“Guarite il cancro, poi svegliatemi”

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

La Scienza, nel suo inesausto tentativo di spazzar via dalla nostra vita tutto ciò che è umano, sta preparando altri piatti tanto appetitosi quanto avvelenati. Al lettore non sarà certamente sfuggito (sul Fatto ne ha parlato Caterina Soffici) il caso della ragazzina londinese di quattordici anni che si è fatta ibernare nella speranza di poter un giorno risuscitare attraverso la tecnica chiamata della criogenesi. Ma non è la sola, negli Stati Uniti ci sono già 200 persone criogenicamente ibernate e duemila in attesa di poter accedere a questa pratica.

Si è parlato di costi, di profitti, di truffe nell’alimentare speranze illusorie. Ma il tema è assai più profondo. La nostra è la prima società che rifiuta la morte, la morte biologica, s’intende, che è inevitabile, da quella violenta si può sempre sperare di scapolarsela. La verità è che nella nostra società la morte è stata scomunicata, interdetta, proibita, dichiarata pornografica. La morte è diventata il Grande Tabù, “il Vizio che non osa dire il suo nome” (altro che la pederastia di vittoriana memoria) tanto che non si osa chiamarla col suo nome nemmeno là dove parrebbe inevitabile. Basta leggere i necrologi: “la scomparsa”, “la perdita”, “la dipartita”, “si è spento”, “ci ha lasciati”, “è mancato all’affetto dei suoi cari”, “i parenti piangono”, “è terminata la giornata terrena” c’è di tutto tranne la parola morte ad indicare ciò che è realmente avvenuto (quando morì mio padre il necrologio fu affidato, non so perché dato che ero il più giovane della famiglia, a me e io ribellandomi a queste ipocrisie scrissi: “è morto Tal dei Tali”).

Tutti questi interdetti e scomuniche significano una cosa sola: una paura della morte sconosciuta, in ugual misura, nelle società che ci hanno preceduto. E come diceva il vecchio e saggio Epicuro “muore mille volte chi ha paura della morte”.

Nella società agricola, premoderna, l’uomo viveva in intimo contatto con la Natura e, attraverso il ciclo seme-pianta-seme, era consapevole che la morte non è solo la conclusione inevitabile della vita, ma ne è la precondizione. Sapeva che non c’è la vita senza la morte. Sentiva di far parte di un tutto, di un destino più ampio, della sua famiglia, della comunità, della specie, della natura stessa, in cui la sua vita e la sua morte si scioglievano nell’eterno gioco del passaggio di testimone fra generazioni, fra i vecchi e i giovani. E quindi, anche se a nessuno è mai piaciuto morire, accettava, insieme alla vecchiaia (altro tabù contemporaneo), questo nucleo tragico dell’esistenza come lo chiamavano i filosofi quando esistevano ancora.

Ma questi motivi che consentivano all’uomo di ieri di accettare la morte con una certa serenità, sono, capovolti, gli stessi che lo impediscono a noi. Noi viviamo lontani dalla Natura, a contatto con oggetti che non si riproducono ma semmai si sostituiscono, e alla cui sorte ci sentiamo sinistramente omologhi, abbiamo perso il senso di un destino collettivo e quindi sentiamo la nostra morte come un evento radicale, definitivo, assoluto, esclusivamente individuale e quindi totalmente inaccettabile.

