La campagna dell’odio contro la Cina – 1a parte

Larry Romanoff – 6 agosto 2020

The UNZ Review – https://www.unz.com/lromanoff/the-anger-campaign-against-china/

Nota dei Traduttori: è un articolo di oltre 8.800 parole, che non può certo essere letto tutto d’un fiato (neppure tradotto, se è per questo, siamo umani anche noi). Inoltre, l’argomento trattato, a chi è digiuno di psicologia e di psicoanalisi, può risultare ostico e, probabilmente, anche eccessivamente fantastico, ma non è così, tutt’altro. Per questo motivo abbiamo deciso di proporlo in piccole parti, anche se le dimensioni non saranno molto equilibrate, perché è pur sempre necessario mantenere una certa sequenza logica. Siamo anche sicuri che provocherà notevoli levate di scudi per quanto potrà sembrare “anti-semita” (noi non lo siamo, né siamo razzisti – se non verso i cretini e gli ipocriti – semmai siamo antisionisti) e potrebbe anche darsi che qualcuno invochi su di noi gli strali della c.d. “Legge Mancino”, uno dei primi attentati a quelle libertà di opinione ed espressione sancite dalla sempre più bistrattata e dimenticata Costituzione Italiana (“la più bella del mondo”, come detto una volta da chi dovrebbe difenderla e non o fa).

Introduzione

Non dovrebbe essere un segreto, anche se così sembra, che nessuna delle due guerre mondiali sia stata iniziata (o desiderata) dalla Germania, ma che sia stata la “creazione” di un gruppo di ebrei sionisti europei con l’intento dichiarato di distruggere totalmente la Germania [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] .Tuttavia, questa tesi non è lo scopo di questo breve saggio e non mi dilungherò su di essa in questa sede (questo tema è stato magnificamente sviluppato da Pat Buchanan nel suo ottimo “Churchill, Hitler and the Unnecessary War”, N.d.T.), ma il contenuto dovrebbe dimostrare al lettore medio che la prima guerra mondiale si adatta certamente a questa descrizione. Lo scopo principale di questo saggio è di dimostrare non solo che “la storia si ripete”, ma che la storia che si ripete oggi è una preparazione di massa del popolo del mondo occidentale (ma soprattutto degli americani) in vista della terza guerra mondiale, che credo sia ormai imminente.

Nel 1940, questi sionisti europei e proprietari dei media (nascondendosi dietro il sipario del governo britannico) dettero inizio a quella che chiamarono una “campagna dell’odio” con la dichiarata motivazione di “instillare odio nelle persone contro il popolo tedesco e la Germania“. Le parti in causa si compiacquero del fatto che l’originario 6% della popolazione britannica che “odiava la Germania” salì a più del 50% alla fine della campagna, e non si fermò qui. Le trasmissioni radio erano piene di descrizioni sulla ” crudeltà e malvagità dell’anima tedesca” [8]. C’erano articoli sui giornali britannici che chiedevano lo “sterminio sistematico dell’intera nazione tedesca” da realizzare dopo la fine della guerra. Così, dopo la vittoria sulla Germania, ogni persona di origine tedesca avrebbe dovuto essere giustiziata e la stessa nazione tedesca doveva scomparire per sempre. Quelle esecuzioni ebbero effettivamente inizio: i Campi della Morte di Eisenhower, seguiti dal Piano Morgenthau, entrambi alla fine falliti. I metodi di “incitamento all’odio personale” nei confronti della Germania furono forse troppo efficaci. L’isteria antitedesca divenne così grave che il re Giorgio V dovette cambiare il proprio nome tedesco di ‘Saxe-Coburg’ in ‘Windsor’, e rinunciare a tutti i suoi titoli tedeschi.

Non solo negli Stati Uniti e nel Regno Unito si diffondeva questo odio verso i tedeschi. Nei paesi di tutto il mondo i media diffondevano lo stesso messaggio di odio contro la Germania e i tedeschi. Squadre di “specialisti” seguivano lo stesso copione nella maggior parte delle altre nazioni, tutti instillando un odio massiccio per i tedeschi, che in ogni nazione venivano descritti con veemenza come l’incarnazione del male (ricordo perfettamente da bambino un film da cui sono uscito odiando profondamente i tedeschi, N.d.T.), una natura che derivava semplicemente dal fatto di essere di origine tedesca. In Brasile le manifestazioni e le rivolte antitedesche hanno consumato il paese, con imprese tedesche distrutte e i tedeschi assaliti e uccisi. In quasi tutte le nazioni, la stampa e l’uso della lingua tedesca durante la guerra scomparvero completamente per paura di rappresaglie, come pure tutte le scuole tedesche e la maggior parte delle imprese. Nessuna ha riaperto. Inizialmente il Brasile era deciso a rimanere neutrale, ma fu cooptato un nuovo sindacato di studenti universitari, appena creato, e utilizzato con tale efficacia che nel giro di un anno questo paese dichiarò guerra alla Germania [9]. In Brasile, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, molti nomi di città, strade, cibi, furono cambiati per cancellarne l’origine tedesca.

In tutto il mondo, come negli Stati Uniti, la falsa propaganda bellica era stata usata durante entrambe le guerre mondiali per incitare intere popolazioni a un odio irrazionale verso tutto ciò che era tedesco, fino al punto che i media raccomandavano di sterminare l’intera razza tedesca, in tutte le nazioni. Stante tutto ciò e molto altro ancora, l’America era un focolaio di odio verso l’intera popolazione tedesca. Dopo la seconda guerra mondiale, la Germania è stata ampiamente accusata di usare la propaganda contro gli ebrei, mentre i nostri libri di storia hanno spazzato via la massiccia e indicibilmente malvagia tempesta di propaganda dell’odio mondiale contro i tedeschi da parte degli ebrei prima e durante entrambe le guerre mondiali.

I dettagli nella seconda parte, “Le origini della manipolazione di massa dell’opinione pubblica”.

Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli e Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte.