La campagna dell’odio contro la Cina – 5a parte

Larry Romanoff – 6 agosto 2020

The UNZ Review – https://www.unz.com/lromanoff/the-anger-campaign-against-china/

Damnatio memoriae

La letteratura pubblica di Bernays attaccava tutto ciò che era tedesco in America, comprese le scuole e le chiese. In molte scuole era proibito insegnare la lingua tedesca agli “americani puri” e gli amministratori furono esortati a licenziare “tutti gli insegnanti infedeli”, cioè tutti i tedeschi. I nomi di innumerevoli città furono cambiati per cancellarne l’origine tedesca: Berlino, Iowa divenne Lincoln, Iowa. I cibi e i nomi dei cibi tedeschi furono eliminati dai ristoranti; i crauti divennero “cavoli della libertà”; i bassotti divennero “cani della libertà” e i pastori tedeschi divennero “alsaziani”. A tutte le orchestre americane fu ordinato di eliminare dalle loro esecuzioni qualsiasi musica di compositori classici tedeschi come Beethoven, Bach e Mozart. In alcuni stati, l’uso della lingua tedesca era proibito in pubblico e al telefono. I professori tedeschi venivano licenziati dalle università, i giornali locali di lingua tedesca o di proprietà tedesca si vedevano negare gli introiti pubblicitari, venivano costantemente vessati e spesso costretti a cessare l’attività. I Boy Scout “patriottici” d’America contribuivano allo sforzo bruciando regolarmente fasci di giornali tedeschi in vendita, e i tedeschi venivano regolarmente insultati e presi a sputi da altri cittadini.

Bernays istituì un programma che metteva in discussione il patriottismo e la lealtà di tutti i tedeschi d’America, etichettando tutti quelli che avevano opinioni contrarie alla guerra come evidente prova di tradimento. I tedeschi furono costretti a incontrarsi in riunioni pubbliche e a denunciare la Germania e i suoi leader, ad acquistare titoli di guerra e a dichiarare pubblicamente la loro fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti. Mentre la retorica di Bernays raggiungeva livelli pericolosi, l’isteria e la violenza antitedesca aumentavano in proporzione. Molti tedeschi furono allontanati con la forza dalle proprie case, spesso strappati dai loro letti durante la notte, portati in strada e spogliati, picchiati e frustati, poi costretti ad inginocchiarsi e a baciare la bandiera americana. Molti furono cosparsi di pece e di piume, poi costretti ad abbandonare le loro città o i loro paesi. Alcuni furono appesi agli alberi. Sacerdoti e pastori furono trascinati fuori dalle loro chiese e picchiati per aver tenuto sermoni in tedesco.

L’isteria antitedesca fece sì che la gente vedesse spie ovunque, con House e Bernays che infiammavano enormemente questa tendenza preparando il famigerato discorso “Flag Day” di Wilson in cui affermava: “I comandanti militari tedeschi hanno riempito le nostre ignare comunità di spie e cospiratori malvagi e hanno cercato di corrompere l’opinione pubblica”. Gli editori dei giornali gridavano che tutti i tedeschi erano spie che avvelenavano le acque americane o che contaminavano le spedizioni di medicinali verso gli ospedali e che la maggior parte di loro “doveva essere catturata all’alba e fucilata per tradimento”. I membri del Congresso raccomandavano l’impiccagione o comunque l’esecuzione di tutti i tedeschi in America, i governatori degli Stati chiedevano l’uso di plotoni d’esecuzione per eliminare “l’elemento infedele” dall’intero Stato. Il segretario della Marina statunitense Josephus Daniels dichiarò che gli americani avrebbero “diffuso il timore di Dio nei cuori” di queste persone. La maggior parte degli americani è consapevole del fatto che durante l’isteria nazionale [di nuovo indotta da Bernays] durante la Seconda guerra mondiale il governo statunitense costrinse più di 100.000 giapponesi nati negli Stati Uniti nei campi di concentramento, ma dalla storia è stato cancellato il fatto che molti più tedeschi furono internati nei campi di concentramento negli Stati Uniti prima e durante la Prima guerra mondiale, e di nuovo durante la Seconda guerra mondiale, dopo di che tutti i loro beni erano stati sequestrati [30].

Mentre Bernays stava “rendendo il mondo sicuro per la democrazia”, quella sicurezza non era destinata agli americani. Sotto la guida del Colonnello E. M. House, che era il “manipolatore” ebreo di Wilson, Wilson approvò una serie di leggi oppressive, tra cui l’Espionage Act ed il Sedition Act, che erano interamente di contenuto fascista e che rendevano illegale tutto ciò che poteva ostacolare l’entrata in guerra degli americani [31] [32]. Durante questo periodo la libertà di parola e di riunione, e la libertà di stampa scomparvero praticamente dall’America, e alla fine divenne illegale dire o scrivere qualsiasi critica al governo degli Stati Uniti, ai suoi funzionari e persino ai suoi “simboli”. Qualsiasi espressione di obiezione all’entrata in guerra degli americani si sarebbe tradotta in una multa di 10.000 dollari (dieci anni di salario medio dell’epoca) o 20 anni di prigione, con gran parte dei poteri della polizia trasferiti a quelli che erano, a tutti gli effetti, gruppi di vigilanti privati come la famigerata American Protective League che operava virtualmente senza supervisione. La soppressione dell’opinione pubblica e del dissenso nonché il controllo esercitato sulle comunicazioni contro la guerra erano universali. La legge sullo spionaggio affermava che “Ogni lettera, scrittura, circolare, cartolina postale, fotografia, stampa, incisione, giornale, opuscolo, libro o altra pubblicazione, materiale o oggetto di qualsiasi tipo che contenesse elementi destinati a ostacolare il processo di reclutamento o di arruolamento degli Stati Uniti venivano dichiarati non inviabili per posta”.

Nulla era permesso che potesse impedire il reclutamento di soldati americani per una guerra che solo gli ebrei volevano. Con tutto questo e molto altro ancora, Bernays e Lippman trasformarono l’America in un focolaio di odio contro l’intera popolazione tedesca, realizzando l’obiettivo degli ebrei sionisti di usare l’esercito americano come strumento, il loro esercito privato, nella guerra europea per raggiungere l’obiettivo della Palestina, e fu così che questi due uomini cambiarono il corso della storia.

Non sarebbe stata l’ultima volta che Lippman e Bernays avrebbero usato queste tecniche contro la Germania. Questo massiccio attacco fu ripetuto poco più di dieci anni dopo per distruggere la Germania e spingerla in un’altra guerra che i tedeschi non volevano. Negli anni ’30, gli stessi banchieri ebrei europei, con lo stesso programma, volevano che gli Stati Uniti si unissero ad un’altra guerra che intendevano iniziare contro la Germania. Nel 1933 si imbarcarono in una vasta guerra commerciale mondiale per distruggere finanziariamente la Germania, con i titoli dei giornali che recitavano “La Giudea dichiara guerra alla Germania” [33] [34] [35] [36]. Avevano già instillato in Roosevelt “un intenso desiderio di guerra”, ma avevano di nuovo lo stesso problema con il riluttante pubblico americano; da qui la “campagna della rabbia” di cui si parlava prima, e ripetendo le storie di atrocità tedesche in tutti i Paesi occidentali fino a quando praticamente il mondo intero non volle uccidere tutti i tedeschi.

Le teorie di Bernays e il modello per la manipolazione dell’opinione pubblica formeranno il piano e il modello che il governo degli Stati Uniti userà ripetutamente nel secolo successivo per ingannare con successo il pubblico americano sulle motivazioni e le azioni in più di 100 avventure militari, e per rendere tutti ciechi di fronte ai tragici risultati della brutale politica estera americana.

Prossima puntata: Entrano in scena i Rothschild.

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Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli e Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte