La campagna dell’odio contro la Cina – 3a parte

Larry Romanoff – 6 agosto 2020

The UNZ Review – https://www.unz.com/lromanoff/the-anger-campaign-against-china/

Bernays – Marketing della guerra

Per quanto riguarda la scoperta della propaganda come strumento di controllo dell’opinione pubblica e il suo utilizzo per il marketing di guerra, vale la pena di dare una rapida occhiata al contesto storico degli sforzi bellici di Bernays. All’epoca, gli ebrei sionisti europei avevano fatto un accordo con l’Inghilterra per far entrare gli Stati Uniti in guerra contro la Germania, a fianco dell’Inghilterra, un favore per il quale l’Inghilterra avrebbe concesso agli ebrei il possesso della Palestina come territorio per una nuova patria [19]. La Palestina non “apparteneva” all’Inghilterra, non era compito dell’Inghilterra concedere né l’Inghilterra aveva alcun diritto legale o morale di fare un tale accordo, ma è stato comunque fatto.

Il presidente degli Stati Uniti Wilson voleva ardentemente assolvere i propri obblighi nei confronti dei suoi “manipolatori” facendo entrare gli Stati Uniti nella prima guerra mondiale come volevano, ma il popolo americano non aveva alcun interesse per la guerra europea e l’opinione pubblica era del tutto contraria a parteciparvi. Per favorire il risultato desiderato, Wilson creò il Comitato per l’Informazione Pubblica (The Creel Commission) [20], al fine di propagandare la guerra attraverso il lavaggio del cervello di massa del paese. Comunque Creel era solo il “fronte” di un gruppo che consisteva di uomini appositamente selezionati dai media, dalla pubblicità, dall’industria cinematografica e dal mondo accademico, oltre che di specialisti in psicologia. I due membri più importanti erano Walter Lippman, che Wilson ha descritto come “l’uomo più brillante della sua epoca”, e Bernays che era il massimo esperto di controllo della mente del gruppo, entrambi ebrei e consapevoli della posta in gioco in questo progetto. Bernays pianificò di combinare le conoscenze psichiatriche di suo zio Freud con la psicologia di massa mescolata alle moderne tecniche pubblicitarie, e di applicarle al controllo di massa delle menti. Furono i notevoli schemi di propaganda di Bernays e la sua influenza nel promuovere la palesemente falsa idea che l’ingresso degli Stati Uniti nella guerra fosse principalmente finalizzato a “portare la democrazia in tutta Europa”, che si dimostrarono tanto efficaci nel modificare l’opinione pubblica in merito alla guerra. Grazie a Edward Bernays, il marketing bellico americano era nato, e non sarebbe mai morto.

Nota per i lettori: una parte del contenuto che segue e che descrive in dettaglio le specifiche della propaganda di Lippman e Bernays per la prima guerra mondiale, non è opera mia. È stato estratto alcuni anni fa da un documento più lungo di cui ora non riesco a trovare la fonte originale. Se un lettore è in grado di identificare tale fonte, sarei grato di riceverne informazione, in modo da poter dare il giusto credito all’autore per le sue approfondite ricerche.

“La creazione del CPI da parte di Wilson è stato un punto di svolta nella storia del mondo, il primo tentativo veramente scientifico di formare, manipolare e controllare le percezioni e le convinzioni di un’intera popolazione”. Grazie all’autorità di Wilson, a questi uomini fu data la possibilità quasi illimitata di compiere la loro “magia”, e per assicurare il successo del programma e garantire l’eventuale possesso della Palestina, questi uomini e il loro comitato realizzarono “un programma di guerra psicologica contro il popolo americano su una scala senza precedenti nella storia dell’umanità e con un livello di successo che la maggior parte dei propagandisti poteva solo sognare”.

Avendo ricevuto via libera e ampia autorità dal Presidente degli Stati Uniti e dalla Casa Bianca per “pilotare l’opinione pubblica verso la guerra”[21] e, con il successo minacciato da un diffuso sentimento anti-guerra tra l’opinione pubblica, questi uomini decisero di progettare quella che Lippman chiamò “la creazione del consenso”. Il comitato si incaricò di “esaminare i diversi modi in cui l’informazione giungeva alla popolazione e di inondare questi canali con materiale pro guerra“. Il loro sforzo fu ineguagliabile in termini di estensione e raffinatezza, poiché il Comitato aveva il potere non solo di censurare ufficialmente le notizie e di nascondere le informazioni al pubblico, ma anche di produrre notizie false e distribuirle a livello nazionale attraverso tutti i canali. In brevissimo tempo, Lippman e Bernays si organizzarono abbastanza bene da iniziare a inondare gli Stati Uniti di propaganda antitedesca composta da letteratura, film, canzoni, articoli mediatici di odio e molto altro ancora.

Secondo Bernays, la chiave era disumanizzare e demonizzare il popolo tedesco riempiendo le menti americane di storie dell’orrore inventate. I media accondiscendenti, in gran parte di proprietà ebraica, diffondevano con obbedienza storie false di caramelle avvelenate che venivano lanciate dagli aerei, soldati tedeschi che infilzavano i bambini come spiedini di shish kebab, stupri di suore e molto altro ancora. Alla fine, le storie furono accettate come vere e la naturale resistenza alla guerra del pubblico fu superata. “Essi [Bernays e il suo gruppo] si esercitavano a divulgare storie inventate di atrocità, false accuse di terrore e brutalità contro qualsiasi nazione o popolo che volevano che l’opinione pubblica considerasse come “il nemico”, poi verificavano e valutavano le reazioni del pubblico così ben manipolato con la falsa propaganda”.

Nel suo libro Public Opinion del 1922, [22] [23] Lippman scriveva: “L’unico sentimento che chiunque può avere su un evento che non sperimenta è quello suscitato dalla propria immaginazione… Perché è abbastanza chiaro che in certe condizioni gli uomini reagiscono tanto alle finzioni quanto alla realtà“. Ed è stata la manipolazione psicologica eseguita da questi uomini a trasformare un’intera nazione di pacifici americani in rabbiosi guerrafondai. La storia di questo processo di anni di menzogne e di odio è stata seppellita piuttosto bene, e la Casa Bianca, il Congresso e il Comitato si sono adoperati, finita la guerra, per distruggere la maggior parte delle prove dei loro crimini, ma credo che sia l’America che gli ebrei un giorno dovranno riconoscere apertamente questo capitolo della storia.

A causa di Bernays, la propaganda delle atrocità, la deliberata diffusione di malvagità inventate e di crimini di guerra inumani, è diventata il presupposto degli sforzi del Comitato. Harold Lasswell ha scritto,

“Sono così grandi le resistenze psicologiche alla guerra nelle nazioni moderne che ogni guerra deve apparire come guerra di difesa contro un aggressore minaccioso e assassino. Non ci deve essere alcun dubbio su chi si deve odiare… se all’inizio la gente non si arrabbia, ricorri alle atrocità. È stata impiegata con costante successo in ogni conflitto conosciuto dall’uomo” [24].

Prossima puntata: Le cause e gli obiettivi della propaganda

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Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli e Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte.org