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Il montante disprezzo degli americani verso i miliardari

DI ERIC ZUESSE

strategic-culture.org 

Il titolo di del filmato Youtube “Tucker: Leaders show no obligation to American voters” [Tucker: i leaders non mostrano alcun obbligo verso chi li vota, ndr] relativo alla trasmissione Fox News dello scorso 2 Gennaio che registrava il monologo di Tucker Carlson [seguitissimo commentatore politico di Fox News, ndr], segnano uno svolta storica nella cultura politica americana.

Fox, voce storica del Republican Party, in quel video definisce la classe dirigente americana – che controlla entrambi partiti – come “mercenari” che curano solo i propri interessi e attacca tanto la dottrina libertaria che conservatrice (le due ideologie su cui si fonda il partito repubblicano dopo Lincoln). Nel filmato Carlson afferma che solo i soldi governano e che la democrazia in America oggi è solo nominale, non reale.

Gli attuali 3747 commenti in calce al filmato riflettono la rivoluzione in corso che oggi sta rapidamente cambiando l’ideologia americana. Un utente Youtube clicca il pulsante “Best” (si è d’accordo al 100%), ed ecco che salta fuori il commento maggiormente condiviso seguito da risposte altrettanto condivise seguite a loro volta da ulteriori commenti altamente condivisi (la mole di commenti riflette l’animo particolare di questi frequentatori):

Colony Three: “In qualità di sostenitore di Bernie Sanders [come politico indipendente si posiziona alla sinistra dei Democratici, ndr] mi stupisco di essere d’accordo all’80% di quanto è stato qui affermato. Non esistiamo per servire i mercati, i mercati esistono per servire noi, invece. Ben detto!
Risposta- Samuel Adam: Mi hai incuriosito- cos’è il 20% che invece non approvi?”

Colony Three: “Samuel Adam, credo che le uniche due cose su cui non sono d’accordo è che le donne che guadagnino più degli uomini rappresentino necessariamente un problema. Credo invece che il vero problema sia il fatto che tanto uomini che donne che lavorano a tempo pieno non ce la facciano ad arrivare a fine mese. Inoltre vorrei che Tucker fosse più specifico quando parla di “socialismo” perché, accidenti, il socialismo venezuelano è terribile. Quando parliamo di socialismo tra amici intendiamo le democrazie sociali della Norvegia, Germania, Australia, Giappone e Canada.

Detto questo sono convinto che Carlson sia un grande commentatore per Fox News, non nasconde nulla e pensa con la sua testa. Ho molti amici repubblicani che hanno lo stesso risentimento verso le elites e su come controllano la società. I media amano descrivere gli USA come irrimediabilmente divisi, ma non è vero.”

Samuel Adam: “Molto interessante. Penso che nonostante io abbia votato Trump e tu Sanders, se dovessimo fare un diagramma delle nostre posizioni troveremmo molte sovrapposizioni. Sono d’accordo che non c’è nulla di intrinsecamente sbagliato se una donna guadagna più di un uomo, se c’è stato un accordo tra individui/partner. Riguardo al “socialismo” penso che dove maggiormente falliscono i repubblicani conservatori sia quando diventano giudici e giuria su questioni morali/etiche quali povertà e disuguaglianza. Detto questo la cultura americana ha definitivamente bisogno di allontanarsi da atteggiamenti egoistici, iperindividualisti e libertari e tornare, magari, alla mentalità precedente di creare innanzitutto comunità ed unione. Magari qualcuno potrebbe chiamare questo socialismo, non so.

Sei molto più ottimista di me. Ma riesco a vedere una rivoluzione in cui chi come me ha seguito il movimento populista di Trump possa marciare assieme ai sostenitori di Bernie per reclamare la parte buona della nostra storia, imparare dagli errori e avviarsi verso una America Riformata.”

