Indagine: l’agente della Corona incaricato da Dominion Voting Systems ha truccato le elezioni USA 2020?

greatgameindia.com – 9 novembre 2020

 

Un cosiddetto “glitch” informatico nelle macchine di voto che “ha capovolto” i voti durante le elezioni americane del 2020 ha causato una grande polemica. La provenienza e la proprietà delle macchine per il voto utilizzate nelle elezioni sono diventate una questione urgente a causa dei reali timori che hacker, sia stranieri che nazionali, possano manomettere la meccanica del sistema di voto. Tuttavia, GreatGameIndia ha scoperto che dietro le manovre ci sono probabilmente i rappresentanti delle aziende fornitrici e non gli hacker. Uno di questi, un agente della Corona canadese della compagnia Dominion Voting Systems, residente a Denver, ha una lunga storia di accuse di brogli elettorali e di interferenze nelle elezioni di varie nazioni, tra cui un furto di dati in un censimento in India e le interferenze nelle elezioni americane del 2020.

Il Glitch

Nei giorni scorsi sono state sollevate numerose accuse di un malfunzionamento del computer che ha causato lo spostamento dei voti. Un cosiddetto “glitch” informatico in una delle contee del Michigan aveva spostato 6.000 voti dal presidente Trump a Joe Biden. In Georgia è stato rivelato che il “glitch” non era stato causato da hacker, ma dal fornitore stesso, che aveva caricato un software all’ultimo minuto.

Come riportato da Politico:

“Il problema tecnico che aveva interrotto le votazioni in due contee della Georgia martedì mattina era stato causato da un fornitore, che, la sera prima, aveva caricato un aggiornamento sulle apparecchiature per il voto elettronico, ha detto un supervisore elettorale della contea.

Per almeno due ore, gli elettori non erano stati in grado di esprimere il proprio voto tramite le macchine elettorali nelle contee di Morgan e Spaldingi, hanno detto i funzionari statali. In risposta ai ritardi, il giudice della Corte Superiore W. Fletcher Sams aveva prolungato il voto fino alle 23.

Le macchine appartengono ad una società chiamata Dominion Voting Systems. Negli USA il software di Dominion è utilizzato in 47 Stati, compresi tutti gli Stati contesi, o “in bilico” (swing states). Ciò ha costretto il capo del Partito Repubblicano a chiedere un nuovo conteggio dei voti in altre 47 contee dopo la correzione, dato che anche queste 47 contee utilizzano lo stesso software della Dominion.”

Dominion Voting Systems sotto esame

Proprietà nascosta

[Il software di] Dominion Voting Systems, quello utilizzato negli Stati in cui sarebbero stati riscontrati brogli nelle elezioni statunitensi del 2020, era già stato rifiutato tre volte dagli esperti informatici del Segretario di Stato del Texas e dell’Ufficio del Procuratore Generale per non aver rispettato gli standard di sicurezza di base.

Nel dicembre 2019, Dominion Voting Systems era stata sottoposta a controlli per attività sospette e proprietà nascosta.

La provenienza delle macchine per il voto americano è diventata una questione urgente a causa del reale timore che hacker, sia stranieri che nazionali, possano manomettere la meccanica del sistema di voto.

Per questo motivo è necessario che ES&S [Election Systems & Software] e i suoi concorrenti, Dominion Voting Systems di Denver e Hart Intercivic di Austin, Texas, rivelino i dettagli sulla reale proprietà delle aziende e sull’origine dei componenti delle loro macchine, in parte di provenienza cinese.

Parti cinesi nelle macchine di Dominion Voting Machines

A gennaio, i legislatori statunitensi avevano espresso preoccupazione per il coinvolgimento di società straniere nel processo di creazione e controllo delle attrezzature elettorali americane da parte di queste società. Gli alti dirigenti delle tre principali società erano stati interrogati sia dai parlamentari democratici che da quelli repubblicani del Comitato della Camera degli Stati Uniti sull’amministrazione della Camera sull’integrità dei loro sistemi. L’amministratore delegato di Dominion Voting Systems aveva rivelato che [la sua azienda] utilizzava molta componentistica cinese per mancanza di alternative.

