Polonia e Ucraina hanno una storia complessa di reciproci massacri. Ciononostante, da otto anni fanno fronte comune contro la Russia. Dopo aver accarezzato l’idea di annettersi una porzione di territorio russo in caso di sconfitta di Mosca, ora Varsavia intravede la possibilità di annettere una parte del territorio ucraino, qualora fosse Kiev a perdere la guerra


Nel 1954 il primo segretario dell’URSS, l’ucraino Nikita Krusciov, decise di amnistiare i banderisti, nonché di annettere amministrativamente la Crimea alla Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina. Si trattava di voltare la pagina dei crimini di banderisti e nazisti durante la guerra, nonché quella dei crimini di banderisti e CIA ai primordi della guerra fredda.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, il 12 febbraio 1991 la Crimea dichiarò con un referendum la propria indipendenza e si diede il nome di Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea. La rimanente parte dell’attuale Ucraina confermò la propria indipendenza solo nove mesi dopo, il 1° dicembre 1991. Ma il presidente russo Boris Eltsin rifiutò di annettere alla Russia la Crimea, che il 26 febbraio 1992 decise di rientrare nell’Ucraina.
Quando il presidente democraticamente eletto Viktor Yanukovich fu rovesciato con una rivoluzione colorata organizzata dagli Stati Uniti, il nuovo governo cooptò una dozzina di banderisti [1]. La Crimea si rifiutò di subire un regime politico razzista e con un referendum decise di riprendersi l’indipendenza e di chiedere l’adesione alla Federazione di Russia.
Dopo l’installazione di basi militari russe in Siria, Londra vide nella presenza russa in Crimea la riproposizione di un rivale in grado di minacciare la sua egemonia marittima.
Dopo aver conquistato la Crimea, la zarina Caterina II inviò la flotta russa a Beirut e a Laodicea. Installò inoltre una colonia d’insediamento nel sud dell’Ucraina, la Nuova Russia (Novorossia). Questo territorio comprendeva Donbass, Mykolaiv, Kirovograd (oggi Kropynytskyï), Kherson, Odessa, Gagauzia e Transnistria (l’attuale Repubblica moldava del Dnestr). Anche Pavel Gubarev, che nel 2014 era governatore di Donetsk, ricusò il nuovo regime di Kiev, imposto dal “colpo di Stato” o dalla “rivoluzione”, secondo i punti di vista. Gubarev propose la secessione dall’Ucraina, insieme a tutti i territori della Nuova Russia della zarina Caterina II. Gubarev non era né filorusso né filostatunitense, ma filoeuropeo. Ma quando Kiev lo arrestò e lo mise in prigione divenne filorusso. Quando il presidente Zelensky ha rifiutato la proposta di pace della Russia, il presidente Putin gli ha risposto che gli obiettivi della Russa con l’andar del tempo si sarebbero allargati. La liberazione della Nuova Russia (Novorossia, come detto) è ora l’intento strategico delle forze armate russe. In quasi tutte le guerre il vincitore pretende compensazioni, solitamente territoriali. Per la guerra in corso si tratterà della Novorossia.
Creando le Nazioni Unite i vincitori della seconda guerra mondiale speravano di porre fine alle guerre di conquista. Riconobbero tuttavia che la guerra può essere una risposta legittima ad alcuni tipi di conflitto. Le grandi potenze si sono astenute dalla guerra fino allo smembramento della Jugoslavia in sette Stati. Il Kosovo si è trasformato in base militare statunitense nei Balcani, sulla cui sicurezza veglia costantemente un contingente della Nato. La Bosnia-Erzegovina è tuttora una colonia dell’Unione Europea ed è governata da un Alto Rappresentante Internazionale. Questi deplorevoli esempi sono un precedente che non consentirà di contestare l’eventuale adesione della Novorossia alla Federazione di Russia.
La Polonia, che non ha mai accettato la perdita della Galizia orientale, nel 2014 partecipò all’operazione degli anglosassoni per rovesciare il presidente eletto. All’epoca pubblicai un articolo in cui rivelavo che 86 rivoltosi della milizia banderista Pravy Sector a settembre 2013 furono addestrati dalla Polonia nel centro di polizia di Legionowo [2]. Supervisionò l’operazione Radoslaw Sikorski, allora ministro della Difesa e in seguito ministro degli Esteri. La notizia fu smentita dall’interessato, ma il Procuratore Generale polacco finì con l’aprire un’informativa giudiziaria sulla curiosa vicenda.
Il sostegno della Polonia ai banderisti contro il presidente ucraino può essere stato un’autentica manipolazione. Nel 1934 Stepan Bandera aveva infatti sovrinteso all’assassinio del ministro polacco dell’Interno, Bronislaw Pieracki, per conto della Gestapo e durante la seconda guerra mondiale ordinò molti massacri di polacchi.

Fu presto evidente che i diplomatici straussiani Victoria Nuland (attuale numero due della segreteria di Stato USA) e Derek Chollet (attuale consigliere del segretario di Stato Usa) sovrintesero alla rivoluzione colorata/colpo di Stato ucraino, messo in atto però dai canadesi e dai polacchi Radoslaw Sirkorsky e Jerzy Dziewulski. Quest’ultimo è un prestigioso poliziotto, formatosi in Israele, diventato in seguito consigliere del presidente della repubblica, nonché parlamentare. Una foto del giugno 2014 lo mostra mentre dirige le forze d’intervento, a fianco del presidente a interim ucraino Oleksandr Turchynov.
All’inizio dell’operazione militare speciale russa del 2022 la Polonia è tornata alla carica. Quando la Nato annunciava l’imminente disfatta russa, il generale Waldemar Skrzypczak chiese che Kaliningrad (che non è mai stata polacca) fosse trasferita dalla Russia alla Polonia, a titolo d’indennizzo dei danni di guerra. Siccome è stato presto evidente che la Russia avanzava e che a perdere sarebbero stati gli ucraini, il presidente Andrzej Duda ha cominciato ad accarezzare l’idea di recuperare la Galizia orientale, persa con la seconda guerra mondiale. Dapprima ha proposto agli ucraini di dispiegare una forza di pace polacca per proteggere la Galizia. Poi ha pronunciato un vibrante discorso per assicurare ai vicini il sostegno polacco contro la Russia. Infine si è recato a Kiev dove ha tenuto un discorso alla Verkhovna Rada. Alla fine la Polonia ha cominciato ad attuare un piano di cooperazione a senso unico. Ha dispiegato alti funzionari per amministrare il Paese, che gran parte della popolazione ha abbandonato. Ma non l’inverso: non c’è alcun funzionario ucraino in Polonia. Inoltre, dopo aver accolto due milioni di rifugiati politici ucraini, la Polonia ha fatto sapere che dal 1° luglio cesserà di sostenerli con sussidi economici.
L’accettazione entusiasta da parte dei banderisti dell’aiuto di Varsavia in cambio della cessione di territori attesta la natura artificiosa del loro “nazionalismo”.
Questo articolo è il seguito di:
1. «La Russia vuole costringere gli USA a rispettare la Carta delle Nazioni Unite», 4 gennaio 2022.
2. «In Kazakistan Washington porta avanti il piano della RAND, poi toccherà alla Transnistria», 11 gennaio 2022.
3. «Washington rifiuta di ascoltare Russia e Cina», 18 gennaio 2022.
4. «Washington e Londra colpite da sordità», 1° febbraio 2022.
5. “Washington e Londra tentano di preservare il dominio sull’Europa”, 8 febbraio 2022.
6. “Due interpretazioni della vicenda ucraina”, 15 febbraio 2022.
7. “Washington suona la tromba di guerra, ma gli alleati desistono”, 23 febbraio 2022.
8. “È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra”, 7 marzo 2022.
9. «Una banda di drogati e neonazisti», 7 marzo 2022.
10. “Israele sbalordito dai neonazisti ucraini”, 8 marzo 2022.
11. «Ucraina: la grande manipolazione», 22 marzo 2022.
12. «Con il pretesto della guerra si prepara il Nuovo Ordine Mondiale», 29 marzo 2022
13. «La propaganda di guerra cambia forma», 5 aprile 2022.
14. «L’alleanza di CIA, MI6 e banderisti», 12 aprile 2022.
15. «La fine del dominio occidentale», 19 aprile 2022.
16. «Ucraina: la seconda guerra mondiale non è finita», 26 aprile 2022.
17. «Con la guerra in Ucraina Washington spera di riaffermare la propria superpotenza», 3 maggio 2022.
18. «Il Canada e i banderisti», 10 maggio 2022.
19. «Si prepara una nuova guerra per il dopo-disfatta contro la Russia», 24 maggio 2022.
20. «I programmi militari segreti ucraini», 31 maggio 2022.
21. «Ucraina: equivoci, malintesi e incomprensioni», 7 giugno 2022.
NOTE
cedric 22 giugno 2022
E' molto probabile che la guerra finisca proprio con l'annessione delle terre ad ovest del Dniepr alla Polonia, con l'annessione della costa del mar nero alla russia e la legittimazione internazionale delle due repubbliche del Donbass e di tutti i nuovi confini.
Ci sarebbe il gradimento dell'unione europea per la fine della sceneggiata da ascari e pure del regno unito e degli stati uniti perchè potrebbero dislocare le testate atomiche più vicino alla russia.
Il parere degli ucraini non interessa a nessuno, esattamente come non interessa a nessuno il parere degli afghani, degli irakeni e dei siriani. Il presidente/presentatore finirà la sua carriera con la sua foto sui francobolli dopo essere stato suicidato dai suoi vecchi amiconi.
Il vero problema è quanto tempo ci vorrà, se qualche mese o qualche anno, dipende da quanto a a lungo gli europei sopporteranno di passare l'inverno al freddo..