IL CROLLO DELLA CIVILTA' CAPITALISTICA OCCIDENTALE ?

DI RICHARD C. COOK
Information clearing house

Il termine “deragliamento” non si avvicina nemmeno a descrivere ciò che sta per accadere agli U.S.A oggi con la crisi finanziaria, l’ondata depressiva e il fallimento della politica di guerra di George W. Bush ora che è fronteggiato dall’ Iran e dall’ orso russo.

Ma in senso più ampio, l’ occidente, come civiltà, dopo un secolo di guerre mondiali e il totale fallimento del suo capitalismo finanziario globale, potrebbe aver raggiunto i suoi limiti.

Coloro che hanno consolidati interessi nello status quo rigettano qualunque suggerimento che qualcosa vada male. Ivi incluso Donald Luskin, autore di un articolo apparso domenica 14 settembre sul Washington Post, intitolato: “Un popolo di esagerati:. basta con queste continue lagnanze sulla linea economica”.

Lunskin scrive, “l’incessante tambureggiare del pessimismo nei media e nella campagna elettorale” è “un virus”.

E continua “certo, ci sono punti problematici nell’economia, come il rilevamento da parte del governo dei mutui ipotecari dei giganti Fannie Mae e Freddie Mac, e il nervosismo a Wall Street per la questione Lehman Brothers, dimostrano ampiamente. E si è anche innalzato un po’ il tasso di disoccupazione. Ma nessuno di questi può essere causa di depressione o di esagerati paragoni con altre depressioni”.Continuate a leggere e scoprirete chi è Luskin: un “campaign adviser” [consulente per la campagna elettorale, ndt] di John McCain.

Sappiamo che: “dove ti alzi dipende da dove stai seduto” e da chi paga le tue opinioni. Quindi: è in arrivo una catastrofica fusione del nocciolo?

Se così è, probabilmente una maggioranza di persone nel mondo starà pensando: “Ben gli sta! “. Negli ultimi 500 anni, l’occidente ha marciato attraverso il globo, armato fino ai denti con armi da fuoco, navi da guerra, bombardieri e – più recentemente – uranio impoverito, facendo rispettare il peso dell’uomo bianco tramite la riduzione in schiavitù di nazioni e popoli e appropriandosi di qualunque cosa di valore – dagli oggetti d’arte all’oro, al petrolio – che potesse essere portata via.

Dietro tutto questo, i finanziatori hanno spesso usato la pratica, diabolicamente furba, di creare soldi dal nulla per mettere i nativi di ogni luogo in una condizione di debito e laddove questo risultasse insufficiente, facendo lo stesso con le loro proprie popolazioni.

Tutto ciò viene ammantato di razionalità usando varie categorie di razzismo, superiorità culturale, Darwinismo sociale, determinismo storico, “dominio degli eletti”, “popoli scelti da Dio”, etc. O semplicemente, “la forza crea il diritto”.

C’è chi lo chiama “Nuovo Ordine Mondiale”.

Oggi, noi Americani, cittadini di serie B nella “patria della libertà e casa del coraggio”, vincitori di due guerre mondiali, portatori di democrazia in Afghanistan e in Iraq, alleati dei prodi Israeliani che innalzano il vessillo dei valori Cristiano-Giudaici fra gli ingrati Palestinesi – bene, noi Americani dobbiamo ai nostri stessi banchieri quasi 70 mila miliardi di dollari, secondo la stima più recente. Con il rilevamento da parte del governo di Fannie Mae e Freddie Mac, dobbiamo ai possessori dei prestiti male alloggiati, compresi Cina, Corea e Giappone, alcune altre migliaia di miliardi.

Nonostante il baccano di Kissinger, dei Kristol, dei fondamentalisti cristiani, e dei loro politici prezzolati e “media” milionari, l ‘America – in verità l’intero Occidente – è stato smascherato, forse perfino messo sotto scacco nel panorama mondiale.

Le guerre di Bush/Cheney in Afghanistan e in Iraq hanno sporcato il nome dell’America per sempre. L’Iran ha capito che siamo un “bluff”, in Israele il divario tra ricchi e poveri si sta incrementando tanto quanto negli U.S.A. Secondo un articolo di Ian S. Lustick, i Palestinesi hanno resistito agli Ebrei fino al punto che sono più gli Ebrei che lasciano la loro patria di quelli che vi arrivano e che coloro che rimangono si vanno radunando sempre più intorno a Tel Aviv come oasi sicura. (Ian S. Lustick, “Abbandonando il muro di ferro : ‘Israele e lo sporco Medio Oriente’”, Middle East Policy , Vo. XV, No. 3, Autunno 2008.).

Nei passati anni novanta, i banchieri europei hanno usato gli U.S.A. e le forze della NATO per smantellare la Jugoslavia così che George Soros e i Rothschild potessero trangugiarsi le risorse dei Balcani. Ma quella strategia sta fallendo nel Caucaso dove i russi hanno risposto agli attacchi genocidi del barboncino di Dick Cheney, Mikheil Saakashvili, l’ avvocato, addestrato a New York che la CIA ha eletto presidente della Georgia.

E ora la popolazione dell’ Ucraina, la “piccola Russia”, che sta comprendendo cosa l’Occidente ha in serbo per lei, sta tornando di corsa all’ovile slavo e potrebbe essere a solo un anno o giù di lì dalla riunificazione con i suoi cugini oltre confine della “grande Russia”.

Quello che si sta dicendo è di tenere d’occhio la sponsorizzata stampa occidentale, con alla testa Washington Post e New York Times, furiosa contro i metodi autoritari del primo ministro russo Vladimir Putin. Un esempio ne è l’articolo di Ellen Barry, corrispondente del Times, sulla conferenza stampa tenuta da Putin a Mosca l’11 Settembre. Lei scrive: “in tre ore e mezza, con toni che oscillavano tra il pugilistico e l’umile, Vladimir V. Putin ha tentato di spiegarsi”.

Sono spiacente Ms Barry. Lei e i suoi editori potreste pensare che la sua scrittura sia carina, ma Vladimir Putin è la figura principale del panorama mondiale oggi. E rimarrà tale finche George W. Bush non lascerà la Casa Bianca con disonore.

Putin è l’erede di un movimento epocale di patrioti che ha iniziato negli anni ’70 a ritirare fuori la Russia dai suoi confini. E’ cominciato con una base di operazioni interne al KGB e alla chiesa ortodossa, guidata dalla glasnost di Gorbachev negli anni ’80, e culminata nella seconda rivoluzione russa del 1991. A quel punto i finanziatori occidentali corsero gioiosamente in supporto all’assalto con cui gli oligarchi russi presero a saccheggiare la Russia di tutto ciò che possedeva.