Ecco le parole più pregnanti (921 su un totale di 2694) di Carlson nel suo monologo di 15 minuti:

“Lo scopo dell’America è tanto più semplice quanto più sfuggevole della mera prosperità. E’ la felicità. Servono molti ingredienti per essere felici: dignità, scopo, self-control e indipendenza. Ma soprattutto profonde relazioni con le altre persone. Questo è ciò che vogliamo per i nostri figli. Questo è ciò che i nostri leaders dovrebbero volere per noi, se solo interessasse loro.

Ma a loro non gliene può fregare di meno. Siamo governati da una banda di mercenari che sentono di non avere alcun obbligo a lungo termine verso chi governano. Sono venditori porta a porta. Insegnanti precari. Sono solo figure di passaggio. Non hanno alcun ruolo in questo gioco, e lo si vede per bene. Non ce la fanno a risolvere i nostri problemi. Neanche si impegnano per capirli, i nostri problemi.

Una della più grosse bugie che i nostri leaders raccontano è che si può separare l’economia da qualsiasi cosa interessi davvero. L’economia è al centro del dibattito pubblico. La famiglia, la fede e la cultura invece sono questioni personali. Entrambi i partiti ne sono convinti.

I membri della nostra classe media o medio alta con buona istruzione sono attualmente la colonna portante dei democratici che in genere si dipingono come fiscalmente responsabili e socialmente moderati. In altre parole seguono la filosofia libertaria. Non si interessano a come vivi fintanto che paghi le bollette e fai funzionare il mercato. Non riescono a vedere la connessione tra le vite di milioni di persone e lo stato di salute della nostra economia o, per dirla in altre parole, la capacità della nazione di pagare le proprie bollette. Per quello che li riguarda sono due categorie completamente separate.

I conservatori sociali nel frattempo discutono partendo da prospettive opposte e ciò nonostante arrivano a conclusioni sorprendentemente simili. Il problema vero, vi diranno, è che la famiglia americana sta collassando. Nulla può essere sistemato finché non sistemiamo questa faccenda. Alla fine proprio come i libertariani che affermano di opporvisi, molti conservatori sociali considerano i mercati sacrosanti. L’idea che le famiglie siano devastate dai mercati non passa neanche per l’anticamera del loro cervello. Si rifiutano di considerarla. Mettere in dubbio le qualità dei mercati equivale all’apostasia.

Entrambi gli schieramenti non comprendono il punto più ovvio: cultura ed economia sono inseparabili. Alcuni sistemi economici permettono alle famiglie di prosperare. Famiglie che prosperano rendono floridi i mercati. Queste cose non si possono separare. Una volta lo si poteva negare, ma oggi non più. Le prove sono schiaccianti. Come lo sappiamo? Prendete in esame le città dell’interno [midwest ad esempio, zona depressa- ndr]…

E osservate come sia successa virtualmente la stessa cosa decenni dopo a popolazioni totalmente differenti. Per molti verso oggi l’America rurale assomiglia a Detroit.

E’ una contraddizione stridente perché gli abitanti dell’America rurale non sembrano avere molto in comune con chi vive nelle città dell’interno. Sono gruppi di persone con culture, tradizioni e orientamenti politici differenti. Generalmente hanno anche un diverso colore della pelle, dato che chi abita in campagna è generalmente un conservatore bianco […]

Ecco una risposta importante: il salario dei maschi è diminuito. Il settore manifatturiero dove erano impiegati gli uomini è sparito nel corso di una generazione. Tutto ciò che è rimasto in molti posti sono le scuole e gli ospedali dove sono impiegate tradizionalmente le donne. In molti posti le donne improvvisamente guadagnano più degli uomini.

Adesso prima che applaudiate per questa vittoria del femminismo, considerate gli effetti. Parecchi studi dimostrano che quando gli uomini guadagnano meno delle donne, queste ultime in genere non li vogliono sposare. Forse dovrebbero sposarli comunque, ma non lo fanno. Nel contesto nazionale questo causa una flessione del numero dei matrimoni, un picco delle nascite di figli illegittimi e la serie completa di disastri che ne conseguono: più droghe, più alcool, più problemi con la giustizia e meno famiglie che si formano alla prossima generazione.

