IL CROLLO DELLA CIVILTA' CAPITALISTICA OCCIDENTALE ?

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI RICHARD C. COOK

Information clearing house

Il termine “deragliamento” non si avvicina nemmeno a descrivere ciò che sta per accadere agli U.S.A oggi con la crisi finanziaria, l’ondata depressiva e il fallimento della politica di guerra di George W. Bush ora che è fronteggiato dall’ Iran e dall’ orso russo.

Ma in senso più ampio, l’ occidente, come civiltà, dopo un secolo di guerre mondiali e il totale fallimento del suo capitalismo finanziario globale, potrebbe aver raggiunto i suoi limiti.

Coloro che hanno consolidati interessi nello status quo rigettano qualunque suggerimento che qualcosa vada male. Ivi incluso Donald Luskin, autore di un articolo apparso domenica 14 settembre sul Washington Post, intitolato: “Un popolo di esagerati:. basta con queste continue lagnanze sulla linea economica”.

Lunskin scrive, “l’incessante tambureggiare del pessimismo nei media e nella campagna elettorale” è “un virus”.

E continua “certo, ci sono punti problematici nell’economia, come il rilevamento da parte del governo dei mutui ipotecari dei giganti Fannie Mae e Freddie Mac, e il nervosismo a Wall Street per la questione Lehman Brothers, dimostrano ampiamente. E si è anche innalzato un po’ il tasso di disoccupazione. Ma nessuno di questi può essere causa di depressione o di esagerati paragoni con altre depressioni”.Continuate a leggere e scoprirete chi è Luskin: un “campaign adviser” [consulente per la campagna elettorale, ndt] di John McCain.

Sappiamo che: “dove ti alzi dipende da dove stai seduto” e da chi paga le tue opinioni. Quindi: è in arrivo una catastrofica fusione del nocciolo?

Se così è, probabilmente una maggioranza di persone nel mondo starà pensando: “Ben gli sta! “. Negli ultimi 500 anni, l’occidente ha marciato attraverso il globo, armato fino ai denti con armi da fuoco, navi da guerra, bombardieri e – più recentemente – uranio impoverito, facendo rispettare il peso dell’uomo bianco tramite la riduzione in schiavitù di nazioni e popoli e appropriandosi di qualunque cosa di valore – dagli oggetti d’arte all’oro, al petrolio – che potesse essere portata via.

Dietro tutto questo, i finanziatori hanno spesso usato la pratica, diabolicamente furba, di creare soldi dal nulla per mettere i nativi di ogni luogo in una condizione di debito e laddove questo risultasse insufficiente, facendo lo stesso con le loro proprie popolazioni.

Tutto ciò viene ammantato di razionalità usando varie categorie di razzismo, superiorità culturale, Darwinismo sociale, determinismo storico, “dominio degli eletti”, “popoli scelti da Dio”, etc. O semplicemente, “la forza crea il diritto”.

C’è chi lo chiama “Nuovo Ordine Mondiale”.

Oggi, noi Americani, cittadini di serie B nella “patria della libertà e casa del coraggio”, vincitori di due guerre mondiali, portatori di democrazia in Afghanistan e in Iraq, alleati dei prodi Israeliani che innalzano il vessillo dei valori Cristiano-Giudaici fra gli ingrati Palestinesi – bene, noi Americani dobbiamo ai nostri stessi banchieri quasi 70 mila miliardi di dollari, secondo la stima più recente. Con il rilevamento da parte del governo di Fannie Mae e Freddie Mac, dobbiamo ai possessori dei prestiti male alloggiati, compresi Cina, Corea e Giappone, alcune altre migliaia di miliardi.

Nonostante il baccano di Kissinger, dei Kristol, dei fondamentalisti cristiani, e dei loro politici prezzolati e “media” milionari, l ‘America – in verità l’intero Occidente – è stato smascherato, forse perfino messo sotto scacco nel panorama mondiale.

Le guerre di Bush/Cheney in Afghanistan e in Iraq hanno sporcato il nome dell'America per sempre. L’Iran ha capito che siamo un “bluff”, in Israele il divario tra ricchi e poveri si sta incrementando tanto quanto negli U.S.A. Secondo un articolo di Ian S. Lustick, i Palestinesi hanno resistito agli Ebrei fino al punto che sono più gli Ebrei che lasciano la loro patria di quelli che vi arrivano e che coloro che rimangono si vanno radunando sempre più intorno a Tel Aviv come oasi sicura. (Ian S. Lustick, “Abbandonando il muro di ferro : ‘Israele e lo sporco Medio Oriente’”, Middle East Policy , Vo. XV, No. 3, Autunno 2008.).

Nei passati anni novanta, i banchieri europei hanno usato gli U.S.A. e le forze della NATO per smantellare la Jugoslavia così che George Soros e i Rothschild potessero trangugiarsi le risorse dei Balcani. Ma quella strategia sta fallendo nel Caucaso dove i russi hanno risposto agli attacchi genocidi del barboncino di Dick Cheney, Mikheil Saakashvili, l’ avvocato, addestrato a New York che la CIA ha eletto presidente della Georgia.

E ora la popolazione dell’ Ucraina, la “piccola Russia”, che sta comprendendo cosa l’Occidente ha in serbo per lei, sta tornando di corsa all’ovile slavo e potrebbe essere a solo un anno o giù di lì dalla riunificazione con i suoi cugini oltre confine della “grande Russia”.

Quello che si sta dicendo è di tenere d’occhio la sponsorizzata stampa occidentale, con alla testa Washington Post e New York Times, furiosa contro i metodi autoritari del primo ministro russo Vladimir Putin. Un esempio ne è l’articolo di Ellen Barry, corrispondente del Times, sulla conferenza stampa tenuta da Putin a Mosca l’11 Settembre. Lei scrive: “in tre ore e mezza, con toni che oscillavano tra il pugilistico e l’umile, Vladimir V. Putin ha tentato di spiegarsi”.

Sono spiacente Ms Barry. Lei e i suoi editori potreste pensare che la sua scrittura sia carina, ma Vladimir Putin è la figura principale del panorama mondiale oggi. E rimarrà tale finche George W. Bush non lascerà la Casa Bianca con disonore.

Putin è l’erede di un movimento epocale di patrioti che ha iniziato negli anni ’70 a ritirare fuori la Russia dai suoi confini. E’ cominciato con una base di operazioni interne al KGB e alla chiesa ortodossa, guidata dalla glasnost di Gorbachev negli anni ’80, e culminata nella seconda rivoluzione russa del 1991. A quel punto i finanziatori occidentali corsero gioiosamente in supporto all’assalto con cui gli oligarchi russi presero a saccheggiare la Russia di tutto ciò che possedeva.

Gli oligarchi furono le truppe d’assalto di un attacco finanziario che in occidente aveva già iniziato a coincidere con la mafia russa. Incitato da Washington Post e assistito da consulenti accademici di posti come Harvard, questa cosca internazionale ha quasi distrutto la Russia durante gli anni ’90. Ma quando Putin è stato nominato presidente ad interim da Boris Yelstin nel 1999 e dopo aver vinto, di suo, le elezioni presidenziali nel 2000, ha iniziato a rispondere combattendo.

Dalla metà degli anni ’70 ad oggi, a migliaia di gangster russi, insieme a molti Bolscevichi/Stalinisti della linea-dura, fu permesso di emigrare. Molti si stabilirono negli U.S.A. e sono ancora qui, molti di più si stabilirono in Israele. Infatti si dice che una causa che ha portato a gonfiare così tanto i prezzi degli appartamenti a New York, Miami, Tel Aviv e altrove sia stata l’ondata di denaro contante proveniente dai traffici illeciti.

Questi criminali si sono alleati col cartello della droga colombiano e hanno pesantemente infiltrato i sistemi finanziari mondiali, impiantando perfino le loro proprie banche con cui riciclare il denaro e speculare nella compravendita delle merci.

Ora Putin sta spazzando via ciò che rimane della categoria dei gangster. I suoi sforzi hanno raggiunto la pietra miliare a gennaio con l’arresto a Mosca di Semion Mogilevich, definito “l’uomo più pericoloso del mondo”.

Putin ha dichiarato che il mondo non sarà governato da un sistema “unipolare” , ovvero dall’esercito americano come forza di polizia al soldo della grande finanza. Questo non significa che la Russia debba essere nostra nemica. Infatti il mondo sarebbe molto migliore e sicuro, se noi ci unissimo alla Russia come alleati nel mantenimento della pace.

Ma per far questo il nostro sistema deve cambiare, perché il capitalismo finanziario è di gran lunga troppo instabile per poter coesistere con le altre nazioni alla pari. Può solo crescere o morire, perché ha sempre bisogno di nuove vittime che paghino gli interessi delle sue pratiche usuraie e per finanziare le sue bolle speculative. Come ultima risorsa necessita, da parte delle istituzioni finanziarie, di iniezioni di liquidità come quelle architettate dal segretario del tesoro Henry Paulson, in cui l’ultimo tappabuchi rimasto è prelevare danaro dai fondi pubblici e caricare il debito pubblico nazionale.

Una volta fermata la crescita economica, come è successo ora, una volta che tutte le bolle per rilanciarla sono scoppiate, come pure è successo ora, la fine è veramente vicina. Specialmente se questo avviene dove – U.S.A. – c’è una bancarotta.

Ciò che ci sta accadendo oggi non è solo un altro periodo di flessione. Se gente come il consulente di McCain, Donald Luskin ne dubitano, forse, invece di fare la campagna elettorale, dovrebbero domandare ai CEO [Chief Executive Officer, direttori generali. NdT] di Fannie Mae e Freddie Mac, agli azionisti di Lehman Brothers, le cui quote hanno perso il 90% del loro valore in meno di un anno, e ai milioni di persone che hanno perso la casa.

I candidati alle presidenziali Barack Obama e John McCain incitano al “cambiamento”. Bene, se stessi su una spiaggia con uno tsunami di 30 metri che ruggisce verso di me, anch’io chiederei il cambiamento. La differenza è che io non me ne starei troppo ad arguire sul significato delle parole “rossetto a un maiale”.

Richard C. Cook è un ex analista del governo federale degli U.S.A. la cui carriera include la Civil Service Commission degli U.S.A. , la Food and Drug Administration, la Casa Bianca ai tempi di Carter, la NASA e il Dipartimento del Tesoro. I suoi articoli di economia, politica e politica dello spazio sono apparsi su numerosi siti web. Il suo libro sulla riforma monetaria intitolato: 'We Hold These Truths: The Hope of Monetary Reform' [Possediamo queste verità: speranza di riforma monetaria, ndt] sarà presto pubblicato da Tendril Press. Egli è inoltre autore di 'Challenger Revealed: An Insider’s Account of How the Reagan Administration Caused the Greatest Tragedy of the Space Age' [Il Challenger rivelato: Resoconto di un testimone su come l’amministrazione Reagan causò la più grande tragedia dell’era spaziale, ndt], considerato da un critico come: “il più importante libro sui voli spaziali degli ultimi venti anni”. Il suo sito web “Challenger” è www.richardccook.com. Un nuovo sito di economia, www.RealSustainableLiving.com, è in arrivo con Susan Boskey come co-autrice.

Titolo originale: "The Crash of Western Capitalist Civilization?"


Fonte: http://www.richardccook.com/

Link

15.09.2008


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MAURIZIO BRUNELLI

Commenti (47)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. lino-rossi 27 settembre 2008

      Confermo ciò che dici, ma la PMI è l'unico motore che abbiamo; quello della grande impresa è un bluff.

      La quota di reddito nazionale lordo che va ai salari netti è in costante riduzione: dal 56% del 1980 al 47% del 1990 al 40% del 1999. Adesso non so dove è sprofondata. Dobbiamo rovesciare la frittata, e non conosco strade diverse da quella del mettere mano politicamente alla faccenda, anche attraverso ovviamente la politica monetaria. Siamo arretrati con quegli strumenti usati male; ci risolleveremo usandoli correttamente.

    1. Lestaat 27 settembre 2008

      E poi scusa ma di quali alternative al capitalismo stai parlando?
      Del capitalismo socialista?
      Quello che cambia il proprietario ma sempre capitalismo è?
      E' il reddito da capitale che deve finire se si vuole impedire la concentrazione e la disuguaglianza.
      Non si deve più guadagnare dal semplice possesso del capitale.
      Punto.
      Puoi usarlo, tenerlo, venderlo, farne quel che vuoi, ma non dovresti poter guadagnare richezza per il solo fatto che già ne possiedi altra.
      E' un idiozia, illogica e ingiusta.
      Dicevano una volta: "la terra non è di nessuno, i frutti di chi LA COLTIVA" non di chi la possiede.
      Questo è il mondo NORMALE, il capitalismo, è solo potere.

    1. Lestaat 27 settembre 2008

      WONGA, si ok, bella analisi, in generale son daccordo, ok, bravo.
      Ma ora mi vorresti venire a dire che con i DAZI risolviamo tutto?
      Ti ho fatto una richiesta prima.
      Prova a fare mente locale, pensa alla tua città, al tuo paese....alle aziende che conosci.....insomma a tutto quel che VEDI direttamente con i tuoi occhi di questa italia.
      Dimentica TV, globalizzazione, politica....
      Guardati intorno.
      E applicagli i dazi.
      Lascia perdere i dati macroeconomici.
      Pensa alla vita delle persone, anche nel media lungo termine se vuoi.
      Pensa a che effetto avrebbero, e ti chiedo di farlo dando per scontato, anche se scontato non è, che applicando i dazi le nostre imprese andrebbero un po meglio.
      Prova, immagina.....cosa accadrebbe tra la popolazione?

    1. Lestaat 27 settembre 2008

      Come al solito lino, non ci capiamo.
      Tu continui a dare la colpa a politiche sbagliate da una parte o da quell'altra, alla legalità o meno, e ti preoccupi dello stato di salute della piccola media impresa come fosse un qualcosa che cambia la vita della società italiana convinto che una società come l'attuale, se ben guidata e con le giuste norme fatte rispettare, possa funzionare.
      E' una pia illusione.
      Basta guardare quello che sono nella realtà queste tanto care piccole medie imprese.
      Quelle che intascano quando tira il buon vento, e piangono miseria quando va male.
      Non parlavo solo delle grandi.
      E le ho sempre viste con i miei occhi queste cose.
      E' chiaro che tanti sono in gamba, ma tanti non significa nè tutti, nè soprattutto la maggioranza.
      Son cresciuto nell'entroterra maceratese, terra di mobilifici, un po di tessile, ma prima di tutto calzature, il resto, quasi tutto indotto da queste.
      Negli anni ottanta, boom delle calzature, ogni sottoscala diventava una fabbrica, tagliatori, cucitori, suolifici, fino a dei veri e propri calzaturifici messi su in 40-50 metri quadri.
      Era tutti bravi.
      Tutti imprenditori...vanto per l'italia...
      Si, fino a che la pacchia è finita.
      Allora tutti a casa e si chiude. Ovvio. NESSUNO, e sottolineo NESSUNO ha speso una sola lira, in 12 anni di boom, per mettersi al passo con i tempi.
      Calzaturifici che ancora negli anni novanta usavano mastice (senza mascherine ovviamente, manco appese ai muri) e olio di gomito per mettere insieme suola e scarpa, scarpa che poi risultava cmq di bassa qualità dati i materiali cenciosi con cui spesso era fatta. Ahhh ma la pelle.....quella si era vera e bellissima.....e per questo vendevano in tutto il mondo.
      Assemblata poi da poracci con stipendi da fame, anche nel periodo fantastico, gente che veniva licenziata una volta ogni 4 mesi per fare il contratto da apprendista ad libitum....10,12 ore al giorno in fabbrica per 750,900 mila lire...quando un operaio della FIAT ne prendeva già un milione, un milione e due per otto ore, con ferie, straordinari e malattia, che in quegli anfratti erano del tutto sconosciute.
      E non erano alcuni eh.....eran QUASI TUTTI così i calzaturifici.
      Andava tutto a gonfie vele.....l'italia era ricca.....
      Eppure di quella ricchezza alla popolazione quanta ne arrivava?
      Quanta si spargeva sulla società?
      Andiamo Lino....è semplicemente così che funziona....e non lo si può fermare.....ti compra.......ti distoglie da qualsiasi altra etica tu possa avere....è il potere del denaro..
      Il detto "fatta la legge, trovato l'inganno" lo sai anche tu che è vero.
      Si tratta di cambiare idea....di pensare ad un altro modo di concepire produzione e consumo....e magari non chiamarlo nemmeno più mercato, soldi, economia.....c'è quel che serve e quel che si può fare....sarebbe tutto più semplice, e secondo me, nemmeno difficile da realizzare.

    1. WONGA 27 settembre 2008

      Allora,allora,allora,sono io a non capire,va bene hai ragione andrò a scuola da Milton Friedman che mi spiegherà quant'è bella l'economia senza dazi,l'economia dove il dio mercato determina tutto e gli stati devono rinunciare a regolamentare il mercato.
      Ci sarà anche Giavazzi che mi spiegherà che il liberismo è di sinistra,''perchè da merci a basso costo ai poveri cristi'',già ha proprio ragione...OGGI COME OGGI IL LIBERISMO E' DAVVERO DI SINISTRA,QUANDO COSTORO SENTONO PARLARE DI DAZI,BARRIERE DOGANALI TI DIFENDONO IL LIBERISMO PEGGIO DI ADAM SMITH.
      Sapevo già tutto sommato,come sarebbe stata impostata la risposta:all'insegna del benaltrismo,tipico linguaggio demagogico di sinistra:quando qualcuno si rende conto di aver torto e non vuole rispondere alle domanda,si passa di palo in frasca e si arriva al famoso ben altro,''ben altra è la soluzione''.
      Già diccela,allora,io dico allora,visto che è ben altra.Sapevo già che si sarebbe arrivati alla solfa del:il problema è il capitalismo.
      Certo tesoro,ma se non c'è un alternativa al capitalismo,questo ci dobbiamo tenere.Io infatti ritengo,che tutte le alternative al capitalismo finora abbiano fallito...o mi sbaglio?Dunque non ha senso spostare il discorso da un tema particolare,a un tema ''generale'',''sistemico'',perchè se lo si fa poi bisogna indicare DELLE ALTERNATIVE VALIDE che al momento non ci sono.
      Io ritengo che il capitalismo sia il prodotto dell'egoismo dell'uomo,e che appunto perchè l'uomo è sempre stato egoista questa è l'unico sistema in grado di funzionare,a patto però che lo si regolamenti,quindi smettiamola con le critiche generali ed entriamo nelle critiche ''particolari'' e dunque concrete.
      Allora,innanzitutto ti devo correggere quando mi dici che la globalizzazione si è instaurata su una situazione incancrenita,dicendo ciò tu supponi che la globalizzazione sia un fenomeno recente.Ti sbagli.Perchè il capitalismo stesso è la globalizzazione.Come tu hai fatto notare l'Europa è stata coloniale,bhe quella era la globalizzazione dell'ottocento.Il primo esempio di mercato comune sono stati i dominion britannici,che si estendevano sostanzialmente,su tutto il globo.Il capitalismo HA COME TENDENZA INTRINSECA IL FATTO DI SUPERARE GLI STATI NAZIONE,E DI TENERLI IN SCACCO TRAMITE QUESTO SUPERAMENTO,LE BANCHE E LE MULTINAZIONALI IN TUTTO E PER TUTTO POSSONO CONSIDERARSI DELLE NAZIONI IMMATERIALI,DELLE NAZIONI SENZA CONFINI FISICI.
      E' per questo che io sostengo essere sciocco prendersela con una nazione sola quando il nemico è immateriale e può trasferirsi ovunque.
      Dunque l'unica soluzione per limitare il capitalismo è appunto quella di limitare queste ENTITA' SOVRANNAZIONALI nei loro spostamenti,creare delle barriere DENTRO E FUORI DALLA NAZIONE,ALTRIMENTI LE NAZIONI PERDONO OGNI SIGNIFICATO E SI PASSA AL MONDIALISMO PIU' BECERO.
      Perchè io dico che bisogna cominciare dalla base?
      Perchè la base manca...manca innanzitutto il pieno dominio delle parole,le si mescolano come i bambini con il pongo,si tirano fuori dei minestroni di parole che non significano nulla.
      La parola è uno strumento importante,ma è anche una lama a doppio taglio,perchè spesso le parole vengono usate senza capirne il significato.
      Allora io ti spiego cosa intendo per base:la conoscenza del significato delle parole che usi.Cosa vuol dire globalizzazione,ti avevo chiesto,non me l'hai detto,allora te lo dico io:GLOBALIZZAZIONE E' LA CONSEGUENZA DEL LIBERO SCAMBIO DI MERCI,LE CUI MERCI SCAMBIATE SONO:1)MERCI MATERIALI(PACCOTTIGLIA CINESE),2)MERCI IMMATERIALI(CARRY TRADE)3)MERCI UMANE(IMMIGRAZIONE,E NON MI FARE LA MANFRINA CHE IO CONSIDERO GLI IMMIGRATI MERCE UMANE PERCHE' NON SONO IO A CONSIDERARLI TALI MA I TEORICI DELLA GLOBALIZZAZIONE DI CUI SONO FIERO AVVERSARIO).DAL MOMENTO CHE TU NON SEI CONTRARIA A QUESTI TRE PUNTI DEVO DEDURNE CHE SEI FAVOREVOLE ALLA GLOBALIZZAZIONE.IO PER CONTRO SONO CONTRARIO A TUTTI E TRE I PUNTI.Poi io siccome ho l'abitudine a rispondere alle persone e non a saltare a piè pari ciò che dicono ti rispondo alla tua considerazione:''fare finta che la colpa sia della globalizzazione'',allora innanzitutto spostare l'argomento e sostenere che la colpa è del capitalismo,significa ignorare che la GLOBALIZZAZIONE E' CAPITALISMO,CHE IL CAPITALISMO HA LA GLOBALIZZAZIONE NEL SUO DNA POTESSERO VENDERE MERCI AI MARZIANI L'AVREBBERO GIA' FATTO!,IL CAPITALISMO E' GLOBALIZZAZIONE,PER LA PRECISIONE GLOBALIZZAZIONE SENZA LIMITAZIONI,SENZA BARRIERE,DOGANALI E NON,PERCHE' L'OBBIETTIVO ULTIMO E' QUELLO DI BBATTERE ANCHE I CONFINI FISICI TRA GLI STATI(VEDI TRATTATO DI LISBONA).Andiamo avanti ancora,tu poi mi dici che in Italia ci sono poche famiglie che si tramandano il potere,e suggerisci implicitamente che questa sia la base del discorso.Evidentemente non hai capito che cos' è la base...PERCHE' SE IN ITALIA CI SONO PONIAMO SOLTANTO DIECI FAMIGLIE CHE CONTROLLANO IL SISTEMA E' PERCHE' IL CAPITALISMO E' DEREGOLAMENTATO.MI SPIEGO IL CAPITALISMO OLTRE A TENDERE ALLA GLOBALIZZAZIONE TENDE AL MONOPOLIO,SE NON SI REGOLAMENTA L'ATTIVITA' DEGLI INDUSTRIALI IN PATRIA COSTORO MONOPOLIZZANO IL MERCATO NAZIONALE,QUANDO POI SI ABBATTONO LE BARRIERE FRA GLI STATI E SI DEREGOLAMENTA IL TUTTO A LIVELLO MNDIALE,CON LE ''BENEFICHE'' MERCI CINESI PER I POVERI CRISTI IL RISULTATO E' CHE NON SARANNO PIU' DIECI FAMIGLIE A GOVERNARE L'ITALIA,MA SARANNO DIECI FAMIGLIE A GOVERNARE IL MONDO,E LORO RINGRAZIERANNO CHI COME TE GLIEL'HA PERMESSO.
      Tu confondi il problema con la causa del problema,IL FATTO CHE I SOLDI SIANO CONCENTRATI NELLE MANI DI POCHI NON E' LA BASE,LA CAUSA DEL PROBLEMA,MA LA CONSEGUENZA,E' LA CONSEGUENZA DEL CAPITALISMO DEREGOLAMENTATO NELLA NAZIONE E FUORI DELLA NAZIONE.La globalizzazione infatti crea sperequazione.Poi veniamo al dunque:i dazi.Parola orribile eppure necessaria.Allora i dazi possono creare sul momento in una situazione a breve termine un rialzo dei prezzi?Vero,certo,io ascolto quello che mi dice l'interlocutore e dò atto di ciò che dice di vero,il problema però è che bisogna guardare la situazione a lungo termine.
      A lungo termine si ricreeranno tutti quei posti di lavoro che sono stati spostati nel terzo mondo,e l'economia dopo un iniziale momentodificile ritroverà la sua salute.
      Ma qual'è l'alternativa se non si mettono dazi?Bhe essere pagati 80 euro al mese,ALTRIMENTI ''NON SEI COMPETITIVO''.Per altro io mi sono permesso di spiegare che la ragione per la quale i prodotti CINESI COSTANO MENO STA ANCHE NELLA SVALUTAZIONE ARTIFICIALE DELLA LORO MONETA.Insomma io cerco di dare soluzioni CONCRETE ai problemi della crisi attuale,evitando LE SOLITE TIRATE FUMOSE CHE COLPISCONO TUTTI E NESSUNO.E che sono un ottima difesa dello status quo,siccome si rifiuta di dare soluzioni al problema,ci si nasconde dietro al benaltrismo.
      Quanto ai dazi,se fossero stati approvati dieci anni fa,non ci sarebber state conseguenze sui prezzi,ora ci sarebbero,ma ripeto temporane e funzionali ad una ripresa del sistema,tra dieci anni i costi sociali saranno molto più alti e più si aspetta peggio è perchè il konw-how industriale nel frattempo fugge altrove.
      e QUAL'è L'ALTERNATIVA ALLA MANCANZA DI DAZI?LA CHIUSURA ULTERIORE DI ALTRE AZIENDE CHE DELOCALIZZANO,LA SCOMPARSA DI MILIONI DI POSTI DI POSTI DI LAVORO,LA FLUTTUAZIONE COSTANTE DEI PREZZI DELLE MERCI ESSENZIALI(IL GRANO PER ESEMPIO),LA DESERTIFICAZIONE ECONOMICA.
      Tu con il solito pietsmo da quatro soldi tipico della sinistra stai difendendo gli interessi delle elite a scapito delle masse,stai dando l'approvazione a un SISTEMA CHE FA VIAGGIARE IL 50% DELL'ACQUA MINERALE PRODOTTA IN INGHILTERRA IN NUOVA ZELANDA,E IL 50% DELL'ACQUA MINERALE PRODOTTA IN NUOVA ZELANDA IN INGHILTERRA...ROBA DA MATTI...C'E' DA DOMANDARSI SE SEI SANA DI MENTE...COME FAI A LIMITARE QUESTA FOLLIA CHE OLTRETUTTO HA DEGLI ALTISSIMI COSTI ECOLOGICI,OLTRE CHE ECONOMICI SENZA I DAZI?
      Io ritengo che la politica doganale vada fatta,ma vada fatta in modo ponderato settore per settore in modo graduale,in modo che la comunità europea diventi autonoma dal punto di vista del settore primario e secondario,il petrolio,lo può comprare da Putin...
      Se non si ritorna all'autoproduzione il sistema mondo fa breakdown,il resto è fumo.
      Siete l'altra faccia del capitalismo che dite di combattere,pienamente solidali alle elites.Se l'elites devono temere voi,bhe possono stare davvero tranquille.

