La politica vaccinatoria di Israele è un vero disastro

Gilad Atzmon
gilad.online

Ieri, in Israele un organismo legale indipendente denominato Civilian Probe (CP)* ha pubblicato le sue conclusioni sull’impatto catastrofico che il vaccino Pfizer sta avendo sulla nazione.

Nel rapporto presentato al Procuratore Generale e al Ministro della Salute, la commissione ha elencato una catena di enormi fallimenti legali ed etici che indicano un possibile tentativo di ingannare non solo gli Israeliani ma anche il mondo intero. Fin dall’inizio di gennaio, io stesso avevo segnalato una innegabile correlazione tra vaccinazioni, casi e morti (qui, qui, qui e qui). Il CP conferma i miei sospetti, ma il loro studio presenta anche dati allarmanti per quanto riguarda l’entità degli effetti collaterali letali.

Nel documento il CP afferma che il governo starebbe tentando di nascondere gli accordi stipulati con Pfizer. Secondo il documento, “l’accordo Pfizer-Israele è viziato da clausole confidenziali e, di conseguenza, non è possibile analizzarlo legalmente e/o cogliere appieno le sue implicazioni per quanto riguarda la salute pubblica… Questo occultamento getta un’ombra pesante su chiunque abbia preso parte ai negoziati (Israele/Pfizer)…

Il CP continua poi sostenendo che “al fine di generare (tra la popolazione) la domanda per il vaccino, il governo e il Ministero della Salute hanno lanciato una aggressiva ed inaudita campagna, con l’intento di far correre gli Israeliani a ‘farsi vaccinare’. Durante questa campagna sono state disattese tutte le regole di base della prudenza e dell’etica medica e con esse anche le linee guida fondamentali formatesi dopo la Seconda Guerra Mondiale riguardo alla partecipazione ai test medici (il Codice di Norimberga). Invece di ricevere  spiegazioni trasparenti e chiare, il pubblico è stato ingannato da ripetute dichiarazioni ufficiali, in base alle quali il (vaccino Pfizer) sarebbe stato ‘approvato dalla FDA’ dopo aver superato ‘test rigorosi.'”

Il CP accusa lo stato d’Israele di condotta intenzionalmente sconsiderata… “I sistemi di monitoraggio per la rilevazione degli effetti collaterali sono una condizione fondamentale e critica per l’autorizzazione all’uso generalizzato di ogni nuovo farmaco, ancora di più quando la somministrazione a livello di popolazione di un trattamento definito sperimentale coinvolge milioni di persone e, soprattutto, quando questo trattamento riguarda un intero Paese…“.

Ma Israele non ha attivato un tale sistema di controllo.

Da un lato, lo stato non ha informato i cittadini che il vaccino Pfizer è in una fase sperimentale non ancora completata e che, stando così le cose, la popolazione sta effettivamente partecipando ad un test clinico. D’altro canto, lo stato non ha attivato sistemi di controllo e di monitoraggio trasparenti e aperti al pubblico. Di conseguenza, c’è la seria preoccupazione che questa critica e negligente omissione derivi da: (a) il timore che tale divulgazione possa interferire con la realizzazione di obiettivi probabilmente impliciti nell’accordo Israele-Pfizer, o (b) il timore di diminuire la domanda per lo straordinario numero di dosi acquistate in anticipo da Israele, e/o (c) il timore di rivelare i poco lusinghieri risultati dell'”esperimento” in corso in Israele.”

Il CP ha il coraggio di ammettere che la mancanza di un sistema di monitoraggio non è solo un potenziale crimine contro il popolo israeliano, ma potrebbe anche essere un crimine contro il resto del mondo (cioè, l’umanità):

“In assenza di un sistema di monitoraggio trasparente che riporti gli effetti collaterali, non solo il governo israeliano e il Ministero della Salute hanno tradito i propri cittadini fornendo loro informazioni fuorvianti, ma il governo israeliano ha tradito anche Pfizer e il resto del mondo, che è in attesa dei risultati del (cosiddetto) ‘esperimento mondiale reale’ (che si sta svolgendo in Israele).”

Per fugare ogni dubbio, il CP mette in guardia il Procuratore Generale israeliano sul possibile atto criminale implicito nella politica vaccinatoria di Israele.

Si tratta di un presunto inganno, sospettosamente criminale, che il Procuratore Generale dovrebbe indagare a fondo prima che al governo israeliano sia  consentito portare avanti questa presunta campagna ingannatoria nei confronti dei cittadini di Israele e del (resto del) mondo.”

Il documento del CP va oltre l’ambito legale, perchè cerca anche di riempire il vuoto lasciato dalla mancanza di un sistema di monitoraggio da parte dello Stato.

“Cosa abbiamo imparato dai fatti sul campo?” si chiede il rapporto del CP. “Un esame dei dati di mortalità pubblicati dal governo mostra che c’è una correlazione tra il numero di vaccinazioni e il numero di morti. L’eccesso di mortalità è evidente tra le persone fino a 70 anni e anche tra gli adulti oltre i 70 anni, e rimane tale anche dopo aver sottratto le morti attribuite al coronavirus. A gennaio 2021, nella popolazione al di sopra dei 70 anni è stato osservato un eccesso di mortalità del 19,5% rispetto all’ottobre 2020, il mese con il più alto numero di decessi da coronavirus, e del 22,4% rispetto al gennaio 2020. Sempre a gennaio 2021, è stato osservato un eccesso di mortalità del 7% nella popolazione più giovane rispetto al mese di ottobre 2020, il mese con il più alto numero di decessi da coronavirus e del 7% rispetto al gennaio 2020. Va notato che questa tendenza è continuata anche nel mese successivo.”

Come ho già ricordato, è dall’inizio di gennaio che scrivo della devastante correlazione tra vaccini e morti. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, rileviamo un’identica correlazione tra vaccinazione di massa e decessi. Tuttavia, è molto più problematica la pletora degli effetti collaterali, una cosa che i governi, l’OMS, la corrotta industria farmaceutica e, naturalmente, i giganti dei social media cercano di sopprimere nel modo più orwelliano possibile. Il CP israeliano sembra aver prodotto il primo rapporto serio sugli effetti collaterali dei vaccini Pfizer. Ha pubblicato una tabella dei risultati e questo è il riassunto:

Come si può rilevare dalla tabella, si sono verificati quasi 200 decessi, e questo esaminando circa solo 800 segnalazioni di effetti collaterali gravi. Come già menzionato, il CP sta ancora lavorando sull’analisi degli effetti collaterali e abbiamo centinaia di rapporti aggiuntivi ancora in fase di trattamento. Per ora, il nostro studio indica che circa il 25% dei decessi riguarda persone sotto i 60 anni. Circa il 15% aveva meno di 50 anni. 7 dei deceduti erano in giovane età, sotto i 30 anni. Inoltre, lo studio ha identificato 27 casi di problemi cardiaci in persone sotto i 60 anni, di cui 24 tra giovani di 17-30 anni. Per quanto riguarda le questioni relative alle complicanze tipicamente femminili (comprese complicazioni del travaglio, mestruazioni ritardate o irregolari, ecc.) va notato che la commissione ha circa 200 rapporti aggiuntivi non ancora inclusi nella lista finale dei risultati.

Per molti anni, ho dubitato che ci fosse una forza in Medio Oriente in grado di affrontare o, tanto meno, sconfiggere Israele. Ora però sono convinto che, con Netanyahu al timone e Pfizer che si prende cura del benessere della nazione, Israele non ha davvero bisogno di nemici. Tuttavia, ogni cittadino del mondo che abbia a cuore il futuro dell’umanità dovrebbe essere allarmato dai risultati del CP e, in particolare, dai disperati e implacabili tentativi di sopprimere la libera discussione accademica, scientifica ed etica sul Covid, sui cosiddetti “vaccini” o su qualsiasi altra cosa.

*Per leggere il rapporto del CP cliccate qui (il testo è in ebraico)

Gilad Atzmon

Fonte: gilad.online
Link: https://gilad.online/writings/2021/3/23/the-probe-into-the-israeli-vaccine-policy-and-its-outcome-is-beyond-d
23.03.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org