La realtà virtuale e lo Stato-rete

La realtà virtuale e lo Stato-rete

Ryan Matters
off-guardian.org

In questo mondo c'è la volontà di adottare cose nuove perché alla gente viene detto che bisogna fare così. La gente però ha anche voglia di fare un passo indietro e lasciare che il corso dell'evoluzione umana venga deciso per loro.

Chi ha detto che la fusione con l'intelligenza artificiale è inevitabile? È inevitabile solo se decidiamo di farlo. Se tutti quanti decidessimo di iniziare a raccogliere bacche e cacciare cervi con arco e frecce, potremmo anche farlo.

L'idea dell'inevitabilità è stata programmata in noi. È una forma di lavaggio del cervello. Tuttavia, come società, siamo sull'orlo di una rivoluzione - un cambiamento così grande che potrebbe alterare in modo irreversibile la struttura stessa della società umana e il modo in cui ci relazioniamo, oltre che a ridefinire completamente la natura delle transazioni e degli scambi.

Sì, sto parlando del "metaverso," della blockchain, delle criptovalute decentralizzate e della cosa che ha dato il via a tutto: il Bitcoin.

Ma, per capire come tutti questi elementi si combinino tra loro, è necessario prima esaminare il "Web 3.0": cos'è, come viene commercializzato e come ci influenzerà.

WEB 3.0: LA PROSSIMA ITERAZIONE DI INTERNET

A meno che non lavoriate nel settore tecnologico, probabilmente non avrete mai sentito il termine "Web 3.0" (scritto anche "web3").

Per capire il web3, è necessaria una rapida lezione di storia: Quando Internet era stato reso disponibile per la prima volta, era in "sola lettura," ovvero metteva a disposizione del pubblico informazioni in formato statico; le persone comuni non avevano le competenze per pubblicare nuovi contenuti, in quanto ciò richiedeva competenze tecniche e una profonda conoscenza del codice. Questa prima forma di Internet la chiameremo "web1."

L'iterazione successiva di Internet, quella con cui abbiamo a che fare oggi, consente agli utenti normali di leggere e pubblicare contenuti. Con il "web2," internet è diventato interattivo, aprendo la strada alla creazione di reti sociali, che consentono agli utenti di connettersi e creare.

Il problema del web2 è che le informazioni sono controllate da autorità centrali che le raccolgono e le mettono a frutto. In cambio della possibilità di creare, abbiamo permesso alle grandi aziende di impadronirsi dei nostri dati personali.

Questo ci porta al "web3," che cerca di risolvere i problemi creati dal web2, fornendo al contempo l'infrastruttura per nuove tecnologie dirompenti.

L'idea è che il "Web3" sarà:

- Decentrato (nessuna organizzazione controllerà i vostri dati);

- Senza permessi (chiunque potrà accedere alla rete);

- Non censurabile (i contenuti pubblicati non potranno essere alterati o rimossi);

- Monetizzabile (i creatori potranno essere pagati per il valore creato, senza intermediari);

- Privato (l'identità sarà criptata e l'anonimato facoltativo).

Sembra una buona idea, ma come sarà possibile realizzarla? L'idea è che Internet dovrà essere ricostruito in modo da essere ristrutturato intorno alla blockchain e alle criptovalute.

Il denaro è un mezzo di scambio antico, utilizzato da secoli. In effetti, il concetto di denaro nel corso del tempo non è cambiato molto, anche se può essere fisicamente diverso rispetto al passato. Finora, però, il denaro non è mai stato un protocollo facente parte integrante di Internet.

L'idea è che, integrando il denaro nella struttura stessa di Internet, si possa liberare il mondo online dalla pubblicità invasiva che si basa sulla raccolta generalizzata di dati privati e si risca ad infrangere il potere dei monopoli autoritari delle grandi aziende tecnologiche.

Il "Web3" vedrà Internet subire una massiccia ristrutturazione e sarà costruito sui seguenti 4 "strati":

1. La Blockchain (lo strato di base)

Alla base di tutto il web3 c'è la blockchain: un libro mastro condiviso gestito da una rete decentralizzata di nodi peer-to-peer (la stessa tecnologia che alimenta Bitcoin ed Ethereum).

La blockchain non è di proprietà o controllata da nessuno e non si trova su un singolo server. Piuttosto, le copie della blockchain sono conservate da migliaia di partecipanti alla rete. Si tratta di un database decentralizzato delle transazioni.

Tuttavia, per mantenere coerenza, sicurezza ed obiettività, ogni nodo (partecipante) deve raggiungere un accordo sullo stato attuale della rete. Questo accordo viene raggiunto algoritmicamente utilizzando un meccanismo di consenso, come proof-of-work o proof-of-stake.

Il proof-of-work (PoW) è realizzato dai "minatori," che competono per verificare le nuove transazioni e le aggiungono alla catena come "blocchi" (da qui, blockchain). Il vincitore condivide il nuovo blocco con il resto della rete e guadagna criptovaluta come ricompensa. La gara è vinta dal computer che riesce a risolvere più velocemente un rompicapo matematico, che produce il collegamento crittografico tra il blocco corrente e quello precedente. La soluzione di questo puzzle è il "lavoro" in "proof-of-work."

La proof-of-stake (PoS) viene eseguita dai validatori, che hanno puntato la propria criptovaluta per partecipare alla rete. Un validatore viene scelto a caso per verificare le transazioni e creare nuovi blocchi. Poi vengono condivisi con il resto della rete e [i validatori] ottengono una ricompensa. Invece di dover svolgere un intenso lavoro di calcolo, i validatori mettono in palio criptovalute come garanzia per aver accettato di rafforzare la catena. Questo è ciò che incentiva un comportamento sano della rete.

Per frodare un sistema di questo tipo è necessario controllare il 51% della potenza di calcolo dell'intera rete (nel caso di PoW), oppure possedere il 51% delle criptovalute totali puntate (nel caso di PoS). Questo rende il sistema "trustless" [1], in quanto il costo della manipolazione del sistema sarebbe superiore a qualsiasi beneficio ottenuto.

L'ultima cosa da capire sulla blockchain è che si tratta di un libro mastro pubblico; in altre parole, chiunque può consultarlo e vedere la cronologia delle transazioni dell'intera rete. Tuttavia, per poter scrivere sulla blockchain, è necessario effettuare una transazione, cioè pagare. Ed è qui che entrano in gioco le criptovalute.

2. Infrastruttura decentralizzata

Il secondo "strato" del web3 è l'infrastruttura che si trova sopra la blockchain. La blockchain consente di creare infrastrutture decentralizzate che costituiranno la spina dorsale dell'ecosistema digitale del web3. Questo include sistemi di archiviazione decentralizzati, scambi, sistemi di comunicazione, reti sociali e altro ancora.

3. Nuove modalità di coinvolgimento

L'infrastruttura del web3 porta a nuove modalità d'uso di Internet. In altre parole, ci saranno nuovi modi in cui le persone potranno interagire tra loro, guadagnare online e intrattenersi. Ciò include la creazione e la vendita di "NFT," nuovi modi di commerciare, comunità decentralizzate, giochi e sì, il "metaverso."

È necessario fare una breve premessa sugli NFT. NFT è l'acronimo di "Non-fungible token" (cioè, qualcosa di veramente unico); sono fondamentalmente oggetti da collezione digitali che vengono impressi sulla blockchain. Possono anche rappresentare oggetti del mondo reale (questo è importante). L'introduzione degli NFT ha fatto sì che immagini jpeg di scimmie valessero centinaia di migliaia di dollari.

Qualcuno ha persino iniziato ad utilizzare animali reali come NFT negoziabili (vi lascio riflettere sul significato di questo fatto). In breve, gli NFT costituiranno la base per la proprietà nel metaverso (di cui parleremo a breve).

4. L'accesso

L'ultimo "strato" del web3 sarà quello dell'accesso, ovvero il mezzo con cui i partecipanti accederanno al sistema. Al momento, sperimentiamo Internet attraverso applicazioni e siti web. Con il web3, gli utenti accederanno a internet utilizzando questi stessi mezzi insieme ad applicazioni decentralizzate e portafogli di criptovalute.

Con il web3 si crea una strana dicotomia tra libertà e schiavitù. Da un lato, potrebbe portare ad un Internet libero, non governato dalle autorità e non censurabile, in cui tutti hanno la possibilità di effettuare transazioni liberamente, senza bisogno di terze parti.

D'altra parte, molte delle persone che promuovono il web3 come un'utopia incensurabile sono le stesse che promuovono le valute "programmabili" e il "metaverso," due concetti assolutamente contrari alla nozione di società libera.

Dopo tutto, perché una moneta sia "programmabile" qualcuno deve fare la programmazione. Questo ci riporta alla promozione delle CBDC (Central Bank Digital Currencies) e a ciò che il ricercatore James Corbett definisce "la PsyOp del Bitcoin," ovvero la promozione dell'idea che le criptovalute e le blockchain siano tutte uguali (non lo sono!).

Come la maggior parte delle cose nella vita, l'effetto che il web3 avrà sulla società dipenderà da come lo useremo. A mio avviso, il web3 avrà il potenziale di garantire la libertà o di renderci tutti schiavi. Se implementato nel modo giusto, potrebbe essere kryptonite per i globalisti. D'altro canto, potrebbe anche essere usato dalle stesse élite per costruire una dittatura digitale.

Basta guardare le organizzazioni che investono nel web3 per capire che non sarà tutto rose e fiori: Facebook sta investendo nei portafogli digitali con "Novi," MasterCard sta pianificando di accettare le transazioni in criptovaluta e Blackrock sta negoziando futures su Bitcoin... questo non vi riempie esattamente di speranza per il futuro delle criptovalute, vero?

E, se ci sono molti esempi di iniziative web3 che vi farebbero battere le mani e battere i pugni per sostenerle, ce ne sono altrettanti che vi farebbero scrollare la testa dalla disperazione o battere il palmo della mano sulla fronte con un brivido di disgusto.

Per esempio, ci sono diversi progetti web3 che cercano di unire i mondi, apparentemente diversi, delle criptovalute e del clima. L'idea? La tokenizzazione dei crediti di carbonio, cioè il loro inserimento nella blockchain e quindi la loro rimozione dal mercato, farà gonfiare il prezzo del carbonio nel mondo reale, incentivando le aziende ad adottare pratiche più "verdi." Questo è un esempio di come il web3 e il clima potrebbero collaborare per contribuire alla creazione di nuovi mercati (truffaldini).

Ci sono altri esempi, ma non è questa la sede per un'immersione profonda nelle acque torbide del cripto-ambientalismo. Piuttosto, rivolgeremo la nostra attenzione ad una propaggine altrettanto preoccupante del web3, guidata attivamente da una delle organizzazioni più malvagie e potenti del mondo: il "Metaverso" di Facebook.

COS'È IL METAVERSO?

Il termine "metaverso" era stato usato per la prima volta dal futurista e scrittore di fantascienza Neal Stephenson nel suo libro Snow Crash del 1992 per descrivere una realtà virtuale 3D "teorica" che la gente comune potrebbe occupare.

Degno di nota è il fatto che Stephenson, nei primi anni 2000, aveva lavorato per sette anni presso la società di voli spaziali di Jeff Bezos, la Blue Origin, quando l'azienda si concentrava sullo sviluppo di sistemi di propulsione "alternativi" (un lavoro interessante per un romanziere, non credete?). In seguito era stato assunto da Magic Leap, un'azienda di "realtà aumentata" con sede in Florida, ma aveva lasciato l'azienda nel 2020.

Uno sguardo più approfondito all'opera di Stephenson rivela alcuni temi interessanti, visto che l'elenco degli argomenti esplorati nei suoi libri sembra l'ordine del giorno di una sessione a porte chiuse di Davos: cambiamenti climatici, pandemie globali, guerre biologiche, nanotecnologie, geoingegneria, robotica, crittografia, realtà virtuale, e l'elenco continua.

In effetti, non solo Stephenson ha scritto del "metaverso" prima che diventasse un fenomeno, ma alcuni attribuiscono al suo libro del 1999 Cryptonomicon il merito di aver abbozzato le basi del concetto di criptovaluta!

Come altri scrittori di fantascienza prima di lui, Stephenson è chiaramente al corrente di più di quanto non lasci intendere. E le sue strette relazioni con tecnocrati miliardari come Bezos e Gates non fanno che alimentare i miei sospetti sul fatto che non si tratti solo di un romanziere con una buona immaginazione e una straordinaria capacità di prevedere il futuro.

Ma, ahimè, dobbiamo tornare all'argomento in questione: il metaverso, un mondo virtuale dove:

“è possibile svolgere molte delle interazioni e degli eventi quotidiani della vita di tutti i giorni - sotto forma di avatar. Questa forma può essere umana, animale o qualcosa di più astratto con un aspetto personalizzabile.”

Sì, proprio così. Potete essere qualsiasi cosa vogliate. Il vostro avatar (parola resa popolare da Stephenson!) può essere un ragazzo, una ragazza, un cane, un bufalo, un tostapane: tutto quello che volete!

“In questo mondo virtuale potete poi interagire con gli avatar di altre persone. Nel Metaverso è possibile acquistare e vendere terreni, partecipare a concerti e musei, costruire una casa e molto altro ancora.”

Come dimostra il lavoro di Neal Stephenson, il "metaverso" non è un'idea nuova. Negli ultimi vent'anni, il concetto è trapelato gradualmente nella cultura tradizionale. Basti pensare a videogiochi come Second Life e a film come Matrix o Ready Player One.

Solo l'anno scorso (2021) Facebook si è auto-ribattezzato "meta," posizionandosi per un futuro in cui svolgerà un ruolo di primo piano nello sviluppo dell'infrastruttura per la realizzazione del metaverso.

Non siete ancora sicuri di come tutto questo si combini? Semplice: un mondo virtuale come il "metaverso" comporta denaro e beni virtuali, ossia criptovalute e NFT. Senza criptovalute, il metaverso non sarebbe possibile.

LA META-ECONOMIA: SARÀ VERAMENTE DECENTRALIZZATA?

Il web3 stesso ha il potenziale per rivedere drasticamente l'economia globale in molti modi, uno dei quali è l'adozione di valute veramente decentralizzate come alternativa al denaro a debito emesso dalle banche centrali.

