I DIRETTORI DEI GIORNALI: I MAGGIORDOMI DI LUSSO DEL POTERE

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DI MR.HYDE

Da quando mondo è mondo, l'uomo ha sempre avuto un rapporto sofferto con il potere. Istintivamente lo detesta, specie quando ne ha poco o punto, ma in cuor suo lo ammira e anche lo brama. Ai più non rimane che stare a guardare, ma chi ha la stoffa giusta - e se l'occasione buona si presenta - si mette in marcia e prende a servirlo, nella speranza che un po' alla fine tocchi pure a lui o che riesca ad identificarsi egli stesso con il “potere”.
Di gente così ce n'è in giro più di quanta si pensi. Hanno cominciato a vendere l'anima in mille modi, forse già sui banchi di scuola, e col tempo un po' di potere, servendolo, è arrivato, ma sanno che Lucifero-Potere li tiene tutti a bacchetta e guai se sgarrano. Si tratta in definitiva di una categoria di maggiordomi di lusso, come ci sono le puttane d'alto bordo, che sono pur sempre puttane.In quell'ambientino poco raccomandabile che è la fucina dei soldatini di Lucifero-Potere, si dimena un'umanità varia: boiardi di Stato, dirigenti d'azienda, amministratori delegati, politici e altri che non stiamo ad elencare. Comunque avete capito, è tutta “gente che conta”, ma che dall'oggi al domani può finire sempre in disgrazia. Ci mancherebbe altro, c'è la democrazia, dove tutto fa credere che non ci siano intoccabili e che soprattutto il “potere” risieda nel popolo. Il che equivarrebbe a dire che non esiste.
Il potere vero invece alla fine da qualche parte sta sempre, mica si volatilizza. E nelle cosiddette democrazie lo dà il denaro, quindi chi più ne ha più ha potere. Sembra una barzelletta, ma è così: pensate agli Stati Uniti o, se siete meno esterofili, al Bel Paese, e mi darete ragione.

Le democrazie sono anche sistemi complessi, che per mantenere il potere del denaro hanno inventato tutta una serie di marchingegni atti a far credere al popolo che è lui il reale detentore del potere. L'opinione pubblica è uno di questi marchingegni, il quale all'inizio è sembrato garantire il popolo dalla tirannia dei potenti, ma alla fine - se a noi comuni ed ininfluenti mortali restano gli scambi di e-mail, i sitarelli su internet o un giornalino da mille copie, mentre il potere ha tv e giornali a carrettate - si è rivelata per quel che è. Una forza che tiranneggia la vita del popolo perché saldamente in mano a chi ha il potere.

Ora, i detentori del potere reale (che sono, l'abbiamo detto, quelli che hanno più soldi), per gestire il tiranno-opinione pubblica hanno bisogno di uomini del tipo descritto all'inizio. Gente che il patto col diavolo l'ha concluso: lui un po' di potere gliel'ha dato (insieme ai soldi), ma una volta che gli ci ha fatto prendere gusto gli ha fatto vedere il forcone che li aspetta se fanno i furbi e non servono a dovere. Tangentopoli docet.

Ma tra quei maggiordomi di lusso c'è una specie che fa eccezione, e sono i direttori dei giornali e dei tg. Potenti a metà, ma con l'asso nella manica in più che li rende indispensabili, come indispensabile è un domatore in un circo con i leoni. Vi spiego. Una belva è sempre una belva, e l'opinione pubblica potrebbe, esasperata e mal condotta, rivoltarsi come un pit bull facendo a brandelli i potenti. Ecco, i direttori dei giornali e dei tg sanno domare quella belva per conto dei potenti, e il popolo, da leone che era, lo trasformano in un gattino. O in un bovino, se preferite. Boiardi di Stato, dirigenti d'azienda, amministratori delegati e politici si fanno e si disfanno, ma per i direttori di testata non scatta mai la ghigliottina. Niente Tangentopoli, non per niente le facce sono sempre le stesse da una vita.

Dopo tutta questa introduzione forse a qualcuno potrebbe stuzzicare l'idea di provarci. Di puntare alla poltrona di direttore di un importante settimanale, anzi del più importante che c'è in Italia. Non è quello che ricorda il caffè, quindi vi ho detto quale. Poi a quella del telegiornale che contende il record di ascolti al mitico tg1 delle otto di sera dopo aver scampanellato da Vespa un'infinità di volte (sempre “di ritorno dagli Usa”!) per sostenere il “fronte interno” della “guerra al terrorismo”.

Attenti che certi aspetti vi attende una vitaccia, comunque ai capoccioni ostinati spiego che cosa devono fare. Fatevi assumere da un giornale che esce il pomeriggio (un tempo c'era “La Notte”, ma usciva davvero il pomeriggio) e mettetevi agli ordini dell'«ultima raffica di Salò». Avete capito bene: uno che si vanti di aver sparato «l'ultima raffica»; contro chi non è dato di saperlo. Comunque, servitelo bene e andate avanti.
Importante fin da subito: non fate mai capire come la pensate, cioè qual è la vostra opinione politica di fondo. Ricordatevi che in Italia, dal 1946, siete circondati da repubblicani, quindi la foto di Umberto II fatela campeggiare - spillata su un tabellone - alle vostre spalle, all'interno del box in cui lavorate, solo quando approderete ad un importante settimanale sinistrorso (non “di sinistra”, attenzione) perché lì magari fa chic, mentre il repubblichino vi farebbe come minimo l'olio di ricino.

Quando siete a metà dell'opera, infiltrati nell'agognato settimanale ad altissima tiratura, datevi un tono in sintonia con l'ambiente e se proprio non vi ripugna tifate per i palestinesi. Ma non perdete tempo con questa roba da idealisti e cominciate a mettere i sensi bene all'erta. Drizzate le orecchie, guardatevi attorno e fiutate l'aria che tira. Vi farete subito notare dai potenti, che quelli a fiuto stanno meglio di voi.

La poltrona alla fine arriva, ma non la terrete stretta a lungo. Come ve la danno ve la levano da sotto il sedere. Dipende da chi vince l'altra grande macchinazione delle cosiddette democrazie: le elezioni. Ma non preoccupatevi, la fregatura è sempre per il popolo, mentre voi l'avete rinnegato e cascherete in piedi perché siete diventati indispensabili. Comunque, se giocare al pendolino non vi piace, fate dietrofront che siete ancora in tempo, almeno manterrete salvo un barlume di coerenza.

Se invece vi sta bene che, Destra o Sinistra poco importa, chiunque sia al governo richieda i vostri servigi, infilatevi il costume da Camaleonte e non toglietevelo più: telegiornali e settimanali da un milione di copie assicurati se vince la prima, altrimenti vi richiamerà il belato del fantasma dell'avvocato più famoso d'Italia e voi andrete da lui per far muggire il popolo, tanto più che voi siete savoiardi e aspettate la restaurazione: Fiat lux! Una città un po' noiosetta, Torino, ma qualche salottino per spettegolare si trova sempre, mentre per la vita notturna aspettate che rivinca la destra, che vi rispedirà a Roma.

E così la vita vi passerà davanti di sodalizio in sodalizio, d'inciucio in inciucio, perorando la causa del potente di turno, senza mai porvi un come e un perché, e vi castrerete volutamente la capacità di discernimento a forza di non distinguere più. Udito, vista e olfatto vi si affineranno all'inverosimile finché un giorno, davanti a un appetitoso e fumante manicaretto, vi accorgerete che a forza di assottigliarvi quel muscolo che avete in bocca vi siete giocati un senso che pensavate non servisse mai: il gusto per le cose vere, genuine. Sarà lì che scoprirete che siete non solo dei maggiordomi di lusso e degli indispensabili domatori, ma anche dei killer prezzolati della cosa più nobile che esiste: la verità.

Mr:Hyde
Fonte:lettera_informazione
27.11.04

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