Il senso della guerra nel XXI secolo

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

Il senso della guerra nel XXI secolo
Thierry Meyssan interrompe la serie di articoli sulla guerra in Ucraina per consegnare al lettore alcune riflessioni sull’evoluzione della guerra sotto l’aspetto umano. La fine del capitalismo industriale e la globalizzazione degli scambi trasformano non soltanto le nostre società e il nostro modo di pensare, ma anche la valenza di ogni attività umana, guerre comprese.
Il senso della guerra nel XXI secolo
I bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki non rispondevano a una strategia militare. Il Giappone aveva già intenzione di capitolare. Gli Stati Uniti volevano solo che i giapponesi si arrendessero a loro invece che ai sovietici, che già cominciavano a dilagare in Manciuria.

In Europa, eccetto che in Jugoslavia, la pace regna dalla fine della seconda guerra mondiale, ossia da 77 anni. Per gli europei la guerra era ricordo lontano, ed ecco che con orrore la riscoprono in Ucraina. Gli africani della regione dei Grandi Laghi, poi gli abitanti della ex Jugoslavia, poi i mussulmani, dall’Afghanistan alla Libia, passando per il Corno d’Africa, li osservano con disgusto: per lunghi decenni gli europei hanno ignorato le loro sofferenze e li hanno accusati di essere responsabili delle proprie disgrazie.

Secondo alcuni la guerra di Ucraina è iniziata con il nazismo; secondo altri, otto anni fa; nella coscienza degli Occidentali dura da appena due mesi. Prendono atto solo in parte delle sofferenze causate dalla guerra, tuttora incapaci di percepirne tutti gli aspetti. Soprattutto, erroneamente, interpretano la guerra attuale basandosi sull’esperienza dei bisnonni e non su quanto vivono personalmente.

LE GUERRE NON SONO ALTRO CHE SEQUELE DI CRIMINI

> Non appena innescata, la guerra mette al bando le sfumature. Intima a tutti di schierarsi per uno dei due campi. Chi non ubbidisce viene immediatamente stritolato dalla duplice mandibola della bestia.
> L’abolizione delle sfumature costringe a riscrivere gli avvenimenti. Ci sono solo i “buoni”, cioè noi, e i “cattivi”, cioè gli altri. La propaganda di guerra è talmente poderosa che nessuno è più in grado all’istante di distinguere i fatti dalla loro descrizione. Siamo immersi nell’oscurità e non sappiamo come fare luce.
> La guerra infligge sofferenze e semina morte senza distinzioni. Non importa da quale parte si è schierati, non conta se si è colpevoli o innocenti. Si soffre e si muore non solo perché colpiti dall’avversario, ma anche per i danni collaterali causati dal campo amico. La guerra non significa soltanto sofferenza e morte, significa anche ingiustizia, che si fa più fatica a tollerare.
> Nessuna regola delle nazioni civilizzate resiste. Molti soccombono alla follia e non agiscono più da esseri umani. Non esiste più un’autorità che metta ciascuno di fronte alle conseguenze del proprio agire. Non si può più contare sulla maggior parte delle persone. L’uomo è diventato lupo per l’uomo.

Accade allora qualche cosa di affascinante: se alcuni si trasformano in belve crudeli, altri s’illuminano e il loro sguardo ci rischiara.

Ho passato dieci anni sui campi di battaglia senza mai rientrare nel mio Paese. E oggi, che rifuggo sofferenza e morte, continuo a essere irresistibilmente attratto da questi sguardi illuminanti: detesto la guerra, ma al tempo stesso mi manca. Perché in questo groviglio di orrori brilla sempre una forma sublime di umanità.

LE GUERRE DEL XXI SECOLO

Ora vorrei esporvi alcune riflessioni che non v’impegnano in questo o quest’altro conflitto, tanto meno in questo o quest’altro schieramento in campo. Voglio solo sollevare il velo e invitarvi a guardare cosa nasconde. Ciò di cui sto per parlare forse vi turberà, ma la pace è possibile solo se si accetta la realtà.

Le guerre evolvono. Non sto parlando di armi e strategie militari, ma delle ragioni dei conflitti, della loro dimensione umana. La transizione dal capitalismo industriale alla globalizzazione finanziaria trasforma le società e polverizza i principi su cui si fondava la loro organizzazione, cambiando anche le guerre. Ne deriva che, se siamo incapaci di adattare le nostre società a questo cambiamento strutturale, a maggior ragione siamo incapaci di capire l’evoluzione della guerra.

> La guerra interviene sempre per risolvere problemi che la politica non è riuscita a sormontare. Non arriva perché siamo pronti a scatenarla, ma perché abbiamo scartato ogni altra soluzione.

Ed è proprio quanto sta accadendo oggi. Gli Straussiani statunitensi hanno messo in difficoltà la Russia in Ucraina e non le hanno lasciato altra scelta che entrare in guerra. Se gli Alleati s’intestardiranno a mettere alle strette la Russia provocheranno una guerra mondiale.

I periodi di transizione che costringono a ripensare i rapporti umani propiziano questo genere di catastrofe. Alcuni continuano a ragionare secondo principi efficaci un tempo, ma non più adeguati alla realtà. Questo non impedisce loro di andare avanti comunque, rischiando di causare guerre senza volerlo.

Il senso della guerra nel XXI secolo
Nella notte del 9 maggio 1945 l’aviazione statunitense bombardò Tokyo. In una sola notte vennero uccise oltre centomila persone e oltre un milione rimasero senza tetto. È il più grande massacro di civili della storia.

> Se in tempo di pace si distinguono i civili dai militari, nelle guerre moderne questa separazione non ha senso. Le democrazie hanno spazzato via l’organizzazione delle società in caste o in ordini. Chiunque può diventare combattente. La chiamata massiccia alle armi e le guerre totali hanno rimescolato le carte. Ora i civili comandano i militari: i civili non sono più vittime innocenti, ma sono i primi responsabili della catastrofe generale, di cui i militari non sono che esecutori.

Nel Medio Evo occidentale la guerra era faccenda esclusiva di nobili. In nessun caso le popolazioni vi prendevano parte. La Chiesa cattolica aveva promulgato leggi per limitare l’impatto della guerra sui civili. Ma tutto questo non ha rispondenza con quanto stiamo vivendo, ove non trova alcun fondamento.

Anche l’uguaglianza uomo-donna ha rovesciato i paradigmi. Oggi le donne non solo sono soldati, possono essere anche comandanti civili: il fanatismo non è più appannaggio esclusivo del sesso cosiddetto forte. Alcune donne si dimostrano più pericolose e crudeli di certi uomini.

Non siamo consapevoli di questi mutamenti. E se lo siamo non ne traiamo le dovute conclusioni. Ne conseguono posizioni singolari, come il rifiuto degli Occidentali di rimpatriare le famiglie degli jihadisti, cui hanno consentito di andare sui campi di battaglia, nonché di giudicarli. Si sa che molte di queste donne sono più fanatiche dei propri compagni e che costituiscono un pericolo ben più grande. Ma nessuno lo dice. Si preferisce pagare mercenari curdi per tenerle il più lontano possibile, rinchiuse con i figli in campi di concentramento.

Solo i russi hanno rimpatriato questi figli, pure già contaminati dall’ideologia jihadista. Li hanno affidati ai nonni, nella speranza che costoro riescano ad amarli e a educarli.

Da due mesi stiamo accogliendo civili ucraini che fuggono dai combattimenti. Sono donne e bambini che soffrono, quindi non prendiamo precauzioni. Eppure un terzo di questi ragazzi sono stati educati nei campi di vacanza dei banderisti, dove hanno imparato a maneggiare armi e ad ammirare il criminale contro l’umanità Stepan Bandera.

https://www.voltairenet.org/IMG/mp4/visite_d_un_camp_d_e_te_militaire_pour_enfants_en_ukraine-10.mp4

Le Convenzioni di Ginevra non sono che vestigia di quando ragionavamo come esseri umani. Non si addicono ad alcuna realtà odierna. Chi le applica non lo fa perché obbligato, ma perché spera in questo modo di preservare la propria umanità e di non sprofondare in un abisso di crimini. La nozione di «crimine di guerra» non ha senso perché lo scopo della guerra è commettere una serie di crimini per ottenere quanto non si è riusciti a ottenere con mezzi civilizzati; per tacere che in democrazia ogni elettore è responsabile.

Un tempo la chiesa cattolica aveva bandito strategie che prendevano di mira i civili, per esempio l’assedio delle città, e previsto la scomunica per chi vi trasgrediva. Ma oggi non esiste un’autorità morale che faccia rispettare le regole e nessuno è scioccato dalle “sanzioni economiche” che colpiscono intere popolazioni, al punto da causare carestie mortali, come accadde in Corea del Nord.

Visto il tempo che impieghiamo a trarre le conclusioni dai nostri atti, insistiamo a considerare vietate alcune armi da noi stessi utilizzate. Per esempio, il presidente Barack Obama aveva spiegato che l’uso di armi chimiche o biologiche è una linea rossa da non oltrepassare, ma il suo vicepresidente Joe Biden ha creato in Ucraina una rete di laboratori di ricerca di armi di questo genere. La sola nazione che vieta a se stessa l’uso di qualsiasi arma di distruzione di massa è l’Iran; lo ha fatto dopo la condanna morale di questo tipo di armi da parte dell’imam Ruhollah Khomeini. Eppure accusiamo proprio gli iraniani di voler fabbricare la bomba atomica.

In passato si dichiaravano le guerre per conquistare territori. Alla fine si firmava un trattato di pace che modificava le mappe. Al tempo dei social network la posta in gioco è più ideologica che territoriale. La guerra non può che finire con il discredito che si abbatte su un modo di pensare. Benché sia accaduto che dei territori siano passati di mano, nessuna guerra recente è terminata con trattati di pace e riparazioni di guerra e solo alcune si sono concluse con armistizi.

È evidente che, nonostante il discorso che domina in Occidente, la guerra in Ucraina non è territoriale, bensì ideologica. D’altronde il presidente Volodymyr Zelensky è il primo capo di guerra della storia a esternarsi ripetutamente ogni giorno. Passa molto più tempo a parlare che a comandare le forze armate. Costruisce i suoi interventi attorno a riferimenti storici. Noi reagiamo ai ricordi evocati e non ci occupiamo di quanto non capiamo. Rivolgendosi agli inglesi, Zelensky parla come Churchill e viene applaudito; rivolgendosi ai francesi, Zelensky rievoca Charles De Gaulle e viene applaudito; e via dicendo… Conclude sempre il discorso con «Gloria all’Ucraina!». Gli occidentali non capiscono a cosa alluda il motto, ma lo trovano azzeccato.

Chi conosce la storia dell’Ucraina vi riconosce il grido di guerra dei banderisti. Quello che urlavano massacrando 1,6 milioni di concittadini, di cui almeno un milione ebrei. Ma come potrebbe un ucraino esortare a massacrare altri ucraini e un ebreo esortare a massacrare altri ebrei?

La nostra ingenuità ci rende ciechi.

Il senso della guerra nel XXI secolo
Per la prima volta in un conflitto, una delle parti ha censurato i media nemici ancora prima che la guerra avesse inizio: in Unione Europea RT e Sputnik sono state chiuse preventivamente perché avrebbero potuto contestare quanto stava per accadere. Dopo i media russi, s’inizia a censurare anche media di opposizione. In Polonia, il sito Voltairenet.org è censurato da un mese per decisione del Consiglio di Sicurezza nazionale.

> La guerra non si fa più solo sul campo di battaglia. È indispensabile conquistare gli spettatori. Durante la guerra di Afghanistan il presidente statunitense George W. Bush e il primo ministro britannico Tony Blair valutarono la possibilità di distruggere la televisione satellitare Al-Jazeera, non perché avesse influenza sui belligeranti, ma perché faceva riflettere gli spettatori del mondo arabo.

Dopo la guerra del 2003 in Iraq, ricercatori francesi ipotizzarono che la guerra tradizionale si sarebbe tramutata in guerra cognitiva. Sebbene la fanfaluca delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein abbia resistito pochi mesi, il modo in cui Stati Uniti e Regno Unito riuscirono a spacciarla per veritiera era perfetto. Ai cinque ambiti d’intervento (aria, terra, mare, spazio e cibernetica) la Nato ne ha aggiunto un sesto: il cervello umano. Se l’Alleanza cerca, per il momento, di non scontrarsi con la Russia nei primi quattro ambiti, è già in guerra negli altri due.

Man mano che le sfere d’intervento si allargano, la nozione di belligerante sbiadisce. Lo scontro non è più fra uomini, ma fra sistemi di pensiero. La guerra quindi si globalizza. Durante la guerra di Siria, oltre sessanta Stati, che non avevano alcun rapporto con il conflitto, inviarono armi; oggi una ventina di Stati inviano armi in Ucraina. Siccome non capiamo gli avvenimenti in diretta, ma li interpretiamo con i parametri del vecchio mondo, abbiamo creduto che le armi occidentali fossero usate dall’opposizione democratica siriana, sebbene fossero destinate agli jihadisti; così oggi siamo convinti che le armi vadano all’esercito ucraino invece che ai banderisti.

L’inferno è lastricato di buone intenzioni.

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

17.05.2022

Traduzione
Rachele Marmetti

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (47)

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Mostra commenti 47 caricati
    1. BrunoWald 20 maggio 2022

      "Anche l’uguaglianza uomo-donna ha rovesciato i paradigmi."

      Il coinvolgimento delle donne nella guerra, come soldati o funzionari civili, è un problema più serio di quanto si pensi. Anzitutto, pur riguardando solo una minoranza, l'inevitabile conseguenza sarà di rendere tutte le donne, e persino i bambini, dei legittimi obiettivi militari, facendoci sprofondare in una barbarie dalla quale non usciremo facilmente.
      Ma c'è di peggio. La sceneggiata è resa possibile dall'esistenza di piccoli eserciti professionali, ossia mercenari, utili solo a vessare i paesi del terzo mondo. Ma se ritornano i grandi conflitti, e con essi la mobilitazione generale, cosa succede? A morire ci mandiamo solo i maschi, sconfessando i miti polcor? I sinistri e i loro padroni non lo permetterebbero mai, per cui manderanno le donne in età riproduttiva (che in maggioranza, giustamente, non ne hanno la voglia né i requisiti fisici), a immolarsi inutilmente nei carnai del futuro. Provocando così la scomparsa di interi popoli.
      Una nazione può permettersi il lusso di perdere milioni di uomini, visto che uno solo, in teoria, può fecondare un gran numero di donne: ma queste ultime non sono sacrificabili, e vanno protette a qualunque prezzo. Cosa ovvia per le generazioni passate: ma noi siamo più intelligenti!
      Certo, mi direte che un conflitto nucleare potrebbe durare poche ore, e ci estingueremmo comunque: ma non è detto che le cose andranno in questo modo.

    1. oriundo2006 18 maggio 2022

      Alle osservazioni pregnanti di Meyssan vorrei aggiungere una mia personale intuizione: non è che i russi non abbiano più alcuna voglia di combattere? E non solo loro: la vita ‘civile’ è oggi considerata più interessante della guerra, faticosa lurida omicida anche verso la propria anima, la propria sensibilità…mentre un tempo era l’inverso. Se non sei buono per il re non lo sei per la regina…e complessivamente le donne rifiutano questa associazione, un tempo la regola, nonostante delle invasate folli. Dunque si cerca di impiegare mercenari, truppe di paesi semicivilizzati, oppure armati drogati dalla propaganda politica e dai propri fantasmi interiori, echi di vite precedenti disgraziate e orribili . La regressione però non riesce a livello di massa: siamo oramai immunizzati…Dunque il mio timore è che per spronare gli istinti bellici oramai deficitari tenteranno, sappiamo chi, di ingannare tutti con una enorme provocazione, che dia finalmente fiato alle trombe. Vince chi capisce che oggi nessuno vuole più guerre, giuste o meno che siano: preferisce la vita comoda a qualsiasi ragionamento sugli altri valori in gioco. Semplicemente non interessa più come non interessa più la caccia, il corredo della sposa, l’arcolaio e tante altre cose…

    2. fuffolo 18 maggio 2022

      Smart war, dal divano ma distanziati, vaccinati e con la mascherina.

    3. Rugge 18 maggio 2022

      Potranno sempre combattere nel metaverso coi loro visori VR.

    4. fuffolo 18 maggio 2022

      Pilota di play, pilota di drone.

    1. JHON 18 maggio 2022

      Quando il popolo Ucraino, si renderà conto della manipolazione che è stato sottoposto ad uso esclusivo del comitato di guerra anglo-sionista-americano, vedendo cadere giorno dopo giorno tutti i baluardi della propaganda bellica, non ci sarà più bisogno dei Russi per liberare i territori, ci penseranno loro stessi a riappropriarsene.

    1. sbregaverse 18 maggio 2022

      PD potere dominio o anche denaro PD per l'appunto nel dettaglio in Italia, fino alla più piccola contrada, ed
      all'ingrosso per tutto l'orbe terraqueo....satelliti e pianeti viciniori.

    1. absitiniuriaverbis 18 maggio 2022

      L'alto Comitato dei Saggi, su disposizione del Governo, si è così vigorosamente espresso: siccome il popolo non è d'accordo con la Guerra, bisognerà eleggere un nuovo popolo.

    1. Brule 18 maggio 2022

      Bell'articolo.
      Comunque la situazione mi pare chiara.
      La Russia è la preda.
      Pochi figli, territori vasti, ricchezze naturali, possibilità agricole, piuttosto impermeabili all'immigrazione.
      Ora ci provano con l'Ucraina come testa di ponte.
      La Finlandia e la Svezia sono scuse per punzecchiare dall'alto e future vulnerabilità.
      Non avrebbero rischiato nulla, la richiesta di entrare nella Nato è solo il cartellino del prezzo.

    2. Arian Van Heisen 18 maggio 2022

      "...La Russia è la preda..."

      Non credo , la preda è L' Europa

      ed il nemico è sempre lì seduto al Tavolo mentre lo Spettacolo continua per gli spettatori che si dividono tra chi recita meglio nel teatrino..

    3. sbregaverse 18 maggio 2022

      Beh diciamo che le prede,in pectore, sono due, non fatevi la GUERRA per così poco!

    4. buddyboy 18 maggio 2022

      Condivido che l'Europa sia una preda, ed è già stata fatta "prigioniera di guerra", parlo della guerra cognitiva, che si combatte soprattutto al di fuori del territorio di scontro Ucraino. Oggi ad esempio l'Huffington Post titola :
      Gli eroi dell' Azovstal sono nelle mani di Putin e non si sa che fine faranno. La Duma vuole processarli...

    5. Brule 18 maggio 2022

      Sì sì, assolutamente, quanto meno per arrivare alla Russia devono metterci in ginocchio.
      Che poi, forse ci rallentano involontariamente visto che l'Europa da sola vorrebbe sdraiarsi a pelle di leone.

    6. Brule 18 maggio 2022

      Verissimo, sulla guerra cognitiva le abbiamo prese di santa ragione.

    1. Martin 18 maggio 2022

      Si continua a nascondere la realta' delle atomiche in Giappone.

      Stalin l'8 maggio 1945 si era impegnato ad entrare in guerra contro il Giappone entro 90 giorni, come effettivamente fece l'8 agosto 1945.
      Due giorni prima, il 6 agosto 1945, gli USA sganciano l'atomica su Hiroshima, e la seconda il 9 agosto su Nagasaki. L'obiettivo di tanta fretta era chiarissimo: impedire la spartizione del Giappone e territori occupati con l'URSS.
      I Giapponesi erano da tempo pronti alla resa, chiedevano solo la sopravvivenza ed il rispetto per l'Imperatore. L'ipotesi del milione di morti necessario per far arrendere il Giappone e' del tutto gratuita.

      E si continua ancora a parlare il meno possibile anche del bombardamento incendiario di Tokyo del 10 marzo 1945 - il peggiore della storia, Dresda e Amburgo incluse - con circa 100.000 civili morti.

      Sono stragi intenzionali di civili, ovvi di crimini di guerra.

      Eppure, quando le cose si misero male in Grecia contro Greci e Inglesi, chissa' perche' ai Fascisti italiani non passo' mai per la testa di bombardare a tappeto Atene e di sterminare decine di migliaia di civili. Chissa' perche'.

    2. Bertozzi 18 maggio 2022

      Con cosa avrebbero dovuto bombardarli, cannoli e cassatine? Siamo sempre stati degli scappati di casa con le pezze al culo, sempre a seguito di qualcuno, e sempre dalla parte sbagliata - con furbo ravvedimento in corsa(o tradimento?) - ti pare che andiamo a bombardare a tappeto? al massimo andiamo a pulirlo il tappeto, di questo o quel potente, dopo che abbiamo finito con l'argenteria, maggiordomi storici che non siamo altro.

    3. buddyboy 18 maggio 2022

      Italiani è brava gente...Vallo un po' a raccontare agli etiopi...Dopo l'attentato a Graziani, ad Adis Abeba, vennero trucidati in pochi giorni più di 30.000 etiopi, per non parlare degli interminabili stupri, massacri e torture durante tutte le campagne del periodo coloniale.

    4. Arian Van Heisen 18 maggio 2022

      Quando si fanno le comparazioni si fanno a senso non ha sproposito ..!

    5. buddyboy 18 maggio 2022

      Quale sarebbe lo sproposito ? Spiegamelo un po'...

    6. Arian Van Heisen 18 maggio 2022

      Infatti la Regia Aeronautica non aveva gli SM79 chiamato Lo Sparviero Maledetto incubo degli Inglesi quando bombardava Malta comprato a fine 45 da mezzo mondo per i loro eserciti.
      oppure la più celebre delle azioni della Xª Flottiglia MAS (operazione G.A.3), l’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth e della petroliera Sagona ormeggiate nel porto di Alessandria d’Egitto, venne effettuata il 19 dicembre 1941.
      GLI EROI DI ALESSANDRIA
      per Bertozzi solo i Russi sono i Buoni , gli invincibili sempre dalla parte giusta..non è vero ?

    7. Arian Van Heisen 18 maggio 2022

      I paragoni si fanno per situazioni e contesti simili.
      i fatti dovuti ed accaduti durante la Guerra non sono equiparabili a fatti in un periodo di Colonialismo sono contesti diversi .

    8. buddyboy 18 maggio 2022

      L'occupazione fascista trucida decine di migliaia di individui per rappresaglia, in un contesto di occupazione coloniale è non può essere paragonato, ad un azione di rappresaglia in uno scenario di guerra, perché secondo te non è una vera e propria guerra?? Le campagne coloniali non sono state condotte come guerre di occupazione??
      Ma ti rendi conto di quello che scrivi ??

    9. sbregaverse 18 maggio 2022

      Maggior domi no: piuttosto ciam bell *ani già umettati e lubrificatissimi.

    10. mago 18 maggio 2022

      Se non fosse vero mi scapperebbe da ridere.

    11. mago 18 maggio 2022

      Noi italiani anticipiamo sempre i modi e i tempi...

    12. Rugge 18 maggio 2022

      Deve difendere le sue posizioni e quando è posto davanti a delle contraddizioni le svicola invece di affrontarle. Forse perchè gli etiopi sono poveri negretti, untermenschen per lui. Quindi sta li forse la distinzione fra un crimine di "guerra coloniale" e un crimine di guerra non coloniale ...

    13. Fedeledellacroce 18 maggio 2022

      Per te sono contesti diversi.
      Per me sono crimini ugualmente abominevoli.

    14. Martin 18 maggio 2022

      Guarda che a stragi coloniali noi Italiani siamo proprio gli ultimi, fascisti inclusi. I 30.000 Etiopi uccisi post attentato a Graziani sono una balla. Digita "Tito Minniti" su wikipedia, cosi' capirai perche' i Fascisti decisero di usare il mustard gas, tralaltro letale solo nell'1% dei casi.

    15. buddyboy 18 maggio 2022

      Martin, Abbiamo assistito per decenni ad un "fenomeno culturale" generato dalla produzione seriale di western movies, da parte di Hollywood, nei quali il leitmotiv era la "Fair retaliation" ( giusta rappresaglia ), attuata dal "civile e morale" popolo americano, in contrasto e risposta alla crudeltà tribale dei nativi dalla pellerossa, ancora non ci siamo emancipati da una narrazione, così limitata e razzista, della storia contemporanea???

    16. BrunoWald 19 maggio 2022

      TUTTE le occupazioni, coloniali o meno, fasciste o non fasciste, trucidano SEMPRE migliaia di individui: per rappresaglia, o per il puro piacere di uccidere, perché questa è appunto la natura umana.
      Non siamo tutti così, ma molti: magari un nostro amico, un collega che ci è simpatico e riteniamo una brava persona perché non ha mai avuto l'opportunità di dimostrare il contrario, in guerra si diletterebbe a schiacciare testicoli o tagliare seni di civili prigionieri. L'ideologia o la nazionalità non c'entrano un piffero: è l'orrore intrinseco alla natura umana, che probabilmente esiste in tutti noi, ma che in alcuni salta fuori alla prima occasione, senza incontrare resistenza.
      E anziché cercare di capire - primo passo in qualsivoglia direzione utile - troppi di noi si compiacciono di abbandonarsi alle proprie passioni e pregiudizi infantili e stolti, odiando "loro" perché sono la peggiore feccia, mentre "noi" siamo ovviamente dei gran bravi ragazzi...
      E così si perpetua un ciclo senza fine.

    17. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      Allora se non contestualizzi non puoi stabilire il crimine ne tantomeno la sua gravità, troppo lungo per farti capire con esempi.
      in tempo di guerra ( leggi di emergenza )
      certi atti possono sembrare criminali se li paragoni ad atti compiuti in tempi normali ,
      ma in realtà non li sono perchè c'è una legge a cui tutti sono soggetti.

    18. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      Ma ti rendi conto di quello che scrivi ??

      Premesso che non conosco molto sul Fascismo, ma Colonialismo e Guerra tra stati esiste una sostanziale differenza nel Colonialismo vi è una resistenza interna ma il potere leggittimo è dello Stato Coloniale perchè è mandatario del governo locale
      La guerra tra nazioni è lo scontro tra due governi entrambi leggittimati.

    19. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      Arian difende la Veritas..!
      invece di criticare per interposta persona
      replica direttamente e sarai soddisfatto per le tue perplessità.
      Leggi i miei commenti TUTTI...! e forse ci arrivi...!

    20. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      " TUTTE le occupazioni, coloniali o meno, fasciste o non fasciste, trucidano SEMPRE migliaia di individui: "

      Questo commento non mi piace è troppo semplicistico e generalizzante, pur apprezzando spesso i tuoi commenti

      " Tutti colpevoli nessun colpevole "
      è solo la scusante dei Potenti .

    21. buddyboy 19 maggio 2022

      Certo Arian, tu stesso mi stai dicendo che la distruzione di Dresda, ad opera degli inglesi, che avevano subito per tutto il '40 incessanti bombardamenti e devastazioni da parte della Lutwaffe, non era una atto criminale, seppur motivato da semplice volontà di vendetta ( i crucchi erano ormai sconfitti..), perché compiuto come atto di guerra, mentre scannare migliaia di civili, come rappresaglia, al di fuori di un teatro di guerra, in spregio di ogni convenzione ed al rispetto della vita umana, sia un atto criminale e barbaro aldilà di ogni dubbio e contestualizzazione.
      Bene noto che stai supportando mia tesi iniziale...

    22. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      Ripeto che non conosco l' episodio..!
      ma tuttavia la rappresaglia non la fa un governo leggittimo ma i resistenti che infrangono una legge .
      In regime di leggi d' emergenza ( Stato di guerra ) definire il rispetto della vita umana sarebbe come definire il sesso degli Angeli .

      Il bombardamento di Dresda come Hiroschima e Nagaski furono atti criminali perchè deliberatiin modo consapevolmente lontano dallo scenario di guerra e su popolazione inerme il secondo, il primo senza più reali motivi( ormai battuti e ritirati ) se non la cinica vendetta .

    23. buddyboy 19 maggio 2022

      Ecco caro, questa l'ho ricevuta dalla Treccani con preghiera di inoltro ad Arian :

      RAPPRESAGLIA

      Azione o misura punitiva violenta e disumana, indiscriminata, adottata dalla potenza occupante nei confronti della popolazione del territorio occupato, quando questa abbia causato qualche danno a propri cittadini (militari o civili) dimoranti in quello stesso territorio: le feroci r. delle truppe di occupazione contro la popolazione civile; per r. contro un attentato partigiano gli invasori hanno fucilato dieci ostaggi.

      Arian può anche prendersi licenza di fraintendere il significato dei termini, ma così facendo stravolge la realtà in modo strumentale alla sua opinione. Sai c'è un bellissimo aforisma che recita : l'uomo onesto cerca di adattare il suo pensiero alla realtà, quello disonesto ( intellettualmente) cerca di adattare la realtà al suo pensiero...

    24. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      Nessuna licenza ..
      I colonialisti non erano potenze occupanti spiace per la Treccani, ma erano governi appoggiati da una parte del popolo e dei loro eletti era un governo leggittimo .

    25. buddyboy 19 maggio 2022

      Capisco, ma c'è la Treccani che oggi vuole proprio discutere con Arian... , e mi ha inoltrato pure questa :

      COLONIALISMO

      In età moderna e contemporanea, l'occupazione e lo sfruttamento territoriale realizzati con la forza dalle potenze europee ai danni di popoli ritenuti arretrati o selvaggi.

      Pensa..., mi ha scritto pure la Zanichelli :

      COLONIALISMO

      Il termine colonialismo non indica semplicemente una politica indirizzata alla creazione di colonie (colonizzazione), ma implica in senso proprio l’idea di un’espansione coloniale realizzata attraverso la forza e l’aggressione ai danni di popoli considerati più arretrati e selvaggi, rispetto ai quali gli europei ritennero di poter accampare diritti di superiorità etnica e culturale: una conquista il più delle volte violenta e realizzata nel nome dell’autorità politico-statale e religiosa della madrepatria, che si arrogò quasi sempre ogni potere di sfruttamento economico e sociale delle colonie.

    26. Arian Van Heisen 19 maggio 2022

      Senti non è una guerra tra noi che voglio fare ne tanto meno lessicale.
      La forma è sostanza per alcuni, per altri no..!
      cosa vuoi sono opinioni .
      Siamo partiti dall' assunto che guerra e colonialismo non sono la stessa cosa magari si può concludere che sono due facce della medesima moneta , questo si , ma non sono uguali.

    27. buddyboy 19 maggio 2022

      Si Arian è proprio questo il punto, già mio in partenza e sia come tu suggerisci conclusivo, le crudeltà operate da noi italiani, nel contesto coloniale sono altrettanto criminali di quelle perpetrate da inglesi, tedeschi, Yankees o Russi, non fa differenza che si siano manifestate nel contesto coloniale o in teatri di guerra. Nessuno può ritenersi moralmente superiore.

    28. Martin 19 maggio 2022

      Non afferro il senso della tua osservazione, dovresti elaborare. Quello che so e' che le cronache storiche di chi si e' imbattuto e poi ha convissuto con le varie popolazioni native del Nord e Sud America contengono anche diverse informazioni e fatti letteralmente agghiaccianti.
      Il ritardo di tali popolazioni, calcolato sul raggiungimento della fase agricola, oscillava tra i 2500 ed i 4000 anni.
      Lo stesso per gli Aborigeni australiani, i nativi della Papua Nuova Guinea, ed in particolare alcune etnie africane come pigmei e boscimani. C'e' poco da essere razzisti, e' la realta'.

    29. buddyboy 19 maggio 2022

      Quindi questo secondo te, dava il "diritto " morale" agli occupanti, a tutte le latitidudini, dove vivevano i popoli che hai citato, di sterminarli?? La morte di Minniti, sicuramente torturato in modo barbaro e crudele, ha provocato bombardamenti ed una strage ritorsiva, oppure come dovremmo aspettarci dai più evoluti colonizzatori occidentali ( italici) la condanna e punizione esclusiva dei soli colpevoli ??

    30. BrunoWald 20 maggio 2022

      Guarda che non ho detto affatto "tutti colpevoli nessun colpevole"!
      Ho detto bensì che massacri e atrocità sono il prodotto della natura umana, non di qualche ideologia, come sostengono certi chierichetti faziosi e rancorosi.
      Ho detto che sotto OGNI bandiera servono uomini d'onore e sadiche canaglie, per le quali la guerra è solo un pretesto per sfogare i loro istinti.
      In mezzo a questi estremi c'è una vasta massa grigia, che si inclina di qua o di là a seconda delle circostanze.
      Io stesso non posso escludere che in determinate situazioni diventerei un mostro; sono certo però che opporrei una strenua resistenza al mio abbrutimento, al contrario di coloro che non aspettano altro.
      Poi c'è il giudizio POLITICO su determinati eventi storici, ma siamo su un piano totalmente diverso. La strage delle Ardeatine è stata una tragedia storica; collocare la bomba nel cassonetto di Via Rasella, sapendo benissimo ciò che si voleva provocare, è stata invece una infamia.
      Ho il massimo rispetto per i coraggiosi che parteciparono con onore alla Resistenza, contro i quali avrei combattuto con identico onore. E ho il massimo disprezzo per gli omuncoli che imprecarono contro le "stragi nazifasciste" da loro stessi provocate intenzionalmente. Quelli che lottavano contro l'invasore tedesco ricevendo armi e logistica dall'invasore americano.
      Come vedi la mia posizione è chiara e cristallina, e non cerca scuse.

    31. Arian Van Heisen 20 maggio 2022

      Mi riferivo solo all' incipit non al contenuto che hai scritto, credo che noi siamo sulla medesima lunghezza d' onda

    32. Martin 20 maggio 2022

      Nessun diritto morale, ovvio. Ma e' inutile cercare di nascondere lo spaventoso ritardo e la atroce barbarie di moltissime popolazioni extra europee. Dovresti vedere il film Apocalypto di Mel Gibson, descrive bene come stavano da quelle parti PRIMA che arrivassimo noi. E anche dopo, il 90% delle morti indigene in America Latina fu dovuto a vaiolo e malattie varie, non a stermini.

    1. JA 18 maggio 2022

      Evoluzione verso involuzione umana.

      Il senso della guerra nella Jonia, tra il VI e il V secolo: la guerra come
      l’essenza del divenire cosmico che “di tutte le cose è padre di tutte re: gli uni rende dei gli altri uomini, gli uni schiavi gli altri liberi”. Eraclito d’Efeso

      “Il senso della guerra nel XXI secolo in Occidente: LE GUERRE NON SONO ALTRO CHE SEQUELE DI CRIMINI.” Thierry Meyssa

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