Tuttavia, come ho accennato prima, l'altra possibilità è un mondo governato da "valute digitali" emesse a livello centrale, controllate, tracciate e programmate dai poteri forti.

Anche se il metaverso viene commercializzato come un universo "decentralizzato" e controllato dai suoi utenti, non è così. Nel migliore dei casi si tratta di un errore, nel peggiore di un altro esempio della "PsyOp del bitcoin."

Se ci fosse un mondo in cui il metaverso, o una qualche forma di realtà virtuale, fosse utile alla società, dovrebbe essere guidato da organizzazioni trasparenti e responsabili che non hanno nulla da guadagnare.

Facebook non è certo questo tipo di organizzazione. E a lei si uniscono, nella costruzione del meta-ecosistema, diversi attori tecnologici di primo piano. Questo garantirà quasi certamente la continuazione delle pratiche centralizzate e monopolistiche che hanno permesso a comportamenti non etici, come la raccolta di dati privati, di rimanere ampiamente incontrastati (per non parlare del soffocamento dell'innovazione nello spazio online).

Cudos immagina un metaverso centralizzato come " peggiore delle distopie più creative mai concepite." E sono pienamente d'accordo.

Nel video di Facebook per il lancio del metaverso, Mark Zuckerberg aveva detto che:

“la mancanza di scelta e le tariffe elevate stanno soffocando l'innovazione, impedendo alle persone di costruire nuove cose e frenando l'intera comunità di Internet.”

Altri attori dello spazio web3 hanno definito Zuckerberg un ipocrita, facendo giustamente notare che Facebook è la definizione stessa di monopolio, avendo fatto esattamente ciò che Zuckerberg sembrava condannare nel suo discorso: soffocare la concorrenza e ridurre la scelta dei consumatori.

Detto questo, Facebook non è certo l'unica grande azienda che sta investendo nel metaverso. Infatti, molti altri grandi marchi hanno visto l'opportunità di enormi profitti e sono saliti volentieri a bordo del meta-treno. Nike, ad esempio, ha risposto acquisendo gli RTFKT Studios, un'azienda di scarpe virtuali (sì, un'azienda di scarpe virtuali), per aiutarla a vendere scarpe nel metaverso.

Adidas ha seguito rapidamente l'esempio, creando una collezione NFT venduta per oltre 22 milioni di dollari! Ma non è tutto. Hanno anche acquistato un terreno nel metaverso per ospitare feste ed eventi virtuali!

A quanto pare, gli immobili virtuali sono un grande affare. Secondo un articolo pubblicato su CNET:

“All'interno di Worldwide Webb Land e di altri metaversi si stanno spendendo cifre sorprendenti in immobili virtuali. A giugno, una società di investimento del metaverso chiamata Republic Realm ha speso 913.000 dollari per un appezzamento a Decentraland, un altro metaverso. All'epoca si trattava del più grande affare di questo tipo. Circa sei mesi dopo, la stessa società ha acquistato 792 lotti in Sandbox, un altro metaverso, dalla società di videogiochi Atari per la cifra esorbitante di 4,23 milioni di dollari."

Tra le organizzazioni globali che hanno acquistato appezzamenti di terreno nel metaverso ci sono PwC, JP Morgan, HSBC e Samsung. Alcune aziende lo considerano un investimento (con l'aumento dell'entusiasmo per il metaverso, i prezzi degli immobili saliranno), mentre altre stanno semplicemente stabilendo una presenza o investendo in spazi pubblicitari.

Persino Snoop Dogg è entrato in azione, acquistando una villa a Sandbox e facendo salire i prezzi degli immobili adiacenti a ben oltre 400.000 dollari (un prezzo che la gente è disposta a pagare, a quanto pare).

LE RAMIFICAZIONI FILOSOFICHE DEL WEB3 E DELLA VITA IN UNA REALTÀ VIRTUALE

Mentre, negli ultimi tempi, il web3 e il metaverso sono stati al centro di un grande clamore, ciò che raramente è stato contemplato sono le implicazioni filosofiche e morali di una società che vive e respira queste tecnologie.

Per esempio, come sarà influenzata la nostra moralità collettiva se le persone inizieranno a vivere parti della loro vita in una realtà virtuale in cui possono fare "qualsiasi cosa" senza paura di essere puniti? Dove tracciamo il confine tra "è solo un gioco" e "dovresti andare in prigione per questo"?

Sono domande importanti che richiedono un'attenta riflessione. In effetti, ci sono già state segnalazioni di persone che hanno subito molestie sessuali nella VR e il problema è destinato a peggiorare.

Problemi che diventano ancora più preoccupanti quando ci si rende conto che il metaverso viene commercializzato principalmente alla "Generazione-Z" (chiunque sia nato dopo il 1997), che spesso trascorre più di 8 ore online al giorno e che è più radicata nella cultura digitale di chiunque altro.

Purtroppo, una generazione cresciuta giocando a videogiochi violenti e con la mente violentata da algoritmi di intelligenza artificiale, che la alimentano con ogni sorta di video ripugnanti su TikTok, è il mercato target perfetto per la VR e le altre tecnologie che assopiscono la mente e che i transumanisti stanno disperatamente spingendo sulla società. È quasi come se fossero stati preparati per questo.

Quynh Mai, fondatore e CEO di Moving Image & Content, società di consulenza di marketing digitale incentrata sulla Gen Z, descrive la Generazione-Z come segue:

“Hanno vissuto la maggior parte della loro vita in digitale fin dalla nascita: si sono fatti degli "amici" attraverso i social media, hanno scoperto la musica attraverso gli algoritmi di Spotify, hanno costruito giochi in Roblox e hanno comprato e venduto prodotti di seconda mano su DePop. Si trovano assolutamente a loro agio nelle manovre del mondo digitale, che si basa sulla fiducia e sulla reputazione condivisa. Capiscono l'importanza di coltivare la propria identità digitale, che si tratti del proprio account TikTok o di un punteggio in classifica in un gioco."

La Generazione-Z nel metaverso non ha i vincoli sociali associati alle proprie identità fisiche, cosa impensabile per tutte le generazioni precedenti nella storia. Dobbiamo considerare le implicazioni di questa situazione da una prospettiva sociologica, filosofica e psicologica. Come influenzerà il loro sviluppo personale?

Sono preoccupazioni serie che nessuno sembra interessato ad affrontare.
Inoltre, e se il metaverso fosse solo un trampolino di lancio verso una realtà molto più oscura, in cui non siete più nel metaverso, ma è il metaverso ad esssere in voi?

Lo ha accennato nientemeno che Elon Musk durante un'intervista dell'anno scorso, in cui aveva preso in giro il metaverso dicendo che non era convinto dell'idea di "legarsi uno schermo sulla faccia."

“Diventa scomodo avere questa cosa legata alla testa per tutto il tempo.”

No, l'idea di Musk di una realtà virtuale è molto più preoccupante, perché prevede un mondo in cui il "metaverso" viene letteralmente impiantato nella testa tramite un'interfaccia cervello-IA.

“A lungo termine, un Neuralink sofisticato potrebbe farvi entrare a pieno titolo in una realtà virtuale.”