John Poulos, amministratore delegato di Dominion Voting Systems e Julie Mathis,  presidente di Hart InterCivic avevano dichiarato che le loro aziende utilizzano componenti cinesi per schermi LCD, condensatori a chip e resistenze, sostenendo che, in alcuni casi, non esistevano alternative per la produzione di tali parti negli Stati Uniti.

“Saremmo lieti di ricevere linee guida e buone pratiche dal comitato e dal governo federale,” aveva detto Poulos. “Questo non è un problema esclusivo dell’industria elettorale.”

Il progetto DELIAN della Fondazione Clinton

La Dominion Voting Systems è legata alla Clinton Global Initiative attraverso il progetto DELIAN. Secondo il sito web della Fondazione Clinton:

Nel 2014, Dominion Voting si è impegnata a fornire alle democrazie emergenti e post-belliche l’accesso alla tecnologia di voto attraverso il proprio sostegno filantropico al Progetto DELIAN, questo perché molte democrazie emergenti soffrono di violenza post-elettorale a causa del ritardo nella pubblicazione dei risultati elettorali. Nei prossimi tre anni, Dominion Voting supporterà i progetti pilota di tecnologia elettorale donando le Automated Voting Machines (AVM), fornendo un processo elettorale migliore e quindi elezioni più sicure.

Inoltre, nel 2015 il Washington Post aveva riferito che Dominion Voting Systems aveva donato alla Clinton Foundation tra i 25.001 e i 50.000 dollari.

La presidente della Camera Nancy Pelosi

Ci sono anche accuse secondo le quali Dominion Voting Systems sarebbe stata coinvolta in una sorta di frode elettorale, in quanto avrebbe collaborato con persone legate a Democratici di alto rango, come la Presidente della Camera Nancy Pelosi.

https://twitter.com/EmeraldRobinson/status/1324873622947835905

All’indomani delle elezioni del 2016, l’attenzione si era concentrata sui sistemi di voto americani in generale e su quelli di Dominion Voting Systems in particolare. Così, la Dominion Voting Systems aveva messo a libro paga un certo numero di lobbisti per far sì che addolcissero le relazioni dell’azienda con il Congresso degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Bloomberg, tra questi lobbisti vi era anche Nadeam Elshami, ex capo dello staff di Nancy Pelosi.

Dominion Voting Systems – che controlla più di un terzo del mercato delle macchine elettorali senza neanche un lobbista a Washington – ha assunto il suo primo lobbista, una società estremamente influente di cui fa parte un’assistente di lunga data della portavoce Nancy Pelosi.

Casi di frode elettorale

Smartmatic

Dominion “si era messa nei guai” per presunti casi di frode [elettorale] a causa di diverse società da lei utilizzate. Una di queste filiali è Smartmatic, un’azienda “che ha svolto un ruolo significativo nel mercato statunitense nell’ultimo decennio,” secondo un rapporto pubblicato da AccessWire, società con sede nel Regno Unito.

Il contenzioso sui “glitch” di Smartmatic sosteneva che avessero in qualche modo influenzato le elezioni di metà mandato del 2010 e del 2013 nelle Filippine, sollevando questioni di frodi e truffe. La conclusione di una revisione indipendente dei codici sorgente utilizzati nelle macchine, che aveva riscontrato molteplici problemi era stata:

“L’insieme di programmi software fornito da Smartmatic è inadeguato, …il che mette in discussione la credibilità del software”, secondo quanto riportato da ABS-CBN.

Lord Mark Malloch Brown

Il presidente di Smartmatic è Mark Malloch Brown, membro della Camera dei Lord britannica, ex vicepresidente della Investment Funds di George Soros, ex vicepresidente della Banca Mondiale, partner internazionale di Sawyer Miller, società di consulenza politica, ed ex vicepresidente del World Economic Forum, che “rimane profondamente coinvolto negli affari internazionali”. I legami globalisti segnalati dalla società hanno indotto membri dei mass media e funzionari governativi a porre domande sul suo coinvolgimento nel processo elettorale statunitense.

L’Agente della Corona De La Rue

Nel giugno 2010, dopo una pesante controversia per frode elettorale in Venezuela, Dominion aveva acquisito Sequoia Voting Systems da Smartmatic. Nel 2005, dopo l’annullamento delle elezioni venezuelane del 2004, Smartmatic aveva acquisito Sequoia Voting Systems dalla società britannica De La Rue, “agente ufficiale della Corona dell’Impero Britannico” che ancora oggi stampa banconote per la Banca d’Inghilterra. Gli agenti della Corona gestiscono gli affari quotidiani dell’Impero.

In India la De La Rue è bandita e inserita in una lista nera per aver fornito carta scadente per la stampa delle banconote indiane e per il suo coinvolgimento nelle Fake Indian Currency Notes (FICN) con il Pakistan, che rappresentava una minaccia per l’India. Il ruolo di De La Rue nella stampa di banconote in valuta indiana, denunciato da GreatGameIndia nel 2016, ha suscitato notevole scandalo in India.

I documenti in possesso di GreatGameIndia hanno anche rivelato un’insidiosa cospirazione da parte di queste società per contrabbandare a Taiwan i dati biometrici e demografici della popolazione indiana raccolti durante un progetto pilota avviato nell’ambito del National Population Register (Registro demografico nazionale). Dati così sensibili nelle mani sbagliate in un paese straniero potrebbero non solo portare al furto di identità, ma rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale indiana, dal momento che le stesse aziende sono anche produttrici di macchine per sistemi elettorali.

Sequoia Voting Systems

L’acquisizione da parte di Smartmatic di Sequoia Voting Systems da De La Rue ha scatenato una polemica in America per i suoi “possibili legami con il governo venezuelano”. Il Comitato per gli Investimenti Esteri negli Stati Uniti (CFIUS) del Dipartimento del Tesoro, che aveva indagato sull’esistenza di legami tra Sequoia, Smartmatic e il governo del Venezuela, ha abbandonato l’indagine quando Smartmatic ha accettato di cedere Sequoia, in un accordo in cui tutte le azioni di Sequoia sono state vendute a SVS Holdings ad un prezzo non rivelato.

Il Wall Street Journal ha scritto che “a seguito del problema Sequoia, Smartmatic ha eliminato una semplice struttura societaria” di base a Boca Raton “per un accordo molto più complesso” con più sedi. Sia Smartmatic che Sequoia sono coinvolte in controversie elettorali in molti Paesi.

Nel 2020 i voti delle elezioni negli Stati Uniti sono stati scrutinati dalla società spagnola Scytl

Giorni dopo la rivelazione che le elezioni americane del 2020 erano state truccate dall’agente della Corona canadese Dominion Voting Systems mediante il cosiddetto “glitch”, GreatGameIndia ha scoperto il coinvolgimento di un’altra dubbia società straniera nella manipolazione delle elezioni americane. I voti espressi dagli americani erano stati contati in Spagna da Scytl, una società spagnola in bancarotta.

Come Dominion Voting Systems, anche Scytl ha una lunga storia di frodi elettorali in varie nazioni, compresa l’introduzione di “backdoors” nel proprio software elettorale. La questione ha spinto gli esperti a chiedersi perché il delicato lavoro di conteggio dei voti fosse stato esternalizzato ad una società straniera. Come poteva una società spagnola in bancarotta contare in Spagna i voti americani? A causa di una frode così diffusa, il presidente della commissione elettorale federale statunitense Trey Trainor ritiene che le elezioni presidenziali americane del 2020 siano illegittime.

Ciò che è realmente accaduto nelle elezioni americane del 2020 sarà rivelato solo dopo l’avvio di un’approfondita indagine forense su queste società e sui cosiddetti “glitch”.

Link: https://greatgameindia.com/dominion-voting-systems-rigged-us-elections/

 

Traduzione di Massimo Cascone per ComeDonChisciotte