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Il Bitcoin, denaro per un mondo limitato

DI ALEXIS TOULET

noeud-gordien.fr

Quale potrà essere il futuro del Bitcoin, denaro crittografato privo di un centro di controllo, il cui valore è cresciuto in un anno di un fattore 10, da circa 700 € a 7000 €? La banca BNP Paribas ha redatto un rapporto che conclude che l’avvenire del Bitcoin sarà limitato, sia a causa della mancanza di un prestatore di ultima istanza, sia per la sua natura deflazionista: in quanto moneta sarà condannata al fallimento.

Contrariamente ad altre prese di posizione del mondo finanziario contro il Bitcoin, questa si basa su degli argomenti strutturati. Sono convincenti ? Quale avvenire per la regina delle monete crittografate ?

Il Bitcoin in poche parole.
Il sistema Bitcoin è contemporaneamente una moneta e un sistema di pagamento – ovvero lo stesso strumento, un software di “portafoglio” permette contemporaneamente di possedere dei Bitcoins e di effettuare dei pagamenti in questa unità di conto a chiunque possegga un analogo software, dovunque si trovi nel mondo, con la sola intermediazione della rete internet.

In comune con le monete classiche ha la caratteristica di essere essenzialmente elettronico: solo una piccolissima parte degli euro o dei dollari esiste sotto forma cartacea di biglietto di banca, la parte essenziale è costituita da cifre binarie dentro ai computer, ed è anche il caso del Bitcoin che non esiste che come sequenza di cifre binarie. Il Bitcoin fa intervenire degli algoritmi crittografici, ragione per cui la si chiama moneta crittografica o cripto-moneta. È ancora suddivisibile, proprio come le monete ordinarie, e si può trasformare in milly-Bitcoins (mBTC) e fino al centomilionesimo di Bitcoin, il “Satoshi “.

La sua originalità è che non fa intervenire nessun terzo garante e non è emessa da nessuna istituzione che possa servire come prestatore di ultima istanza :

⦁ Che cos’è un “terzo garante” ? È un’istituzione o un’impresa che serve da intermediaria durante una transazione. È in questo modo che qualunque pagamento tradizionale in moneta fa intervenire almeno una banca e alle volte due, che gestiscono il conto di colui che paga e il conto di chi riceve il pagamento. Al contrario, il sistema Bitcoin non suppone alcun intermediario – permette di evitare qualunque banca per realizzare un pagamento, come anche per conservare i propri averi sotto forma di Bitcoin.

⦁ Che cos’è un “prestatore di ultima istanza”? È quello che emette il denaro, la banca centrale che la crea a piacere. Al contrario, la rete Bitcoin crea automaticamente e seguendo un ritmo definito in anticipo, dei nuovi Bitcoins, senza che alcun individuo nel gruppo possa cambiare nulla al proposito, neanche il suo creatore. Il numero massimo di Bitcoins aumenta lentamente a partire dai 16,5 milioni del novembre 2017 e non andrà mai oltre 21 milioni.
Bitcoin è stato creato nel gennaio 2009 da parte di una persona o di un gruppo di persone dietro lo pseudonimo di “Satoshi Nakamoto” e la data – che cade poco dopo la grande crisi finanziaria – permette di indovinare facilmente i motivi del Creatore o dei Creatori e dei promotori iniziali:

⦁ Il fatto che si siano diffidenti a proposito del “garante terzo” vale a dire delle banche, è perché molte banche sono state colpite dalla crisi mentre altre banche dovevano affrontare delle accuse di malversazione;

⦁ se vedono un pericolo nel sistema del “prestatore di ultima istanza”, è perché la Banca Centrale Americana (Fed), seguita da molte altre, ha cominciato a creare dei dollari per centinaia e poi migliaia di miliardi per distribuirli a degli istituti la cui sola qualifica per riceverli era di aver perso gigantesche montagne di soldi a causa di prestiti irresponsabili.

Dopo la crisi finanziaria, le grandi banche “troppo grandi per fallire” hanno ricevuto crediti praticamente illimitati dalla banca centrale statunitense, che ha creato per l’occasione tutti i dollari necessari.

Dopo la crisi finanziaria le grandi banche “troppo grandi per fallire “ hanno ricevuto dei crediti praticamente illimitati da parte della Banca Centrale Americana, che ha stampato per l’occasione tutti i dollari necessari.
Dai suoi inizi nel 2009, il sistema Bitcoin si è ingrandito, passando da qualche gruppo di appassionati a numerose decine di milioni di possessori su scala mondiale, dall’acquisto di pizza presso un ristoratore compiacente all’accettazione da parte di centinaia di migliaia di commercianti e da un valore di meno di un centesimo di euro per Bitcoin fino a circa 7000 € al 22 novembre 2017.

È una semplice bolla finanziaria irrazionale ?
Numerosi alti dirigenti bancari hanno preso posizione contro il Bitcoin. Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan Chase, una delle più grandi banche mondiali sia per gli attivi di bilancio, sia per la capitalizzazione di borsa, era senza dubbio il più feroce, e metteva in guardia lo scorso settembre perché il Bitcoin era “una frode”, destinata a “esplodere in volo” e (diceva) “che avrebbe licenziato immediatamente” qualunque impiegato abbastanza “stupido” da acquistarne.

Senza dubbio, Dimon si è attirato qualche sarcasmo. Non solo, ma non era la prima volta che si lasciava andare ad imprecare contro il Bitcoin, dato che aveva detto più o meno la stessa cosa due anni prima, assicurando che i fautori della moneta crittografica “stavano perdendo il loro tempo”, perché “nessun governo avrebbe tollerato questo a lungo” ; però nel frattempo non solo il corso del Bitcoin era esploso partendo dai suoi 300 € dell’epoca ma soprattutto il numero dei suoi utenti è aumentato tanto che un governo e non dei più piccoli, quello del Giappone, lo riconosce come mezzo di pagamento a tutti gli effetti.

Ma di più JP Morgan Chase è la banca che ha accettato di pagare il totale più elevato di multe per evitare le cause seguite alla crisi finanziaria, un totale largamente superiore a 25 miliardi di dollari dal 2014, senza contare anche le recenti condanne a pagare parecchi miliardi in aggiunta, per frode e altri reati.

Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan Chase, dice che il Bitcoin “E’ una frode”.

Inutile dire che quando Jamie Dimon, AD di questa banca dal 2005, ha deciso a sua volta di utilizzare il termine di frode per denunciare la moneta crittografata ovvero il Bitcoin si è attirato qualche sprezzante dileggio.
Comunque, quali che siano le amenità degli uni e degli altri, resta che le inquietudini sulla valore del Bitcoin sono ben comprensibili. Un aumento di un fattore 10 nel giro di un anno assomiglia furiosamente a una bolla finanziaria, ovvero a un aumento smisurato, dato che nuovi acquirenti sono attirati dall’idea che, poiché il valore è aumentato così rapidamente, sia probabile che continui a crescere, mentre la maggior parte degli detentori di Bitcoin rifiutano di vendere nella speranza che il valore cresca ulteriormente, e lo squilibrio tra la domanda e l’offerta aumenta ancora il valore della moneta. Questo genere di eventi normalmente si conclude con un clamoroso crac.

Perché è più complicato di così – Il Bitcoin ha un valore reale.

L’interpretazione del Bitcoin come una semplice bolla irrazionale – il cui prototipo sarebbe la speculazione sui bulbi di tulipano in Olanda nel 1637- pone però parecchi problemi.

Intanto una vera bolla finanziaria non si verifica che una volta sola e dopo che è scoppiata non può ricominciare nessuna nuova infatuazione, soprattutto non per lo stesso prodotto. Non abbiamo mai sentito parlare di una nuova bolla finanziaria sui valori Internet dopo il crac del 2000, e neanche su i crediti “subprime” dopo il crac del 2007. Invece il Bitcoin ha già visto numerose bolle… e vi è sopravvissuto. Così sono andate le sue quotazioni:

⦁ Ha raggiunto un picco superiore a 20 € nel giugno 2011… prima di cadere di più del 50%.
⦁ Nuova crescita furiosa fino a più di 200 € nell’ aprile 2013 … poi perdita brutale di più del 60% di quel valore;
⦁ Ancora un boom fino a passare i 900 € nel dicembre 2013… seguito da una rovinosa caduta verso il basso, a meno di 200 € nel gennaio 2015;
⦁ Infine un aumento più o meno continuo partendo dall’inizio del 2016 fino a circa 1200 € nella primavera 2017, seguito da una salita verticale a 7000 € nel novembre 2017.

La struttura è evidentemente diversa da quella di una semplice bolla finanziaria. Sono stati toccati dei piani successivi sempre più alti, inframezzati da periodi di rapido ribasso, ma ogni volta il valore del Bitcoin ha finito per riprendere la sua crescita. La progressione è paragonabile a una sequenza “Tre passi avanti seguiti da un passo indietro”  – o piuttosto tre salti in avanti e uno indietro, dato che sia le progressioni, sia i passi indietro sono ogni volta massicci, se si esprimono in percentuale. O molti milioni di persone stanno sbagliando pesantemente e per giunta in modo ostinato, dato che ricominciano e ricominciano ogni volta… oppure vi è un vero valore sottostante al sistema Bitcoin.

Bisogna ancora ricordare che la moneta crittografica -come le sue sorelle minori costruite su principi analoghi- dà evidentemente dei servizi concreti, indipendentemente dal fatto che abbia o no un futuro come moneta. Questi servizi danno alla rete Bitcoin un innegabile valore. Il Bitcoin permette in effetti dei trasferimenti rapidi di denaro a bassissimo prezzo e ovunque nel mondo.

Mentre i servizi di trasferimento di denaro più conosciuti e utilizzati per esempio da decine di milioni di lavoratori immigrati, usciti da Paesi poveri per sostenere le loro famiglie che sono rimaste in patria, possono correntemente fatturare il 2% o anche il 3% di aggio, in funzione delle destinazioni, lo stesso accredito può essere realizzato a un costo trascurabile se viene fatto unicamente in Bitcoin, e conteggiando anche il cambio avanti e indietro tra Bitcoin e la moneta classica, -sia dalla parte del mittente sia da quella del destinatario del trasferimento di fondi-, si arriva a oneri dell’ordine di 0,5- 0,6 per cento.

La fila davanti ad un ufficio di una nota società di trasferimento di denaro, in un paese povero.

È difficile considerare un mezzo di trasferimento dei soldi che costa assai meno della concorrenza come una semplice “frode”.

La coda davanti all’agenzia di un’azienda di trasferimento di denaro molto nota, in un paese povero, dove anche la maggior parte dei clienti è povera, e paga dei costi per il servizio che in funzione della destinazione possono superare il 3%.

Ma il valore aggiunto più importante che i creatori e i fautori del Bitcoin sperano di ottenere è un altro. Si tratterebbe di fare sì che prenda il suo posto a fianco delle monete fiduciarie -ovvero emesse da uno Stato e dalla sua banca centrale- come alternativa protetta contro ogni tentativo di controllo e di manipolazione. Si potrebbe pagare un abito, un libro o un pasto al ristorante in Bitcoin. Si potrebbe risparmiare e investire in Bitcoin. Questo è credibile ?

Gli argomenti dello studio BNP Paribas – Il Bitcoin ha forse un avvenire limitato ?

Contrariamente ad altri scettici nei confronti del Bitcoin, lo studio fatto da BNP Paribas ha prodotto una relazione organizzata. Anche se il rapporto completo non è disponibile in internet, le descrizioni che ne fa la stampa economica riducono le obiezioni sollevate sostanzialmente a due punti fondamentali: la questione del prestatore di ultima istanza e la questione della deflazione.

La questione principale che bloccherebbe un l’utilizzo del Bitcoin su grande scala sarebbe quella del “prestatore di ultima istanza”. È giusto dire che se si prestano dei Bitcoins a una istituzione e questa fa fallimento, non c’è nessun rimedio possibile. Durante la crisi finanziaria del 2008 le banche centrali hanno stampato dei dollari nuovi, degli euro, eccetera, ma nessuno sarebbe in grado di creare dei nuovi Bitcoin per compensare il fallimento di un “intermediario di fiducia”, che sia una banca o un’altra istituzione finanziaria, perché il sistema Bitcoin è stato precisamente concepito perché ciò sia impossibile!

Un proprietario di Bitcoins che li avesse prestati a una banca non avrebbe più nessuna speranza (di recuperarli), contrariamente al caso dei conti in euro che sono garantiti fino a un massimo di 100.000 €, anche se sarà bene non prendere questa garanzia per oro colato (letteralmente).

Ma gli argomenti dello studio inducono a varie osservazioni. Vi sono almeno due punti che possono indurre in un grave errore :
⦁ Se si posseggono dei Bitcoins, contrariamente a quello che lo studio sembra implicare, non si è obbligati a prestarli a una banca! Evidentemente al contrario degli euro o di qualunque altra moneta fiduciaria che non si può possedere se non prestandola a una banca, che li inscrive come “Avere” su un conto bancario (salvo trattenere qualche banconota presso di sé, ma è una cosa molto limitata). Dunque se una banca o un intermediario finanziario fallisce, questo non avrà conseguenze se non per colui che ha prestato i suoi Bitcoins, cosa che da parte sua è stata una decisione senza dubbio volontaria perché c’è un’alternativa semplice: tenerseli.

⦁ Suggerire che pagare una casa con dei Bitcoins metterebbe in pericolo chi ha preso il prestito, è un’inversione pura e semplice della realtà. È la banca che ha imprestato i fondi che sarà al contrario in pericolo! In effetti in caso di fallimento di un numero eccessivo di operatori immobiliari con relative linee di credito, non potrà contare sulla Banca Centrale per crearle dei Bitcoins di rimpiazzo – ovviamente se il prestito era in Bitcoins. Invece è proprio questo di cui le grandi banche coinvolte nei prestiti “subprime” hanno avuto bisogno, per evitare il fallimento dopo il 2008.

D’altra parte può essere auspicabile prestare i propri Bitcoins, perché è auspicabile imprestare il proprio denaro per “farlo lavorare” sostenendo l’attività economica, così come ci si può augurare di acquistare delle obbligazioni e delle azioni – il che significa in definitiva imprestare dei fondi a istituzioni e imprese perché li facciano rendere. Ed è comunque vero che obbligazioni valutate in Bitcoins non potrebbero beneficiare di nessuna garanzia da una banca centrale -se colui che prende a prestito non può rimborsare, il denaro è perso.