Ma poniamo che i nuovi Frankenstein realizzino il loro obbiettivo. Ciò avverrebbe gradualmente. All’inizio ci sarebbero alcune centinaia di individui ‘resuscitati’, poniamo, dopo qualche decennio. Come ha notato anche il padre della sfortunata ragazza si troverebbero in un totale spaesamento, a fianco di figli lasciati bambini e ora ottantenni. Ma andiamo ancora avanti in questo delirio seguendo il mito dell’immortalità (almeno le religioni, un po’ più sapienti, l’avevano pensata metafisica, noi la pretendiamo fisica) e che gli scienziati completino la loro opera per tutti. Alla fine, se non altro per mancanza di spazio, non ci sarebbe più alcun rinnovo. Ci troveremmo di fronte ad una umanità pietrificata. E quindi, paradossalmente, l’immortalità porterebbe alla morte.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

22.11.2016

35 Commenti
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fuffolo
fuffolo
23 Novembre 2016 15:23

“Nella società agricola, premoderna, l’uomo viveva in intimo contatto con la Natura e, attraverso il ciclo seme-pianta-seme, era consapevole che la morte non è solo la conclusione inevitabile della vita, ma ne è la precondizione”

Con la terra si instaura un rapporto affettivo, sentimentale, che giustifica la vita rurale, erratamente considerata “dura”.
Ma servono delle (pre) condizioni, perchè altrimenti è realmente difficile, impossibile, uscire dal “giro” (a meno di non essere ricchi o molto fortunati).
Ridistribuire la terra in base alla forza lavoro di una famiglia, un sistema che renda possibile praticare l’agricoltura di sostentamento (dal baratto alla esenzione dalla normativa per le imprese societarie o con prevalenza di capitale, dalla normativa tecnica per la produzione agricola ed alimentare industriale), obbligo generale di un anno di lavoro contadino (in caso contrario un anno da soldato), esproprio terreni incolti (oltre il limite delle esigenze agricole).
Il grano italiano quest’anno è stato pagato al produttore 13 euro al quintale, neanche le spese del seme. Che quindi l’anno prossimo non ri crescerà malgrado lo sguardo attendo del contadino

Mylan Key
Utente CDC
Risposta al commento di  fuffolo
23 Novembre 2016 17:40

Chiunque ci abbia creato, ha prestabilito che il ciclo sia , vita, morte, e rinascita ultima, se ci entrerai . Quali siano le caratteristiche, solo LUi e te, potrai farne una valutazione relativa, qui .

Roberto Giuffrè
Utente CDC
Risposta al commento di  Mylan Key
30 Novembre 2016 13:07

Sono interessanti quei passi dei testi biblici dove si dice che i nostri creatori da un certo periodo non avrebbero “contribuito” più il nostro tselem “quel quid che contiene la forma – cit. DNA” con il loro in modo da ridurci la vita da 800-900 a 120 anni.
Ora sei fortunato se ne campi la metà…

Mylan Key
Utente CDC
Risposta al commento di  Roberto Giuffrè
30 Novembre 2016 16:49

Si, ce n’e’ da dire in merito, sulle verita’ della genesi e della creazione umana, e di tutto un mondo parallelo e in altre dimensioni e spazi. Dobbiamo accontentarci di quello che disponiamo, perche’ se non ci e’ stato dato di piu’, significa che nemmeno quello che ci e’ stato dato , ci e’ servito . Ma pure la declassificazione e l’ abbandono vita e sistema vita, era contemplato , e lasciato volutamente cosi’ . Si vede che, quel poco che ha attecchito nel personali di ognuno, basta e avanza per il rimanente a proseguire. Dopo tutto, anche se imperscrutabile, ma comprensibile, pure il creatore si e’ fatto umano e ha subito la sua dipartita da qui . Ma e’ ritornato da dove e’ venuto. ; ) che tu possa trovarne illuminazione, e uscita.
Se mi permetto, c’e’ uno che con tutte le sue ambiguita’ che gi si possono addossare, ( e non sono vere ) ( e’ la deformazione umana viziata ) , ti puo’ dare qualcosa in piu’ . William Merrion Branham. Trovi ogni scritto in internet. Un vero profeta voluto, per questo tempo. Dio agisce cosi’ . Lui ha molto da spiegare. Che ti sia propizio.

