L'ARTISTA PLASTICO FERNANDO BOTERO INTERPRETA L'ORRORE ABU GHRAIB

AVVISO PER I LETTORI: Abbiamo cambiato il nostro indirizzo Telegram. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale ufficiale Telegram .

blank

UNA COLLEZIONE DI 50 DIPINTI

BOGOTA’ – Il pittore e scultore colombiano Fernando Botero ha assicurato che il suo interessamento per gli eccessi delle truppe statunitensi nei confronti dei prigionieri iracheni non si è esaurito con la serie “Abu
Ghraib”, costituita da 50 pezzi che verranno esposti a Roma.
“Non ho ancora detto tutto quello che desidero esprimere su questo tema, a volte occorre dipingere molte cose per esprimere tutto quello che si
serba nel cuore”, ha affermato l’artista nel corso di un’intervista telefonica da
Parigi con l’emittente radiofonica Caracol Radio di Bogotà.

Botero ritiene che una situazione come quella degli abusi commessi nel carcere iracheno di Abu Ghraib “ha bisogno di molte opere” in più rispetto alla cinquantina raccolte nella sua produzione più recente.

La nuova serie dell’artista plastico colombiano più celebre della storia è
al centro dell’edizione di aprile della rivista Diners, di Bogotà, la quale illustra molti dei dipinti come pure un’intervista col pittore.

“Eventualmente saranno” molte di più le opere sulle torture, ha detto Botero dopo aver notato come la serie sia scaturita dai sentimenti di
turbamento, scandalo, malessere ed indignazione da lui provati in seguito alla lettura di articoli di giornale relativi a queste violazioni.

L’artista ha spiegato di essere approdato a questa serie come già accaduto
in passato per la violenza sfociata nel suo paese alle prese con un conflitto interno da quasi mezzo secolo. Secondo lui, “uno sente come
un bisogno di dire qualcosa al proposito (…), si tratta di un’esigenza interiore”.

blank

Non soltanto la stampa statunitense “ha condannato all’unanimità quanto
accaduto ad Abu Ghraib e a Guantanamo (Cuba) e in Afghanistan”, ha
messo in
guardia Botero; per cui sarebbe opportuno che la serie venisse esposta negli
Stati Uniti, visto che si tratta del “paese maggiormente coinvolto in
questa questione”.

L’artista ha reso noto che la collezione Abu Ghraib, dopo Roma, dove sarà
accolta, insieme ad altre 120 sue opere, a partire dal 16 giugno a Palazzo
Venezia, andrà in Germania.


La collezione è stata concepita per questo genere di luoghi, ha sottolineato
Botero confermando che conserverà questi quadri come parte della sua collezione privata, perché siano esposte nei musei che spesso ne fanno richiesta.
blank

Fonte:www.elmundo.es
http://www.elmundo.es/elmundo/2005/04/12/cultura/1113263560.html
12.05.04

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Kolder

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
È il momento di condividere le tue opinionix