Il problema dei controlli nei progetti di educazione parentale

Il problema dei controlli nei progetti di educazione parentale

Di Francesco Bernabei per educazioneparentale.online

Mi piacerebbe parlare brevemente di un tema che vivo frequentemente, quello dei controlli effettuati dalla Pubblica Amministrazione nei progetti di educazione parentale. Nei corsi e nelle chiacchierate fatti in pubblico e in privato ho sempre trattato di questo tema perché ho avuto modo di misurare presto quanta difficoltàproducevano i controlli ai gruppi di famiglie ed educatori, creandosoprattutto una sensazione di illegalità e di impossibilità a procedere.

Ho sempre sostenuto che la legge non è ostativa in generale verso le attività sociali –e tanto di più nei casi in cui il denaro è limitato e c’è molto volontariato – e, in particolare, nelle attività che riguardano i minori dove i servizi in realtà non coprono che la metà della domanda da parte delle famiglie.

Il problema è che il sistema dei controlli amministrativi viene gestito come un sistema immunitario sociale dove la reazione è volta a stroncare sul nascere quello che, nella mentalità di chi interviene, è potenzialmentpericoloso per la collettività.

Praticamente mai ho trovato persone attente a non limitare la libertà delle famiglie e l’espressione dei cittadini, quasi sempre ho avuto a che fare conpubblici ufficiali alla ricerca disperata della norma di inquadramento delle attività sociali e completamente a digiuno di elementari fatti pratici del no profit. Ci sono interi capitoli della nostra vita quotidiana che non hanno un quadro normativo applicabile perché le leggi che li riguardano marginalmente sono semplicemente state pensate per fatti non proprio collimanti con le diverse attività che possono nascere intorno agli stessi argomenti. Esempi pratici?

La somministrazione dei pasti legalmente è concepita per due categorie specifiche, dentro casa e fuori casa: il “dentro casa” non ha bisogno di niente a livello di inquadramento legale, il “fuori casa” di tutto. Il problema è che il dentro casa è suscettibile di grandi interpretazioni limitative e quindi qualcuno potrebbe concludere che anche il panino che mangio al parco sia una sorta di atto somministrativo…dipende da dove ho cucinato il panino e da chi ci ha guadagnato nel farlo… pazzesco…

La presenza di denaro nei percorsi di volontariato e del no profit: quasi tutti sono convinti che, se c’è pratica non commerciale, non è possibile prendere soldi o quasi impiegare denaro, se non nella strettissima necessità del coprire le spese e la lotta qui, colpevoli icommercialisti, è quella di dimostrare, pena la scorticazione, chetutto è stato fatto nella più totale assenza di guadagno per chi era presente alle attività… così muore qualsiasi attività socialmente rilevante e vive solo quello che crea un ritorno economico, anche se a danno dei contribuenti e dei meno abbienti, per far rima…nessuno vede questo paradosso ma l’importante, nella mentalità che incontro, è che la norma sia rispettata anche quando arriviamo al paradosso del comma 22…la ricerca del senso diventa disperata quando si rimane su questi livelli.Lavorare nelle attività non commerciali è formalmente proibito?

No, fa parte delle possibilità di praticamente ogni ente non commerciale…allora viene vietato almeno ai soci…veramente sarebbe possibile a tutti purché non rappresenti un meccanismo di redistribuzione indiretta di utili…quindi sicuramente non i consiglieri dell’ente…si parla di tutti i soci e non c’è discriminazione di sorta…ma almeno il presidente sarebbe in evidente conflitto di interessi… il conflitto di interessi nel terzo settore praticamente non c’è e comunque riguarderebbe solo i casi in cui almeno un amministratore abbia votato per qualcosa che può creare danno patrimoniale ad una società altra con cui è in affari a qualche livello dimostrabile…questa è la tipica conversazione che avviene nei controlli o con i commercialisti poco versati nel no profit, cosa quest’ultima assolutamente perdonabile dal momento che non esiste un canale formativo riconoscibile per questi argomenti.

