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IL 2010 DEGLI U.S.A: DICHIARARE GUERRA IN TUTTO IL MONDO

DI RICK ROZOFF
Stop NATO

Il primo gennaio inaugura l’ultimo anno della prima decade del nuovo millennio e
di dieci anni consecutivi di guerre condotte dagli Stati uniti in medio oriente.

A partire dal 7 ottobre 2001, missili e bombe si abbattono sull’Afghanistan, le operazioni di guerra americane all’estero non si sono fermate un anno, un mese, una settimana o un giorno nel ventunesimo secolo.

La guerra in Afghanistan, il primo conflitto aereo e di terra degli U.S.A. in Asia dalle disastrose guerre in Vietnam e in Cambogia negli anni sessanta e all’inizio dei settanta, e la prima guerra di terra e campagna asiatica della N.A.T.O., cominciò alla fine della guerra in Macedonia del 2001, lanciata dalla N.A.T.O. occupando il Kossovo, una guerra in cui il ruolo delle truppe statunitensi è ancora da delineare e affrontare correttamente e che ha portato alla migrazione di quasi il 10% della popolazione della nazione. Nel primo caso, Washington invase una nazione in nome della lotta al terrorismo; nel
secondo, contribuì al dilagare del terrorismo. Allo stesso modo, nel 1991 gli U.S.A. e i suoi alleati occidentali hanno attaccato le forze irachene in Kuwait ed hanno lanciato un
devastante e mortale attacco con missili Cruise e bombardamenti in Iraq nel nome della difesa della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale del Kuwait e nel 1999 diedero il via ad un attacco aereo di 78 giorni contro la Yugoslavia per calpestare e minare drasticamente i principi dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale nel nome dell’ultimo pretesto di guerra, il cosiddetto intervento umanitario.

Due anni dopo la “guerra umanitaria”, l’ossimoro più ripugnante a cui il mondo abbia mai assistito, cedeva il passo alla guerra globale contro il terrorismo, mentre gli Stati Uniti e i suoi alleati della N.A.T.O. invertivano la rotta nuovamente, continuando però a dichiarare guerre d’attacco [n.d.t: guerre non giustificate da uno scopo di difesa, considerate un crimine nel diritto internazionale] e “guerre
d’opportunità”, ogni volta che volevano, a dispetto delle contraddizioni e di ogni logica, dei
casi precedenti e del diritto internazionale.

Dopo numerose campagne mai completamente conosciute per reprimere insurrezioni, alcune
già in corso (come in Colombia), altre nuove (come nello Yemen), gli U.S.A invasero l’Iraq nel marzo 2003 con una “coalizione di volontari” comprendente soprattutto nazioni dell’Europa orientale candidate
ad entrare nella N.A.T.O. (quasi tutte ora diventate full member dell’unico blocco militare del mondo in cambio del loro servizio).

Il Pentagono ha inoltre messo in campo le forze speciali e altre truppe nelle Filippine ed ha lanciato un attacco navale, aereo e missilistico in Somalia, oltre ad assistere all’invasione della nazione da parte dell’Etiopia nel 2006. Inoltre Washington ha armato, addestrato e sostenuto le forze armate di Djibouti nella loro guerra di confine con l’Eritrea. Infatti Djibouti ospita quello che è, fino ad oggi, l’unico impianto militare permanente degli U.S.A in Africa, Camp Lemonier, una base navale, sede della Combined Joint Task Force – Horn of Africa, CJTF-HOA, collocata al di sotto del nuovo comando militare statunitense in Africa, l’ AFRICOM, dal momento della sua nascita, il 1° ottobre 2008. L’area di cui è responsabile la Combined Joint Task Force- Horn of Africa copre Djibouti, l’ Etiopia, l’ Eritrea, il Kenya, le Seychelles, la Somalia, il Sudan, la Tanzania, l’ Uganda, lo Yemen e, come “aree di influenza” le Comore, le Mauritius e il Madagascar.

Ciò vuol dire la maggior parte delle coste occidentali del Mare Arabico e dell’ Oceano Indiano, tra le aree geografiche strategiche più importanti del mondo.

Truppe degli U.S.A, aerial drones [n.d.t.: veicoli aerei senza pilota dotati di telecamere e/o missili], navi da guerra, aerei ed elicotteri sono in azione in tutto questo vasto tratto di terra e di acqua.

Dopo la minaccia del senatore (e una volta quasi vice-presidente) Joseph Lieberman che lo scorso 27 Dicembre ha dichiarato che “Lo Yemen sarà la nostra prossima guerra” e in seguito alla precedente dichiarazione del capo del Comando Sud e comandante generale delle forze militari N.A.T.O. in Europa, Wesley Clark, che due giorni prima ha sostenuto che “Forse dovremmo mettere piede lì giù”, è evidente che la nuova guerra degli Stati Uniti per il nuovo anno è già stata scelta. Infatti a metà dello scorso dicembre, gli aerei da guerra degli U.S.A hanno partecipato al bombardamento di un villaggio nel nord dello Yemen che è costato la vita a 120 civili e ne ha feriti altri 44, mentre la settimana successiva un jet da combattimento ha realizzato numerose incursioni aere sulla casa di un ufficiale superiore della provincia di Sa’ada, nel nord dello Yemen.

Il pretesto per intraprendere realmente una guerra nello Yemen è attualmente il tragicomico “tentato attacco terroristico” di un giovane nigeriano su un aereo diretto a Detroit il giorno di natale. Il
bombardamento mortale degli U.S.A nel villaggio dello Yemen appena citato si è verificato dieci giorni
prima e inoltre è avvenuto nel nord della nazione, anche se Washington sostiene che le cellule di al-Qaeda operano dall’altra parte del Paese.

L’Africa, l’Asia e il Medio oriente non sono gli unici campi di battaglia in cui gli Stati Uniti sono attivi. Il 30 ottobre del 2009 gli Stati Uniti hanno firmato un accordo con la Colombia per acquisire l’uso sostanzialmente privo di limiti e di restrizioni di sette nuove basi militari nella nazione sudamericana, incluse alcune postazioni nelle immediate vicinanze sia dal Venezuela che dall’Ecuador.
L’intelligence statunitense, le forze speciali e altro personale saranno coinvolti in operazioni già in corso per reprimere le insurrezioni e dirette contro le Forze Rivoluzionarie della Colombia (FARC) nel sud del Paese, e saranno impegnati nel sostenere la delega colombiana a Washington per attacchi in Ecuador e in Venezuela, che saranno delineati per essere diretti contro i membri delle FARC nei due stati.

