Gli specialisti della narrazione

DI TONGUESSY

comedonchisciotte.org

Ho seguito con una certa attenzione l’affastellarsi delle possibili cause della cosiddetta pandemia. Gli specialisti della questione virale si sono affannati nello spiegare che è una pandemia pericolosissima eppure è poco più di un’influenza stagionale, è di origine naturale e invece no è artificiale, che le mutazioni sono avvenute tra animali e poi si sono trasferite agli uomini e al contrario sono state manipolate dall’uomo, che il luogo in cui è stato combinato il disastro sono i wet market ma no sono i laboratori di ricerca da cui sono sfuggiti i virus che invece sono stati appositamente portati fuori perché la pandemia è stata organizzata invece è successa per caso, che l’origine è esclusivamente cinese ma anche esclusivamente americana, che i cinesi sono stati penalizzati per la loro barbara cultura alimentare ma al contrario sono stati infettati dagli americani alle olimpiadi militari e non dimentichiamoci l’Etiopia che l’OMS avrebbe dovuto dichiarare la pandemia a dicembre ma anzi non l’ha mai dichiarata veramente per cui servono molti tamponi per verificare lo stato delle infezioni ma i tamponi non servono a niente e c’entrano anche gli allevamenti intensivi in tutto questo e non dimentichiamoci il 5G per carità però non è opportuno andare a correre anche se è consigliato perché fa bene e comunque i malati più gravi vanno intubati però muoiono prima dato che non è problema polmonare ma vascolare e non bisogna assumere antinfiammatori che fanno peggio però guariscono ed i numeri di questa pandemia sono spaventosi che tutti i TG lo dicono però sono inferiori a quelli dell’influenza dell’anno scorso e nel frattempo sono state fatte delle leggi che però sono anticostituzionali e infatti l’inquilino del Quirinale (a quando tra i Concerti del Quirinale la “Cacofonia in Si betondo per sessafoni a pelo e arpe tritoniche” di Smart Schmack?) in qualità di garante della Costituzione non ha battuto ciglio forse perché il processo di mummificazione avviene a macchia di leopardo (o si dice a minchia di leopardo?) come la pandemia che ammazza tutti in certe zone della Lombardia mentre non succede nulla in altre parti per i motivi che tutti sanno ma che nessuno conosce e ad ogni modo le mascherine non servono a niente ma sono obbligatorie. Tutte queste teorie contrastanti sono il trionfo della falsificabilità popperiana: stiamo davvero navigando in un mare di vera scienza. WOW!
Jonesco e la sua “precauzione inutile ma assolutamente indispensabile” (La Cantatrice calva) con decenni di anticipo aveva capito perfettamente l’hard core del Covid-19: serie esilarante di certezze scientifiche antitetiche a cui fanno seguito prescrizioni sbagliate dettate in virtù delle posizioni di potere. O delle proprie esperienze. Oppure di qualcos’altro. L’insignificanza delle verità postmoderne. Avanti così che va bene.

“Venghino siore e siori che più gente entra e più bestie si vedono” declama l’imbonitore circense col cilindro in direzione della folla assiepata davanti ai cancelli della comunicazione mediatica.
Baudrillard parlava della postmodernità come il luogo della ridondanza dei significati (quindi del naufragio dei medesimi) ed il Covid-19 offre un ottimo esempio di ciò che intendeva: le narrazioni si moltiplicano al punto di diventare incomprensibili. Affastellate confusamente sullo stesso piano comunicativo le “informazioni” denunciano l’incapacità di descrivere qualcosa di sensato in quanto verificabile, apoteosi del pensiero debole. Alla “tesi, antitesi e sintesi” di hegeliana memoria vengono arbitrariamente sottratte tesi e sintesi, sacrificate nell’altare del Pensiero Unico Antitetico. Resta però in funzione la pletora delle multioptions, configurabili a piacere dall’utente in base alle personali necessità e/o preferenze. Temo che il nocciolo del Pensiero Unico Antitetico sia tutto qui: la “mano invisibile” di Adam Smith non regola nulla in nessun campo e lascia tutto al destino imprevedibile dell’indeterminismo. Ma è personalizzabile, bonus indispensabile per auto e ipotesi scientifiche di nuova generazione.