La lista si potrebbe allungare a dismisura, se continuassi, ma il mio obiettivo qui è quello di far capire la situazione in cui ci troviamo e non quella di deprimere.E’ ovvio che la legge cresce con le esperienze comuni e lo è altrettanto che non possiamo fingere che, non essendoci una norma ad hoc, siamo scioccamente “liberi” di fare tutto quello che non è formalmente vietato. Il punto però qui è che la mentalità che viene adottata non è quella di configurare il diritto per acquisirlo a favore dell’espressività sociale ma, al contrario, è quello di piegarlo per limitare qualcosa percepito come dannoso e peggio è quando questa mentalità riesce in qualche modo a tirare dalla propria parte organi decisionali di rilevanza amministrativa, togliendo qualche pezzetto di legge regionale, aggiungendo qualche parolina giusta (sbagliata) a dare spazio alle interpretazioni più favorevoli a questa mentalità.

Il sogno di chi incontro sembra essere quello di trasformare tutto in un colossale “diritto della strada” dove ad ogni infrazione si dà un nome e si procede a sanzionare senza reale possibilità di appello e di ragionamento alternativo: una sorta di legge primitiva dove esiste solo un diritto unico ed inequivocabile più il resto che è “tabù”, cioè indiscutibile, intrattabile, impresentabile e unicamente da rigettare. Così la finezza del diritto viene sacrificata all’ordine del bastone, dove vale di più impedire che aiutare e, dove è meglio stare fermi, piuttosto che darsi da fare.

Ma c’è di più.Il sistema della nostra giurisprudenza è al collasso, ci sono processi che non saranno mai celebrati perché non c’è spazio e tempo per trattarli, ce ne sono altri che sono stati svolti con un percorso talmente tortuoso da non essere più riconoscibile, tutto sembra normale, in questo contesto, e semplicemente non lo è e così succede che, anche quando abbiamo delle ragioni, dobbiamo temere di esporle e/o di essere coinvolti in quei meccanismi che sono veramente inintellegibili ai più e i pochi che si sanno muovere in questi meccanismi oscuri sembrano a proprio agio in mezzo allo strazio delle menti e degli animi, giustificando questa situazione per mezzo di una semplice normalizzazione… basta conoscere le leggi e sei a posto,sembrano suggerire…

L’aver prodotto un complesso normativo che ammonta a oltre 160mila norme e l’aver creato un sistema di riconoscibilità del diritto che può passare solo attraverso un bel processo che ovviamente toccherà interessi personali e diretti di qualcuno, hanno reso questa risorsa sociale praticamente inutile per noi comuni cittadini e da temere e fruibile solo per chi è dotato di grandi risorse economiche, potendo sostenere percorsi legali in cui viene sospeso il giudizio automatico destinato ai più e ripensato in modo almeno formalmente più favorevole.

Io non invito nessuno ad affrontare frontalmente questo moloch del diritto costituito ma a tenerne conto e il lavoro che ci attende è quello che attende chiunque voglia davvero partecipare responsabilmente ad un cambiamento collettivo degno di questo nome: dobbiamo elaborare un sistema di smontaggio che, pezzo a pezzo, ci ridia il senso della socialità, ben consapevoli che, se siamo animati da buone intenzioni, buon senso, amorevolezza e capacità umane, non potremo incontrare una forza contraria che ci ostacola ma solo una cattiva rappresentazione dei fatti e allora partiamo da questo ed elaboriamo per tutto quello che facciamo una pratica ben condita di senso civile. Non potrà essere illegale, né da temere da parte di chiunque e tanto meno da ridimensionare se si vuole evitare di generare sofferenze sociali inutili.

