di raggiungere i propri obbiettivi.

Adesso invece a noi plebei viene proposto come unico scopo nella vita la ricerca della mera sopravvivenza ad ogni costo, la rinuncia ad ogni cosa superflua, ad ogni gratificazione compresa la frequentazione degli amici più stretti, e la sottomissione totale al controllo del Potere.

Ieri ci veniva insegnato che dovevamo essere lupi, adesso dobbiamo tornare ad essere pecore come nella morale cattolica pre-conciliare.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Marzo 2021 2:47

È buona norma, prima di fare un intervento, capire quello che si legge, onde evitare di mettere su minestroni senza sapore, senso e fuori orario dei pasti, oltre che fuori tema.

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Andrea
1 Marzo 2021 4:22

Esatto. Hai forse capito quello che ho scritto?

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Andrea
1 Marzo 2021 6:26

Concordo, ma qui è prassi così.

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Andrea
1 Marzo 2021 7:26

Un dubbio: se poi Andrea fosse anche l’autore, questa sarebbe una risposta davvero offensiva. Io non ho mai messo in dubbio le capacità di leggere e scrivere dell’autore, cosa che quest’ultimo invece ha fatto.

Io sono entrato nel merito dell’articolo argomentando le mie critiche. Qui invece si offende senza minimamente offrire alcuna argomentazione. Non leggo niente che possa far pensare ad un confronto democratico, sto vedendo nuovamente qualcuno che dalla sua torre eburnea sta strillando al mondo le proprie verità senza dare ascolto a chi offre visioni alternative. Ecco a voi i nuovi muezzin e le loro litanie, non soggette ad alcun confronto.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Marzo 2021 13:42

Ma ci sei o ci fai?

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Andrea
1 Marzo 2021 14:24

Altra argomentazione ineccepibile. Continua così a cantare le tue litanie senza dare argomenti, bella la dittatura dei muezzin postmoderni. Poi ci si chiede come sia possibile il crollo della civiltà occidentale, e si spendono inutili fiumi di parole sul senso della filosofia. Che qui si dimostra non servire a nulla.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Marzo 2021 14:54

La filosofia è utile alla gente utile, per te è inutile.

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Andrea
2 Marzo 2021 1:35

Ennesimo argumentum ad hominem. Scendi un po’ dal tuo piedistallo ed inizia ad argomentare invece che dare stupide patenti che ti servono solo ad evitare il confronto e a sentirti migliore. No, non sei migliore quando offendi e se ancora non hai capito il metodo socratico (maieutica) significa che tu di filosofia non ne capisci proprio niente.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  Tonguessy
2 Marzo 2021 9:12

Fra poco arriva la primavera, i prati si riempiranno di fiori: vai a raccoglierli.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Andrea
2 Marzo 2021 8:19

A me, questa tua frasetta, mi pare una grande stronzata.

La dovevi fare e l’hai fatta.

Mo’ puliamo noi, utilmente, e apriamo le finestre. Non saremo utili, ma forse un po’ più pratici e rispettosi.

Tu torna quando vuoi, e se lo ritieni utile, limitati strettamente a ridefecare qualche aforisma stretto, stretto.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  a-zero
2 Marzo 2021 9:11

A voi due. Fra poco arriva la primavera, i prati si riempiranno di fiori: andate a raccoglierli.

WM
Risposta al commento di  Andrea
2 Marzo 2021 11:00

@disqus_iqfO66znbZ:disqus Sono già 5 commenti che, invece di argomentare, deridi, è ora di piantarla. non sei su facebook.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  WM
2 Marzo 2021 13:34

Ma con questa gente cosa vuoi fare, metterti a discutere? 😆

WM
Risposta al commento di  Andrea
2 Marzo 2021 15:21

Intervenire nei commenti non è indispensabile ma, se lo fai, lo fai rispettando gli interlocutori,

Un commento provocatorio può andare, 5 sono troppi.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Andrea
5 Marzo 2021 14:39

