La vecchia guardia

La vecchia guardia

Parlando con certe persone che conosci da lunga data e di cui sai storia e convinzioni, può accadere di rimanere impressionati dalla incredibile efficacia delle campagne propagandistiche totali come quelle lanciate negli ultimi anni prima per la pandemia e poi per la guerra in Ucraina. Personalmente tendo a non rendermene pienamente conto, probabilmente a causa della mia scarsa sensibilità ad esse, ma su molti l’effetto è davvero devastante.

Un anziano amico che proviene da una formazione personale di vecchio stampo, addirittura anteriore alla contestazione, cresciuto nel dopoguerra, quando l’Italia era povera e divisa tra la sinistra, che rappresentava la giustizia sociale e la destra che rappresentava la difesa del privilegio e dello status quo. Un uomo con un ricordo (o una ricostruzione mentale), molto vivo di se stesso bambino negli ultimi anni di guerra, e che quindi dovrebbe avere degli anticorpi efficaci alle varie mode politiche, per quanto fichissime, pro tempore vigenti, si è meravigliato, conversando con me, del mio non essere “vaccinato” e della mia sopportazione della persecuzione che ciò mi è costato, conoscendomi per una persona non adusa ad impuntarsi su questioni di principio se ciò risulta fastidioso. E lo affatto ingenuamente, senza scagliarmi contro la propaganda di regime, ma proprio come se davvero non capisse perché una persona ragionevole potesse decidere di non vaccinarsi mettendosi così in pericolo e sopportandone in più le antipatiche conseguenze.

Lui, al contrario, si è già prenotato per la quarta dose. Si trova, insomma, come su una realtà parallela rispetto a me, una realtà con la quale temo di stare progressivamente perdendo i contatti. Memori di tante altre discussioni politiche nel corso degli anni, abbiamo poi preso a parlare della situazione in Ucraina ed anche su questo argomento ho trovato abbastanza impressionante la sua posizione.

Si tratta di un vecchio “comunista” un tempo iscritto al PCI, ma sempre in fondo rimasto un credente cattolico (anche se “scomunicato” in quanto divorziato!) e con velleità anche intellettuali: tutto sommato una storia tipica dell’Italia anni 50. Naturalmente (per me incredibilmente), questa persona, che un tempo era comunista ed asserisce di esserlo ancora, vota PD, cioè il partito probabilmente più vicino agli interessi dei grandi oligarchi internazionali di matrice americana e della grande finanza internazionale e, nelle fattispecie più recenti, il partito della pandemia e della partecipazione italiana alla guerra in Ucraina.

Sulla guerra, però, più che sulla “pandemia”, la sua posizione mi pare molto più tormentata: si capisce che il suo cuore in fondo in fondo va con i russi, forse più per motivi sentimentali legati alla vecchia Unione Sovietica che per considerazioni politiche attuali, ma allo stesso tempo non riesce a difendere pubblicamente questa posizione, si sente colpevolizzato dalla credenza comune e, come da copione, deve premettere prima di tutto che “condanna l’aggressione”. Anche per lui sono spariti senza lasciare traccia i fatti del 2014 e gli otto anni successivi. Asserisce che la sua precedente ammirazione per Putin (altra cosa abbastanza strana per un comunista), è diminuita drasticamente a causa della guerra.

Devo dire che mi colpisce vedere come un antico militante comunista, cui a suo tempo fu negato un visto americano con la motivazione “PCI member”, peraltro ancora lucidissimo nonostante l’età, sia rimasto confuso e disorientato da queste due grandi campagne di propaganda e ancora una volta mi colpisce l’inclinazione al “pentimento” di questi uomini di sinistra un tempo molto coriacei e convinti della propria ideologia. Tanto più che per età e educazione lo ritengo più simile alla generazione dei miei genitori che alla mia, gente che, pensavo, è passata da troppe vicissitudini reali per farsi impressionare da qualche trucco mediatico e che comunque conservava nei confronti dell’autorità e dei suoi proclami una vecchia e solida diffidenza derivante dall’esperienza di vita.

Cosa ne sarà mai allora, mi sono chiesto, delle generazioni di face book e di amazon, degli ammiratori di Elon Musk e Steve Jobs, educati dagli influencer e dai rapper tatuati e strafichi? Continuamente incantati da quei piccoli schermi luminosi che entrano ed escono senza posa dalle loro tasche e con la bottiglia di plastica che spunta dallo zainetto griffato quasi dovessero continuamente traversare il Sahara? Come potranno resistere all’onnipotenza dei nuovi spin doctors, eredi elettronici del vecchio dottor Goebbels? Come declineranno l’invito al suicidio assistito per evitare la morte da influenza, per salvare il rarissimo castoro di San Marino o per far dispetto alla Russia?

Temo che la stragrande maggioranza delle persone non sia attrezzata per essere realmente anticonformista, per avere delle convinzioni personali, ma abbia bisogno di compagnia numerosa, di una “squadra” alla quale unirsi o per la quale fare il tifo. Una volta in politica c’era questa possibilità, perché vi erano rappresentati diversi punti di vista, diverse interpretazioni della realtà e le persone normali potevano scegliere quello che più si avvicinava al proprio interesse e alle proprie convinzioni.

Non è più così da molti anni, adesso cambiano solo i gadgets, ma la differenza offerta è solamente apparente. Il vecchio trucco dei due partiti dai colori diversi ma sostanzialmente equivalenti in quanto rappresentanti delle stesse elite che per tanto tempo ha funzionato negli Stati Uniti, è stato esportato anche da noi con successo. La gente comune non è in grado di formarsi una propria credenza personale e finisce per adeguarsi all’unico modello offerto e, tranne sfumature di colore, finisce per pensarla tutta sostanzialmente allo stesso modo.

Persino i vecchi militanti, quelli che hanno visto l’attentato a Togliatti e la strage di Portella della Ginestra.

Commenti (101)

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    1. absitiniuriaverbis 17 giugno 2022

      Ci ho dormito sopra Nestor, qui siamo a + 6 ore, e mi sembra che un punto ulteriore vada menzionato: uscire dalla comfort zone.

      Si ha un bel dire e scrivere che 'appartenere al branco' fornisce un senso di sicurezza, ma si dimentica di aggiungere che nessun branco di animali eleggerebbe a capo uno sciocco inetto. E noi?
      Gli animali sono molto più pratici e gli istinti la fanno da padrone. Noi umani facciamo chiacchiere e distintivo 😇.

      Ascolto commenti che suonano: ma una volta non eravamo informati, ma oggi c'è internet. E pensando così si ritiene che internet abbia risolto il problema. Beh, non lo ha fatto ed anzi, a ben vedere, ha complicato ulteriormente la vita. Disbrigarsi tra le notizie non è affatto semplice e richiede tempo e siccome nessuno (non io) è un tuttologo bisogna necessariamente guardarsi dentro per cercare risposte nel nostro vissuto individuale.
      Richiede quindi di mettersi in discussione, verificare e fare scelte: ovvero uscire dalla propria comfort zone, allontanarsi da uno stato psicologico in cui tutto può sembrare familiare, una zona nella quale ci si sente a proprio agio con l'ambiente esterno e dove si sperimentano bassi livelli di ansia, stress e paura.
      Mi ricordo dei miei primi esperimenti disarmanti alla maniera di Gurdjieff quando si doveva tassativamente cambiar mano per lavarsi i denti. Ed era solo l'inizio.

      Grazie dell'occasione che mi hai fornito per riflettere.
      In fondo non si tratta di cambiare quello che siamo, ma solo di buttare via quello che non siamo.
      Hai detto niente, no?

    2. Nestor Halak 17 giugno 2022

      Ehm, non credo di aver capito quello che intendevi dire anche se mi ritengo un tuttologo, nel senso che so davvero poco, ma di molti argomenti diversi.
      Non sottovaluterei gli umani: in fondo abbiamo avuto risultati senza precedenti tra gli animali e nessun animale della nostra taglia ha mai raggiunto il nostro numero.
      Certo che dureremo di meno: la fiamma che brucia più alta finisce prima il combustibile.