    1. lino-rossi 27 settembre 2008

      gli americani fanno alcuni "dazi" attraverso l'introduzione di normative severissime che pretendono rispettate per l'import ma che loro regolarmente non rispettano nè per il mercato interno nè per l'export.



      abbiamo i "grandi" imprenditori che sono ciò che dici tu.

      abbiamo però anche la PMI che è un'altra cosa. non mi sembra corretto strangolarla facendo finta:

      - che i prodotti globalizzati sono di qualità anche se non lo sono,

      - che il loro costo è basso grazie a politiche monetarie che da noi sono proibite per legge,

      - che l'ambiente gode nel far viaggiare per il mondo merci di ogni tipo (non mi risulta che navi ed aerei siano non inquinanti).

      chiamiamoli dazi, chiamiamoli normative, chiamiamoli vincoli ambientali, chiamiamoli come ci pare, ma facciamo in modo che la nostra PMI sopravviva.

    1. Lestaat 26 settembre 2008

      WONGA
      No, vedi che non capisci.
      Stai andando avanti a testa bassa senza riflettere, dammi retta.
      So benissimo che le elite mondiali ci ripetono che le merci cinesi ci servono per il loro prezzo, ma io non sto invitando nessuno a farlo, sto dicendo a TE che i dazi sono un idiozia, e lo confermo.
      I dazi sarebbero cosa buona e giusta se:
      -le nostre aziende producessero QUI
      -avessimo un flusso costante di denaro nelle mani della popolazione
      -avessimo la CAPACITA' di produrre roba di qualità e a buon mercato
      -si potessero obbligare i nostri vili, meschini e biechi imprenditorucoli da strapazzo ad investire QUI in innovazione
      Mettere i dazi tout court in questo paese avrebbe gli effetti che ormai conosciamo bene tutti:
      -non UN SOLO posto di lavoro
      -non UN SOLO euro in più nelle mani dei consumatori
      -non UNA SOLA azienda in più a rendersi competitiva
      E' l'Italia.....sappiamo come fanno quelli che in tutto il mondo chiamano imprenditori e che qui invece possiamo tranquillamente continuare a chiamare "i padroni".
      Perchè sono esattamente come quelli, i padroni....quelli che fino agli anni sessanta e settanta sfruttavano senza vergogna il lavoro dei poveracci senza MAI minimamente pensare al futuro dell'azienda e della società italiana.
      Sei te che non parti dalla base, e la base qui è l'Italia che da talmente tanto tempo lascia nelle mani delle stesse 10-15 famiglie quasi la metà della ricchezza del paese, famiglie che se ne fottono beatamente del paese e della popolazione e intascano da tutte le parti quando ci son soldi, e battono cassa dallo stato quando non ci sono.....il famoso socializzare le perdite e privatizzare i guadagni.....
      Se vuoi fare un discorso generale su come risolvere i problemi del mondo sei benvenuto, ma quelle che tu chiami basi, forse sei te che devi ripassarle un pochino.
      E' comodo ora dare la colpa alla globalizzazione, certo, ma questa non è altro che un qualcosa che va a peggiorare una situazione strutturale e incancrenita.
      Quando il potere passa di mano senza mai subire l'intervento della popolazione, quando le persone sono sempre le stesse e le nuove generazioni di governanti (nonparlo solo della politica, ma di tutto....il governare in genere, dall'azienda al paese) sono state scelte da quelle precedenti, e quelle precedenti da quelle prima...non c'è nulla, ma proprio nulla di cui incolpare la finanza internazionale.
      E non abbiamo più nessun potere reale nella nostra politichetta da quattro soldi.
      Quel che fa il governo, quel che dice o fa confindustria, non conta nulla....sono parole al vento, sono distrazioni per la plebaglia che riempiono le pagine dei giornali per farci credere che in qualche modo possiamo ancora intervenire, possiamo cambiare, migliorare le cose, quando NON E' COSI'.
      Per cambiare bisogna CAMBIARE davvero.....una politica diversa, e non nelle parole ma nelle persone, nelle idee, un modo di fare economia nuovo e diverso, una concezione diversa delle priorità della vita, del lavoro, della società.
      I dazi....ma per favore......sii serio....e prova ad immaginare, con onestà, agli effetti REALI che avrebbero nel nostro paese.
      Si sincero con te stesso.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      Fai bene a essere pessimista,anch'io lo sono,e molto,però per darti un pò di ottimismo voglio ricordarti che il principale nemico del potere sionista non è l'Islam,e nemmeno Putin,ma il potere sionista stesso.
      La loro avidità gli è fatale,considera che negli ultimi 8 anni hanno perso molto terreno a atal punto che in America,dopo le guerre folli volute dai Neocon,ci siè permessi di infrangere il tabù della lobby ebraica,ed è uscito il famoso libro di walt e Mearsheimer,un inedito che segnala più che mai l'insofferenza dell'establishment Wasp verso la nota lobby.
      Se poi guardiamo come si sono ridotte Lehman e Goldman Sachs,nonchè Merryl Lynch,mi viene da dire che si stanno autodistruggendo.Ciò non depone a favore della loro intelligenza.Se solo lo volessimo potremmo liberarcene scrollandoci le spalle.Ma siamo troppo immersi nella nostra forma mentis di schiavi per capirlo.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      Qualcuno di questi geni che si fanno chiamare no-global mi spiega come si fa a fermare la globalizzazione senza barriere doganali?
      Mi spiegano come intendono fermare la globalizzazione...con uno striscione,facendo una manifestazione?Tirando sassi a poliziotti che prendono 1200 euro al mese?Qualcuno me lo spiega?
      Mi spiegate poi in cosa consiste il liberismo che ha disastrato il mondo...non consiste per l'appunto nella circolazione di merci e denaro senza vincoli?
      In che cosa consiste il liberismo nel vostro cervello?
      E in che cosa consiste la globalizzazione nel vostro cervello?
      Ho come l'impressione che se non partiamo dalla base,rischiamo di non capirci fra di noi e SOPRATTUTTO DI NON CAPIRE UN CAZZO.
      Si comincia dalle cose semplici per arrivare alle cose complicate,è inutile parlare del Bildelberg,del nwo,se non abbiamo capito in termini elementari in cosa consiste la globalizzazione.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      Questo è un post di risposta a Leestat,lo posto qua perchè può essere utile nel prosieguo della discussione,per andare a vedere quali sono le cause della crisi.L'unica salvezza per i poveri cristi vittime del neoliberismo sta nel comprare merci cinesi?Mi fa piacere che la pensi esattamente come le elite mondiali,che di fatto continuano tramite Giavazzzi e co a ripeterci questo mantra.Non lo so è come pretendere di curare un ubriaco dandogli della grappa,perchè ''povero cristo'' sta male... Ti sei domandata che il neoliberismo da cui dovremo essere salvati CONSISTE PER L'APPUNTO NEL TRASFERIMENTO DI MERCI MATERIALI E IMMATERIALI SENZA NESSUNA LIMITAZIONE? MERCI DALLA CINA E CARRY TRADE DAL GIAPPONE?MHHH....TI SEI ACCORTA CHE LA SINISTRA DICE DI ESSERE CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE,MA POI PER L'APPUNTO E' FAVOREVOLE A QUESTO GENERE DI TRAFFICI CHE DI FATTO SONO LA GLOBALIZZAZIONE?Sai che il più antiglobal di tutti è Tremonti che è l'unico che ha timidamente tentato di parlare di dazi è stato tacciato da D'Alema di essere Colbertiano? No proprio non ci siamo...stiamo confondendo la cura con la malattia.Allora cominciamo dall'inizio...Com'è che è scoppiata la crisi?Un certo Uriel giustamente ha fatto osservare che i mutui subprime sono la ovvia conseguenza di una società dove il lavoro diventa precario...bene...torniamo ancora più indietro...perchè il lavoro diventa precario?Forse perchè per fare profitti,le aziende DELOCALIZZANO le loro industrie in paesi del terzo mondo dove gli stipendi sono minori. Succede così che in