Eccellentissimo sig. Andrea, Lai informo che vivo abbondantemente nella natura da mane a sera e provo su di me, nel bene e nel male, tutti i mutevoli ghiribizzi di tutte le stagioni, assieme ad aria buona e più ossigenata che altrove. Avendo dovuto fare questa precisazione al suo ennesimo insulso pregiudizio, chiarita questa sua ingoranza, vengo al dunque e mi rivolgo espressamente a Lei quale commentatore, tralasciando l’ipotesi, paradossale ed esilarante che Lei possa essere anche l’autore dell’articolo, che personalmente ho apprezzato, per quel che ho potuto comprendere di esso, leggendolo e rileggendolo. Ritengo che il commentatore Tonguessy sia entrato un pochino a gamba tesa già nell’esordio del suo commento definendo l’articolo in questione “semplicemente pessimo“. Tuttavia i suoi due interventi, da avvocato di fiducia dell’autore dell’articolo, mi sembrano uno marchiano e l’altro più madornale nella contraddizione, e ce ne vuole, fra la sua difesa e la sua sottintesa ammirazione dell’articolo filosofico stilato dal suo omonimo Andrea e le sue due defecazioni di commenti elargiti al sig. Tonguessy e a tutti i lettori. La strafottenza del primo commento (“E’ buona norma leggere prima di commentare..“) è stata già sottolineata dal commentatore Tonguessy. Enorme è invece la contraddizione di senso espressa… Leggi tutto »

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  a-zero
6 Marzo 2021 1:49

Capisco che il web dà a tutti la possibilità di esprimersi, ma non bisogna prendere come pretesto un argomento di altissima caratura filosofica per manifestare il delirio di un pazzo: per questo ci sono i manicomi.
Cordiali saluti!

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Andrea
6 Marzo 2021 8:12

Infatti, a ben vedere, tu sei persino ottuso a qualunque possibilità di imparare qualcosa dal delirio di un pazzo, solo ammirare a vuoto dei giringiri razionali ed emettere stringhette di infondata presunzione morale. Se poi sei l’autore del pezzo mi appari anche vilmente sfuggente.

Se riesci a farla finita, ti ringrazio.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  a-zero
6 Marzo 2021 13:27

Dai pazzi della tua risma e di quella dell’altro utente di nome Tonguessy, che delirano in modo così eclatante, c’è nulla da imparare, c’è solo da rinchiuderli.

Andrea
Andrea
Risposta al commento di  a-zero
7 Marzo 2021 7:41

Bisogna bacchettavi, come facevano i maestri di una volta.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Andrea
9 Marzo 2021 3:50

Burp …
prrooz ….

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Andrea
2 Marzo 2021 8:19

A me, questa tua frasetta, mi pare una grande stronzata.

La dovevi fare e l’hai fatta.

Mo’ puliamo noi, utilmente, e apriamo le finestre. Non saremo utili, ma forse un po’ più pratici e rispettosi.

Tu torna quando vuoi, e se lo ritieni utile, limitati strettamente a ridefecare qualche aforisma stretto, stretto.

PietroGE
PietroGE
28 Febbraio 2021 13:47

Solo qualche appunto, visto che non sono un filosofo : -…“fino a giungere alla meccanica quantistica che elabora esclusivamente modelli matematici, senza capire l’aggancio con la filosofia.” In realtà l’aggancio c’è e come! Basta pensare alla discussione sulla interpretazione della Meccanica Quantistica e sulla teoria della misura che va avanti, senza riuscire a mettere d’accordo tutti, da più di 100 anni! – La verità scientifica non è la Verità, è, appunto limitata al metodo scientifico. Chi cerca la Verità deve passare non solo per la metafisica ma anche attraverso la religione. -Non è il razionalismo scientista cha ha fallito, ma la società, in particolare quella occidentale. La sua decadenza, morale, spirituale e culturale non può essere addossata sulla spalle della Scienza, della tecnica o dello scientismo. -Non si può chiedere alla Scienza di liberare l’uomo dalla paura della morte, per questo uno si deve rivolgere alla religione. -Vedo che ci si aspetta che la Scienza tiri fuori qualche coniglio dal suo cilindro, o compia miracoli tipo moltiplicazione del pane e dei pesci. Non avverrà. -Perché c’è qualcosa invece del nulla eterno è la domanda delle domande che non trova certo risposta nella Scienza, ma forse neanche nella filosofia. Una novità… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  PietroGE
28 Febbraio 2021 14:39

