Il piano dei Democratici: una pandemia per battere Donald Trump

Robert Bridge
strategic-culture.org

La domanda cruciale che continua a tormentare gli osservatori politici è: “Come ha fatto a vincere Joe Biden, 77 anni, con una campagna elettorale così striminzita e anemica, in quella che è stata descritta come l’elezione più significativa nella storia degli Stati Uniti?” Facciamoci coraggio e cerchiamo di sbirciare nel cervello di questo genio politico che è stato, non si sa come, in grado di battere il più grande maestro di scacchi 5D dei nostri tempi, Donald J. Trump.

Mentre, prima del 3 novembre, il Repubblicano in carica volava senza sosta da un raduno all’altro, in tutto il paese, Biden aveva preferito starsene rintanato nel suo seminterrato, uscendo ogni tanto per mangiarsi un gelato o per farsi fotografare in qualche aeroporto, dove salutava folle immaginarie su piazzali deserti. A giudicare da un comportamento così scialbo, sembrava quasi che Biden sapesse di non avere nulla di cui preoccuparsi. E forse era veramente così.

Abbiate fede nella pandemia

L’unico fattore di rilievo che ha distinto la stagione elettorale 2020 da quelle del passato è stato, nel gennaio di quest’anno, lo scoppio dell’epidemia di coronavirus. Questo non vuol dire, ovviamente, che Biden sia un genio così malvagio da aver ordinato ad un flagello biblico di visitare l’America proprio al momento giusto. Dopotutto, solo un sociopatico o magari uno sviluppatore di software miliardario senza laurea in medicina potrebbe fantasticare sugli sviluppi di una pandemia. Eppure, rimane dubbio il fatto che alcuni individui, in particolare i loschi consulenti elettorali e i venditori di mascherine chirurgiche, non siano riusciti a vedere il vantaggio a breve termine del Covid-19, al momento del suo sbarco sul continente americano. Per citare il moderno Democratico e machiavellico, Rahm Emanuel, non si deve “mai lasciare che una buona crisi vada sprecata.” Va detto che i Democratici hanno fatto veramente tesoro di questa pandemia.

“Buffo come la CNN abbia improvvisamente smesso di battere la grancassa “COVID-COVID-COVID!”,  non è vero? Hanno persino abbassato il numero delle vittime. Non siamo forse ancora nel mezzo di una presunta emergenza sanitaria nazionale, CNN? Non ti interessa più, CNN? Che branco di ipocriti.”

Bloccare tutto

Quando il coronavirus aveva iniziato a dilagare in tutto l’entroterra, i Democratici, così come i Repubblicani, avevano iniziato ad introdurre misure severe, per evitare che anche una sola persona venisse infettata dal virus. Pochi leader politici, dopotutto, volevano essere accusati di “aver ucciso le nonnine.” Ma, mentre gli stati repubblicani, dopo qualche tempo, avevano cominciato ad allentare le restrizioni, dando alla gente un po’ di respiro, quelli democratici avevano raddoppiato i blocchi. Mettendo la camicia di forza alle attività economiche, avevano condannato migliaia di aziende ad una morte lenta e dolorosa, vietando o riducendo severamente qualsiasi attività sociale, inclusi matrimoni, funerali, partecipazioni scolastiche e servizi religiosi. Con un cinismo mozzafiato, tuttavia, erano state fatte eccezioni per le “proteste pacifiche” di Black Lives Matter, che avevano la singolare caratteristica di dare il colpo di grazia finale alle imprese già agonizzanti.


“Dobbiamo sempre valutare i rischi e i benefici degli sforzi per controllare il virus. In questo momento, i rischi per la salute pubblica del non protestare per chiedere la fine del razzismo sistemico superano di gran lunga i danni del virus.”

Ecco come il Wall Street Journal descrive il massacro: “Quasi due terzi delle attività connesse al tempo libero e al settore alberghiero a New York e nel New Jersey e circa la metà in California e Illinois sono scomparse tra febbraio e aprile, rispetto al 43% della Florida, uno degli ultimi stati ad imporre il lockdown e il primo ad abolirlo. Il governatore [repubblicano] della Florida, Ron DeSantis, ha inoltre fornito esenzioni alle imprese a basso rischio, inclusi appaltatori, produttori e alcuni rivenditori. In Florida, solo il 4% dei lavoratori edili ha perso il lavoro, rispetto al 41% di New York, al 27% del New Jersey, al 17% della California e all’11% dell’Illinois.”

Nel frattempo, New York, New Jersey, Pennsylvania e Michigan, le principali roccaforti democratiche, inspiegabilmente ordinavano alle case di riposo di riammettere gli anziani infetti dal COVID-19. Il 25 marzo 2020, lo stato di New York aveva ordinato: “A nessun residente sarà negata la riammissione o l’ammissione [ad un centro per anziani] esclusivamente sulla base di una diagnosi confermata o sospetta di COVID-19.”