    3. absitiniuriaverbis 17 giugno 2022

      Ho scritto di getto e poi non è detto che abbia il dono della chiarezza! Mi spiace, provo una sintesi.
      Dico che 'bisogna avere il coraggio di uscire dalla comfort zone individuale' per lavorare per un cambiamento.
      Insegnamenti come quello di GIG avevano anche il traguardo di far capire sulla propria pelle quanto fossimo animali abitudinarii (ovvero inclini a difendere la comfort zone individuale).

      Non sottovaluto gli umani, preferisco a loro gli animali, mi chiedo solo perché gli umani debbano avere o si meritino un futuro.
      I risultati di cui parli non hanno prodotto né un umanità migliore, né una società migliore e ne stanno diventando il nemico (cito a memoria un vecchio articolo di Fini che quota a Ratzinger )

      Si la fiamma più alta finisce prima ma, nel caso umano, non prima di avere sottratto il combustibile a tutte le altre forme di vita.

    4. Pfefferminz 17 giugno 2022

      Tranquillo, sta avvenendo una speciazione, l'uomo sapiens sapiens sapiens (i non-vaccinati), mentre i pluripunzecchiati, essendo geneticamente modificati, se sopravvivono, diventeranno proprietà degli psicopatici proprietari dei brevetti degli intrugli a mRNA. 😉

    5. absitiniuriaverbis 17 giugno 2022

      Si, si sono scelti il padrone! 😂

    6. Nestor Halak 17 giugno 2022

      Mah, sai com'è, essendo umano, finisce che sto con gli umani.
      Poi penso che siamo un prodotto dell'evoluzione come tutti gli altri animali e non qualcosa fuori dalla natura, per cui faremo il nostro corso come gli innumerevoli altri prima di noi.
      Non penso ci sia ragione di preoccuparsi per "il pianeta" che ne ha viste tante prima di noi e tante ne vedrà dopo, finché anche il pianeta stesso brucerà, ma certamente non per opera nostra. Semplicemente non ne abbiamo il potere.
      Penso che faremmo meglio a preoccuparci di noi umani, perché di distruggere noi stessi, probabilmente, siamo capaci.

    1. Nippur 17 giugno 2022

      E ti stupisci di ciò. Quel tuo amico è il modello precedente ai lobotomizzati di oggi.
      Niente di nuovo sotto il sole.

    1. BrunoWald 16 giugno 2022

      "Cosa ne sarà mai allora (...) delle generazioni di face book e di amazon, degli ammiratori di Elon Musk e Steve Jobs, educati dagli influencer e dai rapper tatuati e strafichi? (...) Come potranno resistere all’onnipotenza dei nuovi spin doctors, eredi elettronici del vecchio dottor Goebbels?"

      In realtà sono eredi dei giudei Bernays e Lippman, padri spirituali dell'attuale sistema mediatico.

      "Temo che la stragrande maggioranza delle persone non sia attrezzata (...) per avere delle convinzioni personali, ma abbia bisogno di compagnia numerosa, di una “squadra” alla quale unirsi o per la quale fare il tifo"...

      Se il tuo timore è fondato, bisognerebbe pure cominciare a interrogarsi su tutta una serie di superstizioni nelle quali siamo stati educati, a cominciare dai concetti di "uguaglianza" e "democrazia", che andrebbero analizzati con un minimo di obiettività.

    2. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Se il timore di Nestor è fondato, bisognerebbe capire perché questa "stragrande maggioranza" non è attrezzata per avere delle convinzioni personali e forse si scoprirebbe che tutti i bambini hanno delle straordinarie potenzialità e che educazione genitoriale e scuola riescono a tarpare loro le ali. Non prendiamo come dato di fatto immutabile lo status quo che sta davanti ai nostri occhi. "Uguaglianza" per me significa pari dignità. Oltre a ciò, ogni individuo ha probabilmente un talento, una dote naturale, ma non si fa nulla per scoprirla e permetterle di esprimersi. Il sistema ci vuole tutti stupidi.

    3. R66 16 giugno 2022

      Una volta un tizio mi ha detto che gli conveniva parcheggiare alla bene e meglio, ovviamente non nelle situazioni di rimozione, anziché perder tempo a trovare un posto consono.
      Principio da trasportare in ogni dove, avvocati, aziende, istruzione, ristrutturazioni edilizie ecc... come sinonimo di grande uguaglianza.
      Vedi un po' se gli avvocati tedeschi toccano la questione...

    4. Pfefferminz 16 giugno 2022

      E tradotto vuol dire?

    5. R66 16 giugno 2022

      Oggi non mi riescono le spiegazioni. 🙂
      Velocemente: i soldi creano una disparità sociale non limitata ai soli possedimenti, ad esempio, una stessa multa può rappresentare un dramma apocalittico per un disoccupato, metà stipendio per un lavoratore, come un'inezia per un milionario, di conseguenza i soggetti avranno un'attenzione e un comportamento diversi, oltre che un'eventuale dannazione.
      Toccare la questione significa davvero tendere all'uguaglianza, almeno a quella civile, ma non credo che in molti saranno d'accordo, quale sarebbe altrimenti il motivo di un guadagno maggiore?
      La piscina e null'altro?
      Comunque il primo che promuovesse regole di impatto uguali per tutti, ad esempio in percentuale, avrebbe la mia attenzione.
      Stessa cosa ovviamente va trasportata su condoni, istruzione, scelta degli avvocati ecc...

    6. Pfefferminz 17 giugno 2022

      È un'idea originale. In effetti mi sembra che gli avvocati tocchino la questione, nel senso che la parcella oscilla fra un minimo ed un massimo e devono tener conto delle condizioni economiche del mandante.

    7. R66 17 giugno 2022

      Originale non tanto, il pensiero ce l'ho avuto durante le superiori, a 16 anni credo, una multa per il motorino si è mangiata quasi due fine settimana da cameriere.
      Comunque non credo che gli avvocati sarebbero disponibili a ragionare in base allo stipendio del cliente, stessa considerazione per gran parte dei clienti, le oscillazioni non bastano mica al concetto di uguaglianza.
      Se non lavoro avoja a chiedermi 1.000 euro compreso lo sconto, dovrò per forza accontentarmi di quello d'ufficio che tenterà di resistere all'assedio di un gruppo con addosso 2.000 euro di scarpe ciascuno.

    8. Nestor Halak 17 giugno 2022

      Certo, il dottor Goebbels avrà pure imparato da qualcun'altro, ma è molto citato perché è diventato più famoso dei maestri.

      Prendiamo "uguaglianza. E' chiaro che è una petizione di principio, un assioma che stabiliamo noi.
      Ma quale è l'alternativa? Decidere che ci sono soggetti superiori e inferiori. Infatti il principio di uguaglianza è nato storicamente in contrapposizione al regime aristocratico.
      Chi e come giudica chi è superiore o inferiore? Un tempo lo si faceva semplicemente per nascita.
      In altre parole, abbandonare il principio di uguaglianza significa creare una società ben peggiore.

    9. absitiniuriaverbis 17 giugno 2022

      Se provo a contare i tomi che analizzano i concetti "uguaglianza e democrazia' mi prende il panico.
      Forse non è l'analisi che difetta ma lo è la sua applicazione pratica in modo visibile, pragmatico e tempestivo.
      L' ipocrisia de 'la legge è uguale per tutti' o ' quella della' la costituzione è alla base della repubblica' o il motto della medicina 'primo non nuocere' sono esempi eclatanti del predicare bene e razzolare male.

    10. BrunoWald 17 giugno 2022

      L'esperienza insegna che esistono gli intelligenti e gli stupidi, i coraggiosi e i codardi, gli onesti e i farabutti, i forti e i deboli di carattere, i capi e i gregari, i sinceri e i bugiardi, i sensibili e i bastardi, le persone responsabili e i menefreghisti, gli idealisti e gli opportunisti, i coerenti e le banderuole, chi pensa con la sua testa e chi segue il gregge, chi si ribella e chi subisce, chi commenta lealmente e chi fa il troll di turno... In una parola, l'esperienza empirica ci rende testimoni della disuguaglianza.
      Ma poiché la realtà è scomoda, giacché dovremmo trarne conclusioni impegnative e spesso dolorose, niente paura: con una petizione di principio il problema è risolto!
      Senonché, nessuno "decide" che esiste una gerarchia innata fra gli umani: è un dato di fatto, che se ne frega bellamente di essere riconosciuto o meno. Abbandonare una menzogna può avere i suoi inconvenienti, ma perpetuarla produce conseguenze di gran lunga peggiori, come tre secoli di illusioni ugualitarie stanno a dimostrare. Nietzsche ne parlava già 150 anni or sono, e ne predisse con esattezza l'esito finale: l'avvento del Nulla che è sotto i nostri occhi.
      Poi, hai perfettamente ragione di affermare che la gerarchia non può essere stabilita dalla nascita, come avviene da almeno seimila anni, cioé da quando la ricchezza ha sostituito il carisma e la capacità (i greci lo riassumevano nel termine areté...).
      Si tratta di problemi colossali, dei quali non sono minimamente all'altezza. Nondimeno sono sicuro che raccontarci balle consolatorie non sia una soluzione particolarmente brillante.