Prendendo come obiettivo due nazioni fondamentali e in sostanza l’intera Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), Washington sta preparando il terreno per un potenziale conflitto militare in Sud e Centro America e nei Caraibi. Dopo il sostegno statunitense al colpo di stato in Honduras il 28 giugno, questa nazione ha annunciato che sarà il primo stato membro dell’ALBA ad uscire dall’Alleanza e il Pentagono manterrà, e forse amplierà, la sua presenza militare alla base aerea di Soto Cano in Honduras.

Un paio di giorni fa il governo colombiano ha annunciato la costruzione in corso di una nuova base militare al confine con il Venezuela e l’attivazione di sei nuovi battaglioni aerei, e poco dopo un membro olandese del parlamento, Harry van Bommel, ha dichiarato che gli arei-spia degli U.S.A. stanno usufruendo di una base aerea in un’isola delle Antille olandesi, Curaçao, presso la costa venezuelana.

In Ottobre, una pubblicazione delle forze armate statunitensi ha rivelato che il Pentagono spenderà 110 milioni di dollari per modernizzare ed espandere sette nuove basi militari in Bulgaria e in Romania, dall’altra parte del Mar Nero a partire dalla Russia, dove verranno stanziati, per i primi contingenti, oltre 4.000 soldati.

All’inizio di dicembre gli Stati Uniti hanno siglato lo “Status of Forces Agreement” (SOFA) con la Polonia, che confina con il territorio russo di Kaliningrad, che permette all’esercito statunitense di stanziare soldati ed equipaggiamenti militari sul territorio polacco. Le forze militari statunitensi si serviranno di Patriot Advanced Capability-3 (PAC-3) e standard Missile 3 (SM-3), che fanno parte del sistema globale del Pentagono per intercettare i missili.

Più o meno nello stesso momento il presidente Obama ha fatto pressioni sul primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan per installare nel suo Paese le componenti di uno scudo missilistico. “Abbiamo discusso il ruolo costante che possiamo giocare come forze alleate N.A.T.O. nel rafforzare il profilo della Turchia nella N.A.T.O. e nel coordinarsi in maniera più efficace riguardo a punti critici come la difesa dai missili” secondo le parole del leader americano.

Il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu ha fatto intendere che il suo governo non considera Tehran come una minaccia missilistica per la Turchia in questo momento. Ma gli analisti sostengono che se verrà realizzato uno scudo missilistico comune N.A.T.O., una mossa del genere potrebbe costringere Ankara a entrare in questo sistema.

Il 2010 vedrà il primo dispiegamento di truppe straniere in Polonia dopo la rottura del patto di Varsavia nel 1991 e l’installazione dei “più efficaci, più rapidi e più moderni” (secondo le parole di Obama) mezzi di intercettazione dei missili e strumenti radar nell’Europa dell’Est, nel Medio Oriente e nel sud del Caucaso.

La forza militare U.S.A in Afghanistan, sito della guerra più lunga e su più vasta scala di tutto il mondo, raggiungerà le 100.000 unità all’inizio del 2010 e con altri 50.000 soldati in più di altre nazioni della N.A.T.O. e vari “vassalli e tributari” (Zbigniew Brzezinski) rappresenterà il più vasto dispiegamento militare in ogni zona di guerra del mondo.

I missili drone statunitensi e della N.A.T.O. e gli attacchi degli elicotteri d’assalto in Pakistan aumenteranno, così come le operazioni per reprimere le insurrezioni nelle Filippine e in Somalia, insieme a quelle nello Yemen, dove la CIA e le forze speciali dell’esercito sono già scese in campo.

Il sito dell’esercito statunitense ha annunciato recentemente che ci sono stati 3.3 milioni di schieramenti in in Afghanistan e in Iraq dal 2001 con due milioni di soldati degli U.S.A. inviati nelle due zone di guerra.

In questo nuovo millennio ancora agli esordi, i soldati americani sono già stati inviati
in centinaia di migliaia di nuove basi e in zone di guerra in corso o già conclusa, in Albania, Bosnia, Bulgaria, Colombia, Djibouti, Georgia, Israele, Giordania, Kosovo, Kuwait, Kyrgyzstan, Macedonia, Mali, Filippine, Romania, Uganda e Uzbekistan.

Nel 2010 saranno inviati soldati all’estero in numero ancora più elevato per presidiare basi aeree e siti missilistici, supervisionare e partecipare ad operazioni di contenimento delle insurrezioni nel mondo contro i più disparati gruppi ribelli, alcuni dei quali secolari, e lanciare azioni militari in Sud Asia e
altrove. Saranno collocati su navi da guerra e sottomarini, equipaggiati con missili Cruise, con missili nucleari di largo raggio e con squadre di portaerei sui mari e gli oceani del mondo.

Costruiranno ed amplieranno le loro basi, dall’Europa all’Asia centrale e meridionale, dall’Africa al Sud America, dal Medio Oriente all’ Oceania. Ad eccezione di Guam e di Vicenza in Italia, dove il Pentagono sta enormemente ampliando gli impianti esistenti, tutte le strutture in questione si trovano in nazioni e in regioni del mondo dove l’esercito statunitense non era mai stato così comodamente sistemato. Praticamente tutti i nuovi accampamenti diventeranno basi utilizzate per operazioni di “bassa portata”, in genere nell’est e nel sud dell’Europa, dominata dalla N.A.T.O.

Il personale dell’esercito statunitense sarà assegnato al nuovo Global Strike Command e destinato ad aumentare il controllo e le azioni di guerra nel Circolo Artico. Saranno al comando della Missile Defense Agency per consolidare una rete mondiale per intercettare i missili, che faciliterà la possibilità di un primo attacco nucleare, ed estenderanno questo sistema nello spazio, la frontiera finale della corsa alla conquista del dominio militare assoluto.

I soldati statunitensi continueranno a diffondersi in tutto il mondo. Ovunque, tranne ai confini della loro nazione.