Mylan Key
Utente CDC
23 Novembre 2016 17:37

Solo UNO dell’ UNO , disse ad un decomposto irrecuperabile, Lazzaro esci fuori.
Se non ci credete, e non serve, credono a questo . E’ una delle trappole demenziali che rende . Frankenstein e Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde. Ciak si gira .
( Certo che la genetica puo’ riprodurre in laboratorio, ma mai te stesso . Solo pezzi di avanzi . Carne per cani )

clara
clara
23 Novembre 2016 18:21

Immagino che lei non utilizzi farmaci e che si sia sempre affidato al destino ( altresi’ chiamato culo )..Che , memore di quanto da lei dichiarato, abbia sfidato la selezione naturale con l’ausilio del suo , immagino, poderoso sistema immunitario. La morte di una giovane creatura è quanto di piu’ contronatura vi sia. Prima i novantenni rincoglioniti e perfidi , dopati da cialis, viagra ,antipertensivi, cumarinici e quant’altro..le giovani creature vanno preservate, anche dalla morte.

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  clara
23 Novembre 2016 18:24

Contronatura ci sono solo i froci.
Dov’è il problema di un quattordicenne che muore?

clara
clara
Risposta al commento di  ignorans
23 Novembre 2016 18:33

Cretino

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  clara
23 Novembre 2016 18:49

Non direi creino, direi amante del selvatico.
L’uomo con la sua mentalità ha rovinato se stesso e ha reso il suo stesso mondo invivibile.
Perciò le cose più belle sono quelle che lo superano, lo battono, lo sconfiggono.

clara
clara
Risposta al commento di  ignorans
23 Novembre 2016 19:07

Posso anche concordare con lei, parzialmente e con i dovuti distinguo.Ma se è frustrato se la prenda con i responsabili di tutto ciò. Ci sono pur sempre mazze e spranghe. Faccia l’uomo

PersicusMagus
PersicusMagus
Risposta al commento di  clara
23 Novembre 2016 19:08

Lol…una risposta molto carina.

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  clara
23 Novembre 2016 19:08

Lei rifiuta la sua di responsabilità. E questo è già grave.

Lili Armando
Utente CDC
Risposta al commento di  ignorans
23 Novembre 2016 19:22

“La morte fa morire chi vuole lei”? Accipicchia!

RenatoT
Utente CDC
Risposta al commento di  ignorans
24 Novembre 2016 4:22

La morte è il finale del deperimento organico-cellulre, che comincia da quando si nasce. Lo si puo’ accelerare o rallentare con le nostre abitudini quotidiane. E’ il rischio che aumenta le possibilitá di morire, e meno si sa di rischiare, piú si muore facilmente… la propaganda che inizia nelle scuole e continua nella facoltá di medicina serve proprio a questo. Mentre invece, la gente ha paura del morbillo, degli extracomunitari, dei morti viventi e dei malocchi. Un classico esempio è stata l’epidemia di morbillo in America con piu’ di 400 morti nel 2015. Cnn e tutti gli altri network hanno terrorizzato la popolazione con questo aumento repentino dei casi di morbillo e moltissimi sono corsi a vaccinarsi quando la sola malasanitá italiana, produce 100 morti al giorno e in Usa sono piú di 1000. Serve terrorizzare la popolazione per 400 casi morbillo su mezzo miliardo di persone quando poi ogni anno in America ci sono 1.000.000 di bambini autistici in piú… e i dati dicono che nel 2032, l’80% dei bambini sará autistico? E’ palese che qualsiasi cosa venga detta da questi organi ufficiali… è solo menzogna. Io starei molto attento a credere che si muore per caso, in un… Leggi tutto »

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  RenatoT
24 Novembre 2016 7:57

Infatti è ridicolo che di fronte alla morte l’unica cosa che alcuni sanno fare è commuoversi, lamentarsi e protestare. Dedicati piuttosto a esplorare le cause. Perché questa è morta a 14 anni? Questa è l’unica cosa di un certo interesse. E “la scienza” non lo sa. Questo è interessante, chi dovrebbe saperlo non lo sa. E se non lo sai cosa stai lì a fare? Vattene. Questa è la sola ribellione.
Quanto alla causa->effetto, lo so anch’io che si tratta di causa->effetto, ma siccome non c’è consapevolezza di ciò, acquisisce le caratteristiche del caso.

ga950
ga950
Risposta al commento di  RenatoT
24 Novembre 2016 8:27

Condivido le sue riflessioni tranne “la paura per gli extracomunitari” a dire il vero ho paura dei comunitari.