    11. Nestor Halak 18 giugno 2022

      "L’esperienza insegna che esistono gli intelligenti e gli stupidi, i coraggiosi e i codardi, gli onesti e i farabutti, i forti e i deboli di carattere, i capi e i gregari, i sinceri e i bugiardi, i sensibili e i bastardi, le persone responsabili e i menefreghisti, gli idealisti e gli opportunisti, i coerenti e le banderuole, chi pensa con la sua testa e chi segue il gregge, chi si ribella e chi subisce, chi commenta lealmente e chi fa il troll di turno…"

      Tutti gli umani sono tutto questo.

    12. Bertozzi 18 giugno 2022

      Aggiungi pure "giustizia"

    1. ekain3 16 giugno 2022

      sembra una persona in buona fede, è questa la cosa più triste. Perché ormai è l'elite criminale al potere che, grazie alla sua natura anarchica e spregiudicata, e ai mezzi e le risorse che ha a disposizione, è più dinamica, si muove con agilità, e usa ogni mezzo per mantenere il controllo sulla popolazione. E' questa minoranza al vertice della piramide sociale che è rivoluzionaria. Con una velocità sorprendente, in questi due anni di pandemia inscenata, ha derubato i popoli della Terra della maggior parte dei beni e delle risorse che avevano a disposizione, anche del linguaggio, e dei valori civili comuni, che davamo per scontati, ha deposto le democrazie esistenti, e le ha sostituite con la propaganda e nuovi sistemi di controllo militare dall'alto, grazie alle tecnologie di cui dispone e al controllo di tutti i media.
      E è solo l'inizio, se non li fermiamo.

      Mentre la maggior parte del popolo di sinistra è impastoiato nella propria buona coscienza, che in realtà è malafede, e ha dimenticato il concetto di lotta di classe, cosa che invece hanno ben presente i potenti. Ha dimenticato anche che i veri crimini sono quelli dei potenti, e che non basta una vecchia Costituzione odiata da chi è in Parlamento adesso, a salvare la democrazia. Che a volte per salvare la democrazia ci vuole la stasis, il levarsi in piedi dei cittadini nella forma estrema del dissenso (Agamben), la ribellione, e la guerra civile. Ma questo è un concetto troppo ostico e scandaloso.
      Quella che stanno facendo le elite è invece vera lotta di classe dall'alto e la fanno bene.
      Intanto l’ ideologia di sinistra si è disgregata e è diventata sovrastruttura. Mentre loro hanno imparata la lezione dalla storia e stanno vincendo la guerra, e noi l'abbiamo dimenticata.

    2. Rugge 17 giugno 2022

      Sintesi perfetta. Aggiungo che le classi subalterne hanno mollato la lotta di classe non solo per la manipolazione mediatica delle loro menti ma anche perchè hanno avuto, in parte, ciò che volevano: un lavoro ben retribuito, una casa (e una seconda), una pensione, buoni servizi pubblici, sanità, istruzione ecc. I giovani che son nati con queste conquiste già ottenute non conoscono nemmeno il concetto della lotta di classe. Le élite invece non hanno avuto tutto quello che volevano..non si accontentano mai. Per questo per loro la lotta di classe continua.

    1. gix 16 giugno 2022

      Difficile dire quanto sia determinante la storia e le attitudini personali rispetto all'ambiente storico e sociale nel quale uno si trova a crescere e fare le esperienze formative della propria personalità. Indubbiamente coloro che sono cresciuti nel primo dopoguerra, fino agli anni 50/60, non è che abbiano goduto di un clima molto diverso da quelloche c'era stato prima della guerra. Vi è stata solamente una piccola e breve finestra di opportunità, pur con tutti i limiti del finto dualismo ideologico-politico, per una certa idea di libertà e di possibile crescita di un minimo di consapevolezza, e questo è accaduto forse da metà degli anni 60 fino a tutti i 70. Non è un caso se le persone anziane come quelle descritte nel pezzo non concepiscano proprio il concetto di ribellione in se, dovendo semmai sempre appartenere ad una qualche forma di religione/politica. Non è un caso se sono i 50/60 enni che hanno rappresentato un (modesto) baluardo di resistenza e opposizione al pensiero unico attuale. Ovviamente non si può generalizzare, conosco persone anziane che hanno dimostrato una capacità di resistere insospettabile, mentre per i giovani va detto che non conoscono proprio, forse, altro mondo possibile che quello attuale distopico, andrebbe loro insegnato qualcosa di diverso..

    2. Arian Van Heisen 16 giugno 2022

      I giovani in genere sono più avanti ed informati di qualsiasi uomo maturo del secolo scorso, sono disillusi e privati di sogni per questo sono chiusi in gang ho sui social alla ricerca della verità e di qualche ideale che non esiste più nella realtà del mondo degli Adulti.

    3. Arthur 16 giugno 2022

      "Vi è stata solamente una piccola e breve finestra di opportunità ... per una certa idea di libertà e di possibile crescita di un minimo di consapevolezza, e questo è accaduto forse da metà degli anni 60 fino a tutti i 70."

      Non credo che sia questo il periodo che potremmo definire "migliore", anzi...

      Semmai a me pare che siano i nati negli anni di cui parli tu, e cioè coloro che sono nati nella seconda metà degli anni '60 e nei '70, ad essere quelli un filino più evoluti, liberi e dotati di capacità critica, quindi quelli che sono stati giovani negli anni '80 e '90, un periodo storicamente decisamente più emancipato da certe ideologie che hanno ideologizzato (a volte fanatizzato) le generazioni dei nati negli anni '30, '40 e '50.
      Parlo pertanto della mia generazione (fine anni '60 e tutti i '70).
      Ovviamente si tratta di giovani che erano figli della generazione dei nati negli anni '40 e '50 (i miei genitori) che sarebbero quelli che sono stati giovani nel periodo di cui parli tu (fine '60 e '70) e hanno il merito di aver formato la generazione più responsabile ed equilibrata, la mia.

      Quelli nati dopo, negli anni '80 e '90 (che sono stati giovani dopo il 2000) mi sembrano invece una generazione piuttosto sradicata e più confusa.

      Quelli nati dopo il 2000 mi preoccupano parecchio....

      Sia chiaro, parlo per esperienza personale sulla base della conoscenza di centinaia di persone con le quali ho avuto a che fare nel corso della mia vita, quindi parlo per me e non ho la pretesa di generalizzare e giudicare l'umanità sulla base del mio mondo.

    4. Arthur 16 giugno 2022

      Ricapitolando, divido la società odierna, dal punto di vista generazionale, fondamentalmente in quattro gruppi.

      Gruppo 1.
      Nati negli anni '30, '40, '50 che sono stati giovani dagli anni '50 fino ai '70.
      Sono i più ideologizzati (talvolta fanatizzati) ideologicamente, ma hanno il merito di aver formato la generazione migliore, cioè la mia.

      Gruppo 2.
      Nati negli anni '60 (soprattutto la seconda metà) ed il decennio dei '70.
      La generazione (la mia) dei giovani anni '80 e '90.
      I più dotati di senso critico, equilibrati e non ideologizzati.
      The best.
      (la generazione con la più alta percentuale di persone che negli ultimi due anni hanno rifiutato le pere).

      Gruppo 3.
      Nati negli anni '80 e '90 e giovani dopo il 2000.
      Insomma, un po' sradicati.
      Alcuni messi maluccio.

      Gruppo 4.
      Nati dopo il 2000.
      Preferisco tacere...

      * * *

      Ovviamente non si può generalizzare.
      Mi limito a fare una media statistica e niente più.