Titolo originale: “2010: U.S. To Wage War Throughout The World”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
31.12.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCA

Pubblicato da Das schloss

  • Rossa_primavera

    Mi sia concesso di fare una supposizione:poniamo che negli anni trenta,prima che la macchina militare tedesca diventasse cosi’ spaventosamente efficiente ed organizzata,una potenza mondiale avesse dichiarato guerra alla Germania,avesse vinto e successivamente deposto il fuhrer.Diciamo intorno agli anni che vanno dal 1935 al 1938,quando Hitler era gia’ saldamente al comando della Germania e i piu’ astuti ed accorti uomini politici avevano capito dove sarebbe andato a parare.Oppure supponiamo che tale potenza lo avesse rovesciato con un colpo di stato,comunque in violazione di ogni regola del diritto internazionale,come lo e’ la guerra preventiva.Se tutto cio’ fosse successo molto probabilmente si sarebbe evitata la seconda guerra mondiale e milioni di morti,cioe’ la piu’ grande catastrofe mai capitata al genere umano,culminata col lancio di due atomiche(guardacaso da parte degli Stati Uniti).Allora vorrei domandare a tutti voi:una tale guerra preventiva,del tutto illegittima dal punto di vista del diritto,sarebbe stata compensata dall’alto valore etico e morale di aver salvato milioni di morti?In altri termini,se una guerra preventiva e illegittima effettivamente salvasse milioni di vite,srebbe accettabile dal vostro punto di vista etico morale o sarebbe counque da condannare?Non voglio fare paragoni con la situazione odierna ma solo porre un quesito,ringraziando in anticipo chi mi vorra’ rispondere.

  • mistermister

    Mi pare di aver capito che Hitler “interessava” a tutti.
    Finanziato da Prescott Bush (nonno) e dalle Banche Inglesi.
    “Interessava” sia in termini economici che operativi.
    Forse doveva fare il lavoro “sporco”.
    Forse aveva una capacità “ingegneristica” superiore alla media, carpito segreti tecnologici (UFO-Vril) e gli unici in grado a realizzarli praticamente. (Ricordo i viaggi degli scenziati in Tibet, Egitto etc etc e le basi in Argentina vicino all’Antartide, dove installarono una base Nuova Svevia.
    Forse era una specie di “workshop”, ove verificare la possibilità che una nazione potesse diventare una “potenza militare”.
    Al “POTERE” Forse non interessava (interessa) salvare vite umane.
    Oramai, ce lo hanno detto in tutte le maniere che noi siamo “colpevoli” dell’Inquinamento Globale (per le automobiline al Co2) etc etc
    Forse dobbiamo essere “ridotti” in numero.
    Il problema che oggi non basterebbero 50 Milioni di morti come mi pare fossero ai Tempi della WWII.
    Sarebbero necessari 1 o 2 Miliardi.
    Come arrivare a questa cifra ?
    Una vera Pandemia con un virus dei pesci, visto che uccelli, polli, mucche e suini gli hanno già provati.
    Erano forse una “prova generale” di come si può far scatenare il Panico, con TV e Giornali ?
    Magari la prossima pandemia sarà Vera ma nessuno ci crederà, visto che la fiaba “al lupo !!! al lupo !!!, ha sempre funzionato.
    Poi un “incidente atomico” e tante altre cose.
    Oramai non esiste più Etica Morale ma solo “Interessi Non Morali”

    Rossa_primavera personalmente la vedo molto brutta.
    Penso si voglia “militarizzare” alcuni punti del mondo o tutto.
    Tra un poco ci diranno lo abbiamo fatto per Voi !!!
    Per salvare vite umane, perche’ nel 2012 arriveranno gli Alieni che ci vogliono sterminare tutti.

  • Rossa_primavera

    Grazie per avermi dato il tuo parere anche se,gentile mister mister,perdonami ma hai un po’ svicolato.Saluti

  • oldhunter

    La risposta al problema è semplice ed assoluta: la guerra “preventiva” è sempre ed in qualsiasi caso immorale e riprovevole! Tanto più quando a scatenarla è la potenza mondiale dominante quando agisce per motivi abbietti quali gli interessi esclusivi di una élite del paese.
    Ovviamente la casistica offerta dalla storia dell’uomo è innumerevole e tale da prestarsi a bizantinismi e discussioni infinite che sembrerebbero giustificare ora questa ed ora l’altra delle parti. Il principio da applicare è che qualsiasi tentativo di dominio sugli altri è sempre e in ogni caso inaccettabile e da condannare. Tranne uno: quello della supremazia morale che non ha bisogno di altra forza che non quella propria per essere universalmente riconosciuta da chiunque.

  • Rossa_primavera

    Grazie per la risposta chiara ed anche articolata nella sua spiegazione,anche se abbastanza differente dalle mie opinioni.Solo l’ultima frase mi risulta un po’ oscura:cosa intendi per supremazia morale che non ha bisogno di altra forza che non quella propria e chi detiene secondo te questa supremazia?

  • mistermister

    Beh, in realtà sono partito un po’ da lontano.
    Anche Hitler per difendere i Sudeti fece un accordo od invasione preventiva in Cecoslovacchia.
    Il concetto della “prevenzione” oramai è, anzi viene, giustificato dal Potere nei confronti del “singolo”.
    Nell’era tencologica-televisiva il messaggio è rivolto a Te direttamente
    (ricordamoci il famoso Poster America I Want YOU”)
    Se Tu, la Tua famiglia i Tuoi figli sono in pericolo di vita, Noi Ti salviamo
    perchè ci sono i Terroristi, i cattivi !!!
    Quindi dobbiamo invadere questo o quel paese.
    E’ ovvio, in senso civico, umanitario, filosofico etc etc
    che non si possono sacrificare le altre vite per salvare la Tua.
    Questo in una Società Giusta
    Ma la nostra non lo è.
    Quindi ognuno pensa alla propria pelle, se per salvarla muoiono milioni di altri “chi se ne frega”
    Oramai ci stanno convincendo
    Forse lo capiremo quando, bussando alla ns. porta ci diranno
    “E’ il Tuo turno, amico la festa è finita !!!”

  • Rossa_primavera

    Dunque mi sebra di aver capito che in ogni caso una guerra preventiva e’ secondo te sbagliata,giusto?Comunque grazie per l’attenzione e la risposta.