Sì ma… è così grave?
Da una parte c’è sempre il rischio di perdere il proprio investimento – salvo certamente quando si è una grande banca “troppo grande per fare fallimento” (“too big to fail”) e quindi si può dire agli Stati e alle loro banche centrali: “se non create moneta per prestarcela, andrà a fondo tutta l’economia insieme a noi”.

D’altra parte, che c’è di male a far sì che il rischio inerente a qualunque investimento sia reso chiaro e netto agli occhi di qualunque prestatore? Non è una ragione per non prestare, è invece un sano incentivo a prestare con gli occhi aperti, accettando esplicitamente il rischio piuttosto che illudersi su un investimento totalmente sicuro che nella realtà non può esistere. Questo significa anche che non si presteranno i risparmi per le emergenze, destinati a fronteggiare gli imprevisti, e che si chiederà una giusta remunerazione per il rischio che ci si accolla.

Bitcoin deflazionista – è un inconveniente un vantaggio in un mondo limitato?

Lo studio sottolinea ulteriormente e a ragione l’effetto deflazionista del numero massimo non superabile di Bitcoins fissato definitivamente.
Il problema è il seguente: se cresce l’economia, mentre la quantità di unità monetaria resta costante o quasi costante, il valore di ogni unità monetaria avrà tendenza ad aumentare, ovvero il prezzo dei beni espresso in questa unità monetaria avrà tendenza a diminuire. Si tratta dell’inverso dell’inflazione, da qui il nome di deflazione. Ma la deflazione ha per conseguenza di rallentare l’economia, perché tutti sono indotti a rimandare i propri acquisti quanto più possibile, per approfittare di prezzi ancora più bassi, e da qui una domanda più debole, minori attività e minore impiego, Dunque meno reddito e dunque ancora meno domanda, eccetera, in una spirale negativa.

Questa conseguenza legata alla generalizzazione del Bitcoin è uno scenario credibile. Dovremmo allora augurarci che il Bitcoin non si trasformi in moneta corrente accettata in tutto il mondo e non soltanto in Giappone, per evitare il rallentamento della crescita economica?

E se l’effetto deflattivo dato da una generalizzazione del Bitcoin non fosse in effetti un inconveniente… ma un vantaggio ?

Una moneta fiduciaria che si può espandere all’infinito come il dollaro o l’euro è molto adatta ad un periodo di crescita economica rapida come quella degli anni che vanno dal 1945 al 2008, ma l’umanità dopo la grande crisi finanziaria è entrata lentamente in un periodo di crescita più debole, che dovrebbe essere seguito da un rallentamento ulteriore della crescita, o anche dalla decrescita pure semplice, questo per delle ragioni di fondo che non hanno niente a che vedere con il denaro.

⦁ Esaurimento progressivo delle risorse, in particolare quelle energetiche, con un aumento strutturale continuo del costo di estrazione dell’energia, ovvero dell’energia che deve essere investita per estrarre un barile di petrolio o un metro cubo di gas in più: questo diminuisce progressivamente la percentuale dell’energia estratta che costituisce un vero guadagno.
⦁ Carenza nel dominare la complessità, sempre più evidente dalle difficoltà enormi per prendere decisioni importanti su scala mondiale – aumento del disordine politico – ed anche nella palese degenerazione dei “grandi progetti”.
⦁ Senza parlare ulteriormente dell’impatto sull’ambiente, i crescenti disagi che riguardano anche gli uomini, i danni alla natura provocati dall’attività industriale che tendono sempre più a superare i vantaggi che vengono dallo sviluppo.

Insomma l’umanità incontra e incontrerà sempre più dei limiti alla sua attività, per il semplice fatto che il nostro mondo è limitato e così pure le sue risorse.  Bitcoin è in quantità strutturalmente limitata ed è ben adatto ad un mondo limitato, a un’economia mondiale che sempre più trova dei limiti e che dovrà ulteriormente adattarsi se vuole evitare improvvise decrescite brusche e catastrofiche.

Dunque è una moneta che potrebbe adattarsi a un mondo che dovrà limitarsi per non andare in rovina – cioè un mondo dove specialmente le reti elettrica e internet resteranno complessivamente funzionanti dato che l’esistenza stessa del sistema Bitcoin ne è evidentemente dipendente.

La crescita infinita dei consumi materiali, in un mondo limitato, è impossibile. (E.F. Schumacher)

Solo se un collasso economico portasse a una riduzione brutale della società strutturata, sarebbe in pericolo l’esistenza e l’affidabilità delle reti – tal quale il collasso dell’economia post-Sovietica dopo il 1991 anche se per differenti ragioni- in tal caso Bitcoin non potrebbe più servire nè come moneta nè come sistema di pagamenti- ma in questo scenario estremo soltanto i metalli preziosi potrebbero prenderne il posto.

Nota finale sul Bitcoin come investimento…

Non c’è dubbio che in periodi di forti aumenti dei valori la domanda “bisogna comprare?” oppure “bisogna vendere?” riveste un grande interesse! (per chi ne ha).

Insistiamo su due punti essenziali :
⦁ Il sistema Bitcoin è in pieno sviluppo, ha già avuto un certo successo, presenta delle prospettive future attraenti, ma è tuttora sperimentale. La possibilità di estenderlo su una dimensione non di qualche milione ma di centinaia di milioni o anche di miliardi di utenti non è ancora dimostrata. Si può immaginare anche il fallimento del Bitcoin nel tentativo di diventare una vera moneta, oppure l’avvento di un’altra criptomoneta che lo soppianti.
⦁ Il valore di cambio della moneta Bitcoin dopo il 2011 ha già conosciuto almeno tre fenomeni di bolla, come abbiamo già detto. Niente garantisce che il valore raggiunto un giorno lo sarà ancora il giorno dopo, il mese dopo o l’anno dopo.

Ad ogni buon conto, nessuna persona ragionevole investirà in un sistema innovativo ma sperimentale più “di quanto non possa permettersi di perdere”.

 

Alexis Toulet

Fonte: http://www.noeud-gordien.fr

Link: http://www.noeud-gordien.fr/index.php?post/2017/11/23/Le-Bitcoin%2C-monnaie-pour-un-monde-fini

23.11.2017

Tradotto per comedonchisciotte.org da Giakki49

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • Glock

    L’articolista non ha capito nulla di Bitcoin (d’ora in poi BTC), non conosce un fico secco della tecnologia che ci sta dietro e, inoltre, guarda il dito (BTC) senza guardare la luna (Blockchain). Facciamo un minimo di chiarezza.
    1) BTC non è moneta, è un asset finanziario. Per moneta s’intende la valuta che è ammessa per pagare le tasse. Nessuno stato si fa pagare le tasse in BTC, quindi BTC non è moneta.
    2) La cosa importante di BTC (e delle altre criptovalute) non è la quotazione, il valore che hanno raggiunto, bensì la tecnologia che ci sta dietro. Quando passerà la buriana, gli Stati si faranno le loro criptovalute, avranno corso legale, ci si potrà pagare le tasse.
    3) La tecnologia blockchain, adattata alle esigenze di controllo statale, consentirà di validare e tracciare QUALSIASI TRANSAZIONE, senza bisogno di banche commerciali e nemmeno di banche centrali.

    A meno che la battaglia delle criptovalute non sarà vinta dalle platforms, allora in futuro compreremo su Amazon con gli AmazonCoin, su Google con i GoogleCoin e via andare. BTC, Ethereum e similari solo semplicemente esperimenti. Il bello deve ancora venire.

    • Ybodon

      io non ne capisco nulla, faccio delle domande per capire.
      Se voglio dei bitcoin cosa faccio? li compro con euro? da chi? a chi vanno i miei euro? quando lo compro firmo qualcosa? cosa?
      Il valore del bitcoin è determinato dal mercato non esistendo prestatore, ma chi mi mette al riparo da speculazioni e dalla perdita di valore?
      sopra dicevano che non si presta ad usura? perche? chi mi impedisce di comprarne tanti e prestarli ad usura?
      Quando mi servono degli euro posso scambiare i miei bitcoin? chi mi da gli euro?
      grazie

      • Luigi Zambotti

        @Ybodon:disqus
        hai dimenticato una domanda che fece pure un lettore sul blog Rischio Calcolato:
        Ho comprato Biticoin per $1.000,00 (mille), qualche tempo dopo la loro valutazione sul mercato é $5.000,00 (cinquemila). La differenza chi ce la mette?

        Io una risposta ce l’avrei ma é offensiva e quindi la tengo per me.

        • Ybodon

          dalla ti prego.

          • Luigi Zambotti

            La risposta l’ha data Tipheus in un suo commento più sotto.
            (citazione): Bitcoin Vale finché ci sono gli allocchi che le danno valore.

            Appunto o detto altrimenti la differenza fra $ 1.000,00 e $ 5.000,00 (nel mio esempio) ce la mettono i polli che ben pasturati accorrono sempre più numerosi.
            E son convino che si arriverà a breve anche sopra $ 50.000,00 (cinquantamila).
            Alla fine le volpi usciranno per tempo e con tanti bei soldini veri, i polli ci lascieranno le penne.
            Parere pèrsonale ovviamente.

          • SanPap

            “Vale finché ci sono gli allocchi che le danno valore”
            personalmente toglierei la parola “allocchi” e la sostituire con una più neutra, meno negativa, diciamo “utilizzatori”.
            La Compagnia delle Indie Orientali ad un certo punto delle loro attività scopri che alcune popolazioni dell’Africa centrale e dell’Asia centrale accettavano come moneta una conchiglia endemica dell’Oceano indiano, che Linnaeus nel 1758 battezzò Cypraea Moneta (https://en.wikipedia.org/wiki/Monetaria_moneta)
            Gli uomini della Compagnia delle Indie orientali riempivano le stive delle loro navi con queste conchiglie e ci pagavano merci prodotte in Africa centrale e in Asia centrale; l’Oceano Indiano batteva moneta (senza saperlo) e qualcuno la accettava; erano allocchi o utilizzatori ?
            Gli Africani e gli Asiatici con la Cypraea Moneta ci realizzavano principalmente monili per le donne; erano loro le allocche ? Si sentivano più belle e riuscivano nei loro intenti; fertili sicuramente, allocche non credo.
            Quanto detto la dice lunga sulla natura del denaro, su chi lo emette, chi lo accetta e lo utilizza.

          • Ybodon

            Non mi sembra un paragone molto calzante….

          • mario michele d’onofrio

            c semplicemente la compagnia delle indie esportava inflazione nelle economie che accettavano conchiglie come mezzo di pagamento. proprio come capita oggi a chi accetta dollari. questo, col bitcoin, non può capitare: il btc o lo produci ( a costi sempre crescenti) o lo compri (scambiandolo quindi con altre risorse, merci o valute che siano). Saluti

          • SanPap

            faccio fatica ad immaginare l’inflazione in una economia medioevale come quella presente nel Tibet del 1700 o in una economia tribale come quelle presenti nel centro Africa nello stesso periodo, ma le mie difficoltà sono solo mie
            Il mondo dei BitCoin e C. mi intriga dal punto di vista tecnologico, non mi piace dal punto di vista sociale; mi ricorda il mondo dei Derivati, e sappiamo tutti i danni che hanno prodotto quelle scommesse. Anche i BitCoin sono una scommessa: scommetto che sia possibile creare una moneta basata sulla fiducia reciproca (e non sul valore di un metallo – oro, argento, bronzo – o sulla garanzia offerta da uno stato o una banca centrale)
            Penso che i BitCoin, presi sotto l’ala garantista di uno stato o di una banca centrale possano essere un’ autostrada per l’abolizione della moneta fisica, che porta con se la peggiore iattura che possa capitare ad un popolo: la sua completa dipendenza dallo stato. Quando i rapporti sono asimmetrici il più debole ci rimette: lo stato diventerà il peggior nemico del popolo.
            Nata come una moneta “anarchica” necessita di uno stato che la garantisca, mentre l’unica moneta che non necessita di uno stato è l’oro. Che mondo di merda.

          • Primadellesabbie

            “…la peggiore iattura che possa capitare ad un popolo: la sua completa dipendenza dallo stato…”

            Vedi com’é la faccenda dei blog, devi sbadigliare tra infinite righe opache per poi spalancare gli occhi e ristorarti all’improvviso.

          • Ybodon

            No. Lo Stato è comunità, deve essere comunità. Lo stato è sinonimo di popolo. La peggiore iattura per un popolo (quindi per uno stato) è essere dipendenti da individui che si sostituiscono allo stato.
            Se non si capisce bene questo saremo sempre, come popolo e dunque stato, soggetti agli inganni,, dipendenze e sfruttamento

          • Primadellesabbie

            Questa poi!

            C’é chi vuole edificare un paradiso conseguente alla redenzione dei proletari, molto difficile, c’é chi lo vuole ottenere grazie alla redenzione dei capitalisti, assolutamente impossibile.

            E già queste, impostate così, sono cavalcate a perdifiato verso il burrone.

            “Inganni, dipendenza e sfruttamento” che, se sofferti dal singolo sono lezioni di vita per sé, e con un po’ di fortuna, per i vicini ed i discendenti, trasferiti in un contesto di stato-popolo (quando l’accostamento non sia arbitrario, e già lì sono problemi) diventa un fenomeno organico, ampiamente giustificato e legalizzato al quale nessuno ha diritto di ribellarsi, né da un lato né dall’altro del rapporto, come stiamo constatando da sempre: bell’affare.

            PS – Se invece intendi per stato-popolo tutto quello che c’é nel raggio di un chilometro da casa mia, posso pensarci.

          • Ybodon

            Per lo stato coincide con un apparato che la comunità mantiene per mantenere ordine e leggi per la comune civile giusta convivenza. È una cosa naturale….. Ovvia.. Istintiva

          • Pfefferminz

            “…la peggiore iattura che possa capitare ad un popolo: la sua completa dipendenza dallo stato…”

            Sono d’accordo con la tua definizione di Stato e con il tuo intervento.

            La frase citata è stata presa dall’intervento di SanPap, il quale ha fatto questa affermazione dopo aver parlato dell’ “abolizione della moneta fisica”. Mi sembra di aver capito che anche la proposta di Moneta Positiva di Conditi preveda l’abolizione del contante (lo Stato emetterebbe moneta elettronica). Ecco, in questo caso specifico affiancherei alla moneta elettronica la moneta contante (fisica).
            Il contante non va abolito in nessun caso, essendo sinonimo di libertà.
            Se lo Stato emettesse solo moneta elettronica, verrebbe violata la privacy dei cittadini. In questo senso sarebbe una “iattura”.

