La campagna dell’odio contro la Cina – 4a parte

Larry Romanoff – 6 agosto 2020

The UNZ Review – https://www.unz.com/lromanoff/the-anger-campaign-against-china/

Le cause e gli obiettivi della propaganda

Naturalmente, le cause e gli obiettivi della propaganda erano molto più diabolici rispetto a quanto avesse potuto seppur lontanamente immaginare il presunto “nemico”; l’obiettivo però non era solo quello di inventare un nemico, ma di far apparire quel nemico “selvaggio, barbaro e disumano” e quindi degno di essere distrutto. Di solito, i media compiacenti ripetono e arricchiscono le storie senza cercare di convalidarle e, quasi sempre, i successivi tentativi di verificare la veridicità delle storie di atrocità si rivelano vani dato che i ricercatori non riescono a scoprire alcuna prova degli eventi. Tipico è il Rapporto Bryce, l’intero catalogo di “autorevole documentazione delle atrocità tedesche” che scompare all’improvviso senza lasciare traccia quando arriva il momento di avvalorare le “atrocità commesse” [25] [26] [27].

Lippman e Bernays ripartirono il proprio Comitato in diciannove “divisioni”, ognuna responsabile di un diverso tipo di propaganda, e ciascuna delle quali si avvaleva delle capacità di un vasto numero di psicologi, esperti di pubblicità e personale dei media. L’intenzione era quella di inondare tutti i mezzi di comunicazione con l’obiettivo di incitare all’odio verso tutto ciò che era tedesco e di promuovere l’entrata in guerra dell’America come unica opzione per i patrioti americani. Il nuovo Comitato produsse decine di migliaia di articoli pieni di propaganda di odio antitedesco e inondando letteralmente settore della stampa americana. Mediamente venivano pubblicate ogni settimana più di 20.000 colonne con articoli di propaganda completamente falsi prodotti dal Comitato, che promuovevano l’odio verso la Germania e i tedeschi, descrivendo atrocità mai commesse e dipingendo i tedeschi come mostri malvagi e disumani. Il Comitato impose inoltre una potente autocensura sui media americani attuando “linee guida volontarie” volte a sopprimere i contenuti contraddittori.

Crearono la divisione “Syndicated Features”, che impiegava famosi scrittori per produrre saggi di propaganda “ufficiale” e che raggiungevano dai 10 ai 15 milioni di persone ogni mese. Un’altra divisione era responsabile delle sezioni delle vignette dei giornali e di altri media, con l’intenzione dichiarata di “mobilitare e dirigere il potere disperso delle vignette nel paese per un costruttivo impegno bellico”. Impiegarono migliaia di vignettisti che “raggiunsero nuove vette nella diffusione dell’odio”, immaginando i tedeschi come animali primitivi e malvagi che rubavano, uccidevano o violentavano tutto ciò che incontravano [28].

Crearono una Divisione simile per il cinema che portò alla produzione di dozzine di film oltraggiosi e brutalmente antitedeschi, film d’odio contenenti racconti completamente romanzati di atrocità e bestialità commesse dai tedeschi. Da qui nacquero le scene di film in cui i tedeschi (e, successivamente, i giapponesi) mitragliavano i coraggiosi piloti americani mentre si paracadutavano. Nessuno di questi racconti era reale; si trattava, insieme a molte altre, di vere e proprie invenzioni.

Allora, come oggi, l’industria cinematografica negli Stati Uniti era per lo più controllata da ebrei, ansiosi di contribuire. In un editoriale ebreo si affermava che “ogni individuo che lavora in questa industria vuole fare la sua parte” e che “attraverso diapositive, registi cinematografici e trailer, manifesti e pubblicità sui giornali diffonderanno quella propaganda così necessaria alla mobilitazione immediata delle grandi risorse del Paese”. Oltre ai film prodotti dagli studi cinematografici, il CPI creò una propria Divisione Film che produsse 60 o 70 film “ufficiali” che sono stati visti da molte decine di milioni di persone ogni settimana. Crearono una Divisione Pubblicità per influenzare la pubblicità commerciale: la propaganda sulla guerra contro i tedeschi venne inserita nelle pubblicità di giornali e riviste che spesso davano loro libero spazio, con quasi tutte le maggiori pubblicazioni americane che riportavano una grande percentuale di tali pubblicità. Produssero e distribuirono anche molte migliaia di comunicati stampa “ufficiali”, che funzionavano praticamente come ramo informativo del governo degli Stati Uniti e che di fatto erano i maggiori fornitori di notizie di guerra alla nazione. Ricorsero all’aiuto della maggior parte delle religioni cristiane americane che erano più che desiderose di cooperare con i guerrafondai come avevano sempre fatto.

