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Gli africani bianchi si preparano alla loro “totale rimozione entro cinque anni”

DI DANIEL LANG

shtfplan.com

Nel mese di marzo, il presidente del Sudafrica ha fatto una proposta scioccante, che fa temere a molti proprietari terrieri bianchi una guerra razziale nel prossimo futuro. Jacob Zuma ha annunciato di volere che il governo cominci a confiscare le terre ai bianchi per redistribuirle ai neri sud africani.

Zuma vuole un “controllo pre-coloniale del territorio per stabilire come sia stato occupato” per decidere quali terre debbano essere confiscate. Ha anche detto che “chi sta in parlamento, in particolare i partiti dei neri, dovrebbe trovare delle intese perché solo con la maggioranza dei due terzi si possono apportare modifiche alla costituzione”.

Zuma chiede questa azione radicale forse in risposta all’ascesa di un partito politico rivale, noto come i Combattenti per la Libertà Economica, che da tempo hanno chiesto la confisca di terre dei bianchi.

Questo tipo di dichiarazioni non sono ovviamente di buon auspicio per il futuro del Sudafrica. Vi sono i leader del primo e terzo partito politico più popolari, entrambi di stampo socialista, che dichiarano apertamente che vogliono che il governo depredi un intero gruppo razziale. Poiché questi partiti non sarebbero al potere senza un sostegno popolare, è chiaro che i sudafricani neri si stiano volgendo sempre più contro i loro vicini bianchi. È una ricetta perfetta per un genocidio.

Condizioni del genere hanno generato organizzazioni come i Suidlanders, un massiccio gruppo civile di difesa, dedicato a proteggere gli Afrikaners in caso di crisi sociale o guerra civile. Attualmente si stanno preparando ad un possibile genocidio di bianchi sudafricani.  Uno dei loro leader ha recentemente parlato con Infowars e ha spiegato come intendono rispondere a questa minaccia.

Roche ha detto che i leader sudafricani di sinistra hanno minacciato negli ultimi mesi “il massacro di tutti i bianchi e la loro rimozione entro cinque anni”, spingendo i Suidlanders a prepararsi ad un sorprendente evento di guerra civile, che ora credono imminente.

“Allora dovremmo, in una guerra civile così palese, in una simile crisi, riunire la nostra gente e cercare un rifugio in una posizione remota, per non essere spazzati via”, ha aggiunto.

L’organizzazione tuttavia non prevede di imbracciare armi e il loro miglior piano finora è quello di ospitare nel paese solo una minoranza di bianchi.

“Non si tratta di prendere le armi, si tratta di ritirarsi dalla minaccia”, ha detto Roche. “C’è una tensione insostenibile che sta montando nel nostro paese: le due parti non sono mai d’accordo e quella più forte sta dichiarando apertamente che rimuoverà quella più debole entro cinque anni, li renderà tutti schiavi e prenderà tutte le loro terre“.

Suidlanders ha un protocollo di evacuazione su vasta scala in caso di guerra civile etnica, per rimuovere in modo sicuro dalla regione colpita circa il 20% dei 4,8 milioni di bianchi africani.

È triste tutto ciò. Una volta la nazione più ricca e sviluppata del continente, il Sudafrica si sta rapidamente trasformando in un inferno, pieno di tensioni razziali che potrebbero esplodere in qualsiasi momento. Ancora una volta, il socialismo ed il multiculturalismo si sono dimostrati un totale fallimento.

 

Daniel Lang

Fonte: www.shtfplan.com

Link: http://www.shtfplan.com/headline-news/white-south-africans-are-preparing-for-the-slaughter-and-removal-of-all-whites-within-five-years_05032017

3.05.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Luigi za

    “Non si tratta di prendere le armi, si tratta di ritirarsi dalla minaccia”, ha detto Roche.

    Aprite le porte delle vs. fattorie a crristoooo e vedrete che tutto si aggiusterà.
    Idioti! (al pari di noi europei. Loro gli Afrikaner i doni di dio come li chiama un criminale demente che continuiamo a mantenere e riverire, ce li hanno in casa. Noi invece furbescamente li importiamo.).

  • Invisible man

    Ineccepibile. Dovremmo fare lo stesso anche noi..

    • PietroGE

      D’accordo al 100%

    • permaflex64

      E trasformarsi nella Siria aspettando i “salvatori” vuoi non far mancare una fetta di culo pure a loro?