(Questo è un buon esempio dell’"dell’ingresso transumanista in punta di piedi," come mi piace definirlo, in cui queste tecnologie vengono lentamente integrate nella società e ognuna di esse funge da trampolino di lancio per la successiva, fino a quando la società non si ritrova inglobata in una prigione digitale - "avere questo aggeggio ingombrante legato alla testa è così ingombrante, perché non lo inseriamo nel cervello?").

A parte le preoccupanti implicazioni filosofiche e psicologiche della vita in una VR, il web3 porta con sé tutti i tipi di nuovi futuri possibili, alcuni dei quali potrebbero effettivamente essere un miglioramento del modo in cui la società funziona attualmente, con la sua dipendenza da banche centrali corrotte e governi infiltrati.

Il futurista ed ex CTO di Coinbase, Balaji Srinivasan, immagina un mondo in cui la blockchain ha permesso alle comunità online di "materializzarsi" nel mondo reale come Stati indipendenti e sovrani. Egli chiama questo concetto "Stato della rete" e lo definisce come segue:

“Lo Stato della rete è una nazione digitale lanciata prima come comunità online e che poi si materializzata fisicamente nel mondo reale dopo aver raggiunto la massa critica.”

In altre parole, lo "Stato della rete," secondo Srinivasan, sarà la prossima versione dello Stato nazione. Egli sostiene che, grazie alla natura decentralizzata della blockchain, gli Stati della rete inizieranno come comunità geograficamente decentralizzate, collegate via Internet.

Questa comunità sarà composta da persone normali che credono in una causa comune; sarà un gruppo capace di agire collettivamente. Alla fine, la comunità inizierà a costruire la propria economia interna utilizzando le criptovalute.

Ciò consentirà loro di iniziare ad organizzare incontri di persona nel mondo reale e, infine, di finanziare in crowd-funding appartamenti, case e persino città per creare strutture di vita comunitaria e portare nel mondo reale i membri della comunità digitale.

La fase finale del processo prevede che la nuova comunità negozi il riconoscimento diplomatico da parte dei governi preesistenti, aumentando la sovranità e diventando un vero e proprio Stato della rete.

Questo ci porta alla definizione più complessa del concetto data da Srinivasan:

“Uno Stato della rete è una rete sociale con un'innovazione morale, un senso di coscienza nazionale, un fondatore riconosciuto, una capacità di azione collettiva, un livello di civiltà personale, una criptovaluta integrata, un governo consensuale limitato da uno smart contract sociale, un arcipelago di territori fisici finanziati in crowdfunding, un capitale virtuale e un censimento in blockchain che dimostri una popolazione, un reddito e un'impronta immobiliare sufficientemente grandi da ottenere una misura di riconoscimento diplomatico.”

La filosofia di Srinivasan è interessante e, nonostante si autoproclami transumanista, potrebbe aver delineato un percorso realistico per ottenere l'indipendenza dallo Stato mondiale controllato centralmente e sempre più autoritario.

COS'È LA "SOCIETÀ BLOCKCHAINED"?

Non fraintendetemi, il web3 e il metaverso hanno il potenziale per schiacciare la coscienza umana in una prigione digitale, mentre i controllori derubano il mondo di tutto ciò che è reale.

Tuttavia, l'avvento del web3 significa anche che esiste una linea sottile tra lo sviluppo di un "nuovo mondo coraggioso" autoritario, transumanista, basato sul denaro come debito, e un mondo fatto di comunità decentralizzate che lavorano insieme per il bene della società.

In effetti, il web3, le criptovalute e la blockchain cambieranno la società così come la conosciamo. Ma se questo cambiamento sarà a favore o a scapito dell'umanità dipenderà da noi.
Questo significa che possiamo permetterci di abbandonarci all'ottimismo? Non ancora. Dopo tutto, si tratta di nuove tecnologie che non sono ancora ben comprese.

Detto questo... e se la finanza decentralizzata prendesse piede, rendendo obsolete le banche centralizzate? E se il web3 portasse a piattaforme di resistenza alla censura che favoriscono la libertà e la creatività? E se gli "Stati della rete" si ribellassero e cominciassero a dichiararsi indipendenti dalle strutture di controllo esistenti?

La possibilità che una di queste cose si verifichi costituirebbe un'enorme minaccia per gli Schwabiani e per il loro programma di Grande Reset e di governo unico mondiale. E questo spiegherebbe in parte l'irrazionalità e la vera e propria follia a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

La domanda è questa: la blockchain permetterà la creazione di una nuova società, libera da autorità monopolistiche e centralizzate, o, letteralmente, ci "incatenerà" alle pratiche corrotte di un sistema finanziario in cui non c'è libertà di transazione?

Ryan Matters

[1] Sebbene la definizione di Merriam Webster sia "non meritevole di fiducia," riferendosi alla blockchain essa ha un significato completamente diverso. L'assenza di fiducia nel settore della blockchain significa semplicemente che non è necessario riporre la propria fiducia in un estraneo, in un'istituzione o in una terza parte per far funzionare una rete o un sistema di pagamento. I sistemi senza fiducia funzionano e raggiungono il consenso principalmente attraverso il codice, la crittografia asimmetrica e i protocolli della rete blockchain stessa. Gli ambienti trustless creati dalle blockchain consentono l'invio e la ricezione di transazioni peer-to-peer (P2P), accordi di smart contract e altro ancora [N.D.T].

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2022/08/24/virtual-reality-and-the-network-state/
24.08.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (59)

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Mostra commenti 59 caricati
    1. Darkman 26 agosto 2022

      Questo Metaverso sembra l'ennesimo trastullo per ricchi che possono avere quello che vogliono nel mondo reale e non soddisfatti acquistano il nulla nel cyberspazio. A tutti quelli che vedranno i sorci verdi per pagare le bollette sai quanto gliene frega di comprarsi oggetti, mobili e accessori per l'avatar nella metafuffa. La stessa utenza di massa mi sembra poco convinta di questa roba: "cos'ha di preferibile ai videogiochi con tutti i mass multiplayer online che ci sono oggigiorno?!"
      Tra i film a tema ora mi viene in mente il bistrattato e poco conosciuto Virtual Revolution che a me è piaciuto e riflette su quanto poco la gente oggi voglia essere libera.
      Non ci servono nuove frontiere online: porteranno solo più sfasamento cognitivo. C'è da tornare a qualificare il nostro spazio vitale, di opporsi alla sterile esistenza nei non-luoghi. Stanno creando generazioni di esseri senza stimoli che hanno defraudato di ogni autentico piacere di stare al mondo e come palliativo vogliono vendergli dei fumosi mondi alternativi che, grazie al VR, li scollegano mentalmente dallo stesso luogo fisico in cui effettivamente si trovano. Vogliono far vivere l'umanità in uno stato comatoso, come in Matrix.

    2. WarezSan 27 agosto 2022

      Gli nft sono pura speculazione.
      La VR non è paragonabile ai videogiochi come tali, anche se è molto piacevole sparare in faccia a qualcuno o correre a Spa con una fxx.
      La VR è un'esperienza che fonda la sua attrattività sulle intenzioni sociali ad un livello mai raggiunto da alcun mmorpg disponibile oggi.

      Capisco i tuoi dubbi, ma ricordo ancora un amico fissato con Minecraft che, provandolo in VR come prima esperienza non riusciva FISICAMENTE a fare un passo verso lo strapiombo.

      Tu sai che non cadrai, che sei in VR e che non morirai, ma l'immersione è tale che il tuo cervello se ne è già dimenticato dopo i primi minuti.

      La dissonanza cognitiva nel tempo verrà sempre meno. E si, il costo al momento non è accessibile a tutti (anche se meta propone visori inferiori a prezzi fino a qualche anno fa impensabili), ma quanti cellulari dai prezzi pari a stipendi si vendono agli operai?

    3. absitiniuriaverbis 27 agosto 2022

      Facile facile:
      per legge, una parte del salario verrà trattenuta mensilmente mentre il potentissimamente ed indispensabilemente gadget verrà fornito immediatamentemente e voluttuosamentemente subitamente.

      Lo venderanno come indispensabile per migliorare l'efficienza della sempre biasimata burocrazia e per risparmiare sui costi delle strutture in favore di aiuti all'Ucraina di turno e ridurre l'impronta green.
      Ha, va da sé, se non hai il codice green, sei un mentecatto vizioso e diversamente disabile.
      Facile facile.

    4. WarezSan 27 agosto 2022

      Ottima osservazione, in fondo già ora le aziende forniscono hw da portare a casa ai dipendenti.
      Con la differenza che spesso gli anziani non sanno nemmeno come sbloccare uno smartphone ormai reso essenziale dalla pubblica amministrazione per la complessità relativa dello strumento.
      La VR al contrario non richiede troppe spiegazioni.
      Se sai prendere un oggetto con le mani sai farlo anche in VR.

    5. Cleon XIII 27 agosto 2022

      Bellissimo film, Matrix. C'è un dettaglio però nella sceneggiatura che non mi ha mai convinto: perchè usare gli esseri umani come batterie? Non andavano bene altri animali?

    1. Cleon XIII 26 agosto 2022

      Non saprei come altro dirlo: sono tutte puttanate.

    1. Robertis 26 agosto 2022

      La strada giusta per un lockdown perenne e totale, umani sempre in casa e fuori casa solo droni e robot impiegati in tutti i cicli di produzione e smaltimento anche del dissidente o del morituro.
      Diritti legali agli animali, ai beni naturali, quindi agli oggetti, quindi ai robot. A quel punto a cosa servirà l'essere umano, a produrre cosa? Potrebbe funzionare tutto anche senza l'uomo, con avatar AI. La vita sarà sul metaverso? Sarà vita? O sarà più simile ad un grande spettacolo collettivo e totalizzante...
      di cui a ben vedere già l'oggi è il primo atto?

    2. Darkman 27 agosto 2022

      Imprigionando l'umanità nel virtuale ottengono l'immobilismo indispensabile al loro impero del piattume per durare nel tempo.

    3. WarezSan 27 agosto 2022

      Questa gente, padrona di tutto e di niente, è ossessionata dal garantirsi una sopravvivenza in caso di olocausto e seguono continuamente panel per discutere con "esperti" del settore su come evitare che i servitori rimangano loro fedeli nel caso si debbano rintanare in gabbie dorate.
      Banalmente è il solito discorso della nave, del capitano che custodisce la pistola e il rhum e della ciurma numericamente superiore ai proiettili nel tamburo.

    4. Primadellesabbie 27 agosto 2022

      I frequentatissimi viaggi turistici all'altro capo del mondo, o le indispensabili auto colossal farcite di gadget, rappresentano un virtuale spurio e una buona introduzione a qualche cosa di più estremo.

    1. WarezSan 26 agosto 2022

      Alcune considerazioni da chi la VR la usa pesantemente e dal primo giorno quando ancora meta non esisteva.

      La prima è che Musk non è altro che un venditore di fumo che la spara sempre più grossa per genere in piedi la baracca.
      L'hype è necessario per accedere a finanziamenti costanti e consistenti promettendo profitti iperbolici.
      Gli esempi si sprecano, il cybersola, un pick-up non omologabile e non funzionante, i nuovi modelli di Tesla basati sulla piattaforma attuale che non si vedono e non si vedranno mai, l'androide ballerino che ricorda il film di Sordi e tante altre panzane.

      Neuralink è un concetto formidabile sulla carta, ma tale rimane, ovvero un concetto senza possibilità di realizzazione con le tecnologie attuali.
      E di sicuro non nei termini millantati.

      Fidatevi, se presentassero un prodotto simile CORRERESTE a farvelo impiantare, ed il motivo è semplice, quando si è in VR si ascende a una realtà divina.

      La VR attuale comprende angoli di visione molto vicini a quelli che siamo abituati ad usare nella vita reale (non usiamo spesso tutta la visione periferica), una fedeltà visiva che non è pari alla realtà attuale ma il cervello compensa velocemente il gap in termini do risoluzione e nel giro di pochi minuti ci si dimentica di essere in un mondo digitale.

      Ricordo ancora quando, dopo le prime esperienze, una volta uscito, cercavo di passare attraverso i mobili.

      La VR è un'esperienza totalizzante che deve essere vissuta la prima volta con il top della tecnologia disponibile indirizzati da qualcuno che ci possa introdurre in modo corretto.

      E non parlo di PSVR o degli occhialini Forniti in bundle con uno smartphone.

      Certo, ci sono molti limiti, dati dal peso e dalla scomodità nelle lunghe sessioni, ma vi garantisco che è qualcosa da vivere.

      È più facile descrivere la vr che mostrarla in flat.

      Prima o poi arriveremo al chip impiantato ma non oggi e nemmeno in un prossimo futuro.

      Per quanto riguarda poi il passaggio sulla generazione forgiata su videogiochi violenti, stendo un velo pietoso.
      Gioco da quando esisteva il Sinclair e nessuno dei miei amici o conoscenti nerd ha mai confuso le die realtà.

      Con la VR forse si potrebbe porre la questione, forse.

      In conclusione, la VR rimane un settore di nicchia per gente con voglia di investire ma è senza dubbio lo strumento più distruttivo che esista per i vecchi schemi.

    2. Primadellesabbie 26 agosto 2022

      E. Zolla ne era entusiasta, ma siamo alle solite: la tecnologia è a disposizione, l'esito dipende da chi e come la usa.

      A questo punto però bisogna sovrapporre qualche noiosa e poco rassicurante osservazione sociologica, aggiornata da constatazione quotidiana e prolungata.

      Inoltre si tratterebbe della versione consumistica di un passaggio del processo che, potenzialmente, porta all'illuminazione, in cui qualcuno, e non certo un sant'uomo, può da un momento all'altro requisire il giocattolo.

      D'accordo con la considerazione conclusiva.

    3. WarezSan 27 agosto 2022

      Si, chi controlla la tecnologia controlla il potere, e nel caso della VR e del suo ecosistema questo è spaventoso.
      Questo è il principale motivo per cui non ho mai toccato l'ecosistema meta se non per curiosità.

      Fra le tecnologie implementate nel corso del tempo ve ne sono alcune molto interessanti come il full body tracking (tracciamento totale del corpo), l'eye tracking (tracciamento oculare), il face tracking (tracciamento facciale) e altre non di minor importanza. Queste servono effettivamente per riprodurre nell'avatar quello che percepiamo nella vita reale come prossemica e portano al rapport nelle interazioni con altri avatar.