Gli oligarchi furono le truppe d’assalto di un attacco finanziario che in occidente aveva già iniziato a coincidere con la mafia russa. Incitato da Washington Post e assistito da consulenti accademici di posti come Harvard, questa cosca internazionale ha quasi distrutto la Russia durante gli anni ’90. Ma quando Putin è stato nominato presidente ad interim da Boris Yelstin nel 1999 e dopo aver vinto, di suo, le elezioni presidenziali nel 2000, ha iniziato a rispondere combattendo.

Dalla metà degli anni ’70 ad oggi, a migliaia di gangster russi, insieme a molti Bolscevichi/Stalinisti della linea-dura, fu permesso di emigrare. Molti si stabilirono negli U.S.A. e sono ancora qui, molti di più si stabilirono in Israele. Infatti si dice che una causa che ha portato a gonfiare così tanto i prezzi degli appartamenti a New York, Miami, Tel Aviv e altrove sia stata l’ondata di denaro contante proveniente dai traffici illeciti.

Questi criminali si sono alleati col cartello della droga colombiano e hanno pesantemente infiltrato i sistemi finanziari mondiali, impiantando perfino le loro proprie banche con cui riciclare il denaro e speculare nella compravendita delle merci.

Ora Putin sta spazzando via ciò che rimane della categoria dei gangster. I suoi sforzi hanno raggiunto la pietra miliare a gennaio con l’arresto a Mosca di Semion Mogilevich, definito “l’uomo più pericoloso del mondo”.

Putin ha dichiarato che il mondo non sarà governato da un sistema “unipolare” , ovvero dall’esercito americano come forza di polizia al soldo della grande finanza. Questo non significa che la Russia debba essere nostra nemica. Infatti il mondo sarebbe molto migliore e sicuro, se noi ci unissimo alla Russia come alleati nel mantenimento della pace.

Ma per far questo il nostro sistema deve cambiare, perché il capitalismo finanziario è di gran lunga troppo instabile per poter coesistere con le altre nazioni alla pari. Può solo crescere o morire, perché ha sempre bisogno di nuove vittime che paghino gli interessi delle sue pratiche usuraie e per finanziare le sue bolle speculative. Come ultima risorsa necessita, da parte delle istituzioni finanziarie, di iniezioni di liquidità come quelle architettate dal segretario del tesoro Henry Paulson, in cui l’ultimo tappabuchi rimasto è prelevare danaro dai fondi pubblici e caricare il debito pubblico nazionale.

Una volta fermata la crescita economica, come è successo ora, una volta che tutte le bolle per rilanciarla sono scoppiate, come pure è successo ora, la fine è veramente vicina. Specialmente se questo avviene dove – U.S.A. – c’è una bancarotta.

Ciò che ci sta accadendo oggi non è solo un altro periodo di flessione. Se gente come il consulente di McCain, Donald Luskin ne dubitano, forse, invece di fare la campagna elettorale, dovrebbero domandare ai CEO [Chief Executive Officer, direttori generali. NdT] di Fannie Mae e Freddie Mac, agli azionisti di Lehman Brothers, le cui quote hanno perso il 90% del loro valore in meno di un anno, e ai milioni di persone che hanno perso la casa.

I candidati alle presidenziali Barack Obama e John McCain incitano al “cambiamento”. Bene, se stessi su una spiaggia con uno tsunami di 30 metri che ruggisce verso di me, anch’io chiederei il cambiamento. La differenza è che io non me ne starei troppo ad arguire sul significato delle parole “rossetto a un maiale”.

Richard C. Cook è un ex analista del governo federale degli U.S.A. la cui carriera include la Civil Service Commission degli U.S.A. , la Food and Drug Administration, la Casa Bianca ai tempi di Carter, la NASA e il Dipartimento del Tesoro. I suoi articoli di economia, politica e politica dello spazio sono apparsi su numerosi siti web. Il suo libro sulla riforma monetaria intitolato: ‘We Hold These Truths: The Hope of Monetary Reform’ [Possediamo queste verità: speranza di riforma monetaria, ndt] sarà presto pubblicato da Tendril Press. Egli è inoltre autore di ‘Challenger Revealed: An Insider’s Account of How the Reagan Administration Caused the Greatest Tragedy of the Space Age’ [Il Challenger rivelato: Resoconto di un testimone su come l’amministrazione Reagan causò la più grande tragedia dell’era spaziale, ndt], considerato da un critico come: “il più importante libro sui voli spaziali degli ultimi venti anni”. Il suo sito web “Challenger” è www.richardccook.com. Un nuovo sito di economia, www.RealSustainableLiving.com, è in arrivo con Susan Boskey come co-autrice.

Titolo originale: “The Crash of Western Capitalist Civilization?”

Fonte: http://www.richardccook.com/
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15.09.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MAURIZIO BRUNELLI

47 Commenti
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IVANOE
IVANOE
26 Settembre 2008 4:00

Una preoccupazione assale più della crisi economica degli USA che i suoi riflessi stanno arrivando anche in europa ( vedere i tassi d’interssse ed euribor elevati !!! ):
gli USA nella disperazione in cui si trovano e per loro propria indole possono far saltare il banco.
Ossia scatenare o fare scatenare qualche guerra planetaria coinvolgendo Cina e Russia.Il focolaio puntuale è il Pakistan che possiedono la bomba atomica.
Non dimenticate che nel ’29 gli USA ebbero bisogno della II guerra mondiale per uscire fuori dalla grande depressione di fare ammazzare 40.000.000 milioni di persone ( non ci scordiamo che Hitler e company potevano essere fermati molto prima ed invece è stato tollerato pretestuosamente proprio per avere la scusa dell’intervento ).
Si adesso c’è molta paura che possa succedere di nuovo ma questa volta con armi di distruzione globali e di massa enormemente più potenti.

mat612000
mat612000
26 Settembre 2008 5:09

Fa sempre piacere vedere riassunti e spiegati 50 anni di storia mondiale in quattro righe…grazie Ivanohe…

lino-rossi
lino-rossi
26 Settembre 2008 5:25

la rivoluzione bolscevica è stata finanziata da wall street – http://reformed-theology.org/html/books/bolshevik_revolution/index.html

hitler da wall street – http://reformed-theology.org/html/books/wall_street/index.html

mussolini dalla comit – http://archiviostorico.corriere.it/2003/febbraio/04/Comit_conto_aperto_signor_Mussolini_co_0_0302041528.shtml

hitler e mussolini “beccarono” sciaguratamente alla trappola e gli “alleati” facero come il gatto col topo. insomma, hanno fatto tutto da soli.

questa volta la musica è assai diversa. il gatto rischia di incontrare un rottweiler nervoso.

