Simplicius – Simplicius the Thinker – 4 luglio 2025
Un aspetto sottovalutato del conflitto israelo-iraniano è il modo in cui ha galvanizzato gli integralisti iraniani, con alcuni che ritengono che abbia effettivamente accentrato il potere intorno alla fazione dei falchi militari, piuttosto che fomentare la discordia e il disordine come l'Occidente aveva sperato.
Recentemente il The Economist ha approfondito questo aspetto:
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https://archive.ph/HTzdh[/caption]
Abbiamo visto che, durante il conflitto, il Grande Ayatollah Khamenei ha delegato le decisioni di guerra a un consiglio dell'IRGC (una shura), permettendo loro di decidere tutte le risposte militari necessarie senza la sua immediata supervisione.
Ora The Economist scrive come gli attacchi israeliani, e quelli americani precedenti, abbiano effettivamente contribuito a spazzare via i “moderati” e a installare una classe di comandanti militari molto più bellicosi:
Man mano che l'IRGC acquisisce il controllo, a causa degli assassinii perpetrati da Israele la sua élite si trasforma rapidamente. Sono scomparsi i comandanti veterani che per anni avevano perseguito la “pazienza strategica”, limitando il fuoco quando il loro leader simbolo, Qassem Soleimani, era stato assassinato nel 2020, e mantenendola quando Israele aveva colpito i loro proxy, Hamas e Hizbullah, nel 2024. Ora una nuova generazione, impaziente e più dogmatica, ha preso il loro posto ed è intenzionata a riscattare l'orgoglio nazionale. “La posizione massimalista si è rafforzata”, dice un accademico vicino al campo riformista. Afferma che i decisori in carica prima della guerra stavano discutendo se abbandonare la loro posizione anti-Israele. Ma “ora sono tutti fautori della linea dura”.
Riporta anche che, per la prima volta dalla rivoluzione del 1979, i militari hanno preso il sopravvento sul “clero”, il che potrebbe spiegare perché Khamenei è stato visibilmente “assente” durante la seconda metà della breve guerra.
Ma nel medio termine [ciò] potrebbe segnalare che, sotto la pressione di una campagna militare devastante, il regime diventa più estremo, non più pragmatico.
Attualmente, inoltre, le élite iraniane sembrano “coalizzarsi”, laddove fino un anno fa c'erano grandi lotte intestine e disaccordi sulla direzione del Paese rispetto alle pressioni internazionali; ora la fazione “moderata” è messa a tacere a favore degli audaci patrioti. Questo è simile al processo di selezione naturale che aveva avuto luogo nei circoli dell'élite russa all'epoca dell'Operazione Militare Speciale. Questo si è visto soprattutto quando il Majlis ha dichiarato la sua unanimità sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, di cui parleremo tra poco.
L'aspetto più sorprendente è stata l'ammissione da parte del The Economist che gli attacchi di Israele contro obiettivi civili sono serviti, in realtà, a unire la società iraniana. Questo fatto è in contrasto con le narrazioni quotidiane che ci vengono propinate sul fatto che l'Iran è a pezzi e che i cittadini disillusi aspettano a braccia aperte che Reza Ciro Pahlavi deponga il “regime teocratico”. Si suppone che i cittadini iraniani non abbiano apprezzato particolarmente scene come questa, pubblicata oggi per la prima volta, che mostra un’incursione israeliana al centro di Teheran durante gli attacchi del mese scorso:
This is a crime committed by the Zionist regime 18 days ago.
Bombing of civilians at traffic lights in Tajrish Square, Tehran 59 injured 12 killed, one of whom was a pregnant womanpic.twitter.com/qzDpbgCu2t — Hosniye🇮🇷 (@Itshosniye) July 3, 2025
Dall'articolo, a proposito di cittadini e dissidenti iraniani:
L'iniziale sorpresa per l'abilità militare di Israele si è trasformata in indignazione quando i suoi obiettivi si sono ampliati e il bilancio delle vittime è aumentato. Il disprezzo per l'impotenza dell'IRGC si è trasformato in orgoglio per la velocità con cui si è ricostituito. Gli iraniani che sono fuggiti dalla capitale stanno tornando. Quelli che un tempo sostenevano Israele ora consegnano alla polizia sospetti agenti israeliani. Le prigioniere politiche, le madri dei manifestanti giustiziati e le pop star iraniane in esilio hanno lanciato appelli alla mobilitazione in difesa dell'Iran. “Si è ritorto contro Bibi”, dice un ex funzionario diventato dissidente...
Le fonti del The Economist sono convinte che gli attacchi israeliani abbiano reso certo che l'Iran ora “si precipiterà” a procurarsi la bomba - e perché non dovrebbe?
Basta confrontare il nuovo Capo di Stato Maggiore iraniano, il Maggiore Generale Mousavi (a sinistra), con il suo predecessore Mohammad Bagheri (a destra), ucciso negli attacchi israeliani:
“Se dovesse essere necessaria una risposta militare, sarà più forte e più schiacciante di prima”.
- Il nuovo Capo di Stato Maggiore iraniano, Maggior Generale Mousavi
🇮🇷| Iran’s new Chief of Staff, Maj. General Mousavi:
“Should the need come for a military response, it will be stronger and more crushing than before.” pic.twitter.com/cRYREMo6lD — Islamic Invitation Turkey (@islamic_turkey) July 2, 2025
Ora è emerso che la possibile vera ragione per cui gli Stati Uniti hanno deciso di staccare così rapidamente la spina alla missione Iran è che dopo il voto parlamentare di approvazione, l'Iran ha effettivamente iniziato a caricare le navi di mine marine in preparazione alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
[caption id="attachment_229425" align="aligncenter" width="1200"]
https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-made-preparations-mine-strait-hormuz-us-sources-say-2025-07-01/[/caption]
Sintesi:
Gli Stati Uniti erano seriamente preoccupati per un potenziale blocco dello Stretto di Hormuz, riferisce la Reuters, citando fonti. Dopo il primo attacco missilistico di Israele del 13 giugno, l'Iran avrebbe imbarcato mine marine sulle navi nel Golfo Persico.
Un blocco di questa importante rotta marittima mondiale avrebbe potuto infliggere un duro colpo al commercio internazionale e far salire i prezzi dell'energia, dato che circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas passa attraverso lo stretto.
Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno riconosciuto che potrebbe essersi trattato di un bluff iraniano.
Certo, conosciamo la scusa prevalente secondo cui solo l'11% del petrolio statunitense passa per Hormuz e un tale blocco avrebbe colpito maggiormente la Cina e la sua sfera d’influenza. Si tratta di una proiezione semplicistica, poiché gli effetti secondari sui mercati globali avrebbero comunque comportato importanti ripercussioni per l'economia statunitense attraverso interruzioni delle catene di approvvigionamento, impennate dei costi di produzione, massicce pressioni politiche e la percezione di una debolezza delle capacità degli Stati Uniti come “tutori dell’ordine” nella regione, ecc.
M.K. Bhadrakumar conferma che l'élite iraniana sta “indurendo” le proprie posizioni:
Mentre i diplomatici fanno il loro lavoro, la posizione dell'Iran si irrigidisce a vista d'occhio dopo l'attacco aereo statunitense. Trump ha mal valutato l'umore e la psicologia nazionale dell'Iran. Broujerdi, un politico molto influente e un esperto diplomatico, esprime l'opinione della maggioranza del Majlis.
Gli Stati Uniti sembrano essere in rotta di collisione/confronto/conflitto con l'Iran, avendo giocato tutte le loro carte diplomatiche. Politico e The New York Times riportano che gli Stati Uniti stanno trattenendo le forniture di munizioni, difesa aerea, ecc. per l'Ucraina, poiché le scorte del Pentagono si stanno esaurendo e Israele ha la priorità.
[Bhadrakumar] fa riferimento al deputato iraniano e membro del Comitato per la sicurezza nazionale Broujerdi, il quale afferma che l'Iran ora arricchirà l'uranio a qualsiasi livello ritenga opportuno, compreso il 90%:
⚡️ ⚡️🚨 Iranian MP Boroujerdi & member of the National Security Commission said:
“From now on, we will enrich uranium as needed without accepting any conditions. For example, we may need 90% enrichment for ocean-going ships, and we can now do this without limitations, pic.twitter.com/EwC9CIQ3pM — The Resistance (@TopGResistance) July 2, 2025
L'Iran ha continuato a sfidare la criminale AIEA, sospendendo la cooperazione con essa e vietando al direttore Rafael Grossi l'accesso ai suoi siti nucleari. Sembra che l'Iran sia sicuro della deterrenza acquisita grazie ai danni subiti da Israele con i suoi attacchi e non sia disposto a piegarsi o inginocchiarsi a ulteriori pressioni.
È interessante notare che ora ci sono notizie non verificate secondo cui Israele starebbe segretamente sollecitando la Russia a intervenire:
“Israele sta tenendo, con molta riservatezza, colloqui ad alto livello con la Russia per perseguire una soluzione diplomatica sull'Iran e la Siria, mentre il cessate il fuoco con l'Iran rimane in vigore" - Israeli Broadcasting Corporation.
Israele ha delineato il suo desiderio di uno status quo in cui può semplicemente bombardare l'Iran a suo piacimento, in qualsiasi momento, per “far rispettare” le regole inventate che finge di imporre all'Iran; cioè lo stesso status quo ora accettato come normale per quanto riguarda il Libano, la Siria, lo Yemen e la Palestina - dove Israele può bombardare a suo capriccio.
Leggete questa nuova, sbalorditiva rivelazione del giornale israeliano Ma'ariv:
ULTIMA NOTIZIA:
L'IAF ha sganciato su Gaza le munizioni di intercettazione inutilizzate [al termine della missione], prima su base volontaria poi come procedura [operativa].
Durante la guerra di 12 giorni di Israele contro l'Iran, i piloti dell'aviazione israeliana di ritorno dalle missioni di intercettazione che trasportavano ancora munizioni inutilizzate hanno chiesto di sganciarle su Gaza invece di atterrare a pieno carico.