Una decisione molto strana, soprattutto perchè non c’era mai stata una carenza di posti letto ospedalieri, anche al culmine dei casi di Covid. La cosa era diventata evidente a marzo, quando Trump aveva inviato a New York City la nave ospedale della marina USNS Comfort, come parte della risposta governativa alla pandemia in corso. Invece di rimandare i malati e gli anziani nelle case di riposo, il governatore di New York, Cuomo, aveva ora la possibilità di permettere a queste persone di guarire a bordo di questa nave, dove non avrebbero corso il rischio di contagiare centinaia di vulnerabili anziani. Invece, ad aprile, Cuomo aveva comunicato a Trump che la nave ospedale non era più necessaria.

Allora, chi si è preso il cazziatone quando i tassi di mortalità da Covid negli Stati Uniti avevano iniziato a salire, sopratutto a causa della mortalità fra la popolazione anziana? Non i governatori Cuomo, Murphy, Whitmer e Wolf, questo è certo.

Decisioni omicide a parte, le misure proposte dagli stati democratici hanno avuto, e continuano ad avere, l’effetto “negativo” di distruggere gran parte della ripresa economica realizzata durante i quattro anni di regno dell’odioso “Uomo Arancione,” ostacolando seriamente le sue possibilità di rielezione.

“So che alcuni sono sconvolti dal fatto che ieri ho cenato al chiuso in un ristorante nel Maryland. Sapevo che il rischio era basso, perché la contea che ho visitato ha avuto meno di 800 casi di COVID-19, rispetto agli oltre 33.000 casi di Philadelphia.
A parte ciò, capisco la frustrazione.”

Nessun errore con il voto postale?

Ma il regalo più grosso che il Covid avrebbe potuto fare al Partito Democratico è stata la scusa per poter votare per corrispondenza, e giusto in tempo per lo scontro Trump-Biden. È qui che la campagna Biden ha ritenuto indispensabile avere i media mainstream e Big Tech saldamente dalla propria parte. Le principali piattaforme di social media, Twitter e Facebook, si sono assunte la responsabilità (che, è importante sottolineare, ai sensi della Sezione 230 del Communications Act, non era stata assolutamente assegnata a loro) di censurare qualsiasi persona, compreso il Presidente degli Stati Uniti, che osasse suggerire che il voto per corrispondenza era pieno di insidie e di trappole. Anche la Casa Bianca aveva fornito numerosi esempi.

È stata solo una coincidenza che l’esatto scenario previsto da Trump, frodi generalizzate collegate alle schede elettorali inviate per posta, alla fine si sia realmente verificato? La notte delle elezioni, Trump stava godendo di un discreto vantaggio negli stati critici di Georgia, Carolina del Nord, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin. Poi è successo qualcosa mai capitato prima nella storia delle elezioni americane: quegli stati avevano improvvisamente smesso di contare i voti, dicendo che avrebbero continuato il giorno successivo. E cos’era successo nel frattempo? Niente di buono, sembra. Innanzitutto, ci sono state diverse segnalazioni di voti fatti arrivare ai seggi elettorali nel cuore della notte.

In un caso particolare, Connie Johnson, una osservatrice elettorale di Detroit, Michigan, ha scritto sul suo account personale di Facebook di aver scoperto che oltre 130.000 schede erano arrivate nel seggio elettorale della sua città, dove si effettuavano i conteggi, alle 4 del mattino. Secondo la Johnson, ognuna di quelle schede era a favore di Joe Biden, una evidente impossibilità statistica. Inoltre, agli osservatori repubblicani era stato negato l’accesso alla stanza dei conteggi perché, come era stato detto loro, era stata raggiunta la “capacità massima” consentita all’interno della sala. Ancora una volta, la colpa era del Covid.

Dall’altra parte del paese, a Filadelfia, l’avvocato personale di Trump, Rudy Guliani, ha tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale diversi osservatori elettorali hanno rivelato di non aver avuto il permesso di verificare le schede arrivate per corrispondenza. Secondo Giuliani, uno scenario simile si è verificato in tutti gli stati contesi.

Al di là di questi possibili brogli, è ovvio che Joe Biden deve aver avuto il pieno sostegno dei media mainstream e di Big Tech per poter realizzare la più grande rapina elettorale del secolo. Naturalmente c’è riuscito, perchè i media non solo si sono rifiutati di considerare la possibilità che un sistema di voto per corrispondenza a livello nazionale avrebbe potuto far rassomigliare gli Stati Uniti ad una Repubblica delle Banane, ma lo hanno immediatamente acclamato presidente, anche prima di qualunque dichiarazione ufficiale.

Un giorno, in futuro, nell’ipotesi che Biden venga ammesso allo Studio Ovale, sospetto che ascolteremo le stesse fiacche confessioni pubbliche da parte dei soliti scribacchini, mentre si domandano, nell’etere e sulla stampa (proprio come avevano fatto nel disastroso periodo seguito alla guerra in Iraq), come avessero potuto non farsi ulteriori domande, non solo sul discutibile stato mentale di Biden, ma [sopratutto] sull’uso delle schede per corrispondenza nelle elezioni presidenziali statunitensi più importanti di tutti i tempi.

Robert Bridge

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2020/11/09/how-democrats-weaponized-pandemic-to-beat-donald-trump/
09.11.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org