Sposo anche le esternazioni di ignorans.

RenatoT
Utente CDC
Risposta al commento di  ga950
25 Novembre 2016 3:50

certo, posso capire che a seconda della situazione la percezione della persona extracomunitaria possa essere differente.
Pero’ se la malasanitá in Italia produce 100 morti al giorno (in aumento) gli extracomunitari… sono un problema ma non sono un problema se paragonato a quello che succede realmente negli ospedali… questo dimostra quanto sia forte il nostro corpo e quanto ogni singola cellula cerchi di sopravvivere sempre e comunque.
La bambina in questione, con un cancro a 14 anni, non è normale, non dovrebbe esserlo nemmeno a 70… ma tutti i bambini vengono alimentati a mangimi a base di zucchero, farine raffinate e latticini.
Quando si esagera su questa strada, l’acidificazione del corpo va marengo e comunque tutti i pre-allarmi vengono ignorati o nascosti con cortisone, analgesici e altre porcherie simili come se fosse normale essere malati giá da bambini… oppure abitava a Fukushima.

ga950
ga950
Risposta al commento di  RenatoT
25 Novembre 2016 6:48

Sono d’accordo sulle sue riflessioni mediche, ma non ha detto nulla sulla paura degli extra o comunitari.

RenatoT
Utente CDC
Risposta al commento di  ga950
25 Novembre 2016 11:40

mi era sfuggito.

stefano passa
Utente CDC
Risposta al commento di  clara
24 Novembre 2016 0:32

niente , ha capito molto dell articolo…..
la morte è parte integrante della vita, come la vecchiaia, è questo che la società “moderna” ha perso di vista, e nella “naturalità” ci sta anche la morte di una 14enne o di un neonato, e questo non significa che si fa di tutto per evitarlo, ma che bisogna accettare anche queste situazioni…

MarioG
MarioG
Risposta al commento di  clara
24 Novembre 2016 2:41

“La morte di una giovane creatura è quanto di piu’ contronatura vi sia. ”

Non le resta che comunicare questo suo pensiero direttamente alla Natura, dal momento che questa persona non e’ stata condannata a morte da esseri umani.

E a proposito del suo argomentare sui farmaci: Fini NON ha detto che non bisogna curare le persone. Ha detto un’altra cosa.

Adriano Pilotto
Utente CDC
23 Novembre 2016 18:33

“Si è parlato di costi, di profitti, di truffe nell’alimentare speranze illusorie. Ma il tema è assai più profondo”.

No!.Fini ha già detto tutto nel primo periodo, in senso grammaticale. Solo la deformazione giornalistica -tante righe, tante parole, tanti soldi- lo spinge a delirare: “Nella società agricola, premoderna, l’uomo viveva in intimo contatto con la Natura e, attraverso il ciclo seme-pianta-seme, era consapevole che la morte non è solo la conclusione inevitabile della vita, ma ne è la precondizione. Sapeva che non c’è la vita senza la morte”.
Generalmente, l’uomo premoderno aveva trasformato la morte in una porta per la vera vita, quella nell’aldilà. E questa vita oltre la morte ha richiesto un prezzo pesantissimo; un prezzo pagato dalla vita al di quà della morte.