Concordo su molti punti, dissento sul separare la scienza dalla decadenza. A mio avviso è l’esatto contrario e oggi ci troviamo a dovere fare i conti con la mancata definizione di scienza, e quindi di non scienza: ci sono svariate interpretazioni e chi abbia studiato epistemologia o filosofia della scienza si rende conto che è un’accozzaglia di frasi buttate lì a caso, molte volte. Altre volte sono idee molto profonde che non hanno avuto sufficiente seguito. Fatto sta che oggi ancoa non si capisce cosa sia vera scienza. Secondo Popper, ad esempio, siccome questa idea di pandemia verrà ridicolizzata in futuro, ebbene è vera scienza (falsificazionismo). Ma oggi, questa è la scienza intesa come stato dell’arte. Secondo Lakatos tutto ciò che produce previsioni corrette è scienza (vedi il recente articolo sui mafiosi delle statistiche). Secondo Feynman fa vera scienza solo lo scienziato onesto. Qualcuno vorrebbe forse definire Burioni disonesto? Secondo Kuhn la scienza funziona per paradigmi, quindi oggi il paradigma è la pandemia, domani chissà. Insomma mancando sufficiente analisi filosofica su quel campo minato che è la scienza, ci ritroviamo oggi a non capire se i dati offerti sulla pandemia siano corretti o falsati, nè se le proiezioni siano sensate,… Leggi tutto »

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Marzo 2021 0:57

“Secondo Popper, ad esempio, siccome questa idea di pandemia verrà ridicolizzata in futuro, ebbene è vera scienza (falsificazionismo).”

Uh?

“Secondo Kuhn la scienza funziona per paradigmi, quindi oggi il paradigma è la pandemia, domani chissà.”

Si ma attento a non confondere un fenomeno di propaganda con “la scienza”,

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Violetta
1 Marzo 2021 1:39

Popper ha messo in piazza l’epistemologia del falsificazionismo: è vera scienza se le teorie esposte sono falsificabili, quindi il momento in cui saranno falsificate si potrà dire che in effetti era vera scienza. Aspettiamo quindi almeno un altro anno per vedere i numeri globali (inclusi quelli di morti sotto al treno ma covid, quelli morti di infarto, cancro etc ma covid) per dare senso a tale supposta pandemia. Esiste, è vero, il problema della post-verità, per cui le affermazioni non hanno più necessità di verifica. Ma almeno in certi ambiti si spera che ancora la verifica dei fatti possa essere sostenuta, pena l’implosione anche del falsificazionismo popperiano.

Su scienza a propaganda, se si segue Feyerabend, è già stato scritto molto. Mi sono limitato a dare spunti di riflessione su questo articolo di pessima caratura e di eccezionale confusione

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Tonguessy
1 Marzo 2021 1:42

scusa , capisco il tuo intento di “parallelismo”, ma non credo che il falsificazionismo di Popper

(che non è certo a me gradito come filosofo, credo sopravvalutato enormemente, persona dal “corto ragionamento” che per le banalità che ha propinato non doveva nemmeno entrare nel novero dei filosofi, ma cmq….)

si possa cosi come fai applicare alla “””pandemia”””.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  PietroGE
2 Marzo 2021 8:37

Sul secondo punto: – in che cosa attualmente la società Orientale non ha fallito pur prendendo a staffetta la fiaccola della scienza e del progresso dalla società Occidentale e proiettandosi verso tecno-orizzonti neanche immaginabili da molti decadenti occidentali? – le società non Occidentali e non Orientali, che manco ci hanno provato a cimentarsi coon la signora Scienza e il signor Progresso, devono essere considerate fallimentari di default? Sul terzo punto: La paura è la paura, un sentimento umano e non solo. La morte è la morte, un evento umano e non solo. La paura della morte è un sentimento suscitato da un evento in prospettiva, che si può provare per proiezione, ma non si può vivere veramente, se non, al limite, quando ci si trova lì per lì. La paura della morte coltivata costantemente durante la vita è qualcosa che prende vita e forma nella testa e continua da sè, in casi normalmente psico-patologici, anche senza motivo contingente. Sembrerò sfrontato, ma umilmente ho sperimentato che si può vivere senza paura dlela morte anche senza l’aiuto o la spintarella della scienza e della religione. Almeno per me che mi penso individualmente e penso (concepisco) il prossimo allo stesso modo che non… Leggi tutto »