      • Invisible man

        Eh, vabbè, dicevo in linea di principio…

        • permaflex64

          E vabbè allora dillo che vuoi che la Le Pen perda 😛

  • Hito

    I neri non sono razzisti e questo non è hate speech:
    https://pbs.twimg.com/media/C_GINegXYAI6lYP.jpg

  • fuffolo

    One bullet one settler
    in quegli anni qualche motivo l’avevano

  • Adriano Pilotto

    La qualità dell’informazione fornita da questo articolo è direttamente proporzionale a quella del sito da cui proviene.

  • yakoviev

    Anche il Sudafrica (sulla base del supporto ideologico fornito da articoli come questo) finirà quindi nel novero degli “stati canaglia” nel mirino della “comunità internazionale”, così come c’è già lo Zimbabwe di Mugabe.

  • DesEsseintes

    Ma non è che poi questi bianchi africani cacciati via ce li mandano a casa nostra?

  • fastidioso

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso !
    E il caso di dirlo ?

    Ricordo soltanto che tutto ebbe inizio fra il 1884 e il 1885 quando in Germania si tenne la CONFERENZA DI BERLINO dove si riunirono i rappresentanti delle più grandi potenze mondiali dell’epoca. Fu proprio in quest’incontro che venne sancito il principio della “TERRA NULLIUS” (letteralmente “terra che non appartiene a nessuno”).

    Si badi bene, non è un caso che un “principio” del genere nacque in quegli anni. Ricordiamoci che ci troviamo in piena epoca coloniale e le potenze imperialiste dovevano in qualche modo “giustificare” i
    loro atti d’occupazione nei confronti di qualche nazione ritenuta inferiore.

    (fra le terrae
    ritenute nullius fu fatta
    rientrare la Palestina, è un caso fortuito ?)

    Se poi diamo uno sguardo qui…
    http://www.gfbv.it/3dossier/popoli/pop3.html

  • Piramis

    Ad una prima lettura verrebbe da dire: “Ma chi? i bianchi dell’apartheid? quelli che si sono installati in Sudafrica sterminando e ghettizzando i negri? e che vogliono? hanno quello che si meritano, chi semina vento raccoglie tempesta!”.

    E con questo stiamo a posto no?

    Ma se colleghiamo qualche puntino, forse questa non è l’unica chiave di lettura e neanche la più importante.

    A me sembra, piuttosto, che si stia cercando di far scomparire quante più lettere possibile all’acronimo BRICS, del quale il Sudafrica costituisce l’ultima lettera (in verità si starebbe aggiungendo la T della Turchia, ma non mettiamo troppa carne al fuoco).

    Dopo la B del Brasile, già eliminata defenestrando la Rousseff, dopo aver evitato che si aggiungesse una V come Venezuela (anche perché, dai… BRICSVT suonerebbe male), è ora di destabilizzare anche il Sudafrica con una bella guerretta civile che tenga occupata la gente e non la faccia pensare a superflue politiche economiche globali, per quelle c’è sempre tempo, prima sparacchiamoci un po’.

    Non potendo intervenire sulla R, la C e, per ora, la I, ci si accontenta, intanto, di fargli terra bruciata intorno, step by step.

    E buon destabiltheid a tutti.

  • FBF

    Zuma è anche presidente dell’ANC African National Congress nato nel 1912 su iniziativa di leader politici, ma anche capi tribali ed esponenti della Chiesa. Nel 1944 L’ANC presentò liste comuni con il Partito Comunista Sudafricano e con Congresso di Sindacati del Sudafrica e nel 1947 iniziò la collaborazione con la Natal Indian Congress, fondata dal Mahatma Gandhi, creando così le base per l’opposizione al governo guidato unicamente da bianchi.
    Prodi quale Presidente del “panel” sugli interventi di peacekeeping in Africa fu nominato nel settembre del 2008 dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon.
    Nello stesso anno alla vigilia dei campionati del mondo di calcio disse:
    “Se il Sudafrica riesce a identificare il suo campionato di calcio come quello del continente saranno soldi ben spesi, altrimenti no”. “Il football è la cosa che più unisce gli africani, è un legame popolare – organizzare la più grande festa popolare del mondo non ha paragoni. Quando i mondiali sono stati assegnati al Sudafrica si è detto, è la vittoria di un continente. L’Africa ha bisogno di elementi di unità, vedremo se il Sud Africa riuscirà a mantenere l’idea di radunare tutti i Paesi africani”.
    Per cui queste potrebbero essere ulteriori provocazioni per cementare ancora di più il processo di unità.