Le leggendarie 12 fatiche d’Ercole redimono un eroe facendo a pezzi la “mascolinità tossica”

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Michael Wing – The Epoch Times – 23 novembre 2021

 

Mascolinità sotto attacco e in fin di vita!

Non c’è dubbio: alcuni segmenti della società stanno prendendo di mira il ruolo tradizionale degli uomini. Le “consapevoli” pubblicità di accessori per la rasatura definiscono “tossica” la mascolinità, e le riviste popolari maschili tendono a femminilizzare gli uomini; la tendenza a spodestare la virilità sta inondando la cultura. Esiste un eroe, un campione per gli uomini, che può riabilitarla dalle accuse di “oppressione”, “tirannia” e “mascolinità tossica?”

C’è un eroe maschile che potrebbe rispondere alla chiamata: Ercole (conosciuto come Eracle dai Greci) che, secondo la mitologia greca, affronta il suo lato più oscuro e trova la redenzione.

Secondo il Prof. Lawrence Alison, che lavora per aiutare gli ex militari e le forze dell’ordine ad affrontare lo stress post-traumatico, i giovani soldati dell’antica Grecia affrontavano problemi simili a quelli che devono affrontare gli uomini di oggi, ma attraverso i miti.

L’idea è che attraverso la narrazione, i miti, le leggende e così via, si possano ottenere informazioni e favorire le discussioni su argomenti difficili“, ha detto introducendo la sua rivisitazione de “Le fatiche d’Ercole“. “Questi miti potrebbero aumentare la nostra “conoscenza dei sistemi di valori, delle credenze e dei modi in cui [noi] pensiamo“.

I militari (e le donne) che egli assiste, reduci dal campo di battaglia o esposti a criminali incalliti, conoscono in prima persona gli effetti di un ambiente tossico – la guerra stessa essendo un termine eufemistico per indicare la “tossicità” dell’uomo. Come i greci, Alison usa il mito come terapia catartica per aiutare gli ex militari ad affrontare un disagio interiore.

Nell’offrire speranza di superare il trauma ai combattenti, potrebbe Ercole anche redimere la mascolinità stessa?

Espiazione

Il motivo per cui Eracle cerca l’espiazione? È questo:

Nato per metà mortale e per metà dio, figlio illegittimo di Zeus, re degli dèi, da bambino Eracle incorse nell’ira di Era, regina degli dèi, che lo maledisse, usando i suoi poteri per mandarlo su tutte le furie. Questo lo spinse a uccidere sua moglie e i suoi figli, ed è questo atto di violenza che egli deve espiare.

Eracle ha perso tutto“, scrive Alison. “Nel suo lutto, vergogna, senso di colpa, disprezzo di sé e propositi di suicidio, è al nadir” – il nostro eroe, proprio come la mascolinità tossica, deve liberarsi di una maledizione. Tormentato dal rimorso, cerca consiglio al Tempio di Apollo e viene inviato a svolgere le sue fatiche.

Il leone di Nemea e altre belve

Le belve che Eracle affronta, a cominciare dal leone di Nemea nella sua prima fatica, rappresentano un motivo comune nel mito; seguono l’Idra, il Cinghiale d’Erimanto e il Toro di Creta, che Ercole neutralizza usando la “sua mole e forza disumane”.

Ma la “forza bruta” diventa presto inadeguata man mano che le fatiche aumentano di complessità. Fare affidamento solo sulla forza diventa dannoso, ed ha come conseguenza un prezzo da pagare per la mancanza di arguzia e altruismo.

Arruolamento Divino

Procurarsi l’aiuto divino è un altro motivo ricorrente. Nella sua terza fatica, Eracle “si inginocchiò davanti alla dea“, scrisse Alison, e “Artemide ebbe pietà di lui” concedendogli di catturare la sua Cerva di Cerinea (un’enorme femmina di cervo), veloce e delicata, che probabilmente sarebbe sfuggita a Eracle, che doveva catturarla senza ucciderla.

 

Nella sua sesta fatica, “Ercole è aiutato da Atena, dea della saggezza. Notando quante prove aveva dovuto superare per guadagnarsi la redenzione“, ella aiuta Eracle a disperdere gli Uccelli Stinfalidi, uccelli carnivori dal becco di bronzo, allevati da Ares, il dio della guerra, probabilmente a simboleggiare la risoluzione del conflitto interiore.

Il tocco “tossico” di Ercole

Il nostro eroe è regolarmente assistito nei suoi compiti dalle persone a lui più vicine, che spesso ne pagano il prezzo con la propria vita. Suo nipote Iolao lo aiuta a sconfiggere l’Idra nella sua seconda fatica; nella quarta, il centauro Chirone (suo antico precettore, n.d.t.) viene colpito da una delle sue frecce, intrise del sangue tossico dell’Idra, e muore.