Non sono speculazioni. Non è propaganda da qualche setta religiosa. E’ scienza sociale. Sappiamo che è tutto vero, ed i ricchi lo sanno meglio di altri. Ecco perché si sposano prima di fare figli. Quel modello funziona. Ma oggi più di ieri il matrimonio è un lusso che solo l’America ricca si può permettere.

Ma nonostante lo si sappia, e questa è la parte più sconcertante che fa arrabbiare, queste stesse persone ricche e sposate che virtualmente prendono le decisioni per l’intera società, non stanno facendo nulla per aiutare chi ha meno soldi a restare sposati. I ricchi sono felici di combattere la malaria in Congo, ma non di aumentare le paghe degli uomini a Dayton o Detroit. Pazzesco.

La chiamerei negligenza su larga scala. Entrambi i partiti ignorano la crisi dei matrimoni. I nostri leaders decerebrati si comportano come se fossimo ancora nel 1961 e come se il problema più grosso che devono affrontare le famiglie americane fosse il sessismo che impedisce a milioni di casalinghe di fare investimenti oppure di entrare nel consiglio di amministrazione di Facebook.

Per la nostra classe dirigente aumentare gli investimenti bancari è sempre la risposta giusta. Ci insegnano che è più virtuoso essere devoti a qualche multinazionale senz’anima piuttosto che crescere bene i propri figli.

Sheryl Sandberg di Facebook ha scritto un libro intero al riguardo, spiegando come il nostro primo impegno è verso gli azionisti, mentre i figli vengono dopo. Nessuna sorpresa: Sandberg è una delle maggiori azioniste americane ed è questo tipo di propaganda che l’ha resa ricca.

Siamo governati da una banda di mercenari che sentono di non avere alcun obbligo a lungo termine verso chi è governato. Sono venditori porta a porta. Insegnanti precari. Sono solo figure di passaggio. Non hanno alcun ruolo in questo gioco, e lo si vede per bene.

Quello che impressiona sono le risposte. Non abbiamo discusso sul perché Sandberg abbia scritto quello che ha scritto. Non le abbiamo riso in faccia per le assurdità che dice. I nostri media l’hanno celebrata come leader di un movimento di liberazione. Il suo libro “Lean in” è diventato un best seller. Come se mettere al primo posto gli interessi di una multinazionale significasse liberazione. Non c’è nessuna liberazione, solo schiavitù. I repubblicani dovrebbero dirlo chiaro e tondo.

E dovrebbero anche scagliarsi contro gli aspetti più loschi del nostro sistema finanziario. Non tutti gli affari sono un bene”.

Nel sito Fox News i commenti provengono virtualmente solo da repubblicani e non sono molto contenti di cosa dice Carlson. Anche Youtube segue questo trend. I commenti sono più centrati sui conflitti interni al partito repubblicano piuttosto che sul benessere nazionale. Così si è perso il punto centrale sollevato da Carlson. La pagina web di Fox News che presenta tanto il video che la trascrizione del segmento è intitolata “Tucker Calson: Mitt Romney sta sostenendo lo status quo. Ma per chiunque altro c’è da infuriarsi”. [Romney era il candidato alle presidenziali del 2012, fu sconfitto da Obama, ndr]

Nella successiva lista di commenti (3359 in questo momento) ce ne sono tre di particolarmente votati:

MotoJoe: “Non è stata la Russia a farmi votare per Trump. Piuttosto darei la colpa a Mitt Romney e a Hilary Clinton.”

Time4achangenow: “Il miglior articolo che Tucker abbia mai scritto. La “palude” è il vero problema e Mitt ci mette del proprio.”

UngaBunga: “Non è questa la seconda volta che Romney pugnala Trump alle spalle? Questo unito al fatto di non essere stato capace di battere Obama non ne fa un buon senatore repubblicano, secondo me.”