occidente c'è sempre meno lavoro e sempre meno qualificato,in America e in Europa gli unici lavori che tirano sono quelli che per l'appunto non possono essere delocalizzati,per esempio quelli legati all'edilizia(non ti viene in mente una certa bolla immobiliare?). Non mi venire a dire che il problema sta nella legislazione perchè ciò è vero fino a un certo punto,dal momento che il precariato esiste in conseguenza di una dinamica del mondo del lavoro molta domanda(molta gente che chiede lavoro),poca offerta(pochi posti di lavoro). Il problema sta nel fatto che proprio perchè il numero di posti di lavoro in occidente,e il numero dunque DI STIPENDI VERI in occidenti è andato gradatamente diminuendo,ma per far funzionare il sistema le elite dovevano far sì che i consumi rimanessero costanti. E così si è inventata la macchina del debito:sei precario?Vuoi una macchina?La pagherai a rate per i prossimi vent'anni. Insomma il meccanismo del debito è stato il meccanismo con la quale l'elite ha tenuto in piedi la macchina dei consumi nell'epoca della delocalizzazione dei posti di lavoro veri. Perchè quelli finti sono proliferati...consulenti di borsa broker,assicuratori,terziario insomma,in America da General Motors campione nazionale,si è passati a Wall Mart campione nazionale. Wall Mart ha fatto la sua fortuna coi prodotti cinesi comprati dai poveri cristi...ma quali posti di lavoro creava Wall Mart?Precari,e mal pagati.E' così siamo ritornati a punto da capo,la General Motors(settore industriale)finchè aveva stabilimenti in America creava posti di lavoro ben pagati e stabili,poi si è trasferita in Messico e Flint è andata in miseria...e cos' centinaia di migliaia di posti di lavoro sono andati in fumo e la gente è stata costretta a lavorare per Wall Mart. Io ripeto sempre fino alla noia,non di solo terziario vive l'uomo... L'utopia delle nostre elite (e tu li stai seguendo senza rendertene conto) è di creare un occidente CHE VIVESSE ESCLUSIVAMENTE DI TERZIARIO,CHIAMATO FASE POST-INDUSTRIALE,CON LE INDUSTRIE DELOCALIZZATE IN CINA,LEGGI I NUMEROSI ARTICOLI DELLA REPUBBLICA(GIORNALE DI DE BENEDETTI) PER CAPIRE COME COSTORO SPINGESSERO IN QUESTA DIREZIONE E CERCASSERO DI MANIPOLARE L'OPINIONE PUBBLICA IN QUESTA DIREZIONE...E CI SONO RIUSCITI. Però ora si vedono i risultati...un economia basata sul settore terziario,nel caso specifico bancario senza alcuna produzione industriale autoctona semplicemente scoppia. E' un economia può mantenere degli standard di vita decenti soltanto indebitandosi,ma alla lunga crepa. Per questo ritengo che sia necessario tornare ad una produzione industriale autoctona e proteggerci dal mostruoso dumping cinese,che poi si basa ripeto,sulla svalutazione artificiale della loro moneta. Quanto al colonialismo fai molta confusione,confondi il prendere materie prime dal resto del mondo(forse che l'Europa ha materie prime?),con la produzione industriale,nel momento infatti di massimo apice del colonialismo,pressochè il 100% delle merci mondiali venivano prodotte in Europa,i domini coloniali servivano infatti da ''mercato''.No proprio non ci siamo.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      L'unica salvezza per i poveri cristi vittime del neoliberismo sta nel comprare merci cinesi?Mi fa piacere che la pensi esattamente come le elite mondiali,che di fatto continuano tramite Giavazzzi e co a ripeterci questo mantra.Non lo so è come pretendere di curare un ubriaco dandogli della grappa,perchè ''povero cristo'' sta male...
      Ti sei domandata che il neoliberismo da cui dovremo essere salvati CONSISTE PER L'APPUNTO NEL TRASFERIMENTO DI MERCI MATERIALI E IMMATERIALI SENZA NESSUNA LIMITAZIONE?
      MERCI DALLA CINA E CARRY TRADE DAL GIAPPONE?MHHH....TI SEI ACCORTA CHE LA SINISTRA DICE DI ESSERE CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE,MA POI PER L'APPUNTO E' FAVOREVOLE A QUESTO GENERE DI TRAFFICI CHE DI FATTO SONO LA GLOBALIZZAZIONE?Sai che il più antiglobal di tutti è Tremonti che è l'unico che ha timidamente tentato di parlare di dazi è stato tacciato da D'Alema di essere Colbertiano?
      No proprio non ci siamo...stiamo confondendo la cura con la malattia.Allora cominciamo dall'inizio...Com'è che è scoppiata la crisi?Un certo Uriel giustamente ha fatto osservare che i mutui subprime sono la ovvia conseguenza di una società dove il lavoro diventa precario...bene...torniamo ancora più indietro...perchè il lavoro diventa precario?Forse perchè per fare profitti,le aziende DELOCALIZZANO le loro industrie in paesi del terzo mondo dove gli stipendi sono minori.
      Succede così che in occidente c'è sempre meno lavoro e sempre meno qualificato,in America e in Europa gli unici lavori che tirano sono quelli che per l'appunto non possono essere delocalizzati,per esempio quelli legati all'edilizia(non ti viene in mente una certa bolla immobiliare?).
      Non mi venire a dire che il problema sta nella legislazione perchè ciò è vero fino a un certo punto,dal momento che il precariato esiste in conseguenza di una dinamica del mondo del lavoro molta domanda(molta gente che chiede lavoro),poca offerta(pochi posti di lavoro).
      Il problema sta nel fatto che proprio perchè il numero di posti di lavoro in occidente,e il numero dunque DI STIPENDI VERI in occidenti è andato gradatamente diminuendo,ma per far funzionare il sistema le elite dovevano far sì che i consumi rimanessero costanti.
      E così si è inventata la macchina del debito:sei precario?Vuoi una macchina?La pagherai a rate per i prossimi vent'anni.
      Insomma il meccanismo del debito è stato il meccanismo con la quale l'elite ha tenuto in piedi la macchina dei consumi nell'epoca della delocalizzazione dei posti di lavoro veri.
      Perchè quelli finti sono proliferati...consulenti di borsa broker,assicuratori,terziario insomma,in America da General Motors campione nazionale,si è passati a Wall Mart campione nazionale.
      Wall Mart ha fatto la sua fortuna coi prodotti cinesi comprati dai poveri cristi...ma quali posti di lavoro creava Wall Mart?Precari,e mal pagati.E' così siamo ritornati a punto da capo,la General Motors(settore industriale)finchè aveva stabilimenti in America creava posti di lavoro ben pagati e stabili,poi si è trasferita in Messico e Flint è andata in miseria...e cos' centinaia di migliaia di posti di lavoro sono andati in fumo e la gente è stata costretta a lavorare per Wall Mart.
      Io ripeto sempre fino alla noia,non di solo terziario vive l'uomo...
      L'utopia delle nostre elite (e tu li stai seguendo senza rendertene conto) è di creare un occidente CHE VIVESSE ESCLUSIVAMENTE DI TERZIARIO,CHIAMATO FASE POST-INDUSTRIALE,CON LE INDUSTRIE DELOCALIZZATE IN CINA,LEGGI I NUMEROSI ARTICOLI DELLA REPUBBLICA(GIORNALE DI DE BENEDETTI) PER CAPIRE COME COSTORO SPINGESSERO IN QUESTA DIREZIONE E CERCASSERO DI MANIPOLARE L'OPINIONE PUBBLICA IN QUESTA DIREZIONE...E CI SONO RIUSCITI.
      Però ora si vedono i risultati...un economia basata sul settore terziario,nel caso specifico bancario senza alcuna produzione industriale autoctona semplicemente scoppia.
      E' un economia può mantenere degli standard di vita decenti soltanto indebitandosi,ma alla lunga crepa.
      Per questo ritengo che sia necessario tornare ad una produzione industriale autoctona e proteggerci dal mostruoso dumping cinese,che poi si basa ripeto,sulla svalutazione artificiale della loro moneta.
      Quanto al colonialismo fai molta confusione,confondi il prendere materie prime dal resto del mondo(forse che l'Europa ha materie prime?),con la produzione industriale,nel momento infatti di massimo apice del colonialismo,pressochè il 100% delle merci mondiali venivano prodotte in Europa,i domini coloniali servivano infatti da ''mercato''.No proprio non ci siamo.