Seguono altre vittime, che perseguitano Eracle nella sua decima fatica, in cui “molte voci disincarnate lo accompagnano lungo la strada“, scrive Alison, cercando “di distruggerlo o di farlo avanzare“.

Le ricadute tossiche croniche all’interno del nostro eroe sono il nemico nascosto che deve sconfiggere.

La svolta di Eracle

La quinta fatica di Eracle è vista dagli antichi greci come un punto di svolta, dice Alison, per due motivi:

uno, perché usa l’arguzia unita alla forza, spostando due enormi massi per deviare i fiumi Alfeo e Peneo per completare il compito di pulire, in un solo giorno, le Stalle di Augia, mai pulite dal letame in 30 anni.

In secondo luogo, stavolta la sua opera ha un’utilità concreta: “Non solo le stalle furono pulite, ma i contadini videro le loro colline rese più fertili da 30 anni di letame accumulato“, scrive Alison. La forza accoppiata a intelligenza e altruismo con buoni risultati.

Eccesso di fiducia e arroganza

Un eroe non deve riposare sugli allori. Le fatiche successive furono create per intrappolare Eracle in un falso senso di fiducia. La sua settima prova torna alla forza bruta: sottomettere il Toro Cretese, che egli sottomette e riduce in ceppi prendendolo letteralmente per le corna.

La sua  nona fatica gli permette di procurarsi la cintura di Ippolita, la regina delle Amazzoni apparentemente senza sforzo, ma non a costo zero. Spinto dal desiderio, Eracle guida i suoi uomini in una trappola tesa da Era. Sebbene riesca a sfuggire con la cintura, molti dei suoi uomini e la stessa regina rimangono uccisi.

Tradimento

L’arroganza (ὕβϱις) di Eracle si ritorce contro di lui nella sua ottava fatica. Il sanguinario Diomede, figlio di Ares, combatte a tradimento il nostro eroe, che ha il compito di procurare le cavalle carnivore e sputafuoco di Diomede.

Sebbene Eracle alla fine distrugga il re dei Traci, l’inganno costa la vita al suo sodale, Abdero, che viene divorato dalle terribili giumente. Un’altra dura lezione per il nostro eroe.

L’eroe consumato

Nella sua decima fatica, gli amici caduti di Eracle tormentano la sua mente, ma la loro perdita non sarà vana: nella sua undicesima e dodicesima fatica, il nostro eroe acquisisce i tratti di un eroe consumato.

Il Titano Atlante, che sorregge le sfere celesti, viene ingaggiato nell’Undicesima fatica dal nostro eroe, che si offre di assumere su di sé quel fardello mentre Atlante raccoglie per lui le mele d’oro delle Esperidi; ma quando Atlante cerca di rinnegare l’accordo, lasciando sulle spalle di Eracle il peso della volta celeste, il nostro eroe si assicura argutamente che il carico venga giustamente restituito e che le mele vengano ricevute.

Nella sua dodicesima e ultima fatica, Eracle discende nell’Ade, la regione degli inferi, per andare a prendere il cane a tre teste Cerbero: questo “è forse il suo momento decisivo nella misura in cui lo riporta al punto di partenza“, scrive Alison. “È utile osservare quanto lontano sia arrivato confrontando quest’ultima fatica con la prima.”

Senza violenza, Eracle tiene saldamente la bestia finché non si calma e alla fine fa amicizia con il tormentato cane con una pacca sulla testa.

Epilogo

I tiranni esistono, su questo non c’è dubbio. Come per Eracle, la tirannia esiste in tutti noi. La domanda per gli uomini diventa: possiamo affrontare il nostro “lato oscuro”, come dice Alison, il nostro “infliggere sofferenza ad altre persone” e rivelare tratti che siano sia virili che ammirevoli? Tratti guidati dalla ragione e volti ad aiutare gli altri?

Con radici antiche, i valori della civiltà occidentale rivivono nei nostri miti e leggende. Dai filosofi greci al codice cavalleresco medievale, la nostra eredità promulga uno standard per l’espiazione: la spiritualità e la ricerca del divino sono spesso al centro di questa redenzione.

Perciò, abbracciate le vostre tradizioni, compite le vostre fatiche e riscattate la vostra più ammirevole mascolinità!

 

 

La rivisitazione del Prof. Lawrence Alison di “The Labors of Heracles” può essere trovata nel suo corso online qui (link: https://www.academy.policesciencedr.com/course/la1).

 

Link: https://www.theepochtimes.com/legendary-hercules-and-his-12-labors-redeemed-a-hero-but-can-he-atone-for-toxic-masculinity_4102987.html

Michael Wing è uno scrittore canadese; vive a Calgary, dove è nato e ha studiato arti. Scrive principalmente di cultura, costume e notizie di tendenza.

 

Traduzione di Papaconscio per ComeDonChisciotte

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