            Ora si dice che lo Stato potrebbe emettere moneta elettronica utilizzando il cosiddetto blockchain (proposta “moneta intera”, referendum in Svizzera), ma non si verificherebbe in questo caso la sorveglianza totale dei cittadini?

          • mario michele d’onofrio

            Perché fai fatica? l’inflazione non è che la fotografia di una situazione in cui una crescita di offerta monetaria non è accompagnata da una crescita di beni con cui scambiarla.
            Riguardo alle criptovalute, se rimangono così come sono, non si possono secondo me equiparare all’assenza di contante. Il contante è la moneta che hai nel portafoglio e non sul conto bancario. La criptovaluta la tieni anch’essa nel portafoglio (wallet) che puo essere su un server o nel tuo computer o su un hardware che ti porti dietro come una chiavetta. lo stato, almeno fino a oggi, non ci mette il naso. certo se sparisce l’elettricità si perde il portafoglio

          • Glock

            Non è vero. Puoi rivendere BTC come pure acquistare merci con essi. Basta cercare su Internet.

          • mario michele d’onofrio

            ma se li rivendo entro in possesso delle risorse di chi me li compra. mi sa che non hai letto attentamente il mio commento

          • mario michele d’onofrio

            guarda che TUTTE le monete hanno valore finché ci sono “allocchi” che glielo riconoscono (si chiamano monete fiduciarie o mi sbaglio?)

        • Truman

          La risposta che si vorrebbe è “la crescita dei BTC è causata dagli allocchi che non hanno capito”. Va bene che di allocchi ce ne sono tanti, ma BTC capitalizza ormai più di parecchie grandi aziende USA, ad esempio più di McDonalds. Credo sia evidente che ci sono dentro anche significativi poteri economici e non solo piccoli allocchi. Non è detto che sia finanza, mentre è presumibile che ci siano anche interessi criminali (sempre se il crimine organizzato fosse distinguibile dalla finanza). Comunque l’effetto è di drenare un po’ dell’eccesso di liquidità che c’è nel sistema bancario. Da questo punto di vista ci sono analogie con l’oro solido.

        • Glock

          Hai comprato azioni delle azioni FIAT per $1.000,00 (mille), qualche tempo dopo la loro valutazione sul mercato é $5.000,00 (cinquemila). La differenza chi ce la mette? Quelli che hanno comprato tante azioni FIAT da determinare il loro ultimo prezzo. Per i Bitcoin è lo stesso.

        • Sput nik

          _Ho comprato Biticoin per $1.000,00 (mille), qualche tempo dopo la loro valutazione sul mercato é $5.000,00 (cinquemila). La differenza chi ce la mette?_

          risposta è molto semplice: hai comprato 1.000 dollari in bitcoin (0,1 btc a occhio e croce ad oggi). ora hai 5.000 dollari (ma nel portafoglio hai sempre 0,1 btc).

          non hai differenza alcuna stai dando un valore a ciò che hai: e semplicemente hai 10 milioni di satoshi nel wallet (ovvero: 0,1 btc).

          FINE.

          • Pfefferminz

            Commento divertente. Bravo. (senza ironia)

          • Sput nik

            grazie molto gentile.
            ma ironia o meno, spero si capisca che ciò che ho detto in maniera divertente sono semplicemente fatti… e che se la gente si preoccupasse dei medesimi problemi, le monete fiat sarebbero già fallite da almeno un decennio…

          • Ybodon

            ora la domanda è ci sei o ci fai? se il bitcoin vale 1 oggi e 10 domani cambia quando vai a cambiarlo in euro, cambia eccome, per chi deve farti il bonifico se il bitcoin ha decuplicato il suo valore……

          • Sput nik

            partiamo dal presupposto che dici candidamente che non ne capisci niente quindi, magari, dovresti porti il dubbio che sei TU che sei e ci fai senza sapere.

            Il bitcoin è unità (vogliamo chiamarla di misura? e sia). Come la stragrande maggioranza delle monete puoi minarla o comprarla.

            e sì, oggi puoi comprarla a uno e domani anche a cento, ma NON ESISTE alcuna “differenza” da mettere. Compri al valore di uno (1 btc) o al valore di 100 (1btc) è sempre UN btc. Non si può parlare di differenza perché il sistema è diverso…

            non è detto (anzi è altamente stupido) che una volta aumentato il valore lo ricambi in euro, piuttosto si valutano tutte le altre alternative (e ce ne stanno innumerevoli e non bisogna fermasi stupidamente solo al bitcoin, alcune monete nell’arco di un anno hanno avuto una crescita in percentuale ben maggiore per esempio, per una tecnologia migliore che la garantisce). Ma proprio perché esiste qualche stupido che rivorrà euro (per motivi anche giusti, intendiamoci) il liquido può tornare indietro proprio a fronte di chi avendo convertito in altre monete (la stragrandissima maggioranza) non lo vorrà indietro.

            quello che non capisci (e quindi ci fai doppiamente) è che questo sistema,una volta dentro, NON permette di rimanere a secco dell’unità, cosa che invece è la croce delle monete fiat, che tu lo voglia capire o meno.

            in paragone se “tutti ritirassero” dai propri wallet il corrispettivo in euro, è il medesimo problema se “tutti ritirassero” dalle proprie banche i rispettivi quattrini. solo che alle banche non vi è soluzione, nelle cripto sì.

            non sto dicendo che è “il modo migliore in assoluto”, ma sono certo che è un modo “superiore” ad oggi conosciuto sotto TUTTI i punti di vista.

            e lo sanno benissimo anche i finanziatori, banchieri e chi più ne ha più ne metta.

            poi intendiamoci, il bitcoin può fallire domani, ma la blockchain e tecnologie analoghe (soprattutto) non possono fallire, proprio perché superiori in tutto.

            ergo, finirà ben prima la circolazione dell’euro contante che non l’utilizzo di qualche criptovaluta (o più di una) che, che ti piaccia o meno, è destinata a diventare uno standard.

            non è detto che ti debba piacere, ma è certo che ti debba rassegnare.

            e per piacere, non parlare solo di bitcoin, è come voler parlare denigrando l’utilizzo delle vhs, e non concepire nè spiegarsi come si è arrivati al blu ray e il tutto si è comunque trasformato ad una possibilità ulteriore e funzionale grazie alla fusione di più elementi che rendono possibile la massima risoluzione in streaming.

            fatti una cortesia quindi: accetta le risposte, non le devi condividere… ma men che meno dire “ci sei o ci fai” quando, tu stesso, dici di non saperne niente.
            come fai ad accusare un interlocutore a sto punto, diventa LOGICAMENTE antifrastico.

            (PS – io non ho posizioni in cripto, di nessun tipo… le studio solo per non farmi trovare impreparato. che sia bolla o meno, che si vinca o che si perda sono discorsi che lascio ai poveri di spirito che pensano solo al portafoglio. che nella loro logica ha anche un senso eh, solo che il risultato finale è di ben tutt’altro rango e ha una parola sola: utilità.)

          • Ybodon

            continui a girare sui punti. tu hai scritto una serie di vaccate sul fatto che nn cambia niente se il bitcoin decuplica il sul valore. invece cambia ovviamente. il broker vende e compra moneta e il valore al quale la vende o compra è determinante. io nn accetto la risposte senza ragionare, mi spiace, nemmeno se a darmele é il premio nobel dell economia e io ho un bignami di matematica in mano. quando trovo un risposte soddisfacenti, che non significa che il debba essere d accordo, allora le accetto. le tue lo sono ma solo in parte.
            tra l altro non mi devo rsssegnare di nulla, ne piu ne meno di come sia il sistema monetario attuale. In ogni caso io sto solo partendo dal punto di vista della criptovaluta come alternativa migliore alla moneta attuale. le risposte in merito, tue e dei vari siti che ho visitato, non mi hanno ancora convinto.

          • Sput nik

            guarda, sei davvero uno spasso:

            – continui a girare sui punti. –

            ti fa piacere crederlo ed autoconvincerti. tu vuoi la ragione a tutti costi di un argomento di cui non sai niente. lo dici tu stesso in principio, probabilmente non sai nemmeno aprirti un portafoglio, non sai cosa sia una chiave privata… e mi dici che giro sui punti? le risposte le hai, non hai i mezzi per capire che ciò che dico è semplicissimo ed altrettanto ovvio.

            – tu hai scritto una serie di vaccate sul fatto che nn cambia niente se il bitcoin decuplica il sul valore. –

            e te lo confermo, per il semplice fatto che potrebbe anche decuplicare (ma in negativo) il suo valore, quella tecnologia CHE TI PIACCIA O MENO rimarrà, e non sarà la tua cocciutagine intrisa d’ignoranza che cambierà le cose.

            – invece cambia ovviamente. il broker… –

            ti sei auto escluso ragionando per un broker.
            1) tu non sei un broker (presumo)
            2) il mondo non è composto solo da broker…
            ma le tue autentiche cazzate non si fermano qui.

            – vende e compra moneta e il valore al quale la vende o compra è determinante. –

            questo vale dall’alba dei tempi per il brokeraggio.
            ora parlami un po’ delle dotcom (un esempio che nella peggiore delle ipotesi è destinato ad essere più simile di tutti i tuoi prevedibilissimi e già ovviamente smentiti, schemi ponzi e tulipani… perché so che rilancerai con l’esempio dei tulipani, di cui sarai entrato a conoscenza l’altro ieri).

            – io nn accetto la risposte senza ragionare, mi spiace –

            infatti ti sei tagliato fuori a priori, perché non ragioni, non sai di che parli ed ogni cosa che dici si muove diversamente perché TU non conosci il mondo. lo dici tu stesso…
            e gli unici esempi che fai è di brokeraggio, un infinitesima parte del tutto. Fa lievitare i conti? e sticazzi non ce lo metti? è sempre stato così e ti sveloun segreto, sarà così anche in un futuro anteriore…

            – nemmeno se a darmele é il premio nobel dell economia e io ho un bignami di matematica in mano –

            capisco che sei caduto in un’opera di autoconvincimento. se ti fa piacere fai pure, ma se fai domande e non accetti risposte nemmeno da un premio nobel le cose sono due, o sei infinitamente autoconvinto o sei infinitamente stupido…

            e puoi pure essere entrambe le cose contemporaneamente. che dirti? bravo.

            – quando trovo un risposte soddisfacenti –

            effettivamente un nobel è un idiota tu sei un genio. occhio, non dico che tutti i nobel siano dei geni… ma da come li descrivi tu sono cazzoni a prescindere, tutti. e il genio sei tu… e stai qui a riempire i cazzi a peti.

            sei bravo, devo ammetterlo, nel tuo genere sei il migliore, unico ed inimitabile.
            fanne vanto…

            – che non significa che il debba essere d accordo, allora le accetto. le tue lo sono ma solo in parte. –

            vedi che dici cazzate? io non ho posizioni aperte in nessuna cripto moneta. ci sono stato nel mezzo, c’ho smanettato, ho pure fatto investimenti (a gratis eh) andati perduti per provare anche dove può arrivare il tasso d’ignoranza…

            …quella tua per intenderci.

            – tra l altro non mi devo rsssegnare di nulla, ne piu ne meno di come sia il sistema monetario attuale. In ogni caso io sto solo partendo dal punto di vista della criptovaluta come alternativa migliore alla moneta attuale. –

            e lo è sotto tutti i punti di vista, che ti piaccia o no. TUTTI.

            – le risposte in merito, tue e dei vari siti che ho visitato, non mi hanno ancora convinto. –

            sti cazzi, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, cieco di chi non vuol vedere, stupido di chi non riesce a fare nemmeno UN esempio dimostrato.

            te l’ho fatto in un’altra risposta un’esempio provato che zittisce ogni cosa: hai parlato di schema ponzi…
            il bitcoin non ha un sistema ponzi, tanto rodato come l’inps.

            ergo un problema in meno… di un problema che nemmeno capisci e dovresti conoscere da anni.

            no ma tu sei bravo e non ti si convince.
            sta tranquillo, NESSUNO ti vuole convincere, solo non palesare troppa ignoranza, che la metà basta.

            buone cose.

          • Ybodon

            leggo solo fino a qua perchè mi rendo conto che non lo fai..ci sei… quindi è inutile

            potrebbe anche decuplicare (ma in negativo) il suo valore, quella tecnologia CHE TI PIACCIA O MENO rimarrà,

            MA CHI STA DICENDO CHE NON RIMARRA?
            MA ALLORA NON HAI CAPITO NIENTE O FAI FINTA.
            CHI HA DETTO CHE NON RIMARRA?
            Che mi piaccia o meno? ma di cosa parli? credi che io stia tifando conto? ma di cosa stai parlando?
            ma se non capisci cosa dico…..ti rendi conto che non capisci cosa dico? non hai ancora capito di cosa parlo io…e tu mi dici che io non so nulla del bitcoin?
            ma sai almeno leggere?

          • Sput nik

            credi quel che ti pare, ci sono e ci faccio.
            capisco benissimo cosa dici, e hai capito benissimo che ogni cazzata detta, su tre post differenti ti ho dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che non hai capito niente.
            non penso che tu tifi contro, penso che tu non accetti che ogni tuo dubbio è stato fugato, ed ogni tuo esempio è stato messo alla berlina perché non attinente.

            ho capito di cosa parli tu: del niente.
            quasi mi fai pentire di saper leggere.

            fatti una cortesia: taci.

          • Ybodon

            ho rotto

          • Sput nik

            questo perché non leggi le risposte già date, soprattutto il mio post in calce (è lunghetto ma sono stato quanto più striminzito possibile) tento di farla ancora più breve:
            sono ovviamente alternative (sperano, LORO, le monete, di divenire uno standard… e i motivi li hanno tutti). sono libere (ovvio che vi possano essere eccezioni), possono essere aldilà dell’utilizzo meramente di “valuta” essere ANCHE simil-ponzi ESPRESSAMENTE dichiarati (bitconnect) ma la stragrande maggioranza delle monete prese sul serio fanno tutt’altro:
            possono essere monete costose (bitcoin) veloci (lite), instant pay che potrebbe utilizzare anche tua nonna (dash) ma non finisce qui:
            possono essere prodotti finanziari, come semplici certificatori, “validatori”, sviluppo del fantomatico internet of things (esempio più lampante iota), calcolatori processuali, remunerativi per creators (esempio più lampante steemit), crowdfunding senza intermediari (la blockchain di ethereum), moneta di stato (vedi il fatto recente di Maduro in Venezuela)… pensa una cosa: ANCHE QUELLA tra le 1200 monete potrebbe esserci.

            non è oro tutto ciò che luccica, chiaro, ma penso si sappia da tempo immemore quindi:

            vai su market cap, clicca quale moneta vuoi, leggiti il white paper, verifica se lo ritieni interessante o meno, verifica a che punto sono dello sviluppo, gli obbiettivi da raggiungere, che programma vogliono seguire… puoi pure andare direttamente nel sito dedicato, chiedere delucidazioni, dare consigli alla community (che si muove principalmente su reddit: cerchi la moneta, trovi la comunità che ne parla) come produrla, SE produrla, cosa può servire per produrla, comprarla, SE comprarla, SE RICEVERLA REGALATA.

            fai almeno due di queste cose per verificare TU STESSO, poi torna e se ne potrà parlare.
            se non ti romperai prima… ovviamente.

            “il taci” non era da intendersi come “stai zitto”, ma usa il tuo tempo per informarti DAVVERO, puoi anche testare perché NON TI COSTA NULLA.

            chiaro che il tempo delle vacche grasse del bitcoin è finito e non puoi partire gratuitamente da lì…
            o aspetti che affondi, che se affonda, è anche meglio, sperando si dia il giusto prezzo ed il giusto valore alla giusta tecnologia.

            ora parlami di tulipani… mi raccomando.

          • Ybodon

            guarda tu avrai capito tutto del bitcoin e sarai preparatissimo in materia.
            Ma fai fatica per il semplice fatto che PARTI PER DIFENDERE IL BITCOIN e quidi ogni cosa che uno scrive tu devi trovare la maniera di spiegare in maniera difensiva e non obbiettiva.
            QUesto è chiaro quando mi dici CHE TI PIACCIA O NO RIMARRA rispondendo a una cosa che io non ho mai scritto.
            ripigliati

          • Sput nik

            no, a differenza tua non sono preparatissimo, so semplicemente più di te ciò di cui parlo, che è ben altro paio di maniche ben più grosse.
            stai criticando ME dei tuoi limiti ma in maniera inversa, solo che nemmeno capisci dove vado a parare perché non ne hai i mezzi: ho scritto a chiarissime lettere che il bitcoin se crolla domani stesso è un bene. non lo difendo affatto, ne riconosco solo i meriti di aver dato l’incipit a tutto.

            quel “che ti piaccia o no” rimarrà, ti fa bruciare il deretano, perché avrai letto altre tre cose (ad oggi) e stai semplicemente constatando che così sarà. la blockchain (o tecnologia analoga) non la blocchi così come non blocchi internet.

            ne sei conscio, e ora spari frasette perché non hai argomenti, come non ne hai mai avuti dal principio in realtà.

            il ripigliati però lo accetto volentieri però, è stupido tentar di far capire a te, che il tuo limite non è di comprendonio, ma psicologico… come un vecchietto che non concepisce l’utilizzo dello smartphone perché gli pesa il culo imparare ad utilizzarlo, con tutti i suoi difetti e pregi (e ancora difetti).
            a buon intenditor, poche parole.

          • Ybodon

            cio che sto criticando nemmeno l’hai capito

          • WM

            @Ybodon:disqus @disqus_yPHnmcI2hP:disqus siete fuori le righe, smettetela, per favore.
            Grazie.

          • Sput nik

            farò come dici.

          • Sput nik

            …ovviamente.

      • Glock

        Vai in siti come questo
        https://anycoindirect.eu/it
        compri e vendi BTC seguendo le istruzioni. Tutto in pochi minuti.
        In pratica è così: ti viene assegnato un lungo codice, un insieme di numeri e lettere, quello è il tuo “portafoglio”. Scrivitelo da qualche parte e bada ben di non perderlo, perchè quel codice è l’unica cosa che certifica quanti BTC possiedi. Le transizioni fra valute (EUR, USD o altre e BTC) possono avvenire praticamente in vari modi: bonifici, carte prepagate, insomma, tutta la moneta elettronica a corso legale. Le transizioni in BTC, invece, sono validate soltanto dalla bockchain, un algoritmo che registra ogni movimento di ogni frazione di BTC e la segna in un registro virtuale (Ledger) consultabile da tutti. In questo modo la blockchain assicura che il numero di BTC segnato nel tuo portafoglio non l’hai inventato tu, ma corrisponde effettivamente a BTC che hai acquistato o ti sono stati versati.
        Se oggi vuoi vendere i BTC che hai comprato ieri, vai nello stesso sito e scegli come vuoi che ti siano versati gli EUR corrispondenti (bonifico, carta prepagata ecc). Nel momnto in cui ti arriva il bonifico, dai l’OK alla cessione dei BTC, la blockchain certifica e carica la transizione nel Ledger. Poni che da ieri a oggi il valore dei tuoi BTC sia raddoppiato. Chi ce la mette la differenza? Tutte le persone che comprando BTC hanno provocato l’aumento della quotazione, esattamente come succede con le azioni. Non c’è niente di diverso, al lato pratico, dal comprare/vendere azioni o buoni del tesoro, la sola differenza è che nel caso delle azioni le transizioni sono validate da istituzioni esterne (banche, stato ecc), nel caso dei BTC invece no, basta la blockchain.

    • RC17

      “Quindi addio banche e banchieri, la festa è finita, per sempre.”
      Ma sei serio? 😉
      Secondo te il vero potere mondiale, che oltre alle banche gestisce tutto l’apparato militare, si farà soppiantare da una manica di nerd?
      Fai prima ad andare in guerra armato di flashmob 😉

      • Luigi Zambotti

        No non si farà soppiantare.
        Una previsione in merito la si trova qui:.
        ICO E CRIPTOVALUTE

        Ne condivido in pieno la profezia della frase finale che riporto qui sotto (enfasi mia):
        …folle corsa del Bitcoin in queste ultime settimane, giusto giusto dopo l’annuncio che verrà quotato presso il CME un future sul prezzo di questa criptovaluta quasi come se fosse una commodity tradizionale. Si tratta del price pump voluto proprio dagli operatori istituzionali del mercato regolamentato in modo che il primo giorno di quotazione istituzionale del relativo future, il Bitcoin abbia la quotazione più elevata possibile. Ovviamente per poterlo prontamente ed impunemente shortare alla
        faccia di tutti gli ultimi improvvisati che si stanno buttando a capofitto nel comprarlo solo perchè ne hanno sentito parlare alla televisione o ne hanno avuto menzione da qualche conoscente
        . Con presunzione la quotazione del future in un mercato regolamentato (facilmente manipolabile dalle mani forti) metterà fine anche a questo ennesimo comportamento aberrante della natura umana.

        Allora non chiamiamoli allocchi o polli ma improvvisati sognatori di arricchimento gratuito o quasi.

      • Glock

        Certo, serissimo. BTC è solo un esperimento (ricordiamoci che NON è moneta perchè non ci puoi pagare le tasse). Presto gli stati si faranno le loro criptovalute basate su blockchain “aperte” di cui potranno consultare i registri. Con quelle dovremmo pagare le tasse e saranno moneta a tutti gli effetti. Il sistema bancario? Obsoleto, tutti licenziati. Resteranno – forse- soltanto le banche d’investimento e le assicurazioni, ma con un numero di dipendenti vicino a zero. Credo che tu ti sia affezionato troppo alla piramide del potere di tipo classico (stati, multinazionali, banche ecc). Il potere è molto meno sentimentale di te, quando uno strumento non serve più, lo elimina, senza alcun rammarico o esitazione. Niente più multinazionali, aziende grandissime, medie, piccole, piccolissime, tutte saranno fagocitate da nuove entità economiche planetarie, le “Platforms”: Amazon, Google, AliBaba, Uber. Si stanno pappando interi comparti industriali così, come niente fosse, proprio mentre stiamo parlando. Amazon alla fine ha fagocitato anche Walmart. Ha resistito fin che ha potuto, ma poi ha dovuto cedere. iTunes (Apple), YouTube e Spootify si sono pappate l’intera potente industria discografica, e ora altre Platforms stanno per inglobare la TV e Hollywood. Alla fine l’intera produzione mondiale sarà in mano a un ristretto numero di Platforms, dieci? Forse anche meno di cinque. Giganteschi monopoli, ultra-multinazionali globali che regneranno su un mondo dei consumi “finalmente” reso omogeneo. Banche? Niente più banche. Il loro ruolo di convalidare e verificare le transizioni di valore è stato meccanizzato da un algoritmo chiamato blockchain. Le banche commerciali sono ormai una spesa non giustificata. Non c’è un motivo al mondo per cui il capitalismo debba mantenere un sistema disorganico, farraginoso e costoso fatto di centinaia di migliaia di impiegati divenuti completamente in utili. Via tutti, a casa. Stanno già cominciando. Deutche Bank licenzierà 40mila impiegati e chiuderà metà delle filiali, solo per cominciare. Gli Stati. Il passaggio alle criptovalute, con la scomparsa definitiva e irrevocabile del contante, pone un enorme problema di sovranità. Gli stati che stanno già studiando l loro valuta basata su blockchain sono Russia e Cina. Gli stati occidentali sono titubanti. Depotenziati dall’ideologia neoliberista, in queste scelte sistemiche sono condizionati dal mondo degli affari. Insomma, col passaggio alla moneta elettronica di stato si aprirà, forse, una finestra di opportunità per una battaglia sovranista a cui dobbiamo prepararci fin da adesso. La posta in gioco è agghiacciante, l’alternativa alla blockchain di stato, infatti, è la blockchain privata, che è precisamente quel che tenteranno di rifilarci. Significa che entità private, le Platform, si faranno le loro monete. Quello che per secoli l’umanità ha cercato di evitare, finora con successo, diventerà una cupa realtà. I ricchi potranno decidere quanto essere ricchi e possederanno non solo tutta la ricchezza presente, ma anche quella futura. Compreremo su Amazon usando AmazonCoin, su Apple usando AppleCoin, su Disney usando DisneyCoin. Le transizioni e i tassi di cambio se li gestiranno loro in appositi organismi internazionali che sostituiranno i vari G7, G20 ecc. Il paradiso neoliberista: niente più stati e monete il cui valore è determinato soltanto dalla ,legge della domanda e dell’offerta. Non riesco a immaginare incubo peggiore. La lotta per la riconquista e l’ampliamento della sovranità monetaria e fiscale è più che urgente, è questione di sopravvivenza dell’umanità.

        • RC17

          C’è stato un equivoco 😉
          Per come l’avevi messa avevo inteso che tu facessi parte di quelli che vedono nei BTC & Co. una sorta di lotta dal basso al sistema di potere e che credono di “tagliar fuori” gli “attuali gestori”.

          Sul fatto che sparirà la prassi odierna delle banche concordo, sul resto, beh, anche se spero di no, è molto probabile.

    • DesEsseintes

      Una domanda da niubbo

      A meno che la battaglia non verrà vinta dalle platforms…si può tradurre dicendo che la battaglia è fra gli stati e i gruppi privati per il possesso delle piattaforme informatiche?
      Non credi che Uber e tutto il resto potrebbero avere una funzione molto positiva se la piattaforma fosse di proprietà collettiva o quantomeno di Stato?

      • Holodoc

        Uber ha come scopo quello di distruggere il servizio di taxi pubblici soppiantando, con l’appoggio dei media, il monopolio pubblico con un MONOPOLIO PRIVATO.
        E sta perseguendo questa missione senza badare a spese. Lo sapevate che agli autisti Uber viene riconosciuto IL TRIPLO di quanto pagato dal cliente?

        • DesEsseintes

          Appunto.
          Se invece la piattaforma non fosse privata sarebbe diverso?
          Io credo di sí.

          • Holodoc

            L’autorità pubblica non può appoggiarsi a piattaforme finanziare con sede in paradisi fiscali per offrire un servizio pubblico. Non ha alcun senso.

        • Glock

          Veramente non solo il servizio di taxi. Uber mira all’INTERA INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA, altro che taxi.

          • Holodoc

            Beh, per fare quello che dici avere il monopolio mondiale dei taxi è il primo passo.

          • Pfefferminz

            Grazie Glock, i tuoi interventi spalancano gli orizzonti della mente. Ho la vaga sensazione che tu, purtroppo, abbia ragione.

    • Truman

      Così, in prima battuta, direi che ci hai capito meno dell’articolista.
      Io direi che BTC è uno strumento nuovo, che va capito e va saputo usare. Ha molte caratteristiche del denaro, il che lo rende idoneo ad essere usato come strumento finanziario. Ma se io fossi Kim Jong-un, BTC sarebbe il mio strumento di pagamento preferito.
      Se BTC fosse semplicemente uno strumento finanziario, allora sarebbe già più volte dimostrato che come strumento finanziario è da evitare, ho letto un’interessante dimostrazione (su un libriccino di Milano Finanza) che BTC come strumento finanziario è enormemente sopra il suo valore ragionevole.
      Ma un occidentale, supponiamo un italiano, che volesse evadere dallo Stato Esattore che congela il tuo conto corrente perché non hai pagato un balzello medievale, potrebbe trovare utile avere un luogo dove ha qualche bene al riparo da Monti, Draghi, Renzi e altri squali. Un cinese potrebbe pensarla allo stesso modo.
      Un’azienda potrebbe fare i suoi conti e passare almeno alcune attività in BTC. Un gruppo di emigrati (come dice l’articolo) potrebbe organizzarsi per mandare i guadagni in patria.
      In breve, in mezzo a molti rischi e scomodità, BTC ha proprio le caratteristiche del vero denaro, quello che le banche hanno fatto sparire per sostituirlo con strumenti di tortura fiscale.
      Una breve nota sulla storia: BTC ha già dimostrato parecchie cose, tra cui la resistenza dei suoi algoritmi crittografici a molti attacchi. Qualunque discussione dovrebbe partire dalla sua storia, e non da sillogismi da piddino del tipo “siccome mio cuggino mi ha informato che entro tre mesi il BTC crollerà, allora devi scappare immediatamente”.

      • Nat

        Se credi che le cripto valute siano strumenti “anti-sistema” sbagli. Il Bitcoin e le altre cripto valute sono “prove tecniche”. La blockchain è già in uso ( gli operatori ci stanno lavorando da tempo) e presto (mesi pare) vedrete le prime piattaforme istituzionali (pure in Italia). E’ in corso una rivoluzione che coinvolgerà l’intero sistema finanziario. Per i comuni mortali, al contrario di ciò che pensate, significherà controllo totale.

        Ps: diglielo tu a quelli di Moneta positiva 😀

        • manicomiopp

          visto che come diceva Barnard, le menti brillanti lavorano per loro.

          • Nat

            Ah beh, se l’ha detto barnard allora… Ma quante ne sa? 🙂

          • manicomiopp

            Te lavori per loro??

        • Deheb

          Intendi una cosa tipo questa?
          http://formiche.net/2017/09/24/goldman-sachs-jp-morgan-bitcoin/
          “Intesa Sanpaolo, Unicredit, Goldman Sachs, Jp Morgan. Chi investe in bitcoin e blockchain”

          • Nat

            Pure i “piccoli” Deheb.

          • Deheb

            E tu mi distruggi così, in due parole, la riscossa dei popoli contro il giogo della finanza????

            Grazie della conferma, Bitcoin (blockchain) si inserisce egregiamente nel discorso Intelligenza Artificiale, mondo digitale, macchine autoguidanti, connessione ovunque, Industry 4.0…..etc etc etc.

          • Holodoc

            Skynet si pupperà anche i soldi…

        • Truman

          Jamie Dimon è uno dei tanti che hanno perso la faccia facendo previsioni errate sul BTC, una prima indicazione che potrebbe dare fastidio al sistema globale di strozzinaggio c’è.
          Certamente potrebbero recitare, ma ancora di più potrebbero appropriarsi del meccanismo. Comunque a oggi non sembrano essere loro a controllare BTC.
          E quindi si, a Conditi diciamo che la moneta di Stato, anche cartacea, è meglio se resta.

          • Nat

            Jamie Dimon? 🙂
            Vuoi parlare di aggiotaggio? Non credo, è reato sai? Poi ti becchi una querela 🙂

            Voliamo bassi Truman. A Conditi invece diciamo di tornare a menare la carriola.

          • Deheb

            E tu ci hai creduto?
            “Goldman Sachs has announced the possibility of setting up a trading operation for bitcoin and other cryptocurrencies, though CEO Lloyd Blankfein is still “uncertain”.”
            Anche Lloyd è scettico, ma intanto….

        • cdcuser

          altro esempio di “prove tecniche” tramite l’utilizzo della tecnologia blockchain ID2020: http://id2020.org/

          (dopo le “prove” per scopi “uuumanitari” potrà essere applicato a 7/8 miliardi di persone)

        • Glock

          Corretto.

      • Glock

        Sei tui che non hai capito. Ciò che definisce un mezzo di scambio come “moneta” è il fatto che sia accettata per il pagamento delle imposte. Se non lo è significa che non ha corso legale. E’ un titolo, un’azione, un derivato, chiamalo come ti pare, ma non è una moneta. Il sogno perverso degli estremisti liberisti è una moneta “senza padroni” il cui valore è fissato unicamente dal mercato, una specie di oro resuscitato. Be’, guarda caso, ciò che definisce una moneta è proprio il fatto che ha un padrone: lo Stato.
        La Cina ha già vietato le transizioni in BTC sul suo territorio. Presto si farà la sua criptovaluta di stato. Putin ha già annunciato che è allo studio il cryptio-rublo. Quando sarà passata la buriana delle crypto-valute gioco, verrà il momento di quelle serie. L’algoritmo verrà depurato di quel che non serve e lo stato (e solo lui) avrà le chiavi per “leggere” ogni transizione, fino all’ultimo passaggio.
        Nella tecnologia blockchain c’è ben di più che BTC, non siamo nemmeno all’inizio.

  • snypex

    Bitcoin come la vedo io.

    Non è una moneta a debito, non appartiene a nessuno se non al detentore del credito corrispondente.
    Ha un valore regolato effettivamente dal mercato, quello puro non quello fittizio prodotto dal sistema a debito.
    Il suo valore è in funzione delle monete a debito, motivo per cui cresce rafforzandosi sempre di più anche se la speculazione bancaria cerca di buttarlo giù senza riuscirci.
    Non subisce l’inflazione (incute paura nel sistema bancario perchè non permette il furto del credito).
    Non si presta all’usura (incute paura nel sistema bancario perchè non produce profitti).
    Per distruggere BITCOIN il sistema ad usura della moneta a debito dovrebbe rastrellare tutti i Bitcoin futuri presenti e passati e distruggerli.

    • Ybodon

      non appartiene a nessuno…. ma non la devi comprare? come qualunque investimento finanziario leggo che ci sono dei broker che guadagnano sul bitcoin. gia questo mi fa capire molte cose…. in un paio di click.

      • Sput nik

        tecnicamente non la dovresti comprare, ma “produrre”. la compri per non stare lì a produrla…

        nessuno ti vieta di minare altre monete anche con il tuo computer vetusto, che magari tra un 6 o 7 anni avranno ripercorso l’oscillazione del noto bitcoin.

        apri il market cap, leggi quale t’interessa di più, vedi se puoi avere un pari tra spreco energetico e guadagno ad oggi e mal che ti va hai perso spiccioli, benino che ti vada avrai convertito il perso della tua bolletta in guadagno rigirabile, bene che ti vada l’oscillazione potrebbe fare storia a se.

        poi se vuoi fare il broker, come per lo zucchero e il petrolio, nessuno te lo vieta… di certo non questa società.

        • Ybodon

          vedi rispondete tutti alla stessa maniera sintomo che o avete imparato a memoria come rispondere, o non avete capito altro. che poi nok è niente più di quello che trovato su internet con due click. ma io chiedevo cose diverse relativamente al fatto che si dice che quests monete virtuale è libera e fuori dai giri delle monete ovvero banche etc. si questo nessuno proferisce parola o perché non lo sa o perché è bene che non lo dica. Chi sono i grossi minatori che possono permettersi grossi impianti per minare il grosso dei bitcoin? Siccome di parla di giri importanti ovvero tanti soldi secondo voi non ci sono grossi investimenti? siccome l utente medio non ha convenienza a produrre anche riuniti in gruppi, chi puo competere con i grossi investimenti? infatti mi sembra ci siano grosse società di brokeraggio che agiscono in questo mercato. questo è per dire che forse non è così libera e al riparo da speculazioni. ok? chiaro?

          • Laura

            La domanda successiva potrebbe essere: chi possiede l’infrastruttura di internet?
            Non si sa…
            http://www.dailymotion.com/video/x6amle2
            Però lo utilizzi quotidianamente, giusto? Tutti lo utilizziamo e non ci chiediamo a chi appartiene l’infrastruttura.
            Il fatto è che la tecnologia ci sta ponendo interrogativi nuovi e diversi, che inevitabilmente possono essere interpretati positivamente o meno. Cinicamente, un trader anche niubbo come si dice oggigiorno, non si interessa di queste domande, è interessato al profitto. Cadute le crypto, si butterà su altro.
            Gli Stati sono interessati unicamente al controllo e NON per il nostro bene, anzi!
            Le banche sono il braccio destro dello Stato, pertanto non consideriamole separatamente, ma un arto dello stesso e come tali tenteranno di impedire cambiamenti epocali, ma questo non ha nulla a che vedere sul fatto che avverranno (i cambiamenti), ma sull’istinto di ogni individuo alla conservazione e allo Status Quo.
            Dietro le esternazioni da checca isterica di Jamie Dimon e molti altri, leggete tra le righe la paura di perdere il proprio ruolo, il proprio stato acquisito e sarà molto più semplice da capire.

          • Ybodon

            NO, io me lo chiedo e ho da poco condiviso qui proprio il video di Mattei. Infatti non dico che internet è libero né magnifico la rete che ha risvolti e usi convenienti ma anche sconvenienti.

          • Sput nik

            guarda è diverso: sei tu che fai le stesse domande cui non accetti le risposte eppure sono chiare e verificabili… poi se non le comprendi o peggio non le accetti, il problema diviene tutt’altro.

            provo ad andare punto per punto:

            – vedi rispondete tutti alla stessa maniera sintomo che o avete imparato a memoria come rispondere, o non avete capito altro. che poi non è niente più di quello che trovato su internet con due click. –

            no, è che alle tue domande generiche la risposta è quella. dovresti andare più nello specifico se davvero hai domande ulteriormente pertinenti, ma da come mi pare di capire “non ci riesci” perché di ciò che hai letto in due click hai avuto solo informazioni approssimative (così come in questo discorso te le posso dare io), ma se andassi a leggerti i diversi white paper per ogni moneta, decretandone il valore effimero o meno di un progetto, molte cose eviteresti di chiederle.

            -ma io chiedevo cose diverse relativamente al fatto che si dice che questa moneta virtuale è libera e fuori dai giri delle monete ovvero banche etc. su questo nessuno proferisce parola o perché non lo sa o perché è bene che non lo dica. –

            se leggi il mio post in calce ho risposto a tutto ciò, con estrema semplicità.

            – Chi sono i grossi minatori che possono permettersi grossi impianti per minare il grosso dei bitcoin? –

            questa domanda è già parzialmente fuori luogo: interessarsi solo del bitcoin è l’assicurazione provata del non voler capire nulla perché si guarda solo in una direzione. In ogni caso anche partendo dal solo bitcoin e studiandotelo discretamente bene sapresti che ci sono più pool di persone che hanno investito in attrezzature. che tu ci creda o meno, partirono pure loro da processore e schede grafiche, fiutando l’affare sono cresciuti. anche sul tubo puoi trovare una di queste pool (genesis mining se non erro) dove ti fanno vedere al suo interno, ti spiegano come sono messi energicamente e quanto processano

            – Siccome si parla di giri importanti ovvero tanti soldi secondo voi non ci sono grossi investimenti? siccome l utente medio non ha convenienza a produrre anche riuniti in gruppi, chi puo competere con i grossi investimenti? –

            ciò che chiedi è stato dimostrato essere un limite. l’utente medio HA tutte le convenienze del mondo, SOLO deve ripiegare in altre monete… stessa storia che avvenne di recente con ethereum (non so se notasti che le schede video aumentarono tutte di prezzo), cosa ormai non più gestibile se non con hardware apposito, ma vi è una sconfinata scelta di monete (o meglio progetti) cui anche il tuo computer con una 580 può fare sfracelli…
            sta nell’ordine di pochi centesimi ovvio, ma se poi hai una crescita anche di un quarto della crescita avuta dal bitcoin… capirai che…

            – infatti mi sembra ci siano grosse società di brokeraggio che agiscono in questo mercato. questo è per dire che forse non è così libera e al riparo da speculazioni. ok? chiaro? –

            da quando un broker si fa problemi su una cosa libera o meno? il problema che fu per le dotcom non era il medesimo?
            la libertà della moneta c’è, e più che i broker a stabilire questa libertà sono (laddove ci sono monete minabili) proprio i minatori, non è un caso che se non vi è una comunione d’intenti fra loro, come già accaduto, accade e accadrà, si “forca”, creando una nuova moneta.
            a quel punto, il broker può fare il buono e cattivo tempo, non su una, ma su due monete. ma il broker può farlo anche sui tulipani…
            sono falliti i tulipani?
            è fallito internet?

            il problema speculativo è solo un problema per gli speculatori. se sei uno speculatore te ne devi guardare bene, se sei una persona che non vuole saperne di sviluppo e tecnologia ne starà alla larga, una persona mediamente interessata saprà capire come muoversi, accumulare e soprattutto farlo in più cripto.

            ma non per il mero guadagno, quello può arrivare come anche no, ma perché la strada intrapresa è quella, che ti faccia piacere o meno che ci abbiano messo l’intelletto anche microsoft, fujizu, ibm e gesù cristo divengono un valore aggiunto, e come vedi non sono progetti nati da loro nè da brokeraggio…

            microsoft per intenderci pare voglia sviluppare l’internet delle cose (che sia un bene o un male si vedrà, sarà sia l’uno che l’altro) ed è diventato partner di iota che permetterà (parrebbe) tutto ciò.

            se il progetto fallisse, chi ci ha perso di più, tu o microsoft?

            ecco la dimostrazione che il discorso speculativo, che volendo è anche un giusto spauracchio, è un discorso a parte. la speculazione a microsoft interessa tra il poco ed il nulla, interessa che funzioni…

            il discorso che fai tu è di mero brokeraggio, ma quello mi dispiace dirlo c’è dall’alba dei tempi e ci sarà in futuro che volendo potrà vertere anche sulle caccole del proprio naso.

            “vendimi questa penna” del noto film, non è un esempio a caso. puoi farla costare troppo, ma da un principio semplice: si scrive e funziona.

            per farti un esempio ancor più stupido di tecnologia e soldi (non propriamente brokerati, ma assai peggio), per anni alla nasa tentatono di sviluppare una pena da utilizzare a gravità zero…
            fior di soldini, pensa se questa tecnologia esistesse quanto si sarebbe speculato (ma già la ricerca, diventa una speculazione a se… senza l’ausilio dei noti in giacca e cravatta)…

            eppure, i russi, dimostrarono che bastava una tecnologia ben più utile, meno dispendiosa e che non si ponesse il problema (ergo, tutta quella ricerca si rivela al 99% INUTILE)… oibò si utilizza… UNA MATITA.

          • Ybodon

            grazie. ora ho capito che è in sostanza una sorta di schema ponzi.

          • Sput nik

            anche questo dello schema ponzi è una critica vecchia di almeno 5 anni… forse è ora che ti aggiorni un minimo per capire, anche solo generalmente di cosa stai parlando. non può essere un sistema ponzi proprio perché il sistema è diverso…

            …e ti dirò di più, lo schema ponzi è già stato attuato anni fa all’interno della GESTIONE del bitcoin (e non mi stupirei in innumerevoli altre monete), proprio ragionando come se fosse una moneta fiat. ma non l’hanno fatto i minatori… ma “gli stronzi” in genere. e questi ci sono da sempre eh… o sei nato ieri?

            guardati le recensione degli utenti, quei siti vengono etichettati come scam, di conseguenza vengono chiusi, ed è più raro ad oggi trovare siti di tal genere.

            e volendo guardarla in prospettiva è quel valore aggiunto che vuoi o non vuoi lo rende decentralizzato, in amore e odio: uno schema ponzi in moneta fiat è ormai legalmente fuori… con le crypto, se trovi l’allocco, puoi farlo. ma puoi farlo tu… non il minatore che fa andare avanti la baracca…
            saran scemi alla microsoft con l’accordo di iota e quello intelligente sei tu.
            saran scemi in svizzera dove alcuni cantoni accettano il pagamento degli affitti in bitcoin e sei superiore tu.

            la “libertà” che PER ORA si ha porta ad essere liberi anche di rifilare sòle e cascarci con tutte le scarpe. bisogna essere semplicemente accorti…

            come per attraversare la strada, via…
            se attraversi senza guardare, è anche questo uno schema? ovvio, lo schema della stupidità.

            ma non è che le strade non abbiano un senso, perché c’è qualche tupido che attraversa bendato.
            e non è che tu, difendendo quello stupido, hai ragione…

          • Ybodon

            Ho scritto SORTA di sistema ponzi. cioè non uguale.

          • Sput nik

            l’imps è più somigliante ad un sistema ponzi, assai più simile. SE SOLO CI RIFLETTESSI, ma mi pare che tu voglia solo perdurare con i tuoi bias di conferma.
            fai pure. il problema è tuo, non mio.

          • Sput nik

            l’inps è più somigliante ad un sistema ponzi, assai più simile. SE SOLO CI RIFLETTESSI, ma mi pare che tu voglia solo perdurare con i tuoi bias di conferma.
            fai pure. il problema è tuo, non mio.

          • Ybodon

            ma io non sto parlando dell’INPS
            Perchè presupponi che io parlerei bene dell’INPS? eh? da cosa?

          • Sput nik

            non fare finta di non capire. TU hai parlato di sistema ponzi… o sbaglio? NON SBAGLIO.
            TU finanzi un sistema ponzi da quando hai iniziato a lavorare e non hai battuto ciglio… e occhio: non te ne puoi tirare nemmeno fuori.

            ORA ti lamenti di un ipotetico (e ripeto IPOTETICO) sistema ponzi in un “mondo” di valuta che nemmeno lo prevede… e ti dirò di più: se qualcuno riesce ad attuare tal sistema con le criptovalute (già avvenuto in realtà, in siti scam che tre anni fa promettevano un ritorno del doppio o triplo, scappando poi con tutto il malloppo), e un pollo abbocca, merita di perdere PURE le mutande… perché la storia, evidentemente, non gli ha insegnato niente.

            e tu ne sei il perfetto esempio: parli senza sapere, e lamenti problemi in una nuova tecnologia quando sopra questi tuo padre è garantito, TU NO.

            tu non parli del nulla. non presuppongo: LO DIMOSTRI.

            fatti una cortesia, evita.

          • Ybodon

            io non mi lamento affatto. Noto le cose. e noto anche come rispondi alle questioni sollevate.

          • Sput nik

            lo spero per la tua conoscenza.

    • marcobaldi

      Sembra la favola raccontatata dal Gatto e la Volpe a Pinocchio…

    • Glock

      Ma ha un piccolo difetto: non è moneta. Nessuno stato l’accetta in pagamento delle imposte. Secondo, la Cina ha vietato transizioni in BTC nel suo territorio.
      BTC è il sogno pazzo dei cosiddetti “libertariani”, estremisti liberisti che predicano la totale estinzione dello stato, delle tasse e di qualsiasi potere oltre a quello del Mercato. Altro che caxxate sulla “moneta a debito”. I sedicenti “signoraggisti” sono, in realtà, dei pericolosi libertariani travestiti da sovranisti.

      • Pfefferminz

        Una domanda: cos’è che dà valore al bitcoin?

        1) l’energia e l’intelligenza che serve per crearlo
        (questo spiegherebbe la tua definizione del bitcoin come “asset”)

        2) il valore è arbitrario

        3) il valore si crea sul mercato (incontro di domanda e offerta)

        4) altro

        • Glock

          Semplicemente e unicamente la legge della domanda e dell’offerta.

  • Tonguessy

    Sarà, ma io nutro una naturale idiosincrasia verso tutto ciò che è virtuale, ovvero codici binari che girano da un computer all’altro. Intanto perchè (nonostante ogni criptografia) sono hackerabili. Se sono entrati in siti teoricamente invalicabili (CIA, NSA etc..) possono entrare anche lì. E poi perchè la società cashless è il fine ultimo delle criptovalute. Ed è stato spiegato a più riprese che la società cashless è il grande fratello all’ennesima potenza: se ti vogliono togliere di torno ti bloccano gli accessi e sei finito.

    • Truman

      Credo che le criptovalute oggi andrebbero viste anche nella categorie degli esplosivi, di quelli nucleari.
      Guardarle come moneta elettronica è molto limitativo, sono armi di una guerra in corso e stanno mettendo in difficoltà quelle organizzazioni di strozzini normalmente chiamate banche. Ed erano gli strozzini che volevano gestire la moneta elettronica, ma in questo caso non sono loro a gestire il giocattolo.
      Una nota sui meccanismi: indipendentemente dalla moneta, il meccanismo sottostante della blockchain, una specie di libro mastro replicato e condiviso, in cui la crittografia svolge soprattutto un ruolo di autenticazione, ha già dimostrato di essere uno strumento valido per numerose applicazioni.

      • marcobaldi

        Come sono suddivisi i bitcoin ?
        Cioe’ chi e’ il maggior detrntore di bitcoin oggi ?
        E quanta petcentusle del totale ne detiene ??

        • Truman

          Per quanto mi risulta non lo sa nessuno.

          • Sput nik

            non lo sa nessuno, ma si può intuire. quel tale (quei tali?) satoshi nakamoto…
            ma stare a guardare solo al bitcoin lui stesso (loro stessi) direbbero di star guardando proprio nella direzione sbagliata.
            Ovviamente, aggiungerei.

            perché se domani, ipoteticamente il bitcoin fallisse, la block chain avrà dimostrato la sua totale funzionalità, perché morta una moneta ce ne staranno altre 10 o 100 o 1000.

            se muore l’euro che si fa?

            se il bitcoin fallisce, è fatta, per come la vedo io.

      • Nat

        Truman ha scritto: “Guardarle come moneta elettronica è molto limitativo, sono armi di una guerra in corso e stanno mettendo in difficoltà quelle organizzazioni di strozzini normalmente chiamate banche. Ed erano gli strozzini che volevano gestire la moneta elettronica, ma in questo caso non sono loro a gestire il giocattolo.”

        Ma perché? Ti hanno gabbato 🙂
        Esempio banale: come ti proteggi dal furto?

        • Glock

          Non c’è protezione. Se uno ti costringe a rivelargli il codice che corrisponde al tuo portafoglio BTC, ti ha derubato di tutti i tuoi BTC.
          A meno che tu non ti affidi, per il mantenimento del tuo portafoglio, a un sito web che lo custodisce per te.
          Cioè a una specie di… come si chiama? Non mi ricordo… Comincia per… Comincia per B… Ah, BANCA! 😉

      • raffaello nencioli

        Osservazione molto pertinente, l’impressione è che il meccanismo sottostante vada ben oltre la speculazione del bitcoin. Esempi di sperimentazioni di sistemi di gestione totalizzanti basate sul blockchain ce ne sono e uno in particolare di successo in Italia, non sulla moneta ma sulla politica ed è il M5S. Questo non è un partito né un’associazione in senso stretto, è un aggregato di rete, gestito dall’esterno delle sue funzioni da personaggi irresponsabili. Well done Mr Grillo, sei pronto per Gaia!

      • Tonguessy

        Questa poi! Affidarsi a criptovalute per mettere alle corde le banche è come affidarsi a Facebook per organizzare una rivolta armata. E’ tutto così dannatamente digitale che la tracciatura rimane il problema principale: NSA, CIA e soci hanno plaudito pubblicamente all’ottima riuscita dei social network proprio perchè neanche Echelon è riuscita a trasmettere così tanti dati sensibili ai controllori dell’umanità. E tu davvero pensi che i banchieri che hanno qualcosa come 600 anni di esperienza sul campo si lascino gabbare da qualcuno che usa internet? Non è piuttosto che anche questo sia una mossa gattopardiana del tipo cambiare tutto affinchè non cambi nulla?

        • Truman

          Manicheismo mi pare si chiamasse quel modo di fare che tracciava una chiara linea tra ciò che è buono e ciò che è cattivo. I manichei di oggi potrebbero affermare che tutte le banche sono cattive, tutta l’elettronica è cattiva, ma la cartamoneta è buona.
          Io ho il sospetto che bisogni guardare un po’ più in dettaglio, nel merito il progetto di Bitcoin, che è un paper pubblico, mi appare provenire da un ambiente ben diverso di quello del potere ufficiale. C’è intelligenza dietro e questo tende a dimostrare che non viene dal potere. (Qui dissento nettamente da Barnard, io nel potere vedo soprattutto stupidità, anche se evidentemente non c’è solo stupidità).
          Insomma Bitcoin e le criptovalute mi sembrano provenire dall’ambiente hacker, gli specialisti delle reti, gli esperti di tutti i dettagli dei computer, ritirati in un mondo artificiale perché sono in difficoltà nel quotidiano di oggi.
          E’ evidente che il successo delle criptovalute (in particolare del blockchain) ha destato l’interesse delle banche, che hanno sicuramente investito cifre colossali per appropriarsene.
          Il sistema di potere ha già dimostrato più volte di sapersi appropriare delle armi delle opposizioni per farne propri strumenti di dominio, “Il Grande Fratello” di Orwell che è diventato un format televisivo di successo qualcosa dovrebbe dimostrare, ma forse ancor di più i 4 Vangeli che diventarono strumento del dominio della Chiesa sui poveracci.
          E allora è guerra, e in guerra si rubano le armi del nemico (e le munizioni) e si perfezionano tali armi facendole diventare proprie…
          E quindi si, tendo a prevedere che ne vedremo ancora parecchie di novità.

          • Tonguessy

            Posso anche essere d’accordo sulle buone intenzioni di BitCoin, ma questo non cambia di una virgola la mia critica sull’ambiente nel quale le criptovalute si muovono. In realtà non hai risposto alle mie perplessità sulle finalità di controllo che la rete ha dimostrato di sapere imporre. Ripeto quindi la domanda: BitCoin va o no verso la società cashless? E tale società attua si o no un controllo TOTALE sulla sopravvivenza degli individui? Basta bloccarne gli accessi per averli in mano. Sulle buone intenzioni il barbuto di Treviri ha chiaramente espresso il suo punto di vista: utilissime a lastricare la strada per l’inferno. Ma già, l’inferno è una narrazione manichea…

          • Truman

            Le domande sbagliate sono più pericolose delle risposte sbagliate. Le domande sbagliate spesso sono solo trappole.
            Un esempio potrebbe essere un utente di questo sito che sta sempre a domandarsi se una cosa è di destra o di sinistra. Io gli risponderei dicendo che a pranzo se il cibo mi piace, allora per me è buono.
            Nell’argomento criptovalute la domanda giusta è “chi controlla BTC?” E la risposta è “Nessuno, il controllo è dato da algoritmi crittografici”. (Ricordo incidentalmente che nelle normative per l’esportazione USA la crittografia è insieme alle armi da guerra).
            La domanda aggiuntiva è: “Possono le banche prendere il controllo delle criptovalute?” E la risposta è “Lo stanno già facendo”.

          • Tonguessy

            Spero tu ti renda conto della sfilza di sofismi che hai usato. Io scrivo che diffido di tutto ciò che è virtuale, tu mi rispondi che il mio diffidare “è molto limitativo” senza spiegare poi perchè. Mi ripeto sulla pericolosità del virtuale portando ad esempio Facebook, plaudito da CIA e NSA e tu mi dai del manicheo, senza spiegare perchè. Ridomando: ma bitcoin va o no verso la società cashless? Tua risposta: “Le domande sbagliate sono più pericolose delle risposte sbagliate.”

            A casa mia mi hanno insegnato che domandare è lecito, rispondere è cortesia. Non mi hanno mai parlato di domande sbagliate nè tantomeno pericolose. Sono convinto che ogni domanda nasca da un desiderio di comprendere, desiderio che viene brutalizzato quando si impongono delle etichette che vanno dal manicheo allo sbagliato passando per il pericoloso. Non per questo eviterò di chiedere se il fine ultimo di bitcoin sia la società cashless.

          • Truman

            Ai tempi di Galileo, il guardare nel cannocchiale era qualcosa che non si faceva, perché quello strumento mostrava cose che non si vedevano al di fuori di esso. (E’ evidente che quel cannocchiale in qualche caso andava contro il potere istituzionale, mentre Facebook è dalla parte del potere, ma non è questo che mi interessa).
            Ciò che era dentro quello strumento veniva guardato con sospetto, era il virtuale di quell’epoca. Anche la fotografia veniva rifiutata dai primi aborigeni dell’Africa o dell’Oceania, perché avevano paura che la macchina fotografica rubasse la loro anima. Avevano paura del virtuale.
            Chi conosceva bene il meccanismo di tali macchine non aveva paura del virtuale. In definitiva voglio solo sostenere che la paura del virtuale può significare incomprensione del meccanismo. Vorrei aggiungere che quando il meccanismo diventa ben noto quello che era virtuale (o manufatto del Demonio) potrebbe essere semplicemente considerato “realtà”.
            Sulle domande. Hai fatto domande lecite. E io sono stato scortese. Credo su questo possiamo concordare. Per la scortesia ti pago un caffè alla prima occasione.
            Devo però negare che “ogni domanda nasca da un tentativo di comprensione”, perché esiste almeno un caso limite, quello dell’Inquisitore (Eymerich, diciamo). Eymerich fa domande per avere le risposte che desidera lui. E può torturare l’inquisito se non dice le cose “giuste”. Ma non credo che il modo in cui un poliziotto interroga l’indagato per un omicidio sia molto diverso. Quando la risposta alla domanda diventa obbligatoria si sviluppa il gioco di potere tra l’inquisitore e l’inquisito.
            Ecco, questo gli antichi lo sapevano.

          • Tonguessy

            Va bene, si comincia a capire qualcosa. Cioè scienza e tecnologia sono neutre, è l’uso che se ne fa che ne determina il valore. Sono assolutamente contrario a questa fede, non vedo come altro potrei chiamarla. Per me il mezzo identifica il fine, almeno valutando l’integrale dei risultati. Ma la discussione su questo punto è letteralmente infinita, quindi lasciamo che ognuno abbia il proprio pensiero. Potremmo almeno concordare sul fatto che il contesto culturale influisce enormemente sulla percezione. Negli anni ’90 quando andai a visitare la Thailandia non mi era possibile fotografare le persone per gli stessi motivi che hai scritto. Eppure non erano animisti come gli aborigeni, ma buddisti. Né ho potuto fotografare le abitazioni Hopi in Arizona perchè era proibito farlo. Era proibito dalla legge, intendo, non dalla paura che qualcuno rubasse qualcosa anche se forse alla base di quel divieto c’era un timore di questo tipo. Con bitcoin la storia è molto simile: in fin dei conti si tratta di valutare come certa virtualità (non tutta! anche questa conversazione, se vuoi, è virtuale) possa andare a finire. Secondo te è il cannocchiale di Galileo, oggi un oggetto molto familiare per chiunque. Per me è l’atrio che porta alla società cashless, dove una ristretta elite ha poteri decisionali molto maggiori di Eymerich dato che non si parla di singoli ma di masse (vedi chiusura dei conti a Cipro o il caso Northern Rock). A tale proposito: sono sicuro che esista una differenza tra la domanda che intercorre tra due persone libere distanti centinaia o migliaia di chilometri e la domanda che viene posta da un inquisitore ad un torturato con poche speranze di vita. In quest’ultimo caso non si tratta di domanda secondo criteri democratici e prassi di comunicazione civile, ma di verifica di dogmi precostituiti. Fa una bella differenza.

      • Glock

        Vero. Vero anche che il sistema bancario ha i giorni contati. Ma gli strozzini restano, anche senza le banche.

  • Tipheus

    Lo devo studiare un po’ di più, ma istintivamente non mi piace e non li voglio. Già il fatto che non si sa chi li ha emessi e che ci sia uno pseudonimo dietro mi puzza di bruciato. Secondo me sono uno strumento finanziario, non una moneta. Il fatto che qualcuno li accetti come mezzo di pagamento non significa niente. Quando saranno buoni per pagare le tasse saranno moneta. Sono una scommessa, per come lo vedo io. Che per ora va bene. Ma che non ha alcun sottostante, e quindi? Vale finché ci sono gli allocchi che le danno valore. Preferisco tenere oro fisico, mi tengo la “reliquia barbarica”. E per le piccole cose uso la moneta legale che purtroppo serve, con tutti i suoi difetti.
    Se fosse emessa da uno stato, come giustamente dice Glock, sarebbe tutt’altra cosa. Alla fine è moneta pubblica, e la userei. Però mi sta sulle palle la completa tracciabilità di tutto ciò che facciamo.
    Ma ci vuole tanto a gestire una moneta elettronica al portatore, perfettamente anonima? Secondo me non c’è la volontà di farlo. Perché alla fine, controllando la moneta, si controlla la vita di tutte le persone. Saremo o schiavi di un dittatore o di un cartello di usurai, o di un dittatore usuraio. Bella prospettiva. Mi tengo l’oro fisico. Anche di nascosto.

    • Ybodon

      “Secondo me sono uno strumento finanziario”

      Ma puoi togliere il “secondo me”.
      io da completo ignorante entro su internet e cerco Bitcoin e vengo indirizzato verso dei “broker”.
      Quindi si, il bitcoin è uno strumento finanziario.
      Dietro dunque, ci devono essere gli stessi che ci sono dietro ogni altro strumento finanziario.
      E gli strumenti finanziari vengono “venduti”.
      E i broker, come per ogni strumento finanziario ci guadagnano in ogni caso sia che il loro cliente “vinca” o “perda”.
      Non capisco dunque questo considerare il Bitcoin qualcosa di “libero” o che ci libererà quando è gestito ovviamente sempre dai soliti che è inutile nominare.

  • Primadellesabbie

    A me pare che usare una moneta equivalga a riconoscere l’autorità dell’istituzione che la emette, e che la mette a disposizione, o a prenderne atto ed accettare le conseguenze, non sempre prevedibili, di questa sottomissione (si é potuto constatare in questi ultimi anni come il sistema finanziario abbia potuto agire incontrastato, imponendo i suoi capricci).

    Di chi é la rete? Ascoltate attentamente cosa si dice al minuto 6.00 di questo discorsetto postato da Ybodon qualche giorno fa; https://www.youtube.com/watch?v=H1XceGC0s8k

  • natascia

    Io purtroppo sto perdendo fiducia in una serie di persone che ci credono. Blondet afferma che l’energia necessaria a fare i calcoli produrrà un collasso energetico. Dai forza che forse l’apocalisse un po si sbriga.

  • Nat

    @ Ybodon

    Li puoi acquistare ma li puoi anche produrre (miner).

    @Tipheus

    Il “valore sottostante” è il costo di produzione. Non sai chi li ha emessi/prodotti ma il produttore inconsapevole potresti essere tu stesso.

    http://www.hwupgrade.it/news/sicurezza-software/miner-di-criptovalute-nascosti-nei-siti-web-e-la-nuova-piaga-della-rete_72258.html

    https://www.tomshw.it/streaming-pirata-italia-minano-valute-le-nostre-cpu-88553

    • Ybodon

      ah quindi chi mi vende i bitcoin li gestisce e produce e ne immagazzina anche le transazioni
      😀 ottimo!

      • Nat

        No… Prima di sparare a casaccio leggiti almeno wiki:

        https://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin

        Fatteli da solo:
        https://guadagnabitcoin.wordpress.com/bitcoin-mining/

        • Ybodon

          guarda ci vuole poco a capire che non li puoi produrre col computer di casa ma ci vogliono prestazioni particolari per averci un guadagno.
          Altrimenti ti conviene direttamente comprarli.
          Le prestazioni particolari servono per i dati delle transazioni cioè si utilizza questa rete di “miner” per tenere sotto controllo le transazioni. Quindi grossi investitori producono tanti bitcoin e detengono grossa parte dei dati.
          sbaglio?

          • manicomiopp

            Radeon HD 5830:
            300 Mhash/s at 3438908.96 difficulty = ( 300 / 3,439,000 ) * 502.91419 = 0.043 BTC per day
            or 1.32 BTC/month ≅ $16/month

            Nel 2011 con una scheda grafica da 150euri, si riusciva ad avere 1.32 bitcoin al mese. se quella volta valevano 16 us$, adesso il tipo che se li e’ tenuti si ritrova con l’equivalente di 9 o 10000$.
            Se quella volta insomma il nostro governo avesse investito un po in schede grafiche, non avremmo piu’ il debito pubblico

          • Nat

            Sì. Informati.
            Ps: Non credo che questo sia il luogo adatto per informarsi.
            Credo eh, de gustibus 🙂

          • Ybodon

            ma cos’è sto alone di mistero?
            boh

          • Nat

            Il mistero è come si possa farfugliare la qualunque circa un
            argomento di cui non si conosce/capisce una cippa.

          • Ybodon

            il mistero è che uno fa domande e gli si risponde “informati”.
            graziarcazzo

          • Truman

            Capisco l’atteggiamento di stizza, ma l’argomento è effettivamente complesso.
            Dal punto di vista tecnologico le criptovalute sono fortemente innovative, da punto di vista degli effetti che già stanno producendo ci sono effetti controversi (es. “bolla o non bolla?”).
            Su quello che può succedere le divergenze sui punti di vista sono notevoli anche tra quelli che si sono sforzati di capire qualcosa.

    • Holodoc

      Beh adesso valgono molto più del costo di produzione, ma è possibile che in futuro varranno meno, chi può dirlo?
      Per produrre una locomotiva a vapore occorreva un bel po’ di energia… ma non per questo adesso ha un valore se non sentimentale.

      • Nat

        Con la logica spiccia non si va molto lontano.

        • Ybodon

          Le tue frasette per commento sono del tutto inutili e non apportano altro che fastidio.

  • Skaramakay

    Ecco, al solito in Italia, i più esperti in un argomento sembrano essere proprio quelli che non ci hanno mai avuto a che fare.
    Studiatevi il meccanismo della blickchain, non ci vuole molto, investite in criptovalute una cifra simbolica, e anche se la perdete tutta avrete acquisito delle informazioni su un mondo che prima o poi dovremo conoscere tutti.
    Se poi va bene, ci si guadagna pure qualcosa.
    Ma la cosa importante non è lucrare, è imparare.

    • Ybodon

      io, come ho detto, non conosco affatto la materia e sto informandomi.
      Le prime domande che mi vengono in mente riguardano l’esistenza di grossi “nodi”.
      Negli articoli che sto leggendo si parla sempre di “utenti” ma esistono utenti e utenti.
      Un conto sono io con il mio computerino, un conto sono elaboratori giganteschi.

      Dunque mi chiedo e vi chiedo : non sono loro a “minare” più di quanto possa minare un utente privato e singolo?
      Non sono questi grossi nodi che detengono dunque i database piu grossi delle transazioni?
      Forse oggi non è ancora così (?) ma cosa succede se domani entrano in questo “mercato” grossi operatori?

      • Skaramakay

        Non mi riferivo a qualcuno in particolare, leggevo più che altro commenti autorevoli da parte di chi non ha in tasca neppure un centesimo di bitcoin.
        La mia esperienza è quella di un piccolissimo acquirente, senza pretese, e quel poco che ho appreso mi è sembrato rivoluzionario, riguardo al concetto di moneta, e per i meccanismi che supportano il sistema.
        Minare è altra cosa, occorre investire in apparecchiature ed energia elettrica, mai fatto.
        Ma il numero di miners nel mondo è talmente elevato e distribuito, da rendere impossibile che qualcuno prevalga su tutti gli altri.
        La blockchain, il database, è distribuito, lo hanno tutti uguale, è accessibile a tutti, non si può modificarne una parte unilateralmente.
        Tutta questa roba non ha un padrone, è proprio questo che irrita i padroni.

        • Ybodon

          dici delle belle cose ma alle mie domanda nom rispondi o non sai rispondere e nessuno risponde.

  • marcobaldi

    Comunque.
    E’ assolutanente falso che le bolle non si ripetano nei vari settori finanziari. Avremmo scoperto l’ albero della Cuccaccagna altrimenti.
    Tipicamente quelle immobiliari sono addirittura cicliche.

    • Truman

      Si, esistono andamenti ciclici, ma di solito con il termine bolla non si fa riferimento all’immobiliare, che è un bene rifugio, a volte sopravvalutato, ma non ricordo che l’immobiliare sia cresciuto di 10 volte in un anno per poi crollare del 50% in un paio di mesi. Qui con il termine bolla si faceva più riferimento ai tulipani.
      E quindi si potrebbe dire che se con bolle intendiamo significativi incrementi che poi si sgonfiano, ma lasciano un valore residuo consistente, allora esse si ripetono con facilità, ma il fenomeno bitcoin viene paragonato dai detrattori alle bolle esplosive che alla fine lasciano nelle mani dell’ultimo possessore un pugno di mosche. E queste bolle non tendono a ripetersi. Il paragone con l’immobiliare tenderebbe invece ad assimilarlo ai beni rifugio, e anche questo potrebbe essere azzardato.

      • marcobaldi

        Nel campo della moda TUTTI i sacrosanti anni vediamo abiti ipervalutati svalutarsi ad una frazione del prezzo di lancio nel giro di pochi mesi

  • marcobaldi

    A me pare un mega schema Ponzi .
    Mi ricorda il mitico Tubo Tuker su scala planetaria.
    Ve lo ricordate ?

  • SanPap

    Premesse:

    stringa di caratteri: una successione ordinata di caratteri appartenenti ad un dato insieme di caratteri maiuscoli dell’alfabeto: A, B, C, …; stringa costruita con quei caratteri: BUON ANNO e ANNO BUONO sono due stringhe diverse: contengono gli stessi caratteri ma sono ordinati in modo differente
    insieme dei caratteri minuscoli dell’alfabeto: a, b, c, …; stringa costruita con quei caratteri: buon anno
    insieme dei caratteri rappresentati cifre: 0, 1, 2, …; stringa costruita con quei caratteri: 2018
    insieme dei caratteri di stampa: !, ?, /, …;
    stringa composta da più insiemi di caratteri: Buon Anno 2018 !
    ———————————————————
    criptare (una stringa di caratteri): trasformare una stringa di caratteri in un’altra stringa di caratteri in modo tale che:
    a) il suo significato possa essere compreso solo da chi possiede la “chiave” per farlo.
    b) costituisca una codifica univoca della stringa iniziale.

    Nella tecnologia dei bitcoin si utilizzano funzioni di criptazione di tipo B; questo tipo di funzioni prendono il nome di funzioni
    di HASH e hanno le seguenti proprietà
    1) la lunghezza della codifica prodotto è fissa, dipende dall’algoritmo di crittazione e non dalla lunghezza della stringa da criptare
    2) la codifica individua in modo univoco la stringa codificata, e quindi
    2.1) stringhe differenti producono codifiche differenti
    2.2) codificando più volte la stessa stringa si ottiene la stessa codifica
    3) dalla codifica non è possibile risalire alla stringa codificata

    Gli algoritmi di Hash si raggruppano in quattro famiglie
    SHA-0 (Secure Hash Algorithm 0) algoritmo sperimentale, produce una codifica lunga 20 caratteri
    SHA-1 algoritmo operativo, produce una codifica lunga 20 caratteri
    SHA-2 è costitita dagli algoritmi operativi
    SHA-224 produce una codifica lunga 28 caratteri
    SHA-256 produce una codifica lunga 32 caratteri
    SHA-384 produce una codifica lunga 48 caratteri
    SHA-512 produce una codifica lunga 64 caratteri
    altri (non interessanti in questo contesto)
    SHA-3 algoritmi in sperimentazione

    DataBase
    Sono dei sistemi informatici atti a gestire l’archiviazione dei dati
    Sono costituiti dalle informazioni archiviate e dalle funzioni che permettono di gestirli
    I tipi di database implementati nel tempo sono stati
    1) a liste
    2) gerarchici
    3) relazionali
    4) reticolari
    ciascuno ha un contesto in cui è più adatto; i più diffusi sono i database relazionali;
    nella tecnologia delle cripto valute si utilizzano il database a liste

    Liste
    E’ un comune elenco di informazioni: ogni riga contiene l’informazione e il suo hash;
    il numero di riga in cui sono memorizzati l’informazione e il suo hash è calcolato mediante l’hash stesso
    La funzione che effettua questo calcolo è detta Funzione di Hash.

    Sulla lista devono essere possibili le funzioni di
    1) inserimento di una nuova informazione
    2) ricerca di una informazione
    3) cancellazione di una nuova informazione
    (l’aggiornamento si può realizzare utilizzando opportunamente le tre funzioni elencate)

    Funzione di Hash
    Se la lista ha m righe, la funzione di Hash ha il compito di ricondurre tutte le possibili chiavi delle informazioni (i loro codici hash) a m valori.
    [Nota: la cryptazione hash riduce una stringa di lunghezza qualsiasi ad una stringa di lunghezza definita dall’algoritmo, la funzione di hash fa qualcosa di analogo: riconduce il codice hash di una informazione ad un numero minore od uguale al numero m di righe della tabella]

    Quando la funzione di hash riconduce due chiavi alla stessa riga, si ha una collisione delle chiavi; la collisione è inevitabile perché il numero di chiavi possibili è molto maggiore di m (al contrario del caso della cryptazione in cui il numero chiavi è molto più piccolo di tutte le chiavi possibili)
    Occorre quindi gestire le collisioni.

    Ci sono più modi di definire la funzione di hash (Metodo della divisione, Metodo della moltiplicazione, metodo Universale); li tralascio perché necessitano della scrittura di formule, impossibile con questo editor.

    Ci sono più metodi per gestire le collisioni: indirizzamento mediante concatenazione e varianti e l’indirizzamento aperto e varianti; quest’ultimo è il migliore perché non necessita di ulteriori liste in cui memorizzare le chiavi.

    Gestione delle collisioni con il metodo dell’indirizzamento aperto.
    Anche in questo caso ci sono vari metodi di procedere: metodo dell’indirizzamento aperto con scansione lineare, con scansione quadratica, con doppio hasching; quest’ultimo è il migliore perché tende a riempire uniformemente le righe vuote. Questo calcolo per arrivare al suo scopo può essere ripetuto milioni di volte al secondo.

    Fatto questo possiamo chiudere transazioni bitcoin e ricevere bitcoin in premio

  • Ybodon
  • Lucio Brovedan

    Agli inizi, chi acquistava Bitcoin lo faceva, per lo più, per procurarsi delle unità di scambio (“denaro” digitale) per acquisti non tracciabili dalle autorità. Oggi è diventato un bene rifugio, uno strumento di accumulo e speculazione. Sicuramente ci sono già anche i “derivati” sul Bitcoin cioè, sostanzialmente, “scommesse” sulla variazione del suo prezzo.
    La solita degenerazione “capitalista”, una presuntamente efficace alternativa (al sistema bancario-finanziario) viene trattata e vissuta con le stesse logiche, che si rivelano inevitabilmente auto-lesionistiche per la società, nel suo insieme.
    La moneta deve essere emessa senza debito, senza interessi e a maggior ragione a costi praticamente nulli se non è una moneta fisica.
    Quale valore aggiunto porta alla società questo strumento, quando viene tesasurizzato e, attraverso la speculazione, diventa uno dei tanti “giochi a somma zero”?
    Così si definisce un “gioco” dove il mio guadagno è la tua perdita, cioè sposta risorse, senza contribuire allla creazione di valore aggiunto, nuova ricchezza o, per meglio dire, nuovo vero benessere.
    Cultori di questi “oggetti digitali unici”, di questi nuovi feticci di ricchezza facile, estranea al lavoro, quando vi sveglierete dal plagio che sempre avvolge gli avidi e i frustrati con poca coscienza?
    Mi scusi chi si sente offeso, ma la provocazione è voluta, solo per far riflettere, quelli che sono abbastanza inteligenti ed onesti e non si fanno plagiare da quei due grandi pensieri malati e distruttivi, che spesso giustificano le peggiori cose.
    Il “Così fan tutti”!
    E il “Se non lo faccio io lo fanno gli altri”
    Preferisco il “cazzi vostri”, almeno è più sincero
    Buona serata
    LB

  • Denisio

    Lancio una provocazione, dato che ormai la politica rappresentativa sta scemando più o meno per scelta e con essa il concetto di stato nazione ad eccezione di quando viene paventato un qualche interesse coloniale mascherato da “missione” e c’è bisogno di trovare chi fa il lavoro sporco per determinate elite di vario tipo (monarchico, religioso, finanziario) , se ne deduce che il concetto di stato se non viene popolarmente sostenuto in nome delle carte dei diritti fondamentali e in nome delle costituzioni temo che la tendenza sia quella di annullarlo per introdurre sistemi di controllo indiretto come quello delle criptovalute che tecnicamente avrebbero il potenziale di bypassare le lungaggini dei processi democratici. Quello che si evince anche da questa discussione è che nessuno possa realmente comprendere fino a che punto il bitcoin e in generale la blockchain sia fuori da logiche di controllo globale ed è presto detto che conoscendo la liquidità dei sistemi informatici e la “casualissima” concomitanza tra le crisi bancarie e di rappresentanze parlamentari con l’avvento delle criptovalute, che ancora “casualmente” o meglio causalmente funzionano proprio all’interno della rete internet la quale alla pari della cartamoneta riceve attenzioni, controlli e gestioni via via sempre più mirate, non c’è nulla che possa far pensare a questa “rivoluzione” come a qualcosa di realmente auspicabile.
    Nonostante questo può anche darsi che all’interno della blockchain possano nascere criptovalute che permettano di sostenere progetti socialmente interessanti, che riescano a promuovere iniziative condivise, in fin dei conti non si può escludere che si esistno ancora nell’animo umano occidentale alcune aspirazioni nobili di sviluppo di progetti d sviluppo ecosostenibili fuori dalle logiche petroliocentriche (leggi Ettore Majorana ed energia libera e gratutita). Con questa premessa voglio chiedervi se vedete un qualche tipo di interesse nella criptovaluta pensata da Marco Saba di decentralizzazione del potere attraverso il progetto Equacoin, un sistema che promette di essere stabile stabilizzante e democratico rispetto al sistema attuale e convertibile in valuta. Boh! A naso mi sembra più interessante del bitcoin ma da profano che non ha ancora ben capito molte cose tecniche delle criptovalute.

    https://m.youtube.com/watch?t=149s&v=S7urJeWIAGU

    • Sput nik

      è un enorme mah. l’idea a chiacchiere è buona, non ho letto il paper, ma ho avuto gli stessi dubbi suoi (non tutti, ma alcuni sì):
      https://www.youtube.com/watch?v=tqoWGi0oLbk

      • Denisio

        La mia ignoranza sul tema si trasforma in un lancio di ottimismo nichilista per questo motivo è fondamentale oggi riprendere controllo del legame tra il diritto privato e il diritto pubblico. Se le tre sfere di competenza dello stato continuano ad essere sovverchiate dagli interessi privati attraverso moneta, trattati di libero scambio, le derive sociali saranno sconvolgenti, la tecnologia senza alcun controllo se non quello dell’interesse privato apre a scenari inaspettati e potenzialmente incontrollabili e non c’è nessun motivo per essere ottimisti, al più si cerca di aggrapparsi ad un relitto del sistema per non esserne dispersi…

    • Pfefferminz

      Il video è interessante e ti ringrazio della segnalazione. Nella prima parte del video ho trovato una risposta a una domanda che mi ponevo già da tempo sulla concezione di creazione di moneta dal nulla sostenuta da Nino Galloni e altri. Saba dice chiaramente che “il primo passaggio della creazione del denaro dal nulla” non compare nella contabilità e che quindi non è vero che “le banche creano i depositi”. Questa opinione è diversa da quella “ufficiale” che fa capo al “circuito monetario”, ma, finalmente, grazie a questo video, l’ho capita.
      La lettura di questo articolo di Alexis Toulet con i relativi commenti è il mio primo approccio alle “criptovalute”, quindi sull’Equacoin non so dirti, ma vale la pena seguirne gli sviluppi. Sembra interessante con tutti questi accenni alla democrazia, poi bisogna vedere in pratica come si evolverà.
      Sono d’accordo sulla possibilità di esistenza di “aspirazioni nobili di progetti di sviluppo ecosostenibili fuori dalle logiche petroliocentriche”.

      • Denisio

        Seguo Marco Saba da un pò di tempo e non posso pensare che sia legato ad interessi dell’1% nonostante questo, se il progetto dovesse andare in plrto si traterebbe di una forma di crowfounding con la prospettiva di diventare tanto più ampia quanto più realmente condivisa. Resta comunque da vedere se il sistema blockchain sul quale si basano le criptovalute come pure la piattaforma specifica dell’equacoin siano realmente a prova di attacco o di frode e fino a che punto. Nonostante tutto se si finanziasse un ipotetico gruppo di lavoro su questi progetti:

        https://www.dionidream.com/ettore-majorana/

        https://www.rinodistefano.com/

        http://kitegen.com

        qualche possibilità di uscire dalle logiche petroliocentriche ci sarebbe, la questione dell’energia è fondamentale per la qualità del futuro della vita sul pianeta.

  • Ybodon

    Butta 5,5 milioni in Bitcoin. Ora setaccia ogni giorno la discarica cercando l’hard disk
    Un giovane informatico inglese ha gettato via un disco contenente moneta virtuale. Che oggi vale una fortuna, ma che è sepolta in uno spazio grande come un campo da calcio

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/11/29/news/butta_5_5_milioni_in_bitcoin_per_distrazione_ora_setaccia_ogni_giorno_la_discarica_cercando_l_hard_disk-72289709/

  • AlbertoConti

    Del futur non c’è certezza. Quanto al bitcoin attuale la questione a me sembra chiarissima: è una cagata pazzesca!

  • Glock

    Grazie per i chiarimenti, hai messo un po’ di puntini sulle i.
    MA l’interesse degli stati sulle possibilità di criptovalute istituzionali è molto reale. Nel momento in cui gli stai entreranno in ballo, cambierà tutto. Per amore o per forza. Il potere sovrano sulla moneta, quando esercitato, è invincibile. Per questo sono abbastanza ottimista. Si profila all’orizzonte la battaglia finale per la sovranità monetaria. Resisteranno gli stati o vinceranno i privati? Nel secondo caso non potremmo aspettarci che mille anni di schiavitù. Ma c’è anche il primo caso. Al momento, da una parte c’è la Svizzera che in un cantone accetta in via sperimentale il pagamento delle imposte in BTC, dall’altra la Cina che ha messo fuori legge le cryptovalute e ha iniziato a sperimentare il cryptoyuan. Ad oggi un BTC vale 13805 USD. Mancano 4275225 BTC al fatidico numero 21milioni. La sola vista del grafico delle quotazioni dal luglio del 2017 fa rizzare i capelli sulla testa! Una cosa è certa: il mondo non sarà più lo stesso!

    • Sput nik

      di valute istituzionali reali, intendiamoci, ci credo benissimo. e dal virtuoso esempio svizzero, al controllo gestionale cinese, c’è un aspetto mediano venezuelano come quella del Petro di Maduro.

      però seguimi attentamente:
      una moneta statale è fattibile, non so come maduro sia messo con la costituzione del suo paese nè come sia messa la cina (c’è enormemente da parlare anche di lei… forse più di tutti) ma il tutto è assai differente anche da noi.

      costituzionalmente noi italiani potremmo produrre moneta (non ricordo in base a quale articolo, ma grossomodo potremmo…) a patto di utilizzarla a mo’ di moneta circolate all’interno dello stato tesso… un po’ come i buoni pasto, via… giusto per intenderci. ma per regole europee non potremmo rigirare tale valuta al primo stato vicino. tale problema, al 90% dovrebbero averla anche tutti gli altri stati europei: non è possibile insomma stampare, creare o fare qualcosa di monetario che esca troppo fuori queste righe.

      intendiamoci, anche stando internamente, il circolo virtuoso potrebbe nascere, bisognerebbe trovarne i metodi… che però posso già “ridefinire” (come nel post di sopra) castrati in partenza.

      e qui salta fuori maduro.
      il venezuela potrebbe, ad esempio utilizzare la propria cripto come vuole, non credo abbiano dei limiti costituzionali in ogni caso la pensata è ottima: favorendo tale moneta non sarà necessario passare da terzi… se questa moneta funziona potrebbe raggiungere un valore quantomeno decente a far interessare anche persone “estranee” dalla nazione… e il ricavo anche minimamente gonfiato a che può servire? hai un debito con qualche stato che vuole dollari euro o che so io? paradossalmente hai modo di pagarlo senza attingere dal tuo universo monetario. con buona speranza, qualsiasi debito in moneta fiat, te la potranno pagare tutte quelle persone a cui può interessare tale moneta. questo per dirne semplicemente una eh…

      la cina: non ha propriamente messo al bando le criptomonete, che io sappia almeno ha messo restrizioni anche grosse, in modo particolare per le ico (e da un certo punto di vista posso dire anche per occhio lungo). si deve anche moltissimo ai minatori cinesi se il bitcoin (ma non solo lui) ha avuto questa crescita anzi, molte pool grosse erano le loro.
      pensi che abbiano smesso di minare? la vedo difficile… in ogni caso, contemporaneamente stanno creando la loro moneta. è un paese che sa tenere due piedi in una scarpa, ottimi commercianti.. difficilmente credo quindi si terranno fuori da un mercato mondiale se non ne hanno validissimi motivi, e per adesso non vi sono motivi per star fuori dal bitcoin, da bitcoin gold, da ethereum, da lite, da dash, da monero, ecc ecc…
      insomma la loro posizione, a prescindere, è tutt’altro che stupida.

      nota a margine, quanti bitcoin manchino è ininfluente: l’erogazione dei bitcoin (che vengono inseriti ogni tot mesi) dovrebbe fermarsi grossomodo nel 2024, da lì in poi minare (letteralmente estrarli per poterli fare girare) fino all’ultimo blocco potrebbe richiedere più di un secolo… (a me sembra un ipotesi ottimistica, in ogni caso i rallentamenti – come i fork – hanno reso questa ipotesi meno pessimistica… MA….) come ogni apripista non penso in ogni caso che bisognerà prendere troppo alla leggera il fattore che il bitcoin sia la moneta da avere. Se ipoteticamente raggiungesse il valore di un milione di euro a bitcoin, come lo vendi? a chi soprattutto?

      oh intendiamoci, tutto può essere, il suo valore in realtà si conta in satoshi (millesimi di millesimi di bitcoin) ma la “spesa” di transazione rischia di valere troppo di più del valore del singolo satoshi (come già è d’altro canto).

      per come la vedo io, il bitcoin altro non è che un campo completamente di test, del valore “nominale” raggiungibile, della tecnologia, dell’ormai ovvio entrata in borsa (andando contro i “principi” se vogliamo… ma vai a vedere “come si possono intendere” tali principi a mo di: una se ne pensa, cento se ne fanno) e via a seguire…

      non sarà uno standard secondo me, per quanto per adesso “lo sia” come valore di “cambio”. ci si può insomma sbizzarrire, rifilare fregature come anche enormi onesti guadagni… la sua fluttuazione senza regole è CERTAMENTE troppo elevata per la tecnologia che porta con se…

      è insomma un enorme spot pubblicitario, che funziona bene, fa numeri da capogiro e di sicuro più di qualcuno si sta arricchendo…

      e quel qualcuno, che di certo ci vede abbastanza lungo, nel dubbio, non possiederà SOLO bitcoin… anzi…