Di questi tempi si parla tanto di fascismo e di antifascismo, si discute ancora di cosa sia genuinamente qualificabile come “fascista” e cosa non lo sia; trovo che il vero fascismo, quello di cui non ci siamo liberati ma che sottilmente è presente in ogni democrazia, anche se formalmente evoluta, stia in almeno tre fatti: la mancanza di rispetto per le diversità e la propensione per un modello unico di sviluppo omologante, la credenza che la competizione sia il meccanismo selettivo più adeguato a sostenere l’evoluzione sociale e non la promozione della partecipazione sociale di tutti, l’idea per la quale l’ordine viene prima del senso e che allo scopo di ottenere “ordine” tutto diventa sacrificabile.

Noi, armati di un semplice diritto di esistenza e innamorati del desiderio di stare evivere meglio, non potremo evitare di rappresentare con le nostre vicende un pezzo di diritto all’agire sociale per costruire megliola società nella quale abitiamo.

Questo sì, è proprio un nostro diritto.

Di Francesco Bernabei per educazioneparentale.online

04.06.2024

Francesco Bernabei si occupa di sviluppo sociale con lo specifico scopo di avviare e partecipare a processi per la prima ideazione e la promozione di idee, pratiche e percorsi di interesse collettivo. In passato ha collaborato a processi che hanno riguardato l’obiezione di coscienza e il servizio civile, la finanza etica, l’economia, l’europeismo, la responsabilità d’impresa. Attualmente è impegnato nel contesto dell’educazione e dell’istruzione parentale, del diritto naturale e delle pratiche per il migliore utilizzo delle risorse ambientali.

Fonte: https://educazioneparentale.online/2024/06/04/il-problema-dei-controlli-nei-progetti-di-educazione-parentale/


Commenti (31)

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    1. Phantom 15 giugno 2024

      In queste scuole parentali sarebbe meglio insegnare agli alunni:usare le armi per eliminare i controllori se vengono di persona-creare trappole per i controllori -imparare a fare campi minati,sempre dove far confluire i controllori, così forse si risolvono i problemi,tanto poi alle prossime elezioni ci si candida e si è di nuovo liberi.Ma invece si continua a lamentarsi tramite tastiera.

    1. emilyever 14 giugno 2024

      Confesso di aver capito pochissimo dell'articolo che secondo me non spiega quali siano gli ostacoli concreti che incontrano le scuole parentali: ottenere i permessi per i locali? farsi riconoscere comunque da una scuola i programmi da seguire? chi paga gli insegnanti? gli allievi quando si presentano agli esami finali in un'altra scuola vengono bocciati a priori? Le scuole parentali mi interessano molto, ma vorrei saperne di più

    2. Arthur 14 giugno 2024

      In Italia ed Europa esiste una burocrazia allucinante alimentata da un apparato legislativo ciclopico: leggi dello stato, normative regionali, norme comunali, e poi normative ministeriali, norme e regolamenti di ordini professionali, regolamenti attuativi, e poi le normative europee, e infine, ciliegina sulla torta, pure le sentenze della magistrstura che interpretano tutta questa roba e di cui bisogna tener conto.
      Beati quelli che vivevano prima del 1789...
      Scherzo, eh....

    1. Heidrek 14 giugno 2024

      È un paese di avvocati e commercialisti, l'impostazione normativa segue le necessità appunto di queste categorie professionali: la seconda casa al mare, l'auto di lusso, la barca, la cantina ben fornita...

    2. ric 14 giugno 2024

      non ho capito di quale paese parli...

      solo Milano ha 20 mila avvocati(la metà di tutta la Francia

      https://www.corriere.it/cronache/10_settembre_16/ferrarella-milano-ventimila-avvocati_ed502096-c154-11df-96dc-00144f02aabe.shtml

    3. maghi 14 giugno 2024

      solo Pistoia ha nell'albo degli avvocati 1000 iscritti su una popolazione provinciale di 250.000 abitanti. Uno ogni 250. Se poi ci mettiamo commercialisti, geometri, ecc arriviamo a poche decine di abitanti per ogni professionista. Da dove arrivi cotanta ricchezza ve lo lascio solo immaginare.

