Il gambetto di Blair

L’opinione di zizzi, inviata alla nostra redazione e pubblicata su puntoeacapo
Si era data tanto da fare l’Italia di Berlusconi per compiacere la Casa Bianca nella corsa all’Asia Centrale!
Aveva disatteso le faticose trattative – messe in atto dai governi di centrosinistra durante gli anni 90 – riuscendo a mandare all’aria il progetto di una forte triade europea tra Francia, Germania e Italia. Progetto avversato dalla politica dell’amministrazione Bush. Era salita sul carro del più forte – assieme all’alleato storico, la Gran Bretagna, ed ad altri cinque paesi tra cui la Spagna e la Polonia – firmando la famosa lettera degli otto pubblicata dal Wall Street Journal il 30 gennaio con la quale si sanciva ufficialmente la spaccatura nella Ue. Insomma tutto sembrava andare per il verso giusto, compresa l’umiliazione inferta all’ Onu di cui si ignorò la sovranità.
Guerra doveva esser fatta e guerra fu.

Ma già dai primi giorni del conflitto, sebbene i media tentassero accuratamente di mimetizzarli, trapelavano contrasti a livello strategico-militare tra le forze anglo-americane. Negli Usa Bush riusciva a tenere a bada l’opinione pubblica.
In Gran Bretagna, Blair incontrava maggiori difficoltà e si perdeva pezzi di governo per la strada…

Ma bene o male il baraccone andava avanti. Compreso Vespa che qui in Italia giocava a risiko tutte le sere nel suo salotto…

Il bubbone scoppia ”a bocce ferme” nel doposaddam. E siamo alla storia di oggi.

I liberatori, contrariamente alle previsioni, vengono accolti a maleparole dalla popolazione oppressa. Non si contano le morti per attentati kamikaze, quelle per fuoco amico, quelle per cause varie (suicidi da depressione, stress, terrore…ma chissenefrega, tanto si tratta solo di messicani, negri e diseredati che non avevano comunque molte prospettive neanche a casa loro….)

Saltano fuori le balle raccontate all’opinione pubblica mondiale sulla detenzione da parte del Raiss delle pericolose armi di distruzione di massa e, sia Usa che Gran Bretagna, devono cominciare ad ammettere che qualcosa non funziona.

E allora Bush pensa bene di ritirar fuori Usama Bin Laden ( sempre in versione alpestre) che minaccia attentati clamorosi ( a proposito, qualcuno ha più sentito parlare di Saddam?) e prega l’Onu di metterci una pezza con una risoluzione che legittimi la presenza di un aiuto europeo sia militare che finanziario in Iraq.

Francia, Germania e Russia acconsentono. Ma… ma fino a quando il comando rimarrà in mano americana non se ne parla: né di truppe né di quattrini…!

E Blair che fa ? Con un imprevedibile “gambetto” si mette d’accordo con Chirac e Schroder per la costituzione di una forza di difesa europea autonoma dalla Nato.

Il dissenso crescente dell’opinione pubblica inglese e i malumori all’interno del suo partito per i disastri di una guerra non sentita e gli errori commessi, lo hanno costretto a rivolgere lo sguardo all’Europa.

Anche se i termini di questa cooperazione non sono ancora ben definiti è tuttavia chiaro che questa scelta potrebbe aprire nuovi orizzonti e nuovi equilibri che, stando alle dichiarazioni di Nicholas Burns ambasciatore americano presso la Nato, non sono certo graditi alla Casa Bianca.

Berlusconi è spiazzato. L’Italia, apertamente sbilanciata oltreoceano, dovrà faticare non poco – se dovesse affermarsi una intesa tra Francia, Germania e Gran Bretagna – a ricucire lo strappo, avendo finora perseguito una politica estera gregaria e antieuropea legata ad una concezione unilaterale del controllo del pianeta che sta ormai mostrando la corda

Pubblicato da Truman

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