Questa pratica, nata come “iniziativa locale”, è diventata rapidamente una routine. I piloti hanno sganciato su Gaza le bombe rimaste al fine di “sostenere le forze di terra a Khan Younis e nel nord di Gaza”. Il comandante dell'aeronautica Tomer Bar ha approvato l'estensione della pratica a tutti gli squadroni. Di conseguenza, Gaza è stata colpita quotidianamente da attacchi aerei intensificati, con decine di jet che hanno sganciato centinaia di munizioni sui palestinesi senza bisogno di ulteriori dispiegamenti. Un funzionario militare ha dichiarato che questa strategia ha incrementato l'efficienza dell'Aeronautica, risparmiando risorse e aumentando la potenza di fuoco su più fronti.
Fonte: Ma’ariv in ebraico.
Il problema è che ogni volta che lo farà, l'Iran risponderà probabilmente con un'altra serie di colpi schiaccianti sulle città israeliane, colpi che non andranno a genio alla cittadinanza.
Bat Yam coastal district of Tel Aviv.
An entire neighborhood completely wrecked by ONE MISSILE! pic.twitter.com/lxyxrEHGgs — Iran War Designer (@IranWarDesigner) July 3, 2025
Sarà politicamente disastroso, poiché la popolazione vedrà le “inutili” provocazioni del governo nei confronti dell'Iran come un grande pericolo, senza alcun beneficio tangibile.
Allo stato attuale delle cose, l'Iran - tramite il Ministro degli Esteri Araghchi - esige una sorta di garanzia che qualsiasi negoziato futuro non venga usato come un altro stratagemma per attaccare l'Iran, come è stato appena fatto per due volte di seguito da Trump. Ma, a questo punto, chi può fidarsi della parola degli Stati Uniti?
Intervista del Dr. #Araghchi, Ministro degli Affari Esteri dell'#Iran, con #CBS_News.
*****Non credo che possano iniziare così presto e con questa rapidità. Viviamo i giorni successivi ad una guerra. Le emozioni tra la popolazione sono intense. La gente è in lutto per i propri… pic.twitter.com/YFo99vrX8n — Ambasciata della R I dell’Iran-Roma (@iraninitaly) July 3, 2025
Nella loro voglia di riprendere i negoziati gli Stati Uniti sembrano essere più disperati dell'Iran che, invece, non mostra fretta di riavviare i colloqui:
L'articolo del The London Times con data di Washington, apparentemente ben documentato, afferma che Witkoff sta comunicando “freneticamente” con i funzionari iraniani “attraverso canali diretti e indiretti” per far ripartire i colloqui; la “corsa è aperta” per ottenere urgentemente un accordo sul nucleare, nonostante l'insistenza di Trump nel dire il contrario; Witkoff può offrire un alleggerimento delle sanzioni come incentivo all'Iran per negoziare e “firmare un accordo a lungo termine per sostituire” il JCPOA del 2015, che scade a ottobre.
Anche nel momento in cui scriviamo gli aerei del governo iraniano sono tornati dall'Oman, il che indica possibili colloqui con le controparti statunitensi. Possiamo solo sperare che, dietro le spacconate di Trump, gli Stati Uniti abbiano un po' di buon senso e riescano a trovare un compromesso per un accordo più ampio con il Medio Oriente.
Come corollario, ecco la CNN stupita dagli ultimi sondaggi che mostrano il cambiamento di percezione dei Democratici nei confronti di Israele:
CNN discussing the shifting views of democrats about Israel/Palestine.
Notice @KateBolduan calls it 'an issue' and lumps Mamdani stance on antisemitism into the topic of anti-Israel. Why is it an issue Kate? Why are you conflating the topics?pic.twitter.com/gAiKaCyRI6 — KHAL (@Hal9000_T1) July 2, 2025
Questa è una delle ragioni principali per cui Israele si trova in una situazione così difficile: la prossima generazione di americani non sosterrà più il dominio di Israele sul Congresso degli Stati Uniti. Israele non avrà altra scelta che escogitare nuovi metodi inventivi o [attacchi] false flag per tenere in riga gli americani, perché senza il sostegno degli Stati Uniti, Israele cesserà di essere una nazione in Medio Oriente.
Ma gli integralisti israeliani lo sanno ed è uno dei motivi per cui hanno scelto di distruggere o disgregare l'Iran ora, prima che sia troppo tardi.
Simplicius76, approfondite analisi di geopolitica e dei conflitti, con un pizzico di ironia.
Link: https://simplicius76.substack.com/p/narrative-shift-israeli-us-strikes
Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte - Revisione testo, ricerca e inserimento video a cura di Markus



DrCaligari 5 luglio 2025
Non dispongo di tutte le informazioni quindi mi limito a dire qualcosa basandomi su quello che so. Gli Iraniani non stanno mica tanto bene con quel regime li, avete presente non poter ascoltare musica quando hai vent'anni? Non poter organizzare ne partecipare a nessuna festa? Eccetera. Poi per par condicio dirò anche che la trasformazione di Gaza in quel progetto non è mica tanto ebrea o israeliana. Boh tocca aspettare per capirci chi la spunta tra i trasversali.