Ora se tutta la montagna di teorie relative al Covid-19 fosse stata formulata da associazioni di appassionati stile terrapiattisti (ed alcune potrebbero esserlo) la cosa avrebbe una sua logica: impossibilitati per ignoti motivi a riconoscere evidenze certe quali le foto scattate dai satelliti, alcune persone si rifugiano in paradisi artificiali dove anche le loro personali ed inverificabili teorie trovano posto. Benvenuti nei multiversi dei social dove tutto è possibile. E sia chiaro che per quanto suoni bizzarro difendo il diritto di persone comuni di staccarsi dalla narrazione corrente per crearsene una su misura. Ma qui non stiamo parlando di persone comuni: dietro alla maggior parte delle succitate tesi ci sono esperti nei vari settori delle scienze, gente che ha dedicato la propria esistenza nella formazione di un certo tipo, quasi nobel, specialisti apprezzati in tutto il mondo, persone che hanno fatto del Progresso la leva indispensabile per far scivolare le nostre esistenze verso un futuro tecnologico e medico all’avanguardia, con un curriculum di cui i terrapiattisti non possono disporre.

La faccenda non è una novità. Prendiamo ad esempio i fatti del 911. Le torri sono crollate a causa dell’impatto, dicono gli esperti. No, è impossibile, dicono altri esperti. I due gruppi di esperti non si affronteranno mai in una battaglia finale dove finalmente verrà decisa la sorte della Verità. E lì siamo sul semplice con due sole ipotesi in campo. Oggi guardiamo sgomenti le serie di specialisti che si fronteggiano per determinare la verità sul coronavirus. Armate che si rincorrono per tutto il campo di battaglia dove non si capisce quanti siano gli eserciti e da chi prendano gli ordini. E qui arriviamo al punto essenziale: gli ordini. Ogni ordine è un indizio essenziale per capire la narrazione che vi si cela. Perchè in ultima analisi questo è uno scontro tra narrazioni di fatto o possibili dove il risultato era scontato ancora prima dell’inizio: vincono l’ipocondria e la paura per diverse ragioni. Intanto l’eccezionalità dell’evento è un bonus che i media adorano perché fa schizzare alle stelle i profitti.[1] Non essendoci praticamente più notizie da strillare (ormai anche gli sbarchi hanno stufato) la pandemia è la manna dal cielo su cui scatenare la furia giornalistica con la solita insistente necrofilia da cronaca nera che da svariati decenni ha sostituito il giornalismo investigativo. Qui si aggiunge il secondo motivo: fomentata dai media la percezione popolare è andata gradatamente ma inesorabilmente spostandosi verso la concezione del mondo come un posto pericoloso. I crimini diminuiscono ma aumenta la paura. La salvezza è rappresentata dalla distanza dagli altri visti come una minaccia costante alla nostra civiltà, alle nostre sane abitudini, al nostro tenore di vita, alle nostre certezze, alle nostre famiglie, ai nostri risparmi etc…Questa narrazione ci vuole superiori agli altri, ma gli altri ci stanno invadendo sottraendoci spazi vitali. Analisi che ha del vero, per carità, ma che nel corso degli anni è stata esasperata per fini politici (tornaconto elettorale) e mediatici (necrofilia per fini sensazionalistici). In questa costante ricerca dello scoop una visione moderata seppure ben argomentata del fenomeno viene scartata a priori, mentre emerge in tutta la sua potenza l’elemento spaccatutto che riporta la comunicazione all’interno dei confini tristemente noti della cronaca nera: siamo circondati da potenziali assassini e la lotta tra Bene e Male è più violenta che mai. Si spiega così l’avanzata inarrestabile dei kapò nazionali, invasati protagonisti della normalizzazione attuale.
Non è però questa una prerogativa italiana. Basti pensare a Greta made in Ikea che a Davos dice:“voglio che entriate nel panico. Tutti devono sentire la paura che io provo tutti i giorni.”[2] A finanziare l’epidemia di paura sono schierati ben 118.000 miliardi di dollari a sostegno della portatrice di Asperger e relativa compromissione qualitativa dell’interazione sociale da spalmare sul mondo.[3] Insomma stiamo assistendo alla vittoria globale dei cagasotto: la narrazione di questo mondo come terra dell’abbondanza, il posto dove la vita esplode nelle sue molteplici forme è bandita mentre impera la narrazione del luogo spaventoso dove i pericoli sono costante crescita e dove a noi umani, ci ricordano alcuni scienziati, “lo stato di paura fa rilasciare cortisolo, che non a caso è chiamato l’ormone dello stress… [che] ci fa entrare in una spirale… perché il cortisolo abbatte il numero dei linfociti T e dei globuli bianchi in generale, le cellule preposte alla difesa dell’organismo da attacchi esterni.” [4] Se la voglia di vivere ci fa stare bene, la paura ci obbliga ad ammalarci. Per fortuna Big Pharma ha i rimedi. Geniale.