    4. Arthur 14 giugno 2024

      Vi consiglio di ringraziare il cielo che la situazione in Italia sia questa.
      La presenza di tutti questi avvocati è una garanzia per tutti.
      In altri paesi gli avvocati sono pochi e costituiscono una vera casta, un po' come i notati in Italia e, se uno ha un problema con la giustizia, rischia di dover fare un mutuo per pagarsi le spese legali.
      In Italia, con la marea di avvocati che c'è, si trova di sicuro qualche personea preparata e onesta che non vi faccia pelo e contropelo.

    5. Heidrek 14 giugno 2024

      Scusa, domanda totalmente apolemica: parli per cognizione di causa o hai semplicemente dedotto che una maggior offerta di figure professionali tenda ad abbassare i prezzi? Perché nel secondo caso ti posso assicurare che non è affatto così.

    6. Arthur 14 giugno 2024

      Nel caso di cause legali più piccole hai certamente ragione.
      Ma, ripeto, ci sono avvocati che non fanno pelo e contropelo.
      In certi paesi, se hai un problema serio, devi farti il mutuo.

    7. ric 14 giugno 2024

      questa l' hai detta grossa.! .vedi di riprenderti..
      l' itaglia e' il paese dei : Lei non sa chi sono !

      ormai in politica gli avvocati sono la maggioranza , e per gli itaglioti e' pronto il vero inno Nazionale :

      POPOPOPOPO---

    8. ric 14 giugno 2024

      quello che fa l' america non ci riguarda.

    9. Heidrek 14 giugno 2024

      Gli onorari dei professionisti sono sempre calcolati secondo percentuali sull'importo totale del servizio cui fanno riferimento. Già questo li squalifica in partenza dalla categoria degli onesti perché, da che mondo e mondo, la retribuzione deve avere una correlazione diretta con il lavoro svolto. Prendiamo il più onesto degli avvocati e chiediamogli di stilare una lettera di contestazione o diffida nei confronti di un cliente che non paga.
      Per calcolare il suo onorario l'avvcoato prenderà l'importo della fattura non pagata, incrocerà il valore con le tabelle ministeriali di riferimento e ne ricaverà una percentuale da inserire come prima voce nella parcella.
      A tale importo potrà poi a propria discrezione aggiungere (ma lo fanno tutti fatti salvo forse parenti e amici) le c.d. spese generali nell'ordine del 25%. Infine, sull'importo così ottenuto, applicherà un ulteriore 5% che è la quota da versare all'ordine di riferimento.
      Poniamo il caso dell'idraulico che ha ricevuto un insoluto di 6.000€ da parte di un cliente, l'avvocato potrà chiedere non meno di 1.000€, più il 25% e di nuovo il 5%, totale 1.312,50€ (iva esclusa): per scrivere una lettera, o meglio, per fornire al cliente una bozza precompilata riempita con i dati del contenzioso in oggetto. Cos'è, mezz'ora di lavoro? Un'ora? Due? Esageriamo: mezza giornata!
      E stiamo parlando del più onesto degli avvocati. Per le altre categorie professionali le cose funzionano sempre secondo lo stesso principio: geometri, architetti, ingegneri, dottori commercialisti...
      Quando vent'anni fa si iniziò a parlare di casta in riferimento alla politica parlamentare si era andati leggermente fuori bersaglio: la vera casta sono questi qui. Che guardacaso poi sono il principale bacino di arruolamento della politica nazionale.

    10. Arthur 14 giugno 2024

      A me non risulta che tutti gli avvocati abbiano gli onorari di cui parli tu.
      Ti consiglio di informarti meglio.

    11. pippo123 14 giugno 2024

      è tutto green...tra poco invece delle mozzarelle mangeremo le carte bollate

    12. ric 14 giugno 2024

      sante parole !!!

    13. maghi 14 giugno 2024

      io mi immaginavo un'altra fonte di ricchezza, dalla quale tutte le altre forme discendono e dipendono.