IVANOE
IVANOE
26 Settembre 2008 6:12

Fa sempre piacere vedere che c’è qualcuno che apprezza questo tipo di sintesi….. grazie….. mat612000

ilBarone
ilBarone
26 Settembre 2008 6:44

Ma non avete l’impressione che le forze Mondialiste ora stiano ‘sputando l’osso’ dovo aver divorato quanto c’era da ‘spolpare’? a loro che je frega dell’america? l’hanno usata finchè era necessaria, e la ‘borsa’ aveva fatto il suo tempo…..Il ‘Potere’ probabilmente è già ‘altrove’.

glomer
glomer
26 Settembre 2008 6:50

se tutto il potere si fosse spostato in altro paese? che so, cina o proprio russia???
L’america tanto, fallirà sicuramente…

ilBarone
ilBarone
26 Settembre 2008 7:03

mah, Putin non mi sembra proprio il candidato preferito del NWO, visto che gli accollano tutte le malefatte possibili, anche le loro (leggi gli omicidi delle ‘spie’ e dei giornalisti scomodi, Politkoskaja su tutti)

glomer
glomer
26 Settembre 2008 9:00

Vabbè la mia era solo un’ipotesi…remota…ma solo un’ipotesi…:-))

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 9:27

Sì in effetti il potere non ha patria…come i tuareg dicono:la mia patria è dove piove,l’elite dice:iLA MIA PATRIA è dove ci sono i soldi,se Wall Street crolla possono sempre trasferirsi ad Hong Kong,per loro non è un problema. Comunque non condivido il solito approccio terzomondista da quattro soldi con il quale la sinistra affronta la geopolitica mondiale:”Se così è, probabilmente una maggioranza di persone nel mondo starà pensando: “Ben gli sta! “. Negli ultimi 500 anni, l’occidente ha marciato attraverso il globo, armato fino ai denti con armi da fuoco, navi da guerra, bombardieri e – più recentemente – uranio impoverito, facendo rispettare il peso dell’uomo bianco tramite la riduzione in schiavitù di nazioni e popoli e appropriandosi di qualunque cosa di valore – dagli oggetti d’arte all’oro, al petrolio – che potesse essere portata via” Io voglio informare costui che io finora non ho marciato da nessuna parte,schiavizzato nessuno,e ho osteggiato vivacemente le due guerre di bush,che sono un giovane che non vede nessun futuro di fronte a sè,e che non pensa affatto ben gli stà,perchè qui a perderci sarà la middle class europea ed americana,che non ha saccheggiato proprio nessuno,ma che è stata saccheggiata dai pescecani di… Leggi tutto »

glomer
glomer
26 Settembre 2008 10:48

Giustissimo!!! noi, siamo solo numeri e schiavi di queste elites bancaria e non!!!

La soluzione a tutto ciò la vedo mooolto difficile!
Un saluto.

reza
reza
26 Settembre 2008 12:15

La genesi dello stato-nazione è la storia del contratto sociale attraverso il quale gli occidentali crearono le nazioni e ne preservarono all’interno l’ordine sociale. I presupposti di tale contratto dipendevano dalla volontà dei cittadini di cedere alcuni diritti al governo in cambio della garanzia di pace e stabilità quindi, la legittimità dei politici nasceva dalla volontà del popolo di ratificare il contratto sociale. Oggi il contratto sociale è saltato, l’economia canaglia si è alleato con la politica canaglia e la società sta tornando velocemente alle radici del contratto sociale cioé, al caos dello stato di natura, poiché gran parte delle cose che avvengono nell’ambito caotico dell’economia sono illegali. All’interno di questa situazione non cé legge e i gangster della globalizzazione agiscono liberamente e solo perseguendo la logica del loro esclusivo vantaggio personale. Ciò che sta succedendo in America e l’essenza dell’occidente che calpesta il contratto sociale e quindi, presto raggiungerà anche l’europa, poiché il potere dell’economia canaglia si esprime su scala globale. E’ semplice, il capitalismo fu costruito sullo sfruttamento, ma gli individui più illuminati e corraggiosi lottatori per i diritti civili, hanno potuto costruire la società civile nell’occidente e da questo è scaturito il contratto sociale, ma oggi l’economia… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
26 Settembre 2008 13:12

” LE ECONOMIE EUROPEE BASATE SULLA PRODUZIONE E NON SULLA SPECULAZIONE”

Ma che film hai visto WONGA?
Noi, qui in Europa, sebbene meno che gli USA, siamo soltanto “ricchi” di denaro. Non abbiamo quasi nulla. E produciamo pochissimo. Banche o non banche è la nostra società intera che non funziona.

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 13:43

La Germania ha esportazioni fortissime,anche verso la Cina dal momento che ha un segmento tecnologico medio-alto e tende soprattutto ad esportare verso paradossalmente quei paesi che proprio perchè in crescita (come la Cina) abbisognano di macchinari.
Noi che invece abbiamo un segmento produttivo a tecnologia medio-bassa siamo stati sostanzialmente sostituiti dalla Cina,difatti la Germania ha sostituito le importazioni dall’Italia a quelle cinesi.
E’ per questo non per altro che abbiamo cessato di produrre,ma la nostra tradizione,la tradizione del capitalismo europeo continentale non è speculativa.
Se noi abbiamo cessato di produrre è per i motivi sopraddetti.
Senza dazi siamo condannati all’estinzione economica,dal momento che il grosso delle imprese in Italia è a conduzione familiare,e non può permettersi di ”fare ricerca” come strombazza qualcuno.
Diverso è il caso dell’Inghilterra che basava quasi un decimo del suo pil sulle attività speculatorie della city di londra,ma quello è capitalismo anglosassone.

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 14:05

Sono d’accordo,ma quando io dicevo che è inutile tifare per Ahmadinejad(diamine come si scrive?)non intendevo criticarlo,intendevo dire che o ci liberiamo dai nostri sfruttatori che come tu dici giustamente stanno a Wall Street(ma in futuro potrebbero trasferirsi,a loro non gliene frega niente della nazione America,importa solo del profitto,la loro patria è quella che gli garantisce i soldi),non intendo attaccare l’Islam,intendo dire che se aspettiamo che sia l’Islam a liberarci dall’America ci attacchiamo al tram,dobbiamo fare qualcosa noi.Ahmadinejad fa gli interessi della sua nazione,noi non dovremmo limitarci a stilare un ”asse del bene” come fa Fulvio Grimaldi,e fare il tifo per quello(a parte che trovo tutto ciò assurdo),ma dobbiamo cercare di sradicare la nostra schiavitù angloamericana senza confidare in forze esterne salvifiche. Guarda bisogna studiare la storia per capire questo sentimento degli Italiani che vedono di volta in volta la liberazione in una potenza esterna a quella che li opprime,ma come ci ricorda Manzoni nell’Adelchi,dove gli Italiani vessati dai Longobardi sperano nell’intervento dei Franchi che li ”liberino”,faccio presente che noi siamo stati ”liberati” già un pò troppe volte: All’opere imbelli dell’arse officine, Ai solchi bagnati di servo sudor. Il forte si mesce col vinto nemico, Col novo signore rimane l’antico; L’un… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
26 Settembre 2008 14:19