      PS.
      E sia chiaro!
      Io mi sento ancora giovane, anche se un po' stagionato.

    1. Pfefferminz 16 giugno 2022

      È una situazione drammatica quella descritta che rivela quanto siano sofisticati i mezzi che hanno usato per manipolare le menti. L'ultima volta che ho raccontato ad un amico le ultime notizie dal fronte dei vaccini, lui mi ha guardato con un guizzo negli occhi che aveva un significato inequivocabile: non mi reputava sana di mente. Di fronte ad uno sguardo così ci si sente disarmati. E penso che "loro" abbiano messo in conto anche questo.

    1. absitiniuriaverbis 16 giugno 2022

      Ma non ci faccio caso.
      C'è chi ha dichiarato, e non al bar, che non siamo più produttivi e che, conseguentemente siamo un peso.
      Ma non ci faccio caso.
      C'è chi scrive che siamo, in gran parte, cresciuti lobotomizzati pronti ad abbeverarci solo e solamente alla fonte ufficiale.
      Ma non ci faccio caso.
      C'è chi ci associa al miracolo italiano senza vedere la, fatica e l'impegno e la determinazione.
      Ma non ci faccio caso.
      E potrei continuare parlando di cose che voi umani...😜 ma siete ancora troppo impegnati a parlare di sinistra e destra.

      Non datemi consigli, so sbagliare anche da solo.

      Di famiglia terrone, nato maschio in liguria, cresciuto uomo, gentiluomo per scelta, bastiancontrario per vocazione.
      Classe 1949.

      Un sereno articolo, mi è piaciuto, a tratti.
      Potrei commentare che ai giovani non va insegnato cosa pensare ma come pensare.
      Potrei aggiungere che non ho mai visto uno stato fornire un'educazione ai 'sudditi' in grado di consentire loro di rovesciare il regime vigente.
      Potrei ricordare che il potere non è un dono divino ma una concessione di tutti quelli che stanno in silenzio o che ne sono mandanti nell'urna.
      Potrei concludere ricordando tutto quanto questa pandemia e questa operazione speciale hanno affossato in termini di costituzione, diritti, sindacati, sanità, e mi fermo qua.

      E mi sovviene del ricercatore di Google che è stato messo in disparte (ma stipendiato) per aver dichiarato che la AI su cui lavorava era senziente.
      Almeno una, senziente esiste ma non è umana.

    2. Nestor Halak 16 giugno 2022

      IL mio amico è decisamente più anziano. Se non sbaglio qualcosa come il 36 o 38.Roba d'annata.

    3. absitiniuriaverbis 16 giugno 2022

      Grazie per il tuo articolo.
      Il tuo amico d'annata, immagino sia passato attraverso 'lezioni di vita' che sicuramente non io e forse nemmeno tu abbiamo sperimentato.
      Chapeau.

    1. Arthur 16 giugno 2022

      Io non sono affatto stupito.

      Quello che è accaduto negli ultimi due anni, nonostante la sua tragicità e miseria morale, mi è servito per capire che gli uomini davvero liberi (liberi dentro, nella testa e nel cuore, liberi nelle scelte che compiono e nello stile di vita che assumono) sono pochi, molto meno di quanto potessi immaginare.
      E questa libertà non ha nulla a che fare con l'orientamento politico, religioso, con l'appartenenza ad una classe sociale, con il livello culturale o con il denaro che si ha sul conto in banca.
      È una questione di spirito.

      Voglio fare una domanda.
      Siamo sicuri che le persone che voi ed io consideravamo, per diverse ragioni o diversi punti di vista, autonome nel giudizio, dotate di capacità critica e soprattutto libere, lo fossero davvero in passato?
      Siamo generalmente portati a credere che abbiano perso le doti che avevano ... ma siamo sicuri che le possedessero davvero?

      Le idee e/o ideologie politiche, religiose o di altro genere che sono state conculcate nelle persone (spesso un vero e proprio credo, religioso o laico non ha importanza), hanno aiutato queste persone ad essere libere stimolando la loro coscienza oppure le hanno ingabbiate e ingannate?

      Io ho la mia risposta che potete immaginare...

      PS.
      La domanda sulla presunta libertà, autonomia di giudizio e capacità critica che ci poniamo sugli altri, ce la dovremmo costantemente porre anche su noi stessi.
      Siamo liberi interiormente?
      O in noi ci sono trappole piazzate molto bene da qualcuno che potrebbe averci abilmente ingannati?

    2. R66 16 giugno 2022

      Se per passato ti riferisci al pre-2020, di stupori rilevanti nel "passaggio di sponda" non ne ho avuti.
      Se proprio dovessi usare la parola "delusione" questa va additata alla non necessità di estro e originalità, credevo ci volesse un po' più impegno.
      Ma come me credo si siano stupiti gli stessi ai vertici! 🤣

    3. Nestor Halak 16 giugno 2022

      Personalmente non mi sento affatto libero, ma condizionato e limitato e compulsato e ingannato e illuso e accecato e confuso da infiniti fattori che agiscono e hanno agito e forse anche agiranno sulla mia vita. Tutto è relativo e ci accontentiamo di poco. Già potersi rendere conto di qualcosa, cogliere qualche connessione, riuscire ad avere un minimo di distacco dalle cose per poterle meglio vedere, avere una piccola libertà di giudizio è quasi un miracolo.

    1. nandoricciardi 16 giugno 2022

      Tutti abbiamo fatto la stessa esperienza del vecchio "compagno" di gioventù, all'epoca intransigente e perfino fazioso, che si definisce ancora antiamericano e antisistema ma ostenta la sua regolamentare vaccinazione tridose e sceglie la causa democratica rappresentata dall'Ucraina. Il mio, in verità, è commosso perché ha visto in TV "i bambini bombardati" ed indignato per la "rinascita in Europa del nazismo" ad opera del puzzone russo. La tesi dell'articolo non fa una grinza: la stragrande maggioranza delle persone segue l'istinto biologico dell'aggregazione, sorda alla conoscenza e all'uso del raziocinio. Anche nel mio villaggio, ormai di 800 anime, negli anni '70 del secolo scorso esisteva una sezione del PCI e si poteva fare il comunista, oggi per i più l'unico approccio col mondo passa per l'apparecchio televisivo, che placa lo spirito con la somministrazione del pensiero unico, benedice per l'obbedienza civica e ti fa sentire ancora in vita.

    2. BrunoWald 16 giugno 2022

      "Anche nel mio villaggio, ormai di 800 anime, negli anni ’70 del secolo scorso esisteva una sezione del PCI e si poteva fare il comunista".

      Perché allora era una moda anche quella. Una forma di aggregazione sociale, non certo una volontà rivoluzionaria. Infatti, poi son confluiti quasi tutti nel PD (via PDS, Ulivo, ecc.).

    1. Primadellesabbie 16 giugno 2022

      Non facciamoci strane idee.

      Immagini il PC Italiano come un partito di rivoluzionari?

      Sbagliato.

      C'erano alcuni rivoluzionari ma erano riportati nel solco del rispetto dell'ordine costituito o se ne andavano. I margini erano molto stretti.

      Si chiama centralismo democratico.

      Poi c'erano alcuni che per compiacere i giovani (ce n'erano anche allora) amici, estranei al partito, si atteggiavano a rivoluzionari ma, spingendo un po' i discorsi si scopriva facilmente l'azzardo.

      Era un partito di persone d'ordine, sebbene di un ordine diverso da quello proposto da Almirante.

    2. Eugiorso 16 giugno 2022

      Il mito dell'operaio di massa e della Rivoluzione, con contenuti bolscevichi, è stato tenuto in vita artificialmente da Palmiro Togliatti per ragioni di tenuta e di consenso, ma fin da subito, direi a partire dal 1946, con l'amnistia, Togliatti ministro della giustizia si è preoccupato di risollevare le sorti (miserande) del paese, accantonando la Rivoluzione, una Rivoluzione non desiderata in Italia (ma anche in Grecia) dai referenti sovietici di Togliatti e soprattutto da Stalin, che aveva accettato la divisione del mondo, in particolare dell'Europa, in blocchi e perciò rispettava i "confini" ... L'Italia era dall'altra parte del muro, assegnata agli usa, quindi niente Rivoluzione.

      Cari saluti

    3. Primadellesabbie 17 giugno 2022

      "Il mito dell’operaio di massa e della Rivoluzione, con contenuti bolscevichi, è stato tenuto in vita artificialmente ..."

      Sono supposizioni gratuite di chi lo avversava, queste cose non ci sono mai state.

      Direi che c'era la coscienza che, date le condizioni, una massa di operai disciplinati, se ben guidati, poteva guadagnarsi molto spazio politico, cosa in gran parte verificatasi.

    1. Bertozzi 16 giugno 2022

      Che bell'articolo, non si capisce il perché dello stupore dell'autore, ma soprassediamo.

    2. Nestor Halak 16 giugno 2022

      Non stupirti dello stupore: l'autore si stupisce con facilità.

    1. Teopratico 16 giugno 2022

      Le spiegazioni dell'articolo e dei commenti sull'incapacità di opporsi alla propaganda le trovo giuste, certamente bisogna distinguere fra vecchie e nuove generazioni diverse motivazioni, per quanto riguarda le vecchie di certo sussiste l'incondizionata fiducia in un sistema che ti ha fatto campare bene, molto meglio dei tuoi nonni o genitori, sono certo che l'anziano amico comunista dell'articolo non se l'è passata affatto male in questo ultimo mezzo secolo, per esempio...

    2. Bertozzi 16 giugno 2022

      Ciao Teo, ai nonni e genitori aggiungi anche i figli.

    1. oriundo2006 16 giugno 2022

      Io penso sia il fattore-età a essere dirimente. Poi è chiaro anche le batoste ( politiche e non solo ) della vita. E, ultimo ma non ultimo, il famoso 'ho già dato', che mette il cuore in pace e fa credere a immaginifiche e mirabolanti virtù a quanto oggi hanno il bastone di comando pur di non pensare ancora con la testa propria. Troppo complicato, troppo difficile mettersi contro, trovare le falle ( mostruose ) della propaganda e andare alle manif contro l'obbiligo vaccinale, ad esempio. Ma però parecchi sessantenni e oltre c'erano insieme a me in Piazza del Duomo a MI: quello che mancavano erano i ggiovani, che ci guardavano dalla Galleria e dalle arcate del passeggio come dei velleitari poveri idioti, tipo ultimi moicani patetici e derelitti rimasugli del buon tempo che fu. Si sveglieranno mai ? Io penso di si, se, come temo, saranno mandati al fronte a fare carne da cannone come sempre nella Storia. Quella che non hanno mai approfondito, preferendo la rimozione allo studio, feroce metodo per dannarsi la vita. E adesso presenta loro il conto...Un tempo mi facevano pena e li scusavo, i giovani, ma anche i vecchi. Adesso no. Sono tutti dei mostri di egoismo: inutile chiedere che si interessino a qualcosa di diverso che farselo venire duro la sera.

    2. Bertozzi 16 giugno 2022

      Ricordo sempre che il sedicenne che si è opposto alla mascherina in classe ha subito un TSO da adulti senzienti e competenti. La generazione stigmatizzata nell'articolo non ha scusanti, quella dei giovani di adesso ne ha più d'una. E anche in quanto al farselo venire duro la sera direi che si stava meglio prima, che se gli viene ancora duro ai giovani di oggi dobbiamo solo che gioire, ma non ho molta fiducia, gli stanno pure togliendo le pulsioni e le funzioni primarie.

    3. Nestor Halak 16 giugno 2022

      Oggi sono andato all'ufficio postale a ritirare la raccomandata con la multa che mi hanno fatto per avere più di cinquanta anni e non aver mostrato entusiasmo per gli esperimenti medici del dottor Speranzo.
      All'ufficio postale ero l'unico senza museruola.
      Mi hanno fatto aspettare a lungo.
      Anche quelli con la museruola.
      Nella stanza c'erano tre sedili, tutti e tre con divieto di sedersi appiccicato.
      Mi sono seduto lo stesso.
      Nessun altro si è seduto.
      Una vecchietta tutta stronca con maschera e bastone stava appoggiata al muro, ma era viva.
      Nel frattempo l'impiegata sui quaranta è uscita per salutare un cagnolino portato da un'amica che ha visto dalla vetrina.
      Faceva versetti tipo ciù ciù ciù ma quanto sei bellissimo!
      Il cagnolino era senza museruola, lei con.

    4. Pfefferminz 16 giugno 2022

      ... oltre a confonderli sulla propria identità sessuale. Ho visto un cartello davanti ad un negozio in cui si cercava personale "maschio, femmina o diverso".

    5. BrunoWald 16 giugno 2022

      Vedi dunque che la spranga, in fondo, è uno strumento neutro come tanti altri. Dipende più che altro dalla testa.

    6. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Neutrissimo😉

    7. oriundo2006 17 giugno 2022

      Ma i ggiovani stanno dalla LORO parte. Hanno fatto una scelta di campo ben precisa, nella quasi totalità. Alcuni non aderiscono ma tutti gli altri si. Vogliono, fortissimamente vogliono, la deriva vaccinista che attualmente esiste per fare POI carne di porco degli 'altri', ovvero dei 'vecchi'. Questa è la linea di tendenza subliminale del Potere, quella linea che il Potere ha autoindotto in loro: vi aiuteremo levando la mezzo i vecchi e VOI potrete profittarne incamerandone proprietà, benefici, ecc. ecc. Sono seduti in riva al fiume aspettando che passino i nostri cadaveri. Per questo non nutro alcuna speranza in loro. Sono solo degli infami opportunisti.

    8. Bertozzi 17 giugno 2022

      È esattamente il contrario, carne di porco se ne fa dei giovani, mentre i vecchi stanno a guardare la tv, ma lasciamo stare, ognuno ha i propri occhi. Si sa, se non sopraggiunge un minimo di saggezza invecchiando si diventa cattivi e gelosi, e si mandano volentieri i giovani a morire come è sempre stato in ogni guerra, decisa dai vecchi e smazzata dai giovani, oggi li si inocula fin da piccoli, per cui manco serve più mandarli soldati. Ma anche i più intelligenti e arguti non se ne accorgono, per cui abbiamo poche speranze davvero. Infami opportunisti che non avranno casa lavoro pensione - fannulloni! - detto da chi ha o avrebbe potuto comodamente avere tutti e tre... "Vergogna dov'è il tuo rossore!" , vabbè ma io pure che perdo tempo a spiegare ste cose ai sordi.

    9. oriundo2006 17 giugno 2022

      Il fatto di essere degli infami opportunisti lo capisci chiaramente se parli con loro e non ti limiti ad un buonismo senescente. Io l'ho fatto diverse volte.
      Va, parla, discuti, chiedi...e dopo mi dici.
      Vogliono il piatto ricco per ficcarcisi dentro senza troppa fatica quando, ed è qui la mia critica, protestando e mettendoci la faccia, cosa che non fanno se non in casi marginali, potrebbero avere molto di più e subito...dopotutto hanno con noi sessantenni un alleato formidabile. Noi non siamo la classe di quelli che ci hanno preceduti e ci hanno fatto soffrire per conquistare poco e niente e sopratutto tardissimo.
      Noi vecchietti siamo lì per aiutarli.
      Ma loro se ne fregano, preferendo le lusinghe del sistema a tutto il resto. La parola d'ordine è 'state allineati e tutto andrà bene', 'non protestate perchè poi sarete puniti e non premiati'. L' unica cosa sensata è chiedersi come e perchè queste idee subliminali vi siano e da chi siano indotte.
      Il fatto che ci siano è indubitabile, come è indubitabile che attraverso queste si persegua la servitù generazionale quando oramai potrebbe finire...Insomma, arresi alla meta...anzi al metaverso.

    10. Bertozzi 17 giugno 2022

      Ma come ti pare, guarda, certo non ho bisogno di andare chiedere discutere. Vivo ancora in questo mondo, non in quello del mulino bianco, dei sessantenni che "hanno ottenuto poco e niente e soprattutto tardissimo", è pura dissonanza cognitiva, prova tu a uscire e cercare i bambini mascherati, appena ne trovi uno vedrai un vecchio alle sue spalle che lo costringe a tenerla e non per proteggerlo ma per proteggere se stesso. E, ti ripeto, i giovani che ci hanno messo la faccia si sono beccato un TSO, mica come i giovani comodi e infami davvero (per usare un tuo termine) degli anni 60/70, i rivoluzionari col Rolex, ben stigmatizzati da questo articolo, che hanno perso la vista l'udito e l'anima durante i lustri e infatti oggi sono il braccio armato del governo e se la prendono con i ragazzi e coi bambini. A nascondersi, dovrebbero andare, altroché fare la morale.

    11. emilyever 17 giugno 2022

      Stamattina a 100 giorni da leoni hanno intervistato il ragazzo che già a settembre scorso si era rifiutato di tenere in classe la mascherina; condotto dalla preside le aveva portato tutta la documentazione a conforto della sua tesi, ma non c'è stato nulla da fare, lei ha chiamato i carabinieri perchè lo allontanassero dalla scuola, e da allora lui non ci ha rimesso più piede fino a farsi bocciare. Ora studia per conto suo. La cosa più triste è che Enrica Perrucchetti gli ha chiesto come avessero reagito i compagni, e lui ha risposto che solo due all'inizio gli avevano mostrato solidarietà, poi non li ha più sentiti. Tristezza, oltre a confermare il mio mantra: le scuole e le università vanno chiuse.

    12. oriundo2006 17 giugno 2022

      Conferma quello che ho scritto sopra: opportunismo, chi c’è lo fa fa’, che se ne importa…questi sono i giovani oggi. E non sono poi troppo dissimili ai tanti delle generazioni precedenti. Occorre qualcosa che li ponga di fronte alle loro responsabilità, si capisce dai 17/18 in su. La politica era questo qualcosa nel passato. Oggi è defunta. Il cristianesimo delle parrocchie è finito. Cosa resti non so: i media sono deresponsabilizzanti al massimo, la famiglia è troppo poco.

    13. Hospiton 18 giugno 2022

      E non dimentichiamoci dell'ammorbante campagna cui sono stati sottoposti i ragazzi, quanti hanno ceduto per tutelare "fragili e anziani"? Molti hanno dimostrato una senso di responsabilità che mi ha sconvolto e non in negativo, purtroppo fidandosi degli immensi bastardi che han tirato su il baraccone (ma come può un 16-18 enne, cresciuto nella cloaca che è l'Italia dell'ultimo decennio, riconoscer gli impostori e immaginare il marcio che si nasconde dietro Draghi, virologi di regime, intrugli Pfizer e mascherate di gruppo? Alla loro età forse mi sarei vaccinato anch'io, non ero ancora abbastanza strutturato per "leggere" la realtà circostante e reggere l'immane pressione sociale, veicolata con diabolica perfidia...). Poi ci son quelli che han ceduto per poter stare con gli amici, stesso discorso, come non comprenderli, a quell'età affrontare la solitudine è ancora più arduo, e gli immensi bastardi lo sanno bene. No, anch'io non posso colpevolizzare chi, sotto i 20-22 anni, si è vaccinato, loro sono le prime vittime di un'operazione troppo sofisticata perché la maggioranza dei giovani potesse individuarne le finalità, credo che anche per Oriundo sia solo uno sfogo amaro, una rabbia momentanea che a volte ci fa scagliare contro tutti e tutto... non punto il dito neppure contro adulti che han ceduto per ignoranza, ingenuità, conformismo ma almeno non han preteso che tutti si adeguassero...punto invece il dito, ma preferirei puntare un fucile a canne mozze, contro coloro che hanno PRETESO con forza le mascherine per i bambini, si tratta di gente tra i 40 e gli 80 e non erano pochi. Spregevoli Collaborazionisti, per me rimarrà la più grande vergogna della nostra storia, e se esistono karma e roba analoga credo che gli italiani pagheranno carissima questa infamia (purtroppo temo ci passerà anche chi si è opposto con decisione, sappiamo come va a finire).

    14. Bertozzi 18 giugno 2022

      Sottoscrivo anche le maiuscole.

    1. R66 16 giugno 2022

      Fino al 2020 per via dell'ambiente di lavoro ero a contatto spesso con giovani, non sono il tipo che li bacchetta, in genere mi vedono come un mezzo coglione loro pari, per cui ci parlano abbastanza con me, la paura principale che hanno è di rimanere soli.
      Non nel senso stretto del termine, ma di essere esclusi, non accettati.
      Non è tanto diversa da quella del tuo amico, ma in loro la forma si è acutizzata, l'idea di connessione non si ferma soltanto alla rete, si è incistata nell'intimo, il principio dei mondi virtuali fa presa per la facoltà di "rinnovamento".
      Si spegne e finisce tutto, non si deve nulla a nessuno, mal che vada si cambia avatar e si ricomincia da immacolati.
      "Purtroppo" il pensiero critico necessita proprio della capacità di superare l'eventualità di essere soli, osteggiati e, quando il caso lo richiede, rivedere le proprie convinzioni scusandosi; senza scrollarsi di dosso questi timori non si può mai innescare completamente.

    1. Eugiorso 16 giugno 2022

      A parte il fatto che i rapper ultr-tatuati e pieni di ferri sul corpo sono più che altro penosi, se non clowneschi, confermo che anche i nati negli anni cinquanta, ex sinistri ma anche ex destri, sono stati in buon numero lobotomizzati per predisporli a berle tutte, dalla "guerra contro il covid", opportunamente diffuso, alla "guerra in ukraina" ...
      Ti ripetono a pappagallo che "c'è un aggressore e un aggredito", senza rendersi conto che il vero aggredito sono proprio loro!
      Devo dire, però, che io con questi evito accuratamente di parlare per non incazzarmi, perché non hanno niente di illuminante da dire (alcuni ripetono a pappagallo la propaganda occidentaloide) e perché è perfettamente inutile cercare di fargli capire, anzi, sarebbe meglio dargli direttamente una sprangata in testa.

      Sarò cattivo e intollerante, non troppo "empatico", ma è così.

      Cari saluti

    2. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Non sapevo di conversare qui su ComeDonChisciotte con persone pronte a dare "direttamente una sprangata in testa" a qualcuno. Quel "direttamente" poi mi preoccupa in modo particolare. E una pioggia di like... Ich muss mich in Acht nehmen. Devo fare attenzione😉

    3. Eugiorso 16 giugno 2022

      Non mi si dirà che a chi appoggia, più o meno consapevolmente, un sistema che vuole ridurci alla fame e alla schivitù si dovrebbe fare un buffetto sulla guancia?

      Cari saluti

    4. Balabiott 16 giugno 2022

      Quoto pure le virgole Eugenio, è totalmente inutile ragionare con questi soggetti.. Sono letteralmente zombificati..punto

    5. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Ritorno dalla mia passeggiata serale durante la quale ho ascoltato Scardovelli. "Ama il prossimo tuo come te stesso" e "Quante volte bisogna perdonare? Sette volte sette" (quest'ultima non la sapevo). Che contrasto stridente con le tue righe!

    6. R66 16 giugno 2022

      ...settanta volte sette! 😉

    7. emilyever 17 giugno 2022

      Abbiamo molte fonti in comune...Quindi l'amato Scardovelli ha ridotto il numero dei perdoni rispetto a Gesù, che mi sembra di ricordare avesse risposto 70 volte 7? Il perdono è una cosa a cui purtroppo non sono ancora arrivata: dico sempre che non perdono e non dimentico, però decido con alcune persone comunque care di andare avanti, stando però più in guardia.

    8. Pfefferminz 17 giugno 2022

      Avete ragione voi, "settanta volte sette"! Anch'io al perdono non ci sono ancora arrivata e quel "porgere l'altra guancia" l'ho sempre trovato un po' sospetto, ma ascolto volentieri Scardovelli perché mi piace conoscere e imparare. Il video che ho ascoltato ieri sera era favoloso.
      Questo:
      https://youtu.be/-fYjjG80gKQ

    9. BrunoWald 17 giugno 2022

      L'etica cristiana può essere abbracciata anche dai non credenti, ma non imposta. Anche perché essa omette di spiegare per quale motivo bisognerebbe amare il prossimo, compreso chi ne è indegno. Per il credente, la risposta è obbligata: perché siamo tutti figli di Dio. Ma per gli altri?
      Bill Gates è il mio prossimo? Dovrei perdonare Draghi, col suo ghigno cattiverioso da psicopatico? Dovrei amare Soros? La von der Leyen? O abbracciare i tanti anonimi che si fanno complici di questi figuri, per convenienza o per viltà?
      Costoro non sono il nostro prossimo. Sono nemici. E non esiste una sola ragione concepibile per non considerarli come tali.