    1. Arthur 14 giugno 2024

      È il mondo nuovo creato dalla Rivoluzione Francese, che è stata una grande farsa: in cambio di qualche contentino, soprattutto alla borghesia e poi anche un po' alle plebi, ha prodotto una serie di aberrazioni allucinanti e ha deformato la mentalità dell'uomo occidentale, in particolare di chi segue le ideologie affermatesi grazie alla Rivoluzione stessa.

      Nonostante alla vigilia degli eventi del 1789 in Francia fosse stato compilato un numero spropositato di cahiers de doléances, lo sfoltimento delle vecchie norme dell'Ancien Régime fu subito seguito dall'introduzione di molte altre norme vessatorie e, con Napoleone, l'andazzo raggiunse il ridicolo, con leggi e burocrazia tornate al livello pre-1789.
      Poi, dopo la Restaurazione, la situazione non cambiò.
      Con il successivo arrivo di Napoleone III si ricominciò con le follie legislative e burocratiche, ma fu soprattutto tra fine XIX e inizio XX che fu avviato un crescendo spaventoso.
      Dopo il 1945 l'apparato legislativo e burocratico francese è divenuto ciclopico.
      Un mostro.

      Molti si chiederanno cosa c'entra la Francia con l'Italia.
      Semplice: tutti gli stati moderni si ispirano al modello massonico francese che mira a creare un Ordine Mondiale che è infinitamente peggiore di quello antecedente al 1789.
      A partire dal 1945 tutti i paesi occidentali hanno imitato in maniera spasmodica il modello francese.
      L'UE è stata la ciliegina sulla torta.
      Le ideologie liberali e marxiste che governano incontrastate in Europa sono soltanto uno strumento di oppressione.
      I corrispondenti partiti politici cosa sono?
      Lo devo ripetere?
      U***i i****i...
      Alla fine il bubbone scoppierà.
      E tanti saluti al sistema massonico liberal-marxista.

    2. ric 14 giugno 2024

      per criticare la rivoluzione francese bisogna per' onesta' immedesimarsi nei periodi dei governi monarchici dove regnavano clero e sangue blu.

    3. Arthur 14 giugno 2024

      Sono perfettamente a conoscenza di quale fosse la situazione politica e sociale antecedente al 1789.
      Roba da non rimpiangere.
      Ma la Rivoluzione Francese è stata il risultato di un complotto massonico ben pianificato, reso possibile da un sistema di potere ottuso e retrivo.
      Però molto di quello che si racconta sulla Francia pre-rivoluzionaria è una ridicola accozzaglia di balle colossali massonicche e liberal-giacobine.
      E lo stesso dicasi di fiumi di sciocchezze che la storia ufficiale racconta.
      Faccio solo un esempio, così ci si rende conto.
      Tra la nobiltà francese che viveva in città (anche quella parigina) era molto diffusa la prassi di mandare a vivere i propri figli lattanti (di pochi mesi di vita) in campagna, presso famiglie di contadini.
      Questi bambini restavano lì fino all'età di 3-4 anni, poi tornavano a casa.
      Naturalmente venivano scelte famiglie contadine che avevano una casa pulita, decorosa e un ambiente sano.
      Questi bambini nel loro soggiorno contadino erano affiancati da una balia di fiducia che si prendeva cura di loro; queste balie provenivano da famiglie di fiducia, in certi casi si trattava di donne appartenenti alla piccola nobiltà o comunque borghesia medio-alta.
      Questa pratica mirava a far vivere i bambini di pochi mesi e anni in un ambiente più salubre di quello cittadino, data l'elevata mortalità in quella fascia di età.
      La nobiltà francese non era tutta in blocco quella feccia ottusa e retriva che la storiografia vuol far credere da oltre due secoli.
      E sappiate che nel XIX secolo nessuna famiglia borghese mandava i propri figli infanti a vivere presso famiglie contadine.
      Fate le vostre deduzioni.

    4. Hospiton 14 giugno 2024

      Sono nato in una famiglia modesta, 250 anni fa un uomo nelle mie condizioni non sarebbe mai stato in grado di leggere sin dall'adolescenza determinate opere né di elaborare un pensiero critico nei confronti del Potere che ci governa. Avrei adorato un tizio che regnava per presunto volere divino, al massimo sarei stato indifferente, senza pormi domande...se milioni di individui oggi possono concepire un pensiero non allineato, ovvero far quello che nel XVIII secolo era possibile solo a un esiguo numero di colti privilegiati, è grazie al mondo nato nel post 1789, con tutti i suoi pregi e difetti. Le rivoluzioni borghesi verificatesi tra la fine del 700 e la metà dell'800 sono state manipolate, infiltrate, strumentalizzate, potremmo dibattere all'infinito, ma hanno offerto all'uomo comune strumenti che prima gli erano totalmente preclusi. L'han fatto solo perché utili ai loro disegni in quel dato momento? Può darsi, ciò non toglie che abbiamo fatto un enorme salto di qualità, a noi sfruttarlo, anche contro coloro che l'hanno concesso (non credo esistano poteri infallibili, altrimenti l'aristocrazia che ha regnato per un millennio non sarebbe scesa a patti con i parvenu borghesi). Sottovalutare tale salto di qualità significa analizzare la parabola umana soffermandosi unicamente sul presente, al massimo su un recente passato, visione a mio avviso molto riduttiva.

    5. Arthur 14 giugno 2024

      Non ho nulla da eccepire su quello che dici, ma il mondo pre-1789 non è quello che la storiografia ufficiale vuole far credere, come l'idiozia che i nobili non si lavassero.

      Un esempio.
      Il musicista e compositore Johann Joseph Fux, nato nel 1660, era figlio di contadini.
      Divenne Maestro di Cappella del Duomo di Vienna e Direttore musicale alla corte degli Asburgo.
      Scrisse un trattato di contrappunto e composizione pubblicato nel 1725, in latino, Gradus ad Parnassum, che è il trattato di composizione più famoso del Settecento e probabilmente della musica colta occidentale, ristampato nel XVIII secolo in tutta Europa, tradotto in tedesco, francese, inglese e italiano.
      Potrei fare molti altri esempi su uomini del vecchio mondo, ma può bastare.

      Se riesci a trovarmi un musicista classico di oggi, o un artista, o scienziato, figlio di contadini, che sia in una simile posizione apicale nel mondo attuale, ti prego di comunicarmelo, sai, sono curioso.

    6. Hospiton 14 giugno 2024

      Bè lì entra in gioco la propaganda del potere trionfante, che mira a rendere ancor più fosco il mondo che ha fatto tramontare. Pensiamo alla mole di luoghi comuni diffusi per decenni sul Medioevo, i famigerati secoli bui, che la storiografia aggiornata non definisce più tali. Stesso discorso per ancien regime e successivi dispotismi "illuminati", ormai ci sono numerose opere che analizzano quel periodo in modo obiettivo, senza scadere in generalizzazioni e anzi riconoscendo a alcuni sovrani un'apertura mentale degna di nota (ovviamente se rapportata ai tempi, per esempio è interessante la vicenda di Carlo III di Spagna, già Re di Napoli). Parlo anche di studi accademici, "ufficiali", sul Regno di Napoli ricordo Giuseppe Galasso e Rosario Villari.

    7. Hospiton 14 giugno 2024

      Ho visto ora la seconda parte del commento. I contadini oggi sono molto meno numerosi rispetto al '600, quindi statisticamente il raffronto si può far solo parlando genericamente di individui provenienti da ceti poveri. E qui altroché se potrei citarti esempi di artisti venuti dal nulla, da quartieri estremamente disagiati... penso a un Quincy Jones, leggenda nel mondo della musica pop, apprezzatissimo e raffinato compositore, arrangiatore, produttore, cresciuto nei ghetti di Chicago in condizioni di miseria.
      https://www.musicpaper.it/quincy-jones-le-mille-vite-del-re-mida-della-musica/

    8. Arthur 14 giugno 2024

      Io però parlavo di posizioni apicali.