I dazi??? LOL La sola salvezza per i poveri cristi strangolati dal sistema neoliberista sono le merci a buon mercato cinesi. Ma dove vivi? Se si mettono i dazi sale l’inflazione e la nostra produzione, che è per il 70% fatta in paesi extraeuropei, aumenterebbe, è vero, ma con estrema gioia dei lavoratori NON europei. I motivi per cui non produciamo sono corretti, ma non hanno nulla a che vedere con la discussione che è invece incentrata sul dato di fatto che NON PRODUCIAMO PIU’. L’europa, caro WONGA, non ha una “tradizione del capitalismo europeo continentale non speculativa”, al contrario, siamo sempre stati pesantemente speculativi grazie al colonialismo. E’ appunto quel che facciamo ancora oggi esportando i nostri comparti produttivi che restano nel nostro PIL, contribuiscono al buon rendimento degli indici produttivi, ma purtroppo non hanno riflesso nel mondo reale fatto di precari per lo più in aziende di servizi e non di produzione. Le nostre così tanto declamate piccole medie imprese poi sono tutt’altro che “imprese a conduzione familiare” che non possono permettersi di “fare ricerca” ma sono impresucole con a capo un imbecille che di norma pensa esclusivamente ad intascare quanto più possibile nei periodi di vacche grasse… Leggi tutto »

reza
reza
26 Settembre 2008 15:03

“ribadisco la necessità a liberarci da soli,senza l’ausilio di forze esterne.” Non sono mai stato pessimista in vita, ma oggi come oggi, non vedo alcuna possibilità per l’europa e per l’Italia di poetsri tirare fuori dall fossa in cui è stata messa dal sionismo. Non è che ci tengo a dire delle banalità e non credo ai protocolli di sion, mi limito a guardare bene la realtà odierna e noto solo collaborazionismo filo sionista e sottomissione per ricatto al sionismo, in quasi 99% della classe politica europea, nonché nella intellighenzia occidentale. Purtroppo quello che avrebbe potuto intervenire a favore di un cambiamento, la società civile, in occidente è ormai diventato un cadavere e altrove non è ancora all’altezza di poter sostituire ciò che rappresentava questa realtà in occidente fino a pochi anni fa , prima di Bush e gente come berlusca. E se gurado ai giovani, mi si restringe il cuore perché per loro vedo solo i denti aguzzi del lupo che li ha preparato la dosse di cocaina a 10 euro e sesso come elemento fisso della mente e il denaro come la motivazione principale della vita. Comuque, resto non pessimista e come credente, mi (e ci) affido a… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 15:44

L’unica salvezza per i poveri cristi vittime del neoliberismo sta nel comprare merci cinesi?Mi fa piacere che la pensi esattamente come le elite mondiali,che di fatto continuano tramite Giavazzzi e co a ripeterci questo mantra.Non lo so è come pretendere di curare un ubriaco dandogli della grappa,perchè ”povero cristo” sta male… Ti sei domandata che il neoliberismo da cui dovremo essere salvati CONSISTE PER L’APPUNTO NEL TRASFERIMENTO DI MERCI MATERIALI E IMMATERIALI SENZA NESSUNA LIMITAZIONE? MERCI DALLA CINA E CARRY TRADE DAL GIAPPONE?MHHH….TI SEI ACCORTA CHE LA SINISTRA DICE DI ESSERE CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE,MA POI PER L’APPUNTO E’ FAVOREVOLE A QUESTO GENERE DI TRAFFICI CHE DI FATTO SONO LA GLOBALIZZAZIONE?Sai che il più antiglobal di tutti è Tremonti che è l’unico che ha timidamente tentato di parlare di dazi è stato tacciato da D’Alema di essere Colbertiano? No proprio non ci siamo…stiamo confondendo la cura con la malattia.Allora cominciamo dall’inizio…Com’è che è scoppiata la crisi?Un certo Uriel giustamente ha fatto osservare che i mutui subprime sono la ovvia conseguenza di una società dove il lavoro diventa precario…bene…torniamo ancora più indietro…perchè il lavoro diventa precario?Forse perchè per fare profitti,le aziende DELOCALIZZANO le loro industrie in paesi del terzo mondo dove gli… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 15:47

Questo è un post di risposta a Leestat,lo posto qua perchè può essere utile nel prosieguo della discussione,per andare a vedere quali sono le cause della crisi.L’unica salvezza per i poveri cristi vittime del neoliberismo sta nel comprare merci cinesi?Mi fa piacere che la pensi esattamente come le elite mondiali,che di fatto continuano tramite Giavazzzi e co a ripeterci questo mantra.Non lo so è come pretendere di curare un ubriaco dandogli della grappa,perchè ”povero cristo” sta male… Ti sei domandata che il neoliberismo da cui dovremo essere salvati CONSISTE PER L’APPUNTO NEL TRASFERIMENTO DI MERCI MATERIALI E IMMATERIALI SENZA NESSUNA LIMITAZIONE? MERCI DALLA CINA E CARRY TRADE DAL GIAPPONE?MHHH….TI SEI ACCORTA CHE LA SINISTRA DICE DI ESSERE CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE,MA POI PER L’APPUNTO E’ FAVOREVOLE A QUESTO GENERE DI TRAFFICI CHE DI FATTO SONO LA GLOBALIZZAZIONE?Sai che il più antiglobal di tutti è Tremonti che è l’unico che ha timidamente tentato di parlare di dazi è stato tacciato da D’Alema di essere Colbertiano? No proprio non ci siamo…stiamo confondendo la cura con la malattia.Allora cominciamo dall’inizio…Com’è che è scoppiata la crisi?Un certo Uriel giustamente ha fatto osservare che i mutui subprime sono la ovvia conseguenza di una società dove il… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 16:11

Qualcuno di questi geni che si fanno chiamare no-global mi spiega come si fa a fermare la globalizzazione senza barriere doganali?
Mi spiegano come intendono fermare la globalizzazione…con uno striscione,facendo una manifestazione?Tirando sassi a poliziotti che prendono 1200 euro al mese?Qualcuno me lo spiega?
Mi spiegate poi in cosa consiste il liberismo che ha disastrato il mondo…non consiste per l’appunto nella circolazione di merci e denaro senza vincoli?
In che cosa consiste il liberismo nel vostro cervello?
E in che cosa consiste la globalizzazione nel vostro cervello?
Ho come l’impressione che se non partiamo dalla base,rischiamo di non capirci fra di noi e SOPRATTUTTO DI NON CAPIRE UN CAZZO.
Si comincia dalle cose semplici per arrivare alle cose complicate,è inutile parlare del Bildelberg,del nwo,se non abbiamo capito in termini elementari in cosa consiste la globalizzazione.

WONGA
WONGA
26 Settembre 2008 16:22

Fai bene a essere pessimista,anch’io lo sono,e molto,però per darti un pò di ottimismo voglio ricordarti che il principale nemico del potere sionista non è l’Islam,e nemmeno Putin,ma il potere sionista stesso.
La loro avidità gli è fatale,considera che negli ultimi 8 anni hanno perso molto terreno a atal punto che in America,dopo le guerre folli volute dai Neocon,ci siè permessi di infrangere il tabù della lobby ebraica,ed è uscito il famoso libro di walt e Mearsheimer,un inedito che segnala più che mai l’insofferenza dell’establishment Wasp verso la nota lobby.
Se poi guardiamo come si sono ridotte Lehman e Goldman Sachs,nonchè Merryl Lynch,mi viene da dire che si stanno autodistruggendo.Ciò non depone a favore della loro intelligenza.Se solo lo volessimo potremmo liberarcene scrollandoci le spalle.Ma siamo troppo immersi nella nostra forma mentis di schiavi per capirlo.

Lestaat
Lestaat
26 Settembre 2008 18:26

WONGA No, vedi che non capisci. Stai andando avanti a testa bassa senza riflettere, dammi retta. So benissimo che le elite mondiali ci ripetono che le merci cinesi ci servono per il loro prezzo, ma io non sto invitando nessuno a farlo, sto dicendo a TE che i dazi sono un idiozia, e lo confermo. I dazi sarebbero cosa buona e giusta se: -le nostre aziende producessero QUI -avessimo un flusso costante di denaro nelle mani della popolazione -avessimo la CAPACITA’ di produrre roba di qualità e a buon mercato -si potessero obbligare i nostri vili, meschini e biechi imprenditorucoli da strapazzo ad investire QUI in innovazione Mettere i dazi tout court in questo paese avrebbe gli effetti che ormai conosciamo bene tutti: -non UN SOLO posto di lavoro -non UN SOLO euro in più nelle mani dei consumatori -non UNA SOLA azienda in più a rendersi competitiva E’ l’Italia…..sappiamo come fanno quelli che in tutto il mondo chiamano imprenditori e che qui invece possiamo tranquillamente continuare a chiamare “i padroni”. Perchè sono esattamente come quelli, i padroni….quelli che fino agli anni sessanta e settanta sfruttavano senza vergogna il lavoro dei poveracci senza MAI minimamente pensare al futuro dell’azienda e… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
27 Settembre 2008 2:55

gli americani fanno alcuni “dazi” attraverso l’introduzione di normative severissime che pretendono rispettate per l’import ma che loro regolarmente non rispettano nè per il mercato interno nè per l’export.

abbiamo i “grandi” imprenditori che sono ciò che dici tu.
abbiamo però anche la PMI che è un’altra cosa. non mi sembra corretto strangolarla facendo finta:
– che i prodotti globalizzati sono di qualità anche se non lo sono,
– che il loro costo è basso grazie a politiche monetarie che da noi sono proibite per legge,
– che l’ambiente gode nel far viaggiare per il mondo merci di ogni tipo (non mi risulta che navi ed aerei siano non inquinanti).
chiamiamoli dazi, chiamiamoli normative, chiamiamoli vincoli ambientali, chiamiamoli come ci pare, ma facciamo in modo che la nostra PMI sopravviva.

WONGA
WONGA
27 Settembre 2008 6:55

Allora,allora,allora,sono io a non capire,va bene hai ragione andrò a scuola da Milton Friedman che mi spiegherà quant’è bella l’economia senza dazi,l’economia dove il dio mercato determina tutto e gli stati devono rinunciare a regolamentare il mercato. Ci sarà anche Giavazzi che mi spiegherà che il liberismo è di sinistra,”perchè da merci a basso costo ai poveri cristi”,già ha proprio ragione…OGGI COME OGGI IL LIBERISMO E’ DAVVERO DI SINISTRA,QUANDO COSTORO SENTONO PARLARE DI DAZI,BARRIERE DOGANALI TI DIFENDONO IL LIBERISMO PEGGIO DI ADAM SMITH. Sapevo già tutto sommato,come sarebbe stata impostata la risposta:all’insegna del benaltrismo,tipico linguaggio demagogico di sinistra:quando qualcuno si rende conto di aver torto e non vuole rispondere alle domanda,si passa di palo in frasca e si arriva al famoso ben altro,”ben altra è la soluzione”. Già diccela,allora,io dico allora,visto che è ben altra.Sapevo già che si sarebbe arrivati alla solfa del:il problema è il capitalismo. Certo tesoro,ma se non c’è un alternativa al capitalismo,questo ci dobbiamo tenere.Io infatti ritengo,che tutte le alternative al capitalismo finora abbiano fallito…o mi sbaglio?Dunque non ha senso spostare il discorso da un tema particolare,a un tema ”generale”,”sistemico”,perchè se lo si fa poi bisogna indicare DELLE ALTERNATIVE VALIDE che al momento non ci sono.… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
27 Settembre 2008 7:02

Come al solito lino, non ci capiamo. Tu continui a dare la colpa a politiche sbagliate da una parte o da quell’altra, alla legalità o meno, e ti preoccupi dello stato di salute della piccola media impresa come fosse un qualcosa che cambia la vita della società italiana convinto che una società come l’attuale, se ben guidata e con le giuste norme fatte rispettare, possa funzionare. E’ una pia illusione. Basta guardare quello che sono nella realtà queste tanto care piccole medie imprese. Quelle che intascano quando tira il buon vento, e piangono miseria quando va male. Non parlavo solo delle grandi. E le ho sempre viste con i miei occhi queste cose. E’ chiaro che tanti sono in gamba, ma tanti non significa nè tutti, nè soprattutto la maggioranza. Son cresciuto nell’entroterra maceratese, terra di mobilifici, un po di tessile, ma prima di tutto calzature, il resto, quasi tutto indotto da queste. Negli anni ottanta, boom delle calzature, ogni sottoscala diventava una fabbrica, tagliatori, cucitori, suolifici, fino a dei veri e propri calzaturifici messi su in 40-50 metri quadri. Era tutti bravi. Tutti imprenditori…vanto per l’italia… Si, fino a che la pacchia è finita. Allora tutti a casa e… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
27 Settembre 2008 7:08

WONGA, si ok, bella analisi, in generale son daccordo, ok, bravo.
Ma ora mi vorresti venire a dire che con i DAZI risolviamo tutto?
Ti ho fatto una richiesta prima.
Prova a fare mente locale, pensa alla tua città, al tuo paese….alle aziende che conosci…..insomma a tutto quel che VEDI direttamente con i tuoi occhi di questa italia.
Dimentica TV, globalizzazione, politica….
Guardati intorno.
E applicagli i dazi.
Lascia perdere i dati macroeconomici.
Pensa alla vita delle persone, anche nel media lungo termine se vuoi.
Pensa a che effetto avrebbero, e ti chiedo di farlo dando per scontato, anche se scontato non è, che applicando i dazi le nostre imprese andrebbero un po meglio.
Prova, immagina…..cosa accadrebbe tra la popolazione?

Lestaat
Lestaat
27 Settembre 2008 10:10

E poi scusa ma di quali alternative al capitalismo stai parlando?
Del capitalismo socialista?
Quello che cambia il proprietario ma sempre capitalismo è?
E’ il reddito da capitale che deve finire se si vuole impedire la concentrazione e la disuguaglianza.
Non si deve più guadagnare dal semplice possesso del capitale.
Punto.
Puoi usarlo, tenerlo, venderlo, farne quel che vuoi, ma non dovresti poter guadagnare richezza per il solo fatto che già ne possiedi altra.
E’ un idiozia, illogica e ingiusta.
Dicevano una volta: “la terra non è di nessuno, i frutti di chi LA COLTIVA” non di chi la possiede.
Questo è il mondo NORMALE, il capitalismo, è solo potere.

lino-rossi
lino-rossi
27 Settembre 2008 10:29

Confermo ciò che dici, ma la PMI è l’unico motore che abbiamo; quello della grande impresa è un bluff.
La quota di reddito nazionale lordo che va ai salari netti è in costante riduzione: dal 56% del 1980 al 47% del 1990 al 40% del 1999. Adesso non so dove è sprofondata. Dobbiamo rovesciare la frittata, e non conosco strade diverse da quella del mettere mano politicamente alla faccenda, anche attraverso ovviamente la politica monetaria. Siamo arretrati con quegli strumenti usati male; ci risolleveremo usandoli correttamente.

WONGA
WONGA
27 Settembre 2008 11:11

O per Dio no,che non risolvi tutto,però se li metti si incomincia a dare un segnale importante al grande capitale:è finita la pacchia…ora bisogna rispettare delle regole,lo stato nazione è più forte delle multinazionali e delle banche,non ho mai pensato che con i dazi si risolvano tutti i problemi,però che questa crisi sia generata indirettamente dalla globalizzazione selvaggia,sì.Se rivedi tutti i passaggi logici ti renderai conto che è così.
Per quanto mi riguarda questo è solo il primo passo,poi bisognerà mettere il becco nel sistema monetario,in quello bancario ecc…però da qualche parte si dovrà pure iniziare altrimenti non si fa nulla.

reza
reza
27 Settembre 2008 11:35

Khomeini in uno dei suoi discorsi più famosi sul sionismo aveva detto; “questi criminali stanno uccidendo i nostri fratelli e rubano le loro terre e tutto ciò avviene grazie all’omertà che caratterizza i regimi corrotti di oriente e dell’occidente, e peggio di tutti i regimi arabi corrotti che non muovono un dito per aiutare i fratelli palestinese. Se ogni musulmano getta un secchio d’acqua , il regime sionista sarà cancallata insieme ai suoi crimini ma i musulmani non sono informati da ciò che succede in Palestina. E’ nostro dovere aiutare quei fratelli e fare in modo che questo regime criminale sente il nostro fiato sul collo fino a quando non crepa e perciò, proclamo ogni ultimo venerdi del mese di Ramadan la Giornata di Qods per tenere acceso il fuoco della lotta e della resistenza del Popolo palestiense per la libertà dal giogo sionista. E’ dovere di ogni musulmano di mettere la questione della libertà della Palestina come il primo punto della agenda della propria vita e sostenere la eroica lotta dei nostri fratelli palestinesi contro il regime razzista dei sionisti.” fino a quel giorno, l’intero mondo islamico era quasi allo scuro di ciò che realmente avveniva in Palestina, ma… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
27 Settembre 2008 11:50

Allora io non sto parlando di alternative ma di assenza di alternative,per cui siamo costretti a tenerci il capitalismo.Perlomeno per adesso è così,se poi se ne esce un genio e trova un sistema migliore ben venga.Il mio modello è emplicemente di un capitalismo guardato a vista da autorità dello stato non conniventi,insomma lo stato nazione deve riprendere forza dinanzi alle forze internazionaliste capitaliste.Ciò ovviamente non è possibile fintantochè gli stati delegano la loro politica monetaria ed economica alle banche centrali,che sono organi e strumenti del capitalismo internazionalista.Bisognerebbe per esempio distruggere la bce,o comunque democratizzarla Trichet non è stato eletto da nessuno. Quanto alla politica monetaria io non credo nel signoraggio,che è una forma mal compresa del sistema bancario.Siccome non studio economia non mi azzardo troppo a far ipotesi su come riformare la politica monetaria,molti parlano di gold standard,può essere una soluzione e mettere fine alle speculazioni sulla valuta,comunque non lo so,parla con Lino Rossi,lui ti saprà dire meglio di me come adattare la politica monetaria alle esigenze delle nazioni europee.Una cosa è certa,così,fuori da ogni controllo democratico la politica monetaria strangola la middle class.Quanto al capitale,no,non deve creare altro capitale…senza che venga prodotto qualcosa di reale,questo credo sia il punto.C’è… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
27 Settembre 2008 11:51

Allora io non sto parlando di alternative ma di assenza di alternative,per cui siamo costretti a tenerci il capitalismo.Perlomeno per adesso è così,se poi se ne esce un genio e trova un sistema migliore ben venga.Il mio modello è emplicemente di un capitalismo guardato a vista da autorità dello stato non conniventi,insomma lo stato nazione deve riprendere forza dinanzi alle forze internazionaliste capitaliste.Ciò ovviamente non è possibile fintantochè gli stati delegano la loro politica monetaria ed economica alle banche centrali,che sono organi e strumenti del capitalismo internazionalista.Bisognerebbe per esempio distruggere la bce,o comunque democratizzarla Trichet non è stato eletto da nessuno. Quanto alla politica monetaria io non credo nel signoraggio,che è una forma mal compresa del sistema bancario.Siccome non studio economia non mi azzardo troppo a far ipotesi su come riformare la politica monetaria,molti parlano di gold standard,può essere una soluzione e mettere fine alle speculazioni sulla valuta,comunque non lo so,parla con Lino Rossi,lui ti saprà dire meglio di me come adattare la politica monetaria alle esigenze delle nazioni europee.Una cosa è certa,così,fuori da ogni controllo democratico la politica monetaria strangola la middle class.Quanto al capitale,no,non deve creare altro capitale…senza che venga prodotto qualcosa di reale,questo credo sia il punto.C’è… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
27 Settembre 2008 12:07