      Vedere gli occhi muoversi mentre qualcuno ci parla, le palpebre sbattere e il viso modificare i lineamenti cambia totalmente le carte in gioco.
      Come se una persona nello spettro diventasse automaticamente Jim Carrey (e da Asperger so di cosa parlo).
      Questo concetto di riproduzione in tempo reale di quello che siamo è davvero unico ed esaltante, ma come sempre, non esistono scopate gratis.

      Alcuni centri commerciali implementano queste tecnologie nella vita reale per stabilire quali prodotti ci interessano, per quanto tempo catturano la nostra attenzione e dove conviene posizionarli sugli scaffali.
      Il sogno bagnato di ogni pubblicitario sarebbe seguirci ad ogni passo e potenzialmente sapere cosa pensiamo.

      Nella VR meta vuole avere il controllo della rappresentazione della realtà per modularla ad un livello molto più profondo rispetto a quanto già non venga fatto oggi nella vita di tutti i giorni. Hanno provato ad inserire il concetto di pubblicità in VR ma è scoppiata una mezza rivolta e si sono momentaneamente fermati.

      Hanno (meta) enormi limiti tecnologici per contenere costi e peso dati dalle lenti con uno scarso angolo di visione, dai pannelli che non possono spingere sulla densità dei pixel a causa dell'hardware integrato e dalla mancanza di full body tracking rispetto a soluzioni concorrenti decisamente superiori ma dal costo esponenzialmente più elevato.

      La VR esploderà solo quando riusciranno ad eliminare i limiti fisici dei caschetti rendendoli comodi come occhiali o come lenti a contatto.

      Con un chip tutto questo sarebbe superato in un lampo, e vista la realtà orribile che hanno creato in molti (quasi tutti) ci si perderebbero.
      Vivere in una discarica di Rio sarebbe piacevole.
      I tetraplegici potrebbero camminare, le persone volare e i fautori del woke avere finalmente la pelle nera che sognano (e non parliamo della categoria lgbtqetc.).

      Per ora, sono pochi gli eletti che vogliono sentirsi Neo.

      Questa pillola è tossica da morire, ma una volta provata è impossibile tornare indietro!

    4. Primadellesabbie 27 agosto 2022

      Chiaro.

      Hai qualche cosa da aggiungere in quanto asperger? (ho un problema in famiglia e mi potrebbe essere utile).

    1. danone 26 agosto 2022

      Ci vado giù pesante perchè per quel che osservo io, siamo dentro una trappola spirituale da sempre, nella storia, che sta arrivando al suo redde rationem, ovvero siamo all'epilogo, o in un senso o in un altro, sta a noi, singolarmente, decidere da che parte stare.
      Se il sottoscritto è un essere spirituale animico (per lo meno così si dichiara), incarnato in un corpo fisico, così da potersi manifestare sul piano fisico-materiale, significa, in soldoni, che in realtà sono un essere emanato da una fonte-codice sorgente spirituale, che sta usando già un avatar, in questo caso fisico, il corpo-mente, di un piano di manifestazione inferiore al luogo di provenienza del mio codice sorgente (anima), luogo dove la mia auto-coscienza dimora, ovvero le dimensioni spirituali superiori, per interagire e manifestarsi sul piano materiale dell'esistenza.
      I demoni del metaverso, invece, ci vogliono convincere ed abituare a credere che il nostro mondo di origine sia proprio questo fisico-materiale, dove viviamo adesso, e il nostro codice sorgente quindi sia la nostra attuale identità psico-fisica biologica, il corpo con cui ci manifestiamo e identifichiamo su questo piano, avendo dimenticato la nostra vera origine e provenienza spirituali.
      Poi ci creano un sotto-mondo digitale virtuale, il meta-verso (anche il piano fisico-materiale è un mondo virtuale per i mondi superiori spirituali, più veri e reali del nostro piano fisico), dove lentamente trasferirci con una identità-avatar digitale.
      In questo modo ci declassano paro-paro di un livello evolutivo, da esseri con codice sorgente spirituale-animico, che si manifestano sul piano fisico-materiale, con un avatar fisico-corporeo, ad un essere solamente corporeo, che si manifesta virtualmente in un sotto-mondo digitale, che non fatico a credere diventerà, per le prossime generazioni, il posto, il luogo, il piano di manifestazione dove si crederanno di essere ed esistere, e in questo modo, la connessione con i mondi superiori, e la nostra vera fonte sorgente-identità originaria spirituale, sarà completamente staccata, disconnessa, dimenticata.
      Coloro che pianificano di implementare queste aberrazioni sono dei demoni e si vede bene dai segni e dai frutti che lasciano nel mondo, chi ancora non li distingue, si chieda il perchè, se ancora ne ha facoltà.

    2. logos 26 agosto 2022

      Un sottoinsieme non esisterá mai se non vi è un insieme. Ci proveranno. Ma a me piace pensare che la scintilla brillerà anche in generazioni future che nulla avranno potuto imparare dalle generazioni correnti. La luce è innata. Che ne voglia il buio, una coperta oscura la rende invisibile ma non la cancella.
      C'è chi la chiama speranza.
      Oltretutto come diceva Brandon Lee nel Corvo: non può piovere per sempre.
      Ciò che può accadere alla fine accadrà caro signore. Nel bene è nel male.
      La ringrazio per aver condiviso questo suo pensiero, espressione di un'anima luminosa.
      l.

    3. mago 26 agosto 2022

      Certo che a me pareva di essere matto o vivere in un universo parallelo ma vedo che sono in buona compagnia.. fare certi ragionamenti e cercare una risposta che non arriverà mai mi rende triste..io sono arrivato alla "mia conclusione" che sono gli stadi spirituali o reincarnazioni di una persona di piu`non posso.

    4. WarezSan 26 agosto 2022

      Siamo eterni, questa è la mia intima convinzione.
      Se idealmente si potesse trasferire la coscienza in un avatar meccanico resteremo sempre noi, entità viventi con altri parametri che ne determinano la coscienza.

      Quello che stanno facendo da decenni è privarci della nostra essenza divina, farci sentire grani di sabbia persi in un deserto senza fine.

      Tutto questo finirà prima o poi e noi saremo liberi dalla paura più grande che ingabbia l'umanità dalla notte dei tempi

    5. mago 26 agosto 2022

      Si ne sono convinto,peccato che si riparta sempre dai piedi della scala..tanti si perderanno..

    6. Primadellesabbie 26 agosto 2022

      La scala è...priva di pioli, come diceva un mio amico.

    7. absitiniuriaverbis 26 agosto 2022

      C'era un film, di cui ora non ricordo ora il titolo, dove i protagonisti 'vivevano' ancorati su di una specie di 'poltrona relax' che li collegava ai loro avatar/robot con i quali operavano nel mondo 'reale'. Ovvero il loro avatar si sostituiva a loro stessi nelle funzioni operative.
      Se capisco bene, questo metaverso è analogo al film con una differenza: gli avatar non operano nel mondo reale ma solamente in un ambiente virtuale.

      Ora, perché tutto questo funzioni (nel film come nel metaverso) è limitandomi agli umani
      - ci vuole un vivente in grado di essere funzionale ovvero in grado di nutrirsi, curarsi, riprodursi, connettersi e generare pensieri e segnali che guidino l'avatar per fargli fare nel virtuale quello (almeno quello) che farebbe nel reale o molto di più e di diverso.
      - ci vuole un umano disposto a delegare la vita reale ad una entità virtuale ed a restare connesso 24/24
      - ci vuole un software/hardware in grado di trasmettere emozioni (piacevoli e non) e stimoli (piacevoli e non) dall'umano all'avatar e viceversa.
      -...
      Ovvero l'umano ci sarà ancora con tutte le sue grandezze e meschinità che verranno trasferite dalla sfera reale a quella virtuale. Ammesso che la virtuale abbia gli stessi 'vincoli' di quella reale (e qui non ci scommetterei nemmeno una vecchia lira).

      La domanda è : fino a quando l'umano sarà in grado di distinguere, o gli sarà consentito di distinguere, tra il reale ed il virtuale? Tra la veglia ed il sogno? E chi avrà in mano le chiavi necessarie?

      Oppure ho capito male e poco?

    8. danone 26 agosto 2022

      Più o meno hai capito :-))

      Il film che citi l'ho visto, non ricordo il titolo, era con Bruce Willis che faceva il detective, usavano degli androidi bio-meccanici potenziati, coi quali si collegavano da un lettino digitale, un pò come nel film Avatar, ma l'avatar era un robot.
      La realtà del meta-verso o della realtà aumentata è peggio, perchè ci trasferisce tutti potenzialmente, insieme allo sviluppo della tecnologia digitale (e credo proprio che loro ce l'abbiano già a disposizione, sono avanti di 50 anni dal livello tecnologico che ci fanno credere di avere) dentro una realtà completamente digitale-virtuale, che oggi è ancora deserta, ma col tempo sarà abitata, esattamente come oggi ci spingono ad usare gli strumenti tecnologici come internet e i cellulari, l'id elettronico, lo spid, il Qr code, etc, per vivere e relazionarci in società.
      Quando per accedere ad un servizio postale o comunale si dovrà accedere tramite la realtà virtuale del meta-verso, perchè nella realtà vera non ci sarà più ne il servizio ne il palazzo, avendo trasferito tutto nel meta-verso, perchè la dentro è tutto meno costoso ed a zero impatto ambientale, essendo tutto virtuale, così ce la racconteranno, allora se ne accorgeranno tutti del vero rischio che corriamo.

    9. Hospiton 26 agosto 2022

      Ciao Danone, credo sia "Il mondo dei replicanti", cinema e letteratura di fantascienza si rivelano anticipatori e sempre più a breve termine. Ricordo quando uscirono "Strange days", "Hackers" o "Johnny Mnemonic", metà anni '90, a detta di molti film che dipingevano scenari esageratamente pessimistici, invece potrebbero esser dietro l'angolo, e una realtà virtuale gestita da mani sbagliate non promette niente di buono...sentendo i commenti quasi robotici di parecchie persone su questioni d'attualità (o meglio, questioni che ci vengono imposte come d'attualità, epidemie, crisi energetiche e militari ecc) mi domando se i replicanti non siano già in mezzo a noi!

    10. danone 26 agosto 2022

      Sono un buon 70% e sto basso volutamente, ma oggi però si notano bene, mentre ieri era difficile, questa è l'unico aspetto positivo di tutta la vicenda.

    11. Balabiott 26 agosto 2022

      Da ragazzino vidi un orripilante film , di cui non ricordo il titolo,con Silvestro Stallone e ,soprattutto, quella bella fióla della Bullock...la pellicola mostrava un ipotetico futuro in cui tutti i contatti umani erano proibiti ( pure fare all' ammmore!) in nome di un 'igienismo' totalitario (tipo Covistan attuale?)...in poche parole; questi registi, scrittori ecc.. o hanno l' occhio lungo o hanno validi consiglieri..
    12. Hospiton 26 agosto 2022

      Come no, "Demolition man", trash allo stato puro ma anch'esso a suo modo preveggente...ricordo la macchinetta che sanzionava chi usava un linguaggio scurrile, spruzzate polcor. Pure io ho il sospetto che registi, sceneggiatori, romanzieri ogni tanto ricevano dritte in ambienti altolocati!

    13. Hospiton 26 agosto 2022

      "Essi pascolano", parafrasando Carpenter.

    14. Balabiott 26 agosto 2022

      Ahahhah!..grande Hospiton, la macchinetta polcor l' avevo rimossa..che boiata di film...

    15. Hospiton 26 agosto 2022

      https://youtu.be/KcRvSDzqYOE In questo video c'è una selezione di scene epiche del film, macchinetta protagonista. All'epoca faceva sorridere, ma vedendo come ci stiamo riducendo oggi devo dire che qualche avviso ce l'ha mandato anche il vecchio Sly (in quel periodo interpretò anche "Dredd", non so se lo ricordi...sempre ultra-trash ma con spunti interessanti)

    16. WarezSan 27 agosto 2022

      L'unico limite è la disponibilità tecnologica che intendono metterci a disposizione. E lo faranno se ne avranno la possibilità.
      Chi non vorrebbe dar sfogo a tutte le sue pulsioni più profonde senza apparente limite?
      Questa sarà la chiave che useranno per spingerci in un mondo digitale totale.
      E quasi tutti vorranno esserci, me compreso.
      Accade già oggi, con tecnologie infinitamente più limitate che però usiamo in sinergia con il mondo reale.

    17. WarezSan 27 agosto 2022

      Hanno l'obbligo alla verità.
      Come annunciarla è tutta un'altra storia.

    18. Hospiton 27 agosto 2022

      Giocheranno su quello, pochi dubbi in proposito, almeno a giudicare dall'andazzo (a meno che non vengano stoppati in qualche maniera). La massa naturalmente non è pronta per addentrarsi in un simile universo, più la tecnologia evolve meno siamo in grado di padroneggiarla, mia opinione... mi chiedo però quanto siano pronti a controllare il tutto perfino coloro che stanno apparecchiando la tavola con manicaretti virtuali e amenità analoghe.

    1. 3CENT0 26 agosto 2022

      Si guardi (o si legga la trama) del fim "the congress" del 2013 di Ari Folman (fino alla fine). Si immagini che venga staccato l'intero sistema elettrico. In qualsiai momento. Cosa potrebbe accadere?
      Ce l'hai una cucina a legna? E della legna? Sai procurartela?
      Dai su.

    2. mago 26 agosto 2022

      Sfondi una porta aperta 2 motoseghe con scorta catene Camino con scorta legna per 2 anni e bosco, generatore con scorta benzina Pannelli per produzione acqua calda oggi mi è arrivato il preventivo per il Fotovoltaico con accumulo da 5 KW modulare, scorte alimentari,mi manca solo la doppietta del nonno.
      Di piu`non posso fare se no la moglie chiede il divorzio.

    3. IlContadino 26 agosto 2022

      Se proprio proprio la moglie non ti sta dietro, Avatarizzala:-)))

    4. mago 26 agosto 2022

      No dai fa parte del mio percorso terreno...ma dopo molti anni sta recuperando alla grande..

    5. sbregaverse 26 agosto 2022

      Sul 5 KW ci sto pensando da tempo, hai qualche dritta?
      NON sono pochini? Mi frena la manutenzione.
      HO già,impianto fisso, pannelli fotovoltaici numero 23 ma la produzione è regalata ai soliti noti.
      ORA da penisola vorrei trasformarmi in isola; ma le batterie che mi hanno proposto(10 KW) me le hanno preventivate a diecimila euro.
      Sei ettari e mezzo di bosco ce li ho, ma all'occorrenza, temo di non essere in grado di difenderli.

    6. mago 26 agosto 2022

      La mia batteria nel preventivo è una BYD Box Premium HVS 5.1 DA 5KW con 16 pannelli Ja Solar 385 Watt e via dicendo 15.200.- Euro di preventivo, domani con calma guardo il tutto,con 6 KW dovrei mettere anche io 10KW di batteria secondo la logica,per questo le prendo modulari nel senso che il prossimo giro se la vedo brutta ne aggiungo altre,garanzia 10 anni su batteria 7 inverter moduli 25 anni.Io avevo optato per i pannelli minimo 500watt dato che oggi sul mercato sono usciti quelli da 670 watt piu grandi ma utili per lo spazio.
      Per la difesa della proprietà mi sa che noi timorati di Dio e benpensanti prima o poi dovremmo unirci in qualche luogo e fondare una comunità autosufficiente come nei film a meno che zio Vlad ci mandi qualche bancale di roba buona...affare a seguire.

    7. sbregaverse 26 agosto 2022

      Sono arrivato alle tue medesime conclusioni KW più kW meno, grazie e a buon rendere.

    8. mago 26 agosto 2022

      Appena ho aggiornamenti ti faccio sapere,comunque ho visto che i pannelli proposti sono fine serie..okkio al trucco.

    9. fuffolo 26 agosto 2022

      Contro i nocivi Sig 556r

    10. sbregaverse 26 agosto 2022

      Per adesso ho una pistolettina dove eccelle la mia signora: buon occhio e polso fermo, ma non si va oltre i 10 metri.
      Io mi accontento di fucile a POMPA, e che altro poteva essere, caricato a pallettoni e ci alterno ogni tanto la palla singola.Ma anche qui il tiro utile non supera i 20 metri.DEVO attrezzarmi per le lunghe distanze.

    11. fuffolo 26 agosto 2022

      Ventidue silenziata.

    12. emilyever 27 agosto 2022

      Spegni il mondo, Jena
      https://www.youtube.com/watch?v=yKGYUbrY_1M&ab_channel=MELECUCCHETV

    13. absitiniuriaverbis 27 agosto 2022

      F...k, non avrei dovuto smettere di fumare 45 anni fa. Allora avevo sempre almeno un cerino in tasca. Da domani ritorno ad una pietra focaia per impratichirmi bene. Non si sa' mai...

    1. mago 26 agosto 2022

      Tutto bello se non che il Consiglio Federale Svizzero ieri ha consigliato di tenersi contanti a casa in vista di possibili black out energia elettrica e sempre ieri il circuito Post Card era fuori uso ed era impossibile pagare con la Card dalla pompa di benzina alla uscita di un qualunque autosilo..ah il metaverso...

    2. asurbanipal 26 agosto 2022

      Ecco, appunto, tutto bello, tutto privato, tutto decentrato e non censurabile, ma poi, alla fine della fiera, l’infrastruttura di ‘sto web 3.0 rimane quella dei cavi sottomarini che passano attraverso gli stretti controllati da quei filantropi della marina militare statunitense?

      Oppure ho capito male?

      Perché, se non ho capito male, c’è la fregatura.

    3. mago 26 agosto 2022

      Ho letto da qualche parte che i server siano a bordo di sottomarini nucleari sul fondo delle coste Usa,comunque la fregatura c`è sempre,al lungo termine siamo tutti morti ma nel breve e medio è meglio organizzarsi.

    4. Rugge 26 agosto 2022

      Era il commento che avrei voluto scrivere io.

    1. sbregaverse 26 agosto 2022

      L'infoma è linfoma.
      È così semplice ? Sì lo è.

    1. IlContadino 26 agosto 2022

      Un tempo la lettura di questo genere di articoli mi metteva un pochetto di preoccupazione, mi trasmetteva una sensazione di disagio, avvertivo scoraggiamento pensando al futuro. Poi, per fortuna, c'è stata la pandefollia, ho visto di cosa è capace l'essere umano, me lo ha dimostrato in tutta la sua maestosità. Così, grazie a questi anni prolifici, ho modificato lentamente la mia percezione verso questo tipo di bipede, e ora le preoccupazioni sono svanite, lo stupore è stato accantonato, fa parte del passato, non certo del futuro. Tutto ciò che il bipede potrà fare da qui in avanti non avrà il potere di rompere il mio equilibrio, non più, lo ha fatto in passato sì, mi ha squilibrato, ci è riuscito, mo' basta;-)

    2. sbregaverse 26 agosto 2022

      Mio caro corrispondente in atti, misfatti e anche propositi e spropositi :ottimo "Il risveglio come Necessità"(Assoluta&Improrogabile ci aggiungerei a margine).
      Che il brizzolato abbia imboccato la via strata damascena?
      Certo che dovrebbe liberarsi di certe superfetazioni che lo squalificano !( ai miei occhi)

    1. ducadiGrumello 26 agosto 2022

      Ma cosa si mangia nel metaverso?

    2. Primadellesabbie 26 agosto 2022

      Il confronto con il reale ci tiene con i piedi per terra.

      La cultura derivata dalla vita in comunità distrae, interferisce e modifica questo confronto nel senso di ridurne o annullarne gli effetti (si pensi al mondo in cui vive "l'impiegato integrale", in cui non ci sono esigenze irrisolte e non esistono problemi senza adeguata e collaudata soluzione).

      In qualche modo un'anticipazione di quanto ci fa temere Musk quando dice, come riportato sopra:

      "Inoltre, e se il metaverso fosse solo un trampolino di lancio verso una realtà molto più oscura, in cui non siete più nel metaverso, ma è il metaverso ad essere in voi?"

      O si tratta di un abbaglio che mi perseguita da una vita?

    3. sbregaverse 26 agosto 2022

      Per adesso bisogna accontentarsi di ciucciare.

    4. Balabiott 26 agosto 2022

      Grandi quantità di bitpasta e al posto della carne, ovviamente, bugs..

    5. ducadiGrumello 26 agosto 2022

      Col reale mi confronto ogni giorno in vigna e in cantina ed è, a tutti gli effetti, un toccasana che scaccia molti cattivi pensieri. Dopodiché, credo che avere sempre a disposizione una soluzione per ogni problema sia un'ambizione in fondo comprensibile, però irrealizzabile, foriera di infelicità e frustrazione, tossica per qualsiasi ipotesi di progresso spirituale (in ordine crescente di importanza)

    6. ducadiGrumello 26 agosto 2022

      Acquolina...

    7. Balabiott 26 agosto 2022

      Aghah!..occhio a non fare indigestione..

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