      Ad ogni modo, so molto bene che oggi molte persone provenienti da famiglie umili o povere siano riuscite ad andare avanti.
      Oggi esistono infinite opportunità che in passato non esistevano.

      Ma ci tenevo a far notare che il mondo pre-1789 non è quello che la storiografia ufficiale vuol far credere.
      Sulle bugie e falsificazione si potrebbe scrivere un'enciclopedia.

    9. ric 14 giugno 2024

      parliamo dell unita' d' itaglia..e da chi e' stata voluta.

      nel attesa cerca chi era quel maiale di Mazzini...poi ne riparlamo

    10. Hospiton 14 giugno 2024

      In quanto a apicalità Jones ha poco da invidiare a un qualsiasi musicista del XVIII secolo -a proposito, interessante la storia di Fux- se negli anni 80 la Casa Bianca avesse avuto un Direttore musicale di Corte credo la scelta sarebbe ricaduta sul buon Quincy (che diresse Count Basie e la sua orchestra durante la registrazione dell'album "It Might as Well Be Swing" di Sinatra, tanto per far capire quanto fosse eclettico, apprezzato e influente già negli anni 60).
      I produttori discografici negli USA hanno una potenza inaudita, ti consiglio il documentario su di lui, "Quincy", oppure quello su un'altra eminenza grigia, Clarence Avant, "The black godfather". Tornando al discorso su luoghi comuni e falsificazioni come detto in parte sono d'accordo, l'importante è non ribaltare completamente la realtà dell'epoca (che per la gente comune era molto dura).

    11. Arthur 14 giugno 2024

      Anche altri erano di umili origini.
      Isaac Newton era figlio di un contadino.

    1. IlContadino 14 giugno 2024

      Noi come associazione sportiva, che si nutre per la quasi totalità di volontariato, fino ad ora siamo riusciti a rimanere a galla giusto con qualche piroetta e un paio di dribbling.
      Dal prossimo anno, grazie alla riforma, dovremo imparare i salti mortali carpiati con tripli avvitamenti scappellamento a sinistra.
      Ti fan passare la voglia. Quanto meno, ce la mettono tutta, ci provano in ogni modo, ma non è ancora abbastanza!
      Noi tiriamo avanti, alla faccia delle riforme, scappelliamo come se non ci fosse un domani!

    2. nicolcass 14 giugno 2024

      Se il primo passo è distruggere la famiglia, il secondo è come plasmare i nascituri errabondi e supini...nel caso vedere i pionieri sovietici o quelli della hitlerjugend...

    3. ric 14 giugno 2024

      resta il fatto che a distruggere la famiglia , e plasmare i bambini per farli diventare prodotti utili alle multinazionali per privarli di ogni capacita' critica non scomoderei gli esempi del passato sopra citati. La democrazia strumento del potere finanziario globalizzato in mano ai governi in quanto a schifezza non ha paragoni nel plasmare le genti

    4. uomospeciale 14 giugno 2024

      Non è sfuggito a nessuno il fatto che le feste le sagre di paese da qualche anno siano sempre di meno:
      Troppe norme, troppi costi, troppa burocrazia ormai anche in questo settore come in qualsiasi altro si pretende di normare, regolamentare e tassare ogni aspetto della vita e del vivere, facendo lievitare i costi fino a rendere antieconomica qualsiasi iniziativa.
      Nel "democratico occidente" patria delle libertà e dei diritti, non c'è rimasto più nulla che possiamo fare senza dover pagare una tassa, chiedere un permesso, o dover far una pratica in qualche ufficio.
      Ci vuole l'ambulanza, la polizia o i vigili presenti, persino per una piccola sagra di quartiere dove si radunano in 4 gatti, col risultato che le fiere, le sagre e le manifestazioni ogni anno sono sempre di meno.
      Altre libertà che se ne vanno, insieme alle tantissime altre ormai perdute da molto tempo e di cui ci siamo tutti dimenticati.

      Una legge di qua, un regolamento di là, e ogni tua libertà piano piano se ne va.....
      E mai più tornerà.

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