    10. R66 17 giugno 2022

      Ci sei andato enormemente più vicino tu di Scardovelli.
      Per lui ogni cosa è buona per ampliare quel calderone pseudo filosofico che spaccia ai paganti: Buddismo, Bibbia, Costituzione ecc... tutto dentro e via, mescolare.
      Mischia la soteriologia con la ricerca della felicità in stile American Dream, tende ad impressionare con una frase fine a sé stessa e della quale non ci ha capito un accidente, insomma fa un casotto incredibile.
      Il "prossimo" nella Bibbia è ben definito e per ogni frase o parabola è fondamentale guardare ai soggetti a cui sono dirette, ossia chi sono e come sono coloro che stanno ad ascoltare.
      Non ogni direttiva è valida per chiunque, tant'è che uno dei punti principali riguarda la divisione tra essere nel mondo e essere del mondo, "concetto" quest'ultimo forse tra i più complicati dell'intera raccolta di libri.

      Inoltre il perdono non un è sinonimo di non portare rancore, su questa differenziazione Scardovelli sorvola alla grande.
      Tutta la Bibbia fonda il perdono su un principio: va prima richiesto - il che comporta a monte che il richiedente si penta di aver compiuto una tale azione.

      Perdonare un malintenzionato che continua con entusiasmo a compiere le cattive azioni non ha alcun senso, non ricercare la vendetta è ben diverso dal perdonarlo o amarlo.
      Su questo tema chiunque ci sia cascato e in seguito vi abbia meditato, sa di cosa sto parlando: cercando di vendicarsi ci si logora dentro e ci si incattivisce diventando come l'altro.
      Comunque, tra le tante spiegazioni, la Bibbia ne ha anche sul perché Scardovelli piace e "coincidenza" vuole che sia riferita agli "ultimi tempi": "Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare". 😉
      (2 Timoteo 4:3)

    11. Pfefferminz 18 giugno 2022

      Strana la tua sparata su Scardovelli che per me è uno dei pochi intellettuali italiani che mi ispirano fiducia.

    12. R66 18 giugno 2022

      Non è affatto strana, i pericoli non risiedono nei pericolosi, i quali se non altro si palesano, ma stanno nei camuffati, in quelli in cui si ripone la fiducia invano; per me lui è uno di questi ultimi.
      Ci sono gli stessi presupposti che c'erano nel famoso movimento.

      L'errore sta proprio nell'intenzione di andare a sostituire i volti non capendo che è il ruolo il fattore determinante.
      Verso chi lo cerca dovrebbe scattare l'allarme a priori e comunque nessuno riuscirà a mutarlo, tutti verranno fagocitati dal meccanismo.
      Quanti ne serviranno ancora di esempi?
      Per chi non sono stati sufficienti gli esempi passati, invito a fissare un numero oltre al quale ragionare sull'eventualità di cambiare prospettiva.

      Nel caso si limitasse anche in futuro al solo cianciare, poco male: danni rivolti "soltanto" a piccoli gruppi.

      EDIT
      A parte la mia opinione su di lui, il messaggio precedente cercava di fornire spiegazioni più esaurienti a ciò che nel video viene lasciato in sospeso, sia per ignoranza, sia per via di quel fare buonista su cui basa il suo personaggio.

    13. absitiniuriaverbis 18 giugno 2022

      Scardovelli ritengo faccia 'gregge' ovvero prenda il prendibile considerato 'buono', secondo lui, dovunque si trovi ed in qualunque contesto e lo diffonda. Penso che l'idea in sé sia errata, anche se possa e risulti essere consolatoria almeno in alcune condizioni: calma piatta, come si dice sul mare.

      Errata perché se, da una parte, accumunare aiuta a superare le differenze, dall'altra le differenze sono quelle che aprono la mente se si vuole fare lo sforzo di comprenderle e contestualizzare. E questo senza entrare nel merito della definizione di 'buono' che è tutta un altra storia.

      Un messaggio consolatorio generale come il suo, va bene quando il mare è 'calma piatta' e tutti sono marinai provetti perché c'è armonia a bordo, nessuna preoccupazione dietro l'angolo ed ognuno fa il suo e, perché no, fischiettando. Piuttosto, è quando in mare c'è tempesta che si vedono i veri marinai e chi sa tenere la rotta.
      Ed in questo caso non serve fare di tutte le erbe un fascio, pena affondare.

    14. R66 18 giugno 2022

      Nel "calderone" di Scardovelli subentra un meccanismo che definire strambo è un eufemismo.

      Immaginiamo che un ingegnere proponga un prontuario su un argomento specifico e una persona di nome Pippo inizi a prenderlo come riferimento per i propri affari.
      Pippo legge il primo capitolo e lo usa, poi il secondo e lo usa, il terzo, il quarto, il quinto... ma arrivato al sesto, lo salta.
      Non pago dell'omissione, mettendoci del proprio, asserisce l'opposto di quanto abbia detto l'ingegnere in origine.

      Ora, senza andare a valutare il contenuto del capitolo incriminato, Pippo è come se stesse dando del bugiardo all'ingegnere.

      Comunque non scarta in toto il tomo, se ne avvale, seppur a tratti: questo sì, quello no, questo lo aggiunge, quello lo modifica - come se fosse in grado di riconoscere meglio di chiunque altro la validità dei principi.
      Intendiamoci, tutto può essere...

      Ma a questo punto, avendo stravolto il contenuto dello scritto iniziale, perché far riferimento ancora all'ingegnere?
      Perché non intitolare il nuovo prontuario a solo nome Pippo?

      Che forse il prontuario si chiami Vangelo, l'ingegnere Gesù e il principio di autorità che si è sviluppato in circa 2.000 faccia troppo comodo per non avvalersene?

      Ah però, furbo 'sto Pippo! 🤣

    15. Pfefferminz 18 giugno 2022

      @ R66

      Posso chiedere se in precedenza scrivevi qui su ComeDonChisciotte con un altro pseudonimo?

    16. R66 18 giugno 2022

      In passato mi ero iscritto ma non commentavo tanto, almeno non come ora, credo risalisse a molto prima di Disqus.
      Se la domanda è riferita a Scardovelli, non credo di averlo tirato in ballo tante volte, seppur la mia opinione su di lui è peggiorata nel tempo non lo conosco dagli inizi della sua carriera.
      Ti ricordo qualcuno? 🙂

    1. GioCo 16 giugno 2022

      Forse Nestor, confondi il prima con il dopo. Il tipo di propaganda è certamente più aggressiva, perché è collegiale, cioé coinvolge un numero di attori inusitato, per estensione, dimensione e numero. Anche l'ambiente politico è privato dei vecchi riferimenti e in specie in area comunista. Ma ciò che è cambiato profondamente è lo stile di vita medio e dovrà ancora trasmutare e di parecchio. Questo rende i vecchi particolarmente sensibili e fragili. Meno i giovani che infatti sono aggrediti per ultimi e più a lungo. I giovani sono più permeabili ma hanno anche più capacità di recupero. Per quello la prevaricazione è particolarmente feroce verso di loro. Eppure, sarà il residuo del loro orgoglio (che c'è, è solo stato messo in ombra) a smembrare Moloch... Un drago vincerà, ma sarà cinese ed è tutto da vedere se per noi sarà meglio...

    2. Nestor Halak 16 giugno 2022

      "forse Nestor, confondi il prima con il dopo"

      Non lo so, forse, d'altra parte i vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni, i vecchi non sanno nel loro pensiero, distinguer nei sogni il falso dal vero.

    3. Pfefferminz 16 giugno 2022

      "I giovani sono più permeabili ma hanno anche più capacità di recupero."

      Perché allora alle manifestazioni contro la sospensione dei diritti fondamentali sono così in pochi?

    4. Primadellesabbie 16 giugno 2022

      Sarebbe una conquista!

      Ma non è così, forse i vecchi non hanno aggiornato i loro sogni.