Fabrizio Copertino
Utente CDC
23 Novembre 2016 18:52

Come sempre Massimo Fini, nelle sue osservazioni, è puntuale e caustico. Nell’articolo individua uno dei maggiori punti deboli della nostra civiltà. Tuttavia, il tema della rimozione della morte è datato e sono molte le intelligenze che ne hanno denunciato l’aberrazione: L’uomo è chiaramente fatto per pensare, è tutta la sua dignità e il suo merito; e tutto il suo dovere consiste nel pensare come si deve. Ora, l’ordine del pensiero è quello di cominciare da sé, e dal suo autore e dal suo fine. Ma a che cosa pensa la gente? Mai a questo; ma a ballare, a suonare il liuto, a cantare, a comporre versi, a infilzar l’anello nelle giostre, e cose simili, a battersi, a farsi incoronare re, senza pensare cosa vuol dire essere re e che cosa vuol dire essere uomo.>> <> <> (B.Pascal, Pensées, Parigi 1658) “Non raramente si vede nella morte degli altri un disturbo sociale o addirittura una mancanza di tatto, nei confronti della quale la vita pubblica deve prendere le sue misure” (Heidegger, Essere e tempo; 1927) Mentre, nel XIX secolo, già Tolstoj, in “La morte di Ivan Il’ic, preannunciava l’angoscia e il relativo tentativo di rimozione della società moderna nei confronti dell’evento… Leggi tutto »

cedric
cedric
23 Novembre 2016 20:33

MASSIMO FINI ha detto: “La nostra è la prima società che rifiuta la morte”

Questa è una sciocchezza scritta per fare colpo sigli ignoranti. Da oltre seimila anni tutte le società hanno sempre rifiutato la morte biologica, qualche esempio che si studia anche alle scuole medie.
– gli egiziani imbalsamavano i corpi perchè credevano in una futura rinascita col loro vecchio corpo
– i sumeri narravano il viaggio di Gilgamesh da Utanapishtim per cercare l’erba che avrebbe potuto riportare in vita Enkidu.
– i greci raccontavano le storie di Titone ed Endimione, entrambi resi immortali dal dio o dalla dea che li amava
– buoni ultimi i cristiani credono nella resurrezione dei corpi quando verrà il regno dei cieli

A ben vedere qulle narrate nei miti sono tutte “crioconservazioni ante litteram” quindi l’uomo di oggi non ha inventano proprio nulla . Anche oggi per credere di poter rivivere basta essere ricchi (e creduloni) proprio come allora quando occorreva essere un re, un ricco dignitario oppure essere amici di un dio compiacente……

PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  cedric
23 Novembre 2016 23:27

D’accordo con cedric. Dal tempo delle prime sepolture, migliaia di anni fa, insieme al corpo del defunto venivano riposti gli oggetti che gli sarebbero serviti nella sua futura vita. Era anche questo un modo per rifiutare la morte.

Tonguessy
Risposta al commento di  cedric
24 Novembre 2016 7:33

Ricchi e creduloni per potere avere accesso all’immortalità. Può essere. La differenza sta tutta nel metodo che consacra il tentativo. Un conto è affidarsi alla metafisica per non cessare di sperare, altra cosa è affidarsi alla fisica. Esistono cioè molte morti. Quella fisica non è mai stata messa così all’angolo (eh, la presunzione…) come oggi. In altri tempi ci si affidava ad altre cose. La scrittura, ad esempio. Può morire lo scrittore ma gli scritti restano (se contemporanei e posteri dimostrano clemenza). I primi segni rupestri hanno fatto sopravvivere il talento dei graffitari alle incessanti morti fisiche. Ma qui si sta parlando di qualcosa di diverso. Si sta parlando di bloccare la morte fisica. Più precisamente si sta parlando di credere di bloccarla e della speranza che è legata alla scienza come fattore risolutivo definitivo. Certo, bisogna essere ricchi e creduloni per farlo. Non tutti sono ricchi, ma creduloni temo proprio di si. L’iperbole della crescita infinita si vede qui, non solo in ambito finanziario. Come le promesse di Veronesi, quando vent’anni fa giurò che saremmo riusciti a sconfiggere il cancro. Oltre le bolle finanziarie ecco le bolle (balle?) mediche. Alimentare il credo medico, questo è il mantra. Servirà l’esplosione… Leggi tutto »

Fabrizio Copertino
Utente CDC
Risposta al commento di  Tonguessy
24 Novembre 2016 13:11

Giusto. La differenza è sostanziale.

ga950
ga950
Risposta al commento di  cedric
24 Novembre 2016 8:20

” buoni ultimi i cristiani credono nella resurrezione dei corpi quando verrà il regno dei cieli”
Gentilmente potrebbe fornirmi qualche riferimento a sostegno di questa sua personale affermazione? Grazie.

cedric
cedric
Risposta al commento di  ga950
24 Novembre 2016 12:39

Una fonte è il catechismo cattolico presente sul sito ufficiale del vaticano
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p123a11_it.htm
ed un’altra è la recente istruzione “ad resorgendum”
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20160815_ad-resurgendum-cum-christo_it.html

Per completezza servirebbe cercare analoghi riferimenti per gli ortodossi ed i riformati ed anche per le decine di altre sette che compongono il cristianesimo, intanto puoi leggere i link citati.

ga950
ga950
Risposta al commento di  cedric
24 Novembre 2016 18:54

La ringrazio ma siamo alle solite! Lei ha scritto cristiano ma intendeva cattolico, se non fa lumi all’interno della sua conoscenza si troverà sempre più in confusione.

Roberto Giuffrè
Utente CDC
Risposta al commento di  ga950
30 Novembre 2016 13:12

Cattolici e cristiani adorano lo stesso dio e le stesse minchiate.

ga950
ga950
Risposta al commento di  Roberto Giuffrè
30 Novembre 2016 19:05

Temo che questa volta abbia toppato!
I Cristiani non adorano nessun Dio, mi spiace per lei, quanto ai cattolici: chi se ne frega?

Apollonio
Apollonio
Risposta al commento di  cedric
24 Novembre 2016 13:48

Cedric è un po diverso..!

Gli antichi egizi credevano nella sopravvivenza dell’ anima dopo la morte. Dato che l’anima, per sopravvivere, aveva bisogno anche del corpo, essi praticavano l’ imbalsamazione, una tecnica che garantiva la perfetta conservazione dei defunti.

Tex42
Tex42
24 Novembre 2016 12:22

Articolo che condivido pienamente.
La rimozione della morte è conseguenza dell’ideologia oggi dominante, quella del godimento assoluto.

Georgejefferson
Utente CDC
3 Dicembre 2016 21:54

Non esiste UNA Scienza, esistono innumerevoli correnti di pensiero, in cui tante c’e’ condivisione verso un metodo, quello empirista e dell’evidenza, criticato in altre correnti riguardo all’estremismo riduzionismo, e delle derive “interessate” dai rappresentanti del potere del privilegio che cercano di corrompere ed imporre un immaginario pubblico, funzionale ai loro interessi. Ma la cultura conservatrice ipocrita, unifica in un unico calderone “la scienza” auto attribuendosi l’autorità di reclamare essa stessa cosa sia “umano” e cosa no. Al di la della giusta denuncia degli interessi economici e di profitto cinico che spesso sta dietro a tantissime cose, l’ideologia conservatrice da sempre fa leva sulle “truffe” nell’alimentare speranze illusorie, che si tratti di legislazioni che mettano al bando la schiavitù, oppure legislazioni con intenti di garantire un minimo di diritto di base per tutti, da costruire nel corso storico.Ma spesso il tema è assai più profondo, c’e’ bisogno di costruire un immaginario che inculchi nelle coscenze una illusione che “il passato” sia stato un luogo paradisiaco e non comprendente tanti mali criticabili al giorno d’oggi. Il senso di tragedia, paura e tristezza, di fronte la morte e’ sempre esistito, non “rifiuto della morte biologica”, e’ sempre stato presente, più o meno, il… Leggi tutto »