Il Bene in questa battaglia finale viene quindi fatta vincere a tavolino grazie ad indomiti paladini tra cui spicca lui, l’immunologo nazionale, la star medica le cui frasi riempiono da mesi le italiche discussioni in forza della loro perentorietà. Ad analizzare quella personalità si scoprono i motivi della totale convergenza di intenti tra lui, Greta, i media ed i soldi. E’ dichiaratamente ipocondriaco al punto che davanti ad una siringa scappa. Però impone i vaccini come unica soluzione. Armiamoci e partite. E’ convinto di avere del talento ma alla domanda se come virologo glissa, dato che non è virologo: “Diciamo che so divulgare la scienza”. Il terrore dalla morte, molto caro ai giornalisti di cronaca nera, è un altro punto di contatto tanto che “se qualcuno, a casa o fuori, comincia a parlarne, io scappo. Letteralmente dico”.[5] In quanto a diffondere paura non è secondo a nessuno, neanche a Greta. Secondo la sua narrazione personale Madre Natura ha fatto un incantesimo con il Covid-19 a noi povere Biancaneve: il risveglio dal torpore mortale non sarà il bacio gratis dato per amore dal Principe Azzurro ma il vaccino a pagamento di Big Pharma.

Ci sarebbe poi l’altra narrazione, quella destinata a perdere e capeggiata da Giulio Tarro, questo sì virologo vero in odore di Nobel. Che purtroppo ha una visione minimalista del fenomeno: non è vera pandemia (è una pandemia-supposta, temo) e l’eventuale vaccino potrebbe rivelarsi inutile dato che comunque il virus sparirà in estate.[6] Insomma niente panico, quindi niente scoop, niente miliardi di finanziamento alla paura: tutto sciaguratamente normale.
Una tragedia per chi vende effetti speciali.

“La paura ha creato gli dei.”  Lucrezio

Tonguessy

Fonte: comedonchisciotte.org

23.04.2020

 

NOTE

[1]https://www.fcponline.it/dati-osservatorio-fcp-assoradio-febbraio-2020/
[2]https://tg24.sky.it/ambiente/approfondimenti/discorso-greta-thunberg.html
[3]https://www.alessandriaoggi.info/sito/2020/01/01/finanziare-la-paura-dietro-a-greta-ci-sono-ben-118-000-miliardi-di-dollari/
[4]https://formiche.net/2020/03/governo-conte-coronavirus-paura/
[5]https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_21/burioni-sono-ipocondriaco-vigilia-un-operazione-stavo-fuggire-939f6c94-03a1-11e9-94ba-cb54e059ac5f.shtml
[6]https://www.ilmattino.it/primopiano/sanita/coronavirus_vaccino_inutile_tarro-5172408.html

Pubblicato da Davide

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