  • Tonguessy

    Forse vale la pena di ricordare le parole di Hermann Goering al processo di Norimberga:
    “certo che la gente non vuole la guerra! Perchè dovrebbe un poveraccio volere rischiare la propria vita
    quando se gli va bene se ne ritorna a casa tutto d’un pezzo?
    Naturalmente la gente comune non vuole
    la guerra. Nè in Inghilterra, nè in Russia nè in America, nè in Germania, per quello che conta.
    Si capisce benissimo. Ma, dopo tutto, sono sempre i leader della nazione a determinarne la politica ed
    è sempre una semplice questione di irretire le persone, sia che si tratti di una democrazia, di una
    dittatura fascista , di un parlamento o di una dittatura comunista.”
    “C’è una differenza” sottolinea l’intervistatore”in una democrazia la gente comune ha sempre modo di
    esprimere il proprio pensiero attraverso i suoi rappresentanti eletti, e negli Stati Uniti solo il
    congresso può dichiarare guerra”
    “Oh, tutto questo è bene ed è bello ma, sia che abbia o che non abbia voce in capitolo la gente può
    essere portata dalla parte dei leader. E’ molto semplice.
    Tutto quello che bisogna fare è dichiarare
    che sono attaccati e che chiunque contraddica ciò è un pericoloso pacifista senza amor patrio che
    espone la propria patria al pericolo.
    Funziona sempre in qualsiasi paese”

  • Rossa_primavera

    Quello che dici e’ sacrosanto,ma la mia domanda era,una guerra preventiva e illegale contro Adolf Hitler,che pero’ avesse risparmiato i miliono di morti della seconda guerra mondiale,sarebbe stata in parte accettabile dal punto di vista etico-morale?Parlo nel caso dunque in cui il tiranno in questione sia un uomo capace di scatenare un inferno a livello mondiale,non un rais alla Saddam o qualche piccolo dittatorucolo moderno,ma uno che minacci realmente la pace nel mondo.

  • oldhunter

    L’unica forza morale che non abbisogna di altra forza se non quella insita nella propria natura, è in sostanza l’amore disinteressato. Amore per i propri simili visti sempre come fratelli (anche fratelli che sbagliano), amore che si esprime come giustizia, solidarietà e partecipazione. Amore che non è mai avere, possedere, prendere, ma fondamentalmente “dare” e che poco o nulla si cura di se.
    Questa forza morale è sempre stata espressa da pochi singoli individui in ogni dove sulla terra: donne (le madri ne sono spesso un esempio) e uomini superiori che hanno illuminato la storia creando oasi di pace, ma è l’esempio di questi pochi o molti che dovrebbero indicare la strada alle nazioni ed alle società.
    Non può e non deve esserci altra meta individuale e di gruppo: tutto il resto ne discende.
    Un saluto a tutti.

  • Tonguessy

    Il punto di vista etico-morale è assolutamente irrilevante ai padroni del vapore, come altri hanno giustamente scritto. Mettersi a ragionare su principi che non appartengono alle logiche di spartizione della torta è quanto meno fuorviante. Bisogna quindi analizzare le VERE cause della SGM e andare oltre i movimenti metafisici. Un dato tra tutti: la IG Farben fu la maggiore finanziatrice del nazionalsocialismo, e sebbene apparentemente smenbrata dopo la disfatta nazista continua ad operare tra noi attraverso le sussidiarie Hoechst, Bayer, Agfa, Basf. I vertici nazisti di allora hanno continuato a dirigere le sussidiarie per decenni. Gli alleati, così certosini nel bombardare Dresda dove si erano rifugiati moltissimi profughi della disfatta nazista, non hanno MAI bombardato gli stabilimenti della Farben, che è uscita intatta dal conflitto. Auschwitz era in realtà un laboratorio della Farben dove gli schiavi (gli internati) lavoravano gratis fino alla morte per sfinimento. E così via. Che senso ha parlare di punto di vista etico-morale?

  • Tonguessy

    “Amore per i propri simili visti sempre come fratelli (anche fratelli che sbagliano)”.
    Grazie a dio la guerra di liberazione dai “fratelli che sbagliano” non ha usato la dialettica, le preghiere e l’armamentario di cui sono sempre forniti teologi e metafisici. Se ne sono andati grazie alle bombe ed i fucili, i nostri amati “fratelli che sbagliano”. E con le bombe e fucili sono quotidianamente ridotti all’accettazione della ragione dei “fratelli che sbagliano” migliaia e milioni di persone al mondo.
    La ragione ha delle ottime argomentazioni, ma i fucili ne hanno sempre una in più.
    Amen

  • cassamc

    Rossa primavera quello che tu dici è insensato perchè come può fare una guerra illegittima a salvare milioni di persone? è una cosa inconcepibile! si hai ragione quando dici che con un colpo di stato illegittimo sarebbe stato possibile evitare la seconda guerra mondiale, ma il colpo si stato e il rovesciamento di un governo non è una guerra, a un caso potrebbe esserlo. Il fatto è che tu puoi anche salvare un milione di vite con una guerra, magari facendo 100.000 morti. Bè non credo sia la meglio soluzione. La guerra è da condannare sempre e comunque perchè porta solo dolore e sofferenza e morte e poi? è lo stesso discorso che fa l’america sgancia le bombe sopra gli altri stati con scritto sopra “democrazia” e dicono noi non facciamo guerra ma esportiamo la nostra democrazia, e bè come dargli torto.

  • Rossa_primavera

    Mi interessava solo sapere il parere personale,puramente personale,di ciascun blogger su questo fatto,per un attimo cercando di astrarsi dalle proprie convinzioni politiche e religiose per vedere le diverse valutazioni etico morali.Che senso ha, chiedi tu?Beh il fatto che il mondo sia governato da persone del tutto prive di scrupoli morali non esclude che tali scrupoli,forse,siano presenti in tanti cittadini per bene che io credo esistano ancora anche nella nostra vituperata Italia.Il punto di vista etico morale puo’ essere irrilevante per i padroni del vapore,ma io volevo sapere appunto cosa pensavi tu,i blogger la gente,il popolo insomma,che io amo profondamente da buona socialista.

  • Rossa_primavera

    Dunque mi sembra di capire che tu dica che in alcuni casi sarebbe giusto fare una guerra preventiva che provochi migliaia di morti per evitarne milioni,giusto?Perche’ dici che e’ insensato se poi tu stesso mi hai risposto sensatamente e con la risposta che anche io avrei dato se mi fosse stata posta la stessa domanda?

  • Tonguessy

    Fammi capire: a te interessa che un individuo “cercando di astrarsi dalle proprie convinzioni politiche e religiose” dica quello che in realtà pensa ma non fa? Il tutto mentre sono ormai chiari i meccanismi di come le opinioni (quindi le convinzioni politiche e religiose) sono create, formate e consolidate nei popoli che tanto ami? O sbaglio a capire?

  • Cornelia

    Un conto è una guerra preventiva ad un Paese industrializzato, con un potenziale bellico notevole e guidato da un matto.
    Un conto è fare guerre preventive contro Paesi dove si vive nelle tende e non si hanno neanche gli occhi per piangere, con il pretesto di un fumoso “terrorismo” che può essere tutto o niente, e soprattutto che può essere completamente inventato a fronte delle concretissime fabbriche di cannoni di Hitler.
    La guerra preventiva degli USA contro l’Afghanistan o lo Yemen o anche l’Iraq è una vergogna per l’umanità.
    Le guerre preventive andrebbero fatte contro quelli grossi e minacciosi, ma come vediamo ogni giorno, tutti si affrettano a leccare i piedi a costoro…

  • AlbertoConti

    L’unica guerra preventiva che vorrei è contro la FED, la BCE, Wall Street, la City, i summit segreti in Svizzera e nel resto del pianeta, ecc. ecc. fino alle caste e castine politiche, mediatiche, economiche …..

    E dove porterebbe questa “guerra santa”?

    Esattamente qui! Al centro dellla nostra stessa coscienza.

  • glomer

    Il problema dell’umanità? E’ che le persone intelligenti hanno molti dubbi mentre gli stupidi ed ignoranti sono fermamente convinti…:-((

  • Tonguessy

    Ho dei dubbi su quello che dici….

  • oldhunter

    Se non sbaglio, si stava parlando di principi, di leggi morali. Ed è fuorviante replicare all’enunciazione di un principio con l’esempio storico di una risposta concreta indotta da necessità contingenti. Sono piani diversi. Si dovrà concordare che il pensare che “La ragione ha delle ottime argomentazioni, ma i fucili ne hanno sempre una in più” costituisce proprio la base del perpetuarsi di violenze ed ingiustizie in un gioco senza fine di azione-reazione in cui le vittime sono sempre le schiere infinite dei più deboli. Ma ritornando sul piano dei principi e delle leggi morali, sarebbe un errore ed una ingenuità sostenere che qui non sia talvolta da sempre e ovunque contemplata una risposta anche violenta all’ingiustizia. Ma qui è la motivazione quella che giustifica l’atto: apparentemente strano a dirsi, ma è ancora l’amore!

  • Tonguessy

    Posso essere d’accordo. Se le cose vanno come vanno è perchè i fucili hanno la meglio sui ragionamenti. La mia non era una difesa dei fucili, ma una tragica constatazione.
    Sull’amore: se ha bisogno dei fucili e di mietere vittime per imporsi (notare il verbo), che razza di amore è?
    Discorso interessante, risposta molto gradita.

  • AlbertoConti

    Che la guerra preventiva all’americana sia una stronzata colossale non ho alcun dubbio. Se questo è sinonimo d’ignoranza (mia) pazienza, non cambierò certo idea!

  • maumau1

    gli USA andrebbero aboliti ma per adesso le elite internazionali hanno deciso di utilizzare quel governo con quelle armi e quei servizi segreti per i loro interessi internazionali..
    quindi sabotare,infiltrare,creare attentanti ed autoattentati,minacciare politici e premier,speculare con la finanza ai danni di popoli e stati,poi finirli col l’FMI e la Banca mondiale,bombardarli…
    far si che gli USA in piena crisi spendano tutti i loro soldi per le armi e per pagare chi sabota ed attenta e fa rivoluzioni colorate..
    ed infine rifondere i banchieri delle loro perdite coi soldi della gente..

    ciao

  • Bigrex

    I tuoi argomenti hanno un presupposto errato: il poter conoscere prima come si evolveranno gli avvenimenti. Porti come esempio la Germania di Hitler ma solo a fatti compiuti puoi affermare “sarebbe stato meglio che…”
    Non si può sapere se uno stato in futuro compirà massacri, inizierà guerre o truciderà migliaia di persone. Mentre è sicuro che una guerra preventiva porterà tutto questo. Secondo il tuo ragionamento chiunque potrebbe effettuare azioni “preventive” per poi giustificarsi dicendo di averlo fatto per il bene dell’umanità non essendoci più la possibilità della controprova.
    Inoltre chi dovrebbe decidere che 2000 sicure morti “preventivi” valgano meno di 1000000 di morti “possibili?

  • AlbertoConti

    Bello! Questo è un bellisimo esempio di “anello nell’io” (Douglas Hofstadter)

  • 2novembre

    Penso che il principio della “guerra preventiva” sia un principio immondo .
    In ragione del quale qualsiasi mentecatto guerrafondaio giustifichi la sua sete di potere e distruzione.
    Seguendo questa logica perversa qualsiasi persona di buona”volonta” potrebbe uccidere a sangue freddo questi bastardi del genere umano…, ovviamente a fin di bene, al fine di preservare l’umanità da un male maggiore..,come la guerra preventiva.

  • AlbertoConti

    Sono d’accordo, il problema è spiegarlo alla casalinga di Vigevano e al PD.

  • AlbertoConti

    Quello che dici è evidente, eppure trova il consenso della maggioranza (o almeno di fatto lo ha sempre trovato).
    Anche al tempo delle crociate, degli stupri e sgozzamenti in nome di Dio, c’era qualcuno che se ne era accorto e trovò la forza di dire di no. Era San Francesco d’Assisi. Chapeau!

  • oldhunter

    L’amore si autoimpone, è armato solo di se, non fa vittime e non necessita certamente di fucili! L’amore è la legge universale, ma non è proprietà ed appannaggio di religioni. Queste ultime, talvolta, lo esprimono quando non sono mezzi di potere di élite. L’amore può anche avere temporaneamente l’aspetto della violenza: il Che amava i popoli resi schiavi dall’egoismo dei capitalismi e il suo amore li voleva liberi e uguali nei diritti, affrancati dall’ignoranza e dalla fame. Perfino il buddhismo, che è notoriamente contrario ad ogni forma di violenza, la ammette in casi estremi. Il Buddha la giustifica, per esempio, quando è amore degli altri: si veda la storia del capitano della nave che voleva uccidere i 100 mercanti che trasportava per appropriarsi dei loro beni e di quel mercante che, udite le sue trame confidate al nocchiero, lo uccide per evitare due danni: un karma profondamente negativo per quel capitano e la morte degli altri 99 mercanti. E questo atto venne da lui eseguito convinto di doverlo scontare duramente col suo karma! Come si vede dai due esempi, è solo la motivazione che può rendere nobile un atto di per se ignobile.
    Un saluto.

  • oldhunter

    Soprattutto al PD!

  • Tonguessy

    Non dimentichiamoci che i seguaci di tale Francesco furono, assieme ai domenicani, giudici inquisitori nei vari processi istituiti da madre chiesa. Ovvero altre vittime in nome di dio. Chapeau o cerchio che si chiude?

