In Ucraina ogni escalation avvicina sempre più Washington alla sconfitta

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Mike Whitney
unz.com

C’è una grande differenza tra “non vincere” e “perdere” una guerra. Nel caso dell’Ucraina, “non vincere” significherebbe che il Presidente Zelensky e i suoi referenti a Washington scelgono di perseguire una soluzione negoziata che consenta alla Russia di mantenere il territorio catturato durante la guerra, soddisfacendo al contempo le modeste richieste di sicurezza di Mosca. (Nota: l’Ucraina deve a tutti i costi evitare di aderire alla NATO).

D’altra parte, “perdere” la guerra significa che gli Stati Uniti e la NATO continueranno sulla stessa strada di oggi – riversando in Ucraina armi letali, addestratori e sistemi missilistici a lunga gittata – sperando che l’offensiva russa venga progressivamente indebolita e che l’Ucraina possa prevalere sul campo di battaglia. Questo percorso alternativo – che equivale ad un pio desiderio – è il percorso per “perdere” la guerra.

A differenza dello scenario del “non vincere” la guerra, il “perdere” la guerra avrà un effetto catastrofico sugli Stati Uniti e sul loro futuro. Vorrà dire che Washington non è stata in grado di impedire un’incursione militare russa in Europa, che è la principale ragione d’essere della NATO. Metterebbe in discussione l’idea che gli Stati Uniti sono in grado di agire come garanti della sicurezza regionale, ruolo di cui gli USA godono dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. La percezione di una sconfitta degli Stati Uniti per mano della Russia innescherebbe inevitabilmente una rivalutazione delle attuali relazioni di sicurezza che porterebbe alla dissoluzione della NATO stessa e, molto probabilmente, anche dell’UE. In poche parole, perdere la guerra sarebbe un disastro. Ecco come, la settimana scorsa, il colonnello Daniel Davis ha riassunto la situazione:

“Non possiamo permettere che la Russia vinca”.

L’ho sentito dire per tutti gli oltre due anni di guerra. Ma ecco cosa intendo: se continuate a seguire questa strada – ignorando tutte le realtà di cui continuiamo a parlare – non solo la Russia vincerà, noi perderemo. E vi assicuro che, se pensavate che fosse sbagliato “lasciar vincere Putin”, cioè avere un accordo negoziato in cui Putin si ritrova con un territorio con cui non ha iniziato la guerra -… Ma se dite che – perché non voglio che questo accada – continuerò a combattere, questo implica che pensate di poter vincere. Ma se non si può vincere, il risultato probabile è che si perda ancora di più e questo è ciò che danneggia davvero la nostra credibilità perché, immaginate se l’intera forza della NATO si dimostrasse incapace di impedire alla Russia di vincere? Ora la nostra credibilità è danneggiata molto di più che con un accordo negoziato. Colonnello Daniel Davis, You Tube

Quindi, anche se “non vincere” non è il risultato perfetto, è di gran lunga preferibile a “perdere”, che minerebbe gravemente la credibilità dell’Alleanza, eroderebbe notevolmente il potere di Washington in Europa e costringerebbe gli Stati Uniti a rivedere i loro piani di proiezione del potere in Asia centrale. (In breve, una sconfitta degli Stati Uniti in Ucraina da parte della Russia sarebbe un duro colpo per l'”ordine basato sulle regole” e l’epilogo del secolo americano.

La posta in gioco per gli Stati Uniti è quindi molto alta. Sfortunatamente, nei circoli del potere delle élite non c’è un vero dibattito sul modo migliore di procedere. E questo perché la decisione è già stata presa, e tale decisione si attiene strettamente alle opinioni massimaliste esposte in un articolo del Consiglio Atlantico intitolato “La NATO a 75 anni: il futuro dell’Alleanza risiede nella vittoria dell’Ucraina contro la Russia“.

Il 4 aprile la NATO celebrerà il suo settantacinquesimo anniversario come l’alleanza militare di maggior successo della storia. Tuttavia, il suo futuro come deterrente credibile contro le aggressioni è ora legato al successo o al fallimento dell’ingiusta e brutale invasione dell’Ucraina da parte della Russia…..

I leader alleati hanno esplicitamente legato la sicurezza della NATO a questa guerra. I vertici della NATO hanno ripetutamente condannato l’invasione e chiesto alla Russia di “ritirare completamente e incondizionatamente tutte le sue forze e le sue attrezzature dal territorio dell’Ucraina“.

E la retorica si è intensificata. Il presidente francese Emmanuel Macron ha recentemente descritto la guerra come “esistenziale” per l’Europa. “Se la Russia vincesse questa guerra, la credibilità dell’Europa sarebbe ridotta a zero“, ha detto Macron…

Se l’imminente vertice di Washington vuole ispirare una costante fiducia nella credibilità della NATO, e quindi nel suo futuro, l’Alleanza deve agire per mettere l’Ucraina su un percorso chiaro di vittoria…

I leader alleati devono appoggiare senza ambiguità gli obiettivi di guerra dell’Ucraina, ossia la sua totale ricostituzione territoriale fino ai confini del 1991. Qualsiasi cosa al di fuori di questo sarebbe un segnale disilludente per l’Ucraina e un incoraggiamento a Putin a continuare la sua invasione. NATO at 75: The Alliance’s future lies in Ukraine’s victory against Russia, atlanticcouncil.org

Ripeto: i leader alleati devono appoggiare senza ambiguità gli obiettivi di guerra dell’Ucraina, ossia la totale ricostituzione territoriale fino ai confini del 1991. Qualsiasi cosa al di fuori di questo è un segnale disilludente per l’Ucraina e un incoraggiamento a Putin a continuare la sua invasione.

Come abbiamo già detto, questa visione massimalista degli obiettivi della NATO non è altro che un pio desiderio. L’anemica UAF non riuscirà a cacciare l’esercito russo dall’Ucraina né a vincere la guerra. Tuttavia, le opinioni di cui sopra sono condivise dalla stragrande maggioranza delle élite della politica estera, che non hanno adattato il loro pensiero in modo che corrisponda alle sanguinose perdite subite dall’Ucraina sul campo di battaglia. Ecco altre informazioni tratte da un articolo di Foreign Affairs:

L’amministrazione Biden e le sue controparti europee non sono riuscite ad articolare la fase finale di questa guerra. A tre anni dall’inizio del conflitto, la pianificazione occidentale continua ad essere strategicamente arretrata: aiutare Kiev è diventato un fine in sé, avulso da una strategia coerente per portare a termine la guerra.

Ma la “teoria della vittoria” presentata da Zagorodnyuk e Cohen per sostituire il malessere strategico in cui si trova l’Occidente è, incredibilmente, ancora più pericolosa e mal concepita dello status quo. Gli autori invitano la Casa Bianca a sostenere a gran voce gli obiettivi bellici di Kiev: espellere tutte le forze russe dai confini dell’Ucraina del 1991, compresa la Crimea, mandare i funzionari russi sotto processo per crimini di guerra, ottenere risarcimenti da Mosca e fornire all’Ucraina “accordi di sicurezza a lungo termine”. In altre parole, l’Occidente deve impegnarsi a non ottenere nulla se non la totale e incondizionata sconfitta della Russia sul campo di battaglia.

Come può l’Ucraina, con le sue malconce forze armate, la sua demografia al collasso e un’economia che dipende interamente dalle iniezioni di denaro dell’Occidente, portare a termine questo difficile compito? Facendo di più, ma su scala più ampia. The New Theory of Ukrainian Victory Is the Same as the Old, The American Conservative

Il punto che cerchiamo di sottolineare è che questo tipo di pensiero delirante è praticamente universale tra le élite della politica estera statunitense, nessuna delle quali è disposta ad accettare la realtà fondamentale sul terreno. Di conseguenza, non c’è alcuna possibilità che l’amministrazione Biden compia una correzione di rotta o faccia un qualsiasi tentativo per evitare uno scontro diretto tra i due avversari dotati di armi nucleari, la NATO e la Russia.