I miracoli li fa solo San Gennaro

reza
reza
27 Settembre 2008 12:28

Ragazzi, lo stato-nazione si è sgretolato ormai in gran parte ed è stato sostituito da stato-mercato. Non prendete per leggero ciò che gira intorno all’affare “sicurezza”! Quando la gente si sente vulnerabile (e i mass media e politici fanno di tutto perché la si senta la totale vulnerabilità), specialmente durante le grandi transizioni(come ora), la massa è propensa a credere che i leader politici siano in grado di protegrli (vedi elezione di Bush per la seconda volta e la vittoria di berlusca in Italia di recente). Il mandar i soldati per le strade delle città ed il vestirsi di nero quasi sempre di berlusca in questi tempi, mirano solamente a legittimare lo stato di cose cioé, la transizioni senza problemi dallo stato-nazione allo stato-mercato. Il ricatto verso le masse è la “sicurezza” che poi non è nemmeno garantito per la gente ma solo per il potere, ma la gente vedendo il leader vestito di nero che manda i soldati nelle strade si tranquilizza perché i miti sono in qualche modo storie edificanti che corroborano la convinzione della gente su ciò che vuole che sia convinto la gente il potere. Ciò che importa ora al potere, è che la gente non… Leggi tutto »

Lestaat
Lestaat
27 Settembre 2008 12:33

Ma NOOOO
LOL
E a chi le facciamo fare ste riformeeee???????
Andiamo Lino….
Non ci risolleva nessuno da qui.
Per poterlo fare, si passa per una strada per la quale non ci sarebbe più bisogno delle riforme.
E’ a questo che c’hanno ridotto.

reza
reza
27 Settembre 2008 18:15

Ho preferito rispondere qui a quest’ultimo commento. Io so che piace sempre a tutti parlare di ciò che si deve fare e discutere su ciò che non va adesso,ma non credo che ci sia molto tempo per l’uomo occidentale, lo dimostrano i fatti americani che , purtroppo, non vengono analizzati in maniera corretta per fornire una corretta e reale immagine della situazione alla gente. Gli americani se ne erano accorti nell’1997 che non si poteva andare avanti con il loro modello, non so se avete avuto l’occasione di analizzare di persona il progetto “An american new centaury”,non so se avete potuto leggere attentamente il “Patriot Act”, ma se vi fidate, vi dico che loro hanno fatto ogni cosa per impedire il crollo senza riuscirci ed oggi si trovano nel bel mezzo di un caos che è determinato dal ritardo con cui hanno cominciato a rendersi conto della loro grave situazione. Il loro male era il lato oscuro del capitalismo: IL RICICLAGGIO. Fino all’11 settembre, la gran parte dei 1500 miliardi di dollari prodotti dalle economie illegali e criminali, veniva riciclato negli Stati Uniti d’America e nei piani delle Torri Gemelle a New york. Il riciclaggio veniva in dollari americani e… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
28 Settembre 2008 4:29

è vero,basta vedere il fatto che ora siamo chiamati consumatori e non più cittadini

WONGA
WONGA
28 Settembre 2008 4:30

Uno de poli di attrazione del capitalismo mondiale,potrebbe diventare Singapore per esempio…

lino-rossi
lino-rossi
28 Settembre 2008 12:34

scusa, ma non ho letto tutto quanto.
ma … qual’è la tua proposta?

Lestaat
Lestaat
28 Settembre 2008 13:58

Non c’è nessuna proposta. Proposta che dovrebbe essere accolta o promulgata da chi? Non c’è la minima possibilità democratica di imporre una strada diversa dal pensiero unico. Quel che intendo dire è che è arrivato il momento di guardarci in faccia e dirci la verità, senza stare sempre li a sperare che si possano cambiare regole, leggi..e soprattutto che queste poi possano servire a qualcosa per cambiare la società. La piccola media impresa, Lino, non è motore di nulla, se non delle tasche dei quei proprietari di impresa, non porta nessun beneficio alla società e non ci sono regole che tengano di fronte all’ineluttabile evoluzione naturale del capitalismo, con concentrazioni di potere che rendono l’esercizio di potere un vano gioco da figuranti. E’ la natura stessa di questo sistema giungere a quello che oggi è davanti agli occhi di tutti perchè, regole o non regole, il reddito da capitale genera questo…e il capitalismo senza reddito da capitale, non è più capitalismo, ma un altra cosa, e per arrivare a questa altra cosa la strada non è certo quella di fare proposte senza sbocco. E’ semplicemente a questo che il vero potere internazionale ci ha ridotto, una massa impotente di consumatori,… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
29 Settembre 2008 0:00

da un’altra parto ho scritto questo …
“il liberismo è uno strumento che può essere largamente positivo, direi indispensabile, se opportunamente regolamentato, ma che può essere devastante se NON regolamentato o regolamentato male. tutto sta nel dove si mettono i paletti.”
… e penso che sia un punto fondamentale. sta ovviamente alla mano pubblica regolamentare e “sanare” le storture determinate dal liberismo, pur regolamentato.

finora ci hanno cacciati in una gabbia di matti. l’attuale crisi è un’occasione epocale per uscirne.
esistono delle realtà socioeconomiche migliori della nostra? direi ad esempio che quella svedese, seppur non perfetta (troppo legata alle GRANDI imprese), è migliore della nostra. perchè non aspirare ad un mondo migliore e realistico? un mix fra nostra PM anni ’50/’60, modello svedese, PMI, approvvigionamento energetico distribuito (alla Rifkin) ed innovazione nel rispetto dell’ambiente, non mi sembra male. questo crollo USA è molto positivo. speriamo che non facciano come sansone.