Ad ogni modo Carlson ha attaccato tanto la dottrina libertaria che conservatrice, così come i tradizionalisti puri (che accettano qualsiasi idea della loro religione) ed i libertariani puri (che accettano qualsiasi idea che la religione dei mercati offra- cioè la fede nel capitalismo). Carlson ha citato le scoperte delle scienze sociali come assolutamente certe. Essere repubblicani e leggere o ascoltare il suo monologo senza riuscire a riconoscere che è stata demolita la tua ideologia, è talmente incredibile che solo i lobotomizzati possono mantenere inalterato il proprio bagaglio ideologico – sia esso di natura conservatrice o libertaria, o una somma delle due.

Sorprendentemente i repubblicani non hanno preso questo monologo come un insulto personale, a parte pochi.

Quanto sostenuto da Carlson sarebbe in massima parte sostenuto dalla sinistra americana, inclusi i molti sostenitori di origine ispanica o africana che da sempre votano democratico.

Il 18 Gennaio Bill van Auken al World Socialist Web Site se ne esce con il titolo: “Giornalista della Iranian TV nata negli USA incarcerata senza accuse” e descrive l’accaduto definendo quella persona American Black: “Marzieh Hashemi, reporter di PressTV, la televisione nazionale iraniana in lingua inglese, è stata arrestata domenica nell’aeroporto di St.Louis, trasferita a Washington in catene ed è tuttora trattenuta senza alcuna accusa. Non ci sono dichiarazioni pubbliche da parte del Dipartimento di Giustizia o dell’FBI. Hashemi era negli USA per visitare la famiglia tra cui il fratello ammalato di cancro, e sta lavorando ad un documentario su Black Lives Matter”.

Dopo quattro giorni Daniel Haiphong tuonava dall’American Herald Tribune “Marzieh Hashemi e la guerra al giornalismo indipendente”.

Questo l’incipit: L’era di Trump ha confermato l’esistenza di ciò che appartenenti alla Black left come Ajamu Baraka o Anthony Monteiro hanno chiamato crisi di legittimità. Una crisi di legittimità si aggira tra i feudi dell’impero americano. Si estende all’economia capitalista che è diventata una minaccia per il progresso umano a causa dell’impoverimento di metà della popolazione mondiale.

L’establishment militare americano è attualmente impegnato in una guerra senza fine sempre più costosa e sempre meno efficace nel prevenire l’ascesa di Cina e Russia come forze di influenza globale. Forse da nessun’altra parte è così chiara la crisi di legittimità quanto la guerra contro il giornalismo indipendente sostenuta dalle elites al potere in USA e Europa”.

E’ molto simile a quanto dice Carlson. Anche lui critica le elites al potere negli USA ed in Europa per gli stessi motivi. Anche lui dice che negli USA c’è una crisi di legittimità.

Domandiamoci quindi se Tucker Carlson nel suo video del 2 Gennaio non abbia finalmente aperto la strada per la Nuova America che sta emergendo. E’ una nazione compassionevole che non se la prende con le persone (i “falliti”, i “poveri”, gli “ispanici” i “negri” ) né con altre nazioni estere (Russia, Iran, Cina) per il declino americano. Piuttosto se la prende con i miliardari americani (coloro che a tutti gli effetti controllano la nazione) per gli spinosi problemi che affliggono gli USA.

Se così fosse potrebbe avere dato alla luce la piattaforma di un nuovo partito politico che potrebbe porre fine e rimpiazzare il Republican Party proprio come Abraham Lincoln ed i repubblicani posero fine e rimpiazzarono il Whig Party di allora, e da cui erano sorti. In quel caso il terzo partito sostituì uno dei due preesistenti. Potrebbe succedere di nuovo.

Che Tucker Carlson stia pensando di candidarsi alla Casa Bianca?

 

ERIC ZUESSE

 

Fonte: https://www.strategic-culture.org/

Linkhttps://www.strategic-culture.org/news/2019/01/28/americans-surging-contempt-for-billionaires.html

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Tonguessy

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.