    1. reza 26 settembre 2008

      "ribadisco la necessità a liberarci da soli,senza l'ausilio di forze esterne."

      Non sono mai stato pessimista in vita, ma oggi come oggi, non vedo alcuna possibilità per l'europa e per l'Italia di poetsri tirare fuori dall fossa in cui è stata messa dal sionismo.
      Non è che ci tengo a dire delle banalità e non credo ai protocolli di sion, mi limito a guardare bene la realtà odierna e noto solo collaborazionismo filo sionista e sottomissione per ricatto al sionismo, in quasi 99% della classe politica europea, nonché nella intellighenzia occidentale.
      Purtroppo quello che avrebbe potuto intervenire a favore di un cambiamento, la società civile, in occidente è ormai diventato un cadavere e altrove non è ancora all'altezza di poter sostituire ciò che rappresentava questa realtà in occidente fino a pochi anni fa , prima di Bush e gente come berlusca.
      E se gurado ai giovani, mi si restringe il cuore perché per loro vedo solo i denti aguzzi del lupo che li ha preparato la dosse di cocaina a 10 euro e sesso come elemento fisso della mente e il denaro come la motivazione principale della vita.
      Comuque, resto non pessimista e come credente, mi (e ci) affido a Dio, solo che Dio che io conosco dice che "non avrai niente se non ti muovi te, Io posso solo aiutarti se ti muovi da solo."
      Accidenti! vuoi vedere che siamo tornati alle azioni dei pensatori individuali di qualche secolo fa !?!
      Ciò vorrebe dire che in cosi poco tempo abbiamo fato un salto cosi grande all'indietro ?
      La mia riposta a questo domande e si, quando penso a quanto stiamo perdendo sul piano del diritto e del ruolo della società civile nelle decisioni che riguardano il futuro dei nostri figli.
      Dico "noi" e "nostri", ma non so più di quale posto del mondo sono il cittadino.

    1. Lestaat 26 settembre 2008

      I dazi???
      LOL
      La sola salvezza per i poveri cristi strangolati dal sistema neoliberista sono le merci a buon mercato cinesi.
      Ma dove vivi?
      Se si mettono i dazi sale l'inflazione e la nostra produzione, che è per il 70% fatta in paesi extraeuropei, aumenterebbe, è vero, ma con estrema gioia dei lavoratori NON europei.
      I motivi per cui non produciamo sono corretti, ma non hanno nulla a che vedere con la discussione che è invece incentrata sul dato di fatto che NON PRODUCIAMO PIU'.
      L'europa, caro WONGA, non ha una "tradizione del capitalismo europeo continentale non speculativa", al contrario, siamo sempre stati pesantemente speculativi grazie al colonialismo.
      E' appunto quel che facciamo ancora oggi esportando i nostri comparti produttivi che restano nel nostro PIL, contribuiscono al buon rendimento degli indici produttivi, ma purtroppo non hanno riflesso nel mondo reale fatto di precari per lo più in aziende di servizi e non di produzione.
      Le nostre così tanto declamate piccole medie imprese poi sono tutt'altro che "imprese a conduzione familiare" che non possono permettersi di "fare ricerca" ma sono impresucole con a capo un imbecille che di norma pensa esclusivamente ad intascare quanto più possibile nei periodi di vacche grasse senza spendere un euro in ricerca e ammodernamento.
      A queste "povere" imprese infatti, nessuno chiede di spendere in ricerca ADESSO che le cose van male, ma si sarebbe dovuto PRETENDERE che spendessero mentre andavano bene, quando intascavano miliardi e invece ora chiudono, perchè vecchie e improduttive, e spesso ci costano anche parecchi soldi in salvataggi e/o cassa integrazione e/o mobilità rendendo il consumo sempre più misero.
      Tu pensi che i dati macroeconomici descrivano l'economia reale del paese quando non è così. La benetton, ad esempio, è produttivissima, peccato che lo faccia all'estero senza portare reali benefici alla società italiana se on nelle tasche di benetton e dell'erario.
      Metti i dazi e non compriamo più nemmeno quel poco che ancora possiamo permetterci.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      Sono d'accordo,ma quando io dicevo che è inutile tifare per Ahmadinejad(diamine come si scrive?)non intendevo criticarlo,intendevo dire che o ci liberiamo dai nostri sfruttatori che come tu dici giustamente stanno a Wall Street(ma in futuro potrebbero trasferirsi,a loro non gliene frega niente della nazione America,importa solo del profitto,la loro patria è quella che gli garantisce i soldi),non intendo attaccare l'Islam,intendo dire che se aspettiamo che sia l'Islam a liberarci dall'America ci attacchiamo al tram,dobbiamo fare qualcosa noi.Ahmadinejad fa gli interessi della sua nazione,noi non dovremmo limitarci a stilare un ''asse del bene'' come fa Fulvio Grimaldi,e fare il tifo per quello(a parte che trovo tutto ciò assurdo),ma dobbiamo cercare di sradicare la nostra schiavitù angloamericana senza confidare in forze esterne salvifiche.
      Guarda bisogna studiare la storia per capire questo sentimento degli Italiani che vedono di volta in volta la liberazione in una potenza esterna a quella che li opprime,ma come ci ricorda Manzoni nell'Adelchi,dove gli Italiani vessati dai Longobardi sperano nell'intervento dei Franchi che li ''liberino'',faccio presente che noi siamo stati ''liberati'' già un pò troppe volte: All'opere imbelli dell'arse officine,
      Ai solchi bagnati di servo sudor.
      Il forte si mesce col vinto nemico,
      Col novo signore rimane l'antico;
      L'un popolo e l'altro sul collo vi sta.
      Dividono i servi, dividon gli armenti;
      Si posano insieme sui campi cruenti
      D'un volgo disperso che nome non ha.''Per questo,fermo rstando che io apprezzo l'Islam e lo sostengo laddove viene attaccato dagli Stati Uniti o da Israele ribadisco la necessità a liberarci da soli,senza l'ausilio di forze esterne.Tutto qui.Io non sono per nulla ostile all'Islam,l'ho già detto e lo ripeto.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      La Germania ha esportazioni fortissime,anche verso la Cina dal momento che ha un segmento tecnologico medio-alto e tende soprattutto ad esportare verso paradossalmente quei paesi che proprio perchè in crescita (come la Cina) abbisognano di macchinari.
      Noi che invece abbiamo un segmento produttivo a tecnologia medio-bassa siamo stati sostanzialmente sostituiti dalla Cina,difatti la Germania ha sostituito le importazioni dall'Italia a quelle cinesi.
      E' per questo non per altro che abbiamo cessato di produrre,ma la nostra tradizione,la tradizione del capitalismo europeo continentale non è speculativa.
      Se noi abbiamo cessato di produrre è per i motivi sopraddetti.
      Senza dazi siamo condannati all'estinzione economica,dal momento che il grosso delle imprese in Italia è a conduzione familiare,e non può permettersi di ''fare ricerca'' come strombazza qualcuno.
      Diverso è il caso dell'Inghilterra che basava quasi un decimo del suo pil sulle attività speculatorie della city di londra,ma quello è capitalismo anglosassone.

    1. Lestaat 26 settembre 2008

      " LE ECONOMIE EUROPEE BASATE SULLA PRODUZIONE E NON SULLA SPECULAZIONE"

      Ma che film hai visto WONGA?
      Noi, qui in Europa, sebbene meno che gli USA, siamo soltanto "ricchi" di denaro. Non abbiamo quasi nulla. E produciamo pochissimo. Banche o non banche è la nostra società intera che non funziona.

    1. reza 26 settembre 2008

      La genesi dello stato-nazione è la storia del contratto sociale attraverso il quale gli occidentali crearono le nazioni e ne preservarono all'interno l'ordine sociale.
      I presupposti di tale contratto dipendevano dalla volontà dei cittadini di cedere alcuni diritti al governo in cambio della garanzia di pace e stabilità quindi, la legittimità dei politici nasceva dalla volontà del popolo di ratificare il contratto sociale.
      Oggi il contratto sociale è saltato, l'economia canaglia si è alleato con la politica canaglia e la società sta tornando velocemente alle radici del contratto sociale cioé, al caos dello stato di natura, poiché gran parte delle cose che avvengono nell'ambito caotico dell'economia sono illegali.
      All'interno di questa situazione non cé legge e i gangster della globalizzazione agiscono liberamente e solo perseguendo la logica del loro esclusivo vantaggio personale.
      Ciò che sta succedendo in America e l'essenza dell'occidente che calpesta il contratto sociale e quindi, presto raggiungerà anche l'europa, poiché il potere dell'economia canaglia si esprime su scala globale.
      E' semplice, il capitalismo fu costruito sullo sfruttamento, ma gli individui più illuminati e corraggiosi lottatori per i diritti civili, hanno potuto costruire la società civile nell'occidente e da questo è scaturito il contratto sociale, ma oggi l'economia canaglig e la politica canaglia intendono cancellare tutte quelle conquiste e , purtroppo, l'occidente di oggi, l'occidente senza fiato e vittima dell'autoinganno, incarna molte caratteristiche canaglia: schiavitù, razzismo, disparità del redito, pirtareia,prostituzione, inquinamento, criminalità e frode, perché sta rinunciando a quanto di VALORE VERO aveva conquistato attraverso le lotte sociali negli ultimi due secoli.
      Quelle "forze oculte!" che alimentano gli sconvolgimenti economici odierni , non vanno cercate nelle grotte di Bora Bora ma a Wall street e a Londra, A Roma e a Parigi, e sono gli stessi che stanno mettendo in strada milioni di cittadini dei paesi occidentali solo per avere più profitto e quindi, la società civile e i diritti sociale e civili li sono da ostacolo.
      Lo stato-nazione si sta sgretolando senza che i cittadini se ne rendano conto e gran parte di questi cittadini guarda al musulmano che con il "terrosimo" e con la sua cultura intende togliere all'occidentale il suo benessere e la sua libertà!
      In realtà, nella transizione da stato-nazione verso stato-mercato che è in corso dall'1997 in occidente, i primi a programmare un futuro diverso erano proprio gli americani , il loro progetto di "a new american centaury" rappresenta il manifesto della politica canaglia che si era già alleato con l'economia canaglia, l'11 settembre è avvenuto perché serviva sostituire l'ideologia quale fonte di legittimità politica (e dei politici) con i miti e le illusioni.
      In un batter d'occhio, in un attentato con scenografia hollywoodiana, in una mattinata dell'anno 2001, precisamente il giorno 11 del mese di settembre, uomini, donne e bambini sfruttati del cosiddetto terzomondo e i ceti medi del mondo occidentale, sono diventati tutti le vittime della nefasta alleanza tra la politica canaglia e l'economia canaglia e tutto ciò che avviene oggi è la cosenguenza di quella scenografia e le guerre voluto dalla alleanza di cui vi sto parlando.
      Oggi i cittadini occidentali, abbandonati e ignorati dallo stato mercato che spende i loro beni per salvare i gangster dell'economia canaglia, vivono nella paura perché percepiscono che lo stato non è più in grado di proteggerli ed è qui che interviene la politica canaglia per spingere le masse ignoranti al tribalismo moderno, alla ricerca di "identità", mentre in poche parole, il cittadino sta perdendo ogni diritto e ogni possibilità e risorsa economica, solo ed unicamente per colpa dell'alleanza canaglia che mira ad una sola cosa: avete presente le fabbriche dickensiane ?
      Non cé bisogno di attraversare l'Atalantico per constatare la realtà dei fatti odierni, basta guardare quello che succede intorno a noi oggi ed in Italia!
      Se l'analisi della storia ha un senso, i popoli occidentali hanno di fronte una lunga marcia attraverso il deserto che li sta preparando l'economia canaglia e la politica canaglia, ma per ora credo che quasi tutti questi popoli stanno guardando lo spauracchio, L'Islam, delegando con le proprie mani alla alleanza canaglia ogni decisione, ed è cosi che politicanti canaglia si litigano in pubblico la "salvezza" di qualcosa che in realtà loro stessi hanno trascinato nel baratro: vedi l'Alitalia.

    1. glomer 26 settembre 2008

      Giustissimo!!! noi, siamo solo numeri e schiavi di queste elites bancaria e non!!!

      La soluzione a tutto ciò la vedo mooolto difficile!
      Un saluto.

    1. WONGA 26 settembre 2008

      Sì in effetti il potere non ha patria...come i tuareg dicono:la mia patria è dove piove,l'elite dice:iLA MIA PATRIA è dove ci sono i soldi,se Wall Street crolla possono sempre trasferirsi ad Hong Kong,per loro non è un problema.
      Comunque non condivido il solito approccio terzomondista da quattro soldi con il quale la sinistra affronta la geopolitica mondiale:''Se così è, probabilmente una maggioranza di persone nel mondo starà pensando: “Ben gli sta! “. Negli ultimi 500 anni, l’occidente ha marciato attraverso il globo, armato fino ai denti con armi da fuoco, navi da guerra, bombardieri e – più recentemente – uranio impoverito, facendo rispettare il peso dell’uomo bianco tramite la riduzione in schiavitù di nazioni e popoli e appropriandosi di qualunque cosa di valore – dagli oggetti d’arte all’oro, al petrolio – che potesse essere portata via''

      Io voglio informare costui che io finora non ho marciato da nessuna parte,schiavizzato nessuno,e ho osteggiato vivacemente le due guerre di bush,che sono un giovane che non vede nessun futuro di fronte a sè,e che non pensa affatto ben gli stà,perchè qui a perderci sarà la middle class europea ed americana,che non ha saccheggiato proprio nessuno,ma che è stata saccheggiata dai pescecani di wall street e della city di londra.
      Si potrebbe dire ''ben gli sta'' se le conseguenze della forsennata speculazione ricadessero sugli speculatori e banchieri...
      ma costoro dopo aver dissanguato la loro economia nazionale se ne vanno con liquidazione di dieci venti e più milioni di dollari.
      In più,le perdite,verranno socializzate e verranno pagate dalla middle class sotto forma di tasse con cui pagare il mostruoso debito pubblico americano,ciò porterà ad un ulteriore diminuzione delle nostre esportazioni negli usa.
      IL CHE TRADOTTO SIGNIFICA CHE QUESTA CRISI LA PAGHIAMO INNANZI TUTTO NOI,NOI CITTADINI ITALIANI LEGATI AL CARRO DEGLI USA.
      BASTA COL TERZOMONDISMO FONDAMENTALMENTE I PRIMI A ESSERE DANNEGGIATI DA QUESTA PORCATA SONO LE ECONOMIE EUROPEE BASATE SULLA PRODUZIONE E NON SULLA SPECULAZIONE.
      DA UNA PARTE LA CINA CHE TAROCCA I TASSI DI CAMBIO E TIENE LO YUAN ARTIFICIALMENTE BASSO INONDACI DI PACCOTTAGLIA CHE SOFFOCA LE NOSTRE INDUSTRIE,DALL'ALTRA IL DEBITO AMERICANO CHE VIENE FINANZIATO COI SOLDI CHE NOI DIAMO AI CINESI COMPRANDO QUELLA PACCOTTAGLIA,COSì IL DEBITO CRESCE IL DOLLARO SI SVALUTA E NOI SIAMO COSTRETTI A SORBIRCI PURE LE ESPORTAZIONI AMERICANE.
      Do you understand?
      Qui la si mena con un ''presunto occidente'' che sarebbe la colpa di tutti i mali nel mondo,e non si distingue che ad arricchirsi a spese del mondo non è stato l'occidente,ma un esigua minoranza,neanche l'1% dell'occidente.
      Peraltro si sono creati anche negli ultimi tempi numerosi trust e multinazionali cinesi e indiane,ed è aumentato il numero di ricchi in Cina,India e Brasile...in compenso non si può dire che le condizioni globali delle popolazioni del terzo mondo siano migliorate anzi...
      Perchè la globalizzazione è un processo che porta in tutti i paesi in cui arriva uno schema sociale in cui ci sono una minoranza di super ricchi e una maggioranza di poveri,DISTRUGGENDO LA MIDDLE CLASS.
      In questo senso le principali vittime di questa porcata SIAMO NOI,che prima avevamo un tessuto sociale omogeneo e ora non ce l'abbiamo più.E' fondamentalmente sbagliata la dicotomia occidente versus paesi non occidentali,bisognerebbe piuttosto ragionare in termini di elites del mondo(anche del terzo mondo) versus popoli del mondo.
      Comunque la nostra subordinazione a Washington ci sta costando cara...si interroghino coloro che festeggiano la ''festa della liberazione'',chi ci libererà dai nostri liberatori?
      Se non lo facciamo noi,tifare per l'Iran di Ahmadineijad(come diamine si dice?) non servirà a nulla.
      Il fatto che l'occidente crolli non significa che noi avremo maggiore autonomia.

    1. glomer 26 settembre 2008

      Vabbè la mia era solo un'ipotesi...remota...ma solo un'ipotesi...:-))

Visualizzati 20 di 47 commenti approvati.