Lestaat
Lestaat
29 Settembre 2008 4:33

Lino son daccordo che potrebbe esserlo (il liberismo strumento positivo) solo potenzialmente. E’ intrinseco nel sistema capitalistico la formazione dic oncentrazioni di potere per il semplice fatto che la ricerca del profitto mette in una posizione privilegiata chi possiede il capitale rispetto a tutti gli altri, e da questa posizione dominante influenza o addirittura guida il sistema legislativo. E non c’è modo per evitarlo. Sono esseri umani quelli che compongono la società in tutte le parti, piccole e grandi, e quegli esseri umani, di fronte alla possibilità di migliorare la vita propria e di quella dei propri cari non fanno ciò che è giusto ma ci che gli conviene. Quelle che tu credi essere deviazioni dal giusto capitalismo, non sono affatto deviazioni ma ineluttabili conseguenze del sistema capitalistico. La svezia è di certo migliore, ma lo è per ovvie ragioni geografiche e storiche, anche in svezia però, il male del capitalismo è arrivato cmq. Non vedo per quale motivo, potendono semplicemente farne a meno, dovremmo continuare a ragionare ed adottare un sistema economico che genera DEL SUO, ingiustizia. Tanto più poi che una strada, per essere funzionale, dovrebbe essere anche percorribile. Certo che il crollo americano può essere positivo, ma… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
29 Settembre 2008 13:03

i paletti possono essere decisivi, secondo me. abbiamo punti sfavorevoli rispetto agli svedesi, ma ne abbiamo anche di favorevoli, ad esempio il sole, il mare, le alpi, i beni archeologici, ecc..
ma un po’ di ottimismo “salvavita” … mai?
speriamo che saltino presto in aria tutti questi squali finanziari, unicredit compresa.
chi ci salverà?
non lo so.
ma aiutati che Dio t’aiuta.
le banche non ci salveranno di sicuro.

reza
reza
30 Settembre 2008 11:11

“NON CI RESTA CHE PIANGERE”! Se non sbglio, caro lino-rossi, lo spirito del tuo commento è quato intendeva raccontare questo film d Troisi/Bennini !?! Poco fa parlavo con un professore di diritto privato, specialista nel diritto di commercio internazionle, Lui mi ha detto queste esatte parole; “Sono d’accordo con tutti i discorsi sul fatto che in questo momento il dovere dei goveni è quello di pensare in primo luogo ai cittadini che hanno perso casa e lavoro per questa crisi, ma rimane il fatto che quando la casa va a fuoco, bisgona pensare solo ad spegnere il fuoco altrimenti si bruccia tutto, e se ora non interviene il governo americano ad spegnere questo fuoco, quando la casa è ormai bruciato, i bei discosi non potranno diventare idee concrete da mettere in atto.” Ora! Io non dico che devono dare i 700 miliardi a Bush, poiché è certo che lui li userebbe per salvare i suoi complici, ma studiare un piano di salvataggio, magari nelle sedi opprtune, visto che la cosa riguarda il mondo e non solo l’America, non sarebbe del tutto sbagliato. Per intanto bisogna spegnere il fuoco e su questo non puoi non essere d’accordo, poiché questo fuoco sta… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
30 Settembre 2008 12:59

questo sistema crollerà e non c’è nulla da fare.
se passerà il piano paulson vorrà dire che molti delinquenti si vedranno la carta straccia trasformata in denaro vero che pagheremo noi, ipotecandoci ulteriormente il futuro. se non passerà ci sarà risparmiato questo ultimo strazio.
molte banche crolleranno e saranno statalizzate per pochi spiccioli. molti perderanno i loro risparmi.
non è la fine del mondo.
vorrà dire che gli Stati dovranno occuparsi di più del welfare. ma finalmente si potrà ricominciare a respirare.

se avessi incontrato uno con le idee di quel tizio gli avrei chiesto se sa cosa si deve fare quando si vedono delle fiamme in una polveriera.

basta prenderci per i fondelli!!!
con la scusa di tutelare i risparmiatori foraggiano i soliti delinquenti. BASTA!
DOPO si provvederà a tutelare chi non ha possibilità di farlo. DOPO.

reza
reza
30 Settembre 2008 13:56

Effetivamente quel signore è motivato dagli interessi personali, è stato onesto e mi ha ricordato, prima di dire quelle parole, di quando prima di estate mi aveva parlato delle perdite che ha avuto negli ultimi mesi con i suoi investimenti. Ma mettiamo da parte lui, a quanto parte, io e te non abbiamo investimenti e quindi, possiamo anche cantare “bruci la città…..” , ma una cosa è la possibilità , l’altro è la fattibilità, di quanto del bene potremmo ricavare noi nullatenenti da questa situazione. Io credo che in occidente ci sarà una dittatura ferrea, forse unica, forse tipo “federativo” di stampo leghista, ma comunque dittatura che seguirà la cancellazione della società civile e dei diritti di sindacare garantiti dalle leggi , direi già del pasato, perché ormai molti sono stati cancellati. Come fai a non vedere la deriva già in atto e non leggere fino in fondo dove andremo ad sbattere la testa? In una situazione di anarchia, è arduo impedire che la violenza soppianti la politica e la politica sta già disponendosi di “ronde” e dei “contractors” per mantenere l’ordine quanto basta a se stesso, mentre la sua intenzione finale è proprio quello di lasciare il “popolino” nel… Leggi tutto »

lino-rossi
lino-rossi
1 Ottobre 2008 2:21

DEVE morire la finanza speculativa fine a se stessa ed autoreferenziale; deve rimanere quella a SERVIZIO dell’economia fisica.
circa la perdita di libertà consolidate, non sono così pessimista. quelli che ce le stavano togliendo hanno altro cui pensare.
finalmente, nel rispetto della nostra Costituzione, rivedremo il “lavoro” al centro dell’attività umana. le rendite parassite verranno dopo e dovranno sempre stare ad adeguata distanza.

viadelpensiero
viadelpensiero
5 Settembre 2010 13:40

ALL’ALBA DEL GIORNO PIU’ BELLO PER I FIGLI DI DIO. DIO UNO NOSTRO UNICO SIGNORE CREATORE, all’alba del giorno più bello Apporterà il Profetico Rapimento in Estasi nei Cieli dei suoi Figli in Avvenimento Soprannaturale. Ciò che dal Creatore viene al Creatore Torna. La via dell’Ascensione in corpo, mente, Anima e Spirito per L’Umanità in DIO ad opera del Messia Divinità JESUS CRISTUS. Ciò che è stato sarà di Nuovo, al Tramonto dei nostri Tempi, al Sorgere di una Nuova Terra in un Nuovo Cielo per una Nuova Umanità Ri – Voluzio – Nata. SI FACCIA RITORNO ALL’IDDIO UNO IN SPIRITO DI AMORE E VERITA’. L’Umanità è pronta nella sua ulteriore Ciclica Ri – genera – azione, si perpetui la Nuova Umanità Purificata e proiettata a Nuova VITA in un Nuovo Cielo e nella Nuova Terra purificata. Benedico ogni Singola Anima in DIO e tutti i suoi Popoli della Terra, IN NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO GENERATORE DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA MADRE DI DIO, COSI SIA. Ri – Appaia il ritorno della Croce nei Cieli, ciò che è stato sarà di Nuovo, resti in noi la Consapevolezza di Essere la CREAZIONE DI DIO L’UNICO SUPREMO ONNIPOTENTE… Leggi tutto »