    1. sbregaverse 16 giugno 2022

      Nestorione è il mondo, non solo quello lontano, ma questo, vicino, e che sta tutt'intorno, che ci COSTRINGE a diventare FILOSOFI.

    2. Nestor Halak 16 giugno 2022

      Non me lo dire! Io, poi, già ci pendo!

    1. cedric 16 giugno 2022

      La gente comune non è in grado di formarsi una propria credenza personale e finisce per adeguarsi all’unico modello offerto e, tranne sfumature di colore, finisce per pensarla tutta sostanzialmente allo stesso modo.Persino i vecchi militanti, quelli che hanno visto l’attentato a Togliatti e la strage di Portella della Ginestra.

      Una possibile chiave di lettura è che finora la gente comune finora non non ha più avuto fame. E per fame si intende l'impossibilità di avere un pasto almeno una volta al giorno. Quando i bisogni primari sono soddisfatti, si mangia, si ha un tetto sulla testa, si viene curati gratis e si ha internet(!) non si più voglia di informarsi o di pensare con la propria testa.
      Quest'anno sono già triplicati quelli che chiedono pasta e passata di pomodoro alla caritas, che hanno rateizzato le bollette in tre anni (e non finiranno mai di pagarle) e che hanno tagliato ogni spesa.
      Vedremo cosa accadrà a novembre quando verrà tagliato il gas nelle abitazioni e razionata l'elettricità. Ovviamente non saranno toccati solo gli ultimi della società, ma tre quarti della popolazione sentirà sulla propria pelle gli effetti della guerra.
      Solo allora qualcuno di ricorderà dell'attentato a Togliatti.

    2. R66 16 giugno 2022

      Mmmm... però la generazione più vicina a noi che ha avuto fame è stata anche la più ignorante.
      Non intendo in termini di istruzione, voglio dire che non è stata in grado di riconoscere la "predazione" e anzi, l'ha abbracciata. Inoltre sono le madri e i padri dei cosiddetti baby boomers.
      Se la fame avesse scaturito una sorta di senno, sicuramente avrebbero dato un verso migliore ai figli, qualche virtù, qualche principio, invece nulla, soltanto un: "pensa agli affari tuoi, vai per la tua strada, non badare agli altri, prendi quando c'è da prendere e lascia il meno possibile."
      Poi questi hanno partorito la mia che è quasi tutta da bruciare (fortunatamente una buona parte si è portata avanti da sé), che a loro volta ha generato quella attuale, la più timorosa.
      Forse bisogna andare più indietro, non so...
      Che sia così fin dall'alba dei tempi e la tecnologia abbia semplicemente divulgato il fenomeno?
      Ossia numeri da sempre sfavorevoli al pensiero critico.
      L'unica cosa che sembra esser una novità è questa idea folle dell'aggiustare tutto per tutti e una volta per tutte.

    3. Pfefferminz 16 giugno 2022

      La fame è condizione necessaria, ma non sufficiente, altrimenti in altre parti del mondo dove si soffre la fame ci sarebbero delle rivoluzioni.

    4. rocks 17 giugno 2022

      esatto, ci vuole accesso a internet, tempo (correlato alla fame, se lavori tutto il giorno o devi andare a cacciare non hai tempo per imbottirti di ricerche sul web...), un po' di istruzione di (meglio se non troppo scientifica😇)

    1. Arian Van Heisen 16 giugno 2022

      Non c'è da meravigliarsi se non vi è nessuna possibilità di scelta antoconformista lo vediamo anche tra i diversi attori Politica e Giornalisti pseudostorici per i Russi la guerra è contro i Nazisti per gli Occidentali US-GB-Giudei la guerra è contro il nuovo Hitler Putin
      Il nemico è comune un Fantasma del Passato, mentre il vero nemico è sempre li che tira le fila.

    2. JA 16 giugno 2022

      Se poi pensi che da Togliatti a Berlinguer han tutti sfruttato nel complice silenzio quegli scandalosi privilegi poi denunciati solo dai grillini: non ti pare abbiano pisciato in testa ai loro compagni... compagni, ti lavora che mi magni.

    3. nandoricciardi 16 giugno 2022

      I grillini? Ancora? E' disperante!

    4. JA 16 giugno 2022

      No, è italiano. :-D

    5. ekain3 16 giugno 2022

      taci tu coi 5stelle, non nominarli nemmeno, per favore.

    6. rocks 17 giugno 2022

      grande pezzo dei Paolino Paperino Band che descrive il bravo cittadino:
      https://www.youtube.com/watch?v=zsupd0QO078&ab_channel=PaolinoPaperinoBand-Topic

    7. emilyever 17 giugno 2022

      Mi permetto di alludere ancora a loro solo per chiedermi se forse gli unici onesti fra di loro solo quelli che sono usciti dal movimento o ne sono stati radiati.

    1. alessandroparenti 16 giugno 2022

      Chiedi anche al tuo amico quante torri sono cadute l'11 settembre 2001 e se ti risponde "due" dallo per perso.

    2. Tizio8020 16 giugno 2022

      Lascia stare... è già perso da un pezzo, se vota PD!!!

    3. Nestor Halak 16 giugno 2022

      Vabbè, ma quella era un'offerta speciale: colpisci due, distruggi tre.
      Mica capita tutti i giorni.

    4. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Vota PD perché la sua mente è rimasta ancorata ad un passato che non c'è più. Ne conosco a bizzeffe di gente così e quello che mi rattrista di più è che sono brave persone.

    5. R66 16 giugno 2022

      Poni alla delega il valore dell'azione e poi riconta le bizzeffe.

    6. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Non capisco cosa vuoi dire.

    7. R66 16 giugno 2022

      Per essere "brave persone" non basta semplicemente non rubare e non ammazzare, delegando e legittimando il boia, si diventa a sua volta dei boia.

    8. Pfefferminz 16 giugno 2022

      Bisognerebbe indagare sulla buona fede.

    9. Salatiele 17 giugno 2022

      Hai detto bene, sono davvero brave persone che eroicamente vogliono credere in uno stato che non esiste più ahimè. Sono gli ultimi che riescono ancora ad amare lo stato e a credere a quello che gli viene detto dai telegiornali. Per questo - come la moglie che si rifiuta di credere che il marito le faccia le corna (o viceversa) - non vogliono sentir ragioni se qualcuno cerca di fargli aprire gli occhi.

      Sono quelli che sono cresciuti con la sigla del TG1 la sera a cena quando il papà diceva "zitti che devo sentire il tg". E a nessuno veniva minimamente in mente che raccontassero già un sacco di balle.

      C'è qualcosa di bello in questo che, come il resto delle cose belle di questi tempi, sta evaporando nello spazio sempre più vuoto...

    10. Nestor Halak 17 giugno 2022

      Se vogliamo anch'io sono cresciuto con la sigla del telegiornale a tavola ed il padre serioso che voleva sentire, ma questo non mi ha impedito di metterlo in dubbio.
      E' vero, già raccontavano molte balle, ma le campagne di propaganda degli ultimi due anni non hanno precedenti: c'è stato un salto di scala.

    11. Pfefferminz 17 giugno 2022

      Però sono bravi: riescono a raccontare le balle più colossali senza che gli scappi da ridere.

    12. rocks 17 giugno 2022

      Certo che sono brave persone. D'altronde, sopratutto per le persone oggi anziane, che sono cresciute e hanno vissuto in un mondo bipolare, in cui tutto il resto non esisteva e soprattutto in un mondo (nostro) in crescita economica, per loro le cose erano piuttosto semplici da sintetizzare. La complessità nel comprendere il mondo moderno è legata all'avanzamento tecnologico e di conoscenze e alla loro divulgazione sempre più capillare. Tanto che costruire una sintesi diventa molto difficile e a volte addirittura sbagliato, cioè, non esiste sintesi. O a volte la sintesi diventa il famoso complotto, che in effetti, fatica a tenere dentro la complessità delle interazioni sociali e di parte che determinano gli eventi.
      L'antidoto a tutto ciò dovrebbe essere la libertà, ma in un mondo obbligatoriamente economico, la libertà è molto legata al denaro e quindi siamo da capo. Questo porta inevitabilmente le persone ad accettare di far parte di un gruppo o di un partito, anche per quieto vivere o per pura consapevolezza di non poter affrontare la complessità delle cose. Anche detta umiltà.

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