  • Quantum

    Dunque vediamo un po’,

    Iraq = Petrolio
    Iran = Petrolio
    Venezuela = Petrolio
    Georgia ed est Europa = contenimento della Russia
    Yemen = Petrolio e consolidamento egemonia nel medio-oriente

    Ma gli USA stanno continuando con l’imperialismo ereditato dagli avi britannici?
    Ma perché tutto ciò? Ci sono vecchi oligarghi e signori della guerra assatanati al potere in USA?
    Non ci credo che serva solo per saziare gli appetiti del grasso americano medio mangiatore di amburgher e del suo SUV 5000cc che fa 5km/l.

    Le abitudini alimentari e di consumo si cambiano usando politiche sociali e i mass media, ed anche le politiche energetiche possono lavorare in tal senso.
    Ma allora perché tutte queste guerre espansionistiche e per lo sfruttamento delle risorse di altri paesi?

  • lucamartinelli

    si chiama il canto del cigno. per fortuna è quasi finita. gli yankee sono al loro colpo di coda. a parte che l’articolo è un tantino allarmistico, ammesso che l’analisi sia esatta non tiene conto che ci sono altri attori sulla scena mondiale. come in tutti i consessi anche fra gli yankee esistono gli imbecilli escludendo i militari che sono tarati gia’ dalla nascita (il dott. Stranamore, quello di Kubrick naturalmente) vi dice niente? certo che gli yankee giocheranno la carta della potenza militare prima di cedere la supremazia mondiale. ma il fatto è che gia’ non ce l’hanno piu’. se solo l’Europa massonica fosse piu’ attenta ai propri interessi l’influenza americana sarebbe al minimo. pagheremo questo servilismo, questa mancanza di coraggio dei nostri beceri politici (di entrambi gli schieramenti, tanto sappiamo che recitano un teatrino) nell’affrancarsi dal colonialismo americano. vedrete come richiameranno i loro rambo in patria quando dovranno far fronte a rivolte estese. non per nulla la FEMA ha pronti un paio di centinaia campi di raccolta o concentramento che dir si voglia. buona giornata a tutti

  • Quantum

    Di quale dio dato che questa istituzione auto-investitasi a sua rappresentanza non è né in grado di dimostrare storicamente e archeologicamente la reale esistenza del loro messia il Cristo, né rispetta i medesimi comandamenti che promuove, specie il 5° non uccidere, che pare essere molto negoziabile per loro…

    Uno dei mali peggiori dell’umanità sono le sue religioni, o in particolare quelle che spostano la divinità al di fuori dell’uomo e annichiliscono l’individuo ponendolo alla mercé di questo presunto dio e dei suoi rappresentanti.

    Le religioni post-giudaiche (cristianesimo, ebraismo e islam) sono le peggiori, nessuna esclusa.
    Perché sono le prime ad apporre differenze tra gli individui… E quindi egoismo e individualismo.

  • oldhunter

    Sostanzialmente devo quotare: le guerre peggiori perlomeno degli ultimi 2.500 anni portano la firma di queste tre religioni che hanno sempre incitato alla violenza al grido “dio è con noi”!
    Strano dio sanguinario quello della guerra, certamente poco affine a quello dell’amore!

  • 21

    Ohi, ohibò! Son STUPEO e stordito… qui me n’ sto perciò… muto e attonito!

    Scusa sai, ma m’è proprio scappata… e tanto per farsi una risata, eccoti una verifica incrociata

    (vediamo un pochino se variando i fattori cambia il senso):

    … gli stupidi ed ignoranti sono fermamente convinti che… solo le persone intelligenti hanno molti dubbi mentre…

    Letta in stile mantra – loop il significato varia; uhmmm… , meglio forse “chiasmare”:

    intelligenti + dubbi

    stupidi + convinzioni…

    intelligenti convinzioni e dubbi stupidi… bah, a questo punto non saprei proprio.

    Restiamo però a tema: l’unica cosa certa è che non c’è mai alcunché di certo ;P

    Vivendo… facendo…

    Ciao ciao 😉

  • Tonguessy

    I loro teologi invece affermano che dio è amore. Curiosa, no, questa differenza di opinioni?

  • stefanodandrea

    L’articolo è allarmistico; concordo.
    C’è una tendenza propria di quasi tutti coloro che mal vedono l’imerialismo statunitense ad attribuire agli Usa un potere superiore a quello che anno e a sottovalutare o a non valutare, per antipatie ideologico (non sempre coerenti) tutti gli avversari.
    L’attentato dell’11 settembre se lo sarebbero fatto loro; nemmeno sfruttando una iniziativa degli islamisti; no: da sé stessi da capo a fine. Quando un giovane della ricchissima borghesia nigeriana è disposto a farsi saltare in aria per uccidere civili americani e per vendicare i civili muslulmani uccisi, è uno psicopatico. Quando un militare americano, che seguiva le prediche di un ulema che si trova nello Yeemen ed è uno dei capi degli islamisti con base in quel paese uccide dodici commilitoni, è uno psicopatico. Il fatto che Bin Laden (allora era certamente vivo) nelle interviste a Robert Fisk avesse annunciato una guerra contro gli Usa in Afghanistan è oscurato dalla controinformazione, che nel voler condannare moralisticamente l’attacco imperialista in afghanistan, volente o nolente, finisce per negare l’attacco che l’islamismo ha lanciato contro gli Usa. Non si accetta il fatto che il Mullah Omar possa essere fuggito in motocicletta, se ne traggono barzellette e si crede che lo abbiano volontariamente lasciato fuggire. Su altro versante, gli acquisti di armi da parte dell’Iran sono visti come strumentali all’espansione statunitense; il belliscismo iraniano giustificherebbe l’aggressività Usa. Si trascurano sistematicamente le pesanti sconfitte, politiche e diplomatiche, subite dagli usa nell’america latina e si pone sistematicamente in risalto la politica statunitense in Honduras e in Colombia. Il ritiro in Somalia e la sconfitta dei servi eritrei, costretti ad andar via dagli islamisti, dopo aver avuto oltre 10.000 soldati uccisi è ignorato. Il ritiro dalle città irachene da parte degli Usa, con cessione del potere di controllo del territorio a quei sunniti che hanno fino a ieri combattuto con la resistenza contro gli americani non è mai considerato un successo della resistenza. Il fatto che all’improvviso (al tempo delle elezioni provincialli) la resistenza irachena sia scomparsa, senza aver subito particolari sconfitte, soprendendo anche i generali americani, non fa sospettare che (e non spinge ad indagare per accertare se) la resistenza abbia una strategia e quale sia. La scoperta che Alquaeda è nome dato dalla cia, porta a negare ogni capacità organizzativa e capacità di attaccco, oscursando che la resistenza armata in iraq è oggi condotta pressoché soltanto da gruppi di islamisti che fanno riferimento ad Al Quaeda. Quindi Zarkawi non tanto sarebbe stato sfruttato dagli Usa per dimostrare che in Iraq c’era al qualeda e che la guerra era contro il “terrorismo”, ma non è mai esistito o ha avuto un ruolo marginale e ciò anche se sul web ci sono migliaia di filmati di islamisti che inneggiano a questo loro “martire”. E si potrebbe continuare all’infinito.
    Vogliamo cominciare a considerare che non tutti i popoli sono servi come gli europei e che i teorici nemici degli stati uniti (Russia, Cina, Iran, Venezuela e paesi dell’Alba, corea del nord, internazionale islamista, ecc.) sono prontissimi ad affrontare gli stati uniti sotto i diversi profili geopolitico, diplomatico e militare e non hanno più paura?

  • Altrove

    Concordo con quanto scritto. Quando arriveranno i precog ne riparleremo…
    Di certo indurre un’azione violenta verso chi “potrebbe” farne una ad un altro ci mette tutti sullo stesso piano. Tutti siamo potenziali criminali e allo stesso tempo grandiosi filantropi. Quindi chi ammazza chi per difendersi da chi?
    Bene e male sono solo punti di vista…

  • Altrove

    Direi che al PD dovremmo prima definire il sinificato di “parola” per spiegarglielo…

  • Altrove

    Per favore, non confondiamo dio con le religioni sennò mi sento male.. 🙂

  • Altrove

    Giusto, non si tiene conto degli altri attori e delle loro eventuali armi di “fine di mondo”. Gli altri non sono stati a guardare e l’impero lo sa. Cercatevi un po’ di roba sugli armamenti e sulle tecnologie russe e cinesi ad esempio.

  • Altrove

    Ciao, trovo ambigui alcuni punti, nel senso che non capisco se sostieni quella o l’altra tesi (è un po’ il problema del sarcasmo scritto). Se potessi essere più diretto lo apprezzerei molto dato che ciò che dici è interessante. Grazie.

  • Quantum

    Qualcuno ricorda il comico americano Jeorge Carlin?
    Ex cristiano irlandese, e autore di spettacoli sulla religione molto interessanti… Lo trovate su Youtube.
    Dategli un’occhiata sono spassosi e REALI!

  • Altrove

    come dimenticarsi di George Carlin? 🙂

  • Quantum

    Il fatto che gli americani in molte di queste mire imperialiste perdano o vincano non ha importanza.
    Per la sua industria bellica, per la quantità di bombe sganciate e per le risorse pagate con soldi pubblici, è sempre una vittoria…
    Anche se la resistenza sunnita si riprende i territori, poco importa, una volta rifinanziati, tra qualche anno si torna a scaricare bombe…
    O mi sbaglio?

  • ventosa

    Quoto al 100%, Bigrex. Semplice, logico e chiaro, non credo che ci possa essere risposta migliore ad una banale domanda da indagine ISTAT.

  • ventosa

    E se gli USA avessero intrapreso la via del declino, dopo aver svolto il loro compitino, come altri grandi imperi del passato?
    E’ un paese economicamente disastrato, con l’aggravante che da decenni ha spostato la produzione di beni, con tutto ciò che comporta sul piano sociale, in altri paesi, soprattutto all’est, aumentando la ricchezza delle multinazionali che, invece di reinvestire nel territorio, continuano ad espandere la loro presenza in nuovi mercati (W la globalizzazione!!). In tutto questo, il popolo continua ad essere spremuto come un limone in cambio di un grandissimo senso di appartenenza al “miglior popolo del miglior paese del mondo”! Credo che, nel migliore dei casi, questo faccia parte di un piano che prevede con capillare precisione un voluto spostamento geo-economico-politico delle mire espansionistiche delle elites(che, non dimentichiamolo, hanno sede nella vecchia europa). Nel peggiore, hanno sbagliato i calcoli e, per ottenere il risultato di cui sopra, hanno perso il controllo della situazione. In ultimo, forse la più probabile, delle conseguenze non glie ne può fregar di meno, l’importante è raggiungere il risultato.
    Saluti.

  • stefanodandrea

    Credo che la strategia adombrata nell’articolo sia folle, perché gli stati uniti perderebbero tutti i conflitti, si inimicherebbero il mondo intero e finirebbero per disintegrarsi. Chi sappia valutare la realtà, senza temere la fantomatica forza militare degli Usa, constata che gli Usa sono in stallo in Iraq, stanno perdendo in Afghanistan e hanno perso la guerra che hanno fatto fare agli eritrei contro gli islamisti somali.
    La Russia in Georgia ha dimostrato di non temere minimamente gli stati uniti sotto il profilo militare, nel senso che le minacce usa sono da can che abbaia ma non morde. L’Iran, la corea del nord e Chavez mi sembra che si comportino nello stesso modo, come se gli Usa fossero un can che abbaia ma non morde. Siamo soltanto noi europei a poter credere ad ipotesi a dir poco azzardate come quelle avanzate nell’articolo.
    Gli Stati Uniti dovranno affrontare una crisi economica decennale (dalla quale è anche probabile che riusciranno a venir fuori). Non credo che oltre l’islamismo radicale, dal quale sono stati attaccati (non meno di quanto lo abbiano attaccato), si scontreranno con altri, altrimenti la DISINTEGRAZIONE degli Usa è certa.
    Questa è l’analisi. La speranza è che, comunque vadano le cose, gli Usa si disintegrino, così come è accaduto all’Unione sovietica.
    Ciao e grazie

  • stimiato

    Una guerra per evitare una guerra? Interessante. Allora poniamola così: se stiamo parlando di un dittatore/governo feroce e sanguinario, non alla Saddam, cose da bambini, ma alla Hitler mi sembra logico prendere ad esempio gli USA di oggi. Per quanto “colpevoli” di avere “eletto” questo presidente invece dell’altro, mi sembra eccessivo bombardare 400 milioni di panzuti e simpatici statunitensini con lo scopo di salvare una qualsiasi quantità di gente, arbitrariamente grande, da qualche altra parte del mondo. Ossia, detta un poco più seriamente, la guerra colpisce le popolazioni, non i folli/crudeli/sanguinari dittatori/governi che reggono i loro stati. Magari potrei lasciare come compitino per casa quest’altra domanda: sarebbe accettabile, se effettivamente servisse a salvare bla bla bla, assassinare solo il folle/i folli in questione anziché muovere una guerra a una nazione intera?

  • ventosa

    Ucciderlo, no, perchè il male genera altro male. Proporrei di tenerlo a stretta dieta OGM, poi… quel che succede, succeda.

  • Tonguessy

    Questo è il vero motivo per cui sono monarchico: credo fermamente al regicidio.

  • gelsomino

    Io a quelli che propugnano la guerra preventiva consiglierei un bel suicidio di massa. Si vivrebbe molto meglio senza tanti figli di puttana in giro.

  • Rossa_primavera

    Guarda che io ho solo posto una domanda su un’ipotetica situazione,punto e basta,mi interessava conoscere il parere dei blogger e noto che molti gentilmente hanno risposto favorendo anche discussioni con spunti interessanti.Non c’era alcun secondo fine ne’ alcuna presa di posizione nella domanda,anche io so che la storia non si fa con i se e i ma.

  • Rossa_primavera

    Vedo pero’ che la banale domanda da istat e’ stata presa sul serio da parecchi che hanno dato risposte con spunti interessanti ed idee abbastanza originali,soprattutto la maggioranza ha risposto in maniera del tutto educata e garbata,solo in qualcuno,per fortuna,e’ affiorata la villania che lo contraddistingue,con un certo malcelato senso di superiorita’ tipico dei blogger di una precisa connotazione ideologica.

  • Rossa_primavera

    Infatti non a caso nel mio quesito avevo scelto il vero potenziale militatare di una vera potenza industriale,specificando che la domanda non aveva analogie con situazioni odierne.Concordo pienamente con te sulla differenza tra le due minacce.

  • Rossa_primavera

    E nel caso in cui fosse il piccolo Israele a minacciare la pace mondiale?
    Supponiamo che Israele annunci un giorno di voler farla finita con tutti gli arabi e inizi ad aprire i silos dei suoi missili nucleari,che fare?

  • ventosa

    Senti, Rossa, nulla di personale, visto che non ci conosciamo. Semplicemente, a mio parere, è un argomento che poco si presta al gioco del “se e del ma”, perchè non porta costrutto in mancanza di riscontri oggettivi. In due parole, a fare “previsioni postume” son tutti bravi(nella fattispecie).
    Poi, naturalmente, ogni argomento è valido per giocare a confrontarsi. Non sono un intellettuale e tendo per mia natura a cercare di costruire sempre qualcosa.
    Se poi ci hai visto, oltre alla villania, anche una connotazione ideologica, spiegala anche a me.
    Umilmente, saluti.

  • helios

    Vorrei solo capire QUANTI SOLDATI hanno gli stati uniti.
    A meno che l’intera popolazione sia arruolata, facendo un paio di conti fra tutte le basi ecc.. sparse nel mondo e considerata l’età media di un soldato i conti non tornano.
    Considerato anche i fronti di guerra e i morti ci si chiede che natalità ci sarà mai da quelle parti….mah….

  • geopardy

    I fenomeni si conoscono come tali quando avvengono, quindi, nessuno di noi, col senno di poi, sarebbe stato in grado di poter affermare che, deponendo il fuhrer, si sarebbero salvate decine e decine di milioni di vite umane, se Hitler fosse stato realmente deposto all’epoca.
    Uccidendo Saddam (definito dai suoi aggressori “il nuovo Hitler”, come Milosevic d’altronde) ed invadendo il suo paese, siamo in grado di poter affermare che abbiamo salvato l’umanità da un’altra catastrofe?
    Quello che sappiamo è che l’intervento americano ha generato una cifra spaventosa di morti in Iraq ed un numero impressionante di profughi.
    Lo stesso sta avvenendo in Afganistan.
    Lo stesso, anche peggio, è avvenuto in Vietnam, prima ancora in Corea.
    Non è che, per caso, non sia proprio la super potenza a costituire un pericolo devastante per l’intero genere umano?
    Se così fosse, chi si prenderà mai la responsabilità di attaccarla e destituirne i vertici, ammesso ne avesse le capacità?
    Ricordo e cito spesso un intellettuale tedesco, noto scrittore ed editorialista Hans Magnus Enzensberger, il quale , a proposito dell’insistente e leggittima domanda che tutti si ponevano dopo la fine della guerra mondiale, cioè, di come era possibile che il popolo tedesco fosse stato così compiacente nei confronti di una tale dittatura, rispondeva:………. “Ai tempi del fascismo non sapevo di vivere ai tempi del fascismo”.
    ……Siamo sicuri di non vivere dentro a qualche dorato carcere ideologico di cui noi, dal di dentro, non ne riusciamo a ben definire il confine?
    Se avesse vinto il nazismo tutti gli altri sarebbero stati (con enorme probabilità) trattati da furfanti e da terroristi se non si fossero adeguati al loro sistema.
    La “strumentale” (mia opinione) costrizione di imporre a chiunque il nostro sistema organizzativo socio-politico-economico (“liberista e domocratico”) , naturalmente, esclusi gli “amici” (sauditi e giù di lì), non potrebbe suonare agli occhi di chi lo debba subire come un grande ed ingiusto diktat?
    Non li consideriamo (magari non tutti tra noi) furfanti e terroristi o, quanto meno, arretrati?
    Ciao

  • Rossa_primavera

    Sostanzialmente hai ragione pero’ io ho scelto apposta il caso del nazismo e di Hitler,che non si puo’ paragonare come pericolo a Saddam e Milosevic,che erano loschi figuri di cui non piango la morte,ma che non costituivano affatto una grande minaccia per il mondo intero:Saddam sta a Hitler come un ladro di polli sta ad Al Capone.
    Non si puo’ paragonare il pericolo che costituiva una macchina bellica efficiente come la Wehrmacht con l’esercito di Saddam che era discreto ma in sostanza e’ stato sbaragliato in meno di un mese in entrambe le guerre del golfo.Come non si puo’ paragonare la diversa pericolosita’ delle due ideologie,Hitler organizzo’ una vera e propria industria dello sterminio su scala planetaria(anche se molti ne vogliono ridurre l’entita’),Saddam divenne sanguinario solo quando le rivolte curde minacciarono l’integrita’ del suo stato.
    Sul fatto che forse viviamo in un carcere ideologico ti dico e’ probabile,ma penso che qualunque persona di questo mondo subisca imposizioni psico-ideologiche,in qualunque parte del mondo:l’intelligenza e’ l’unica arma che abbiamo per evadere dalla prigione.