VincenzoS1955
VincenzoS1955
28 Febbraio 2021 13:44

Ho l’impressione che certi uomini più pensano e più fanno guai, se no non ci troveremmo in queste condizioni…

oriundo2006
oriundo2006
28 Febbraio 2021 15:31

Cito: ”..La filosofia non può fare altro che prendere atto che il mondo è affetto da una contraddizione..”. Questa ‘contraddizione’ è l’ emergere del ‘pensiero che pensa sè stesso’: nessun’altra specie lo possiede. Si chiama ‘autocoscienza’…e la contraddizione è nel credere che esistano due esseri senzienti diversi: l’ Uomo e ‘Dio’. E’ una contraddizione inesistente…

danone
danone
Risposta al commento di  oriundo2006
28 Febbraio 2021 16:42

L’auto-coscienza è la coscienza che percepisce e conosce se stessa, il pensiero è solo una funzione della coscienza, non è la coscienza. La possibile identità fra Dio e l’Uomo la esplora l’auto-coscienza in pienezza di se stessa. Forse la contraddizione è sempre stata scambiare il pensiero per l’auto-coscienza.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  danone
1 Marzo 2021 0:51

Si. non avrei saputo dirlo meglio

Maurizio
Maurizio
28 Febbraio 2021 17:18

Basta filosofare servono soldati e avvocati
E hacher

Maurizio
Maurizio
28 Febbraio 2021 17:18

Basta filosofare servono soldati e avvocati
E hacher

Violetta
Violetta
1 Marzo 2021 0:49

Se si rifiuta Severino per le “contraddizioni” , non si arriverà mai alla “verità”. La verità è contraddizione. “Ora la scienza senza la metafisica brancola nel buio; così come la metafisica senza la scienza galleggia nel vuoto.” Sono sostanzialmente d’accordo. Ma attenzione. Il materialismo/meccanicismo e il positivismo riduzionista non vanno buttati via. Vanno superati. Come? Beh, non è certo in un commento in un forum che si può scrivere una intera filosofia. Ci stò “lavorando” e prima o poi dovrei riuscire a buttare giù il mio “sistema”. (per quel che ve ne può fregare….) Diciamo in sintesi che come Comte (il positivista per eccellenza) individuava tre “fasi” successive: il teologico, il metafisico e il positivo attraverso cui passerebbe la scienza (o la conoscenza) di una civiltà (ma anche di un individuo), cioè il credere in un essere superiore responsabile/creatore del mondo (e delle cose) nella prima fase, il credere in un insieme di “valori” assoluti” e metafisici nella seconda, e il razionalizzare tutto nella ultima fase, personalmente individuo la necessità di una quarta fase che super la razionalità senza però buttarla via. Sento troppo spesso il critici del positivismo lamentare quanto sia brutto ridurre tutto ad un meccanismo freddo, compresi… Leggi tutto »

Marco Tramontana
1 Marzo 2021 1:20

“L’unica rivoluzione è quella interiore”
Autocit.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Marco Tramontana
2 Marzo 2021 8:45

Prima intendiamoci bene su cosa intendiamo per interiorità.

scherzo, :-))

Lsddsl
Lsddsl
1 Marzo 2021 1:41

Vedo echi scaligeriani.

gian
gian
1 Marzo 2021 4:42

Mi sembra che CDC sia divenuto lo strumento per pubblicizzare I libri di Grieco. Non ricordo di nessun altro filosofo che in apertura di un proprio articolo autorecensisce una propria pubblicazione. Poi vedo che anche alla fine si fa ulteriore pubblicita’. Ma a un “genio” tutto è concesso.

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  gian
1 Marzo 2021 7:27

Poi qualcuno mi consiglia di fare altrettanto….vedi un po’ tu.

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  gian
2 Marzo 2021 8:47

eeehh, geni si nascie, e noi lo nacquimo.