Quindi, come potrebbe una persona ragionevole affrontare l’attuale conflitto in Ucraina?

Cercherebbe un modo per porvi fine il prima possibile, infliggendo il minor danno possibile alla parte perdente. Ecco cosa ha detto il professore del Marymount Mark Episkopos nello stesso articolo sopra citato:

I leader occidentali sono in ritardo nell’articolare una teoria coerente di vittoria – che affronti i compromessi e le limitazioni che Kiev e i suoi sostenitori devono affrontare, piuttosto che spazzarli via per perseguire obiettivi massimalisti sul campo di battaglia, obiettivi sempre più distaccati dalle realtà sul terreno. Ciò non significa rassegnarsi alla resa incondizionata dell’Ucraina. Tuttavia, questo richiederà che i responsabili politici riconoscano che non esiste una strada percorribile per la sconfitta incondizionata della Russia e che modifichino di conseguenza il loro pensiero sulla fine della guerra. Non è troppo tardi per porre fine alla guerra a condizioni che garantiscano la sovranità dell’Ucraina e favoriscano gli interessi degli Stati Uniti. L’Occidente ha ancora un’influenza sostanziale dentro e fuori il campo di battaglia, ma la chiave per esercitarla in modo efficace è abbandonare finalmente una concezione di vittoria a somma zero, che ha impedito ai leader di passare a un approccio più pragmatico e strategicamente agile. The New Theory of Ukrainian Victory Is the Same as the Old, The American Conservative

In conclusione, è possibile trovare un accordo che minimizzi i danni complessivi per gli Stati Uniti e l’Ucraina, ma spetta ai diplomatici e alle élite della politica estera degli Stati Uniti identificare le aree comuni, in modo da raggiungere un accordo che eviti una catastrofe ancora più grande.

Il problema della raccomandazione del professor Episkopos è che si tratta di un suggerimento fin troppo ragionevole, il che significa che sarà scartato a priori dai guerrafondai che decidono la politica. Già ora, i potenti statunitensi sono certi che la guerra potrà essere vinta se solo si getterà al vento la prudenza e si applicherà una forza militare più brutale. Una cosa del genere dovrebbe bastare (secondo loro).

Questo è il tipo di ragionamento errato che guida la macchina da guerra statunitense. Le élite politiche credono onestamente che l’adesione totale a un ridicolo luogo comune come “non possiamo perdere”, in qualche modo farà sparire nel nulla la superiore potenza di fuoco, il numero di truppe, il supporto logistico e la capacità industriale della Russia e che la nazione “eccezionale” prevarrà ancora una volta. Ma questo non accadrà.

Ok, allora cosa succederà?

Per questo ci rivolgiamo all’analista militare Will Schryver e a un suo recente post su Twitter:

Bisogna capire che, per affrontare i russi in Ucraina, gli Stati Uniti e la NATO non potrebbero assemblare, equipaggiare, inviare e sostenere nemmeno una dozzina di brigate in assetto da combattimento.

Vi rendete conto di cosa accadrebbe a 50.000 soldati della della NATO – nessuno dei quali ha mai sperimentato una guerra ad alta intensità – se fossero improvvisamente inviati, con una leadership e un coordinamento necessariamente carenti, sul campo di battaglia ucraino?

Sarebbero massacrati senza pietà. Bleeding the Beast, Will Schryver, Twitter

“Massacrati senza pietà”? Non sembra lasciare molto spazio alla speranza.

Tuttavia, la Francia ha già annunciato l’invio di addestratori militari in Ucraina, e altri seguiranno sicuramente. Allo stesso tempo, armi più letali, in particolare missili a lunga gittata e F-16, sono già in viaggio e probabilmente saranno utilizzati nel prossimo futuro. Ma avrà importanza? La fornitura di nuove armi e di truppe da combattimento riuscirà a ribaltare la situazione e a impedire il collasso dell’esercito ucraino? Ecco di nuovo Schryver:

Perché i russi dovrebbero opporsi se gli Stati Uniti/NATO inviano altre scorte di missili balistici a corto gittata e di missili da crociera a lunga gittata? Le percentuali di successo dei missili ATACMS e Storm Shadow sono terribili e diminuiscono costantemente con il passare del tempo. Sono strategicamente inutili. E la capacità di rimpiazzare le scorte è praticamente nulla!

Perché i russi dovrebbero opporsi se gli Stati Uniti/NATO inviano in Ucraina uno squadrone – o anche cinque – di antiquati F-16? Sì, certo, sarebbero pilotati da “volontari” della NATO e, all’inizio, potrebbero anche ottenere una manciata di “successi” fugaci e sovrastimati. Ma, se tenteranno di effettuare sortite serie sul campo di battaglia ucraino, i vecchi F-16, con una logistica e un supporto inadeguati, avranno una durata di vita di poche ore. Bleeding the Beast, Will Schryver, Twitter

Ha ragione Schryver? Questi potenziali attacchi con missili a lunga gittata su obiettivi all’interno della Russia saranno solo punture di spillo che Putin ignorerà mentre le sue truppe continueranno a schiacciare le forze ucraine lungo le 800 miglia della linea di contatto? E Putin dovrebbe accogliere con favore l’introduzione di “truppe di terra” USA/NATO in Ucraina per affrontare l’esercito russo? Questo porterebbe effettivamente ad una fine più rapida della guerra? Ecco ancora Schryver:

Al ritmo con cui si sta svolgendo questa disfatta ucraina, in pratica tutta la potenza militare basata in Europa… sarà ridotta ad essere “inefficace in combattimento” per almeno un decennio, e probabilmente di più. Se io fossi nei panni dei russi, vedrei questo obiettivo come il summum bonum (“Il bene più alto”) da raggiungere come risultato di questa guerra, e sarei restio ad interrompere i Maestri dell’Impero mentre stanno per consegnarmelo su un piatto d’argento….

Quindi, se fossi Gerasimov, direi: “Fatevi sotto! Bleeding the Beast, Will Schryver, Twitter

Il furore per l’uso di missili a lunga gittata forniti dalla NATO (e il dispiegamento di F-16 e addestratori francesi) non fa altro che distogliere l’attenzione dal fatto ineluttabile che la NATO, se entrasse in guerra, sarebbe sconfitta dalle forze armate russe. Quindi, un uomo saggio cercherebbe un accordo negoziale prima che la situazione sfugga di mano. Ma questo non è ciò che i nostri leader stanno facendo, anzi, stanno facendo l’esatto contrario e stanno alzando la posta ad ogni passo.

Esaminiamo quindi i fatti in modo più approfondito. Date un’occhiata a questa analisi sintetica dei professionisti di War on the Rocks:

Due settimane fa, durante una testimonianza davanti alla Commissione per i servizi armati del Senato, alla domanda se l’esercito fosse “superiore” a qualsiasi avversario, il capo di stato maggiore dell’esercito americano, generale Mark Milley, ha risposto: “Sì… quelli in Europa, in particolare la Russia. [La guerra] non ci piace, non la vogliamo, ma sì, tecnicamente [siamo] più forti, più armati sul campo“.

Considerata l’aggressione della Russia in Ucraina, questa è una testimonianza che fa riflettere. Ma è accurata? Purtroppo sì: quasi due anni di analisi e wargame dimostrano che se la Russia dovesse condurre un attacco a breve termine contro gli Stati baltici, le forze di Mosca potrebbero raggiungere la periferia di Tallinn, la capitale estone, e di Riga, quella lettone, in 36-60 ore. In uno scenario del genere, gli Stati Uniti e i loro alleati non sarebbero solo in inferiorità di armamenti e di potenza di fuoco, ma anche in inferiorità numerica.…

Inferiorità di armamenti? (I russi) hanno mezzi corazzati, armi e sensori molto più avanzati e in alcune aree – come nei sistemi di protezione attiva contro i missili guidati anticarro (ATGM) – sono superiori alle loro controparti occidentali….

Oltre agli svantaggi derivanti dall’essere in inferiorità numerica, di armamento e di potenza di fuoco, una serie di altre questioni aggrava il problema. In primo luogo, gli alleati della NATO e le forze armate statunitensi [presenti in Europa] sarebbero di scarso aiuto per compensare questi svantaggi. Gli alleati europei hanno seguito l’esempio americano tagliando gli armamenti e ottimizzando le forze rimanenti per missioni “fuori area”, come l’Afghanistan. Così, la Gran Bretagna sta portando avanti i piani di ritiro delle sue ultime truppe dalla Germania, mentre la Germania stessa ha ridotto il suo esercito da un livello di 10 divisioni pesanti della Guerra Fredda all’equivalente di due.

Ma non sono solo i numeri a contare. Gli Stati Uniti e i loro partner hanno anche ridotto costantemente le infrastrutture necessarie a sostenere qualsiasi tipo di deterrente o sforzo difensivo sostanziale in Europa. Oggi non ci sono quartieri generali di divisione o di corpo d’armata statunitensi con base avanzata nel continente, né brigate dell’aviazione, del genio e della logistica associata dell’esercito.…

La Russia dispone forse del più formidabile schieramento al mondo di difese missilistiche terra-aria (SAM). Operando da postazioni all’interno del territorio russo, queste batterie SAM superano di gran lunga le armi di difesa esistenti e rappresentano una minaccia credibile per la potenza aerea statunitense e alleata, minaccia che sarebbe costoso e difficile da contrastare….

Oggi, in Europa la NATO è effettivamente in inferiorità numerica, in potenza di fuoco e in armamento rispetto alla Russia ed è afflitta da una serie di fattori che peggiorano la situazione….

Una guerra con la Russia sarebbe potrebbe escalare fin dal primo colpo e le generazioni nate all’ombra dell’Armageddon nucleare si ritroverebbero improvvisamente di fronte a paure che si credevano morte e sepolte da tempo. Outnumbered, Outranged, and Outgunned: How Russia Defeats NATO, War On The Rocks

Che cosa mostra questa analisi?

Dimostra che, a dispetto delle deliranti dichiarazioni dei generali da poltrona della TV via cavo che si vantano di voler infliggere una “sconfitta strategica” alla Russia, questo non accadrà. La Russia è in vantaggio praticamente in ogni settore, dalla potenza di fuoco, agli uomini, alla preparazione al combattimento e nei materiali. Ha anche una capacità industriale che non ha eguali in Occidente. Ecco come Schryver riassume la situazione:

Non c’è stato un aumento significativo della produzione di armamenti nell’Occidente collettivo, e non ci sarà a breve termine. L’Europa è stata di fatto smilitarizzata e gli Stati Uniti sono gravemente impoveriti e in pratica deindustrializzati….

Al di fuori della popolazione irrimediabilmente lobotomizzata delle cosiddette “democrazie occidentali”, nessuno al mondo crede che la Russia in questo momento sia “debole”. Al contrario, si rendono conto che i russi hanno completamente sconfitto i piani dell’impero e messo a nudo le sue debolezze….

L’Occidente non ha alcun vantaggio. La NATO è un guscio vuoto…. Sono assolutamente convinto che una forza di spedizione della NATO in Ucraina verrebbe massacrata almeno nella stessa misura in cui è stata massacrata l’AFU e, molto probabilmente, in modo assai peggiore e più rapidamente.… Will Schryver, Twitter

È scritto nero su bianco: l’Occidente “deindustrializzato” è un guscio vuoto che non ha alcuna possibilità di prevalere in una guerra di terra ad armi combinate con la Russia. Nonostante ciò, Washington è determinata a procedere con il suo folle piano che avvicina il mondo all’Armageddon e porta alla rovina il popolo americano.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/every-escalation-brings-washington-closer-to-defeat-in-ukraine/
04.06.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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