Lippmann e Bernays organizzarono il “Four Minute Men”, con 75.000 volontari che tennero 8 milioni di brevi discorsi preparati sulle atrocità tedesche nelle scuole, nelle sale cinematografiche, nelle chiese, nelle sinagoghe, nelle sedi di sindacati, sempre e ovunque. Bernays dichiarò avevano tenuto quasi 8 milioni di discorsi a circa 315 milioni di persone. Moltissimi di questi discorsi furono tenuti da ebrei. Vedi l’ampia nota [29]

Crearono la “Division of Work With The Foreign Born” per raggiungere tutti gli immigrati nel paese nelle rispettive lingue, e si servirono dei membri di queste comunità per propagandare al proprio popolo; in particolare si rivolsero a tutti gli stranieri in età di servizio militare che potevano essere arruolati in guerra. Lippman e Bernays scrissero:

“È motivo di orgoglio per il Comitato di informazione pubblica, come dovrebbe esserlo per l’America, che i direttori della propaganda inglese, francese e italiana siano stati tutti concordi nel riconoscere che la nostra letteratura è stata notevole soprattutto per la brillante e mirata efficacia”.

Usavano gli agricoltori per attirare gli agricoltori e gli uomini d’affari per attirare gli uomini d’affari. In totale, i loro oratori hanno tenuto più di 7 milioni di discorsi a più di 300 milioni di americani, tutti provocando l’odio verso la Germania e i tedeschi e incitando alla guerra. Dopo molti di questi emozionanti viaggi, le persone del pubblico si riunivano in gruppi che attaccavano e distruggevano le case e le aziende tedesche nelle rispettive città.

Il Comitato si rivolgeva in particolare alle donne, istituendo un’importante divisione femminile per contrastare la resistenza delle donne, per timore che queste “potessero costituire un elemento sovversivo nella nazione, dannoso per l’unità in tempo di guerra e per il buon funzionamento della [coscrizione militare obbligatoria]”. Attraverso i loro stretti contatti con i media, controllavano la copertina e gran parte del contenuto di molte riviste femminili, che usavano per incoraggiare le donne a mandare i loro figli in guerra, sostenendo che sarebbero ritornati “uomini” invece che cadaveri.

Crearono una divisione musicale e assunsero migliaia di autori per scrivere canzoni con testi antitedeschi, poi di nuovo sfruttarono i loro contatti nei media per trasmetterle costantemente sulle stazioni radio nazionali. Un’altra divisione era responsabile dei contenuti delle biblioteche pubbliche, incaricata di eliminare tutti i libri tedeschi, comprese le opere di famosi autori e filosofi. Tutto ciò che era a favore dei tedeschi venne censurato, reso inaccessibile al pubblico o distrutto.

Forse la divisione più rappresentativa della bancarotta morale di questi uomini fu il lavoro con i bambini delle scuole pubbliche. Utilizzavano pesantemente gli psicologi nei programmi per diffondere l’odio verso la Germania in tutto il sistema scolastico pubblico americano, dove ai bambini piccoli veniva propinata l’intera gamma dell’odiosa propaganda di Bernays; successivamente venivano utilizzati come commessi viaggiatori per visitare altre scuole e diffondere la propaganda ai loro compagni di classe, instillando nelle menti di tutti i bambini piccoli storie totalmente inventate di atrocità perpetrate dai tedesche. Dopo queste accese sessioni di propaganda, molti bambini americani dimostrarono il loro “patriottismo” attaccando in gruppo i tedeschi-americani e tirandogli pietre, talvolta ricevendo complimenti dai giornali locali per “aver fatto il loro dovere”. Il gruppo di Bernays ha pubblicato molte migliaia di libri per bambini e fumetti contenenti le più vili e odiose menzogne propagandistiche.

Ai bambini delle scuole domenicali furono dati libri da colorare che rappresentavano e incoraggiavano la violenza contro i tedeschi. Le biblioteche sponsorizzavano le “ore di storia” per bambini antitedeschi che usavano la propaganda dell’odio fornita da Bernays.

Prossima puntata: “Damnatio memoriae

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Scelto e tradotto da Cinthia Nardelli e Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte